
Parallelamente alla conclusione del nostro periodo di garanzia, in America si sono chiusi il 25 novembre i primi sweeps di questa stagione televisiva, ed a vincere sono sia la Fox che la Cbs. La prima ha ottenuti buoni risultati nei rating della fascia commerciale, mentre la seconda resta imbattibile nei numeri di telespettatori medi davanti alla tv.
Gli sweeps altro non sono che dei periodi nel corso di una stagione tv -in questo caso le settimane dal 29 ottobre al 25 novembre- in cui la Nielsen, l’azienda che consegna ai network i dati d’ascolto, fornisce alle varie reti un resoconto più dettagliato sui risultati dei programmi e telefilm in onda. Dati alla mano, i network possono così garantirsi maggiori entrate pubblicitarie.
Trattandosi di numeri che interessano soprattutto gli inserizionisti, quindi, è inevitabile che gli sweeps diano più importanza a certe fasce di telespettatori piuttosto che alla loro totalità. Stando a questi criteri, dicevamo, “vince” la prima tornata di sweeps la Fox, con un rating nella fascia 18-49 anni del 3.6, il 20% in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Seguono la Abc (con un 3.1), la Cbs (3.0), la Nbc (2.6) e The Cw con l’1.2.
Continua a leggere: Sweeps di novembre 2009: nei rating vince la Fox, negli ascolti domina la Cbs
“Te l’avevo detto, coso”, risponderebbe probabilmente Hurley dopo aver letto questa notizia. Gli ascolti di “Lost 5″ in America non stanno segnando i record delle prime stagioni, mantendosi per ora intorno ai comunque buoni 11 milioni di telespettatori di media. In realtà -non che quello che sto per dirvi vi sconvolgerà, anzi-, il vero popolo che da anni segue i naufraghi più famosi del mondo ha fatto come l’isola: si è spostato…dalla tv al web.
Stando ad una ricerca della Nielsen VideoCensus stats., “Lost” resta uno degli show di cui online è disponibile il maggior numero di materiale video, cercato ogni giorno da migliaia di utenti. 35, 8 milioni tra clip, episodi in streaming e contenuti di diverso genere (come il divertente “Untangled”, riassunto in chiave comica degli episodi -qui quello di mercoledì scorso-), che, solo nel mese di marzo, sono stati visti da 1 milione e 400 mila utenti unici.
Numeri che sono in crescita rispetto al 2008: in Usa, in particolare, c’è stato un incremento del 39% per quanto riguarda lo streaming dello show. Aumenti anche per la durata media spesa dai visitatori nel guardare i diversi contenuti dello sci-fi di Abc: dai 169 minuti per individuo dello scorso febbraio, si è passati infatti ai 190 di marzo.
Continua a leggere: Lost rimane il telefilm più visto (sul web)
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Con Paolino vi abbiamo gia’ dato negli scorsi giorni delle succose anticipazioni sui Pilot che bollono in pentola per la prossima stagione televisiva. Ma in questo periodo di crisi, le reti televisive stanno ponderando con maggiore attenzione costi e benefici delle prossime serie tv. Questo non significa che la competizione per individuare il prossimo successo sia meno agguerrita. “C’e’ una certa urgenza in questo periodo dell’anno di accaparrarsi la star giusta per il prossimo show di prima serata” spiega Angela Bromstad, responsabile dello slot di prima serata di NBC - Universal Media Studios (tempi duri anche per lei quindi). Per chi si e’ perso i nostri post sui pilot di ABC, CBS, NBC, Fox e CW o per chi e’ pigro, ecco una versione riassunta “per temi” e qualche altra anticipazione (non solo telefilmica) sulle tendenze e i titoli della “stagione che verra’”.
RECESSIONE
Ok, i network potrebbero smetterla per la prossima stagione di mostrare solo lusso e ricchezza e riconoscere l’attualita’ della crisi economica (che ha peraltro gia’ pervaso le trame del 50% dei telefilm in questi giorni). Fox sta preparando Two Dollar Beer, che e’ stata descritta come un Friends ambientato a Detroit. In un pilot per ABC, Kelsey Grammer interpreta un agente di borsa di Wall Street che perde la sua fortuna ed e’ costretto a tornare nella sua cittadina di origine. La stessa rete e’ al lavoro su Canned, commedia su un gruppo di amici che vengono licenziati tutti lo stesso giorno.
STAR POWER
Grandi nomi nei prossimi progetti, ma le ristrettezze economiche ne limitano il numero d’uso per ogni titolo. Quindi non piu’ di una o due celebrita’, mentre e’ la grande occasione per tanti nuovi attori debuttanti. Jason Biggs lavorera’ per CBS su una commedia (Happiness isnt’ everything) creata dallo stesso creatore di Arrested Development. James Van der Beek ritorna in Eva Adams su Fox. Kristen Chenoweth tornera’ in un nuovo legal drama creato da David E. Kelley su NBC. Katee Sackoff sara’ la star in Lost & Found. La ex Gilmore Girl Lauren Graham recitera’ per ABC il ruolo di guru del self-help la cui vita privata e’ ovviamente un gran casino. Ritorna anche Courtney Cox come madre 40enne e single di un figlio adolescente.

Un weekend dedicato interamente a Barack Obama quello della rubrica TvBlog a Stelle e Strisce qui su TvBlog. Dopo il post dedicato a come il nuovo Presidente potrebbe cambiare i contenuti della televisione, vediamo ora alcuni numeri relativi al suo insediamento alla Casa Bianca.
Sono infatti ora disponibili i dati di ascolto televisivi relativi all’inaugurazione che si e’ tenuta martedi’ 20 gennaio 2009 a Washington. Il totale vede un numero pari a 37,8 milioni di famiglie che hanno seguito l’evento live (font Nielsen): e’ il secondo miglior risultato dopo l’insediamento di Reagan nel 1981 che detiene ancora il record con 41,8 milioni di spettatori. Anche se c’e’ da dire che molto ha fatto in termini numerici l’ “ascolto” live dell’evento su internet (ne parliamo dopo il salto), piattaforma totalmente assente nel 1981 e che rappresenta la modernita’ dei tempi e del Presidente neoeletto.
Il rating complessivo nei 56 maggiori mercati televisivi americani ha raggiunto per Obama il valore di 29,2%. Il che posiziona l’evento a larga distanza dalla seconda inaugurazione del presidente George W. Bush che quattro anni fa si e’ dovuto “accontentare” di un modesto rating dell’ 11,8% con un ascolto medio di 15,5 milioni. NBC ha battuto ABC, CBS e FOX restando il canale generalista piu’ visto nella fascia oraria 11-12.30. CNN a sua volta e’ stata leader incontrastata tra i canali via cavo durante il giuramento. I numeri parlano per NBC di circa 11,5 milioni di spettatori (notate che quando parlo di spettatori si intendono sempre famiglie) e un dato di rating del 4% (fascia 25-54 anni). ABC segue a ruota con circa 11 milioni e un dato di rating del 3,5% ed infine CBS con 7,2 milioni di spettatori e 2,3 punti di rating.
Continua a leggere: Ascolti televisivi (e internet) dell'Inaugurazione del Presidente Obama

Grazie ad un’insolita coincidenza, mercoledi’ 14 gennaio 2009 ha segnato non solo il ritorno in prima serata di Amici in Italia, ma anche il kick-off (la partenza) su FOX, negli Stati Uniti, della stagione numero 8 del notissimo American Idol (che pero’ si concentra solo sul canto). Los Angeles, da dove viene trasmesso il programma, e’ gia’ tappezzata da mesi da immensi cartelloni pubblicitari che promuovono - grazie anche ai volti dei vincitori delle edizioni precedenti - il ritorno di uno degli show di maggiore successo della tv d’oltreoceano.
A dire il vero American Idol ha debuttato martedi’ con una puntata-evento speciale di 2 ore (eh gia’…qui un programma che dura due ore e’ un “evento”, non la norma… lo standard e’ di 60 minuti), seguita da un’altra puntata speciale in onda mercoledi’. I primi dati di ascolto Nielsen riportano una media di circa 30 milioni di spettatori (18-49 anni) con un dato di Rating pari a circa 11.5 punti e una Share del 27,5% circa (se non vi ricordate come si decifrano i dati di ascolto americani, fatevi un ripasso nella Guida alla Tv USA.) In realta’, pur avendo “vinto” la serata, ha perso circa 3 milioni di spettatori rispetto al kick-off dello scorso anno (e quasi 10 punti di ratings, lo show nel 2008 fu infatti favorito dalla quasi assenza di rivali sulle altre reti a causa dello sciopero WGA) e molto hanno fatto i competitors su CBS: NCIS e The Mentalist. Notizia fresca fresca e’ che l’eta’ media degli spettatori si e’ alzata, arrivando a 40,3 anni: anche i genitori dei teenager sono entrati in questo tunnel?!
Tra le principali novita’ di questa stagione la presenza di un quarto giudice, con l’obiettivo (ironia della sorte) di “svecchiare” il panel di giudizio. Oltre al terribile (ma televisivamente eccezionale) Simon Cowell, al produttore discografico Randy Jackson e alla cantante Paula Abdul, entra da quest’anno nel cast anche la cantante e produttrice 38enne Kara DioGuardi (seconda da sinistra nella foto). Il piatto forte della prima parte del programma sono le auditions ovvero i provini. A qualcuno sara’ magari capitato di vederli in tv anche in Italia su Fox Life. Gente di tutti i tipi (ma veramente di TUTTI i tipi!) si e’ presentata ed esibita davanti alla giuria facendola piangere, ridere, inorridire, stupire. 8 date di casting che si sono svolte questa estate negli Stati Uniti e in Porto Rico (una data). Dopo il salto molte altre curiosita’ e novita’, oltre a come una concorrente in bikini (ma con una voce orrenda) ha passato le selezioni.
Continua a leggere: Al via l'ottava stagione di American Idol, l'Amici americano
DVR significa Digital Video Recorder ed e’ sostanzialmente un dispositivo per la registrazione video su Hard Disk che non prevede necessariamente la presenza di un masterizzatore/lettore DVD. Puo’ essere integrato nel decoder satellitare (come accade in Italia con Sky) o via cavo oppure puo’ essere acquistato in un qualsiasi servizio di elettronica con prezzi che negli Stati Uniti vanno dai 100 ai 300 dollari. Generalmente e’ dotato di una guida tv elettronica incorporata (EPG, electronic program guide) che consente di selezionare direttamente dalla griglia di palinsesto il o i programmi che si desidera registrare. Nei modelli piu’ sofisticati e’ presente un doppio sintonizzatore (dual tuner) che consente di vedere un canale e registrarne un altro o di registrare due canali, anche contemporaneamente.
La sua presenza nel mercato televisivo statunitese si sta facendo sempre piu’ evidente e secondo Nielsen il 27,7% di tutte le famiglie che vedono la tv sono ora dotati di questo dispositivo, rispetto al 19,7% di un anno fa. Il DVR consente ovviamente di rivedere i propri show preferiti quando si vuole, impostando facilmente la registrazione - ad esempio - di un’intera serie tv decidendo a priori se scartare o no eventuali repliche. La programmazione e’ gestibile anche via internet, se il decoder e’ collegato alla rete di casa.
Ma vi siete mai chiesti quale sia lo show piu’ videoregistrato in America?
Obama e John McCain dovrebbero fare televisione.
Almeno a giudicare dagli strepitosi ascolti televisivi che hanno contraddistinto la giornata dell’Election Day (4 novembre 2008) negli States.
Dopo l’analisi dgli ascolti sulle tv italiane, ecco qualche dato su come si sono comportati i network televisivi statunitensi. Piu’ di 70 milioni di ascoltatori si sono sintonizzati quel giorno per seguire lo spoglio dei voti. Questo numero polverizza il record precedente del 2004 che fece segnare 59 milioni di americani all’ascolto per seguire le presidenziali. La rete che vince la gara della copertura televisiva dell’evento e’ proprio la CNN di cui abbiamo parlato qui su TvBlog che segna il risultato di ben 13,3 milioni di spettatori, il personale record della rete in prima serata in 28 anni di attivita’.
Ecco la classifica completa delle top 10 reti, tutte focalizzate sull’evento Obama la sera del 4 novembre. E’ utile anche per capire in quali network gli americani ripongono maggior fiducia quando si tratta di ricevere importanti notizie di attualita’.
1) CNN - 13,3 milioni di spettatori
2) ABC - 12,5 milioni
3) NBC - 11,9 milioni
4) Fox News - 8,.1 milioni
5) CBS - 7,5 milioni
6) MSNBC - 6,4 milioni
7) Fox - 4,7 milioni
8) Univision - 4 miloni
9) Telemundo - 0,85 milioni
10) BET - 0,55 milioni
(Fonte dati: Nielsen Media Research)

Cominciamo oggi una “panoramica” del sistema televisivo americano che durera’ un mesetto. Un giorno SI e un giorno NO, attraverso diversi articoli (le nostre “puntate”), cerchero’ di farvi un quadro sintetico di come funziona il mercato della televisione qui negli Stati Uniti. Forse qualcuno gia’ conosce questi concetti e quindi si tratta di un “ripasso”, per qualcun altro invece saranno informazioni totalmente nuove: spero in ogni caso di riuscire a rendere l’idea che le cose dall’altra parte dell’Atlantico funzionano in modo radicalmente diverso e molti dei concetti televisivi a cui siamo abituati in Italia differiscono notevolmente qui. A partire proprio dalla definizione di CANALE. Toccheremo diversi temi: la raccolta pubblicitaria, il sistema di rilevamento degli ascolti, le differenze tra broadcasting/cavo/satellite, le diverse offerte, le regolamentazioni principali, la transizione al digitale, le proprieta’ dei canali, la programmazione (in generale), l’impatto delle nuove tecnologie sugli ascolti ecc. Se avete domande specifiche, provate a scriverle nei commenti e cerchero’ di darvi una risposta. Il mio obiettivo e’ di dare un quadro quanto piu’ completo possibile che ovviamente non puo’ spingersi troppo nei dettagli e nei tecnicismi estremi. Dopo questa “preparazione” saremo pronti a dare un’occhiata regolare agli ascolti tv settimanali, con pero’ maggiore coscienza su come funziona il sistema televisivo nel suo complesso.
Ci state? Allora si parte…
Negli Stati Uniti, un broadcast network (ovvero, per intenderci, le varie ABC, CBS, NBC, FOX ecc.) e’ in realta’ un insieme di 100-200 stazioni televisive locali (le affiliate) che promuovono e mandano in onda gli stessi programmi e palinsesti quasi tutto il giorno e buona parte della notte, come accadeva in Italia per le reti commerciali Fininvest nei primi anni ‘80. Non esiste come da noi in Italia il concetto di flusso 24 ore su 24 identico da Milano a Palermo. Le reti televisive locali “ospitano” una parte di programmazione uguale e condivisa dei network, ma non per l’intera giornata. A Los Angeles FOX si prende sul canale 11 (Fox eleven) mentre a New York, se volessi cercare la “simile” programmazione, dovrei sintonizzarmi su un canale differente (per la precisione WNYW), sempre a brand “Fox”. Questo sistema consente comunque di raccogliere un’audience “nazionale”.
I MERCATI TELEVISIVI
I Mercati Televisivi americani (television markets) sono classificati secondo il numero totale di famiglie che possiedono una televisione e che generalmente riescono a ricevere la programmazione dei broadcaster in una particolare citta’/area. In realta’ nel sistema televisivo moderno, la dimensione relativa di ciascun mercato non ha piu’ una primaria importanza, dal momento che la maggior parte dell’industria e’ concentrata su un’attivita’ nazionale/globale. Invece il dato e’ ancora molto rilevante per i grandi gruppi che vendono/acquistano stazioni o programmi in syndication.
Continua a leggere: Guida alla TV USA (1): i mercati e il sistema network-affiliate

C’è chi, come Nicholas Negroponte e Bruce Sterling, si meraviglia che non sia accaduto prima: il 2008 sarà, per l’Italia, l’anno che segnerà il sorpasso del web ai danni della tv. Anche George Gilder diede la televisione come spacciata nel 1995. Alla luce dei fatti, agli occhi dei più - sicuramente di coloro che non partecipano alle quotidiane discussioni qui su TvBlog - il mezzo televisivo
Eppure - lo rende noto una ricerca congiunta Nielsen-School of Management del Politecnico di Milano - il 54% degli italiani ormai preferisce internet alla televisione. Il fenomeno di profonda seduzione da parte della rete riguarda, sia ben chiaro, tutte le fasce d’età. Anche e soprattutto quel tanto decantato target commerciale che fa gioire chi ha fatto dell’Auditel qualcosa di simile a una divinità. E la cosa incredibile è che una delle fasce orarie preferite per navigare è - udite udite - il prime time.
Di cosa parleremo, allora, su questo benedetto TvBlog, se la tv sta per lasciare il passo a internet? Be’, tanto per cominciare, come al solito, queste “ricerche”, queste “inchieste” lasciano il tempo che trovano finché non riescono a descrivere integralmente la realtà. E la realtà è che il vecchio resiste, per quel che può. O almeno, è importante farlo credere.
Inoltre, non si deve sottovalutare il potere mutaforme di un media come la televisione e delle possibilità di integrazione con il web. Era abbastanza chiaro - persino a noi, che coniammo la Post-Televisione - che il mezzo televisivo così com’è conosciuto sarebbe stato destinato a modificarsi profondamente.
Immagino che quando fu fondato l’Auditel ci fossero le migliori intenzioni - condite da immotivatamente cieca fiducia nella scienza statistica - per utilizzarlo come unità di misura quantitativa/qualitativa dei programmi televisivi.
Qualcosa però non deve aver funzionato: è tutta “colpa” dei pubblicitari, che hanno visto nell’Auditel stesso un sistema infallibile per capire quante persone potessero vedere i loro spot, cosa che poi ha generato lo share minimo garantito, i risarcimenti, i periodi fuori garanzia e compagnia cantante.
Allora, però, sorge un dubbio: considerato il fatto che la serrata guerra dei punti percentuali serve sostanzialmente per vendere pubblicità, considerato il fatto che nessuno si sogna di usare l’Auditel come indice qualitativo, né la cosa interessa a chicchessia, è più utile sapere quanta gente guarda uno show o una serie tv oppure quanta gente si sorbisce gli spot?
Perché far contratti sulla media di share di uno show, quando questo vuol dir ben poco nella media di share di un break pubblicitario? Certo, i dati sono ricavabili dalla curva minuto per minuto, ma non sono pubblici. E soprattutto, non è sulla base di quei dati che si fanno i contratti.
Anche in America devono averci pensato. Ecco perché - ne parla la Reuters - il vecchio sistema di misurazione della Nielsen Media Research sta per essere rivoluzionato, mostrando quanta parte degli spettatori resterà in visione durante le pause pubblicitarie.
Mi pare una scelta assolutamente coerente e necessaria. Dopo il continua, vediamo insieme le reazioni negli States, visto che in Italia nemmeno se ne parla. Sapete, in America hanno i DVRs (digital video recorder), e gli spot li possono bypassare. Così, mantenere lo spettatore anche durante gli spot diventa essenziale. Prima però, cerchiamo di capire cosa ne pensate voi.
Continua a leggere: Lo share dei programmi? No. Conta lo share degli spot
Brigitte Nielsen è l’ennesimo esempio da reality import-export. Dopo essere diventata famosa, passato di modella a parte, come moglie di Sylvester Stallone, ha cavalcato anche lei l’onda della popolarità a buon mercato diventando un vero fenomeno da baraccone (a telecamere sempre rigorosamente accese).
Sorvolando sulle ospitate nel varietà che fu, i camei nei cine-panettoni e gli improbabili esperimenti discografici (trovate tutto immortalato da Wikipedia), Brigitte ha partecipato a vari reality show in giro per il mondo. Nel 2003 è fra i reclusi vip dell’edizione danese del Grande Fratello.
Nel 2004 è una delle concorrenti del reality show La Talpa su Raidue, poi The Surreal Life 3 per il network statunitense VH1, Celebrity Big Brother nel Regno Unito e Strange Love per VH1; quest’ultimo vedeva le telecamere seguire lei e il rapper dei Public Enemy, Flavor Flav, coinvolti in un’improbabile storia d’amore nata sul set de The Surreal Life 3 in cui entrambi avevano partecipato e di cui questa reality sit-com è uno spin-off.
Nel 2006 ha partecipato al reality game statunitense The Surreal life: Fame game.
Quando si dice cosa non si fa per la celebrità, la Nielsen ha oltrepassato ogni limite.
Dalla prossima settimana viene trasmesso dal canale inglese Sky Travel il programma Killing Brigitte Nielsen, un’innovativa reality-fiction che vede l’attrice danese ‘uccisa’ da trafficanti di droga nei mari della Grecia e sette turisti britannici inconsapevolmente coinvolti nel caso, (tant’è che una partecipante, dopo aver appreso di aver preso parte ad una sorta di “Truman Show”, avrebbe minacciato di intentare causa alla produzione del reality).
A furia di parlarne la crisi di Lost è esplosa. Qualche giorno fa vi avevamo parlato del crollo italico degli ascolti, oggi siamo costretti a rendervi conto di quelli americani.
L’episodio numero 8, trasmesso mercoledì scorso, ha segnato il record negativo di ascolti, un autentico tonfo: secondo Nielsen il totale di telespettatori ha raggiunto la cifra (ridicola per Lost) di 12.8 mln.
Il ritorno dalla pausa, Mercoledì 7, non era stato straordinario tenendo conto della forte promozione ricevuta, ma si era arrivati comunque a 14.5 mln. Un risultato deludente per un “ritorno” che avrebbe dovuto essere in grande stile.
Osservando con attenzione i dati ci sono due elementi che possono essere considerati a “parziale discolpa”. Innazitutto l’analisi della fascia demografica più interessante per il mercato pubblicitario (quella 18-49) nella quale Lost vince nettamente (7.3 mln contro 5.8) sullo show che era in concorrenza diretta, nel caso specifico CSI: New York.
Inoltre il giorno di programmazione non è stato decisamente il più felice tenendo conto che si trattava della sera di San Valentino, secondo le rilevazioni il totale dei telespettatori è stato di 7 punti percentuali inferiore alla media.
Tutto questo comunque non basta a giustificare un risultato del genere e i nodi rischiano di venire al pettine tutti in una volta con un effetto potenzialmente devastante.
La verità è che l’esperimento dello “hiatus” prolungato (solo Jericho è stato fermo più a lungo) è clamorosamente fallito. Decisamente troppo tempo. La decisione di fare la pausa dopo sole 6 puntate senza mandare in onda repliche nel frattanto è stata raccolta con particolare fastidio dai fans e ha allontanato molti dei telespettatori meno fidelizzati ma comunque incuriositi dalla serie.
ABC aveva cercato di “proteggere” Lost allontanandolo da American Idol e spostandolo quindi alle 10 pm, ma la mossa pare essersi rivelata controproducente.
C’è anche da dire che, soprattutto in questa terza stagione, cominciano ad essere davvero molte le “divagazioni” della trama, tanto che ora risulta difficile capire dove si voglia andare a parare.
Insomma, senza fare inutili allarmismi certamente gli ascolti dei prossimi mercoledì andranno osservati con particolare attenzione.
Una delle principali differenze fra il sistema di rilevamento ascolti della Nielsen e quello dell’Auditel - oltre a una serie di altre caratteristiche che varrà la pena di analizzare nel corso di questa rassegna di ascolti, è il fatto che la Nielsen fornisce fra i dati, oltre allo share, una voce che si chiama Rating, che tiene conto del numero di televisori campione effettivamente accesi. Mi spiego. Lo share funziona in questo modo: se del campione sono accesi solo – per assurdo – 10 televisori, e un programma viene visto da 5, lo share è del 50%. Il rating invece pesa questo dato con il numero effettivo del campione.
Ma vediamo i dati della settimana passata. In percentuale, il rating.
1. GREY’S ANATOMY, ABC 15,2% 24.010.000
2. FOX NFL SUNDAY, FOX 13,8% 21.888.000
3. CRIMINAL MINDS, CBS 11,5% 12.765.000
4. CSI: MIAMI CBS 11,2% 17.130.000
4. NCIS NCIS 11,2% 17.958.000
6. DEAL OR NO DEA NBC 10,8% 17.703.000
Continua a leggere: I Dati Nielsen 27 Novembre - 3 Dicembre 2006
Vanno in pausa alcune delle più importanti serie tv in onda in questo momento negli States, ma il dato essenziale è la grande affezione del pubblico per questa forma evolutissima di intrattenimento. Trionfano le casalinge disperate, seguite a ruota da CSI: Miami. Tralasciando gli scontati ottimi risultati della NFL, non si può ignorare che Deal Or No Deal (il gioco dei pacchi negli States) va alla grande, a dimostrazione del fatto che è il format che funziona.
Nonostante le ottime performance di Desperate Housewives e di Grey’s Anatomy, la ABC (7.6-12%) paga ancora dazio alla CBS, che vince la settimana con il 7.7% di rating e il 13% di share. Seguono a ruota NBC e FOX. Ma vediamo i dati nel dettaglio.
1. Desperate Housewives, ABC, 13.5%, 21.431.000
2. CSI: Miami, CBS, 11.9, 18.537.000
3. Fox NFL, Fox 11.1%, 17.594.000
4. Deal Or No Deal, NBC, 10.5%, 16.965.000
4. Grey’s Anatomy, ABC, 10.5%, 18.509.000
Il buon successo della rubrica Auditel ci convince della bontà dell’idea e - insieme alla richiesta esplicita di alcuni lettori - ci convince della necessità di sperimentare una rubrica analoga per i dati Nielsen che riguardano gli ascolti negli U.S.A. Questi dati vengono pubblicati settimanalmente dalla struttura preposta a questo tipo di ricerche in america (la Nielsen Media Research, appunto), e riportano i dati dei programmi più visti nel corso della settimana precedente. Per il momento, riportiamo questi dati (che saranno da integrare di volta in volta con quelli della televisione via cavo. Poco interesse, per la settimana uscente, a dire il vero: la tv via cavo vede un dominio quasi assoluto del football americano e di SpongeBob, che si porta a casa ben 7 posti su 10 nella top-ten) e un breve commento. A parte il grande successo di Dancing With The Stars, è evidente - se ce ne fosse ancora bisogno - il grande interesse per le serie tv. I successi più eclatanti sono per Desperate Housewives e Grey’s Anatomy, resiste alla grande CSI (baluardo della CBS nella top ten, con la serie originale e il NY). Sempre buoni gli ascolti di Lost, anche se il calo c’è, ed è fisiologico. Nella top-20, ovviamente, la diretta sulle elezioni di medio termine.
Sarà utile, per il futuro, precisare alcune cose a proposito della metodologia di rilevamento statistico di questi dati.
Per ora, è interessante sapere che:
- La posizione in classifica è basata sul Nielsen Media Research’s National People Meter Sample
- il dato percentuale è il Rating: stima dell’audience relativo all’universo totale di televisori, espresso in percentuale. Al mese di settembre 2005 risultavano 110.2 milioni di televisori negli Stati Uniti d’America. Un punto percentuale di rating rapresenta circa 1milione 102mila televisori.
- L’ultimo dato è il valore assoluto degli Spettatori: espresso in milioni, include tutto l’audience sopra i due anni d’età.
Detto ciò vi lascio con i primi dati.
1) Dancing With The Stars ABC 14.1% 21.983
2) Desperate Housewives ABC 13.9% 22.274
3) Dancing With The Stars Results ABC 13.7% 20.685
Continua a leggere: Dati Nielsen - 6 Novembre-12 Novembre 2006