
La showgirl Belen Rodriguez, oltre alla conduzione già annunciata di Colorado con Paolo Ruffini su Italia 1 a partire dal 16 settembre, sarà anche nella terza edizione di Italia’s got talent in programma in inverno su Canale 5, affiancando Simone Annicchiarico.
Belen dunque prenderà il posto di Geppi Cucciari che, con rammarico, ha dovuto rinunciare a partecipare alla terza edizione del talent che vede in giuria Maria De Filippi, Rudy Zerbi e Gerry Scotti, a causa del proprio impegno quotidiano a La7, G’Day. Per la showgirl argentina una grande occasione per affermarsi anche nella conduzione prima nel varietà prodotto da 3Zero 2 e Colorado Film al posto di Rossella Brescia e successivamente nella terza edizione del talent campione di ascolti co-prodotto da Fascino Pgt e FremantleMedia che ha appena laureato vincitore il pittore Fabrizio Vendramin.
Desterà sorpresa la scelta di Belen a IGT ma in realtà i ben informati ricorderanno che la sua ospitata nel serale di Amici ottenne lusinghieri consensi sia da parte del pubblico sia dalla stessa Maria De Filippi che apprezzò la bravura indiscussa come showgirl ma anche l’ironia con cui duettò con i giovani protagonisti del talent. Belen dunque affiancherà Simone Annicchiarico nella nuova edizione di Italia’s got Talent che partirà molto prima rispetto alle precedenti. Come già detto, una grande occasione ora per affermarsi anche nel ruolo di co-conduttrice nel quale nelle precedenti esperienze (Ciak si canta per esempio) aveva dimostrato qualche difficoltà a causa della lingua. Riuscirà Belen a non far rimpiangere la brava Geppi?
Belen Rodriguez conduce con Paolo Ruffini la nuova edizione di Colorado
Continua a leggere: Belen Rodriguez a Colorado e Italia's got talent
La data di partenza della nuova edizione di Colorado sarà quella del 16 settembre, ogni venerdì in prima serata su Italia1. Come abbiamo avuto modo di dire, alla conduzione troveremo una coppia totalmente nuova, formata da Belen Rodriguez e Paolo Ruffini, che saranno accompagnati dall’attrice Chiara Francini, dai I Fichi d’India e da Digei Angelo (questi ultimi, anello di congiunzione con le edizioni passate).
Tra le sorprese anche il ritorno in scena del trio Pino e gli Anticorpi, che dopo due anni di assenza dalla tv calcano nuovamente il palco di Colorado per divertire il pubblico in studio e a casa con gli sketch di Pino la Lavatrice e altri nuovi personaggi. Guest star comiche confermate nello show: Marco Bazzoni, Enzo e Sal, Didi Mazzilli, Laura Magni, Andrea e Simone, Max Pipitone, Herbert Cioffi, Gialuca Beretta, Gabri Gabra, Angelo Pintus, I Turbolenti, Pucci, Omar Fantini, I Ditelo Voi, Gigi e Ross, i Panpers, I Gem Boy.
A dare freschezza e nuova linfa al cast arriveranno una ventina di nuovi comici arruolati attraverso i Laboratori di Colorado, che ogni anno reclutano talenti emergenti nei locali di cabaret e nelle piazze di tutta Italia. Cambia anche la regia, che quest’anno è affidata a Cristian Biondani, regista veronese classe 1976, proveniente dal mondo dei grandi eventi musicali.
Continua a leggere: Colorado al via il 16 settembre, con Belen Rodriguez e Paolo Ruffini
Ci sono svariati personaggi che rappresentano l’intellighenzia illuminata della tv italiana e fanno da spola tra la Rai (RaiTre in primis) e La7. Dietro di loro, un regista occulto che con la sua lucida attività manageriale sta gestendo le più importanti trattative del momento. Trattasi di Beppe Caschetto, su cui Maurizio Caverzan rivela quest’oggi sul Giornale delle indiscrezioni pazzesche: è a lui che si deve il passaggio di Saviano e Ruffini a La7:
“Se Caschetto non è stato il mediatore ufficiale dell’arrivo di Ruffini nel canale più ‘cool’ del momento, di certo ha seguito la trattativa molto da vicino. E’ lui il pontiere tra Viale Mazzini e Giovanni Stella, ad di La7. Con i suoi artisti un po’ di energia elettrica l’ha portata anche Beppe Caschetto. Magari prendendone una parte dalla centralina di RaiTre. Perché, se in un certo senso, si può parlare del canale Telecom come della RaiTre degli anni Dieci - centrata sull’informazione, di tendenza antiberlusconiana, faziosa anzichenò - in parte lo si deve a lui. Ruffini, Saviano, Formigli, il suo zampino c’è sempre”.
Grazie a Caverzan conosciamo meglio il press agente più discreto del piccolo schermo. Ha 54 anni, è sposato e ha una figlia, Federica, che gli fa da assistente. Vive a Bologna, dove ha sede la sua sua Itc 2000. Progressista, ma di formazione cattolica con esperienza da sindacalista, fu Bibi Ballandi a “instillargli l’idea di fare il manager”, ai tempi di Stasera mi butto: Caschetto era assistente dell’assessore al Turismo dell’Emilia Romagna, che finanziava lo show. E Ballandi scoprì in lui una rivelazione:
Continua a leggere: Beppe Caschetto, Ruffini e Saviano a La7 grazie a lui

Paolo Ruffini lascia RaiTre e diventa direttore di rete a La7.
Non sono valse a nulla le preoccupazioni di Fabio Fazio, che aveva invitato la Rai a provare a trattenere Ruffini: la trattativa era effettivamente avviata ed è già giunta a conclusione, come si legge nel laconico ma inequivocabile comunicato di Telecom Italia Media:
Telecom Italia Media comunica che il dottor Paolo Ruffini entrerà a far parte della squadra di La7 in qualità di Direttore di Rete a partire dal 10 ottobre 2011. Lillo Tombolini continuerà a collaborare con La7 assumendo un nuovo incarico.
Da Viale Mazzini confermano ed esprimono il dovuto rammarico, come se al settimo piano Ruffini fosse sempre stato ben visto (ricordiamo la sua sostituzione con Di Bella e poi il reintegro deciso dal giudice dopo il ricorso):
Il direttore di Raitre, Paolo Ruffini, ha chiesto ieri la risoluzione del proprio contratto di lavoro ed ha informato i vertici aziendali dando preavviso contrattuale. La Rai nell’esprimere il proprio rammarico per la decisione del direttore di Raitre, augura a Paolo Ruffini i più brillanti successi professionali e lo ringrazia per il lavoro svolto in questi anni, prima come direttore del Giornale radio e di Radiouno e successivamente come direttore di Rai3.
Già, per inciso: a RaiTre si svuota una poltrona. Chi la occuperà? Vedremo a breve il toto-nomine.

Fabio Fazio è contrario all’ipotesi che RaiTre si lasci sfuggire Paolo Ruffini. La notizia di una trattativa ormai avviata ad una positiva conclusione fra lo storico direttore della terza rete e La 7 era trapelata un paio di giorni fa, ma il conduttore di Che Tempo che fa spera che la Rai riesca a fermarla.
Voglio sperare che una rete forte come Rai3 non perda il suo punto di riferimento, voglio credere che la Rai faccia di tutto per trattenere Paolo Ruffini. Lavoro da otto anni con Paolo, che mi ha riportato in Rai dopo l’ostracismo: gli sono enormemente affezionato. Ma, al di là della questione personale mi chiedo come si fa a privarsi con leggerezza di professionisti che portano risultati, che svolgono il loro mestiere nel migliore dei modi. Bisogna fare di tutto per trattenere Ruffini
Per Fazio la situazione del direttore assomiglia a quelli di Santoro, Freccero e ai problemi avuti da Vieni via con me e dalla Gabanelli:
Nessuno ha la vocazione al martirio. Ha dell’incredibile il fatto che, invece di valutare le professionalità e di metterle nelle condizioni migliori per lavorare, le si esasperi spingendole in qualche modo ad andar via. Sarebbe un duplice danno: chi va via, infatti, passa alla concorrenza. Ruffini è un grande direttore che ha un rispetto assoluto non solo per il lavoro, ma anche per la libertà degli altri: si pensa che i direttori vogliano reti che assomigliano a loro, invece Ruffini ha sempre vissuto il suo ruolo consentendo a ciascuno di raccontare le cose dal proprio punto di vista, che non necessariamente doveva combaciare con il suo.
Fazio, in sostanza, si espone per difendere il direttore con il quale ha lavorato più a lungo, forte della recente conferma sembra convinto che il ruolo di Ruffini è fondamentale per garantire indipendenza a RaiTre dalle tante pressioni sui programmi e la trasmissioni che trasmette.

Secondo TMNews il direttore di RaiTre Paolo Ruffini sarebbe in procinto di lasciare la Rai e passare a La 7. La notizia, che non ha avuto per ora conferme né smentite, è stata lanciata dall’agenzia e si sostiene che “si sarebbe intensificata in questi ultimi giorni e potrebbe giungere a conclusione già entro questa settimana“.
Ruffini, come ricorderete, era stato direttore della terza rete Rai ininterrottamente fra il 2002 e il 2009 quando il Cda aveva disposto la sua sostituzione con Antonio Di Bella. La decisione non era stata accettata del dirigente che con un ricorso era riuscito ad ottenere il reintegro nel maggio 2010 a spese di Di Bella che, proprio per questo, gli aveva dedicato una “canzone”.
Chissà se, una volta confermata la partenza di Ruffini, sarà proprio l’ex direttore del Tg3 a riprendere “il suo posto”.

Milena Gabanelli e il suo Report continuano a far discutere. Dopo le surreali dichiarazioni di Antonio Marano, non si fanno attendere altri commenti. Come era facile immaginare. Perché c’è, evidentemente, qualcuno che ha a cuore il futuro della Gabanelli in Rai.
In particolare, Corradino Mineo ha di fatto teso la mano alla giornalista verso RaiNews24. In una nota, il direttore della testata ha scritto:
Leggo che Milena Gabanelli non potrebbe avere la tutela legale della Rai in quanto non dipendente dell’azienda. Bene, a Rai News ci sono da tempo vacanti due posti da Dirigente giornalista. Sarei ben felice di accogliere Milena Gabanelli nella mia squadra come Vice Direttore con delega alle inchieste.
E anche da RaiTre si alza la posta in gioco. Tocca al direttore Paolo Ruffini dire la sua. E proporre, per risolvere la querelle, l’assunzione della Gabanelli.
Continua a leggere: RAI - Gabanelli: Mineo la chiama a RaiNews24, Ruffini propone assunzione

Al di là di come andrà l’affaire Michele Santoro, La7 ha deciso di fare il grande salto in autunno. A cominciare dalla direzione. Lillo Tombolini, attuale direttore programmi lascerà a breve e per il suo posto, come scrive oggi Alessandra Menzani sul quotidiano “Libero”, sono in lizza cinque dirigenti di grande importanza.
Graze all’apporto importante di Enrico Mentana che ha acceso la rete portando il suo TgLa7 a toccare anche il 13% con una media che ormai si è stabilizzata al 10-11%, Giovanni Stella amministratore delegato di Telecom Italia Media starebbe pensando al sostituto di Tombolini con un manager proveniente da realtà consolidate Rai, Mediaset e da case di produzioni leader.
Sarebbero cinque al momento i papabili ad occupare la poltrona del direttore di La7: il primo, di cui si è vociferato tanto nei giorni scorsi, è Paolo Ruffini attuare direttore di Rai 3 con le valigie in mano (pare che il suo posto verrà preso da Maria Pia Ammirati) entrambi di area centrosinistra.
Continua a leggere: La7 pensa al nuovo direttore: Ruffini, Ambanelli, Saba, Mieli o Freccero?
Uno scenario surreale: alla faccia del gentle agreement in copertina su Sorrisi Ti lascio una canzone e Io Canto potrebbero andare in onda l’uno contro l’altro nella serata del venerdì, con tanto di terzo incomodo (Quarto grado). A comunicarlo è Alessandra Magliaro dell’Ansa, in un’ampia notizia di agenzia sui palinsesti autunnali Mediaset, ufficialmente presentati alla stampa il 29 giugno.
Questo scontro del venerdì dipenderebbe dal fatto che entrambi i baby-talent vogliono andare in onda a fine settimana, anche per non far saltare troppi giorni di scuola ai bambini. Posto che la Clerici voleva giocarsi la sfida a Maria al sabato, anche per evitare Garko in settimana, inizialmente lei confidava su Scotti in primavera. Andare al sabato contro C’è Posta - dando a Gerry il vantaggio di giocare d’anticipo - sarebbe del tutto autolesionista per lei. Di qui l’extrema ratio: una sfida tra cloni senza esclusione di colpi.
Il rinvio alla primavera di Scherzi a parte, con peraltro una conduttore forse diverso da Scotti, ha segnato il repentino anticipo di Io Canto condotto da quest’ultimo, che altrimenti sarebbe rimasto fuori da Canale 5 (visto che al preserale da fine agosto arriva Avanti un altro con Bonolis e Laurenti).
E proprio la conferma di Io Canto in autunno potrebbe far slittare, a sua volta, il debutto sperimentale di Money Drop, il nuovo quiz di Gerry Scotti previsto in prime time da settembre per quattro puntate. Il conduttore non potrebbe farcela a lavorare sui due programmi insieme, mentre Scherzi a parte - che è peraltro registrato - sarebbe partito ad autunno inoltrato. Chissà quando Gerry troverà il tempo di testare il game show dell’anno, visto il suo impegno primaverile con i Record e Italia’s got talent, a sua volta anticipato in piena garanzia.
TvTalk - Maria Rita Parsi contro Antonella Clerici e Gerry Scotti
Soffia fortissimo in queste ore in Rai il vento del direttore generale Lorenza Lei che parte dal settimo piano ed è prontissimo ad entrare nella stanza del CDA che con ogni probabilità si aprirà giovedì o venerdì di questa settimana, pronto a sfornare una tornata di nomine, anche se negli ultimi minuti sembra esserci stata una frenata. Secondo quanto apprende TvBlog da fonti interne Rai, sembra davvero deciso l’avvicendamento sia di Rai2 che del Tg2, i successori di Massimo Liofredi e di Mario De Scalzi sarebbero rispettivamente Gianluigi Paragone, attuale vice di Rai2 per l’informazione e Susanna Petruni che passerebbe cosi dalla vice direzione del Tg1 alla direzione del Tg2.
Per la neonata ed importantissima direzione intrattenimento, oltre alle candidature di Giancarlo Leone e Gianvito Lomaglio già consolidate da giorni, si aggiunge in queste ultime ore il nome di Angelo Teodoli, già vice direttore di Rai1 nell’era Del Noce, grande esperto in materia, attuale capo del palinsesto e braccio destro del potente vice direttore con delega sui palinsesti Antonio Marano. Mauro Mazza rimarrebbe, per ora, saldo sulla poltrona di Rai1, nonostante un tentativo fatto in extremis di trasferirlo a Raifiction, tentativo tramontato dopo il “niet” di Fabrizio Del Noce di traslocare a Raicinema, mentre Maria Pia Ammirati passerebbe dalla vice direzione di Rai1 alla direzione di Rai3 al posto di Paolo Ruffini. Ma che ne sarà di Liofredi e Ruffini? Certamente è questa una questione estremamente spinosa per l’attuale direzione generale Rai, visti anche i passati legali che il predecessore della Lei, Mauro Masi, dovette subire quando sostituì Ruffini con Antonio Di Bella sempre a Rai3.
Ci risulta infatti in corso in queste ore un colloquio fra il direttore generale Rai e l’attuale capo della terza rete del servizio pubblico, colloquio che verte sul futuro di Ruffini, a cui verrebbe offerta una vice direzione generale. Un percorso a salire che ritiene condizione sine qua non anche l’attuale capo di Rai2 Massimo Liofredi, forte di quattro garanzie vinte, che ovviamente non accetterebbe demansionamenti (Rai Edu?) ma accetterà di andare via da Rai2 solamente dietro ordine della Lei, alla quale poi molto probabilmente farà causa per demansionamento, pratica ormai molto diffusa in Rai.
Ve lo ricordate il numero zero di Cosmo, dove la scienza incontrava Fringe in un laboratorio sui generis? Testato nella serata di sabato 4 settembre 2010, il programma era accompagnato dal sottotitolo tecnologico ‘Siamo tutti una rete’ e aveva un taglio spiccatamente convergente, a tratti straniante per una rete come RaiTre.
Dopo aver riportato una media in prime time di 1.053.000 telespettatori, share 5,92% (6,36% su t.c.), Cosmo torna in seconda serata da domenica sera, ereditando la collocazione dell’Almanacco di Gene Gnocchi (ex Glob di Bertolino) subito dopo Report. La location diventa più astratta: per metà si gira su chromakey, con una specie di lavagna digitale e il susseguirsi di dati, immagini, e modelli 3d, e per metà (relativamente alle interviste) su un fondo ricostruito, che ricorda vagamente un interno dell’astronave di 2001 Odissea nello spazio.
Ma c’è una novità su tutte: Cosmo cambia pelle, diventando la prima trasmissione di divulgazione scientifica tutta al femminile. Un team di giornaliste scientifiche inviate in ogni parte del mondo affronterà i temi del nostro futuro che sono legati alle scelte, alle scoperte e agli errori del passato. Il nuovo sottotitolo di Cosmo diventa infatti “Il futuro è passato?”.
A farsi strada nel panorama dominato da Piero e Alberto Angela e da Roberto Giacobbo sarà la nuova conduttrice Barbara Serra (nota al pubblico tv come giornalista della redazione di Londra di Al Jazeera e opinionista di Tv Talk), che prende il posto di Luca De Biase (apparso nel pilot poco televisivo, va detto).
Così Gregorio Paolini, produttore di Cosmo con la sua Hangar in tandem con RaiTre, commenta il suo posizionamento in una programmazione sempre più “divulgativa”:
Cosmo - le foto in anteprima su TVBLOG




Continua a leggere: Cosmo, Barbara Serra donna di scienza dopo Report. E RaiTre apre al web

A quanto pare oggi è la giornata delle non notizie, o meglio, delle smentite. Dopo le precisazioni di RaiDue riguardanti Quelli che il calcio e Simona Ventura, arrivano quelle di Italia1 sulla presunta “epurazione” di Nicola Savino. La rete giovane Mediaset precisa:
In merito alle indiscrezioni riportate dal nuovo numero di Sorrisi e Canzoni Tv in edicola domani, comunichiamo che non è stata assunta alcuna decisione in merito alla conduzione della prossima edizione di “Colorado”. Il programma andrà in onda nel prossimo autunno, quindi va da sé che avrebbe poco senso parlarne oggi.
Anche in questo caso c’è la frase “sibillina”, che smentisce l’indiscrezione ma lascia aperta ogni possibilità. Proprio perché “avrebbe poco senso parlarne oggi”, non si può dare per certa la riconferma di Savino e di tutto il cucuzzaro, ma si può invece ipotizzare che non si sia pensato realmente al nome di Paolo Ruffini per l’eventuale sostituzione.
Quello che invece appare certo, oltre al fatto che Colorado andrà in onda anche il prossimo anno, è che lo “sfogo” di Savino con i vertici Mediaset, raccontato da Sorrisi, non sia mai avvenuto. Come potrebbe essere altrimenti?
Le “fantarimozioni” sono la moda del momento. L’ultima riguarda Nicola Savino, che secondo Sorrisi e Canzoni sarebbe stato fatto fuori dalla conduzione di Colorado. Il settimanale rivela anche alcuni particolari: come suo sostituto sarebbe stato contattato l’attore toscano Paolo Ruffini. Il conduttore, sempre secondo il settimanale, appresa la notizia si sarebbe sfogato con gli alti dirigenti Mediaset, ma la decisione sembra sia stata presa dal produttore della Colorado Film Maurizio Totti.
Il “divorzio”, seppure unilaterale, sembrerebbe insomma cosa fatta. Peccato che poco dopo l’uscita della notizia, abbiano iniziato a circolare voci diverse. Savino in persona, sentito da Affaritaliani.it, ha commentato così:
Non se so nulla. So solo che ho un rapporto proficuo con Mediaset e che nel caso l’indiscrezione risultasse vera, non avrei nulla da rimproverarmi. Gli ascolti di ‘Colorado’ sono ottimi. Il mio contratto scade a dicembre, vedremo..
Pare strano a questo punto immaginarsi uno sfogo di Savino se davvero lui non ne avesse saputo nulla fino all’uscita della notizia. Questo non esclude comunque la possibilità che l’indiscrezione sia vera e che la prossima edizione di Colorado non lo veda più al timone del programma. Resta da capire anche quale possa essere il futuro di Rossella Brescia, che con Savino aveva formato una coppia piuttosto affiatata. Sorrisi anche per lei parla di una possibile sostituzione con Paola Barale.
E’ proprio il caso di dire che chi vivrà, vedrà…

Raffaella Carrà non tornerà presto sugli schermi tv, come d’altronde aveva già fatto sapere il 30 luglio scorso. La conduttrice si trova in questo periodo decisamente meglio nei panni di autrice tv e dopo l’esperienza con Il Gran Concerto è nuovamente impegnata in un progetto a sfondo musicale per la terza rete Rai, il Concerto di Natale.
Per ora il direttore di Raitre si accontenta che io scriva. Ma mi trovo bene a Raitre perché è una rete coerente con sé stessa, a Raiuno invece ho trovato un entourage confuso.
Già, RaiUno, la rete ammiraglia con la quale la Carrà non è riuscita a concludere un accordo per 5 speciali in prima serata. La bionda madrina di Carramba dice di aver rifiutato, di non aver gradito l’ambiente trovato nella rete diretta da Mauro Mazza e ricorda con nostalgia i tempi dell’ultima edizione della sua trasmissione recente di maggior successo:
Su Raiuno ho trovato dispersione, un entourage confuso. Sergio (ndr Japino) quando io dico no, e lo dico spesso, mi invita sempre a riflettere, stavolta invece ha detto no anche lui. Con Carramba abbiamo fatto un prodotto di successo con quattro soldi in allegria. Ora ho trovato un’atmosfera non giusta. Io dico no perchè sono una persona libera, lo ero quando ero giovane e non ero nessuno, figuriamoci se non dico no adesso.

Paolo Ruffini, direttore di RaiTre, apre alla possibilità che il Ministro Maroni ottenga lo spazio per una replica a Roberto Saviano nella terza puntata di Vieni via con me. Come noto il Ministro dell’Interno non ha gradito il riferimento dell’autore di Gomorra alla Lega Nord nel suo monologo sulle infiltrazioni dell’ndrangheta in Lombardia. Maroni aveva parlato di “accuse infami” e aveva chiesto di intervenire in trasmissione per un contraddittorio con Saviano, ma Loris Mazzetti, capostruttura di RaiTre, aveva chiuso la porta (con decisione) a questa possibilità.
Il caso è montato durante la giornata, un inseguirsi di dichiarazioni di esponenti politici e l’accorata replica dello stesso Saviano:
Sono stupito e allarmato dalle parole del ministro Maroni. Non capisco di quali infamie parli. Temo che abbia visto un’altra trasmissione. Lo invito a rivederla e riascoltarla: io ho parlato solo di fatti, frutto di un’inchiesta giudiziaria dell’Antimafia di Milano e Reggio Calabria sul nuovo assetto della ‘ndrangheta e sulla sua presenza culturale, politica ed economica in Lombardia. Fatti che dovrebbero preoccupare il ministro dell’Interno invece di spingerlo ad accusare chi li denuncia.
Del caso sarà investito anche il Cda Rai nella giornata di oggi e Paolo Ruffini, esperto direttore (ed equilibrista in questi anni di “difficile” gestione) ha deciso di rompere gli indugi e di aprire alla possibilità che la terza puntata di Vieni via con me ospiti una replica in video, o uno scritto, di Maroni.
Voi come la pensate?



