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Contratto di servizio Rai e IPTV, un disastro

pubblicato da Gabriele Capasso

Logo RaiIl 24 dicembre scorso eravamo molto ottimisti e l’avevamo scritto chiaro e tondo: se il nuovo contratto di servizio ricalcherà la bozza disponibile tutto l’archivio Rai finirà su Internet, in un formato aperto, libero e disponibile per tutti.

Prima di pasqua il contratto è stato approvato ma l’esito è stato più che deludente.

L’articolo che riportavamo in questo post ha subito più di una decisa modifica: la Rai non è più obbligata a rendere disponibile tutto il suo catalogo, bensì “una selezione dei materiali proposti tramite l’emittenza tradizionale“. Nulla di diverso da quanto già accade ora sui due portali Rai: Rai Click e Rai Media.

La decisione sarebbe assurda e anacronistica già così, ma il peggio deve ancora venire.
Rispetto alla bozza che pubblicammo ci sono altre modifiche. Innanzitutto sparisce il riferimento alla licenza Creative Commons per i contenuti pubblicati online dalla Rai, al suo posto compaiono i DRM e la necessità di una protezione che consenta l’identificazione dell’utente che scarica il filmato, utente che dovrà “essere in regola con il pagamento del canone“.

Un salto mortale carpiato all’indietro, da pochi contenuti relativamente liberi per tutti a pochi contenuti blindati e chiusi a quanti potranno dimostrare (come e in che forma è da stabilire) di essere “collegabili” ad un regolare canone tv.

Questa incredibile virata su un aspetto come quello dello sviluppo degli archivi online è onestamente sconcertante e costringe a rivedere il nostro giudizio più che positivo sul Ministro Gentiloni. Mentre emittenti inglesi come Channel 4 o la BBC scelgono di investire e di rendere disponibili (almeno ai residenti in Gran Bretagna) i loro archivi, sottoscrivendo magari accordi di distribuzione con YouTube la nostra televisione di stato viaggia a passo di gambero facendo cancellare i filmati pubblicati sul portalone di Google e sottoscrivendo un contratto di servizio pesantemente mutilato e mutato rispetto ad una bozza che tanto aveva di buono.

Ci riserviamo di commentare nei prossimi giorni altri aspetti rilevanti del nuovo accordo, intanto dopo il salto vi proponiamo le due versioni dell’articolo 6 del Contratto di Servizio, quella prevista e quella effettivamente approvata. A voi i commenti.

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Tutto come previsto

pubblicato da Gabriele Capasso

Ieri, nella sede di Roma del Codacons, ha avuto luogo la simulazione di Affari Tuoi di cui vi avevamo parlato nei giorni scorsi. Come noto l’iniziativa organizzata dalle associazioni dei consumatori mirava a dimostrare l’incongruenza probabilistica della presenza tanto frequente dei premi più importanti nelle fasi finali del gioco. Ebbene, l’esito della prova ha rispettato le previsioni con 9 occasioni su 30 estrazioni in cui almeno uno dei due premi più elevati (250mila e 500mila euro) ha raggiunto la fase finale del gioco. Adiconsum e Codacons sostengono che la media della trasmissione di Raiuno (13 su 30) sia palesemente oltre la soglia prevista dalle leggi della probabilità (fra 6 e 9) e che questo fatto sia la dimostrazione lampante che qualcosa di strano e non casuale avvenga nel dietro le quinte del programma. Il comunicato stampa, oltre a stigmatizzare l’assenza (scontata) di tutte le personalità che hanno a che fare con Affari Tuoi e la Rai che erano state invitate alla prova, da Del Noce a Insinna, richiede nell’interesse “degli utenti del servizio pubblico, della trasparenza dei giochi e della buona fede dei telespettatori” alla Endemol e alla tv pubblica una spiegazione per questa anomalia.

Il grande balzo del canone

pubblicato da Gabriele Capasso

L’annuncio è di pochi minuti fa: dopo tre anni arriva l’aumento del canone RAI. Da Gennaio prossimo ci vedremo recapitare a casa dei bollettini che per la prima volta sfonderanno la soglia psicologica di quota 100 euro. Il canone tv si attesta a 104 euro con un aumento di 4,40 €, più del 3%.
Non si tratta certo di una mossa che porterà popolarità al Ministro Gentiloni tenuto conto anche che il suo predecessore aveva mantenuto (non sta a noi dire se giustamente e responsabilmente) la tassa, perchè di una tassa si tratta, bloccata a 99.60 €.
Il ministro ha spiegato le sue ragioni: “E’ una conferma delle risorse a disposizione della Rai, con un recupero doveroso dell’inflazione. Mi attendo che le risorse del canone vengano investite per assicurare al servizio pubblico quelle caratteristiche di pluralismo e qualita’ definite anche dal recente contratto di servizio tra Rai e Ministero delle Comunicazioni
Parole già sentite, ma non per questo sbagliate.
Quello che ci preoccupa, dando per scontata la buona fede, è l’incapacità dimostrata dalla politica di indirizzare effettivamente verso “il pluralismo e la qualità” la programmazione del tv pubblica, contratto di servizio o meno.

Ad ogni modo per “addolcire la pillola” che, ne siamo certi, andrà di traverso a molti, la Rai ha annunciato che saranno Flavio Insinna e Luciana Littizzetto i testimonial d’eccezione della campagna abbonamenti. Chissà se i due erano stati avvertiti dell’aumento che dovranno promuovere.
[Il portale della Direzione Abbonamenti RAI]
[Il sito ufficiale di Luciana Littizzetto]