Sarà sicuramente uno degli eventi televisivi dell’anno: il 23 maggio, alle 21 americane, la Abc manderà in onda le ultime due ore di “Lost”, chiudendo il cerchio di una storia i cui misteri sono in cerca di una soluzione da sei anni. E proprio in virtù del potenziale boom che potrebbero ottenere in termini di ascolti gli episodi finali, circolano in rete le prime indiscrezioni circa i possibili costi di uno spot trasmesso durante quella sera.
Quanto potrebbe costare una pubblicità all’interno dell’ultimo episodio di “Lost”? Gli investitori, attraverso il sito Advertising Age, sostengono che la Abc potrebbe arrivare a chiedere ben 900 mila dollari per trenta secondi di spot, con oscillazioni che vanno dagli 850 mila ai 950 mila.
Una cifra vertiginosa, soprattutto se confrontata con i prezzi che sono stati annunciati, sempre per “Lost”, durante gli upfront dell’anno scorso, quando uno spazio pubblicitario costava circa 213 mila dollari. Sebbene la Abc non abbia confermato, è molto probabile che la cifra sia comunque più alta del normale, cosa che fa entrare il finale di “Lost”, ancora prima della sua messa in onda, nell’olimpo delle serie più costose (per i pubblicitari) della storia.
Continua a leggere: Il finale di Lost: 900 mila dollari per uno spot da 30 secondi?

Dopo una scatenata prima parte fatta di ricordi in cui Antonella Elia ci riportava dai tempi di “Non è la Rai” alle trasmissioni condivise con Mike Bongiorno, ora in questa parte finale ripercorriamo con lei il passato più vicino, caratterizzato dall’indimenticata partecipazione al reality di Simona Ventura nella seconda edizione dell’Isola dei Famosi (su cui lanciamo un sondaggio a fine intervista), con uno sguardo anche al futuro e ai sogni più o meno realizzabili di Antonella.
(…) Parlavamo della ricorrente messa in onda delle liti con Mike. Un altro momento indimenticato dalla Tv è la famosa rissa strappa capelli con Aida Yespica. Rivedendolo ti penti o vergogni di quello che successe sull’Isola dei Famosi?
“Ma va ancora in onda? Pazzesco. Mi fa ridere, tutti i miei litigi che siano con la Yespica o con Mike mi fanno ridere perché riesco a cogliere in me il lato ridicolo e mi trovo sempre molto goffa, anche se è brutto dirlo di sé stessi. Non riesco a viverla come una cosa brutta, cattiva, di cui vergognarsi.”
Pronta quindi a rifarlo nel caso?
“In quel caso mi sono pentita due giorni dopo, chiedendole anche scusa perché mi sono poi sentita molto cattiva ad averlo fatto. Quando sono uscita dall’Isola ho rivisto la scena e mi ha fatto subito ridere, anche se devo ammettere che ridevo pure facendolo. Se si guarda bene la scena, mi si vede mezza ammassata per terra e stavo ridendo perché comunque era una cosa comica. Due donne che si prendono per i capelli sono comiche.“
Hai già in mente qualcun’altra a cui strapperesti i capelli?
Meno male che c’è Sky. Fuoriuscito il pacchetto Raisat dalla piattaforma di Murdoch, uno dei programmi più visti, cioè il David Letterman Show, non muore, non si perde e, soprattutto, come già annunciato, non necessiterà di qualche altra diavoleria tecnica per essere visto. Da domani, martedì 11 agosto, infatti, il più famoso “late show” della televisione americana (e probabilmente mondiale) sarà trasmesso in esclusiva su SkyUno (canale 109), tutti i giorni alle 23, a poche ore di differita dalla normale messa in onda americana. Una possibilità importante, per tutti gli abbonati Sky che temevano perduto un appuntamento fisso della programmazione serale, di seguitare a guardare uno show che “vive” da oltre 27 anni, 4500 puntate e 14.700 ospiti (tra cui anche molti italiani. Ricordiamo, per esempio, la storica ospitata di Maurizio Costanzo e Roberto Benigni che scatenò il delirio in studio in una maniera che poi avrebbe conosciuto tutto il mondo durante la cerimonia di consegna degli Oscar più di un decennio dopo).
Buona visione a tutti gli appassionati, naturalmente.
Dopo il salto, un video su tutti, sottotitolato in italiano: la ripresa dello show dopo gli attentati dell’11 settembre. Ricordando che il programma va in onda proprio da New York, sede delle Torri Gemelle, questo è forse lo spezzone più commovente, sentito e, inevitabilmente serio (anche se non troppo, come vedrete…) della storia di David Letterman.
Parliamo spesso di telegiornali e informazione, qui dentro. Purtroppo, il più delle volte, ne parliamo male, criticando negativamente - per altro tra i pochissimi in Italia, ad occhio e croce - l’operato dei nostri organi di informazione televisiva, prezzolati, inginocchiati, imbavagliati, accomodanti e bugiardi. Più raramente trattiamo del telegiornale di Casa Sky, quello SkyTg24 che ormai sta prendendo sempre più piede nell’immaginario medio del telespettatore: i due conduttori, la banda rossa con l’ultim’ora, il serpentone con i lanci di agenzia e il jingle ormai celeberrimo.
Il direttore della testata, Emilio Carelli, è stato intervistato da “ItaliaOggi” in merito alle novità per la prossima stagione. La principale sarà data dall’attenzione maggiore per l’argomento economico:
“Un contenitore più ampio, sempre con Sarah Varetto (la conduttrice di Sky Economia - ndr), con più collegamenti e dirette dalle varie borse d’Europa, oltre a commenti autorevoli. In un momento di crisi economica come l’attuale, è giusto cavalcare i mercati finanziari”.
Il giornalista, che quest’anno ha vinto il “Premiolino” - il più antico e prestigioso premio giornalistico italiano, assegnato annualmente a sei giornalisti della carta stampata e della televisione come celebrazione alla carriera e per il loro contributo nel campo della libertà di stampa - con la seguente motivazione: “Per aver realizzato, al di fuori del duopolio, un nuovo telegiornale puntando su una redazione di giovani e su uno stile sobrio ed efficace, applicando così la lezione del miglior giornalismo televisivo”, ha un sogno:
“Un tg fatto tutto in diretta, con i giornalisti sul posto, sempre più diverso dai telegiornali tradizionali che vengono confezionati in redazione. Andremo avanti con il nostro palinsesto, che prevede 39 edizioni di tg più l’approfondimento”.
Di certo la novità più evidente di SkyTg24, rispetto ad altri competitor, è la grande tecnologia messa a disposizione dalla piattaforma satellitare. Commenta Carelli, sempre a “ItaliaOggi”:
“Ora abbiamo sei finestre di Active, il servizio che si utilizza premendo il tasto verde: mi piacerebbe arrivare a otto, offrendo una scelta maggiore. Il nostro è un pubblico tecnologicamente sofisticato, che ama smanettare col telecomando, apprezza la possibilità di scegliere. Anzi, direi che, più che evoluto, è esigente, poiché paga l’abbonamento e vuole informazione di qualità”.

Benvenuti al liveblogging della 9/a puntata di X Factor. Temi della serata: i Farias convinceranno o rimarranno sempre nel limbo? La forza penetrativa di Morgan e il recente faccia a faccia tra Simona Ventura e Daniele Magro: riuscirà il beniamino della Signora della Televisione a non finire anche questa volta in ballottaggio. E poi Fiorello, ovviamente, superospite in collegamento e la grande Anastacia. Due esibizioni per concorrente, due ore e mezzo di musica. Buon divertimento.
Ore 21.01: Si comincia. Da notare subito che Simona Ventura indossa la mascherina di pizzo che fu di Ambramarie. Ecco Morgan, sobrio come un tavernaio livornese. A Matteo sono cresciuti i capelli in una settimana. Lo studio è in delirio: si va ad incominciare.
21.04: Dopo il TvBlogAward, Facchinetti ringrazia anche per l’Oscar della Televisione ricevuto domenica scorsa. Mentre lo fa, un tuono raccapricciante rimbomba per lo studio. Ringraziamenti di rito ai giudici, alla produzione e ai cantanti. Mi sa tanto che siamo al momento dei Gemelli Diversi.

21.06: Proprio così. Sentiamoci la loro esibizione. La canzone sanremese dei Gemelli è veramente fin troppo sanremese: per il mio gusto qualcosa di assolutamente evitabile: la tipica canzone che dovrebbe spingere qualunque persona dotata di raziocinio a cambiare immediatamente canale alla radio. Per ogni bacio non dato, per ogni barbone affamato, morto in un prato, per chi non si piega, per chi dice no: il tutto in salsa rap. Era veramente neccessaria questa canzone?
21.12: Tempo tre secondi e Morgan è già protagonista della serata. Complimenti inconcepibili ai Gemelli Diversi e una provocazione: al giorno d’oggi la responsabilità cantautoriale che un tempo apparteneva ai cantanti cosiddetti “impegnati”, spetta ai rapper. Avrà ragione?

21.15: Dopo un breve cenno all’imminente presenza di Fiorello, si entra nel vivo della sfida. La domanda di tutti è sempre la medesima: riusciranno di nuovo i Farias a farla franca un’altra volta? Ho paura di sì, perché mi sa tanto che la Mara Maionchi ha indovinato i pezzi questa volta. Personalmente vedo molto male Matteo: non m’è sembrato particolarmente sicuro di sé durante la settimana. Ora breve videoclip delle suggestioni settimanali dei concorrenti innanzi all’imminente sfida.
21.19: Dopo averci già provato la settimana scorsa, Simona Ventura lancia un ANATEMA totale contro i Bastard, asserendo che senza ombra di dubbio la vittoria sarà loro. Conoscendoli, si staranno facendo venire l’orchite dietro le quinte a forza di grattarsi il grattabile. Andiamo coi codici per televotare.
21.21: Tocca ai Farias con “Africa”. Allegria. Seduti su delle COSE bianche non meglio identificati, noto con orrore che uno di loro assomiglia ogni settimana di più a LAURA PAUSINI. Non so cosa ne pensiate voi, ma io non mi spiego - NON MI SPIEGO - perché questi tizi procedano nella gara. Non hanno alcun senso: tra l’altro da quando ho saputo che hanno collaborato con Gigi D’Alessio, la disistima si è tramutata in odio, lo ammetto.
21.25: Simona e Morgan nominano Silvia Aprile e Mara Maionchi bestemmia in cecoslovacco facendo le corna. Tutto molto bello.
21.27: Le telecamere disgraziatamente inquadrano Gaudi. Il quale è serenamente vestito da CONTE DRACULA. Spiega che il costumista lo ha “aiutato a realizzare un sogno fatto qualche notte fa”. Il sogno di essere morto, evidentemente. Ok, tocca a Noemi, signore e signori. Avvolta da un domopak verdognolo, la Nostra si fa valere cantando Knock on Wood di Eddie Floyd. La pedana rotante è certamente meglio della scollatura di un paio di lunedì fa. Intorno a lei si muovono dei personaggi inquietanti che sarebbero piaciuti al fu Andrea. Prestazione buona, forse un passo indietro rispetto settimana scorsa, comunque una grande interprete. Sentiamo i giudici.
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Abbiamo gia’ parlato dei dati di ascolto degli Oscar, che hanno mostrato un lieve miglioramento per ABC, passando dai 32 milioni del 2008 ai 36,3 milioni di di questa 81esima edizione. Avevamo anche notato quanto il successo ai box office condizioni di fatto il successo o meno di un’edizione degli Oscar e il potenziale dei candidati di questo anno non si discostava molto da quello del 2008.
Pero’ i fatti dimostrano che il 13% in piu’ di spettatori si sono sintonizzati probabilmente anche per vedere le (ottime) performance del conduttore Hugh Jackman. Per i maniaci ecco glia ascolti degli ultimi anni e il relativo vincitore “miglior film”. A voi le osservazioni.
2009 Slumdog Millionaire 36,3 milioni
2008 - No Country for old men - 32 milioni
2007 - The Departed - 40,1 milioni
2006 - Crash - 38,9 milioni
2005 - Million Dollar Baby - 42,1 milioni
2004 - Lord of the Rings: return of the King - 43,5
2003 - Chicago - 33 milioni
2002 - A Beautiful Mind - 41,8 milioni
2001 - Gladiator - 42,9 milioni
2000 - American Beauty - 46,3 milioni
1999 - Shakespeare in Love - 45,6 milioni
1998 - Titanic - 55,3 milioni
Ecco per tutti i lettori di TvBlog la cronaca (in differita) dei momenti piu’ importanti della serata degli Oscar che si e’ svolta questa notte a Los Angeles al Kodak Theatre. Gli Oscar sono un importante evento per l’intero business dell’intrattenimento mondiale, oltre che un evento televisivo di grande rilievo. Ecco perche’ rivestono un ruolo primario per individuare anche quali sono le nuove tendenze di linguaggio/temi e tecnologie che hanno colpito i membri dell’Academy e quindi l’industria in generale.
Il Red Carpet ha visto - come di consueto - una sfilata di star in grande stile. Segnalo una Kate Winslet davvero raggiante oltre agli immancabili Brad Pitt e Angelina (cheppalle). Un palco eccezionale, immenso, perfettamente addobbato con mille luci e lustrini. La struttura circolare in primo piano ricorda un po’ il palco di quest’edizione di Sanremo all’Ariston: che a Los Angeles abbiano copiato Bonolis ?! Non dimenticate di visitare la Gallery con tutte le immagini della serata.
Per chi ha fretta o per chi vuole un approfondimento dettagliato e molto piu’ “cinematografico” vi rimando agli ottimi “cugini” di Cineblog. Per chi vuole invece un riassunto molto piu’ POP: continui pure qui. Avviso tutti i fan e i non fan: Marco Carta non ha potuto partecipare all’evento di Los Angeles, quindi in questo articolo NON troverete alcuna notizia su di lui.
Il primo premio della serata e’ quello per la Best Supporting Actress che viene vinto da una raggiante Penelope Cruz per Vicky Cristina Barcelona. Bella la scelta di far “elencare le nomination” da cinque attrici che hanno vinto il premio in passato. In questo caso si tratta di Whoopi Goldberg, Tilda Swinton, Goldie Hawn, Angelica Huston e Eva Marie Sain.
Tocca a Tina Fey (tirata a lustro con un bel vestito argentato) e a Steve Martin introdurre le categorie legate alla sceneggiatura. Da notare la bella grafica adottata per la presentazione delle nomination, che riprende - per questa categoria - tutti gli elementi del copione: i font, le pagine che scorrono, i dialoghi tratti dai film ripresi in grafica come se fossero scritti sul copione. Il premio per la miglior sceneggiatura viene vinto da Dustin Lance Black (Milk) che ne approfitta per lanciare un appello al paese (e al mondo) in difesa dei diritti degli omosessuali e in particolare del (suo) diritto a sposarsi. Subito dopo la categoria del Best Adapted Screenplay, vinto da Slumdog Millionaire (ritira il premio lo sceneggiatore Simon Beaufoy).
Come vi abbiamo gia’ segnalato in settimana, questa e’ negli Stati Uniti la Notte degli Oscar, edizione numero 81, presentati da Hugh Jackman. A differenza dei Golden Globe o degli Emmy, sara’ possibile seguire l’emozionante diretta dello show anche sulla tv italiana e in particolare sui canali Sky Cinema 1 e SkyCinema HD (visione consentita solo a coloro che sono abbonati al pacchetto “cinema”). Dagli studi di SKY, conducono e commentano l’inviato di SKY Cine News Francesco Castelnuovo e il critico cinematografico Gianni Canova in collegamento con Alessandra Venezia dalla passerella del Kodak Theatre e con Martina Riva in studio SKYTG24 da Roma. Diretta questa sera a partire dalle ore 23.45.
Gli ascolti televisivi americani su ABC della scorsa edizione sono stati di 31,7 milioni di appassionati (miglior film No Country for Old Men). Il trend e’ in flessione, ma vedremo se gli ascolti rifletteranno l’andamento dei botteghini, come e’ sempre stato in passato. ABC coprira’ la diretta anche per questa edizione (possiede i diritti fino al 2014)
Tra i film “caldi” in nomination quest’ anno il cine-televisivo Slumdog Millionaire (10 nominations), Il Curioso Caso di Benjamin Button (13 nominations), Wall-E (6 nominations), Milk, The Dark Knight, Revolutionary Road, The Wrestler. Presenti le maggiori celebrita’ del business. Nomination particolare quella di Heath Ledger (come migliore attore non protagonista), deceduto a gennaio 2008 e che potrebbe ugualmente vincere il premio. La lista di tutti i film e gli attori in gara a questo link.

Si dice che gli estremi di una crisi economica - o di un’eventuale ripresa - si scorgano prima di tutto dalla superficie dei fatti televisivi, in particolare dalla soglia dei contratti pubblicitari. Se ciò è vero, allora siamo nei guai, perché l’allarme arriva dall’America, la terra fertile per antonomasia. La cerimonia degli Oscar, infatti, che partirà nella notte di domenica 22 (per l’Italia) porterà nelle casse dell’Abc, l’emittente televisiva che trasmette ogni anno la diretta dell’evento, meno soldi rispetto al 2008.
Questo è dovuto al costo degli spot pubblicitari, drasticamente calato rispetto a dodici mesi fa: la cifra che lo show del Kodak Theatre racimolerà si aggirerà intorno ai 68 milioni di dollari, vale a a dire il 16% in meno del 2008. Addirittura marchi storici, che sono sempre stati in pole position quando si trattava di acquistare spazi strategici, si sono oggi fatti da parte: stiamo parlando di American Express, MasterCard e McDonald’s, senza contare la General Motors, il colosso dell’industria dell’auto costretto di recente a chiedere finanziamenti pubblici per evitare la bancarotta. Mica cotica.
Qualche numero. Secondo il Los Angeles Times, 30 secondi di pubblicità durante la diretta televisiva costano tra gli 1,4 e gli 1,7 milioni di dollari. Un anno fa ce ne volevano 2.
Domenica 22 Febbraio 2009, ore 17 (California), ore 2 del mattino (in Italia). Tutti gli occhi dell’intrattenimento mondiale saranno puntati su Hollywood Boulevard a Los Angeles dove, al Kodak Theatre, si terra’ la cerimonia piu’ importante dell’anno ovvero la consegna degli Academy Awards, meglio noti come “Premi Oscar”. Edizione numero 81, condotta dall’attore australiano Hugh Jackman.
I preparativi sono iniziati una settimana fa e proseguono senza alcuna sosta, giorno e notte. Proprio ieri sera mi e’ capitato di passare davanti al Kodak Theatre, presidiato da decine di guardie e operai impegnati in fervide attivita’ di pulizia e costruzione dei palchi esterni che si affacciano sul Red Carpet (ovvero su Hollywood Boulevard) dove sfileranno di fronte agli occhi di tutto il mondo numerose celebrita’ del mondo del cinema e della televisione.
Per quanto riguarda tutte le nominations, vi rimando a questo prezioso articolo di Cineblog. La trasmissione televisiva in diretta dell’evento avverra’ negli Stati Uniti a cura dell’emittente Disney ABC, mentre in Italia sara’ Sky Cinema 1 ad iniziare una lunga diretta a partire gia’ dalle ore 23.45 di Domenica 22 febbraio con l’inviato a L.A. Francesco Castelnuovo e il critico cinematografico Gianni Canova.
Continua a leggere: Hollywood si prepara alla notte degli Oscar, in diretta tv su ABC e Sky Cinema 1
Con questo post, diamo il benvenuto a una nuova penna su TvBlog, Stefano Havana, che nella blogosfera è noto per essere una delle anime del blog Noantri. Buona lettura a voi, buon lavoro a lui che, sono certo, apprezzerete in particolare per la qualità della scrittura. E perché susciterà senza dubbio più d’una discussione. Cosa che non guasta mai. Malaparte.
Le verità sono due e neanche tanto nascoste. La prima: X Factor è l’unico talent show italiano per cui valga la pena di piazzarsi davanti alla Tv. La seconda: giammai bisognerebbe prima, durante o dopo la visione di “X Factor” scegliere di seguire anche American Idol, il più famoso tra i famosi spettacoli analoghi statunitensi. Il motivo è presto detto: il peggiore dei concorrenti di “American Idol” vale dieci volte il migliore dei concorrenti di “X Factor” e la tal cosa non fa benissimo alla salute del robusto patriottismo italian-canoro che vorrebbe i nostri beniamini capaci di tenere testa ai pari grado d’oltreoceano.
Giusy Ferreri, per fare un nome soltanto, avesse partecipato ad “American Idol”, anziché ad “X Factor”, si sarebbe probabilmente limitata alle presentazioni, se non peggio, prima di essere fatta fuori dai severissimi giudici dell’edizione a stelle e strisce (tra cui figura anche quel Simon Cowell, ideatore proprio del format che sta dietro “X Factor”).

Proprio ieri sera mi e’ capitato qui a Los Angeles di assistere al film che e’ uscito vincitore dai Golden Globe (4 premi vinti tra cui miglior film, regia e sceneggiatura) e che e’ candidato a ben 10 premi Oscar: si tratta di Slumdog Millionaire, noto in Italia con il titolo di The Millionaire. E’ nelle sale dal 5 dicembre 2008 e quindi credo che a molti di voi sia capitato di andarlo a vedere, magari durante le feste.
Il film sta facendo parlare molto di se’ negli Stati Uniti (ed e’ raro che una pellicola non-100% made in Hollywood faccia questo effetto) e mai come in questa occasione la televisione costituisce la colonna portante di tutta la storia. La trama, in sintesi e senza rivelazioni, vede protagonista un giovane ragazzo la cui vita viene ricostruita attraverso una scalata della versione indiana di Chi vuol essere milionario? Gli argomenti delle domande (e le risposte date) sono un pretesto per ricordare un’infanzia decisamente difficile e vissuta in assoluta poverta’ (slumdog significa proprio “poveraccio”). Come ha fatto Jamal a diventare concorrente? Riuscira’ a rispondere alla domanda finale e a vincere 20 milioni di rupie? Chi lo aiutera’ nell’aiuto telefonico? Cosa avra’ in serbo il destino per lui e i suoi “compagni di viaggio”. Per queste risposte vi rimando ad una visita nelle sale cinematografiche e alla recensione di Cineblog.
In ogni caso un appassionato di televisione o del programma condotto da Gerry Scotti non puo’ assolutamente perdersi questa emozionante storia, ben scritta, ben raccontata e che attraverso uno dei prodotti forse piu’ riusciti di Bollywood (ma totalmente distante in termini di temi e trattamento) riesce in una chiave moderna e universale (come il gioco del Milionario) a disegnare il quadro di un’India devastata dalla poverta’ e da problemi di intolleranza e criminalita’ ancora troppo radicati.
Continua a leggere: Slumdog Millionaire: omaggio (ben riuscito) del cinema alla televisione
La prorompente potenza dei nuovi media pone sotto gli occhi di tutti gli esiti tragici e deliranti dei comportamenti di alcuni (per fortuna pochissimi) ragazzi alla disperata ricerca di quel palcoscenico virtuale che siti come Youtube, Facebook e Myspace sanno offrire. Ed appunto collegandosi a questi siti e “leggendo” questi video si può forse interpretare e capire il disagio di questi giovani che rimanendo schiacciati da una società in cui troppo spesso l’apparire è più importante dell’essere, imboccano quella via, spesso senza uscita che una pistola impugnata porta con se.
La tragedia dei giorni scorsi avvenuta in Finlandia porta ancora una volta d’attualità questa tragica situazione, l’alienazione sociale alla massima potenza di questi giovani, tutti temi estremamente delicati trattati da premi oscar come Michael Moore con il suo documentario “Bowling a Columbine” (Vincitore dell’oscar 2003) oppure da Gus Van Sant nella pellicola “Elephant” del 2003 (Palma d’oro a Cannes). Temi però che possono essere raccontati con stile, delicatezza ed intelligenza anche in un teen drama come “One Tree Hill” che eccelle appunto su altre serie per questo suo altro risvolto della medaglia, questo suo occuparsi dell’anima dei suoi protagonisti, di quella parte nascosta dell’essere che la legge dura e cruda dell’apparire belli, vincenti e di successo quasi sempre oscura.
In particolare nell’episodio 16 della terza serie che presentiamo su Blogapuntate, sono affrontati questi temi in maniera intelligente, grazie all’ottima sceneggiatura dell’autore di questo serial Mark Schwan, episodio di cui vi proponiamo una breve anteprima subito dopo il salto, rimandandovi su blogapuntate.
Continua a leggere: One Tree Hill: Quando un Telefilm centra il bersaglio
Da stasera, ogni venerdì fino al 22 agosto, alle 21 SciFi (visibile su Steel di Mediaset Premium) trasmetterà le tre puntate delle miniserie fantascientifica “Dune”, andate in onda sull’omonimo canale americano nel 2000.
Tratto dal libro del 1965 di Frank Herbert -vincitore dei Premi Nebula e Hugo, i massimi riconoscimenti nel settore fantascientifico-, “Dune” è diventato un cult per gli appassionati di fantascienza soprattutto dopo la sua rivisitazione cinematografica, avvenuta per mano di David Lynch nel 1984, nonostante lo scarso risultato al botteghino.
La miniserie, sceneggiata da John Harrison (al lavoro anche sul film Disney “Dinosauri”), ha permesso un maggiore sviluppo della trama e dei personaggi del romanzo, dando loro un maggiore spessore rispetto al film. Protagonista è Paul Atreides (Alec Newman), figlio del Duca Leto (William Hurt), in missione per il misterioso pianeta di Arrakis, meglio conosciuto, appunto, come Dune, l’unico in cui sia possibile trovare la “spezia”, ovvero una sorta di droga che dona, a chi la assume, straordinari poteri e forze.
Continua a leggere: Dune, la miniserie del 2000 da stasera su SciFi

Da bambina la storia di Pierino e il lupo la conobbi grazie alla delicatezza del corto di Walt Disney del 1946, e alle prime lezioni di musica a scuola. Lo ricorderete senz’altro. Per chi ama questa favola in musica di Sergej Prokofiev, non mancherà di vedere su Raitre una nuova versione di Pierino e il lupo. Si tratta del corto in stop motion del 2006 realizzato dall’animatrice inglese Suzie Templeton, vincitore dell’oscar. Il film, in onda in prima tv il 10 maggio alle 8.30, narra e reinterpreta in chiave del tutto originale la storia. La piccola opera di 29 minuti, realizzata con pupazzi di diverso materiale, é costata cinque anni di lavoro e l’impegno di un gruppo di 250 persone.
Racconta di un ragazzino che vive nella steppa russa con il nonno. Il bambino, con astuzia, riesce a catturare un feroce lupo (tra i tanti che vagano nella foresta) ma, poi, scopre di avere molte caratteristiche in comune con l’animale. Il mondo di Pierino è crudele e i ragazzi come lui possono prendere il coraggio di decidere in maniera autonoma seguendo il proprio cuore nonostante il divieto degli adulti (riesce a uscire dal cottage e evitare il nonno che sta dormendo). Accanto al bambino coraggioso c’è un corvo, e un’oca sognatrice che vivrà una brutta avventura.
Ogni carattere nel racconto è rappresentato da uno strumento differente nell’orchestra, ma questa volta, al contrario del corto Disney, non c’è narratore. Non serve anche perchè il viso del protagonista é espressivo, con quegli occhi azzurri buca lo schermo. La versione é forte, drammatica, realistica nelle rappresentazioni e nei movimenti dei pupazzi. E’ adatta ad un pubblico più adulto ma servirà a far conoscere la storia anche alle nuove generazioni che probabilmente non la conoscono.