

Quest’oggi, due ottimi giornalisti della carta stampata sottolineano (impietosamente) gli ascolti in calo dell’access estivo di Raiuno. Nel mirino è Dadada, il nuovo programma amarcord firmato da Elisabetta Barduagni, erede del Super Varietà andato in pensione insieme all’ideatore, nonché storico capostruttura Rai, Paolo De Andreis.
Marco Castoro, su Italia Oggi, ritiene che Raiuno abbia sbagliato a “cambiare il nome di Supervarietà con Dadada e per questo lo share ne ha risentito”:
“Le schegge della tv del passato, ora riproposte con il solo cambio del nome, non stanno confermando il 23% di share medio riportato fino al 2009. Quest’anno siamo intorno al 18-19%”.
Marco Molendini del Messaggero parla dalla sua di “titolo in pensione”, condividendo con Castoro la perplessità sul cambio di nome visto che “si spaccia per nuovo quello che nuovo non è”. Il critico in questione, però, riconosce che una sottile differenza c’è:
“Il montaggio di Supervarietà lasciava meno spazio alle forbici, rispettava le gag rinunciando a un’inutile brevità, faceva 7.8 punti in più di share”.
Umilmente, spendo due parole per aggiungere un contributo personale alla querelle. Come anticipato dalla mission originaria, Dadada (omonimo titolo di una hit degli anni ‘80 della band tedesca Trio) è caratterizzato da sequenze ininterrotte di immagini, che seguono in ogni puntata un preciso filo conduttore monotematico, avvalendosi del repertorio sia televisivo che cinematografico.
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Anche la Rai ricorda il grande Mike. Nonostante colpevolmente nessuna rete nazionale a parte Rete 4 ha dato il triste annuncio della scomparsa del re della televisione a 85 anni, incominciano ad arrivare i primi programmi commemorativi. Innanzitutto su Raiuno questa sera andrà in onda una puntata speciale di Supervarietà dedicata a Mike Bongiorno.
Il programma di montaggio curato da Paolo De Andreis dedicherà l’intera puntata a momenti storici vissuti in Rai dal re del quiz. Ma l’omaggio di Raiuno, che inspiegabilmente a parte un breve annuncio all’interno di Tg1 Economia e un servizio di Vincenzo Mollica con dichiarazioni anche del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi non ha dedicato (così come nessun’altra rete generalista) nessuna edizione straordinaria o speciale, non si fermerà qui. Subito dopo la replica dell’episodio La Vampa d’Agosto della serie Il Commissario Montalbano andrà in onda la puntata di Porta a Porta di 3 anni fa dedicata al grande Mike.
Anche Raitre non starà a guardare. Alle 18:10 verrà riproposta la puntata speciale di Che tempo che fa condotta da Fabio Fazio del 29 dicembre 2007 dove Mike Bongiorno, in occasione dell’uscita del libro da lui scritto, raccontò come in una sorta di romanzo la storia della sua vita. Una bella occasione per rivivere con un filo di commozione e di nostalgia la storia del padre indiscusso della televisione. 
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A meno di 60 giorni dalla partenza dell’edizione numero 70 di Miss Italia la macchina organizzativa della Miren e di RaiUno è in pieno movimento. Anche noi di TvBlog ci stiamo mettendo in moto per offrirvi una visione il più possibile esclusiva che vi farà vivere questa nuova edizione del più importante concorso di bellezza italiana dall’interno. Per aprire questo nostro impegno abbiamo deciso d’intervistare la conduttrice di questo evento: Milly Carlucci che ci ha raccontato le novità di questa edizione e con l’occasione ha accettato di fare un excursus sulla sua carriera professionale, dagli inizi negli anni ’70 in un’emittente locale romana fino alla soglia del palco di Salsomaggiore, che la vedrà protagonista come prima donna conduttrice unica di Miss Italia.
Partiamo subito con questa nuova edizione di Miss Italia già nei box con i motori accesi. Come sarà questa prima edizione targata Milly Carlucci?
“La novità in primis sta nel format. E’ lì che nasce la diversità di questa edizione. Paolo de Andreis mi disse che la Miren e il direttore Del Noce volevano offrirmi questo progetto per un restyling per i 70 anni con la prima donna al comando. Volevano una vera e propria rivoluzione nella continuità e sulla scia di una lunga tradizione. Siamo partiti così con la riduzione delle ragazze da 100 a 60 e tre giornate di programmazione, perché l’evento si articolerà su 3 temi e il nostro slogan sarà “La Bellezza è un Talento!” perché esser belli vuol dire anche fascino e personalità. Noi saremo quindi un personalità-show in cui le ragazze devono saper ammaliare, dimostrando di aver quel glamour che può bucare lo schermo.”
La bellezza non sarà quindi l’assoluta protagonista della manifestazione?
Chiaramente questo è uno show di bellezza così come Sanremo è uno show canoro. La base lì è il canto e qui è la bellezza. Quante volte pero’ ci capita di vedere una bella persona che pero’ quando apre bocca ti si smonta davanti agli occhi, perché non ha quella carica che ti ammalia e coinvolge. Tante persone possono essere meno perfette ma illuminate di un certo fascino che fa dimenticare ogni imperfezione.”
Cristina Chiabotto e Miriam Leone sono due recenti esempi di Miss Italia di successo. Come sarà invece la Miss 2009?

Sabato 27 giugno 2009 si è chiusa la carriera in Rai di uno dei capistruttura storici di RaiUno, stiamo parlando di Paolo De Andreis. Al termine della serata finale di “Miss Italia nel mondo” ci ha concesso questa esclusiva intervista in cui ci parla del suo periodo antecedente alla Rai in cui ha lavorato nel cinema collaborando con grandi registi del calibro di Franco Brusati, Franco Zeffirelli, Bernardo Bertolucci e con produttori che hanno fatto la storia del cinema italiano come Dino De Laurentiis e Carlo Ponti. Fino poi a raccontarci il suo percorso professionale nella televisione pubblica, partendo dall’inizio nel mondo degli sceneggiati fino ad arrivare all’intrattenimento. Una panoramica di 30 anni di televisione, di cui troverete testimonianza anche in una esclusiva galleria fotografica fatta di scatti tratti dal suo album che documentano il percorso professionale ma anche personale di una persona che, volente o nolente ha fatto la storia di RaiUno.
Con la serata finale di Miss Italia nel mondo si chiude la sua carriera in Rai, la carriera di uno dei più grandi capistruttura di RaiUno, com’è entrato in Rai?
Io vengo dal cinema, ci ho lavorato per 13 anni Ho lavorato fra le altre cose per “Novecento” di Bernardo Bertolucci, “Pane e Cioccolata” di Franco Brusati, “Fratello sole sorella luna” di Franco Zeffirelli. Poi ad un certo punto c’è stata la crisi del cinema, quando i grandi produttori come Carlo Ponti con cui ho iniziato e Dino De Laurentiis sono espatriati. Quindi la produzione cinematografica è passata ad altri tipi di produttori. A quel punto, mi è capitata l’opportunità di entrare in Rai con la produzione del kolossal “Marco Polo” chiamato da Brando Giordani , un impegno che si è protratto per oltre tre anni: quattro mesi a Venezia lido, quattro mesi in Marocco, sette mesi in Cina, quattro mesi a Los Angeles per l’edizione americana.. Poi improvvisamente a Brando Giordani, che in Rai si occupava di sceneggiati , venne affidato l’intrattenimento, ed io che nel frattempo ero diventato suo amico, l’ho voluto seguire.
E cosi le venne chiesto di curare la “Domenica in” edizione 1986-1987 con Raffaella Carrà protagonista
Si quello fu il mio debutto nell’intrattenimento di RaiUno. Da quel momento mi sono legato moltissimo con Raffaella Carrà ed ancora oggi lo sono, anzi ritengo che Raffaella ancora adesso potrebbe stare benissimo sulla scena, perché fin quando non c’è un’altra Raffaella Carrà secondo me c’è lei e va benissimo.
Ritiene molto difficile trovare gli eredi di questi grandi personaggi?
Assolutamente si, infatti purtroppo ci criticano dicendo che non si riusciamo a trovare ricambi però poi ogni volta che lanciamo una giovane vuole dire che chissà cosa ci sia sotto. Quindi è davvero molto complicata la cosa.
Su questa cosa ci torniamo più avanti, parlando ancora di Domenica in, dopo l’edizione Carrà partì l’anno successivo l’era Boncompagni con il debutto delle ragazze pon pon
Si l’anno successivo passammo dalla Carrà a Boncompagni. Io in Rai arrivando dal cinema venivo visto come un mezzo fenomeno perché avevo una certa esperienza su come trattare con i grandi personaggi dello spettacolo ed allora Gianni, su consiglio di Raffaella mi volle con se e feci cosi 4 edizioni dirette da lui.
D’estate, si sa, l’amarcord la fa da padrona. Per anni la leadership revivalistica è stata di un solo indissolubile marchio: Varietà, poi preceduto dall’enfatico Super che ha contagiato tanti titoli d’annata (primo fra tutti Quark). A curarlo da sempre è Paolo De Andreis, capostruttura di Raiuno prossimo alla pensione e con un posto fisso in prima fila insieme al direttore Fabrizio Del Noce. In un’intervista da poco rilasciata a Italia Oggi si è dichiarato orgoglioso della sua creatura:
“E lì che si vedono i miei meriti. Attingo alle teche e scelgo degli spezzoni che per fortuna piacciono al grande pubblico. Mentre fanno arrabbiare qualcuno… Fiorello per esempio. Abbiamo un ottimo rapporto. Abbiamo lavorato assieme, eppure ogni volta che propongo una sua scheggia va su tutte le furie. Mi telefona e mi urla che così lo danneggio perché lo sovraespongo. E’ lo stesso con Carlo Verdone. Che io però utilizzo in maniera stratosferica. E lui puntuale mi chiama per ricordarmi che sto esagerando. Per fortuna c’è Enrico Montesano che ogni volta che ripropongo scene da Bravo mi chiama per ringraziarmi. Un grande attore che meriterebbe di essere rispolverato dalla tv”.
Il merito indiscusso del suo SuperVarietà resta quello di istituzionalizzare qualunque personaggio gli capiti a tiro, passando dal repertorio più vetusto agli sketch di nuova generazione. Da Mina a Paola Cortellesi, da Gianni Morandi a Giorgio Panariello, ne vien fuori un ritratto brillante dello spettacolo italiano, a metà tra vecchio e nuovo, disillusa nostalgia e rinnovata fiducia verso le nuove leve. Il segreto del suo successo, dinanzi a cui soccombe qualsiasi risposta della concorrenza, è di rievocare senza addormentare, sulla scia di una ritmata operazione nostalgia sempre al passo coi tempi e per tutti i gusti. A poco, insomma, è servita la mossa di Canale 5 di sfoderare un competitor pseudo-analogo, con l’auspicio di insidiare il monopolio Rai sul vintage estivo.
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Che ne sarà di Mamma Rai? Il CdA di oggi, che si preannunciava risolutivo, ha imposto l’ennesimo rinvio del caso Saccà, principale responsabile dell’attuale stato di paralisi. Ancora una volta i componenti del centro destra hanno fatto mancare il numero legale al momento della voto sulla proposta di rimozione del direttore di Rai Fiction, avanzata dal Dg Claudio Cappon.
In compenso è nell’aria la nomina a Rai Fiction di Fabrizio Del Noce, direttore uscente di RaiUno. Al suo posto alla direzione dell’ammiraglia, dopo sei anni di onorato incarico, è in lizza Gianfranco Comanducci, già direttore delle risorse umane. Come segno di continuità con la linea Del Noce è stato confermato in qualità di capostruttura il fido collega Paolo De Andreis. Nonostante sia in età da pensionamento, la continuità del suo incarico sino a giugno 2009 gli consentirà di portare a termine le progettualità con Pupo, Carrà e Clerici.
Posto che la commissione si aggiorna a domani, nella giornata di oggi sono saltate le altre decisioni in programma. Oltre ad una ventina di nomine di vice direttori nelle testate giornalistiche, non c’è stata l’approvazione del contratto della prossima edizione de La prova del cuoco.
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“Come recitano gli spot in onda da oggi nove volte al giorno, Fiorello andrà in onda dal 14 gennaio subito dopo il Tg1 delle 20 con Viva Radio 2… minuti”. Così il capostruttura Rai Paolo de Andreis smentisce le voci di una presunta rottura tra il noto showman e la Rai, addebitata alla scarsa promozione riservata al suo ritorno:
“Nei giorni scorsi gli spot sono stati di meno perché abbiamo dei tetti di affollamento e molti programmi in promozione. Ma a 10 giorni dalla messa in onda, come è naturale e previsto, è stata intensificata la promozione di Fiorello”.
Fiorello continua a campeggiare sullo schermo nei panni di un’annunciatrice anni ‘60, con tanto di filo di perle, parrucca cotonata e trucco da signora elegante. Sembra di rivedere la mitica Nicoletta Orsomando, rispolverata per l’atteso microshow in arrivo su Raiuno alle 20.35. Per ora sono previste 9 puntate, ma l’esperimento potrebbe essere ripetuto anche in seguito. Alla luce dello spot in onda, circola l’ipotesi che Fiorello voglia puntare sulle sue imitazioni, ormai diventate un vero e proprio tormentone tra i suoi milioni di fan. Ma per ora l’unica cosa certa è che il programma andrà in onda dai consueti studi di via Asiago, quelli dai quali Fiorello e Marco Baldini conducono il programma radiofonico cult Viva Radio 2 e che sono stati anche lo scenario delle incursioni tv dello scorso anno.
[Via Adnkronos]