Nel quotidiano slot matuttino del palinsesto italiano tra tradizione e novità, passano spesso inosservati risultati di share da capogiro. Mentre Italia1 in attesa di “Studio Aperto” alle 12.25 consegna la propria programmazione a tre nuovi marchi, Polpette - Capogiro e Jekyll, dal riscontro non esaltante Canale5 dimostra la buona tenuta di Mattino5 e Forum. Sopra ai buoni risultati di Canale5, spicca però il tandem “Uno Mattina” - “Verdetto Finale” ormai abituato a sfondare il 30% di share.
Nell’analisi dell’andamento degli ascolti che parte dalle ore 7 e termina alle ore 14, notiamo come la curva di Prima pagina di Canale5 parta bene appena sopra al 25% restando, fino ai Telegiornali delle 8 al comando seppur di pochissimo rispetto al Tg1. Dalle ore 8 assistiamo al decollo della linea blu di RaiUno che supera nettamente quella arancione di Canale5, la prim attorno al 30% con ulteriore decollo fin verso il 35% durante “Verdetto finale”; la seconda che scorre nella corsia fra il 20 ed il 25%.
In questa fase vediamo al secondo posto la curva nera del satellite che conquista quasi stabilmente il 15% di share. Dalla partenza di Forum su Canale5 vediamo la relativa linea arancione che balza nettamente al comando, raggiungendo quasi il 35%, a dispetto di una linea blu che con “Occhio alla spesa” scende fin verso il 20%. Con Studio Aperto abbiamo lo slancio della curva azzurra di Italia1 che balza dal 10% fino al 22%, facendo però calare la linea di Canale5 dal 34% fino al 24% circa.
Nel palinsesto italiano continua l’agguerrita lotta tra titani del Mercoledì sera. Lo scontro a colpi d’audience tra calcio, reality, fiction e le Iene di Italia 1 arriva così al 2° Match con la discesa in campo su RaiUno della Nazionale Italiana di calcio giudata da Marcello Lippi, da sempre regina d’ascolti. Nonostante l’attacco di RaiUno L’Isola dei Famosi 7 resiste mantenendo i livelli dell’esordio, perdendo solo 71.000 spettatori e lo 0.3% di share. La seconda puntata della passata edizione si fermò invece a 3.863.000 18,66% . Le curve partendo dalle ore 20 ci permettono così di vedere come la linea blu del Tg1 parta nettamente in vantaggio su quella arancione del Tg5: la prima nella corsia fra i 7 e gli 8 milioni di telespettatori, la seconda addirittura sotto la linea dei 5 milioni; alla luce di tutto ciò sta diventando quindi sempre più urgente per Canale5 affrontare il discorso del preserale.
Infatti vediamo come la linea del Tg5 debba fare una scalata non indifferente di quasi 3 milioni di telespettatori per arrivare al picco finale di 8 milioni, quasi raggiungendo il Tg1 che chiude leggermente al di sopra. Ora più che mai poi visto che siamo in periodo elettorale sono molto importanti i numeri dei telegiornali e partire con un handicap di queste dimensioni per il Tg5 e per Mediaset è molto penalizzante. Il prime time ci dice di una linea blu di RaiUno vincente grazie al primo tempo dell’incontro di calcio della nazionale, con la curva arancione di Striscia la notizia che si difende comunque bene arrivando nelle fasi conclusive a pareggiare con RaiUno. La curva rossa dell’Isola si gioca il secondo posto la linea arancione di Canale5 e della fiction “Caterina e le sue figlie” vicino alla linea dei 5 milioni di telespettatori.
Alla partenza del secondo tempo del calcio di nuovo al comando la linea blu di RaiUno che però perde circa 2 milioni di telespettatori rispetto al primo tempo, con le curve di RaiDue e Canale5 praticamente invariate al secondo posto. Il picco dell’Isola è di 5.683.000 telespettatori alle 21:56 mentre quello della nazionale è sul finire del primo tempo alle 21:29 con 8.952.000 telespettatori. Nell”esatta sovrapposizione fra “Caterina e le sue figlie” e L’Isola (21:17-23:21) vince di un soffio il reality condotto da Simona Ventura con 4.546.000 telespettatori ed il 17,62% contro i 4.516.000 ed il 17,51% per la fiction di Canale5.
Un risultato quello dell’Isola commentato dal direttore di RaiDue Massimo Liofredi, la sua dichiarazione dopo il continua.
Si aggiunge oggi, giovedì 18 febbraio, un altro canale al pacchetto Sky. Trattasi di DoveTv, per l’editore Rizzoli-Corriere della Sera Mediagroup, consultabile sul canale 412 del bouquet regolare. Il neonato canale sarà dedicato interamente ai viaggi, in quanto versione televisiva del mensile Dove (rivista RCS, appunto). Nel primo anno il palinsesto di DoveTv prevederà una programmazione composta dal 75 per cento di programmi d’acquisto, cioè format selezionati sul mercato internazionale e importati da noi; il restante 25% tratterà produzioni Digicast, la divisione televisiva e multimediale di Rcs.
Come segnalato dal quotidiano Il Riformista, DoveTv è anche la prima mossa autentica di Alberto Rossini, il nuovo capo dell’area televisiva del gruppo, ex manovratore Mediaset e Telecom Italia (è stato responsabile cinema di Canale5). Durante il suo insediamento in Rcs, Rossini aveva dichiarato qualcosa che poi ha effettivamente mantenuto, visto il suo primo obiettivo raggiunto con Dove Tv: “Parallelamente all’implementazione del piano di interventi sui costi, prosegue e si rafforzerà l’impegno multimediale per lo sviluppo di sinergie tra testate storiche e nuovi prodotti e verso nuove forme di fruizione dei contenuti”.
Qualche informazione sul palinsesto: ogni sabato alle 21.00 a partire dal 20 febbraio, L’Italia Segreta, programma che racconterà i lati meno conosciuti della nostra penisola, presentato da Melba Ruffo di Calabria: si tratta della prima produzione originale del programma. Poi un esperimento docu-reality dal titolo: Il finanziere giramondo. Protagonista della serie è Conor Woodman, analista di mercato londinese che, abbandonata la scrivania, si darà al giro del mondo con 25.000 sterline. Con un obiettivo da autentico finanziere: raddoppiare i suoi soldi. I weekend di Samantha, invece, sarà dedicato, prosaicamente, ai fine settimana, con la presentazione di mete fuori dal comune: conduce la più famosa presentatrice di programmi di viaggio degli Stati Uniti, Samantha Browm.
Su RaiUno va in onda Io e mio figlio - Nuove storie per il Commissario Vivaldi, la serie in 6 puntate con protagonista Lando Buzzanca.
Su RaiDue il film tutto botte e kung-fu Il regno proibito. Con Jackie Chan ovviamente.
Su RaiTre torna Ballarò. Ospiti il segretario del PD Pier Luigi Bersani, il ministro dei beni culturali Sandro Bondi, il segretario nazionale della Cisl Raffaele Bonanni e altri per parlare di quali dovrebbero essere i temi al centro della campagna elettorale per le regionali.
Su Canale5 torna il programma comico più visto della nostra tv, Zelig. Come al solito, qualche comico farà ridere…e qualche altro farà venir voglia di cambiare canale.
Su Italia1 continuano i nuovi episodi del telefilm cult Dr. House - Medical Division (Il tiranno), seguito a ruota da due episodi di The closer (Seduzione letale e Telecamera).
Su Rete4 ecco l’intramontabile Il miglio verde. Solo a ripensarci mi commuovo…
Su RaiUno, seconda puntata della miniserie Lo scandalo della Banca Romana, che ieri sera è riuscita nell’arduo compito di battere la corazzata defilippiana. Bisserà stasera?
Su RaiDue appuntamento con Cold Case, che stasera si butta in pista con un Ritorno a Philadelphia.
Su RaiTre va in onda il classicone del lunedì, Chi l’ha visto?. E stasera chissà se lo vedranno in tanti…
Canale5 propone l’ennesima puntata del Grande Fratello 10, che punta ancora una volta su George Leonard per fare ascolti. Dopo l’eliminazione, la proposta di matrimonio a Donna Carmela…
Su Italia1 ultimo capitolo di una saga che ha sbancato il botteghino: The Bourne Ultimatum - Il ritorno dello sciacallo.
Su Rete4 ecco l’unico programma che nel palinsesto settimanale della rete non manca mai: Il comandante Florent.
Una polemica televisiva perfettamente in sintonia con la festa dell’ultimo dell’anno che stiamo per andare a vivere. Sentite che storie succedono nell’Italia catodica: stasera è prevista su RaiDue una puntata speciale de I Fatti Vostri di Michele Guardì, condotta da Giancarlo Magalli, interamente dedicata all’oroscopo del 2010. Direte: dov’è il problema? Non c’è, infatti, però si trova facilmente, a volerlo proprio cercare. Infatti tale scelta ha risvegliato un vespaio di polemiche: attribuire tanto spazio all’astrologia, su un canale di servizio pubblico, non è piaciuto ai cervelloni che criticano e analizzano le vicende televisive. Sentite Luca Borgomeo, presidente dell’associazione di telespettatori cattolici Aiart:
“Nonostante il clamore sollevato lo scorso anno dopo le nostre proteste, anche quest’anno Raidue ripropone un’intera trasmissione sugli oroscopi. E’ incredibile come il servizio pubblico dia credito alla superstizione. Quale altro servizio pubblico degno di questo nome, vedi Bbc o Zdf, fa trasmissioni del genere?”.
D’accordo coi cattolici anche l’organismo dell’Agcom per quanto riguarda il Consiglio Nazionale degli Utenti. Leggete:
“È inopportuno che il servizio pubblico dedichi trasmissioni agli oroscopi. Il rischio è che si sfrutti la superstizione, la credulità o la paura, in particolare delle categorie di utenti psicologicamente più vulnerabili. La delibera 34 del marzo 2005 dell’Agcom chiede che le trasmissioni di televendita di servizi di astrologia non traggano in inganno il pubblico. Non sarebbe utile estendere tale disposizione a tutte le trasmissioni? Ancor di più quando si tratta di servizio pubblico e in prima serata?”.
La domanda nasce spontanea, tanto per parafrasare un antico tormentone nato proprio a Viale Mazzini: cos’è più retrogrado, primitivo e superstizioso? Programmare una trasmissione interamente dedicata all’oroscopo (gli ascolti medi dicono che esiste un gran numero di spettatori interessatissimi alla cosa) o bandire una caccia alle streghe perché, a loro dire, così facendo si alimenta “la credulità e la paura”? Dice il direttore di RaiDue Massimo Liofredi:
“Sono arrivato alla direzione della rete con il palinsesto già fatto e approvato dal Consiglio di amministrazione e devo rispettarlo. In futuro prenderò in seria considerazione queste indicazioni dell’Agcom e delle altre parti intervenute. Vengo dal mondo cattolico e sono contro le superstizioni”.
A questo punto c’è un’altra domanda che nasce spontanea: l’anno che verrà, esattamente, è il 2010 dopo Cristo o avanti Cristo?
Ci mancava solo il Grande Fratellino per completare il palinsesto perfetto della Tv del Niente. Dal 23 dicembre, infatti, per ora limitatamente alla Spagna, esiste un nuovo reality show che si chiama Dejadnos Solos (Lasciateci Soli) e che ha per protagonisti dieci bimbi e dieci bimbe, di età compresa tra i 10 e i 12 anni: queste creature innocenti, evidentemente proveniente dalle Famiglie Addams di tutta penisola iberica, devono convivere nella stessa casa per dieci giorni, senza genitori e fuori dal consueto contesto famigliare. Il programma è trasmesso da Telecinco, rete per il 50,1% di proprietà di Mediaset, dalle 22 alle 22,50 e ha finora realizzato un discreto successo per la fascia oraria, con uno share dell’8,7% e raccogliendo 1 milione e 597mila spettatori.
Non sono mancate le proteste, com’è ovvio: la Asociación Pro Derechos del Niño (Apdn), che difende l’infanzia, ha già chiesto l’intervento del Tribunale dei minori e del Governo: anche il quotidiano conservatore El Mundo si è schierato apertamente contro e numerosi blog, in Spagna, hanno alimentato l’onda di protesta e dissenso. Non c’è un premio per il vincitore, non esistono nomination e non esistono eliminazioni. Abbandonata anche la via del televoto. Naturalmente i genitori dei baby-concorrenti si trovano a portata di mano per tutta la durata dello show e assistono via tv a circuito chiuso a tutto il percorso dei figli: sono loro a commentare in diretta i comportamenti dei giovinetti che non sanno di essere osservati continuamente.
Una caratteristica: maschietti e femminucce non si incontrano mai tra di loro. Un’altra caratteristica: c’è una sola interruzione pubblicitaria, durante la trasmissione della puntata, però lunghissima, di nove minuti, contenente ben 27 spot (nessuno dei quali - fa notare giustamente il quotidiano La Stampa - è indirizzato specificatamente ai bambini). Così si è espresso Leonardo Baltanàs, direttore dei contenuti di Telecinco:
“Tutti coloro che hanno figli si sono chiesti qualche volta come loro se la caverebbero se li lasciassero soli. La cosa sorprendente dello show è che, nelle stesse condizioni e davanti alle stesse sfide, bambini e bambine si organizzano e si comportano in modo molto diverso”.
Ci aspettiamo un’imminente trasposizione italiana. Semmai con il figlio di Alessia Marcuzzi alla conduzione…
La soap Agrodolce, il romanzo popolare griffato Rai, Rai Educational e Giovanni Minoli, è all’eutanasia. Da sempre al centro di polemiche e forsennate ricerche di fondi (finora i costi sono sempre stati suddivisi equamente tra la tv di Stato e la Regione Sicilia, dov’è ambientata la storia), i continui intoppi burocratici e produttivi hanno già mandato a spasso gli attori da gennaio e gli sceneggiatori da agosto. Un disastro umano, sociale e lavorativo in una terra già sufficientemente problematica da diversi punti di vista. La prima serie, localizzata nell’immaginaria cittadina di Lumera, ha potuto contare su 130 puntate per un costo totale di 24 milioni di euro. Numero di lavoratori impegnati: circa duemila, come rivelato quest’oggi da La Stampa. Per la seconda serie i costi produttivi previsti raddoppiano, sempre divisi più o meno alla pari tra la Rai e la Regione (dipartimento per i Beni Culturali). Fino allo stop del Dpef locale (Documento di Programmazione Economica Finanziaria). Ora la batosta finale: se entro un paio di settimane le “rotative” non riprenderanno il loro moto, la Rai stessa sarà costretta a cancellare Agrodolce dal palinsesto. Commenta il sindaco Burrafato:
“I soldi ci sono. I 25 milioni della Regione sono spendibili, le risorse impegnate. Ma bisogna fare presto e firmare l’Accordo”.
L’Accordo a cui fa riferimento Buffarato è l’Accordo di Programma Quadro. Riportiamo da Wikipedia per i non addetti al settore: “Gli APQ sono uno strumento di programmazione operativa che consentono di dare immediato avvio agli investimenti previsti in specifici settori di intervento. Sono sottoscritti da Regioni e Province autonome, dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, e dalle Amministrazioni centrali competenti a seconda della natura e del settore di intervento previsti”. Qualcosa, insomma, di concordato con il Governo in carica, soprattutto per quanto riguarda gli obiettivi da raggiungere, i finanziamenti e il monitoraggio dell’attuazione degli investimenti. In bocca al lupo ai lavoratori di Agrodolce.

Siamo alla conclusione del periodo di garanzia autunnale e arrivano le prime anticipazioni (fonte Publitalia) per ciò che riguarda il nuovo periodo da gennaio a febbraio sulle reti Mediaset. Su Canale 5 arriva come vi abbiamo anticipato Bravo Bravissimo e ci sarà il ritorno de Il Senso della Vita in prima serata. Amici torna alla sua collocazione storica della domenica dal 17 gennaio con il serale e al martedì e venerdì le fiction. Italia 1 vede confermate Le Iene e le serie con il ritorno di Matricole e Meteore condotto da Enrico Papi e l’anteprima dell’attesissimo This is it, gli ultimi giorni di Michael Jackson in film. Ma vediamo in dettaglio quello che vedremo nei primi mesi del 2010.
CANALE 5
Alla domenica dal 17 gennaio sull’ammiraglia del Biscione torna la fase finale del talent show Amici di Maria De Filippi che quindi torna alla collocazione storica in una giornata da sempre ostica per Canale 5.
Se per Grande Fratello 10 resta confermato il lunedì come giorno fisso, al martedì, dal 12 gennaio, andranno le fiction.
Tra i primi titoli in onda, le quattro puntate di Due imbroglioni e…mezzo, la serie nata dopo il successo del tv movie omonimo con Claudio Bisio e Sabrina Ferilli. A seguire, come in una sorta di fil-rouge, ancora Sabrina Ferilli in versione però più hot per un pubblico adulto con il thriller sexy Caldo Criminale, in coppia con Gabriel Garko. 
Al mercoledì, dal 13 gennaio, la grande novità della stagione: Il Senso della Vita, il programma di riflessione e spettacolo condotto da Paolo Bonolis tenta la carta della prima serata. Come ci aveva anticipato nella nostra intervista esclusiva di maggio il direttore di Canale 5 Massimo Donelli, dunque l’orologio del programma si sposta sempre più verso le 21:10 e si scontrerà (ammesso e non concesso che tutto resti invariato fino a febbraio) con la nuova Isola dei Famosi.
Al giovedì dal 14 gennaio, dopo la pausa autunnale, torna il teatro comico di Gino e Michele, capitanato ancora una volta dalla coppia Claudio Bisio e Vanessa Incontrada, Zelig, in una collocazione finora mai testata.
Al venerdì dal 15 gennaio la nuova serie di stampo spagnolo prodotta da Mediavivere dal titolo Tutti per Bruno con Claudio Amendola, una sorta di Scuola di Polizia in versione all’amatriciana si dice molto divertente.
E al sabato, dal 9 gennaio, il ‘nuovo’ Bravo Bravissimo, condotto da Gerry Scotti e prodotto da Bongiorno Production in 8 puntate.

Variazioni di palinsesto in arrivo nei prossimi giorni sulle reti Mediaset: la serie Intelligence con Raoul Bova chiuderà con la sesta puntata venerdì 23 ottobre, alla domenica passerà Distretto di Polizia 9 e infine su Italia 1 chiude Il Colore dei Soldi e arriverà un’edizione rieditata di Prendere o Lasciare. Inoltre, dal primo di novembre, in access arriverà Striscia la Domenica.
Sono queste le modifiche sostanziali che il comitato ha deciso in data odierna per quanto concerne i palinsesti della prossima settimana. Mentre la quinta puntata andrà regolarmente in onda lunedì 19 ottobre in contemporanea alla seconda parte della miniserie di Raiuno con Vanessa Hassler, Una sera d’ottobre, la sesta e ultima della prima stagione di Intelligence con Raoul Bova non verrà trasmessa domenica 25. Andrà in onda venerdì 23 ottobre contro il temibile I Migliori Anni, condotto da Carlo Conti.
E Distretto di Polizia 9, che stasera andrà regolarmente in onda di venerdì, la prossima settimana salterà e passerà alla domenica 25 ottobre in una collocazione nella quale si confronterà con la prima parte de Le segretarie del sesto, la miniserie che poi si scontrerà anche con il Grande Fratello 10 lunedì. Sarà stata una mossa azzeccata? O forse l’ultima puntata della serie multimilionaria prodotta da Taodue avrebbe frenato meglio la fiction di Raiuno?
“Dr. House” continua ad essere maltrattato da Mediaset. Dopo l’improvviso spostamento di domenica scorsa, quando al suo posto i telespettatori si sono trovati l’ennesima replica di “Titanic”, arriva dal sito TelefilmCult la notizia che il medical drama sarà trasmesso da Canale 5 da giovedì primo ottobre. Lo show di Ale & Franz, invece, si sposta alla domenica.
Ignoti i motivi di questo spostamento: certo, “Un medico in famiglia 6″ sta regalando a Raiuno degli ottimi ascolti, e lo spostamento delle nuove puntate di “Dr. House 5″ potrebbe essere un modo per preservare il medical drama da una sonora sconfitta. D’altra parte, sempre di giovedì, Mediaset trasmette altri due telefilm ospedalieri, ovvero “Grey’s anatomy”, la cui quinta stagione è trasmessa da ormai un mese su Italia 1, e le repliche della prima di “ER”.
Come fare per evitare lo scontro diretto tra telefilm dello stesso genere? Semplice: questa settimana “Grey’s anatomy” ed “ER” giovedì non andranno in onda. In prima serata, è previsto “Shrek”, mentre non si sa ancora quando torneranno i due medical drama. Novità nel palinsesto anche per quanto riguarda la comedy “Californication”, con protagonista David Duchovny.

Le dichiarazioni di Giorgio Gori sono antecedenti alla puntata di ieri sera di X Factor.
Chi sa di televisione sa di chi parliamo, chi non lo sa, attraverso questa intervista forse ne potrà capire di più. Oggi infatti ospite in esclusiva a TvBlog è Giorgio Gori, amministratore delegato della società di produzione televisiva Magnolia. Ma prima ancora di creare Magnolia, Gori è stato fra i padri fondatori della televisione commerciale italiana negli anni ‘80, prima a Mondadori con Rete4 e poi in Fininvest a Canale5. In questa nostra intervista ci racconta quei primi passi nel neonato mondo della TV commerciale in Italia, passi, come lui stesso definisce, fatti di entusiasmo e di passione. Ci tuffiamo poi anche nell’attualità parlando di alcune fra le più celebri produzioni di Magnolia come “X factor” e “L’isola dei famosi”, del futuro della televisione generalista, del digitale terrestre, della Rai, in un colloquio a tutto campo che vi invitiamo a leggere.
A vent’anni assistente di Carlo Freccero nella Rete4 di Mondadori poi il passaggio alla Fininvest di Berlusconi, come ricorda quei tempi: in pratica gli albori della televisione commerciale italiana?
Sarà forse perché eravamo tutti più giovani, ma c’era una grande energia, la consapevolezza che si stava costruendo qualcosa di nuovo e di importante. Ogni giorno c’era qualcosa da imparare. Figuratevi io che ero l’ultimo arrivato. Provavamo, sbagliavamo, ma lavoravamo tutti con grandissima passione.
Poi nel 1991 diventa direttore di Canale5 per 6 anni. Quali personaggi e trasmissioni di quel periodo ricorda con maggior piacere?
Quasi tutti. Corrado, Mike, Maurizio Costanzo, Antonio Ricci, Columbro, Gerry Scotti, Simona Ventura…l’elenco è lungo. Nel ’93 esordì anche Maria De Filippi, con la prima versione di Amici. Ma se devo citare un momento, è il 13 gennaio del ‘92. Nasce il TG5 e Canale 5, conquistata la diretta, diventa una rete vera.
Quindi arriva nel 1997 la direzione di Italia1. Una rete con una mission diversa. Come si trasforma il ruolo di direttore passando da una rete all’altra?
UPDATE: è arrivata la conferma che “Intelligence” partirà con due settimane di ritardo rispetto al previsto. L’appuntamento con la fiction, quindi, è per il 21 settembre.
La stagione non è ancora iniziata ed arriva il primo spostamento dell’anno: la fiction in sei puntate di Taodue “Intelligence”, che sarebbe dovuta partire il 7 settembre su Canale 5, è stata rimandata a data da destinarsi (probabilmente a fine mese). Al suo posto, il 7 e 14 settembre, la rete manderà in onda in prima tv la miniserie “Doc West”.
Una decisione presa a due settimane dalla partenza del prodotto più costoso mai realizzato da Mediaset, motivo per cui la sua collocazione ad inizio settembre poteva risultare un po’ azzardata: con un’estate non ancora finita, il rischio sarebbe stato quello di non attirare abbastanza l’attenzione delo pubblico televisivo, ancor scarso nelle ultime settimane estive. Nella scelta, avrà influito anche la casa di produzione di Pietro Valsecchi, acquistata più di un anno fa da Mediaset (che pare comprerà anche la Janus -ora Ares-) e che dopo il flop di “Crimini Bianchi” preferisce andare sul sicuro ed organizzare al meglio la programmazione delle sue fiction.
Toccherà quindi a Terence Hill (che dal 10 settembre vedremo anche su Raiuno in “Don Matteo 7″) inaugurare la stagione di Canale 5, col film tv in due puntate “Doc West”, girato in Arizona e realizzato dalla Dap (”Elisa di Rivombrosa” e “Il falco e la colomba”) e di cui ci si aspetta anche una serie tv futura, data l’alta richiesta che il prodotto ha ottenuto all’estero alla semplice visione della miniserie.

Chi arriva in soccorso degli assetati di telefilm in cerca di buone (una volta ogni tanto) repliche e succose novità? Se la risposta fino a qualche tempo fa includeva solo Sky e Mediaset Premium, oggi la si può trovare anche in Rai4, canale gratuito del digitale terrestre Rai -e da poco visibile anche via internet- nato nel 2008 e diretto da Carlo Freccero.
Se già nella passata stagione le prime tv non mancavano (leggasi “Day Break”, “Brothers and sisters 2″ e “Codice Matrix”) ora la rete inizia a fare sul serio, proponendo per la stagione autunnale altri nuovi titoli, che su TvBlog hanno già fatto parlare di sè: trattasi di “Battlestar Galactica”, “Mad Men”, “Crash” e “The Middleman”.
Se della prima serie si sa già la data di messa in onda (dal 4 settembre alle 21:15, con replica il martedì alle 23), delle altre tre serie ancora non si ha la certezza della loro collocazione. Ma, come ci ha fatto notare un lettore, per ora il sito di Sipra pone la prima tv di “Mad Men” e “Crash” il sabato sera (un episodio a testa, dalle 21:15, con replica il mercoledì in seconda serata), mentre “The Middleman” dovrebbe andare in onda il giovedì a mezzanotte. Ma le novità non finiscono qui.
I giornalisti Susanna Petruni, Fabrizio Ferragni, Cladio Fico, Andrea Giubilo e Gennaro Sangiuliano sono stati indicati come vicedirettori del Tg1 diretto a oltranza da Augusto Minzolini. Alla vicedirezione di Raiuno, Vilfredo Agnese (Vicario), Maria Pia Ammirati, Ludovico Di Meo, Giovanni Lomaglio, Gianluigi Paragone e Daniel Toaff. Angelo Teodoli è il direttore del Palinsesto.
Sono queste le nomine che mancavano per definire l’assetto della tormentatissima tv di Stato: tutte hanno rispettato le anticipazioni della vigilia.
Anche questa mattina, naturalmente, non è mancato il clamoroso colpo di scena. Dopo Nino Rizzo Nervo, infatti, anche l’altro consigliere d’amministrazione (nominato sempre su indicazione del centrosinistra) Giorgio Van Straten ha deciso di non partecipare alla riunione. Queste le motivazioni addotte al presidente Garimberti:
“Le nomine in molti casi contraddicono platealmente le raccomandazioni da te espresse in materia di nomine che io condivido totalmente: ricerca della più ampia condivisione in consiglio, rispetto dei criteri di competenza e professionalità in relazione all’incarico da ricoprire, assunzione di dirigenti esterni soltanto se specializzazioni professionali equivalenti non sono reperibili all’interno dell’azienda. Molte delle proposte del direttore generale vanno invece contro il metodo da te indicato, che io continuo a considerare irrinunciabile in un’azienda di servizio pubblico che deve garantire pluralismo e qualità. Rimane la necessità di affrontare in modo approfondito i molti problemi che l’azienda ha di fronte a cominciare dal modo in cui il direttore generale ha condotto la trattativa con Sky“.
Sono stati quindi, in totale, tre i consiglieri vicini all’opposizione a disertare: oltre Nino Rizzo Nervo e Giorgio Van Straten, anche Rodolfo De Laurentiis. Garimberti, come annunciato, ha votato a favore dei vicedirettori del Tg1 e si è astenuto sui vice di Raiuno, eccezion fatta per Paragone, sul quale ha espresso voto negativo in quanto non rispondente al criterio del minor ricorso possibile a professionisti esterni all’azienda, da lui stesso preteso.