Sarà affidata ad Andrea Vianello la prima serata informativa del giovedì di Rai2.
Secondo quanto apprende TvBlog, è questa la proposta sostenuta da alcuni componenti del CDA Rai, che verrà discussa nell’ambito delle prossime riunioni sui nuovi palinsesti autunnali, che verranno varati nei prossimi giorni. Sembra così che sia stato finalmente occupato lo spazio d’attualità del giovedì sera della seconda rete, rimasto orfano ormai da un anno di Michele Santoro, approdato come sappiamo sulla multipiattaforma televisiva con Servizio pubblico.
Il conduttore di Agorà, in onda tutte le mattine in diretta su Rai3, con uno share medio che sfiora il 10%, avrebbe quindi scalzato Giovanni Minoli, fino a poco tempo fa indicato come nuovo responsabile dello spazio del giovedì sera, la cui richiesta economica sembra sia stata giudicata troppo elevata per questo periodo, valutazione questa che si somma ad una esigenza da parte della Rai di valorizzare risorse interne più giovani.
Vianello già abituato al prime time, avendo condotto fino a qualche anno fa la storica trasmissione della terza rete della Rai Mi manda Rai3, prima di approdare nello spazio del mattino, varerà dunque un nuovo programma d’informazione i cui contorni sono tuttora in fase di sviluppo.
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Le avventure tinte di giallo di Nero Wolfe nate dalla penna dello scrittore statunitense Rex Stout e con il volto di Francesco Pannofino, hanno occupato la serata di ieri della prima rete della televisione pubblica, a cui Canale5 ha contrapposto due nuovi episodi della fiction con Giorgio Tirabassi e Fabrizio Bentivoglio Benvenuti a tavola – Nord vs Sud. Sulla seconda rete è andata in onda la seconda puntata del poco fortunato varietà targato Ballandi Italia Coast2Coast, mentre su Rai3 per il ciclo “Giovedì Spencer” è stato trasmesso il lungometraggio con Bud Spencer Piedone d’Egitto. Italia1 ha trasmesso una nuova puntata del programma Mistero, mentre su Rete4 sono andati in onda tre episodi della serie di telefilm Rizzoli & Isles. Confermato l’appuntamento del giovedì sera su La7 con il talk show d’approfondimento politico condotto da Corrado Formigli Piazzapulita. Vediamo l’andamento degli ascolti della serata di ieri con le nostre curve dello share e dei valori assoluti minuto per minuto.
La serata parte con la consueta sfida dei Tg delle ore 20 vinta dalla curva blu del Tg1 che scorre a metà strada nella corsia fra il 20 ed il 25% di share, chiudendo al di sopra della soglia dei 5 milioni, impattando con la curva arancione del Tg5 che a fine edizione riesce così a raggiungere la linea blu del Tg concorrente, dopo però essere partita dal 15% di share e 3 milioni di telespettatori. La curva nera del Tg La7 scorre calante rispetto ai giorni scorsi, infatti stavolta non riesce a toccare la linea del 10% di share, sfondando però di poco i 2 milioni di telespettatori a fine edizione. Access time con la consueta scalata dei due programmi delle reti ammiraglie, in particolare vediamo la curva arancione di Striscia la notizia che precede di poco la curva blu di Affari tuoi, la prima che parte dal 19% di share e chiude al 29%, sfiorando gli 8 milioni di telespettatori, la seconda che parte dal 16% e chiude al 28% di share, sfiorando anch’essa la quota degli 8 milioni di telespettatori.
Da notare ad ogni modo, come entrambe le curve degli access facciano segnare il picco in valori assoluti dell’intera serata. Passando al prime time vediamo la curva blu di Nero Wolfe che parte in vantaggio su quella arancione di Benvenuti a tavola, la prima sulla linea del 20% di share, la seconda attorno al 17%. In seguito la curva arancione di Canale5 guadagna qualche punto, mentre la linea blu di Nero Wolfe appare costante sempre sulla linea del 20%, pari a circa 5 milioni di telespettatori. La fiction di Rai1 chiude poi sfiorando il 25%, mentre quella di Canale5, in solitaria, termina il suo percorso di ieri sera toccando proprio la linea del 25% di share. Terza curva in assoluto della serata risulta essere quella azzurra dei Misteri di Italia1, mentre si conferma flop Italia Coast2Coast con la linea rossa di Rai2 desolatamente ultima attorno al 2-3% di share, ormai si attende solamente l’annuncio di una sua chiusura.
LA SFIDA PIAZZAPULITA vs SERVIZIO PUBBLICO
La curva nera di Piazzapulita scorre appena al di sopra della linea del 5% di share, ottenendo una media totale del 5,10% pari a 1.056.000 telespettatori, la sfida con Servizio pubblico di Michele Santoro è vinta dal giornalista salernitano che ha fatto registrare ieri sera in multipiattaforma 1.658.000 telespettatori pari al 7,50% di share.
Un nuovo episodio della serie gialla Nero Wolfe con Francesco Pannofino e Pietro Sermonti è stata la proposta televisiva di Rai1 per la serata di ieri giovedì 3 maggio 2012 a cui Canale5 ha contrapposto un nuovo episodio della serie Benvenuti a tavola Nord vs Sud, mentre su Italia1 è andato in onda il programma con Daniele Bossari e Paola Barale Misteri. Su Rai2 è andato in onda il film in prima visione Terminator Salvation, mentre su Rai3 il lungometraggio con Bud Spencer Piedone a Hong Kong. Su Rete4 sono stati trasmessi due episodi del telefilm Rizzoli & Isles, mentre su La7 è andato in onda il talk show politico Piazzapulita condotto da Riccardo Formigli, che ha sfidato nuovamente Servizio Pubblico di Michele Santoro trasmesso in multipiattaforma. Vediamo ora come si è mosso il pubblico fra le varie proposte televisive della serata di ieri con le nostre curve dello share minuto per minuto.
Partiamo come sempre dalla sfida dei Tg delle ore 20 con la curva blu del Tg1 che prevale su quella arancione del Tg5, entrambe nella corsia fra il 20 ed il 25% di share. La curva nera del Tg La7 parte attorno all’8% e riesce a raggiungere a fine edizione la soglia del 10% di share. Access time con la curva arancione di Striscia la notizia che prevale, partendo dal 19% di share e chiudendo al 30%. La curva blu di Affari tuoi segue, partendo dal 15% ed arrivando fino al 26% di share di fine puntata. Prime time con la sfida fra le due fiction delle ammiraglie e con la curva arancione di Benvenuti a tavola che scorrendo sulla linea del 20% di share, precede di un punto la curva blu di Nero Wolfe, che segue.
Terzo posto assoluto della serata per la curva azzurra di Mistero, che scorre nei pressi della linea del 10% di share, con tutte le altre linee nei pressi della soglia del 5% di share. Seconda serata con la curva blu di Porta a porta che precede in maniera netta tutte le altre linee, scorrendo nei pressi della soglia del 20% di share. Segue dapprima la curva azzurra di Misteri vicino alla soglia del 15% e poi quella arancione di Matrix, nei pressi della linea del 10% di share. La sfida fra Servizio pubblico (trasmesso in multipiattaforma) e Piazzapulita è vinta dal programma condotto da Michele Santoro che totalizza oltre 1,6 milioni di telespettatori con una media di poco sopra il 7% di share a fronte di 1.113.000 con il 5,14% per il programma condotto da Corrado Formigli su La7

Mauro Masi è notoriamente “nemico” di Michele Santoro, non fosse altro per la serie di scontri avuti all’epoca nella quale il primo ricopriva il ruolo di direttore generale della Rai e il secondo conduceva (contro tutti e tutto) il suo Annozero su RaiDue. Più volte i litigi fra loro hanno travalicato i rispettivi ruoli, con Masi che spesso è stato ripetutamente ed impunemente sbertucciato dal giornalista più ostracizzato della tv di Stato ma all’epoca “protetto” dalla sentenza del giudice del lavoro che gli consentiva di rimanere in onda tutti i giovedì sera in prime time.
Dopo l’intervento di ieri di Santoro al Festival Internazionale del Giornalismo, occasione con la quale l’attuale autore e “padre” di Servizio Pubblico ha rilanciato la sua candidatura a direttore generale della Rai chiedendo una valutazione “meritocratica” che sulla carta piace al governo Monti, quelli della trasmissione radiofonica Un Giorno da Pecora sono andati a stuzzicare Masi sul tema del confronto pubblico delle competenze dei candidati al ruolo dirigenziale più importante della Rai.
La risposta di Masi è spocchiosa e sfottente: “Santoro dimostra di non sapere come funzionano le candidature in Rai. Mandasse il suo curriculum se crede di avere qualità da dirigente così ci facciamo quattro risate“.
Al di là della naturale dose di acrimonia Masi finge di ignorare un elemento non secondario: ad accompagnare Santoro nella sua autocandidatura a Dg della Rai c’è anche Carlo Freccero, professionista sul quale (comunque la sì pensi) è davvero difficile avanzare dubbi rispetto alle capacità e le competenze da dirigente di una rete televisiva. Ora non resta che attendere di capire se Santoro deciderà di rispondere a Masi oppure, più saggiamente, ignorerà questa punzecchiatura.
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Michele Santoro insiste e continua nella sua provocazione autocandidandosi al ruolo di Direttore Generale della Rai. Non si tratta più (solo) di una boutade, ma di qualcosa che nel mentre prende corpo va a minare alle fondamenta il sistema di nomina dei dirigenti della tv pubblica. La richiesta al presidente del consiglio Mario Monti è quella di privilegiare il merito. Come? Molto semplice: confrontando i curriculum dei candidati. Se si vuole sottrarre la tv pubblica al meccanismo della lottizzazione cosa c’è di meglio che rendere pubblici i curriculum di quanti vengono proposti per andare ad occupare quella posizione?
Da questo punto di vista Santoro è “corazzato” perché dal Festival del Giornalismo di Perugia non si propone “da solo”, ma in tandem con un dirigente di altissimo profilo e con un’esperienza pregressa che ha pochi pari: Carlo Freccero.
Sia io che Freccero abbiamo i curriculum, le competenze, le capacità. Ma è anche una provocazione nel senso che sogno un paese dove chi vuole ricoprire alti incarichi pubblici esce allo scoperto, lo dice chiaramente e quindi si crea una competizione reale, basata sulle competenze. Bisogna puntare sulla multimedialità, se uno vuol prendere in mano la Rai e non vuol fare tagli dolorosi all’occupazione deve investire sulla multimedialità.
Come dargli torto? Anche perché Santoro ha le idee chiare su cosa cambierebbe nella Rai per “svecchiare” il palinsesto e snocciola proposte come la promozione di Floris su RaiUno e il passaggio di Vespa a RaiTre (”per mescolare le carte”), ma anche il ripescaggio di autori che sono stati espulsi dalla televisione o sono “confinati” su La 7:
La mia idea del servizio pubblico è una tv dove gli autori vengono prima delle logiche di potere, trovo scandaloso che personaggi della caratura di Paolini o Luttazzi siano esclusi, perché non ci sono? Perché mancano i contenuti?
Continua a leggere: Santoro con Freccero, il tandem per la direzione della Rai

Intenso fuoco di fila di domande per Michele Santoro a Tv Talk. Il conduttore di Servizio Pubblico è pronto a parlare della sua nuova esperienza “fuori” dalla tv tradizionale a 360° gradi nel salotto per eccellenza dell’analisi televisiva. Con l’occasione gli viene anche mostrato uno stralcio del filmato tratto dal dibattito al Festival del Giornalismo di Perugia fra Mentana e Vespa durante il quale il direttore del Tg La 7 ha confermato che la trattativa fra la sua rete e Santoro “c’è”.
Santoro ha un sorriso sornione, ma ci tiene a spiegare che si tratterebbe comunque di una questione da valutare secondo termini nuovi, proprio basandosi sull’esperienza di Servizio Pubblico:
Innanzitutto per me la vita è cambiata, io non ritornerò a lavorare per la televisione nelle forme in cui lavoravo precedentemente. Ora sono un autore indipendente e coltiverò questa mia indipendenza, è un atto che devo al pubblico. Qualunque cambiamento io faccia lo discuterò con le persone che hanno finanziato il mio progetto, che dovranno essere d’accordo, chiaramente se questo progetto può diventare più forte avendo come riferimento un editore più solido, perché no? Non solo su La7, parlo in generale, perché comunque il programma andrebbe in onda anche da altre parti. L’indipendenza è un bene che io ho conquistato in maniera definitiva e non intendo rinunciarvi.
Quindi Santoro si spinge già “oltre”. Se nella scorsa estate 2010 la trattativa con La 7 era saltata perché lui aveva chiesto maggiore libertà ora un suo ritorno su un canale tradizionale sarebbe improntato sul tipo di struttura creata per Servizio Pubblico andando a costituire un unicum nel palinsesto della rete di Telecom Italia Media. Sono passati i tempi in cui puntava a rimanere all’interno della Rai tant’è che rispondendo alla domanda di un nostro lettore che lo provocava chiedendo “Nel 2011 si era dichiarato disponibile a tornare in Rai con un cachet da un euro a puntata. L’offerta è ancora valida“? ha risposto:
Non bisogna fare beneficenza, all’epoca il discorso era diverso. Io dicevo se voi volete mantenere Annozero, allora faccio la stagione gratis la stagione. Questo non toglie che io sia un professionista, non devo lavorare gratis per nessuno. Chi mi vuole deve pagarmi per quello che valgo.
Per la serie “non mandarle a dire”.

Bruno Vespa ed Enrico Mentana sono stati protagonisti di un incontro dal titolo “Matador, due anchorman a confronto” all’interno del programma del Festival Internazionale di Giornalismo di Perugia, ma la “notizia” arriva dal direttore del Tg La 7 che, stimolato dalla moderatrice Simona Ercolani, conferma il rumor pubblicato qualche giorno fa da Il Giornale a proposito di un avvicinamento fra la dirigenza della sua rete e Michele Santoro:
La trattativa c’è e io me lo auguro. Ci sono professionisti che creano credibilità e ascolto e Santoro è uno di questi.
Mentana è “spalleggiato” da Bruno Vespa che non perde l’occasione di far notare che per Santoro in Rai non c’è spazio:
Santoro farebbe benissimo ad andare a La7 e La7 farebbe bene a prenderlo è un grande giornalista ma è incompatibile con le regole attuali del servizio pubblico.
D’altra parte La 7 ha avviato una grande “campagna acquisti”, ma in questa stagione non ha ottenuto i risultati sperati e la sua situazione è sempre “in bilico”, lo ammette, spiegando chiaramente il perché, proprio Mentana:
La Telecom, proprietaria del canale, è quotata in borsa ed è risaputo che per gli attuali dirigenti di Telecom il canale televisivo non è un asset strategico. La vocazione di Telecom Italia è la telefonia.

Non si erano lasciati benissimo, ma ora pare proprio che abbiano ricominciato a parlare, nel reciproco interesse. Michele Santoro e Giovanni Stella, Ad de La 7, starebbero nuovamente trattando per riuscire a trovare il punto d’incontro e portare il giornalista sulla rete di Telecom Italia Media. L’indiscrezione è stata riportata da Il Giornale che sostiene ci sia una seconda chance per far approdare l’attuale conduttore di Servizio Pubblico nuovamente su una rete generalista.
D’altra parte l’esperimento del programma multipiattaforma non si sta rivelando un grande successo, al di là degli entusiasmi iniziali e nonostante ora venga trasmesso anche su Cielo sul digitale terrestre. Nemmeno un personaggio con la potenza di fuoco di Santoro può permettersi di uscire dal circuito delle reti generaliste e sperare di replicare i risultati record ottenuto sulla Rai con il suo Annozero.
Non bisogna dimenticare che la scorsa estate la trattativa fallì perché Santoro pretendeva una “libertà assoluta” che l’Ad non voleva concedergli, cosa cambierebbe ora? Chi fra i due è disposto a fare un passo indietro? Santoro andrebbe ad aggiungersi alla “campagna acquisti” de La 7 che pur avendo portato grandi nomi nel suo palinsesto ha fino ad ora ottenuto risultati modesti se si esclude l’arrivo di Enrico Mentana che ha rivitalizzato un Tg fino a quel momento asfittico. Un’altra curiosità è poi più che giustificata: se davvero Santoro trovasse un accordo che fine farebbe l’allievo rinnegato Corrado Formigli e il suo Piazzapulita che occupa il giovedì sera con risultati auditel stabilmente superiori a quelli di Servizio Pubblico?
Alle 21 va in onda la diciassettesima puntata di Servizio Pubblico, trasmessa su SKY (canale 100, 500 e 504), su Cielo (canale 26 del dtt), sul newtork di reti locali, in streaming su Serviziopubblico.it e in radio su Radio Radicale. Questa sera, fra l’altro, verrà trasmessa un’intervista esclusiva al figlio di Bernardo Provenzano.
Si parla di mafia, a 20 anni dalle stragi. La verità è il titolo della puntata. Perché fu ucciso Paolo Borsellino? Quali sono i segreti che, ancora oggi, non vengono taciuti? E cosa si può dire della trattativa fra Stato e mafia?
Gli ospiti di Michele Santoro, questa sera, saranno Walter Veltroni (Pd, membdo della Commissione parlamentare antimafia), Fabrizio Cicchitto (Pdl), Claudio Martelli (già ministro della Giustizia), Massimo Ciancimino, Salvatore Borsellino, il procuratore aggiunto della Direzione distrettuale antimafia di Palermo Antonio Ingroia.
L’intervista ad Angelo Provenzano comincia così:
«La verità processuale dice che mio padre è stato capo di Cosa Nostra. Certo, a pensare che oggi, a distanza di vent’anni dalle stragi, sui giornali si stia parlando di revisione… Se parliamo di revisione processuale, dobbiamo allora riscrivere qualche verità. E la ricerca della verità è sempre positiva. Ma preferisco parlare di verità processuali, perché la verità è un altro conto».

Michele Santoro comincia puntata di Serivzio pubblico interamente dedicata alla Rai parlando della sentenza del Tribunale di Torino che ha condannato in primo grado Corrado Formigli e Viale Mazzini a pagare 7 milioni di risarcimento alla Fiat. Come già Enrico Mentana ieri e Milena Gabanelli, Santoro si dice decisamente stupito dall’enormità della cifra:
«Una sentenza così mostruosamente enorme che se venisse confermata in via definitiva potrebbe non solo ferire un’azienda ma stracciare la vita di un giornalista.
E a mio parere potrebbe tenere lontani molti giornalisti dal toccare certe industrie importanti, certi marchi prestigiosi».
«Non voglio parlare nel merito di questa sentenza, che dovrebbe solamente essere equa. Credo nella giustizia, e sono convinto che nell’appello altri giudici potrà valutare queste circostanze e decidere se condanne o assoluzioni.
Poi, Santoro rivolge due domande a Marchionne. La prima:
«Ritiene che ora il marchio Fiat sia più forte, dopo la sentenza?».
La seconda, a sostegno della necessità della critica - non solo del diritto, ma della necessità:
«Dottor Marchionne, come mai lei è dovuto intervenire quando la grande Fiat era arrivata sull’orlo del fallimento? Come mai era arrivata sull’orlo del fallimento? Per colpa degli operai che lavoravano poco e guadagnavano troppo? O per certi modelli che si sono rivelati flop?»
Continua a leggere: Michele Santoro apre Servizio Pubblico su Formigli e la Fiat

Mauro Masi, ex direttore generale della Rai, fa parte oramai della storia passata. Ma in un periodo in cui nomine e accadimenti fanno discutere, rispunta anche il suo nome per l’annuncio di un libro in uscita a marzo (la data non è ancora certa), dal titolo Un nemico alla Rai - 800 giorni “contro” nella tv pubblica. In un’intervista rilasciata a Chi in edicola quest’oggi, Masi racconta che l’idea del libro nasce per fare chiarezza sul periodo nel quale è stato dg, per sgombrare dalla gente dubbi su una gestione non chiara e poco equilibrata della tv di stato.
Il ricordo che lo spettatore medio ha di Masi è probabilmente legato alla famosa telefonata in diretta ad Annozero, il programma di Michele Santoro al tempo campione d’ascolto; oppure all’arrivo di Giuliano Ferrara nella fascia di access prime time e Vittorio Sgarbi in prima serata (uno dei più grossi flop televisivi di tutti i tempi). Insomma, ricordi che in qualche modo fanno ripensare alla politica. Ma è proprio questo che Masi vuole spiegare.
Tra le altre cose, Masi racconta a Chi:
Io sono entrato in Rai dove c’era una chiara e ben definita tendenza politica. Non mi nascondo dietro un dito e dico che l’orientamento era a sinistra, lo sanno tutti, e non ammetterlo sarebbe ipocrita. Mi si sono messi contro in tanti, ad iniziare dal partito Rai. […] Il mio sogno era quello di far rispettare a tutti le stesse regole. Soprattutto riequilibrare l’informazione televisiva. Ho proposto Bruno Vespa in prima serata, Giuliano Ferrara e infine Sgarbi. Volevo garantire un pluralismo per addizione: ovvero cinque programmi al centrodestra, cinque al centrosinistra. Ho sbagliato, qualcosa non ha funzionato.

L’andamento della fiction di Rai1 con Elena Sofia Ricci “Che dio ci aiuti” continua a dimostrarsi positivo. Le due nuove puntate della prima stagione si aggiudicano infatti ancora una volta la leadership delle curve, proseguendo così il trend vincente del giovedì lasciato a Rai1 da “Don Matteo”. Deludente invece il riscontro del film, in onda su Canale5, “La Prima Cosa Bella” mentre continua in secondo piano la sfida tra “Servizio Pubblico” di Michele Santoro, visibile anche su Cielo, e “Piazzapulita” di Corrado Formigli in onda su La7.
La sfida dei Tg delle ore 20 è vinta dalla curva blu del Tg1 diretto da Alberto Maccari che parte dal 24% e chiude sfondando il muro del 25% in ascesa, dopo un leggero calo a metà edizione. La curva arancione del Tg5 che agguanta la seconda piazza assoluta, parte dal 19% e chiude l 22% di share, mentre la curva nera del Tg La7 rimane stabile ed incollata alla linea del 10% di share. Ottima performance invece della curva rossa del Tg2 delle ore 20 e 30 che dalla partenza al 6% riesce a toccare a fine edizione la soglia del 15% con un impennata di quasi 10 punti di share.
Access time vinto ancora dalla curva arancione di Striscia la notizia che parte dal 18% di share per chiudere al 25%, mentre la curva blu dei Soliti ignoti parte dal 15% per chiudere al 21% di share. In prime time dominio netto della curva blu della fiction di Rai1 Che Dio ci aiuti, che scorre nei pressi della linea del 25%, con la curva rossa di Rai2 che trasmetteva la coppa Italia di calcio, che si contende il secondo posto con la curva arancione di Canale5 con il lungometraggio La prima cosa bella che nel corso della serata viene superata dal secondo tempo di Inter-Genoa di Rai2. La curva marrone di Servizio pubblico condotto da Michele Santoro scorre in prime time a metà strada nella corsia fra il 5 ed il 10%, con un dato medio di circa 1.900.000 telespettatori pari al 7,65% di share, battendo nettamente la curva nera di Piazza pulita condotto da Corrado Formigli che scorre ultima attorno al 4% di share.
In seconda serata passa in testa la curva arancione di Canale5 che con Matrix tocca sul finale di grafico il 24% di share, segue la curva blu di Rai1 con Porta a porta sfila attorno al 15%, mentre Michele Santoro chiude il suo talk attorno al 12% di share.

A Servizio Pubblico non è bastato il circuito di tv locali e web-tv per fare la rivoluzione. D’altronde, dopo il crollo dal 12% della prima puntata al 4.99% della sesta, con leggera risalita la successiva, Michele Santoro avrà capito che per essere un evento bisogna ancora ancorarsi a reti televisive di visibilità nazionale, istituzionalizzando la propria collocazione. Di qui la nascita di un’alleanza che cade decisamente a fagiuolo, per un network che festeggia il successo del primo grande show satellitare e, dunque, può pensare a nuove sfide per il giovedì sera.
Così Servizio Pubblico sbarca su Cielo, rete gratis di Sky sul digitale terrestre, da giovedì prossimo. Non è sicuramente un caso che ciò avvenga una volta scongiurato il conflitto di interessi con X Factor, che occupava il giovedì sera sino a ieri. Visto il pubblico “nuovo” comune ai due programmi, per la pay tv di Murdoch sarebbe stato autolesionistico far concorrenza al maggior investimento di SkyUno (solo per gli abbonati) con un grosso evento concomitante sulla sua rete free, Cielo.
Va detto che Sky aveva comunque aderito alla sua iniziativa trasmettendola sul canale 504 della piattaforma, oltre che nella sezione eventi (cliccando sul tasto verde) di SkyTg24. Ma i numeri di una generalista digitale sono tutta un’altra cosa, che avrebbe seriamente potuto infastidire il primato pay di X Factor (non a caso trasmesso a sua volta in replica su Cielo, e non in diretta). E chissà che il giornalista non voglia rafforzare la sua posizione Auditel in vista del nuovo giovedì sera informativo di RaiDue, erede del suo Annozero.
Lo stesso Santoro aveva smentito di approdare su Cielo con un programma tutto suo, per non sovrapporsi all’approfondimento di Carelli che finisce in questo caso per essere comunque oscurato. Così Michele, soddisfatto dei risultati raggiunti sinora, annuncia personalmente la novità in vista:
Continua a leggere: Servizio Pubblico sbarca su Cielo al giovedì. Tanto non c'è più X Factor

Tempo di bilanci di fine anno anche per il direttore generale della Rai Lorenza Lei che oggi in un lungo colloquio con Paolo Conti pubblicato sul Corriere della sera, ha parlato della sua direzione, passata, presente e futura. Davvero interessanti alcuni passi di questa lunga intervista che vanno a toccare, oltre che questioni tecnico-economiche che riguardano il bilancio dell’ente pubblico radiotelevisivo, anche questioni che interessano direttamente ciò che va in onda in Rai, a partire da un intendimento che riguarda la “lunghezza” dei programmi d’intrattenimento di prima serata. Una proposta quest’ultima che sarebbe davvero utile e che guardiamo con estremo interesse, viste le durate monstre di queste trasmissioni di prima serata che partono sempre più tardi e terminano di conseguenza in orari quasi notturni e che in pratica si “mangiano” la seconda serata, ormai praticamente quasi sparita, per non parlare della terza. Un’idea questa di accorciare i programmi di prima serata che permetterebbe anche di far nascere nuove proposte per la seconda. Ma ecco cosa dice la Lei a questo proposito :
“Con la costituzione della direzione intrattenimento abbiamo posto le premesse per la realizzazione di un nuovo modello editoriale produttivo…Puntiamo a slot da un ora/settanta minuti: andrà a vantaggio dei canali che ritroveranno seconde e terze serate”
A proposito dei “divi” e dei loro compensi ecco cosa dice il direttore generale della Rai :
“I divi ci saranno, ma con loro anche le immagini e non solo lo studio. Basta studi sontuosi, pensiamo a collegamenti esterni per raccontare l’Italia e aprire finestre sul mondo. In un buon progetto poi l’artista è coinvolto nella strategia e nei costi.”
Sul nuovo canale “All News” in arrivo :
“Il canale nascerà con l’accorpamento di Rai News, Televideo e la parte giornalistica di Rai Italia. Offrirà informazione continua nazionale, regionale, internazionale e sarà di supporto agli approfondimenti giornalistici delle singole testate e dei canali”
Questione fiction e cambiamenti in arrivo :
“Anche qui riordineremo il modello produttivo. In quanto alle storie di attualità, punteremo sulla famiglia, sui suoi valori e problemi, sul dialogo genitori-figli, senza abbandonare la tradizione della grande fiction storica”
Si parla anche dell’aumento del canone :