Aveva ragione a preoccuparsi, Ghedini. Report apre con un’anteprima sul servizio che parla delle case di Berlusconi a Antigua e un breve monologo con riferimenti a altre case che hanno tenuto banco nelle ultime settimane sulla cronaca politica. Questa anteprima verrà approfondita dopo il reportage principale.
Che inizia da Venezia, con Vittorio Sgarbi. E che illustra i malcostumi tutti italiani. Così fan tutti, come recita il titolo. Ma la grande attesa, ovviamente, è per l’aggiornamento che arriverà dopo.
Nel frattempo, l’inchiesta propone un quadro a dir poco inquietante - ma quando non lo sono, le puntate di Report - a proposito di ACI, Unicredit, RAI, di un intero meccanismo che riguarda commistioni fra pubblico e privato, politica e nomine, incarichi e conflitti di interessi.
Un capitalismo malato, fatto di clientele e giochi di potere. E’ questo quel che emerge dalla prima, durissima inchiesta di questa nuova edizione di Report.
Ma ora, ecco la domanda cui cerca di rispondere Report: cosa possiede, Berlusconi, ad Antigua, uno dei più affidabili paradisi fiscali del mondo?
Il servizio è stato evidentemente rimontato fino all’ultimo, visto che contiene anche
le dichiarazioni di oggi di Ghedini, e si chiude con la grande domanda della Gabanelli, che invita Berlusconi a far chiarezza: Noi siamo qui, anche domenica prossima, dice Milena.
Poi parte la bella rubrica C’è chi dice no, in cui si raccontano storie di chi non accetta i metodi all’italiana e si ribella facendo scelte etiche e morali.
Report - Prima puntata del 17 ottobre 2010




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C’è una ragione per la quale il Tg1 ha fatto sparire dalle cronache le notizie sull’ultimo scandalo con coinvolge il Premier, una ragione che non è venuta a mancare nemmeno dopo il richiamo ufficiale del Presidente della Rai Paolo Garimberti. L’ha spiegata, con un breve editoriale fra l’irridente e il compiaciuto, il neo direttore Augusto Minzolini. Secondo il direttore, profeticamente soprannominato da Marco Travaglio “Scodinzolini“, su Berlusconi vi è solo “gossip”, non c’è nulla da raccontare.
Tutto “chiacchiericcio” quello che anima le cronache dei giornali di mezzo mondo, intenti a raccontare le parole di Patrizia D’Addario e della sua amica Barbara Montereale, parole che sarebbero confortate da fotografie (alcune già pubbliche) e da nastri con le registrazioni audio e che riferiscono di rapporti sessuali fra Silvio Berlusconi e la suddetta signorina D’Addario, nota nell’ambiente barese come escort (leggasi prostituta). Per Minzolini (qui il video), che ha una chiave di lettura della vicenda che ricalca quelle dei portavoce del Pdl (abbondantemente presenti in tutte le edizioni del Tg1, a questo punto potremmo pensare di sostituirli tutti con una presenza fissa di questi “editoriali“), sono tutte fesserie che non meritano di essere raccontate dal primo tg nazionale:
Accade che semplici ipotesi investigative e chiacchericci si trasformino in notizie da prima pagina nella realtà virtuale dei media o per strumentalizzazioni politiche o per interessi economici. E’ avvenuto in passato, come ricorderete, quando si tentò di colpire il presidente del consiglio di allora strumentalizzando la foto che ritraeva un suo collaboratore in una situazione definita scabrosa. E’ accaduto più volte in queste settimane in cui è stata messa sotto i riflettori la vita privata del premier in nome di un improvviso moralismo: abbiamo visto addirittura celebri mangiapreti vestire i panni di novelli Savonarola. Queste strumentalizzazioni, questi processi mediatici, non hanno nulla a che vedere con l’informazione del servizio pubblico. Nella settimana in cui gli Stati Uniti hanno scelto le nuove regole per proteggere il risparmio nel mondo, mentre esplodeva il caso Iran, e alla vigilia del G8, sarebbe stato incomprensibile privilegiare polemiche sul gossip nazionale solo per scimmiottare qualche quotidiano o rotocalco. Questa è la linea editoriale del Tg1 che vi ho promesso, cari telespettatori, fin dal primo giorno. E che continuerò a garantirvi.

Non finiscono i guai del Presidente del Consiglio e stavolta, nel più classico dei contrappassi, a creargli problemi ci si mette tale Barbara Montereale. 23enne, di mestiere modella per abiti da sposa e “ragazza immagine“, nonché amante di quel mondo patinato della televisione del nuovo millennio fra comparsate assortite e la solita fugace apparizione a Uomini e Donne di Maria De Filippi da sbandierare. Pare che grazie a Fede, il solito briccone, sarebbe potuta finire al Tg4 come meteorina. Almeno così le aveva promesso Emilio quando lei era “solo” Billionerina (sic), ma non se n’è fatto più nulla.
Barbara Montereale è una gran bella ragazza, appare chiaro scorrendo la galleria di foto pubblicate da Repubblica, nonostante si salti fra scatti da catalogo di sartoria e abbracci e sorrisi con star dello spettacolo come Valeria Marini e Fabrizio Corona. Lei è, forse era, amica di Patrizia D’Addario, la escort (il curioso termine anglosassone per definire le prostitute d’alto bordo) che ha deciso di “vendicarsi” dopo un presunto rapporto sessuale con Silvio Berlusconi. L’eventuale “utilizzatore finale”, a stare alla definizione del suo avvocato Niccolò Ghedini.
Barbara si fa intervistare da Repubblica, un po’ come il famoso Gino Flaminio, l’ex di Noemi Letizia, e nelle sue parole traspare ammirazione, riconoscenza, stima e simpatia per il premier. Eppure, quasi fosse una cosa normale, viene chiaramente fuori la conferma che la D’Addario è una escort (”non come me, che sono ragazza immagine“) e che vuole colpire il premier dopo “essersi premunita” con la registrazione dell’incontro. Una registrazione che contiene la frase, che sta già inondando la rete e i social network nell’ilarità generale, “aspettami nel letto grande“.
La Montereale è ingenua, o forse no, è furbissima. Racconta quello che è successo, che ha visto con i suoi occhi, con estrema leggerezza, quasi come dicesse “dalla tv ho visto in te qualcosa di speciale e sono venuta qui per conoscerti“, la classica frase d’ingresso nel dorato universo di Uomini e Donne. Tutto così innocuo, o forse no.

Era immaginabile un’ultima puntata di Annozero senza strascichi polemici? Ovviamente no. Stavolta lo scontro non è fra Michele Santoro e il centrodestra, bensì fra “colleghi”. L’ultimo, in ordine di tempo, ad attaccare il giornalista di RaiDue è Clemente Mimun, direttamente dagli schermi del Tg5. Ricostruiamo i fatti. Nella puntata di giovedì di Annozero Santoro manda in onda un ampio stralcio dell’intervento di Beppe Grillo di fronte alla Commissione Affari Costituzionali del Senato. Come noto Grillo è il promotore di una Legge di Iniziativa Popolare, per la quale raccolse 350mila firme all’interno dell’iniziativa del V-Day, sull’ineleggibilità dei condannati, la reintroduzione della preferenza e il divieto di candidature multiple.
La sua audizione, qui il video integrale, è stata in pieno stile grillesco: una reprimenda durissima nei confronti della corruzione nella politica nella quale sono volati epiteti come “zoccole in parlamento” o “psiconano” per definire il Premier. L’avvocato Ghedini, ospite ad Annozero, attacca Santoro per aver mandato in onda Grillo. Santoro si difende, ma Ghedini non molla. Il conduttore chiude con una provocazione contenente una presunzione di colpevolezza, ai danni del Tg di Mediaset, che si rivelerà piuttosto imprudente: “quando lo manderà in onda il Tg5 io farò a meno“.
Ad Annozero la questione finisce lì, ma il Tg5 di ieri nell’edizione serale ritorna sul caso e replica con un attacco frontale a Santoro. Prima viene mostrato il giornalista di RaiDue che si scontra con Ghedini e pronuncia la frase incriminata, poi appare in video Clemente Mimun che accusa apertamente il giornalista “che si vanta di essere fazioso“, ma che deve stare attento perché “le bugie hanno le gambe corte“. La bugia a cui il direttore del Tg5 si riferisce è, appunto, la mancata copertura dell’audizione di Grillo nel suo telegiornale.
Continua a leggere: Mimun accusa Santoro: "Le sue sono bugie dalle gambe corte"

Ieri puntata sulla sentenza Mills a Porta a Porta, anche se ad onor del vero il titolo è “La Lunga Guerra Giudici - Berlusconi“, con ospiti particolarmente combattivi. Da una parte il Presidente dei Deputati Idv Donadi, dall’altra Ghedini, parlamentare nonché avvocato storico del Premier. Nemmeno l’approfondimento di Bruno Vespa può ignorare le motivazioni di una sentenza di primo grado che individuano nella persona del Presidente del Consiglio il corruttore di un testimone, ma quanti avessero visto la trasmissione hanno avuto più di qualche difficoltà nel comprendere la delicatissima questione.
Donadi e Ghedini hanno rinverdito, con vicendevoli responsabilità, il malcostume del “parlarsi sopra”, spesso dell’urlarsi sopra. In un’astrusa interpretazione del sacrosanto diritto al contraddittorio Vespa, dopo alcuni timidi tentativi, si è di fatto arreso all’arroganza dei suoi ospiti lasciando che il dibattito divenisse un indistinto vociare sovrapposto dal quale era difficile ricavare la cifra delle opinioni e soprattutto dei fatti. Qui su Repubblica.it potete trovare un collage di 6 minuti che rende l’idea della puntata.
Nonostante l’importanza del tema il telespettatore frastornato ha provato improvvisamente nostalgia delle paciose puntate di Porta a Porta che reclamizzano i cinepanettoni, celebrano X-Factor e raccontano le ultime tendenze in fatto di iniezioni al botulino. Almeno in quei casi c’è la possibilità di capire qualcosa e Vespa se la cava egregiamente. Quando conduci per anni trasmissioni dominate dal pensieri unico capita di andare in difficoltà con due ospiti che si azzannano. La domanda di fondo, magari maligna, resta: a chi giova?

Il sempre velenoso Dagospia, come al solito informatissimo sui contenuti di una puntata per la quale i comunicati stampa erano stati piuttosto avari (non potete immaginare quanto queste circostanze possano frustrare realtà piccole come la nostra), aveva profetizzato un’incontrollata esplosione di veleni nell’Annozero contro “porno-silvio“. Un autentico attacco frontale cercato da Santoro per farsi artificialmente epurare prima di essere costretto ad accettare, per coerenza, il contratto per la prossima stagione del suo programma che Mauri Masi starebbe preparando “blindato” e teso ad “imbavagliare” il giornalista e la sua redazione.
La visione della trasmissione ha in realtà rivelato altri contorni, a loro modo assolutamente prevedibili per quanti conoscono i pregi e i difetti del modo di condurre e di confezionare la trasmissione principe dell’informazione su RaiDue. Il conflitto fra Silvio Berlusconi e la legittima consorte, Veronica Lario, è raccontato nei minimi particolari. La vicenda viene ricostruita in tutti i suoi dettagli, dalle voci sulle candidate “veline” alle prossime Europee, alla festa di compleanno di Noemi Letizia, all’intervista con la quale la Lario ha annunciato l’intenzione di chiedere il divorzio da Berlusconi.
Monica Guerritore ha recitato i brani più significativi di quell’intervista, regalando un tocco di drammaticità in più. Formalmente superflua, l’interpretazione dell’attrice ha più chiaramente definito la reale portata della fine del matrimonio fra il Premier e la First Lady più anomala del mondo. Capire i fatti, fatti servilisticamente occultati dagli altri programmi televisivi (Porta a Porta, naturalmente, in testa), ha tratteggiato una sequenza di eventi che non permettono la sopravvalutazione di una vicenda fin qui morbosamente alimentata dall’artificioso mistero che la circondava.

In questa settimana dell’affaire Berlusconi-Lario si sono già occupati due programmi d’approfondimento della tv di stato. Ballarò, che ha reso noto che la vicenda non ha avuto alcuna ricaduta sul gradimento del Premier, almeno stando ai sondaggi, e Porta a porta si è prestata ad ospitare il comizio del marito che recrimina per il comportamento della moglie. Ora, però, tocca ad Annozero.
La redazione di Michele Santoro stava preparando una puntata sulla Fiat, grande protagonista delle cronache economiche dopo aver siglato l’accordo con Chrysler, ma la rottura della coppia più in vista d’Italia ha naturalmente rivoluzionato i programmi. Il taglio della trasmissione è prevedibile. Verranno “messe in scena” le accuse che la Signora Lario ha fatto pervenire a La Stampa e a Repubblica, comunicando l’intenzione di divorziare. Sono accuse pesanti (quella di frequentare minorenni e di essere una persona bisognosa d’aiuto, quindi sostanzialmente malata), sulle quali poco i media hanno insistito.
Santoro non si farà sfuggire l’occasione e ha preparato l’incursione di Monica Guerritore, l’attrice interpreterà le parole di Veronica, appena menzionate nelle altre ricostruzioni fornite in televisione. In studio come ospiti il direttore dell’Unità, Concita De Gregorio, Candida Morvillo, direttore di Novella 2000, Barbara Palombelli e lo scrittore e giornalista statunitense Alexander Stille. Insieme a loro l’avvocato/parlamentare Niccolò Ghedini e Emma Bonino. Sandro Ruotolo è andato a Napoli per incontrare Noemi Letizia, la cui festa di compleanno ha rappresentato il pomo della discordia fra i due coniugi. Si preannunciano fuochi d’artificio, durante e molto probabilmente dopo la trasmissione.

Nella puntata di Annozero andata in onda ieri sera su RaiDue dopo la bufera legata alla sospensione di Vauro e alla richiesta di una correzione di rotta fatta recapitare dai vertici dell’azienda, sono stati tre i momenti più significativi. Michele Santoro è apparso decisamente poco propenso a venire incontro al Dg Mauro Masi. In apertura, prima ancora di affidare la parola a Marco Travaglio, Santoro ha duramente attaccato media e politici che hanno invocato la censura contro Vauro, ma soprattutto ha completamente ignorato la parte di critica che Masi aveva mosso alla trasmissione e non al vignettista.
Travaglio sembra più sensibile alla questione “riequilibrio” e costruisce una contrapposizione indiretta fra il modo in cui la puntata contestata di Annozero ha raccontato la gestione dell’emergenza terremoto e le citazioni di articoli di giornali che esaltano in maniera apologetica l’operato del Governo e della Protezione Civile. Da consumato attore (sic) Travaglio altera la sua voce. Il tono da cinegiornale di regime rende ancora più farseschi i brani degli articoli de La Stampa e de Il Giornale.
Continua a leggere: Annozero: i tre momenti chiave della puntata in video

Michele Santoro sfida la Rai. Il conduttore di Annozero era atteso al varco dopo il provvedimento del Presidente della Rai che aveva imposto un “riequilibro” dell’informazione sulla gestione del post terremoto e la sospensione di Vauro per via delle sue vignette, una in particolare “sull’aumento della cubatura per i cimiteri“. L’ironia, amara, che metteva in ridicolo gli annunci di aumenti di cubature che si sarebbero resi possibili grazie al Piano Casa in via di definizione da parte del Governo, non era stata apprezzata.
Bene, Santoro non ha alcuna intenzione di abbandonare Vauro. Già nell’introduzione ha chiaramente fatto capire che la sua assenza in studio era da motivare con un viaggio a San Pietroburgo, ma “Annozero e Vauro sono due entità inseparabili” per cui dalla prossima settimana è da considerarsi ovvio, almeno secondo il conduttore, il suo ritorno. Le parole dell’ex eurodeputato sono ricolme di sarcasmo, ma individuano un argomento efficacissimo per replicare alla richiesta di censura per Vauro da parte di quotidiani come Il Giornale e uomini politici come Gianfranco Fini e il Ministro Calderoli.
Santoro ricorda la campagna, più che condivisibile seppure condotta da questi soggetti con metodi che hanno portato sull’orlo di uno scontro di civiltà, per la difesa delle vignette sull’Islam pubblicate in Danimarca nel 2006. La satira sul Piano Casa e su Berlusconi in relazione al terremoto è inaccettabile e le vignette sull’Islam vanno pubblicate liberamente? Bella contraddizione.
Continua a leggere: Santoro sfida la Rai: Vauro non c'è, le sue vignette sì

Stasera prima puntata di Annozero dopo la tempesta che ha determinato la sospensione di Vauro e l’indicazione dal Dg della Rai Mauro Masi che chiede un “riequilibro” alla trasmissione di Michele Santoro. I nostri colleghi di PolisBlog la seguiranno in diretta e vi consigliamo di dare un’occhiata, si tratterà sicuramente di una puntata atipica che rischia di rivelarsi esplosiva. Di certo gli occhi saranno tutti puntati sulla risposta di Santoro, ancor di più sull’ospite fisso Sabina Guzzanti che prenderà idealmente il posto di Vauro e preannuncia “battaglia” dopo la cacciata dell’amico vignettista.
“Caccia all’abusivo” è il titolo scelto dalla redazione, tema naturalmente ancora l’Abruzzo con la gestione di questo post terremoto, ma l’occhio di Annozero sarà puntato anche sui guasti tutti italici che hanno aggravato il bilancio del sisma con crolli e un numero impressionante di abitazioni che dai primi controlli stanno risultando inagibili. Ospiti in studio Niccolò Ghedini del Popolo della libertà, Antonio Di Pietro per L’Italia dei valori, il giornalista del Sole24Ore Mariano Maugeri e il Capo della Sala Italia della Protezione Civile Titti Postiglione.
Con queste premesse sembra difficile realizzare il “riequilibro” chiesto dall’azienda, ancora più difficile appare in considerazione del fatto che da un’attenta analisi della trasmissione della settimana scorsa, che tante polemiche ha generato e da parte di molta della politica italiana è stata definita “indecente“, non appare chiaro quali siano gli elementi interni ai servizi filmati che andrebbero riequilibrati.
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