Leggendo l’interessante post di Share dedicato alle fiction di punta della prossima settimana televisiva mi è sopraggiunto un amletico dilemma. Come possono coesistere due loghi con due dizioni diverse dello stesso prodotto?
Se nella norma Nassiriya si scrive in questo modo, con la ya finale, e anche il Sorrisi e canzoni propone così il titolo della fiction con Raul Bova, perchè nel logo promozionale del sito della Taodue troviamo la dizione alternativa che termine con yia?
Cari lettori filologi e puristi di Tvblog, a voi il potere di dirimere questa controversia.
Posto che la questione della doppia forma è stata ampiamente discussa ed entrambe le forme sarebbero corrette, non sarebbe stato meglio arrivare a un titolo univoco?
La mega-produzione della Taodue sbarca finalmente su Canale 5 il prossimo 12 e 13 marzo.
La fiction “Nassiriya. Per non dimenticare” racconterà della missione Antica Babilonia dei militare italiani, segnata dal tragico attentato dal 12 Novembre 2003 e nel quale rimasero uccisi in 19 fra Carabinieri, soldati e civili presenti in quel momento nella base Maestrale del contingente italiano.
Il film per la tv diretto da Michele Soavi non sarà incentrato sul momento tragico dell’attentato ma racconterà della vita degli italiani, medici e militari, impegnati nella missione in Iraq.
Il titolo “per non dimenticare” si riferisce quindi non solo all’estremo sacrificio, ma al lavoro quotidiano svolto sul territorio nel tentativo di riportare l’ordine e portare assistenza alla popolazione locale.
Protagonisti saranno Raoul Bova, nei panni di un Carabiniere che dopo un lutto familiare reagisce dedicando tutto se stesso al suo impegno nella missione, e Claudia Pandolfi, che interpreta una dottoressa della Croce Rossa che lavora quotidianamente a contatto con gli iracheni maggiormente provati dalla difficile situazione umanitaria. Fra gli altri attori risalta la presenza di Libero De Rienzo, premiato con un David di Donatello per la interpretazione in Santa Maradona di Marco Ponti e lo scorso anno al Brooklyn International Film Festival per il film Sangue - La morte non esiste del quale era regista e interprete principale.
Ovvio sarà il ricordo di quel 12 novembre, ma il regista Soavi ha sottolineato che il tentativo è stato quello di riproporre l’attentato “con un intento poetico e non con il desiderio di inorridire i telespettatori […] sono solo poche immagini, i nostri eroi spazzati via dalla furia dell’esplosione, tra il fumo e le fiamme, senza mai far vedere i corpi delle vittime“.
I costi della fiction non hanno precedenti per la Taodue di Pietro Valsecchi: stiamo parlando di 6.5 mln di euro per le 14 settimane di riprese, uno sforzo economico maggiore anche rispetto a quello dedicato alla filmtv su Karol Wojtyla e che tenendo conto dei 5 mln versati da Mediaset parte con un deficit importante di 1.5 mln di euro.