
Tra poliziotti, commissari, carabinieri e medici si contano sulle dita di una mano le serie tv italiane che fanno ruotare le proprie vicende attorno ad una famiglia (una tra tutte, ricordiamo “Un medico in famiglia”, seppur contaminato di clima ospedaliero). Forse per paura di sbagliare prospettiva, forse per mancanza di idee, o semplicemente per pigrizia.
Perchè raccontare le vicissitudini di un nucleo famigliare richiede storie verosimili, personaggi forti ma non scontrosi a tutti i costi, ed un clima che sappia diventare leggero e drammatico a seconda delle situazioni da affrontare. Una sfida, che finora abbiamo visto affrontata solo dalla serialità straniera.
Chissà se con “Non pensarci” (da stasera alle 23 su Fox, canale 110 di Sky) cambieranno le cose. Intanto teniamo d’occhio questa serie in 12 episodi, prodotta da Pupkin, ITC Movie e Wilder per Fox Channels Italy e La 7 (che la trasmetterà a gennaio) e che trae ispirazione dall’omonimo film del 2008 di Gianni Zanasi, regista anche della serie tv insieme a Lucio Pellegrini (“I Liceali”), nonchè entrambi sceneggiatori. Stessa direzione, dunque, ma anche stesso cast della pellicola, che ha accettato al volo di far parte del progetto televisivo.
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Era la fine di agosto di tre anni fa quando Raidue mandò in onda i 4 film della prima serie de “L’ispettore Coliandro”, serie tratta dall’omonimo personaggio romanzesco di Carlo Lucarelli. Evidentemente, le aspettative non erano molte, e così la serie venne collocata in un periodo non proprio felice per il palinsesto tv.
Quegli episodi, però, riuscirono a raccogliere il 12% di share, con punte del 15% tra i giovani e i laureati. Segno che quest’eccentrico personaggio aveva colpito il target di rete sono stati, poi i numerosi blog e siti in cui venivano reclamate nuove puntate. Da stasera, per la serie “meglio tardi che mai”, Raidue manderà in onda altri 4 film tv che avranno ancora una volta come protagonista Giampaolo Morelli nei panni dell’ispettore romano (gallery).
Diretti ancora una volta dai Manetti Bros., le storie di questi nuovi film hanno avuto di nuovo la consulenza dello stesso Lucarelli, che in particolare ha curato la sceneggiatura degli episodi “La pistola” -in onda stasera- e “Doppia rapina”, il terzo in onda. Denominatore comune di tutti e 4 gli appuntamenti saranno storie di “ordinaria polizia”: furti, rapimenti e sparatorie non mancheranno, ma a fare la differenza sarà lo stesso protagonista, bravo sì, ma controcorrente, sensibile (di più da quest’anno) e spesso nei guai.
La nuova serie di “Un Medico in Famiglia“, in onda da marzo, avrà una grossa novità che di certo non mancherà di scatenare polemiche. E non stiamo parlando dell’abbandono di Nonno Libero.
RaiUno, la rete ammiraglia, tradizionalmente più conservatrice e vicina ai cattolici, dopo aver prodotto la fiction di Lino Banfi dal titolo Il padre delle Spose che mostrava la realtà di una coppia lesbo che contrae matrimonio grazie alla legislazione spagnola, fa un ulteriore passo in avanti.
Se sull’omosessualità di Oscar, personaggio storico della fiction di punta della Rai “Un Medico in Famiglia” interpretato da Paolo Sassanelli, si era fatta già ai tempi una concessione siamo proprio curiosi di sapere quale sarà la reazione ora che Max, nuovo personaggio affidato ad Alessandro Bertolucci, diventerà il fidanzato/convivente di Oscar.
La scelta è particolarmente coraggiosa perchè a convivere insieme alla “coppia di fatto” ci sarà una bambina e soprattutto perchè il target commerciale della fiction è da sempre quello familiare, il rischio che molti cattolici provino fastidio e non vogliano trovarsi a dover spiegare ai loro figli cosa sta succedendo sullo schermo è notevole.
Sassanelli da parte sua conferma che “possiamo parlare di sorta di fidanzamento. Credo sia giusto che Oscar abbia un compagno. Per troppo tempo infatti, non ha avuto una vita sentimentale” e glissa sulle possibili polemiche “qualcuno sara’ forse disturbato, altri no. Oscar e’ un personaggio che mi ha dato molto. Pensate al paradosso: doveva sparire dopo le prime puntate, invece e’ cresciuto dentro la fiction“.
A novembre scorso, guardando il Padre delle Spose, non pensavo che quel modo macchiettistico di trattare il tema avrebbe fatto realmente piacere agli omosessuali, ma sicuramente ne apprezzavo il tentativo di apertura.
La curiosità di vedere come verrà condita e stemperata questa grossa novità è forte, sperando che non si cada nello stesso tipo di degenerazione.