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Tutti gli articoli con tag paolo romani

Tg3 Linea Notte - Vendola contro Romani

pubblicato da Malaparte

Volano parole grosse fra Nichi Vendola e Paolo Romani, Ministro per lo Sviluppo Economico. Si parla di Solidarnosc, Vendola ricorda che anche la sinistra italiana era in contatto con il movimento polacco. Romani sostiene che non gli risulti affatto. E Vendola, affondando sul passato televisivo del Ministro:

Perché eri impegnato a organizzare Colpo Grosso, Ministro.

Romani non trova altro modo dialettico per ribattere se non insultando:

Sei un buffone, Vendola. Sei un buffone e un bugiardo.

In effetti, l’informazione di Vendola era inesatta: sulla rete diretta da Romani (Lombardia7) andava in onda non già Colpo Grosso (Italia7) ma bensì il programma erotico Vizi privati e pubbliche visioni legato alle chat line erotiche.

Interessante leggere cosa scrivevano Giancarlo Dotto e Sandro Piccinini in merito al programma condotto da Maurizia Paradiso sul loro libro “Il Mucchio Selvaggio - La strabiliante, epica, inverosimile ma vera storia della televisione locale in Italia”

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Romani conferma: Beauty Contest al via fra poche settimane

pubblicato da Gabriele Capasso


Il Beauty Contest per l’assegnazione dei 5 multiplex per il digitale terrestre dovrebbe partire “fra poche settimane“, questo almeno quanto dichiarato dal Ministro Paolo Romani. Si continuano ad accumulare ritardi nel tentativo di trovare appigli che consentano di non far partecipare Sky Italia, ma dopo la pioggia di quesiti e ricorsi il governo sembra essersi arreso, anche se non pare ci sia tutta questa fretta di avviare il “concorso di bellezza” (letteralmente).

Si staranno inventando qualcosa da inserire nel bando? Che so, il divieto di partecipazione per le aziende che hanno nomi di tre lettere che cominciano per “S” e finiscono per “y”? Tutto è possibile. Intanto il tema del beauty contest si intreccia con quello dell’asta per le frequenze della banda larga mobile. I 2.4 miliardi di euro che lo Stato ha già dato per incassati potrebbero non arrivare dopo l’opposizione del Ministero della Difesa che non sembra intenzionata a liberare gratuitamente le frequenze sui 2.6 GHz.

Le Forze Armate vogliono un indennizzo, viceversa continueranno ad occupare quella porzione di etere. Un bel problema perché così restano disponibili “soltanto” i canali dal 61 al 69 degli 800 MHz tolti alle tv locali, poco spazio per pretendere dagli operatori delle TLC i due miliardi e mezzo di euro che servono per tenere in piedi i conti pubblici. La domanda, ovvia, sul perché non si possa “compensare” andando a chiedere soldi alle tv che intendono partecipare al beauty contest trova la pronta risposta di Romani.

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Switch-off: anticipo di sei mesi, ecco la proposta del nuovo calendario

pubblicato da Gabriele Capasso


L’anticipo del termine ultimo del passaggio al digitale terrestre potrebbe essere anticipato di sei mesi. Non più l’inizio del 2013, ma la prima metà del 2012 per completare lo switch-off dell’analogico in favore del DTT. Il ministero dello sviluppo economico, sentite le parti in causa (associazioni di Tv locali e delle emittenti nazionali, produttori, distributori e consumatori), ha proposto di anticipare al secondo semestre di quest’anno le regioni del centro-nord ancora coperte dell’analogico e andare a completare anche le regioni del sud entro giugno 2012.

In questo modo Toscana, Liguria, Umbria, Marche, Abruzzo e Molise dovrebbero avere lo switch-off entro sei mesi, nel 2012 toccherà a Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia.

L’associazione delle tv locali hanno chiesto garanzie ed ulteriori approfondimenti tecnici per rendere “compatibile“, anche economicamente, la transizione per i loro associati e per questa ragione Romani ha deciso di fissare un nuovo incontro fra due settimane con l’obiettivo di approvare definitivamente il nuovo calendario. Fra tante lungaggini burocratiche italiane il passaggio al digitale terrestre potrebbe costituire un primato per il nostro paese, per una volta non fanalino di coda in Europa.

Sky sul DTT: anche il Consiglio di Stato a favore

pubblicato da Gabriele Capasso


Altra sconfitta per Paolo Romani. Anche il Consiglio di Stato ha respinto l’eccezione del Ministero che poneva dubbi sulla possibilità per Sky di poter partecipare al beauty contest valido per l’assegnazione delle frequenze del digitale terrestre. Il richiamo al principio di reciprocità (Sky è di proprietà di una multinazionale americana, la News Corp) non sta in piedi. La reciprocità può essere richiamata soltanto per società straniere, non per aziende italiane anche se controllate da azionisti stranieri e, sempre secondo il Consiglio di Stato, il Governo dovrebbe adeguarsi alle decisioni dell’AgCom che ha già ammesso Sky alla gara.

Tanto per essere chiari se Romani insiste potrebbe configurarsi “un intervento manipolativo delle condizioni che solo l’Agcom può stabilire“. Una vittoria, seppur indiretta, di Sky Italia su tutta la linea che fornisce all’ad Tom Mockridge la possibilità ideale per inviare una stilettata al Ministro e il Governo tutto:

Sky Italia continuerà ad investire in Italia e a dare il suo contributo per far crescere il settore televisivo di questo paese. Un investimento che secondo un recente studio ha generato oltre 22.500 posti di lavoro tra dipendenti, collaboratori diretti e indotto e che ha trainato la crescita dell’intero comparto. Certo stupisce che proprio chi dovrebbe perseguire l’obiettivo di sostenere ed agevolare questa crescita, ovvero il ministero dello Sviluppo Economico, invece di incentivare investimenti come quelli fatti da Sky Italia, sembri più interessato a ricercare con insistenza soluzioni che vanno nella direzione opposta, proponendo barriere e vincoli nei confronti di chi ha scelto di rischiare i propri capitali in imprese italiane. Barriere e vincoli che - oltre ad essere difficili da giustificare sul piano dell’opportunità, soprattutto in una fase economica complessa come quella che sta vivendo l’Italia - non sono neanche compatibili con i principi della concorrenza e con le regole europee.

Romani insiste: per fermare Sky beauty contest bloccato

pubblicato da Gabriele Capasso


Paolo Romani proprio non ne vuole sapere. A lui (”a chi per lui“, più che altro) non sta per niente bene che Sky Italia possa partecipare alla gara per l’assegnazione delle nuove frequenze nazionali del digitale terrestre. Non gli sta bene nonostante l’UE abbia dato il via libera e lo stesso abbiano fatto tutte le Autorità competenti (Antitrust e AgCom). Uno stillicidio continuo di opposizioni, di moral suasion nei confronti di tutti quegli organi che avrebbero potuto bloccare lo sbarco del gruppo di Murdoch sul digitale.

L’ultima idea di Romani è stata quella di puntare sul principio di reciprocità. Per farla breve, Sky è di un gruppo americano, nessuna azienda italiana ha concessioni televisive negli USA, quindi Sky non può operare in Italia. L’AgCom gli aveva già dato torto, ma lui non contento si era rivolto al Consiglio di Stato. Secondo i giudici il quesito ministeriale non era ricevibile perché formulato “in termini generali e sintetici” ed era “privo di un’argomentata illustrazione dei punti problematici” (leggasi “parla del caso Sky, ma pur di non nominare la società in questione nemmeno una volta diventa troppo generico“).

La si sarebbe potuta chiudere qui, ma niente da fare, il Ministero insiste e riformula la richiesta di un parere. Il tutto si farebbe per evitare errori nella formulazione del beauty contest, per renderlo inattaccabile di fronte ad “eventuali ricorsi“. Certo.
Insomma, la battaglia Romani vs Sky continua e questo produce, inevitabilmente, il rinvio di una gara che avrebbe potuto avere luogo già in queste settimane.
Così si dovrà attendere almeno marzo prossimo, ma è inutile strapparsi i capelli, il rinvio non porterà grossi danni allo Stato (che curiosamente tende a “regalare” l’etere ai network), anche se evidentemente distrae Romani dall’indire una gara che invece può essere molto redditizia per le casse italiane, quella per la banda larga in mobilità. In quel caso sono in ballo 2.4 miliardi di euro, ma senza fretta, per carità, le priorità sono altre: bisogna prima di tutto fermare Sky.

Sky sul DTT: l'AgCom respinge l'eccezione di Romani

pubblicato da Gabriele Capasso


Il Ministro Romani non è convinto che Sky possa operare sul Digitale Terrestre, questo è chiaro da parecchi mesi, ma ancora una volta ha visto le sue eccezioni respinte. L’AgCom ha infatti stabilito, stando alle indiscrezioni pubblicate da Milano Finanza, che nonostante la proprietà di Sky Italia sia “americana” (Murdoch è cittadino statunitense) non si possa applicare il principio di reciprocità per escluderla dal beauty contest per l’assegnazione delle frequenze.

Al ministero è venuto il dubbio, diciamo così, che non essendo assicurata ad un gruppo italiano la possibilità di vedersi assegnato spazio nell’etere negli USA consentirlo a Sky sarebbe quantomeno sconsigliabile, se non vietato, dalla normativa vigente. Secondo l’interpretazione fornita dall’autorità guidata da Corrado Calabrò non è così. Tanto più che nel nostro paese esiste già un precedente: l’acquisizione da parte dell’egiziana Orascom della compagnia telefonica Wind sulla quale nel 2005 non venne sollevata alcuna eccezione.

Questo nonostante la Wind fosse il terzo gestore mobile italiano e detenesse, all’epoca, un contratto di fornitura con lo stato per la telefonia. Insomma, ora non resta che attendere il parere del Consiglio di Stato, che dovrebbe arrivare giovedì e (Romani permettendo) dovrebbe mettere fine definitivamente alle resistenze opposte all’ingresso di Sky quantomeno al beauty contest.

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La Rai in bolletta

pubblicato da Massy


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Paolo Romani annuncia: "Il canone Rai sulla bolletta elettrica"

pubblicato da Marina

paolo romani annuncia il canone rai obbligatorio sulla bolletta elettrica

Il canone Rai è la tassa più evasa dagli italiani. Perciò il ministro Paolo Romani (nella foto in alto), vuole agganciare al prossimo Milleproroghe e comunque entro l’anno, un decreto che impone il pagamento del canone Rai direttamente dalla bolletta elettrica, indipendentemente dal gestore che la fornisce.

Di questa soluzione se ne era già parlato lo scorso febbraio ma dopo le vicende che hanno toccato il Ministero per lo Sviluppo passò un po’ tutto nel dimenticatoio.

E ecco la dichiarazione rilasciata oggi a Il Corriere (pag.35) dove spiega che almeno il 30% di proprietari di apparecchi televisivi non paga il canone alla Rai:

A tutti i titolari di un contratto di fornitura di elettricità, siano essi famiglie o pubblici esercizi o professionisti, sarà chiesto di pagare il canone, perchè ragionevolmente se uno ha l’elettricità ha anche l’apparecchio tv. Chi non ha la televisione dovrà dimostrarlo, e solo in quel caso non pagherà.

Però aggiunge che se il canone sarà pagato da tutti, allora si potrebbe anche valutare una riduzione secondo il principio:

Se pagano tutti pagano meno. La proposta prevede che metà delle risorse vada alla Rai e metà a decremento del canone.

Paolo Romani, il Ministro con un passato televisivo

pubblicato da Malaparte

Paolo Romani, il Ministro con un passato televisivo

Dopo 153 giorni Silvio Berlusconi lascia l’interim del Ministero per lo Sviluppo Economico. Il nuovo Ministro è Paolo Romani. Il che, di per sé, potrebbe sembrare una notizia che riguardi solamente colleghi di Polisblog. Ma non è così.

Paolo Romani - che, dopo l’interim di Berlusconi, succede a Claudio Scajola, costretto alle dimissioni da fatti di cronaca -, infatti, ha un importante passato televisivo che abbiamo già raccontato, in parte, nel pezzo di febbraio Vizi privati, pubbliche visioni. Quando Romani era a Lombardia 7. Un passato che possiamo schematizzare così, facendoci aiutare da wikipedia:

Nel 1974 installa TVL Radiotelevisione Libera (già Telelivorno con Marco Taradash), seconda emittente televisiva privata in Italia.
Dal 1976 al 1985 è direttore generale dell’emittente televisiva “Rete A” (già MilanoTv e Canale51) con l’editore Alberto Peruzzo;
Dopo l’esperienza di Millecanali, dal 1986 al 1990 è amministratore delegato di “Telelombardia”, chiamato da Salvatore Ligresti. Secondo la biografia ufficiale del Ministero, Romani “nello stesso periodo è anche corrispondente di guerra, in particolare seguendo la rivoluzione rumena del 1989, la guerra dell’ex Jugoslavia ed i conflitti in Iran-Iraq”.

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Informazione corretta

pubblicato da Massy


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Tg3 e RaiNews24 - Le reazioni alle dichiarazioni di Paolo Romani

pubblicato da Malaparte


Non tardano, le reazioni alle dichiarazioni di Paolo Romani, secondo il quale il Tg3 fa danni per 30 minuti e RaiNews24 per 24 ore. Secondo il quale la Dandini è “sconfortante” e il Tg1 è da guardare se si vuole essere informati in maniera corretta.

Esce un comunicato ufficiale congiunto dei CdR di Tg3 e RaiNews24, nel quale si legge, a proposito delle parole del viceministro, che queste

Non fanno altro che confermare il fastidio che una certa politica prova nei confronti di un’informazione corretta ed equilibrata […] Vogliamo ricordare al viceministro che informazione è cosa diversa dalla propaganda e, soprattutto nel servizio pubblico, è necessario tenere a mente che un’informazione senza bavagli è fondamentale per la democrazia nel Paese. Anche quando risulta scomoda al governo o a una parte politica. E’ forse a questo che si riferisce Romani quando parla di danni causati dal Tg3 e Rainews24.

I due cdr ricordano anche l’ambigua situazione di “oscuramento” di RaiNews24 (la notizia, un chiarimento e poi l’attacco di FNSI e Usigrai dopo che la situazione non si sbloccava) e invitano Romani

a venire al presidio che si terrà venerdì (domani, 4 giugno, ndR) davanti a Viale Mazzini dalle 10: avrà modo di incontrare molte persone che ancora oggi non riescono a vedere RaiNews24 e di leggere le migliaia di mail di protesta arrivate da tutta Italia e dall’estero. […] Romani se ne faccia una ragione: finché ne avremo la possibilità continueremo a svolgere il compito che ci affida l’articolo 21 della Costituzione italiana

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Paolo Romani difende il Tg1 e attacca Tg3, RaiNews24 e Serena Dandini

pubblicato da Malaparte

Paolo Romani difende il Tg1 e attacca Tg3, Rai News 24 e Serena Dandini

E’ evidente che il Paese-Italia sia spaccato in due. E’ sempre più evidente. E le dichiarazioni di Paolo Romani, viceministro dello Sviluppo economico con delega alle Comunicazioni (già direttore di TVL e ReteA, poi amministratore delegato di Telelombardia, infine direttore di Lombardia7 ai tempi di Vizi privati e pubbliche visioni), ne sono una dimostrazione.

Romani si schiera apertamente a favore del criticatissimo Augusto Minzolini e con il suo Tg1:

Non mi dispiace, è quello che guardo se voglio essere sicuro di essere informato in una maniera ragionevolmente corretta.

Queste le dichiarazioni che rilascia il viceministro a programma radiofonico Un giorno da pecora. Ma ovviamente non si ferma qui e attacca il Tg3, che, dice

Fa danni per trenta minuti.

Poi trova il modo di dare un colpo non solo a tutta RaiTre ma anche a RaiNews24:

Le guardo quando voglio essere sicuro di non essere informato in maniera ragionevolmente corretta

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Romani ottimista: Almunia fermerà Sky

pubblicato da Gabriele Capasso


Paolo Romani, viceministro con delega alle Comunicazioni, è convinto che il commissario europeo Joaquin Almunia non darà il via libera all’ingresso di Sky sul digitale terrestre. Romani ha anche rivelato di aver già ricevuto una lettera di Almunia che comunicava come Sky sarebbe stata esclusa dalla gara per l’assegnazione delle nuove frequenze, senza contare “la pubblica consultazione che inizialmente non era prevista” con gli altri operatori che si sono opposti all’ipotesi di rimozione dei limiti antitrust che tengono Newscorp fuori dal DTT.

Il viceministro azzarda una previsione: “Credo che Almunia terrà conto di questa risposta autonoma del mercato” e garantisce di aver comunque ricevuto la rassicurazione che prima della decisione finale ci sarà un nuovo incontro con i rappresentanti del governo italiano.

Non è chiaro se Romani stia bluffando, ma certamente questa sua uscita è in controtendenza rispetto alle voci che riferivano di un atteggiamento d’apertura da parte dell’UE nei confronti della richiesta di Sky di poter sbarcare sul digitale terrestre. Non ci rimane che attendere.

Digitale terrestre: switch off globale anticipato al 2011?

pubblicato da Stefano Sgambati

Digitale terrestre: switch off globale anticipato al 2011?Non si sa se sono ansie da fine del mondo e da calendario Maya, fatto sta che Andrea Ambrogetti, presidente dell’associazione Dgtvi ha ufficialmente richiesto al governo di anticipare il passaggio globale alla tv digitale terrestre (switch off) di un anno, cioè al 2011:

“Alla fine di quest’anno quasi il 70% della popolazione italiana avrà definitivamente abbandonato l’analogico e il digitale terrestre avrà raggiunto una penetrazione vicina all’85%. Riteniamo non vi sia alcun motivo plausibile per aspettare altri due anni ancora per concludere questo passaggio. Anche perché a questo punto troppi sarebbero i disagi che soffrirebbero le emittenti e gli utenti stessi nel prolungarsi di una situazione ibrida. Chiedo allora formalmente al Vice Ministro Paolo Romani di rivedere da subito il calendario del 2011 in modo che tutte le Regioni rimanenti siano calendarizzate nel prossimo anno e che quindi la transizione possa concludersi in modo anticipato entro il 2011″.

Ambrogetti ha parlato nell’ambito della quinta conferenza nazionale sul digitale terrestre. Secondo il presidente l’Italia farebbe bene a seguire l’esempio di altre “colleghe” europee, come Spagna e Francia che completeranno il “cammino” entro il prossimo anno, appunto:

“Sarebbe un segnale di grande importanza per le imprese, le istituzioni e gli utenti se proprio da questa Conferenza uscisse l’annuncio di un termine anticipato per la conclusione dello switch off nazionale al 2011″.

Per come era stato previsto, il calendario dello switch off, istituito dal Ministero dello Sviluppo Economico, avrebbe previsto lo “spegnimento” di Marche, Abruzzo, Molise, Basilicata e Puglia nel 2011, e di Toscana, Umbria, Sicilia e Calabria nel 2012.

Il Financial Times stana Romani: "Non ci opporremo a Sky sul Digitale Terrestre"

pubblicato da Gabriele Capasso


La richiesta di Sky, presentata in sede europea, di poter entrare nel digitale terrestre da subito, due anni prima di quanto stabilito dai vecchi obblighi antitrust, con la conseguente alzata di scudi del Governo, Agcom e Antitrust italiana ha suscitato un certo interesse anche fuori dai confini nazionali. Il Financial Times, in un articolo di qualche giorno fa, aveva evidenziato come l’implicita contrarietà delle autorità italiane fosse un’altra dimostrazione dell’imperante conflitto d’interessi nel campo della televisione.

Le parole del principale quotidiano economico britannico hanno scatenato la reazione del viceministro Paolo Romani che ha scritto una lettera piuttosto piccata rispondendo alle allusioni su questo tema:

Non sorprende più di tanto che la richiesta presentata da Sky Italia alla Commissione europea per poter sottoporre una offerta per le frequenze del digitale, offra una ghiotta occasione per scatenare l’ira e il biasimo di quanti nutrono un’innata avversione per l’attuale governo. Sono prevedibili le interpretazioni secondo cui il Governo italiano si muoverebbe a nome di Mediaset per escludere dall’entrata nel mercato della tv digitale un concorrente scomodo. Sfortunatamente ancora una volta la realtà italiana è stata grossolanamente mistificata, mescolando pregiudizio con la propaganda proveniente dalla stampa nazionale (italiana, ndr) che si schiera con l’opposizione, sempre più ansiosa di risollevare la questione del conflitto di interessi.

Secondo Romani è fantasiosa l’interpretazione del quotidiano inglese che aveva ipotizzato un ostruzionismo all’ingresso di Sky sul DTT anche in caso di pronuncia europea favorevole al network di Murdoch, ma soprattutto ha dichiarato:

Con nessun mezzo si impedirà a Sky di entrare nel mercato del digitale terrestre nel 2012, sia nel caso voglia acquistare delle frequenze o società, sia nel caso voglia prendere in gestione dei canali.

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