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Tutti gli articoli con tag nicolas sarkozy

Simpson presidenziali: Sarkozy diventa giallo, Carla Bruni fa la ninfomane

pubblicato da Stefano Sgambati

Ne parla addirittura l’Espresso della versione “gialla” di Nicolas Sarkozy e signora Carla Bruni. La coppia presidenziale francese è stta, infatti, protagonista di una puntata de I Simpson intitolata “Il diavolo veste Nada”, parafrasi del titolo dell’acclamato (ma mediocre) Il diavolo veste Prada (The Devil weard Nada) con Meryl Streep e andata in onda domenica scorsa con punte d’ascolto di oltre 9 milioni di spettatori. Homer, in viaggio con Carl, incontra il numero uno dell’Eliseo con la consorte, parodiata dagli uomini di Groening come una ninfomane dall’accento pesantissimo (applausi). La Bruni, non a caso, tenterà di sedurre il collega del capofamiglia Simpson. E’ l’ennesimo personaggio vip della saga, dopo i vari Clinton, Bush, Tarantino e Paris Hilton.

All'altezza della situazione

pubblicato da Massy

Nicolas Sarkozy vieta la satira del figlio in televisione. La stampa transalpina insorge: "Censura"

pubblicato da Stefano Sgambati

“Oltrepassato il limite”. Una frase che si lascia sempre dietro qualche strascico di troppo, quando è messa in bocca ai potenti del mondo. Stavolta è il capo dell’Eliseo Nicolas Sarkozy (non nuovo, per la verità, a curiose sortite in ambito televisivo…) a rivolgere il suo personalissimo j’accuse nei confronti della trasmissione satirica di Canal+, Les Guignols de l’Info, rea di aver preso un po’ troppo per i fondelli suo figlio Jean, in questi ultimi giorni all’attenzione mediatica per la candidatura alla presidenza dell’Epad, l’ente pubblico responsabile della Défense (il quartiere parigino degli affari). Alla fine Jean Sarkozy ha rinunciato all’incarico, ma non si è salvato dalla feroce parodia fatta dal programma celebre per l’uso di marionette. Il presidente francese, adesso, pretenderebbe che il numero uno di Canal+, Bertrand Meheut, “licenziasse” il vicedirettore Rodolphe Belmer.

Intanto i video in rete relativi alla parodia del giovane 23enne sono provvidenzialmente spariti. La stampa locale - priva di guinzagli, beati loro… - ha già dato una parola al tutto: “Censura”.

Editoriale - Una macedonia di fatti televisivi che inducono a stare spenti

pubblicato da Malaparte

Spot Sanremo 2009

Aprire gli occhi per lanciarsi, per un giorno, nel mondo prima dell’ultima festività, a meno di non aver optato per il ponte lungo, potrebbe essere molto utile per stare spenti ancora un po’.

A dire il vero, a volerne cercare, di fatti per scrivere questo editoriale, il primo del 2009 - Buon Anno, in ritardo, Cari Lettori e Cari Redattori - ce ne sarebbero a iosa. Tanti da riempirne una dozzina, di editoriali. Per esempio, bisogna ricordare, una volta di più, che da oggi in Francia parte la rivolozione Sarkozy: reti pubbliche senza spot dalle 20 in avanti (e completamente private della pubblicità entro il 2012).

Per esempio, che Vittorio Sgarbi si è infuriato, bontà sua, perché il suo brano è stato escluso dal Sanremo di Bonolis, e per gradire ha pure detto che è da sfigati sottoporsi al giudizio di uno come Bonolis.

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La tv pubblica senza pubblicità di Sarkozy scatena la rivolta dai dipendenti di France Télévisions

pubblicato da Gabriele Capasso

La prima applicazione dell’idea di una tv pubblica senza spot, annunciata a Gennaio scorso da Nicholas Sarkozy, scatena la forte opposizione dei dipendenti di France Télévisions. Ve ne avevamo già parlato, la proposta è semplice quanto drastica: eliminare ogni forma di pubblicità dalla tv pubblica francese compensando i mancati introiti con una tassa da applicare sugli introiti delle emittenti private.

La proposta di legge ha però scatenato i sindacati dei 10mila dipendenti di France Télévisions, già pronti allo sciopero per 24 ore come protesta contro il provvedimento. Per Jean-Francois Tealdi, portavoce dei sindacati confederali, i lavoratori hanno compreso che “questa maggioranza vuole la nostra morte, la liquidazione del servizio pubblico, e la loro risposta sarà all’altezza dell’aggressione“.

La legge prevede la possibilità per le tv commerciali di aumentare il numero di interruzioni pubblicitarie durante i loro programmi, contemporaneamente dal 5 Gennaio 2009 tutte le reti di France Télévisions (France 2, France 3, France 4, France 5 e France O), fuse in un’unica struttura aziendale con un Presidente nominato dal Governo, dovranno rinunciare agli spot dalle 20 in poi e in tutte le fasce orarie entro il 2012.

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Bruni - Sarkozy: quando il gossip supera ogni limite

pubblicato da Debora Marighetti

Sarkozy BruniMi piacerebbe conoscere colui che ha deciso che la storia d’amore tra Nicolas Sarkozy e Carla Bruni dovesse diventare notizia di primario interesse nazionale. Ci sarà qualcuno che l’ha deciso, no? Qualche politico importante, o addirittura il Papa. Altrimenti non si spiega questo interesse mediatico fuori controllo verso una coppia che sarà sì formata dal Presidente francese e da una delle (ex) modelle italiane più famose, ma rimane pur sempre una coppia, nulla più. Niente superpoteri, niente scoperte scientifiche, niente di niente.

Eppure sono tre o quattro mesi ormai che giornalmente veniamo aggiornati su ogni loro passo. Questo, non nelle rubriche di gossip dei programmi televisivi pomeridiani, non nei salotti della seconda serata (o meglio, non solo). No, a parlare di loro sono proprio i tg, di qualsiasi rete e importanza, dalla tv locale alle ammiraglie Rai e Mediaset. Se sommiamo il tempo delle decine di servizi giornalieri dedicati ai due neo-sposini, otteniamo svariate ore al giorno di gossip mascherato da notizia.

Accanto al diario della crisi, il diario dell’amore. Sono in Egitto. Sono tornati a Parigi. Si sono sposati. Non si sono sposati. Lui mette i tacchi eppure non è alto come lei. Lei è incinta. Non è incinta. Eccoli mano nella mano. Forse si sono sposati veramente. Forse è incinta davvero. L’ha detto l’amica della badante della zia di Sarkò. No, è stata la sorella del fornitore ufficiale di chitarre di Carlà.

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Torna Gene Gnocchi con Artù

pubblicato da Debora Marighetti

TvBlog Awards 2008

Gene GnocchiChe Artù fosse terminato, probabilmente non ve ne eravate nemmeno accorti (io no di certo). Non tanto perché il programma non fosse discretamente godibile - anche se della comicità cui Gene Gnocchi ci ha abituati, non c’era poi molto -, quanto perché schiacciato da una programmazione sfavorevole, il giovedì notte dopo un AnnoZero che il più delle volte non terminava in orario.

In ogni caso, stasera in quella stessa collocazione (partenza dichiarata, le 23.15), Artù tornerà in video con una nuova serie di dieci puntate, nelle quali Gnocchi sarà affiancato dalla brasiliana Nara Natividade, dalla domenicana Maristhelle Garcia, dall’olandese Flo Bouma e dalla finlandese Jatta Kakkonen. Si inizierà subito con un “tema caldo”, trattato ovviamente con la giusta dose di ironia: una campagna a favore dei deputati, che in caso di fine anticipata della legislatura non potranno assicurarsi la pensione prevista dalla legge.

Il programma interverrà “a favore” dei 382 neoeletti (266 alla Camera e 116 al Senato) che rischiano di non percepire l’indennizzo che lo Stato italiano elargisce a chi abbia occupato almeno per due anni e mezzo uno scranno in una delle due aule del Parlamento. Com’è possibile allungare la legislatura in modo che gli onorevoli membri possano avere il giusto vitalizio? In studio, il deputato Franco Grillini (Socialisti), l’eurodeputato Carlo Fatuzzo, leader dei Partito dei Pensionati, la cantante Wilma De Angelis e il futuro ibernato Vitto Claut, che ha deciso di vivere in eterno per scoprire quanto durerà Mastella.

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La Rivoluzione di Sarkozy: via gli spot dalla tv pubblica

pubblicato da Gabriele Capasso

Nelle ultime settimane il Presidente della Repubblica Francese, il controverso Nicolas Sarkozy, è stato trattato dalla stampa mondiale (compresa quella Italiana) come una sorta di capricciosa star del cinema, inseguito ovunque per riuscire a rubare qualche suo scatto fotografico in compagnia della nuova fidanzata Carla Bruni. Il modo migliore per riappropiarsi della scena come uomo politico capace di mettere in moto grandi cambiamenti per il suo paese? Una proposta che rivoluziona il sistema radiotelevisivo.

L’idea su cui Sarko dice di voler “riflettere” è semplice: “la soppressione totale della pubblicità sulle reti pubbliche” per di più finanziata da “una tassa più alta sugli introiti pubblicitari delle reti private e da una tassa infinitesimale sul volume d’affari dei nuovi mezzi di comunicazione, come l’accesso a Internet o alla telefonia mobile“. La prospettiva, vista da qui, appare sconvolgente, eppure non è affatto una novità. Negli anni sono decine le dichiarazioni del politico italiano di turno che vuole “rinnovare la Rai”, “ridurre drasticamente la pubblicità”, “tagliare una rete”, “privatizzare la tv pubblica”: tutte grandi rivoluzioni mai nemmeno partite.

Sarkozy, che è un politico navigato, non ha parlato di date precise o di leggi, ma ha lanciato un’idea di grande effetto che, ci scommettiamo, rischia di diventare realtà molto prima di quando il Parlamento Italiano avrà approvato una singola legge che modifichi l’assetto attuale della nostra Rai. A ben guardare poi, saremmo proprio noi italiani a dover richiedere una misura del genere, proprio noi che della pubblicità sulla tv pubblica siamo le vere vittime.

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