
Dopo aver accolto su TvBlog, oltre ad Emilio Solfrizzi, anche i due nuovi personaggi della seconda stagione di “Tutti Pazzi Per Amore”, Camilla Filippi e Alessio Boni, oggi lasciamo la parola alla novità per eccellenza di queste nuove puntate. Antonia Liskova, attrice in numerosi lavori televisivi e cinematografici, alla vigilia della messa in onda di due nuove puntate ci racconta le paure e preoccupazioni nel sostituire la collega Stefania Rocca nel ruolo di Laura, con qualche anticipazione sui suoi nuovi progetti futuri.
Ti stai rivedendo in video nelle nuove vesti di Laura in “Tutti Pazzi per Amore”?
“Si si assolutamente, anche perché non le abbiamo viste prima ed ogni puntata per me è una novità. Me le rivedo con grande piacere e grande gusto perché le trovo veramente divertenti.”
Avevi messo in conto che il telespettatore potesse rimanere spiazzato dalle numerose novità della seconda stagione?
“Anche io da telespettatrice mi affeziono ai vari personaggi e mi rendo conto che non deve esser stato facile per i telespettatori accettare questa sostituzione e certi cambiamenti. Anche la scomparsa di Neri Marcorè ha contribuito parecchio a mischiare le carte in tavola perché Tutti pazzi per Amore1 era partito con, in primis, tanta gioia. La seconda è iniziata invece in modo diverso, con qualche fattore anche negativo perché la perdita di Stefania sicuramente, per tanti, si è sentita molto.”
Ora però Laura ha il tuo volto. Tu come avresti reagito da telespettatrice?
“Ci si affeziona è normale. Vicino alla faccia di Solfrizzi i telespettatori si ricordavano Stefania. Questo cambiamento non deve esser stato facile. E’ come se io nel rivedere una delle mie serie preferite, “Sex and The City”, al posto di Carrie vedessi un’altra. Poi mi ci affezionerei ma le prime puntate non sarei contenta.”
L’anno scorso avevi avuto modo di seguire la fiction?
“Avevo visto la prima serie e mi piaceva moltissimo per il taglio innovativo, gli inserti musicali e i temi reali trattati con un pizzico di follia. Credo che a ognuno di noi piacerebbe iniziare a ballare in mezzo alle macchine quando riceviamo una bella notizia. Purtroppo nella realtà non si può fare e “Tutti Pazzi per Amore” invece ti permette di farlo. Anche la discussa scelta di Neri Marcorè in paradiso ha secondo me un suo grandissimo perché. Tutti noi quando perdiamo una persona pensiamo che ci guardi dall’alto. Io spesso alzo gli occhi al cielo e parlo con mia nonna perché sono convinta che stia lì a guardarmi.”
Quanta paura avevi nell’accettare la sostituzione di Stefania Rocca?
Mentre la Rai, nelle persone dei suoi lungimiranti vertici, pondera se licenziare o no Michele Santoro, il piccolo fortino di bellezza e libertà che è RaiTre continua imperterrito nella sua piccola rivoluzione di qualità: stasera, sabato 27 marzo e domani, domenica 28, a Che Tempo che Fa, scrigno d’oro mediatico di Fabio Fazio, torna la grande musica dopo lo speciale di dicembre scorso con Barenboim, Lissner, Pollini ed Emma Dante che trovò anche i favori del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
Stasera il grande tenore José Carreras intratterrà la platea, domani sarà la volta del maestro Claudio Abbado. Due puntate monografiche di grande interesse culturale che andranno in onda alle 20.10 su RaiTre. Carreras eseguirà dal vivo tre brani del suo repertorio: Lejana Tierra mia, Me sò mbriacato ‘e sole e Passione. Con Abbado, invece, si parlerà soprattutto del suo ritorno alle scene dopo 24 anni: dirigerà l’Orchestra Filarmonica della Scala, il 4 e il 6 Giugno con la seconda sinfonia di Mahler. A proposito della sua carriera (50 anni) il maestro dirà: “Non esiste la carriera per me, esiste il fatto che quando avevo 7 anni sono andato alla Scala, Antonio Guarnieri dirigeva Debussy, i Notturni, e ho detto ‘questa è magia, un giorno vorrei realizzarla”.
Una curiosità: Luciana Littizzetto, durante la puntata, suonerà Jingle Bells al flauto dolce per Claudio Abbado: “Trovatemi voi una canzone di Pasqua da suonare sul piffero”, commenterà lei. La solita commistione di “alto” e “basso”, per Che Tempo che Fa, che ci testimonia, ancora una volta, come sia possibile creare un’alchimia giusta di servizio pubblico come si deve.
Il progetto My Camp Rock nato l’anno scorso giunge alla sua seconda edizione. Disney Channel lancia My Camp Rock 2, l’iniziativa rivolta agli appassionati di musica under 16 che hanno la possibilità di mettere in mostra le proprie qualità artistiche. Proprio come i protagonisti del Disney Channel Original Movie Camp Rock e del suo attesissimo sequel Camp Rock 2 – The Final Jam.
Dal 26 marzo al 16 maggio 2010 i ragazzi possono dare sfogo alla propria creatività per riuscire ad accaparrarsi un camp con lezioni di canto tenute da professionisti del settore.
Come fare? Basta collegarsi al sito di Disney Channel nella sezione dedicata a “My Camp Rock 2”. Lì si potranno trovare tutte le informazioni su come aderire all’iniziativa, il regolamento e la relativa liberatoria. I partecipanti potranno scegliere, sempre sul sito, fra quattro basi musicali tratte dalla colonna sonora di “Camp Rock”– “Who Will I Be”, “Gotta Find You”, “Here I Am” e “Play My Music” – da interpretare da soli, in coppia o come band (fino a un massimo di quattro componenti).
Il video con la propria esibizione dovrà essere inviato entro e non oltre il 16 maggio 2010 (farà fede il timbro di spedizione) insieme alla liberatoria compilata in tutte le sue parti e firmata da un genitore a:
Concorso My Camp Rock 2
Casella Postale 16
20093 – Cologno Monzese (Milano)
Continua a leggere: My Camp Rock 2: il nuovo concorso per giovani talenti di Disney Channel

Inedito match per il Giovedì sera televisivo, orfano dell’ “Annozero” di Michele Santoro. RaiUno, forte dei buoni risultati registrati da altri show canori, continua a puntare sulle canzoni proponendo un “Gigi D’Alessio show” condito di tanta musica mentre Canale5 sdoppia l’appuntamento settimanale con “Due Imbroglioni e Mezzo“, sconfitto nella prima puntata da “I Raccomandati”. Lo spostamento fa precipitare però la fiction dai 4.480.000 e il 18.46% dell’esordio al 15.48% e 3.826 milioni di spettatori.
Ed è davvero sfortunata la strada della fiction per Canale5, che tranne per alcuni casi, non riesce ad ottenere i grandi numeri che invece l’analoga struttura diretta in Rai da Fabrizio Del Noce si porta a casa. L’analisi della serata di ieri ottenuta dalle nostre curve ci dice di una linea blu di RaiUno grazie allo show di D’Alessio “Gigi questo sono io” nettamente in testa per tutto il prime time vicino alla linea dei 7 milioni di telespettatori con un picco di 7.321.000 alle 22:04. La curva arancione di Canale5 reduce per la verità dal massimo picco di tutta la serata grazie a Striscia la notizia, precisamente alle ore 21:11 con 9.515.000 telespettatori, con la partenza della fiction “Due imbroglioni e mezzo” crolla letteralmente di 5 milioni di telespettatori, planando sulla linea dei 4 milioni, questo per tutta la durata della puntata trasmessa ieri sera.
Al terzo posto si piazzano quasi appaiate le curve nera del satellite ed azzurra di Italia1 nella corsia fra i 3 ed i 4 milioni di telespettatori. La curva rossa di RaiDue invece soffre della mancanza di Anno Zero e scorre nella corsia precedente fra i 2 ed i 3 milioni. Chiudono le curve gialla di Rete4 ed in chiusura verde di RaiTre attorno alla linea dei 2 milioni. In seconda serata dopo il picco del 33% registrato durante la fine dello show condotto da Gigi D’Alessio, vediamo la curva azzurra di Italia1 che prende il comando grazie al Chiambretti night con Paolo Bonolis fin sopra alla linea del 20%.

Lo devo dire da subito: riporto quest’intervista perché mi ha interessato la tematica di fondo e cioè: i talent show fanno bene o male alla musica? Tuttavia a rispondere è stato Gigi D’Alessio in un’intervista a La Stampa di Torino. Il cantante napoletano asserisce che tali spettacoli televisivi facciano invero molto male soprattutto ai giovani artisti. Lo scrivente è d’accordo ma non può non dire che, a suo modestissimo parere, alla musica italiana faccia assai più male Gigi D’Alessio stesso e il neomelodico in senso più lato, che il peggiore dei talent show. Specificato questo per amore di verità e di dibattito, va detto che il cantante campano ha centrato il punto:
“La mia è stata una gavetta lunga, faticosa. Non come quella di tanti ragazzi oggi che diventano subito famosi. Scanu ha vinto Sanremo senza emozionarsi, come se gli fosse dovuto. Mi faceva impressione guardarlo. Io avrei pianto per venti giorni, ancora oggi, figurarsi alla sua età. Ho fatto Sanremo nel 2000, avevo 33 anni e prima di salire sul palco ero gelato, tremavo mentre cantavo, mentre tutti questi ragazzi erano tranquilli. Non è bene per loro. Rischiano grosso”.
La televisione, lo diciamo spesso, ha una gigantesca responsabilità sociale, civile, artistica e politica. Se la musica italiana sta diventando una specie di colossale immondizia è soprattutto colpa di quella scatoletta che siamo soliti tenere in salotto davanti alle poltrone. D’Alessio non lo nega e spiega:
“Questi ragazzi rischiano di essere triturati dal meccanismo che li ha fatti diventare subito famosi. Perché passato il loro anno, ecco un’altra trasmissione, facce nuove. Le case discografiche non esistono più. Ai talent vanno come al mercato della frutta, scelgono quella di stagione, poi aspettano l’altra. Non voglio che queste occasioni diventino solo una vendita di illusioni. Solo una gavetta seria, accompagnata da persone del mestiere, può dare stabilità. Oggi diventano subito famosi io dieci anni fa esultavo per un passaggio all’alba a Uno Mattina, dalle 4 aspettavo in macchina. E mi ha visto solo mia zia”.
Ricordiamo che Gigi D’Alessio sarà protagonista giovedì 4 e 11 marzo di due serate dal titolo Gigi, questo sono io, in onda nel prime time di Raiuno, in compagnia di ospiti come Claudio Baglioni, Massimo Ranieri, Renato Zero e Lucio Dalla. Si vocifera di Sofia Loren nella prima puntata.

Come già successo, la classifica dei dischi più venduti ribalta i risultati della finale del Festival di Sanremo. Anche nella “realtà”, tuttavia, a farla da padroni sono i ragazzi dei reality, da X Factor ad Amici. Marco Mengoni, con il suo Re Matto, conquista la vetta della top ten degli album più acquistati. Noemi, nemmeno in finale all’Ariston, è prima nei download con il singolo Per tutta la vita.
Insomma, non sembra esserci più spazio in questo mondo della musica per quegli artisti che si sono fatti da soli, senza l’aiuto di televoti, mossettine e pianti in prime time. Maluccio il vincitore Valerio Scanu: solo a metà di entrambe le classifiche. Fuori da ogni gioco Pupo-Emanuele Filiberto e Luca Canonici: il trio non risulta in classifica da nessuna parte. Riguardo i dati delle vendite, rispetto allo scorso anno quelle degli album sono raddoppiate mentre non si contano i download (+164% sul 2009).
Questo il commento in proposito del direttore artistico del Festival Gianmarco Mazzi:
”Le belle notizie che arrivano dall’industria discografica aumentano il valore dell’edizione di quest’anno. Il Festival 2010 vince la prima sfida con il mercato a testimonianza dell’attualità delle scelte artistiche. Il bilancio di Sanremo 2010 si arricchisce di un nuovo grande risultato. Ringrazio l’industria con la quale, nel rispetto reciproco dei ruoli, non è mai venuto meno un rapporto costruttivo di collaborazione”.
Per ulteriori informazioni vi rimandiamo ai più puntuali colleghi di Soundsblog.
Sabato 27 Febbraio alle 14.00 tornerà in onda su Raidue il programma musicale cult degli anni ‘90: “Top of the Pops”. Un gradito ritorno che vedrà alla conduzione un volto, quasi, nuovo. Ivan Olita, classe 1987, è in primis modello ma da qualche anno è riuscito a catturare anche l’attenzione delle telecamere. In questa intervista Ivan ci racconta la sua vita da modello e conduttore, svelandoci in anteprima tutte le novità e gli ospiti della nuova edizione di “Top Of The Pops”.
Prima di diventare conduttore sei da anni in primis modello. Come hai iniziato questo percorso nella moda?
“Banalmente a 15 anni mi è capitato di entrare nel mondo della moda ritrovandomi poi a soli 16-17 anni a passare due anni tra New York – Parigi – Hong Kong e Tel Aviv. La cosa divertente è il fatto di riuscire a viverci senza abitarci effettivamente. Sapendo di non rimanerci a lungo riesci a esser contaminato dai costumi e dalla cultura ma con un distacco che ti permette di carpire lo spirito di quei posti. Esperienze che possono arricchirti sicuramente.”
La vita da modello tra discoteche e sfilate sembra essere tutta rosa e fiori. E’ realmente così?
“Non sono tutte rose e fiori ma ci si diverte alla grande, ovvio. Il punto è che spesso si generalizza troppo. Credo che la cosa più bella nel fare il modello è riuscire a carpirne gli aspetti positivi: viaggiare, entrare a contatto con tantissime persone ma riuscire anche a sfruttarlo. A New York mi interessava vedermi le mostre, ad Hong Kong girare nelle isolette e far amicizia con i contadini cinesi. Amici invece preferivano non uscire di casa o non mancare alla serata nel club più figo. Mi divertivo anche io ovviamente ma mi piaceva anche vivere la città. Credo dipenda dal background e dagli obiettivi.”
Tra le tante foto che abbiamo proposto nella tua galleria si è subito notato che non hai ancora posato nudo. Hai sempre rifiutato?
“Vogliono le mie foto nudo? Adesso che lo so vedrò di provvedere. Ve le farò avere.”
Come sei passato dai servizi fotografici alle telecamere?
“Nel modo del tutto casuale. Far il modello mi ha permesso di coltivare la mia passione per l’arte e il design, infatti a Milano proprio recentemente ho gestito questo progetto di arte pubblica che si chiama “Identità sociale”. Proprio per queste mie passioni ero andato al Salone del Mobile e girando tra gli stand vidi un cartello Casting per All Music. Essendo abbastanza portato a provare qualsiasi tipo di esperienza mi sono presentato, ritrovandomi poi a condurre il programma per due anni.”
Con il programma “Community” di All Music hai praticamente cambiato totalmente stile di vita.
Nei giorni in cui la musica in tv fa più notizia che mai, TvBlog dà voce a una professionista del settore veramente in gamba: Francesca Cheyenne. Una delle vee-jay più “mature e patentate” della categoria, tornata da qualche anno a Match Music alla luce di un’esperienza da vendere, da domani lancia una nuova sfida nel suo storico programma, nonché marchio di punta della rete.
Territorio Italiano, in onda su Match Music (canale 716 di Sky) ogni martedì, da domani alle 18.00 avvia una partnership con il concorso artistico web U Sound. Il portale, dalla vocazione simile a Myspace ma con origini tutte “italiane”, darà la possibilità ai suoi iscritti più gettonati di approdare alla vetrina televisiva satellitare. Abbiamo contattato Cheyenne per partire dalla sua ennesima scommessa che va controcorrente, un’alternativa alla “talentcrazia” più che l’utopia di un’inversione di tendenza.
La tua nuova missione è, dunque, “largo alla musica indipendente che non si vede mai”, almeno su Match Music.
“Era ora! E’ un’iniziativa encomiabile, in tempi - non per fare polemica - invasi da talent show e prodotti a tavolino, ovvero semplici operazioni di marketing. Io trovo che U Sound possa rappresentare una valida alternativa, un banco di prova ulteriore per i giovani emergenti. E il tutto avviene perfettamente in sintonia con lo sviluppo tecnologico. Si può, infatti, scaricare una “suoneria alternativa” di un artista sconosciuto, rispetto alla musica passata nelle radio e nei principali network televisivi”.
La vera occasione resta, però, l’opportunità di ricevere promozione in tv, non trovi?
“Certo, il gruppo o artista più votato viene in studio da noi e ha una vetrina dove potersi esibire. Poi può raccontare il suo percorso e le sue aspirazioni. A una sola condizione: deve essere sconosciuto davvero. E’ questo il nostro obiettivo: partire da zero”.
Per te “lanciare artisti” è una sorta di ritorno alle origini. Ci ricordi per quanto tempo sei stata via da Match Music?
“Ho lavorato a Match Music, a volte dividendomi su più fronti, dal 1995 al 2002. Poi sono tornata da qualche anno riprendendo in mano Territorio italiano, la rubrica musicale che è sempre stata mia. Nel frattempo ho lavorato a Raidue, poi ho fatto teatro, radio su Rtl 102.5 e altre esperienze. Match Music, in ogni caso, la considero la mia casa, è la tv in cui sono nata. E mi sta molto a cuore il programma, perché è cresciuto con me negli anni”.
Com’è stato tornare a occuparsi di musica in tv, dopo un lungo periodo di stop? Quali cambiamenti hai riscontrato da insider?
“Tantissimi. Negli anni ‘90 noi credevamo in un gruppo e lo portavamo avanti, facevamo interviste, seguivamo live. Gruppi come Afterhours, Marlene Kuntz, Subsonica, Bluvertigo, sono tutti nati insieme a noi e ne sono orgogliosa. Questa è un’operazione che ora non potrebbe essere fatta. Il ruolo delle case discografiche è stato sostituito dai talent show. E’ subentrato un altro sistema che, per carità, è il sistema di oggi. Io non ho nulla contro i talent”.
La prima serie di Tutti Pazzi per Amore riscosse un successo col botto su RaiUno. La fiction musicale torna con la seconda serie il 21 marzo, ovviamente in prima serata e sempre sulla prima rete Rai, con 26 episodi nuovi da cinquanta minuti. Confermati gli interpreti principali e qualche novità da ribadire dopo le indiscrezioni dei mesi scorsi: nel ruolo di Paolo ritroviamo Emilio Solfrizzi, mentre nel ruolo di Laura non ci sarà più Stefania Rocca, causa gravidanza, ma Antonia Liskova. Una bellezza che vale l’altra. E poi Alessio Boni, Carlotta Natoli, Sonia Bergamasco, Francesca Inaudi, Irene Ferri. Lunga la lista di “special guest”, a partire da Neri Marcorè e Pietro Taricone, per finire a Piera Degli Esposti, Luigi Diberti, Giuseppe Battiston e Carla Signoris.
Ricordiamo che la prima serie, oltre al gran seguito di pubblico, riscosse anche numerosi premi della critica, comeil Premio Regia Televisiva nella categoria “Miglior Fiction” nel 2009 e la menzione speciale alla XXXIV edizione del premio Golden Chest.
Continua a leggere: Tutti pazzi per Amore 2: torna dal 21 marzo la fiction che ha incantato RaiUno
Si accorcia la strada verso il Festival di Sanremo. Manca meno di una settimana al fatidico 16 febbraio e tra interviste ad Antonella Clerici che racconta di essere finita in clinica a forza di dimagrire, costretta dalle tante foto promozionali, passando per gli scandaletti conditi ad arte sulla tossicodipendenza di un cantante, motivo questo per portare all’indignazione un paese intero, spunta fuori il nome di Belen Rodriguez. Mancava giusto la gnoccolona a condire il Festival di Sanremo (per ora) meno canoro della storia d’Italia (l’unico decente che c’era l’hanno fatto fuori). La signora di Fabrizio Corona affiancherà Toto Cotugno nella serata delle coppie del venerdì sera. Lo ha confermato lo stesso direttore artistico Gianmarco Mazzi, il qualche ha anche chiarito le altre accoppiate: Povia e Marco Masini, Fabrizio Moro con Jarabe De Palo, Malika Ayane accompagnata dai primi ballerini della Scala. Confermato anche Marcello Lippi, insieme al trio Pupo-Filiberto-Canonici. Resta solo da capire quale sarà la serata deputata a celebrare la morte della musica italiana.

La settimana scorsa vi abbiamo annunciato il caso del trasferimento da RaiGulp! a Raidue del programma “Music Gate“, un trasferimento che per ora rimane congelato, sono in corso dei colloqui fra l’Antoniano di Bologna e la Rai. Al suo posto è già pronto però un sostituto d’eccezione.
Da Sabato 27 febbraio Raidue ospiterà fino al 29 Maggio il ritorno di “Top of The Pops“, il programma musicale cult degli anni ‘90 già andato in onda sulla rete Rai prima della sostituzione con Cd:Live. Dalle 14.00 alle 15.15 il programma tornerà in onda ogni sabato condotto da una nuova inedita coppia di conduttori. A condurlo ci saranno Ivan Olita, già veejay per Allmusic in Community, è il modello che affiancò Paolo Bonolis nella quarta serata della scorsa edizione del Festival di Sanremo, in questa nuova esperienza professionale in coppia con la meno conosciuta Gaia Ranieri.
Il ritorno della trasmissione musicale cerca così di rimarcare l’identità giovane della seconda rete Rai che ai giovani telespettatori proporrà nel proprio palinsesto numerosi programmi per ragazzi .



Continua a leggere: Top of the Pops torna su Raidue con Ivan Olita e Gaia Ranieri
Un nostro fan, Davide, ci regala una chicca che voglio svelare anche a voi.
Le immagini sono dedicate all’archeologa Nico Robin, settimo membro della Ciurma di Cappello di Paglia, personaggio dell’anime One Piece. Ma chi si nasconde dietro gli autori e l’interprete? La musica è scritta dal maestro Cristiano Macrì (già autore di tante sigle per cartoni come “Mew Mew amiche vincenti” o “Naruto”), e fin qui siamo nella norma. Ma la questione interessante per il pubblico di appassionati è sapere che l’interprete del brano è proprio Fabrizio Margaria, l’attuale capostruttura della fascia ragazzi Mediaset che ha rilasciato un’intervista a TvBlog non molto tempo fa.
La notizia è stata pubblicata pochi giorni fa su un canale youtube, dove è stato diffuso questo filmato amatoriale e l’oggetto musicale del video è proprio la canzone “Where the clouds touch the earth”. In questo brano malinconico e d’atmosfera il direttore Margaria canta in inglese stupendoci: non pensavamo fosse anche un’interprete così raffinato. Il ragazzo è pieno di risorse…

Questo personaggio, Arisa, l’anno scorso ha calamitato tutte le attenzioni mediatiche e critiche con la sua Sincerità, una canzone di livello bassissimo, tuttavia confezionata alla grande. Il personaggio-Arisa, un po’ come la Susan Boyle d’oltre Manica, ha puntato moltissimo sul carisma e sull’effetto sorpresa del suo aspetto fisico: con successo, c’è da dire, visto che nell’edizione 2009 del Festival di Sanremo, la ragazza, al secolo Rosalba Pippa, ha trionfato tra le nuove proposte e poi universalmente via radio e via televisione.
E’ trapelato che nell’edizione sanremese di quest’anno, condotta da Antonella Clerici, la stessa Arisa ne ha scovata un’altra, sempre parlando di Confezione Perfetta: l’artista genovese si presenterà sul palco cantando il pezzo swing Malamoreno accompagnata, per tutte le serate della competizione, dalle Sorelle Marinetti, un trio maschile di vocalist che si esibisce en travesti, già noto al pubblico televisivo italiano per la loro partecipazione al Chiambretti Night. Non è male come idea creativa: sempre meglio di Povia, almeno…
Il Festival di Sanremo 2010 parte sotto l’egida della taccagneria. La Rai, una delle aziende di Stato che vanno peggio, sotto il profilo economico-finanziario, ha deciso di ridurre i rimborsi spesa per i giovani in gara alla kermesse canora: la Fimi, la federazione dell’industria musicale, annuncia proteste. Nello specifico “le etichette non prenderanno parte alle prove della settimana prossima” e “saranno valutate eventuali altre azioni”.
Il taglio previsto da Viale Mazzini è di 30mila euro. Commenta il presidente della Fimi Enzo Mazza:
“Siamo sconcertati, soprattutto perché la Rai aveva confermato che per la prossima edizione si sarebbero applicate le stesse condizioni del 2009: tagliare 30 mila euro, ovvero 3 mila euro per partecipante alla categoria giovani, non sposta le economie della Rai ma mette in difficoltà le aziende che hanno già pianificato le spese per i giovani a Sanremo. Si poteva facilmente tagliare la presenza di un ospite di contorno non musicale senza creare problemi proprio ai giovani emergenti”.

Il Festival di Sanremo fa gola a molti ma non è per tutti. La kermesse canora più importante che ci sia è una lama affilata: percorrerla è sempre un pericolo. Può portare imperitura fama e può seppellire senza appello. Lo sa bene Francesco Facchinetti, uno che con la televisione ha cominciato relativamente da poco: il conduttore storico di X Factor partirà dopodomani con la nuova avventura de Il più grande e nella conferenza stampa di presentazione del programma ha parlato anche di Sanremo, appunto, giacché per quanto lo riguarda il binomio televisione + musica è la più naturale delle esperienze:
“Se lo presenterei? E’ come chiedere a un calciatore se vorrebbe giocare in Nazionale o ai Mondiali. Sanremo è una montagna, è il K2. Facendolo da cantante penso di aver perso dieci anni. E poi i grandi conduttori sono altri: Bonolis, Fiorello, Baudo, Clerici, Scotti, Ventura. Io sto ancora provando a fare il conduttore, sto studiando. Non ho un mio modello, ma mi colpì molto incontrare Bono degli U2, che trasmette anche quando mangia noccioline, e mi disse ‘Ricordati che fare la rockstar è un mestiere’. Dall’eloquio di Bonolis all’improvvisazione di Fiorello, dal rispetto del pubblico che aveva Mike Bongiorno, a Gerry Scotti che non sbaglia mai una parola e all’istituzionalità di Baudo”.
Le idee chiare, Facchinetti, già ce le ha. Quanto ai suoi “pupilli” in gara, i due X Talent che parteciperanno al Festival quest’anno, cioè Noemi e l’ultimo vincitore Marco Mengoni, il conduttore osa sbilanciarsi:
“Noemi ha già acquisito credibilità. Ha cantato con Fiorella Mannoia, credo sia un grande riconoscimento. Ma il pezzo di Marco è stupendo e io spero di vederlo in vetta al Festival”.