
Steven Spielberg torna a parlare di alieni, dopo il successo di “E.T.” e de “La guerra dei mondi”. Stavolta, però, non lo fa nei panni del regista ma in quelli del produttore. “Falling Skies”, in onda da stasera alle 21 su Fox (canale 111 di Sky, che trasmette la serie a due settimane di distanza dalla partenza in America), però, segna la prima volta sul piccolo schermo per quanto riguarda la passione del regista per la fantascienza (fatta eccezione per la miniserie “Taken”).
A differenza dei due titoli sopra citati, infatti, questa nuova serie in dieci puntate si prende tutto il tempo necessario per raccontare un nuovo incontro ravvicinato tra alieni ed esseri umani, incontro che vede i primi all’attacco dei secondi, alla conquista della Terra e di chi la abita. Un racconto post-apocalittico (ambientato sei mesi dopo un’invasione aliena), dove la forza di un gruppo di persone sarà al centro di una lotta di cui, ancora, non si conosce l’esito.
Protagonista dello show è Noah Wyle (il Dottor Carter di “Er”), che qui interpreta Tom Mason, ex professore di storia ora all’interno della Second Mass, reggimento guidato dal Capitano Weaver (Will Patton). Tom, che cerca con la sua cultura sulle strategie dei grandi popoli del passato di dare giusti consigli ai militari nella lotta contro gli extraterrestri, alla convinzione che gli esseri umani vinceranno la lotta, deve affiancare la paura per la sorte di uno dei suoi tre figli. Persa la moglie, ora è rimasto con Hal (Drew Roy) e Matt (Maxim Knight), mentre non sa dove sia Ben (Connor Jessup), rapito dagli alieni come molti altri giovani, alcuni dei quali trovati con strane apparecchiature attaccate alla loro schiena.
Steven Spielberg è sempre attivissimo sul fronte telefilm. Abbiamo appena finito di vedere “The Pacific”, continua la sua collaborazione con “United States of Tara” mentre è al lavoro su “Terra Nova”, e finalmente c’è un titolo per la sua nuova serie sci-fi, che andrà in onda nel 2011 su Tnt: “Falling Skies”.
Ancora una volta Spielberg si avvale di scrittori con cui ha già lavorato in passato: il primo episodio di questa serie è infatti stato scritto da Robert Rodat, autore di “Salvate il soldato Ryan”. Nel cast, un’altra conoscenza del regista e produttore, ovvero Noah Wyle (il Dr. Carter in “Er”), nei panni di Tom Mason, ex professore universitario ora a capo di una resistenza formata da civili e militari contro un’invasione aliena.
Per fronteggiare i nemici, Tom e gli altri costruiranno un campo base, nel quale verranno studiate le strategie da mettere in atto. Proprio all’interno di quest’accampamento vedremo Karen (Jessy Schram), giovane ribelle distinguibile grazie alla sua motocicletta, e Lourdes (Seychelle Gabriel), orfana adolescente che aiuterà i protagonisti nel campo.
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Prende sempre più forma il progetto che Steven Spielberg sta producendo per Tnt e che andrà in onda nei prossimi mesi. Nuovi nomi entrano nel cast, oltre al già annunciato Noah Wyle, ma paradossalmente alla serie non è ancora stato dato un titolo ufficiale.
Per ora, sappiamo che tra gli attori scelti per interpretare i protagonisti del telefilm (che vede un gruppo di civili e militari, a capo di un uomo -Wyle- di nome Tom Mason, fronteggiare un attacco alieno che sta sterminando l’umanità) ci sono Moon Bloodgood -foto-, Jessy Schram, Seychelle Gabriel e Maxim Knight.
La Bloodgood (che abbiamo visto in “Day Break”, “Journeyman” e al cinema in “Terminator Salvation”) sarà Anne Glass, una terapista che si dedicherà alla cura dei bambini ancora scioccati dall’invasione aliena e che con la propria forza ed umorismo diventerà in breve tempo una colonna a cui si appoggeranno tutti gli altri personaggi. Dopo il salto, i ruoli assegnati agli altri personaggi.
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Ripetere una giornata non proprio felice, avendo così una seconda possibilità di far quadrare le cose è un’idea che abbiamo già visto al cinema, coi film “Ricomincio da capo” e “E’ già ieri”, ma anche in musica, nel videoclip di “Seven days”. Nel 2006 se ne è appropriata la tv, col telefilm “Day Break” (gallery).
In onda sulla Abc, la serie è già stata trasmessa in Italia quest’estate prima su Steel, poi su Rai 4 e stasera su Raitre, alle 22:40. Creata da Paul Zbyszewski e diretta da Rob Bowman (regista di “X-Files”), adatta l’idea sopra citata plasmandola per un crime, tutto tensione e colpi di scena.
La storia comincia -e ricomincia- alle 6:17 di un giorno qualunque, quando il detective Brett Hopper (Taye Diggs, ora in “Private Practice”) si sveglia, saluta la sua ragazza Rita (Moon Bloodgood, “Journeyman”) e va a lavoro. Da lì a poco Brett verrà arrestato per l’omicidio di un sostituto procuratore. L’accusa non sta in piedi, Hopper capisce di essere stato incastrato ma non c’è verso. Fin quando la sera, rapito da degli sconosciuti che lo “invitano” a confessare, si addormenta e si ritrova nel letto della sua ragazza, a rivivere la stessa giornata.

L’idea del viaggio nel tempo è stato oggetto di molte rivisitazione nella storia dei telefilm: da “Quantum leap” a “The 4400″, passando per “I viaggiatori”, “Heroes”, “Lost” ed il prossimo venturo “Flash Forward”, farsi una passeggiata nella dimensione spazio temporale ha sempre incuriosito molti sceneggiatori.
Nel caso di Kevin Falls (autore e produttore di “Shark” e “The West Wing”), l’idea del viaggio nel tempo passa per un reporter di nome Dan (Kevin McKidd, lo abbiamo visto in “Rome” e lo vedremo in “Grey’s Anatomy 5″) che improvvisamente di ritrova nel passato a dover aiutare delle persone in momenti fondamentali della loro vita, per poi tornare al presente e subire le conseguenze dei suoi viaggi.
Dan è il protagonista di “Journeyman” (gallery), nuovo telefilm in onda stasera alle 23:05 su Italia1, che la Nbc ha lanciato lo scorso anno, sospendendolo dopo sole 13 puntate. E dire che, sia come recitazione che come sceneggiatura, in giro c’è di peggio.
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La storia di Day Break ha alcuni punti di contatto con quelle di tante sfortunate serie tv americane che a causa di ascolti deludenti non ottengono la gratificazione del pubblico e vengono cancellate prima del previsto senza tanti complimenti. La differenza, piuttosto rilevante, è che il telefilm intepretato da Taye Diggs (Detective Brett Hopper), ottenne effettivamente dei ratings imbarazzanti. L’ABC aveva previsto di coprire proprio con Day Break il lungo hiatus di Lost nell’inverno del 2006, lo stesso che produsse danni piuttosto seri agli ascolti della serie di J.J. Abrams. Alla fine andarono in onda solo sei dei 13 episodi previsti.
Eppure, parere assolutamente personale, si è trattato di uno dei flop più strani degli ultimi anni. La trama di Day Break era assolutamente avvincente, l’interpretazione degli attori di buon livello, la suspense è continua e il gioco composto dalla complessa sceneggiatura mantenuto in piedi con grande maestria. Come alcuni di voi probabilmente sapranno il Detective Hopper rimaneva “bloccato”, costretto a rivivere in continuazione le 24 ore più brutte della sua vita: accusato ingiusticamente dell’omicidio del Procuratore Distrettuale Alberto Garza è braccato dalla polizia e da un’oscura organizzazione che minacciava di uccidere la sua fidanzata, interpretata dalla stupenda Moon Bloodgood (Fotogallery), se non si dichiarerà colpevole.
La vita dell’onesto poliziotto è sconvolta e il suo obiettivo, rimettere le cose al loro posto, scagionare se stesso, salvare i suoi cari e assicurare i colpevoli alla giustizia, si tramutava in un rompicapo influenzato da centinaia di variabili. Dopo la cancellazione l’ABC ha reso disponibili gli episodi mancanti attraverso il suo sito e ha naturalmente realizzato un cofanetto di DVD. In Italia la serie è stata proposta da Mediaset Premium sul canale Steel e per domani è prevista la messa in onda, a partire dalle 21, degli ultimi tre episodi. Un buon segno in vista di una probabile futura collocazione, probabilmente in estate anche se mancano notizie precise in merito, su Raidue.