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Tutti gli articoli con tag murdoch

Raisat non sarà abbandonata. Il direttore Carlo Freccero è al lavoro sul restyling della piattaforma, tra novità e fusioni

pubblicato da Stefano Sgambati

Carlo FrecceroIl settimanale economico “Il Mondo” ha pubblicato un’intervista all’attuale presidente di RaiSat Carlo Freccero, l’uomo che al momento comanda quella che è forse la “piattaforma” televisiva più chiacchierata d’Italia, considerata l’uscita da Sky che tante polemiche ha portato. Il dirigente si è sbilanciato nel tentativo di far capire come esistano dei precisi progetti per rilanciare alla grande il marchio e la struttura di RaiSat, i cui canali, lo ricordiamo, sono al momento visibili su Rai.tv, oltre che liberamente in Sardegna, unica regione all digital d’Italia.

“Raisat aveva ottimi ascolti, era la terza piattaforma dopo Sky e Fox. Cinema, Extra e Premium erano le tre reti che facevano più audience. Gambero Rosso, vista l’incertezza e l’impossibilità di poter rinnovare il contratto con Raisat, è corsa ai ripari in tempo e ha pensato di condurre la trattativa separatamente con Sky. Anche la chiusura del canale Smash era necessaria. Era un doppione. Per razionalizzare le reti si è pensato di puntare sul canale giovanile Yoyo e di mantenere il canale Gulp, sempre dedicato ai ragazzi, sulla piattaforma del digitale terrestre”.

Un argomento fondamentale, poco dibattuto purtroppo, ma in realtà in cima alla lista delle attenzioni di un’azienda seria, è quello relativo ai circa 80 dipendenti di RaiSat che rischiano il posto dopo l’uscita da Sky. Freccero assicura:

“Verranno dislocali in Rai e sui nuovi canali”.

Ce ne ricorderemo.

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David Letterman non finisce con RaiSat. Da domani, martedì 11 agosto, il "lateshow" torna in onda su Sky Uno

pubblicato da Stefano Sgambati

LettermanMeno male che c’è Sky. Fuoriuscito il pacchetto Raisat dalla piattaforma di Murdoch, uno dei programmi più visti, cioè il David Letterman Show, non muore, non si perde e, soprattutto, come già annunciato, non necessiterà di qualche altra diavoleria tecnica per essere visto. Da domani, martedì 11 agosto, infatti, il più famoso “late show” della televisione americana (e probabilmente mondiale) sarà trasmesso in esclusiva su SkyUno (canale 109), tutti i giorni alle 23, a poche ore di differita dalla normale messa in onda americana. Una possibilità importante, per tutti gli abbonati Sky che temevano perduto un appuntamento fisso della programmazione serale, di seguitare a guardare uno show che “vive” da oltre 27 anni, 4500 puntate e 14.700 ospiti (tra cui anche molti italiani. Ricordiamo, per esempio, la storica ospitata di Maurizio Costanzo e Roberto Benigni che scatenò il delirio in studio in una maniera che poi avrebbe conosciuto tutto il mondo durante la cerimonia di consegna degli Oscar più di un decennio dopo).

Buona visione a tutti gli appassionati, naturalmente.
Dopo il salto, un video su tutti, sottotitolato in italiano: la ripresa dello show dopo gli attentati dell’11 settembre. Ricordando che il programma va in onda proprio da New York, sede delle Torri Gemelle, questo è forse lo spezzone più commovente, sentito e, inevitabilmente serio (anche se non troppo, come vedrete…) della storia di David Letterman.

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"Poi qualcuno dice che il conflitto d'interessi non esiste": piccola rassegna stampa utile a capire lo scandalo Rai

pubblicato da Stefano Sgambati

ParagoneNon è la prima volta che qui, su TvBlog, citiamo Alessandro Gilioli e il suo blog “Piovono Rane”, per la puntualità di certe sue argomentazioni in merito ai fatti televisivi. Considerato il mese ultra-estivo e la pochezza di contenuti, è forse giusto continuare sulla strada della comprensione, per quanto riguarda il bailamme che sta capitando in questi giorni alla Rai, non soltanto un’azienda televisiva, ma un mezzo, potentissimo e penetrativo, capace di modificare le nostre vite, le nostre abitudini e, soprattutto, le nostre scelte.

Fatte le nomine, a Viale Mazzini tuona aria di tempesta, come abbiamo ampiamente spiegato: nel suo articolo, Gilioli, riprende un clamoroso articolo, scritto per il quotidiano “Libero” da Gianluigi Paragone (nella foto), neo vicedirettore eletto di RaiUno (con il voto contrario del presidente Garimberti, ricordiamolo). E’ una fortuna che lo abbia fatto, altrimenti lo stesso avrebbe rischiato di cadere nel dimenticatoio, o di rimanere meramente in pasto ai soli lettori del quotidiano dell’ex direttore Vittorio Feltri. Scrive Gilioli nel suo pezzo intitolato “Lui mente, tu paghi, Silvio incassa”:

“Si dice che durante la guerra contro l’Iraq, gli ayatollah iraniani mandassero i ragazzini a camminare davanti ai carrarmati: così, se c’era una mina, saltavano loro e il cingolato era salvo.
Bene: ora, in Italia, Berlusconi sta usando la Rai esattamente nello stesso modo. Nella sua guerra contro Murdoch, manda avanti la tivù di Stato facendole perdere ascolti e denaro, al solo scopo di preservare il suo cingolato, cioè Mediaset.
Se volete una prova plastica di questa strategia realizzata a spese nostre - visto che la Rai la manteniamo noi - leggetevi l’articolo su “Libero” di oggi del nuovo vicedirettore di Raiuno, Gianluigi Paragone. Un misto di bugie e di incompetenza che ha dell’incredibile.

Paragone infatti spiega che la Rai fa benissimo a togliere i suoi canali satellitari a Sky perché, se inclusi nel pacchetto Sky, - «regalano opportunità di raccolta pubblicitaria a un concorrente. Come se uno vendesse un giornale fatto per un terzo da articolo scritti dai suoi giornalisti, per un terzo da articoli di Libero e per un terzo da articoli del Corriere, poi lo porta in edicola e presso gli inserzionisti pubblicitari piazzandolo come un suo prodotto. In poche parole quelli di Sky salgono sulla giostra di viale Mazzini e non pagano il biglietto: geni loro o pirla gli altri».

Ora, in questo capoverso Paragone è riuscito a infilare tre balle - o tre grezze - spaventose.

Primo, gli spot pubblicitari che passano sui canali Rai attraverso la piattaforma Sky non vengono pagati a Sky ma alla Rai. E’ stupefacente che Paragone non lo sappia, o finga di non saperlo. La Rai fa il sei per cento di audience sulla piattaforma Sky e quindi incassa circa 140-150 milioni di euro l’anno grazie al passaggio sulla piattaforma Sky.

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Tutti contro Mamma Rai: il presidente Napolitano inferocito, Zavoli umilia Garimberti e Masi: "Riaprite subito la trattativa con Sky". Noi proviamo a fare un po' di chiarezza...

pubblicato da Stefano Sgambati

Pizza e mandolino: l'italiaPiù che tv, la Rai è diventata un affare di Stato. S’è arrabbiato anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. L’eletto al Colle ha impugnato la situazione e si è rivolto con cipiglio alle alte cariche di Viale Mazzini per esprimere il proprio disappunto per quanto accaduto in seno all’affare Sky: secondo Napolitano, la situazione così composta andrebbe definitivamente a rovinare un’azienda già in gravissimo deficit economico. Noblesse oblige: presidente e direttore generale hanno piegato il capo, pur senza combinare granché. Certamente il silenzio risulta assai più costruttivo di certe dichiarazioni, come per esempio quella di Garimberti, secondo il quale l’uscita della Rai dalla piattaforma di Murdoch risulterebbe perfino conveniente. Finanza creativa, accipicchia.

Quest’oggi altri tuoni. Sergio Zavoli, eminenza grigia e capo della Commissione di Vigilanza Rai, ha guardato in cagnesco i principali responsabili di questa debacle economica e morale, Garimberti e Masi, imponendo, nientemeno, la riapertura della trattativa con Sky:

“I giudizi via via più stringenti attorno a questa inopinata querelle, primo fra tutti quello del Presidente Napolitano, esigono di riaprire la trattativa finché non sia inconfutabilmente palese la convenienza, non solo aziendale, del sistema televisivo e quindi dell’interesse nazionale, di dirla conclusa. L’auspicio è esteso a Sky che mi auguro non disinteressata a un’equa soluzione del problema”.

Ancora Zavoli:

“Riportare i canali Rai e RaiSat sulla piattaforma Sky credo corrisponda, oltre che alla richiesta di un’utenza sempre più vasta, anche a criteri di utilità imprenditoriale e industriale, considerando che i canali di Rai Sat, cancellati dalla programmazione di Sky, non sono più ricevibili altrove. La Rai potendosi mettere nella condizione di ricevere questo invito, darebbe una prova inequivocabile di voler essere, com’è sua prerogativa e dovere, un autentico, reale servizio pubblico, cioè rispondente alla legge costitutiva e agli indirizzi della Commissione parlamentare”.

La partita, a questo punto, risulta evidentemente appuntita su almeno tre fronti:

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Nomine Rai a rischio rinvio. Il dg Masi rende pubblico il dossier sul caso Sky: "Se restassimo perderemmo 500 mln"

pubblicato da Stefano Sgambati

SkraiE’ previsto per oggi alle 15 - salvo rinvii, chissà perché già nell’aria (il dg Masi, indisposto dopo un intervento chirurgico, ha già annullato una conferenza stampa in mattinata che avrebbe dovuto chiarire alcuni punti relativi all’uscita della Rai da Sky) - il Consiglio d’Amministrazione che dovrebbe risolvere le questioni relative alla Radiofonia, a Rai Corporation e alla vicedirezione di Tg1 e Raiuno. Vi terremo aggiornati.

Intanto, tornando a Masi, il dirigente di viale Mazzini ha annunciato di voler rendere pubblico il dossier sul caso Sky, redatto insieme al vice dg Giancarlo Leone. Tale documento - come riporta il Messaggero - valuta, sì, intorno ai 50 milioni di euro all’anno la perdita immediata per le casse della tv di Stato, con l’uscita dalla piattaforma di Murdoch; niente in confronto, però, ai 500 milioni che si brucerebbero in tre anni restando su Sky. Prosegue Il Messaggero:

Come si arriva a questa cifra? Secondo Rai, Sky potrebbe approfittare del progressivo spegnimento del segnale analogico per passare al digitale terrestre facendo il pieno di abbonati. Di qui al 2013, anno in cui il digitale terrestre entrerà a regime completamente, Sky, secondo viale Mazzini, potrebbe arrivare a 9 milioni di abbonati, quasi il doppio di quelli attuali. Un risultato che ne porterebbe lo share alle soglie del 17 per cento. A quel punto la pay tv, già primo network italiano per fatturato, sempre secondo il dossier, guadagnerebbe ascolti su tutto il proprio bouquet di canali, togliendo alla Rai dai tre ai quattro punti di share, con una perdita di introiti pubblicitari superiore appunto ai 500 milioni di euro, anzi tendenzialmente verso i settecento.

Discorso simile per Mediaset che punterà moltissimo sull’offerta di pay tv sul digitale terrestre. Come soluzione momentanea, sia la Rai che il Biscione cripteranno su Sky gli eventi per i quali non dispongono dei diritti extra italiani, quali partite di calcio e telefilm.

Mediaset incassa il "sorpasso" con l'astuzia del presidente Confalonieri: "Ora non direte più che siamo monopolisti...". L'ad di Sky Murdoch se la ride: "Ma questo è solo l'inizio"

pubblicato da Stefano Sgambati

ConfalonieriFa discutere il sorpasso di Sky ai danni di Mediaset, per quanto riguarda i ricavi nel 2008. La notizia, annunciata dalla relazione dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, ha naturalmente raggiunto anche il Biscione che, nella persona del presidente Fedele Confalonieri, ha reagito con astuzia e intelligenza politica e imprenditoriale:

“Prendiamo atto del sorpasso. L’importante è la bottom line, cioè fare gli utili. E dire che ci davano dei monopolisti, ma questo dimostra che non lo siamo…”

Puntuale, a suo modo, la reazione del massimo rappresentante dirigenziale. Sfruttare a proprio vantaggio una questione non certamente favorevole, dal punto di vista aziendale, economico, pubblicitario e relazionale, è stata una mossa astuta: la “questione monopolista” era qualcosa che Mediaset non ha mai amato tirare in ballo. Fino a questo momento, fino a quando, cioè, non si è rivelato funzionale a una strategia “difensiva” mediaticamente valida.

Dall’altra parte sorride James Murdoch, amministratore delegato di Sky Italia:

“Questo è solo l’inizio. L’azienda va bene e siamo molto orgogliosi. Il mercato è ampio, c’è spazio per altri soggetti: più competizione vuol dire più dinamismo. Speriamo di continuare a crescere, potranno farlo anche gli altri. I clienti sono felici e vogliamo renderli ancora più soddisfatti”.

La realtà è nemica della famiglia Berlusconi: Sky supera Mediaset nei ricavi. Con buona pace di Piersilvio...

pubblicato da Stefano Sgambati

SkyE’ Sky il secondo operatore televisivo italiano per ricavi. Con buona pace di Piersilvio Berlusconi, verrebbe da dire, con simpatia, è chiaro: giacché sono loro stessi, gli addetti ai lavori, a rendere il “giochino” tra reti una specie di gara tra eminenze grigie, noialtri non possiamo fare a meno che adeguarci alle regole. D’altra parte il vicepresidente di Mediaset aveva ribadito entusiasticamente, giusto pochi giorni fa, che se la piattaforma di Murdoch era “ferma”, il merito andava attribuito tutto al Biscione.

Oggi la redazione annuale presentata al Parlamento dal presidente dell’Autorità per le garanzie nelle Comunicazione, Corrado Calabrò, ha ufficializzato che Sky ha sorpassato proprio Mediaset, piazzandosi giusto dietro la Rai, sempre stabile al primo posto: lo scorso anno la tv di Stato ha ricavato 2723 milioni di euro, Sky Italia 2640 milioni e RTI 2531 milioni di euro. L’azienda di Berlusconi, c’è da dire, ha però consolidato l’offerta a pagamento, salendo da 125 milioni a 199.

“La Rai è ancora la principale media company italiana con oltre 2,7 miliardi di euro di ricavi, anche se in decremento rispetto al 2007 a causa della flessione della pubblicità (-3,6%). Sky Italia consolida la sua posizione, divenendo addirittura il secondo gruppo televisivo per ricavi. Il gruppo Mediaset (che scende al terzo posto, con un calo della pubblicità dello 0,3%) vede il rafforzamento della propria offerta a pagamento sulla piattaforma digitale terrestre (passando da 125 a 199 milioni di euro)”.

Queste le parole di Calabrò che aggiunge:

“RTI è leader della pubblicità e nuovo concorrente nelle offerte a pagamento; Sky è di gran lunga leader nella pay tv e nuovo concorrente nella pubblicità; Rai mantiene le classiche posizioni attraverso una quota di rilievo nella pubblicità e prelevando le risorse residue dal canone di abbonamento”.

L'ultima puntata di Fiorello Show. Arriva anche il messaggio di Murdoch: "Grazie per il fantastico lavoro che hai fatto"

pubblicato da Stefano Sgambati

Fiorello ShowE’ andata. L’ultima fatica di Fiorello volge al termine e, in attesa dell’ultimissima puntata dello Show, e del ritorno sul palco previsto per l’autunno, arriva per l’intrattenitore siciliano niente meno che il videomessaggio ufficiale del signore del Cielo, inteso come Sky, cioè Mr. Murdoch, che ha ringraziato Fiorello per il lavoro svolto con un’ironia perfettamente a tema. Queste le parole del magnate dei magnati:

“Buonasera, ciao Fiorello, questa sera sono a Milano proprio nell’albergo dove ci siamo conosciuti per caso. Non dimenticherò mai la nostra fondamentale riunione in ascensore. Volevo mandare un caro saluto a te e ringraziare tutti gli spettatori di Sky, specialmente questa sera per l’ultima puntata del Fiorello Show. So che è stato un grande successo: anche per le strade di New York la gente non parlava di altro. Grazie ancora per il fantastico lavoro che stai facendo; volevo sapessi che siamo tutti molto orgogliosi del fatto che hai scelto Sky. Ciao!”.

Un ciao che sa di “arrivederci”, naturalmente. Dopo l’estate, il Fiorello Show riprenderà. Durante la conferenza stampa di presentazione del programma, lo stesso conduttore aveva parlato di un contratto annuale: a questo punto - considerate anche le recenti esternazioni dell’artista in riferimento alle chances di tornare a Mediaset - è scontato un rinnovo prezioso. Intanto annunciati quattro speciali che SkyUno manderà in onda dal 7 luglio per 4 settimane, per la durata di circa un’ora. Tutto esaurito per 36 serate, 2.500 spettatori a serata, 36 spettacoli diversi ogni giorno, 90.000 persone che hanno assistito allo show al Teatro Tenda e una media di 500.000 spettatori per puntata. Tutto nelle aspettative e quindi, visti i tempi (televisivi e non) che corrono, si può parlare serenamente di esperimento riuscito.

Sky si fa sempre più nitido: dal 20 luglio a metà agosto raddoppiano i canali in Alta Definizione del bouquet

pubblicato da Stefano Sgambati

Sky HdL’Alta Definizione è uno dei tanti fiori all’occhiello di Sky. Recentemente il vicepresidente di Sky Italia Andrea Scrosati aveva ricordato come gli investimenti in questo senso sarebbero stati corposissimi. D’altra parte, nonostante i primi tentativi degli altri poli, la grande qualità audio e video è concretamente qualcosa su cui il colosso di Murdoch può basare una delle principali peculiarità esclusive. Al momento sono sette i canali con qualità HD disponibili nel bouquet, tra quelli di cinema e sport a quelli dedicati a musica e documentari. Entro fine agosto passeremo a 14: un raddoppio secco. Questo il comunicato sul sito ufficiale:

“Il mondo della TV inizia a cambiare: a partire da luglio SKY diventa sempre più HD e niente sarà più come prima. Con 14 dei nostri canali più emozionanti trasmessi in Alta Definizione avrai il meglio di Serie TV, Documentari, Cinema, Sport e Calcio. In più, una qualità di visione senza paragoni, immagini più nitide, colori più vivi e particolari quattro volte più dettagliati”.

Questa lo specifico delle novità di luglio:

    SKY CINEMA 1 HD (dal 20/7)
    SKY CINEMA HITS HD (dal 20/7)
    SKY CINEMA MAX HD (dal 20/7)
    FOX HD (dal 1/7)
    FOXCRIME HD (dal 1/7)
    DISCOVERY CHANNEL HD (dal 15/7)

Agosto (il 15):

    SKY SuperCalcio HD
    SKY CALCIO 1 HD
    SKY CALCIO 2 HD
    SKY SPORT 1 HD
    SKY SPORT 2 HD
    SKY SPORT 3 HD

Un’altra nota importante, sempre da comunicato, rivolta a coloro i quali godano già dell’abbonamento ai canali HD:

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I misteri di Murdoch arrivano su Raitre, direttamente dal 1895

pubblicato da Paolino

I misteri di MurdochQuando meno te l’aspetti, ecco che arriva un’interessante prima tv tutta da gustare nella noiosa estate tv che ci attende. Sarà un solo episodio a settimana, ma “I misteri di Murdoch” saranno una valida alternativa ai soliti programmi dell’access prime time del sabato sera. L’appuntamento è per oggi, dalle 20:20 su Raitre.

L’idea non è nata originariamente per la televisione, ma proviene dai romanzi del canadese (così come il telefilm) Maureen Jennings, che 12 anni fa iniziò a scrivere una serie di gialli aventi come protagonista il detective di Toronto William Murdoch ed il suo metodo al tempo (la storia è ambientata nel 1895) inusuale di risolvere i casi che gli venivano affidati.

Murdoch (nella serie è interpretato da Yannick Bisson, “Falcon beach”) lavora infatti utilizzando strumenti allora rivoluzionari, come la rilevazione delle impronte digitali e delle prove, le analisi del sangue ritrovato sulla scena del crimine o il pattugliamento. Un modus operandi quasi obsoleto per noi, generazione di “Csi”, ma innovativo a fine del 1800, e che creerà non pochi problemi al protagonista.

I misteri di Murdoch I misteri di Murdoch I misteri di Murdoch

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YouTube s'allarga: nasce la versione XL, studiata appositamente per adattarsi meglio agli schermi televisivi

pubblicato da Stefano Sgambati

YouTube Xl

A più riprese, doverosamente, abbiamo parlato su TvBlog del rapporto tutt’altro che incestuoso tra Internet e Televisione. I due media si stanno compenetrando in una maniera che è del tutto naturale, del tutto simbiotica, del tutto propedeutica. Uno degli esempi italiani di esperimento azzeccato è quello promosso dalla tv di Stato con Rai.tv: un portale che è concretamente un’alternativa moderna, funzionale e organica al piccolo schermo propriamente detto.

Il passaggio successivo è quello di sfruttare le potenzialità della Rete direttamente sul televisore di casa: la Apple ha introdotto sul mercato già da tempo la sua “Apple Tv”, uno strumento wireless in grado di far ottimamente comunicare computer e piccolo schermo tra di loro e fruire così sul secondo dei contenuti video del primo. Non staremo a dire, ora e in questa sede, delle innovazioni, in tal senso, portate dai videofonini e dai telefoni di ultimissima generazione, perché non è la sede.

Qualcosa di molto grande, invece, e più prossimo a noi, lo sta proponendo YouTube. Il colosso di Google, che non abbisogna certo di presentazioni, ha varato una sorta di “spin-off” chiamato YoutubeXL, nato appositamente per rendere possibile, e più godibile, la visione dei video caricati dagli utenti sui maxischermi casalinghi. Il nuovo sito è molto più scarno, minimale e leggero dell’originale ed è stato studiato apposta per una consultazione comoda direttamente da telecomando: caratteri più grandi, assenza dei commenti e delle barre di scorrimento. Il servizio offerto - come fa notare giustamente il Corriere della Sera - è molto interessante soprattutto per i filmati ad alta definizione, già diffusissimi sul Tubo. Sembra, invece, che per una questione di licenze e diritti, molti dei film e dei programmi televisivi regolarmente presenti nella versione tradizionale, mancheranno, almeno per il momento, su XL. Qualcosa di molto simile lo hanno già sperimentato gli utenti di PlayStation 3 e Nintendo wii. Adesso tocca a un pubblico più “generalista”, per così dire, e potenzialmente di una fascia d’età differente e anche più avanzata. L’addio ai supporti fisici, quali i dvd, per esempio, nelle varie tipologie, è sempre più vicino; i contenuti online accessibili dal Web a portata di mano di una maggioranza sempre più probante.

Il prossimo passo sarà comprendere meglio come potrà inserirsi in questo biblico affare economico la questione pubblicità. Chissà che il vero primo polo televisivo non diventi Sky, ma Internet…

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Il 'Corriere Economia' analizza il fenomeno Sky: l'anno prossimo Murdoch supererà Rai e Mediaset per fatturato. Chi sarà il primo polo televisivo italiano?

pubblicato da Stefano Sgambati

Rupert MurdochIl CorriereEconomia di oggi, inserto del Corriere della Sera, ha redatto un interessante approfondimento sulla questione Italia-Rai-Mediaset-Sky che capita a fagiolo in un momento informativo piuttosto carente, dopo l’overbooking di notizie relative all’affaire tra il rinnovo di contratto tra la piattaforma di Murdoch e la tv di Stato. Ricordiamo che in ballo non c’è poco: la presenza nel bouquet Sky dei canali free (RaiUno, RaiDue e RaiTre, Rai4, la prossima Rai5, RaiStoria, RaiSportPiù, RaiGulp e RaiNews24) e di quelli RaiSat (RaiSat Extra, Prem1um, Cinema, Smash Girls, YoYo), è pericolosamente in bilico.

L’ultima richiesta di Viale Mazzini è stata formalizzata subito dopo le nomine: 1.5 miliardi di euro in 7 anni, cioè 215 mln di euro l’anno. Ma perché c’è tanta difficoltà nel formalizzare un accordo che non è mai sembrato in discussione prima di oggi? E perché potrebbe convenire sia a Rai che a Mediaset se Sky non dovesse più trasmettere i canali “free”? Sono le domande cui ha provato a rispondere l’inchiesta di CorriereEconomia.

Scrive Edoardo Segantini:

“In termini di fatturato, l’anno prossimo, secondo IT Media Consulting, Sky potrebbe superare Rai e Mediaset, diventando il ‘primo polo’ televisivo italiano. E forse il più concentrato sull’evoluzione dei gusti del pubblico. […] Ma nel cielo di Sky si addensano le nubi. La Rai potrebbe non rinnovare il contratto che la lega all’azienda guidata da Tom Mockridge, contratto in scadenza a fine luglio, che consente agli abbonati al satellite di ricevere le tre reti Rai e i canali Raisat. Il progetto dell’emittente pubblica, insieme a Mediaset e con una piccola quota di Telecom Italia Media, è infatti quello di lanciare un ’secondo polo’ satellitare che partirà a luglio - Tivù Sat, la società presieduta da Luca Balestrieri - sfidando il monopolio di Rupert Murdoch.
Rinunciando a un super-veicolo come Sky, Viale Mazzini farebbe una scelta unica tra i servizi pubblici, che al contrario stanno cercando di utilizzare tutti i canali disponibili per raggiungere il pubblico ‘là dove si trova’ (le parole sono della manager della Bbc Caroline Thomson), e tanto più il pubblico della pay-tv, di alto valore pubblicitario per censo ed età.

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Ilaria D'Amico traccia il bilancio della sua stagione tra Sky e La7: "Beppe Grillo? Un'occasione persa. Fazio il modello"

pubblicato da Stefano Sgambati

Ilaria D'AmicoLa si ama e la si odia: è come le diete, Ilaria D’Amico. Vuoi avere a che fare con lei solo quando è strettamente necessario: dopo le partite, per esempio, se quello è l’unico sistema per sentire le voci dagli spogliatoi; oppure la ami, e allora bene ti viene, perché è bella, anzi di più e questo, fatalmente, viene prima, molto prima, almeno in Italia è così, dell’effettiva bravura o meno.

Intervistata da La Stampa, la conduttrice di Sky Calcio Show ed Exit (La7), ha fatto un bilancio della stagione televisiva che ha forse più fatto parlare di lei. La consacrazione su Sky, in un anno di importanza strategica epocale per la piattaforma di Murdoch (moltissimi degli spot mandati in onda per promuovere nuove iniziative, artisti e canali avevano il volto di Ilaria come testimonial) e il discreto successo del suo talk show su La7, impreziosito dall’ospitata rumorosissima di Beppe Grillo.

Partiamo proprio dal guru genovese:

“Un’occasione persa. Beppe ha reiterato la politica del vaffanculo. Mi aveva promesso di accettare il contraddittorio. Credo desiderasse davvero andare oltre il monologo, ma è rimasto vittima del suo personaggio. Non potevo non chiedere scusa all’azienda. Mi ha accusata di ‘zerbinismo’? Mi conosce e mi stima. Ci sono cose che si dicono e cose che si pensano. Nel blog ha voluto compiacere il suo popolo. Quando ci rivedremo, lo ammetterà. Se non sarà così, io avrò sopravvalutato lui e viceversa”.

Modelli a cui ispirarsi:

Fabio Fazio e Lucia Annunziata. Fazio è bravissimo ad ascoltare, l’Annunziata sa andare oltre l’ostacolo. E poi Giovanni Minoli: Mixer ha fatto scuola”.

Calcio. Inevitabilmente: la signora della domenica è tale mica per caso. Mourinho:

“Non lo venero, ma senza lui staremmo tutti peggio. Il suo pregio e difetto è l’egocentrismo. Lo spinge a rischiare, ma anche a essere poco lucido. Aveva messo in preventivo le critiche personali, che lo esaltano: non quelle tecniche dei 54 milioni di allenatori italiani. Si è tranquillizzato solo dopo aver vinto”.

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Mike Bongiorno diventa concorrente: il 26 maggio risponderà alle domande di Marco Berry a bordo di "Cash Taxi"

pubblicato da Stefano Sgambati

Mike Bongiorno a Cash TaxiSarà bene sintonizzarsi su SkyUno il 26 maggio prossimo, per vedere la puntata speciale di Cash taxi, il fortunato e brillantissimo quiz show itinerante condotto dalla ex Iena Marco Berry, perché concorrente d’eccezione sarà uno che, in vita sua, è sempre stato più abituato a fare domande che a dare risposte. Parliamo di Mike Bongiorno, l’uomo del momento per quanto riguarda la piattaforma satellitare di Murdoch: il celeberrimo conduttore siederà ignaro nel suo bel taxi prima di scoprire di essere caduto nella trappola del gioco.

Si parte da via Mecenate, sede degli studi dove Mike ha appena finito di girare delle televendite. Berry gli spiega il meccanismo del gioco, al che Mike si preoccupa: “Ma sono buoni questi soldi, mi sembrano finti”. E aggiunge: “Raramente ho partecipato a un quiz da concorrente, quando lo faccio, sbaglio sempre”. La prima domanda riguarda lui medesimo: “Cosa è successo il 7 febbraio 2003? Ho preso la cittadinanza italiana”.

La puntata è frizzante, Bongiorno, come sempre, dimostra un acume e una presenza scenica pazzesca per un uomo di quella età. Sulla domanda “Come si chiama il palazzo dove ha sede il Senato” tituba qualche secondo ma poi risponde bene: “Palazzo Madama. Speriamo…”. Il primo errore Mike lo commetto su una domanda “animalesca”: “Il maschio della tigre? Il tigre”. Non è giusto, ma il conduttore-concorrente replica con astuzia: “Mi sa che l’oco sono io…”. Altra battuta alla domanda sulla monaca di Monza: “Aveva o no un amante?” Mike: “Non so se in Vaticano saranno contenti di questa domanda…”.

C’è anche il tempo per parlare d’altro. Berry è bravo e ne approfitta. Si discute della possibilità di diventare senatore e della prigionia durante la Guerra: “Stavo per essere fucilato, mi misero al muro. Però mi perquisirono e trovarono il passaporto americano. Fu la mia salvezza”.

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Mediaset si fa da parte: "La trattativa fra la Rai e Sky non è affar nostro". Ma c'è l'ombra del conflitto d'interessi...

pubblicato da Stefano Sgambati

MediasetStiamo parlando a più riprese dei Mediaset Days. Ebbene, proprio a margine di uno di questi popolosissimi appuntamenti, l’ad di Rti, Marco Giordani, ha messo il punto sulla posizione di Mediaset stessa in merito alla querelle annosissima legata al rinnovo del contratto d’accordo tra Rai e Sky. Nei giorni scorsi avevamo riportato l’eventualità molto rischiosa per la tv di Stato che, a fronte di una mancata firma tra Viale Mazzini e Murdoch, avrebbe potuto essere proprio il Biscione a infilarsi e posizionarsi sul canale 101 con Mediaset Plus, in luogo di Raiuno. Da qui l’intervento del dirigente Giordani:

“La trattativa tra Rai e Sky per la trasmissione sulla piattaforma satellitare dei canali della tv pubblica è indipendente da Mediaset. La Rai è impegnata sulla transizione al digitale, noi siamo contenti di quanto sta facendo sul digitale terrestre”.

Posizione analogo per Federico Di Chio, direttore della tv digitale di Mediaset:

“Le trattative tra Rai e Sky sono fatti loro. Non c’è rapporto fra noi e Sky. Se la Rai dovesse portare in esclusiva i suoi canali sul digitale terrestre, alla fine non cambierebbe molto. La questione è esclusivamente commerciale”.

Vero ma non troppo.
Bisogna affinare il ragionamento per capire dove sia davvero una reale convenienza.

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