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Tutti gli articoli con tag murdoch

Digitale terrestre: arriva il sì a Sky

pubblicato da Stefano Sgambati

Digitale terrestre: arriva il sì a SkyRupert Murdoch potrà trasmettere in Italia sul digitale terrestre. E’ quanto sostiene una fonte Reuters in merito alla querelle legata al gruppo Sky e alla possibilità affiancarsi a Mediaset in un mercato di cui non disponeva minimamente fino ad ora. La Commissione Europa starebbe dunque per concedere il via libera all’acquisto di frequenze. Si chiude così un caso che aveva appassionato i fruitori italiani del mezzo televisivo in questi ultimi mesi. Questo il testo del comunicato Reuters:

“La Commissione consentirà a News Corp di presentare offerte per una frequenza in digitale e utilizzarla per trasmissioni in chiaro”.

Secondo le precedenti regole, il gruppo News Corp di Murdoch non avrebbe potuto operare al di fuori del mercato satellitare per questioni legate all’antitrust fino alla fine del 2011. Il magnate australiano ha richiesto una modifica sostanziale di tale regolamento alla luce degli sviluppi di mercato e al criterio di concorrenza.

Spot di Sky su Mediaset - I vertici del Biscione anticipano la sentenza del Tribunale? "Siamo in concorrenza diretta"

pubblicato da Stefano Sgambati

Sky-Mediaset - I vertici del Biscione anticipano la sentenza del Tribunale? "Siamo in concorrenza diretta"

Breve riassunto delle puntate precedenti in parole semplici: Mediaset non ne vuole sapere di trasmettere gli spot pubblicitari di Sky sulle proprie reti. Il colosso di Murdoch fa ricorso, il Tribunale rigetta, dando ragione al Biscione, a patto che il rifiuto non sia “pregiudiziale”. L’azienda di Berlusconi dimostra, evidentemente, che il rifiuto non è “pregiudiziale” ma frutto di una logica di business ben precisa e per il momento la questione si chiude così.

L’aria di guerra è però tornata a farsi avvertire quando i vertici di Mediaset hanno incontrato i giornalisti, nella serata di ieri, a margine della presentazione agli analisti dei conti 2009.

“La pubblicità a Sky gliela abbiamo data per un sacco di anni, ma oggi siamo in concorrenza diretta. Non possiamo dare pubblicità a chi è in concorrenza con noi. Come facciamo?”.

Lo ha detto l’ad Giuliano Adreani.
Il presidente Mediaset, Fedele Confalonieri, ha rincarato, specificando che la questione “dipende interamente dai giudici”.

Tutto era iniziato il 16 settembre dello scorso anno, quando Sky Italia aveva denunciato una presunta violazione dell’articolo 82 del norme europee sulla concorrenza. A febbraio la bocciatura del Tribunale di cui abbiamo già detto. Nei prossimi mesi se ne capirà qualcosa di più: l’interesse per tale “battaglia” dev’essere comunque alto perché potrebbe sancire un nuovo modus operandi della concorrenza in Italia. Se da un lato la sfida si sta giocando sui contenuti, con i vari “scippi” da parte di Sky di artisti, cantanti, attori, presentatori e comici, messi sotto contratto a tempo di record tra l’entusiasmo generale delle parti, una larga fetta di credibilità si disegnerà proprio tra le aule del Tribunale. Vedere prossimamente gli spot di Sky sy Canale5, per esempio, potrebbe sancire, chi lo sa, una nuova soglia di belligeranza o una tregua comandata in odore di partnership…

Sky Italia in perdita. E Lucio Dalla affossa SkyUno

pubblicato da Lord Lucas

lucio dalla sky Vista la specificità di argomenti prettamente economici, su cui è bene però fare dovere di cronaca anche su un blog di tv, riportiamo testualmente dal Sole 24 ore:

Nel secondo trimestre dell’anno fiscale 2010 Sky Italia ha fatto segnare perdite operative per 30 milioni di dollari, a fronte dell’utile di 10 milioni registrato nel corrispondente periodo dello scorso anno. È quanto emerge dai dati dalla conference call della società News Corp per quanto riguarda l’Italia (…) Alla fine del trimestre la base clienti è di 4,74 milioni, in calo di 63.000 unità rispetto ai tre mesi precedenti, dal momento che i 150.000 nuovi clienti sono stati più che controbilanciati dalle disdette.

Rupert Murdoch, presidente e ceo di News Corporation, rassicura:

“Sky Italia sta fronteggiando un difficilissimo contesto economico, ma siamo entusiasti circa il potenziale di questo business data l’alta qualità dei nostri servizi e la bassa penetrazione della tv a pagamento in Italia”.

Quello che preme più fare, a un blog come il nostro, è un bilancio sui contenuti, a partire dalla deludente programmazione di SkyUno, rete che si preannunciava la risposta satellitare alle generaliste. Dopo gli acquisti boom del lancio nell’aprile 2009, che facevano presagire il trasloco di massa dei big su Sky, il canale ha via via disatteso le aspettative iniziali.

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Il direttore Mazza ispirato dal boom dello Speciale Tg1 dedicato a Fiorello: "Subito un programma con lui"

pubblicato da Stefano Sgambati

Il direttore Mazza ispirato dal boom dello Speciale Tg1 dedicato a Fiorello: "Subito un programma con lui"

Lo speciale Tg1 dedicato a Fiorello ha fatto il boom, con oltre 2 milioni e 800 mila spettatori e il 20,58% di share. Da qui a far balenare nel cervello del direttore Mauro Mazza l’idea di riacchiappare Fiorello per l’ex codino e riportarlo a Viale Mazzini non è che ci sia voluto molto: il quasi 50enne si è liberato il 31 dicembre 2009 dal contratto annuale con Sky ed è attualmente impegnato “solo” nello spettacolo teatrale itinerante, privato, appunto, delle telecamere di Murdoch. Ha commentato lo stesso Mazza, riferendosi ai grandi numeri d’ascolto:

“E’ vero che nelle festività di fine anno c’è tempo fino all’Epifania per scambiarsi dei doni, ma non ci aspettavamo questa gradita sorpresa da Fiorello. Sarei ben felice di poter valutare insieme a lui la possibilità di realizzare un suo programma già nei prossimi mesi”.

Sanremo? Probabile, anche se una collocazione di Fiorello nell’ambito della kermesse canora risulta, al momento, di difficile impianto strategico. Il siciliano farebbe sparire, letteralmente, la piccola Antonella Clerici, la quale - ancor prima di cominciare - già sembra del tutto fuori luogo in un appuntamento così importante. D’altra parte in quei giorni di febbraio Fiorello sarà impegnato al Palalottomatica di Roma nel suo show, tuttavia il direttore di RaiUno incalza:

“Personalmente non ho ancora abbandonato la speranza di vedere una sua incursione a sorpresa durante una delle serate del festival, insieme a Antonella Clerici, nel più grande evento musicale e televisivo italiano che compie con questa nuova edizione 60 anni e che nonostante l’età dimostra ancora tanta vitalità”.

Mediaset taglia la pubblicità a Sky (grazie al conflitto d'interessi)

pubblicato da Stefano Sgambati

Mediaset taglia la pubblicità a Sky (grazie al conflitto d'interessi)Vista dall’esterno, Mediaset sembra una di quelle anziane signore un po’ scorbutiche sempre arrabbiate con il vicino di casa rumoroso. Così, dopo il famoso rialzo dell’Iva per al 20%, il Biscione, nelle persone dei suoi strateghi più politicamente fini, sta orchestrando un nuovo sistema per portare al silenzio il fastidiosissimo vicino di casa, cioè Rupert Murdoch, papà di Sky. Come? Ritoccando i tetti di raccolta pubblicitaria verso il basso. Tradotto: se fino a oggi Sky poteva piazzare spot per il 18% di ogni ora, da domani dovrà scendere al 12. Una botta niente male per le casse della tv satellitare. Come può Mediaset, una “semplice” azienda televisiva, fare questo? Facilissimo se il proprietario della stessa è, nell’ambito di uno dei più irrisolti e inconcepibili conflitti d’interesse della storia politica mondiale, anche il presidente del Consiglio. Il decreto legge è stato messo a punto dal viceministro Romani e approderà in Consiglio dei Ministri questo stesso giovedì, compatibilmente con le condizioni di salute di Silvio Berlusconi.

Questa norma, insieme ad altre, arriva in conseguenza di una precisa volontà dell’Unione Europa in merito alla direttiva “Tv senza Frontiere”. Mediaset non ha perso tempo, naturalmente, dimostrando al contempo grande solerzia nell’obbedire ai piani alti e colossale furbizia? Perché? Anche questo è semplice a spiegarsi: la raccolta pubblicitaria di Mediaset Premium non supera ancora il tetto del 12% e quindi non subirà alcuna contrazione. Viene perciò da pensare che se tale tetto di Mediaset non avesse superato, per dire, il 15%, o il 7, la nuova norma avrebbe avuto anch’essa un numero diverso. Insomma, le leggi sulla televisione in Italia, le fa Mediaset. Che è un po’ come se nel campionato di calcio italiano le leggi le facesse, per dire, la Juventus. Quando è successo qualcosa di simile, sappiamo tutti cos’è successo: processi. Condanne. Sanzioni. Nel calcio, fortuna loro, non esiste né immunità parlamentare né Lodo Alfano: giustizia vuole che qualcosa (qualcosa) stia cambiando anche nel Paese.

Tra le altre norme ne spicca un’altra che riguarda i permessi per la trasmissione via parabola. In sostanza da questo momento in avanti l’autorizzazione ai servizi audiovisivi o radiofonici via satellite è rilasciata dal Ministero, quindi dal Governo, e non più dall’Autorità per le Comunicazioni. Cosa significa? Che Silvio Berlusconi, presidente del Consiglio e proprietario di Mediaset deciderà come, quando e CHI potrà entrare a competere con l’establishment televisivo attualmente in auge. La vicenda Cielo vi dice qualcosa?

I Misteri di Murdoch: bocciato dalla Rai, riapproda su Fox Crime il C.S.I. d'epoca

pubblicato da Stefano Sgambati

I Misteri di Murdoch: arriva su Fox Crime (dopo uno strano passaggio sulla Rai) il C.S.I. d'epoca

Arrivano su FoxCrime (o meglio, tornano, dopo un passaggio burrascoso in Rai, posizionato in prima serata, poi subito spostato ad orari impossibili, per poi sparire direttamente…) I Misteri di Murdoch, misteri che non sono gli scheletri nell’armadio del papà australiano di Sky, bensì gli enigmi drammaturgici dietro un’interessantissima serie “criminale” che vuole osare perfino di essere originale. Siamo in Canada e il giovane investigatore William Murdoch (interpretato da Yannick Bisson) sfrutta tutte le proprie abilità forensi per risolvere efferati delitti: rileva impronte digitali, analizza il sangue, studia attentamente, e con sistemi modernissimi, le tracce lasciate sulla scena del crimine e via dicendo, fino a reperire il colpevole. Ecco, stando così le cose, effettivamente, le novità non sembrano tantissime, se non fosse che il tutto è ambientato nel 1890. Il che è rivoluzionario, se ci pensiamo bene: serie come C.S.I. (ne citiamo uno per tutti) hanno fatto proprio della moderna tecnologia il frutto più luminoso del cesto strutturale dell’intreccio. I Misteri di Murdoch prova a fare un passo indietro (nel tempo) non rinunciando, però, a sostenere l’importanza dell’innovazione tencologica (seppure rapportata ai tempi raccontati). Il tutto funziona, spalmandosi su una vicenda personale sufficientemente robusta anch’essa grazie a personaggi di contorno convincenti e ben scritti: c’è l’ispettore capo Brackenreid che è contrario a tali idee copernicane e rema contro il protagonista, c’è la collega avvenente che gli dà una mano facendo cambiare idea agli scettici, eccetera.

I misteri di Murdoch - da domani 15 dicembre su FoxCrime - ha ricevuto tre nomination al Seoul Drama Festival nel 2008 come Best Drama Series, Best Actor e Best Art Director e consta di due stagioni.

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Fiorello e lo show senza Sky. Tempi tecnici o bocciatura?

pubblicato da Stefano Sgambati

Curiosa vicenda quella del Fiorello Show. Ha avuto successo, televisivamente parlando oppure no? Sky può dirsi soddisfatta oppure no? Durante l’ultima puntata, trasmessa da SkyUno lo scorso giugno, arrivò perfino il videomessaggio amorevole di Rupert Murdoch in persona: un ringraziamento a Fiorello per il grande lavoro svolto. Eppure, con un contratto che scade formalmente a dicembre e del cui rinnovo eventuale non s’è mai nemmeno accennato, lo show del mattatore siciliano non vedrà una sua collocazione nel palinsesto satellitare. Almeno per il momento. Eppure il tour è cominciato eccome, addirittura Milano ha offerto lo stadio di San Siro per una celebrazione in occasione dei cinquant’anni dello show man: insomma, non sembra proprio che il suo nome sia in qualche modo scaduto o venuto meno alla grande attenzione mediatica. Eppure Sky non si muove. Le date ci sono: dal 26 al 28 novembre al Forum di Assago, il 10 e l’11 dicembre a Bologna, il 16 e 17 dicembre a Torino, il 22 gennaio a Bolzano, il 29 a Firenze, il 19 marzo a Pesaro e il 25 a Mantova. Ciò che manca sono le telecamere del colosso australiano. Il fatto, infine, che Sky abbia puntato a un nuovo show di stampo intrattenitivo-musicale, condotto da Lucio Dalla e di prossimo varo, non pare lasciare adito a nuove speculazioni: per il momento il rapporto con Fiorello è bruscamente interrotto.

Su Youtube "l'audience" si compra

pubblicato da Stefano Sgambati

You TubeQuelli di Internet la sanno lunga. L’australiana uSocial cominciò con Twitter e Facebook a fare i soldi veri, vendendo alle aziende, che necessitavano di un “portfolio” di amicizie folto e grandioso a vedersi, migliaia di contatti ad alto costo. Oggi è sempre la stessa società (identiche latitudini del signor Murdoch…) ad offrire una nuova chance che potrebbe essere ripresa, in un futuro apocalittico, anche dai guru della televisione: acquistare “audience”, cioè persone interessate a guardare un determinato video o canale. Con 127 euro vengono garantiti 5mila spettatori. La cifra sale a seconda che si pretendano 10, 25, 50, 75 o 100 mila visualizzazioni. In quest’ultimo caso previsto anche uno sconto: 789,60 dollari anziché 987.

“Il video marketing è un mezzo estremamente efficace, uno di quelli che molti vorrebbero conquistare - ha spiegato l’Ad di uSocial Leon Hill -. Usando alcuni dei nostri metodi, possiamo mettere un video sconosciuto davanti agli occhi di molte migliaia di persone, il che può significare molti dollari per chiunque sia in affari. Gli utenti venduti possono anche appartenere a target specifici”.

Non contano più, dunque, i contenuti dei video in questione. L’importante è che il numero di persone “comprato” dal cliente guardi effettivamente quel contenuto. Geniale e diabolico: un altro passo prodigioso verso un mondo di produzioni completamente appannaggio della quantità, rispetto alla qualità, dove il vero e autentico padrone sarà lo spazio commerciale.

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Sky senza diritti tv della Serie A dal 2010? Il reclamo della Lega calcio

pubblicato da Lord Lucas

sky calcio

UPDATE: A seguire il comunicato della Lega calcio sulla questione dei diritti della Serie A, negati in toto a Sky dal 2010, pubblicato da Digital-Sat.

La “Lega Nazionale Professionisti” prende atto con sorpresa dell’ordinanza pronunciata oggi dal Presidente della Corte d’Appello di Milano nel procedimento promosso da Conto Tv relativamente alla assegnazione dei diritti audiovisivi delle stagioni sportive 2010-2011 e 2011-2012.

La LNP continua a ritenere di aver realizzato la procedura competitiva nel pieno rispetto della Legge Melandri-Gentiloni, della normativa Antitrust, e dei principi approvati con le Linee Guida.

Per questo proporrà immediato reclamo contro il provvedimento cautelare che ritiene carente nelle motivazioni e comunque infondato.

Nei cieli di Sky si prospettano tempi bui. E’ stato appena accolto il ricorso presentato dall’emittente Conto Tv alla corte di Appello di Milano, in cui veniva contestata la formulazione del bando di assegnazione dei diritti tv per il satellite.

Conto Tv aveva mosso guerra all’impero di Murdoch già nei giorni precedenti al bando per l’asta dei diritti satellitari, diffidando la Lega dal predisporre un solo pacchetto su Sky con tutte le dirette. In un esposto ad Antitrust e Agcom si è lamentata la disparità dei diritti tv sul satellite rispetto a quanto previsto per il digitale terrestre.

La sentenza dell’Antitrust è attesa per maggio 2010, ma per ora Conto tv ha vinto il primo round. La Corte di Appello di Milano ha, infatti, bloccato l’assegnazione dei diritti televisivi satellitari della Serie A 2010-2012 assegnati a Sky e ha vietato alla Lega Calcio di procedere nell’esecuzione del contratto a favore dell’emittente di Rupert Murdoch.

Mediaset si dà all'informazione "All News": già al lavoro Mario Giordano?

pubblicato da Stefano Sgambati

Mario GiordanoCambia l’informazione targata Mediaset. O meglio: si amplifica, si modernizza, si allinea al passo dettato da Sky. Almeno nelle intenzioni. E’ da qualche anno che il Biscione sta lavorando a un canale informativo “All News”, à la SkyTg24, per intenderci, senza arrivare mai alla conclusione. Sembra, tuttavia, che il telegiornale di Emilio Carelli, ormai riservato solo agli abbonati, costituisca un forte stimolo per “quelli di” Mediaset, vogliosi di correre ai ripari e tappare il buco. L’indiscrezione la riporta “Il Mondo”, settimanale di economia di Rcs, ed è rilanciata da DigitalSat: ad aprile 2010 il nuovo canale “all news” Mediaset dovrebbe effettivamente partire, il primo dell’azienda di Berlusconi. Al progetto starebbe già lavorando Mario Giordano, direttore di Studio Aperto e di Nuove Iniziative News.

Sempre Mediaset, sempre informazione: un altro uomo di scuderia, questa volta Paolo Liguori, attualmente alla direzione di TgCom, starebbe lavorando per una nuova agenzia di stampa interna al gruppo “che rifornirà di notizie tutti i tg, tutto con risorse Mediaset”, sempre secondo Il Mondo. Staremo a vedere se queste sono o meno le prime mosse per la vera controffensiva all’impero mediatico di Murdoch, quella Sky sottovalutatissima che oggi è sta diventando un nemico fin troppo insidioso.

Barack Obama contro la Fox: anche i Nobel per la Pace, nel loro piccolo, s'arrabbiano

pubblicato da Stefano Sgambati

Barack Obama contro la FoxE così, persino Barack Obama si scagliò contro la televisione che parlava male di lui. Succede che anche i premi Nobel per la Pace, nel loro piccolo, s’arrabbino. Così il presidente eletto degli Stati Uniti d’America ha deciso di dichiarare guerra aperta alla Fox, l’emittente televisiva del signor Murdoch che da sempre gli va contro: “La tratteremo come un avversario politico”, così Anita Dunn, direttore della Comunicazione della Casa Bianca. Il canale ha più volte, anche quando Barack era “solo” un senatore, dato contro alla politica dell’attuale presidente, soffiando sul fuoco delle più tipiche polemiche repubblicane.

“Stanno portando avanti una vera e propria guerra contro Obama e la Casa Bianca e non abbiamo bisogno di fingere quando diciamo che si tratta di un notiziario che non si comporta bene”.

Giusto in questi giorni, all’indomani della bocciatura di Chicago come sede dei giochi Olimpici del 2016 (a favore del Brasile), la Fox si era scagliata nuovamente contro Obama: “Si è comportato più da sindaco di Chicago che da presidente degli Stati Uniti”, era stata l’accusa testuale.

Avevamo già parlato, alcune settimane fa, della maratona televisiva di Barack Obama, in riferimento soprattutto alla battaglia sulla sanità (andata poi a finire non benissimo per il presidente afro-americano, anche se la strada è ancora lunga), da cui erano stati estromessi proprio i canali Fox. Vedremo se Obama riuscirà a compiere un altro miracolo mediatico o se cederà anche lui alla scorciatoia della rabbia e della censura.

Adriano Celentano a fumetti. Su Sky un maxi progetto sul "Ragazzo della Via Gluck". Coinvolti anche Milo Manara e Vincenzo Cerami

pubblicato da Stefano Sgambati

Adriano CelentanoUna curiosa novità in casa Sky. La collaborazione tra Il Molleggiato Adriano Celentano e il colosso del signor Murdoch potrebbe assumere dei toni del tutto inaspettati. Si parla, infatti, di un’imminente produzione massiccia atta a realizzare un cartoon sul Ragazzo della via Gluck. La notizia è stata riportata dall’edizione di giovedì 17 settembre del Magazine del Corriere della Sera. Secondo indiscrezioni, il progetto sarebbe bello grosso: una serie animata ispirata alla canzone più nota e simbolica di Celentano.

La serie dovrebbe constare di 26 episodi da 26 minuti ciascuno, con partenza nel 2010. Attenzione ai nomi che vi saranno dietro: oltre allo stesso Molleggiato, anche Milo Manara, il piu’ importante fumettista italiano, il regista e sceneggiatore Enzo D’Alò e lo scrittore e sceneggiatore Vincenzo Cerami, addirittura un Premio Oscar. Vedremo se Sky vincerà anche questa scommessa.

Analisi Auditel – Dal laboratorio Sardo buone notizie per la Rai: Rai4 ruba pubblico a Italia 1 e le ex reti Raisat superano il 2% di share

pubblicato da Hit



La decisione della Rai di uscire da Sky con i suoi canali Raisat unita al criptaggio di alcuni programmi delle sue reti free, ha acceso parecchie discussioni in questi ultimi tempi. Partiti a favore e partiti contro. Chi ha gridato allo scandalo, chi ha detto che si trattava di una legittima decisione. Approffitando del fatto che i 4 canali Raisat in questo mese di agosto sono stati distribuiti sul digitale terrestre in Sardegna, abbiamo deciso di far parlare i numeri. Ci apprestiamo infatti a comunicarvi in questo pezzo i dati di questo ultimo mese in sardegna delle quattro reti ex Raisat. Dati che troverete rappresentati visivamente nel grafico pubblicato subito dopo il salto. Prima di vedere i numeri, ricordiamo che l’offerta che fu fatta da Sky alla Rai per mantenere le reti del servizio pubblico nel bouquet della televisione di Murdoch fu di 350 milioni di euro per 7 anni, quindi 50 milioni di euro l’anno, ma con l’obbligo da parte della Rai di dare gratuitamente tutti i canali free a Sky compreso il gioiellino Rai4.

Ma non ci limiteremo a fornirvi i numeri relativi alle ex reti Raisat in Sardegna, ma andremo infatti a vedere anche i dati di questo agosto 2009 delle reti della Rai free fra gli abbonati al satellite, rapportandoli allo stesso periodo dello scorso anno, quando le trasmissioni non venivano criptate. Partiamo con i dati di RaiUno che guadagna oltre l’uno per cento di share nella media totale giornata passando dal 17,35% del 2008 al 18,53% di quest’anno. Crolla RaiDue che passa dal 14,30% del 2008 all’attuale 8,22%; va detto però che lo scorso anno c’erano le Olimpiadi. Cala anche RaiTre che passa dal 7,76% del 2008 al 6,78% del 2009.

Leggero aumento per Canale5 che dal 16,54% dello scorso anno passa all’attuale 16,93%. Cala piuttosto drasticamente Italia1 che passa dal 12,44% del 2008 al 9,95% del 2009 con una flessione del 2,49%. Su questo ultimo dato è il caso di fare una riflessione, infatti possiamo legare il risultato negativo di Italia1 al successo della nuova rete Rai diretta da Carlo Freccero che lo scorso anno non era presente. Rai4 infatti fa registrare nel totale giornata di questo agosto 2009 l’ottima percentuale del 2,54% guarda caso la stessa percentuale che viene a mancare alla rete diretta da Luca Tiraboschi. Si rende quindi ancora più che mai necessario da parte di Mediaset il varo della nuova rete giovane Italia2, varo annunciato per la fine di quest’anno.

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James Murdoch ha i geni di papà: "Sky ha creato un reale clima di concorrenza in Italia. Il duopolio è finito"

pubblicato da Stefano Sgambati

James MurdochJames Murdoch è un signorino mica male. Figlio di Rupert, fondatore di quello che oggi può essere considerato uno dei più grandi imperi mediatici ed economici del pianeta, dimostra di sapere il fatto suo. Nella “fabbrichetta” di famiglia, il giovane virgulto detiene il ruolo ingombrantino di presidente e amministratore delegato di News Corp. Europa e Asia. Alla faccia sua. L’ometto è intervenuto al meeting di Comunione e Liberazione, raccontando la storia del gruppo ma, soprattutto, centrando alla grande la questione principale grazie alla quale Sky Italia è riuscita ad inserirsi in maniera tanto penetrativa nel sostrato del Paese:

“Abbiamo creato un reale clima di concorrenza e sfatato il luogo comune secondo cui in Italia sarebbe potuto esistere solo il duopolio Rai-Mediaset“.

Elementare Murdoch.
Nello sciorinare un’aneddotica degna di un reduce dal Vietnam - per esempio l’acquisto del “The Sun” per una sterlina - James procede a raccontare anche, e soprattutto, le sorti del canale “All News”, lanciato negli States nel 1996. La storia ricorda molto da vicino, se letta con il dovuto rizzamento d’antenne, quanto capitato da noi nell’ultimo anno e mezzo proprio relativamente a Sky:

“All’epoca tutti ci dissero che sarebbe stato un fallimento. I cosiddetti esperti di media decretarono che i telespettatori americani non avevano bisogno di maggiore scelta perche potevano già optare tra Cnn, Abs e Cbs. Oggi, il pubblico che segue i nostri notiziari su Fox News supera quello di tutti gli altri canali americani dedicati esclusivamente all’informazione, inclusa la Cnn”.

A dare retta ai corsi e i ricorsi storici, Gianbattista Vico ci perdonerà, Mediaset e Rai, nonostante la viscida alleanza, farebbero meglio a non dormire sonni tranquilli.