Bud Spencer, fresco vincitore del David di Donatello alla carriera assieme al suo compagno di mille avventure cinematografiche Terence Hill, è uno di quei personaggi immortali della cinematografia e della televisione italiana. Ogni volta che una rete televisiva programma un suo film realizza sempre, immancabilmente, ascolti molto alti. E’ quindi praticamente impossibile dire che Bud manca dalla televisione, ma da domani sera su Canale5 avremo l’occasione di rivederlo dopo oltre 10 anni in un prodotto nuovo, il titolo della serie è “I delitti del cuoco” diretta da Alessandro Capone ed andrà in onda per sei serate, la domenica ed il giovedi sulla rete ammiraglia Mediaset.
La storia è ambientata nella splendida isola di Ischia e le riprese sono durate 22 settimane. Le vicende dei protagonisti ruotano attorno a Bud, alias Carlo Banci , ex-poliziotto in pensione, ora chef del ristorante “Polipo allegro” che risolve i gialli che si propongono puntata dopo puntata aiutando il commissario di polizia locale Francesco, quest’ultimo interpretato da Enrico Silvestrin , domani protagonista di una intervista qui su Tvblog.
Sul fatto di tornare sul set dopo così tanti anni Bud Spencer dice:
“Io in realtà non sono mai uscito. In 42 anni di carriera il pubblico non mi ha mai abbandonato. Il mio successo e’ dovuto solo e unicamente al pubblico: me l’ha dato e puo’ togliermelo quando vuole. Ho quasi 81 anni ma il cervello è ancora giovane”.
Sulla possibilità poi di tornare con il suo compagno di tanti film di successo Terence Hill:
“L’intenzione c’é stata in passato, ma siamo vecchi, anche se lui è di 10 anni più giovane. Non saremmo credibili. Sarei patetico io, in particolare. Abbiamo fatto 16 film, ma non siamo una fabbrica. Continuano a chiederci se torneremo insieme, ma accadrà solo se ci sarà un progetto valido ”

Doveva andare in onda inizialmente il 14 ottobre, ma dopo una serie di spostamenti che hanno coinvolto tutto il palinsesto di Canale5, VIP (gallery) sarà trasmesso questa sera in prima serata. Il film-tv è stato girato in cinque settimane e, come dice il regista, Carlo Vanzina, doveva inizialmente essere destinato al cinema, visto anche il cast a suo dire molto buono, con attori che in più occasioni hanno lavorato nelle sue produzioni. Nel copione i fratelli Vanzina si sono divertiti a fare citazioni: Notting Hill in versione “amatriciana”, la commedia degli equivoci versione Brignano, il mondo dei portieri d’albergo, di cui il massimo esempio fu Vittorio De Sica in Vacanze d’inverno. Una commedia dei sentimenti, con l’immancabile happy end.
Alla festa di inaugurazione del ristorante “L’Impero del Sushi”, l’evento mondano dell’anno organizzato da Ilaria della Rocchetta (Monica Scattini), la più famosa PR della Capitale, partecipano celebrità internazionali, come la giovane attrice americana Jiulia Logan (Hana Komestikova), ma anche una serie di invitati “per caso”: Sabrina (Martina Colombari), giovane infermiera assistente di un noto chirurgo plastico, Max (Enrico Brignano), un coatto proprietario di una jeanseria di periferia “imbucato”, Mario (Maurizio Mattioli), ultracinquantenne proprietario di un rinomato ristorante ormai in declino, Carlo Pinardi (Carlo Buccirosso), il concierge del Grand Hotel, costretto ad accompagnare Alexandra (Alena Seredova), l’amante di un facoltoso cliente, l’Ingegner Sansoni (Paolo Triestino).
Nel corso della serata accade di tutto: Max, fingendosi un principe arabo, riesce ad agganciare Sabrina, che si finge stilista; Mario incontra l’elegante Nancy Scalera di Mondragone (Maria Grazia Cucinotta), ex habituée del suo ristorante, che gli rivela le sue disavventure coniugali; Julia Logan, disperata per la scoperta che il fidanzato Bob l’ha tradita alle Hawaii con una collega, confida la sua disperazione a Daniele (Matteo Branciamore), un giovane che incontra all’uscita dell’Impero del Sushi senza sapere che si tratta di un giornalista di cronaca rosa; Carlo, dopo aver scortato tutta la sera Alexandra per ordine dell’Ingegnere, accetta le profferte amorose di Alexandra che vuole vendicarsi per essere stata scaricata dal facoltoso amante.
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Il Ciclone è passato da un pezzo. Bisognerebbe ricordarlo ai Vanzina che ci investono da troppe serie a questa parte, finendo di perdere il contatto con la realtà. La famiglia Fumagalli è nata nel 2005 da una costola della commedia all’italiana, per troppo tempo trascurata in tv salvo la stessa parentesi seriale de Lo zio d’America targato De Sica.
A bistrattarla agli occhi del telespettatore era il confronto con i cine-panettoni, tacciati inequivocabilmente di volgarità e bassa qualità (nonostante la recente volontà di alzare il tiro con attori dalla sicura professionalità). Massimo Boldi, invece, nel ruolo del padre di famiglia dal cuore tenero, è riuscito ad ammorbidire le zozzerie dei b-movie, dando al genere un’impronta di leggerezza ed evasione.
La prima stagione, non a caso, era gradevolissima nella semplicità del canovaccio di base: la famiglia Fumagalli, del lago di Como, va a trascorrere una vacanza nei parchi canadesi e un bel giorno si imbatte nella famiglia romana Dominici. Subito i due capi famiglia, Lorenzo Fumagalli e Alberto Dominici, cominciano a bisticciare. Il romano prova subito una grandissima amicizia nei confronti del comasco, che, però, non è pienamente ricambiata.
Di qui, gag a go go, battibecchi da lotta di classe nonchè la classica coincidenza del destino che vede entrambi i figlioli delle due famiglie (i ragazzi Dominici e le ragazze Fumagalli) innamorarsi e sposarsi giovanissimi. Per quattro puntate, l’idea poteva anche andare (non a caso, il pubblico ha gradito tributando alla prima serie alti ascolti).
Peccato che la televisione italiana sia afflitta dalla sindrome dello sbrodolamento, che arriva a spremere sino all’usura qualsiasi prodotto che funzioni un minimo, senza continuare a sperimentare e investire su nuove intuizioni. I Vanzina hanno deciso di bissare il successo del Ciclone in Famiglia 1 con un seguito, a cui si è aggiunto un altro nucleo familiare, questa volta di origini napoletane per completare il quadro degli stereotipi regionali. Carlo Buccirosso ha provato a portare un po’ di verve napoletana, finendo però per snaturare il rapporto esclusivo tra Boldi e Mattioli, sempre più istigati a un macchiettismo di maniera.
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Tornano i protagonisti della commedia all’italiana diretta da Carlo Vanzina. Massimo Boldi, Barbara De Rossi, Maurizio Mattioli, Monica Scattini e Carlo Buccirosso ci danno l’appuntamento ogni domenica alle 21,30 su Canale 5 per Un Ciclone in Famiglia 3.
La serie, prodotta da Video 80 (che tutti ricordiamo per la realizzazione de I Ragazzi della 3° C) sarà in otto puntate e andrà in onda per le prime quattro in autunno ogni domenica a partire dal 7 ottobre; le restanti quattro andranno invece a febbraio 2008.
La seconda stagione, replicata questa estate con successo su Italia 1, si era chiusa con il lieto evento che stava per arrivare in casa Fumagalli, ovvero un pargoletto per Lorenzo (Massimo Boldi) e Tilly (Barbara De Rossi) ed è da qui che si ripartirà in questa terza che come le altre prevede svariate location in giro per il mondo.
Tutto il cast girerà per 26 settimane in Italia (Como), Scozia, India, Thailandia, Norvegia, Belgio, Olanda, Svizzera e Francia.
Ma vediamo di cosa tratterà questo terzo ciclone…
Lorenzo e Tilly aspettano il quarto figlio e sperano che finalmente sia un maschio; resteranno delusi perchè si tratterà ancora una volta di una bambina. L’attesa per la nascita del quarto Fumagalli sarà occasione per Lorenzo per cacciare i due con-suoceri che avevano affollato la sua casa a Como nelle precedenti puntate. Alberto (Maurizio Mattioli) e Peppino (Carlo Buccirosso) però anzichè tornare rispettivamente a Roma e a Napoli, decideranno di restare al nord, nello specifico a Menaggio dove il primo aprirà una macelleria e il secondo diventerà edicolante (in ricordo dell’attore Marino Guidi deceduto l’anno scorso che interpretava la stessa parte).
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