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Mauro Masi promette di fare i nomi in un libro in uscita. E intanto fa chiarezza sul "Codice Masi"

pubblicato da Debora Marighetti

Mauro Masi
Mauro Masi, ex direttore generale della Rai, fa parte oramai della storia passata. Ma in un periodo in cui nomine e accadimenti fanno discutere, rispunta anche il suo nome per l’annuncio di un libro in uscita a marzo (la data non è ancora certa), dal titolo Un nemico alla Rai - 800 giorni “contro” nella tv pubblica. In un’intervista rilasciata a Chi in edicola quest’oggi, Masi racconta che l’idea del libro nasce per fare chiarezza sul periodo nel quale è stato dg, per sgombrare dalla gente dubbi su una gestione non chiara e poco equilibrata della tv di stato.

Il ricordo che lo spettatore medio ha di Masi è probabilmente legato alla famosa telefonata in diretta ad Annozero, il programma di Michele Santoro al tempo campione d’ascolto; oppure all’arrivo di Giuliano Ferrara nella fascia di access prime time e Vittorio Sgarbi in prima serata (uno dei più grossi flop televisivi di tutti i tempi). Insomma, ricordi che in qualche modo fanno ripensare alla politica. Ma è proprio questo che Masi vuole spiegare.

Tra le altre cose, Masi racconta a Chi:

Io sono entrato in Rai dove c’era una chiara e ben definita tendenza politica. Non mi nascondo dietro un dito e dico che l’orientamento era a sinistra, lo sanno tutti, e non ammetterlo sarebbe ipocrita. Mi si sono messi contro in tanti, ad iniziare dal partito Rai. […] Il mio sogno era quello di far rispettare a tutti le stesse regole. Soprattutto riequilibrare l’informazione televisiva. Ho proposto Bruno Vespa in prima serata, Giuliano Ferrara e infine Sgarbi. Volevo garantire un pluralismo per addizione: ovvero cinque programmi al centrodestra, cinque al centrosinistra. Ho sbagliato, qualcosa non ha funzionato.

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Analisi Auditel - Il dominio di Che Dio ci aiuti & il duello fra Servizio Pubblico (che vince) e Piazza Pulita

pubblicato da Hit

Analisi Auditel - Il dominio di Che Dio ci aiuti & il duello fra Servizio Pubblico (che vince) e Piazza Pulita

L’andamento della fiction di Rai1 con Elena Sofia Ricci “Che dio ci aiuti” continua a dimostrarsi positivo. Le due nuove puntate della prima stagione si aggiudicano infatti ancora una volta la leadership delle curve, proseguendo così il trend vincente del giovedì lasciato a Rai1 da “Don Matteo”. Deludente invece il riscontro del film, in onda su Canale5, “La Prima Cosa Bella” mentre continua in secondo piano la sfida tra “Servizio Pubblico” di Michele Santoro, visibile anche su Cielo, e “Piazzapulita” di Corrado Formigli in onda su La7.

La sfida dei Tg delle ore 20 è vinta dalla curva blu del Tg1 diretto da Alberto Maccari che parte dal 24% e chiude sfondando il muro del 25% in ascesa, dopo un leggero calo a metà edizione. La curva arancione del Tg5 che agguanta la seconda piazza assoluta, parte dal 19% e chiude l 22% di share, mentre la curva nera del Tg La7 rimane stabile ed incollata alla linea del 10% di share. Ottima performance invece della curva rossa del Tg2 delle ore 20 e 30 che dalla partenza al 6% riesce a toccare a fine edizione la soglia del 15% con un impennata di quasi 10 punti di share.

Access time vinto ancora dalla curva arancione di Striscia la notizia che parte dal 18% di share per chiudere al 25%, mentre la curva blu dei Soliti ignoti parte dal 15% per chiudere al 21% di share. In prime time dominio netto della curva blu della fiction di Rai1 Che Dio ci aiuti, che scorre nei pressi della linea del 25%, con la curva rossa di Rai2 che trasmetteva la coppa Italia di calcio, che si contende il secondo posto con la curva arancione di Canale5 con il lungometraggio La prima cosa bella che nel corso della serata viene superata dal secondo tempo di Inter-Genoa di Rai2. La curva marrone di Servizio pubblico condotto da Michele Santoro scorre in prime time a metà strada nella corsia fra il 5 ed il 10%, con un dato medio di circa 1.900.000 telespettatori pari al 7,65% di share, battendo nettamente la curva nera di Piazza pulita condotto da Corrado Formigli che scorre ultima attorno al 4% di share.

In seconda serata passa in testa la curva arancione di Canale5 che con Matrix tocca sul finale di grafico il 24% di share, segue la curva blu di Rai1 con Porta a porta sfila attorno al 15%, mentre Michele Santoro chiude il suo talk attorno al 12% di share.

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Servizio Pubblico sbarca su Cielo al giovedì. Tanto non c'è più X Factor

pubblicato da Lord Lucas

santoro servizio pubblico
A Servizio Pubblico non è bastato il circuito di tv locali e web-tv per fare la rivoluzione. D’altronde, dopo il crollo dal 12% della prima puntata al 4.99% della sesta, con leggera risalita la successiva, Michele Santoro avrà capito che per essere un evento bisogna ancora ancorarsi a reti televisive di visibilità nazionale, istituzionalizzando la propria collocazione. Di qui la nascita di un’alleanza che cade decisamente a fagiuolo, per un network che festeggia il successo del primo grande show satellitare e, dunque, può pensare a nuove sfide per il giovedì sera.

Così Servizio Pubblico sbarca su Cielo, rete gratis di Sky sul digitale terrestre, da giovedì prossimo. Non è sicuramente un caso che ciò avvenga una volta scongiurato il conflitto di interessi con X Factor, che occupava il giovedì sera sino a ieri. Visto il pubblico “nuovo” comune ai due programmi, per la pay tv di Murdoch sarebbe stato autolesionistico far concorrenza al maggior investimento di SkyUno (solo per gli abbonati) con un grosso evento concomitante sulla sua rete free, Cielo.

Va detto che Sky aveva comunque aderito alla sua iniziativa trasmettendola sul canale 504 della piattaforma, oltre che nella sezione eventi (cliccando sul tasto verde) di SkyTg24. Ma i numeri di una generalista digitale sono tutta un’altra cosa, che avrebbe seriamente potuto infastidire il primato pay di X Factor (non a caso trasmesso a sua volta in replica su Cielo, e non in diretta). E chissà che il giornalista non voglia rafforzare la sua posizione Auditel in vista del nuovo giovedì sera informativo di RaiDue, erede del suo Annozero.

Lo stesso Santoro aveva smentito di approdare su Cielo con un programma tutto suo, per non sovrapporsi all’approfondimento di Carelli che finisce in questo caso per essere comunque oscurato. Così Michele, soddisfatto dei risultati raggiunti sinora, annuncia personalmente la novità in vista:

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Lorenza Lei: “Prime serate da un ora. Si ai divi ma coinvolti nella strategia dei costi. Santoro? Presenti progetti, valuterò. La Gabanelli rimarrà a Rai3”

pubblicato da Hit

Lorenza Lei: “Prime serate da un ora. Si ai divi ma coinvolti nella strategia dei costi. Santoro mi faccia proposte e la Gabanelli rimarrà a Rai3”

Tempo di bilanci di fine anno anche per il direttore generale della Rai Lorenza Lei che oggi in un lungo colloquio con Paolo Conti pubblicato sul Corriere della sera, ha parlato della sua direzione, passata, presente e futura. Davvero interessanti alcuni passi di questa lunga intervista che vanno a toccare, oltre che questioni tecnico-economiche che riguardano il bilancio dell’ente pubblico radiotelevisivo, anche questioni che interessano direttamente ciò che va in onda in Rai, a partire da un intendimento che riguarda la “lunghezza” dei programmi d’intrattenimento di prima serata. Una proposta quest’ultima che sarebbe davvero utile e che guardiamo con estremo interesse, viste le durate monstre di queste trasmissioni di prima serata che partono sempre più tardi e terminano di conseguenza in orari quasi notturni e che in pratica si “mangiano” la seconda serata, ormai praticamente quasi sparita, per non parlare della terza. Un’idea questa di accorciare i programmi di prima serata che permetterebbe anche di far nascere nuove proposte per la seconda. Ma ecco cosa dice la Lei a questo proposito :

“Con la costituzione della direzione intrattenimento abbiamo posto le premesse per la realizzazione di un nuovo modello editoriale produttivo…Puntiamo a slot da un ora/settanta minuti: andrà a vantaggio dei canali che ritroveranno seconde e terze serate”

A proposito dei “divi” e dei loro compensi ecco cosa dice il direttore generale della Rai :

“I divi ci saranno, ma con loro anche le immagini e non solo lo studio. Basta studi sontuosi, pensiamo a collegamenti esterni per raccontare l’Italia e aprire finestre sul mondo. In un buon progetto poi l’artista è coinvolto nella strategia e nei costi.”

Sul nuovo canale “All News” in arrivo :

“Il canale nascerà con l’accorpamento di Rai News, Televideo e la parte giornalistica di Rai Italia. Offrirà informazione continua nazionale, regionale, internazionale e sarà di supporto agli approfondimenti giornalistici delle singole testate e dei canali”

Questione fiction e cambiamenti in arrivo :

“Anche qui riordineremo il modello produttivo. In quanto alle storie di attualità, punteremo sulla famiglia, sui suoi valori e problemi, sul dialogo genitori-figli, senza abbandonare la tradizione della grande fiction storica”

Si parla anche dell’aumento del canone :

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Minzolini non va a New York: "Faccio ricorso, come Santoro"

pubblicato da Gabriele Capasso


Proprio non ne vuole sapere. Augusto Minzolini è un intoccabile in Rai, da ex editorialista de La Stampa si è ritrovato catapultato nella tv pubblica con una formula contrattuale da “redattore” e di fatto non può essere privato del suo super stipendio da 550 mila euro annui, ma non vuole mollare la poltrona da direttore del Tg1 e non accetta nemmeno la prestigiosa destinazione americana in cambio. Lui, di andare a fare il corrispondente da New York, non ci pensa proprio. Tutto ruota intorno alla valutazione formale della determinazione del Cda con il quale è stato rimosso dall’incarico. Secondo Minzolini la legge 97 del 2001 non è applicabile. Intervistato a La Zanzara su Radio 24 spiega le sue prossime mosse e finisce per dare ragione a Michele Santoro, noto per i suoi infiniti ricorsi al giudice del lavoro contro la tv di Stato:

Sono diventato un azzeccagarbugli, contro la mia natura. Mi hanno proposto di andare a New York, ma per ora non accetto nulla e vado avanti con il ricorso. Devi fare per forza così per difenderti, uso gli stessi metodi dell’azienda. Ora capisco Santoro con i suoi ricorsi e i tribunali. Ha fatto bene. Se me lo avessero chiesto se ne poteva anche parlare, ma hanno applicato per la prima volta una norma che è inapplicabile solo per farmi fuori. Allora mi incazzo e divento un azzeccagarbugli. Già sto pagando una pena perché sono stato rinviato a giudizio, come il 97 per cento delle persone che passano dal tribunale di Roma, ma sono stato costretto ad andare via. Per questo la butto su questo piano.

D’altra parte secondo Minzolini la famosa carta di credito aziendale con un plafond da 5 mila euro al mese, per quanto fosse un’assoluta novità per la Rai, era più che giustificata:

Gli altri direttori prima di me non ce l’avevano, io l’ho chiesta come benefit compensativo perché ce l’avevo anche alla Stampa. Guadagnavo come direttore 540mila euro all’anno, non molto di più rispetto alla Stampa ma con maggiori responsabilità. Erano spese di rappresentanza.

Analisi Auditel - Che Dio ci aiuti fra Io canto Christmas, Servizio Pubblico e X Factor 5

pubblicato da Hit

Analisi Auditel - Che Dio ci aiuti fra Io canto Christmas, Servizio Pubblico e X Factor 5

Nella serata di ieri sera è tornata con due nuovi episodi la serie di Lux Vide “Che Dio ci aiuti” con protagonista Elena Sofia Ricci, che lo scorso giovedì è partita con il pieno di ascolti, mentre su Canale5 è andata in onda una speciale puntata natalizia di Io Canto. Fra le altre proposte la serata crime del giovedì di Rai2 con il telefilm “Criminal minds” e le “Cronache di Narnia” su Rai3, mentre come accade ogni giovedì ci sono le proposte alternative di X Factor 5 su SkyUno e Servizio Pubblico su Sky Tg24 Eventi ed in onda sulla multi piattaforma di emittenti locali, andiamo come sempre a fotografarne l’entità auditel con i nostri grafici delle curve dello share minuto per minuto.

Partiamo dalla sfida dei Tg delle ore 20 dove vediamo la situazione anomala dovuto allo sciopero dei dipendenti Rai che ha impedito la normale edizione del Tg1 che è dovuto andare in onda in forma ridotta, vediamo infatti la curva arancione del Tg5 che, al termine del Tg1, domina nettamente volando fin verso il 27% di share sul finale di edizione, mentre la curva blu del Tg1 andato in forma ridotta scorre attorno al 22%, poi con Da Da Da e Radio Londra la linea blu crolla fin verso il 12%. Nell’access time la curva arancione di Striscia la notizia supera nettamente la curva blu dei Soliti ignoti, la prima che tocca sul finale il 28% e la seconda che si ferma al 21%.

Nel prime time vince la curva blu della fiction Che Dio ci aiuti che scorre costante appena sopra alla soglia del 20%, con la curva arancione della versione natalizia di Io Canto che scivola a metà strada nella corsia fra il 15 ed il 20% di share. Le altre curve scorrono al di sotto della soglia del 10%, con la linea viola di Servizio Pubblico che affiora sulle altre, scivolando attorno al 7% di share (media 21:10-24:10 7,75%) e ottenendo una media di oltre 1.800.000 telespettatori, mentre la curva marrone di X Factor 5 sfila in prime time vicino alla soglia del 2% di share, sfiorando di media i 500 mila telespettatori.

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Antonello Piroso passa a Rai2?

pubblicato da Debora Marighetti

Antonello Piroso
Antonello Piroso potrebbe passare alla Rai, in particolare a Rai2. In un periodo in cui assistiamo ad una vera e propria migrazione dalla tv di Stato verso altri lidi, a fare il salto contrario potrebbe essere il giornalista di La7, neo-conduttore della domenica pomeriggio della rete Telecom con il suo Ma anche no, nonché protagonista della mattina con (Ah)iPiroso. Ne parla, tra gli altri, Leggo.

L’arrivo di Piroso, per il quale si dice che la Rai stia lavorando in gran segreto, servirebbe a colmare il vuoto lasciato da Michele Santoro col suo Annozero. Il suo nome sarebbe stato fatto dal direttore di Rai2, Pasquale D’Alessandro, che sarebbe pronto a portare la proposta al prossimo consiglio di amministrazione.

D’altra parte, non è un segreto che nel palinsesto primaverile di Rai2 sia previsto un nuovo talk show il giovedì sera, anche se al momento l’unica informazione che si ha è la data di partenza, l’8 marzo. Manca però il conduttore e manca il team autorale, anche se Leggo dà un’indiscrezione anche su questo punto: sarebbe stata contattata la squadra di Mi Manda Rai3, da qualche settimana rimasta disoccupata.

La scelta di puntare su Piroso, se confermata, è sicuramente condivisibile sia per la professionalità che per l’esperienza. Non si può dire però altrettanto analizzando il passaggio dalla parte del giornalista, che finirebbe per lasciare una rete con la quale collabora da anni senza particolari pressioni - gli ascolti non sono certo l’interesse primario di La7 - per approdare in uno spazio dove dovrebbe assolutamente portare a casa un buon risultato. E stupirebbe se Piroso riuscisse a fare gli ascolti di Santoro…

Servizio Pubblico - Aprono Fiorella Mannoia e Frankie HiNrg

pubblicato da Malaparte


La puntata di questa sera di Servizio Pubblico, la settima, si intitola «Riempire il vuoto».

Saranno ospiti di Michele Santoro il Governatore della Regione Puglia, Nichi Vendola, l’ex vicepresidente di Confindustria Guidalberto Guidi, i giornalisti Franco Bechis e Luisella Costamagna.

Si parlerà anche della protesta degli 800 lavoratori dei vagoni letto licenziati da Moretti (l’a.d. di Trenitalia) l’11 dicembre, della manovra dell’esecutivo Monti (è più equa? O a pagare sono sempre gli stessi?), della rabbia della comunità senegalese di Firenze dopo il terribile fatto di cronaca di Piazza Dalmazia.

Nel suo spazio, Giulia Innocenzi ospiterà il Movimento 5 Stelle.

La serata sarà aperta da Fiorella Mannoia e Frankie HiNrg che, insieme a Natty Fred, canteranno il loro brano Non è un film.

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Enrico Mentana sulle sue dimissioni dal Tg La7: "Vedremo se ci sarà un chiarimento, altrimenti me ne andrò". Direttore del Tg1? "Mai. Piuttosto faccio come Michele Santoro"

pubblicato da Paolino

Enrico Mentana
Enrico Mentana conferma le proprie dimissioni dal Tg La7, ma lascia aperto uno spiraglio. E smentisce le voci secondo cui il suo allontanamento dal Tg della rete di Telecom Italia sarebbe stranamente coinciso con il posto vacante di direttore del Tg1, dopo l’uscita di scena di Augusto Minzolini. Questo il succo del discorso dell’ (ex?) direttore del Tg La7 sia all’inizio che alla fine dell’edizione delle 20.

Mentana, consapevole che la notizia del giorno riguardasse lui, ha preferito non girare intorno al fatto e, presa la linea da “G’ Day” (che ha scherzato su Mentana e Minzolini, come vedete dalla gallery), ha iniziato spiegato la vicenda dalla sua prospettiva:

“Anche noi del Tg La7 siamo entrati nel gioco delle notizie, c’è stato un grave incidente che ci ha riguardato e mi ha riguardato personalmente. Lunedì c’è stato lo sciopero dei sindacati contro le misure della manovra governo Monti. In quella giornata, che il nostro telegiornale ha documentato in modo esaustivo, il sindacato dei giornalisti ha fatto un comunicato di solidarietà coi poligrafici, anche loro in agitazione. I sindacati dei giornalisi, l’associazione territoriale romana e il Cdr del Tg La7 hanno chiesto che il comunicato fosse letto in questo telegiornale.”

G’Day sulle dimissioni di Enrico Mentana
G'Day sulle dimissioni di Enrico Mentana dal Tg La 7 G'Day sulle dimissioni di Enrico Mentana dal Tg La 7 G'Day sulle dimissioni di Enrico Mentana dal Tg La 7 G'Day sulle dimissioni di Enrico Mentana dal Tg La 7

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Analisi Auditel – Il finale di Don Matteo 8 fra X Factor, Servizio Pubblico e Juventus-Bologna

pubblicato da Hit

Analisi Auditel – Il finale di Don Matteo 8 fra X Factor, Servizio Pubblico e Juventus-Bologna

Si è chiusa ieri sera l’ottava stagione della fiction Don Matteo e si conferma, se ce ne fosse ancora bisogno, il grande successo di questo prodotto che, come vediamo dai nostri grafici con le curve dei valori assoluti e dello share minuto per minuto , ha nettamente dominato la serata. La curva blu di Rai1 infatti in prime time scorre nettamente al comando per tutta la durata della fiction, nella corsia fra gli 8 ed i 9 milioni di telespettatori, sbaragliando qualsiasi concorrenza e confermandosi come il prodotto seriale più visto di quest’autunno televisivo e che ha dato vero ossigeno alla rete ammiraglia della Rai. Segue al secondo posto di ieri sera la curva rossa di Rai2 che ospitava la telecronaca diretta dell’incontro di calcio fra la Juventus ed il Bologna valevole per la coppa Italia.

La curva arancione di Io e canto e poi è al terzo posto scorrendo appena sopra alla soglia dei 2 milioni di telespettatori, a cui segue la curva azzurra di Italia1. La curva marrone del totale di Servizio pubblico di Michele Santoro, scorre mediamente attorno al milione e duecentomila telespettatori per una media vicina al 5% di share. La curva viola di SkyUno & +1 scorre durante X Factor 5 mediamente attorno ai 640 mila telespettatori con una media di circa il 2,60% di share. In seconda serata è la curva blu di Porta a porta che domina in maniera netta scorrendo fra il 20 ed il 25% di share.

Facendo un passo indietro ed occupandoci della consueta ed infiammata sfida dei Tg delle ore 20, vediamo come la curva blu del Tg1 precede di circa un punto di share la curva arancione del Tg5, entrambe nella corsia fra il 20 ed il 25% di share. La curva nera del Tg La7, si conferma vista la giornata festiva, sotto la linea del 10%. Nell’access time bel testa a testa fra la curva arancione di Striscia la notizia e blu dei Soliti ignoti entrambe fra il 15 ed il 25% di share, con sorpasso finale da parte del game condotto da Fabrizio Frizzi.

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Michele Santoro: «Se il premier va da Vespa, il futuro è uguale al passato» (Video)

pubblicato da Malaparte

Nell’anteprima di Servizio Pubblico di ieri, 8 dicembre 2010, Michele Santoro - introdotto in studio da La stangata - provoca duramente, critico nei confronti del Governo Monti. Ci sono volute quattro settimane, e una puntata straordinaria di Porta a Porta. Santoro comincia con l’ironia sui tagli alle pensioni:

Se cominciassimo ad ammazzarli, i pensionati, comunque non saremmo sicuri di arrivare a questa famosa parola magica, la crescita

.

Il giornalista fa notare che le misure del decreto salva-Italia rischiano di mandare sul lastrico milioni di famiglie italiane, di creare precariato. Si è rivolto direttamente al Ministro Fornero, chiedendosi se sia così necessario andare così in fretta, ha citato il dato del 10% degli italiani che possiedono il 45% della ricchezza. E poi ha chiesto ai “professori” del Governo tecnico quale sia il futuro che immaginano. In particolare, poi, citando l’episodio - affatto edificante per l’informazione tutta - dell’ospitata di Mario Monti a Porta a Porta:

«In questo futuro, l’informazione, secondo voi come dovrà essere? In questo futuro che voi immaginate, un presidente del Consiglio che fa? Va davanti a tutti i giornalisti e rispondere alle domande che gli vengono fatte, oppure va a Porta a Porta? Perché se va a Porta a Porta, allora il futuro è uguale al passato».

Ecco, è un bene che Santoro se ne sia accorto. Ma non c’era bisogno di aspettare l’ospitata di Monti da Vespa - pagina davvero triste, lo ribadisco, di presunto pubblico servizio - per capire che il futuro sarebbe stato “uguale” al passato: era sufficiente conoscere le origini, le idee e la formazione di Monti, per capire che strada avrebbe preso il suo Governo.

Ora, dopo festeggiamenti magari comprensibili ma anche poco eleganti, il giornalismo italiano dovrà finalmente fare di nuovo il suo e reinventarsi watchdog. Non di uno, né di singoli, ma di un’intera ideologia politica. Forse sarà davvero un bene.

Giovanni Floris: "Aria più elettrica con la concorrenza de La7"

pubblicato da Debora Marighetti

Ballaro'
Ballarò sta facendo il pieno di ascolti come se fosse in onda su una rete ammiraglia. Qualcuno ne giustifica la crescita chiamando in causa il momento politico ed economico particolare, qualcun altro indica invece come motivo principale l’assenza di AnnoZero dalla tv (anche se semmai si può parlare solo di assenza di Michele Santoro dalla generalista, visto che è in onda sulle tv locali con Servizio Pubblico). Giovanni Floris, intervistato dal Venerdì di Repubblica, non crede a quest’ultima ipotesi:

Bisognerebbe chiederlo a chi studia i flussi d’ascolto: sono un profano. In realtà, però, spero di no. Mi piace pensare che esista un pubblico per tutti, su tutte le reti. Io Santoro lo guardo e mi guarderei anche Ballarò.

Floris, che pensa di ospitare presto i nuovi ministri nella sua trasmissione, crede che il confronto televisivo sia importante per i politici, al contrario di chi crede che le cariche istituzionali dovrebbero disertare il piccolo schermo, per evitare certe brutte figure:

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Mediaset cita Santoro per danni - «Ho parlato del conflitto di interessi» dice lui. L'azienda precisa. Ma cosa dichiarò Santoro?

pubblicato da Malaparte

Michele Santoro è stato citato per danni da Mediaset. Lo ha raccontato il conduttore in apertura della quarta puntata di Servizio Pubblico - fino ad ora la migliore, a giudizio del sottoscritto - per levarsi subito il sassolino - anzi, il macigno - dalla scarpa

Ho ricevuto una citazione per danni da Mediaset perché in un’intervista ho parlato di conflitto di interesse.

L’azienda ha precisato, come riporta Il Fatto Quotidiano, che

L’azione è stata avviata per un punto specifico: in particolare nei confronti della parte in cui Santoro afferma che Mediaset ha esercitato pressioni su Telecom per impedire che lui stesso andasse a La7, facendo saltare un accordo già siglato con l’ad della rete Giovanni Stella. Circostanza smentita dallo stesso Stella e non vera

In particolare, dunque, il “punto specifico” dell’intervista - rilasciata sempre al Fatto - dovrebbe essere questo, relativo alle esternazioni di Michele Santoro dopo che la trattativa con La7 era saltata. Santoro parlava di pressioni esterne su La7 affinché non si concludesse l’accordo. E alla domanda

Questo “intervento esterno” su La7 ha un nome?

il conduttore rispondeva senza eufemismi:

Un nome e un cognome: conflitto d’interessi. Politico e industriale insieme. Un’azienda, Mediaset, occupa il governo, il Parlamento, le Autorità, la Rai e piega tutto al proprio tornaconto. Con i numeri che facciamo, dovremmo avere una fila di editori: invece c’è la fuga. La miglior prova della debolezza organica delle classi dirigenti e del capitalismo, incapace di tradurre in progetti e prodotti le idee migliori e di portarle al pubblico. Non è un regime, ma un paese semilibero sì.

Servizio Pubblico - Stasera #punireicorrotti

pubblicato da Malaparte

Michele Santoro - Servizio Pubblico, quarta puntata

E’ giovedì, e come ogni giovedì da quattro settimane a questa parte, torna Servizio Pubblico, il nuovo progetto di Michele Santoro e della sua squadra.

Questa sera, il tema della puntata è «Punire i corrotti» (già lanciato anche come hashtag su Twitter: #punireicorrotti).

Ospiti della puntata saranno Maurizio Landini (segretario generale della Fiom-Cgil, Santo Versace (imprenditore e parlamentare già in quota al PdL, poi fra i cosiddetti «malpancisti» che firmarono la lettera per chiedere, dall’interno, un passo indietro a Berlusconi), Michele Tiraboschi (giuslavorista), Marco Lillo (giornalista del Fatto quotidiano) e Massimo Mucchetti (giornalista del Corriere della Sera).

Le domande alle quali si cercherà di rispondere in studio e i temi che verranno toccati: i recenti scandali legati a Finmeccanica - sulla quale ricordiamo una monumentale puntata di Report della scorsa stagione televisiva - si possono paragonare a una nuova Tangentopoli? E - scrivono sulla pagina Facebook ufficiale di Servizio Pubblico - «ancora una volta saranno i lavoratori a pagare il conto»?

E poi, naturalmente, la domanda che dà origine al titolo della puntata: come si possono punire i potenti, se sono corrotti?

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Sortino accusa Santoro. Il fattaccio dei ripetitori: qualcuno che mente c'è

pubblicato da Gabriele Capasso


La storia dei ripetitori di Rttr danneggiati prima della messa in onda di Servizio Pubblico comincia ad essere davvero controversa. Anche nel pubblicarla eravamo stati molto prudenti, le agenzie erano contraddittorie e non si riusciva a capire se effettivamente i ripetitori fossero stati danneggiati davvero. Nel tardo pomeriggio ci aveva definitivamente convinto un illuminante articolo de Il Fatto Quotidiano che riportava i virgolettati di Vittorio Gallorini, direttore generale di Rttr.

Cito testualmente: “Visti i danni ingenti, non potremo garantire la visione del programma di Santoro per una parte della città di Trento e della provincia. Negli ultimi 20 anni non è mai accaduto nulla del genere, spero che gli inquirenti facciano luce al più presto sull’attentato“. Nell’articolo si scrive “dice a ilfattoquotidiano.it”, quindi un giornalista del sito deve aver parlato con Gallorini ricavando queste informazioni.

Eppure qualcosa non tornava già allora perché altre fonti avevano raccontato l’attentato come parzialmente fallito: dei due ripetitori su Monte Calisio soltanto quello della società TowerTel era andato a fuoco mentre l’altro, quello che trasmette il segnale della rete locale Rttr, si era salvato per via di un malfunzionamento del secondo innesco incendiario. Però, cosa vuoi fare? Contraddire le dichiarazioni di una parte in causa?

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