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Luisella Costamagna con Robinson da venerdì 9 marzo in prima serata su Rai3

pubblicato da Hit

Luisella Costamagna con Robinson da venerdì 9 marzo in prime time su Rai3

Dopo essere stata sostituita alla conduzione del talk show d’approfondimento del week end di La7 In onda con il vice direttore del Giornale Nicola Porro, con strascico di polemiche e con risultati di audience non propriamente brillanti e come vi avevamo annunciato, Luisella Costamagna torna alla conduzione di un programma televisivo con Robinson in prima serata su Rai3 dal prossimo venerdì 9 marzo in diretta concorrenza con le Invasioni Barbariche di Daria Bignardi su La7. Robinson sarà un programma d’informazione e di approfondimento in cui l’attualità ed il costume saranno al centro della scena. Si racconteranno i fatti che hanno suscitato maggior interesse nel corso della settimana in chiave giornalistica, ma lasciando spazio anche alla satira e all’ironia.

In particolare questo spazio di satira, sullo stile della copertina di Maurizio Crozza a Ballarò, verrà garantito dalle incursioni in diretta di Antonio Cornacchione, ma anche da altri interventi sempre in stile satirico che faranno parte del menu del nuovo programma condotto dalla Costamagna. Nel corso della nuova trasmissione, che andrà in onda fino al 25 di maggio, ci saranno dei collegamenti in diretta con luoghi di ritrovo “collettivo” dove lo scrittore Flavio Sorega coordinerà questi gruppi di ascolto sui temi che saranno affrontati nella puntata.

Con questa nuova trasmissione sta prendendo sempre più forma la nuova Rai3 voluta dal direttore Antonio Di Bella, che a partire dal 21 marzo avrà anche un nuovo appuntamento in diretta in seconda serata (il mercoledì, giovedì e venerdì) con il nuovo programma condotto da Fabio Volo il cui titolo sarà “Volo in diretta”, ma di questa nuova produzione ce ne occuperemo prossimamente con tutti i particolari.

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In Onda - Telese conduce, Porro fa la spalla. Noi rimpiangiamo la Costamagna

pubblicato da Malaparte

In Onda - Luca Telese e Nicola Porro fanno rimpiangere la Costamagna

La7 propone la prima puntata del suo nuovo In Onda, del quale si è detto molto e sul quale ci sono state ampie polemiche (ultima, ma solo in ordine di tempo, la Costamagna che si difende e attacca Telese).

Il risultato? Vediamo. La puntata si intitola Intercettare la crisi. Ospite in studio Antonio Martino (PdL), collegato invece don Gallo (che già fece ottimi ascolti nell’edizione estiva del programma).

Luca Telese finalmente (per lui, non per il telespettatore) fa il padrone di casa a tutto tondo: detta i tempi, lancia la pubblicità, lancia il collegamento e via dicendo. Nicola Porro è poco più di un ospite o una spalla. Fra i due non scattano affatto scintille: è Telese a dover ricordare più volte che lui e Nicola Porro hanno idee diverse sulle intercetazioni. Porro tenta di discutere con don Gallo: se il prete sui generis fa filosofia, cita de André e invita a ricominciare dalla piazza, il giornalista chiede due o tre volte cosa fare in concreto. Due piani di discussione diversi, che non si intersecano mai. Mentre i metodi d’intervento dei due conduttori - fermo restando che il pallino è di Telese, che può condurre a suo piacimento - sono pressoché identici: non si avverte alcuna sana tensione narrativa né giornalistica. C’è solo piattezza, e qualche sorriso troppo compiaciuto fra i due. Buono il collegamento con la Grecia a cura di David Parenzo (anche se la domanda di Porro: “Di chi è la colpa secondo i greci” ammazza l’intento d’approfondimento).

Questo discorso non piacerà a Luca Telese. Ma a questa nuova versione di In Onda manca ritmo. E soprattutto manca fortemente quella gradevole - e preparata - padrona di casa che era Luisella Costamagna. Manca qualcuno che non dia l’impressione di sentirsi sempre superiore a tutti, ospiti, colleghi e telespettatori. Naturalmente ce ne faremo tutti una ragione, ma andava detto per dovere di cronaca.

E la Costamagna dovrebbe rimpiangerla anche Telese. Che comunque cadrà in piedi: alla peggio, avrà sbagliato chi l’ha sostituita con Porro, no?

In Onda - Prima puntata del 17 settembre 2011
In Onda - Prima puntata del 17 settembre 2011In Onda - Prima puntata del 17 settembre 2011In Onda - Prima puntata del 17 settembre 2011In Onda - Prima puntata del 17 settembre 2011

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Costamagna, Telese, Porro, Il Giornale e Il Fatto: la polemica In Onda

pubblicato da Malaparte

Luisella Costamagna

Polemiche a non finire accompagnano la nuova messa in onda di In Onda, e l’argomento è di quelli interessanti e che suscitano anche curiose reazioni da parte dei lettori. Non solo: ci pensano anche i diretti interessati a farsi vivi online, con qualche supporter imprevisto sulla carta stampata.

Comincia Luca Telese, ad accendere la miccia: il conduttore e giornalista non ha gradito l’atteggiamento di alcuni telespettatori che gli hanno fatto sapere che non avrebbero più seguito il programma dopo l’epurazione di Luisella Costamagna. Così, li rimbrotta e si sfoga sul suo blog personale su Il Fatto quotidiano. Scrive, fra l’altro:

Ho ricevuto una decina di messaggi come questo [di lettori che non vedranno più “In Onda”, ndR]. Pochi, in proporzione alle tante mail che ricevo ogni giorno, ma troppi rispetto all’idea bella che ho del pubblico, alle intelligenze che incontro per strada, nella vita di tutti i giorni, e che mi danno un feedback importantissimo su quello che diciamo e facciamo in tv. Dietro l’anonimato di Internet, invece, proliferano i piccoli integralismi, le invettive apocalittiche e i veti e gli ultimatum.

Poi esalta le possibilità di confronto con qualcuno (Nicola Porro) che ha un’idea diversa dalla sua - questo almeno quel che si racconta insistentemente negli spot promozionali del programma -, dice che la Costamagna ha ricevuto un’altra offerta da La7 e infine scrive, di un pezzo sul Giornale che oggi parla della vicenda:

La cosa che può divertire i cultori della lotta anti-censura é che oggi c’è un quotidiano che titola in prima pagina sull’”epurazione” di Luisella, e che esalta – giustamente – le sue doti, annunciando che potrebbe approdare nei Comizi d’amore di Santoro. É il Giornale. Avete capito bene. Il Giornale di Nicola Porro su cui Laura Rio fa un bell’esercizio di scrittura a schiena dritta, come direbbero su questo blog, senza nessuna reverenza per il suo vicedirettore.
Meditate, gente, meditate. L’informazione in Italia é una questione complessa, che non si risolve con l’estetica della Curva sud.

In realtà, il taglio del pezzo della Rio è altro e lo si evince fin dl titolo: Anche la Costamagna epurata: non sarà su La7 Ma il Cavaliere non c’entra e nessuno s’indigna. E la Rio non è certo particolarmente ficcante nei confronti del suo vicedirettore. E non ci sembra che faccia molti complimenti alla Costamagna. Anzi, è piuttosto ironica quando chiude:

Ci aspettiamo che ora Luisella si metta a strepitare, a gridare allo scandalo e raggiunga veloce il suo mentore Santoro (con cui mosse i primi passi a Moby Dick) per realizzare il nuovo network «più libero che ci sia».
Se no, scusate, il mondo è proprio capovolto.

Se questo è fare un complimento “a schiena dritta” alla giornalista, forse non l’abbiamo colto. Infine, interviene la Costamagna stessa. Seria, affatto prolissa e difficilmente criticabile. Per dire che Telese sta mentendo sul suo conto.

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Luisella Costamagna fuori onda

pubblicato da Malaparte

Luisella Costamagna fuori da In onda - arriva Nicola Porro

Sarebbe fuori da In Onda, Luisella Costamagna. E al suo posto arriverebbe Nicola Porro.
La notizia arriva da Dagospia che descrive il cambio di conduzione come un’operazione condotta direttamente dall’a.d. Giovanni Stella senza il coinvolgimento di Paolo Ruffini, prossimo direttore della rete.

Al posto della Costamagna, cui sarebbe stata offerta una collocazione per ora imprecisata in altra fascia oraria (l’offerta esiste, secondo Il Sole 24 Ore), arriverà il vicedirettore de Il Giornale, Nicola Porro.

In onda si colloca così decisamente a destra - non che fosse a sinistra, prima, con il terzista ex giornalista de Il Giornale e ora collaboratore de Il Fatto Quotidiano, Luca Telese - e Stella mette un freno all’ipotesi di qualcuno che La7 potesse trasformarsi in TeleKabul. Altro che TeleKabul. A ben guardare, il terzo polo televisivo sta proprio diventando il polo del terzismo.

A farne le spese, una giornalista che sicuramente è co-artefice del successo del programma, che offre sempre buoni risultati in termini d’ascolto e che ha regalato pagine di buon approfondimento. E’ semplicemente un taglio dovuto a linee editoriali? Oppure la Costamagna paga l’aver dichiarato, per esempio, di essere dispiaciuta per il mancato arrivo di Santoro? Lo scopriremo quando si paleserà l’offerta che le farà la rete. Intanto, diteci che ne pensate.

Annozero: Lo strano caso del Dottor Bernstein e di Mister Bernstein

pubblicato da Gabriele Capasso


Della puntata di Annozero appena andata in onda, quella con l’intervista a Patrizia D’Addario e capace di sbancare l’auditel con un risultato senza precedenti, abbiamo parlato già diffusamente. Un dettaglio però non è ancora stato analizzato, si tratta di un particolare decisamente stonato che, anche rivisto a mente fredda, appare una brutta caduta di stile per il programma. La scaletta, fra le tante altre cose, includeva un collegamento con Carl Bernstein, celebre giornalista e vincitore del Premio Pulitzer per i suoi articoli sul Washington Post con i quali, insieme a Bob Woodward, svelò i retroscena dello Scandalo Watergate che indusse il Presidente Nixon alle dimissioni.

Santoro lo introduce in maniera decisamente maldestra confondendo l’attore che lo aveva interpretato nel film Tutti gli uomini del Presidente di Alan Pakula, per il conduttore è Robert Redford, ma Bernstein lo corregge con una risata piuttosto divertita specificando che si trattava di Dustin Hoffman. Insomma, si parte decisamente male e lo stesso Santoro non nasconde un certo imbarazzo. Le tre domande che vengono poste a Bernstein, come di consueto quando si tratta di Annozero, hanno lo scopo di dimostrare che “in America non è come da noi” e implicitamente che Silvio Berlusconi rappresenta una macroscopica anomalia nel panorama mondiale.

Cosa possiamo sapere di un politico? Dove si deve fermare l’attività giornalistica?“, “Che idea si è fatto del caso Berlusconi?“, e ancora “Secondo lei assistiamo nel mondo ad un restringimento degli spazi dell’informazione?“. Le risposte di Bernstein sono molto diverse da quelle che Santoro si aspetta, come anche l’escalation delle domande tese a far sbilanciare il giornalista sul caso italiano dimostra, ma il cronista statunitense non sembra abboccare e al contrario appare quasi irritato dal tono e dal contenuto dei quesiti che gli vengono posti. Bolla le domande come “troppo generiche“, dice che “non si può essere fatto un’opinione precisa sulla situazione nel nostro paese“, sostiene che “anche i politici hanno una zona legittima per la loro privacy” e teorizza che “le restrizioni all’informazione tendono ad essere auto imposte” piuttosto che frutto di una pressione dei potenti.

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Prove tecniche di pluralismo: Porta a Porta su Annozero e la D'Addario

pubblicato da Gabriele Capasso

Vespa parla di Santoro e Annozero a Porta a Porta
Sorpresa e meraviglia, nemmeno il tempo di godersi la puntata di Annozero, frettolosamente chiusa durante le vignette di Vauro, che su RaiUno è già partita quella odierna di Porta a Porta. Bruno Vespa, in diretta solo come nelle grandi occasioni, con volto severo manda in onda spezzoni di Annozero passati su RaiDue non più tardi di un’ora prima.

In studio è rappresentata tutta la politica italiana, dal ministro della difesa La Russa a Donadi dell’Italia dei Valori, pronta a commentare rigorosamente live gli esiti della trasmissione più controversa della storia della tv italiana. Un evento, se vogliamo essere di manica larga, che spiega anche il primo caso di “contro-trasmissione” della storia della tv italiana.

In corso d’opera arriva anche il trafelato Maurizio Belpietro, direttore di Libero, già ospite ad Annozero e messo in condizione di porre le sue domande direttamente a Patrizia D’Addario, la escort (o “prostituta” come ha tenuto a specificare in apertura in maniera greve ma onesta La Russa) che ha animato la nottata in cui Berlusconi doveva mandar giù l’esito elettorale delle elezioni americane in cui è stato eletto Obama.

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Annozero può (ri)cominciare - Con Patrizia D'Addario

pubblicato da Malaparte

Annozero

E’ iniziato con le immagini di un prime time della BBC, uno sketch comico su Silvio Berlusconi, Annozero, e con una provocazione all’AgCom da parte di Michele Santoro: chi garantisce il contraddittorio?

Ospiti Patrizia D’Addario, il sindaco di Bari Michele Emiliano, il direttore di “Libero” Maurizio Belpietro, la direttrice del settimanale femminile “A” Maria Latella, il vicedirettore de “Il Giornale” Nicola Porro e la giornalista de “Il Manifesto” Norma Rangeri.
In collegamento da New York il Premio Pulitzer Carl Bernstein, uno dei giornalisti più famosi del mondo. Titolo della puntata: No Giampy no Party. Si parla, ovviamente, dell’imprenditore barese Giampaolo Tarantini. E non solo. Avevano ragione, dunque, coloro che ritenevano che Annozero anche questa sera sarebbe andato regolarmente in onda.

Dopo il buon pezzo di Travaglio, un confronto fra il giornalismo americano e quelli italiano, ecco il pezzo forte del programma: Patrizia D’Addario.

Patrizia D'Addario

Patrizia D'Addario ad AnnozeroPatrizia D'Addario ad AnnozeroPatrizia D'Addario ad Annozero

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