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Tutti gli articoli con tag michael moore

Michael Moore a In 1/2 ora - Dal capitalismo a Obama a Berlusconi

pubblicato da Malaparte

Michael Moore

Michael Moore sta facendo promozione per il suo ultimo documentario, Capitalism: A love story (ecco la recensione di Cineblog)- il trailer, potete vederlo dopo il salto. E magari, spiegare al sottoscritto perchè, nella versione italiana, abbiano tolto Sicko e lasciato solamente Bowling for Columbine, Fahrenheit 9/11, sotto la dicitura “dal regista di” - e oggi è stato ospite di Lucia Annunziata nel programma In 1/2.

Il regista, che ha portato al cinema una serie di documentari dal linguaggio decisamente televisivo, si è mostrato in tutta la sua irriverenza. Un’irriverenza amata dai fan e odiata dai detrattori: è difficile che Michal Moore resti indifferente a qualcuno. A voler essere obiettivi, è necessario ammettere che i suoi lavori sono spesso estremamente interessanti, ben fatti, accattivanti, ma che a volte, per arrivare a tutti, rischiano di peccare di approssimazione e di un minimo di strumentalizzazione. Ma il fine - di Moore - giustifica i mezzi: il suo nemico fa della strumentalizzazione l’arma vincente.

Oggi, a In 1/2 ha parlato anche di Obama e Berlusconi e del loro presunto rapporto fraterno.

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One Tree Hill: Quando un Telefilm centra il bersaglio

pubblicato da Hit

La prorompente potenza dei nuovi media pone sotto gli occhi di tutti gli esiti tragici e deliranti dei comportamenti di alcuni (per fortuna pochissimi) ragazzi alla disperata ricerca di quel palcoscenico virtuale che siti come Youtube, Facebook e Myspace sanno offrire. Ed appunto collegandosi a questi siti e “leggendo” questi video si può forse interpretare e capire il disagio di questi giovani che rimanendo schiacciati da una società in cui troppo spesso l’apparire è più importante dell’essere, imboccano quella via, spesso senza uscita che una pistola impugnata porta con se.

La tragedia dei giorni scorsi avvenuta in Finlandia porta ancora una volta d’attualità questa tragica situazione, l’alienazione sociale alla massima potenza di questi giovani, tutti temi estremamente delicati trattati da premi oscar come Michael Moore con il suo documentario “Bowling a Columbine” (Vincitore dell’oscar 2003) oppure da Gus Van Sant nella pellicola “Elephant” del 2003 (Palma d’oro a Cannes). Temi però che possono essere raccontati con stile, delicatezza ed intelligenza anche in un teen drama come “One Tree Hill” che eccelle appunto su altre serie per questo suo altro risvolto della medaglia, questo suo occuparsi dell’anima dei suoi protagonisti, di quella parte nascosta dell’essere che la legge dura e cruda dell’apparire belli, vincenti e di successo quasi sempre oscura.

In particolare nell’episodio 16 della terza serie che presentiamo su Blogapuntate, sono affrontati questi temi in maniera intelligente, grazie all’ottima sceneggiatura dell’autore di questo serial Mark Schwan, episodio di cui vi proponiamo una breve anteprima subito dopo il salto, rimandandovi su blogapuntate.

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House, Moore e la malasanità

pubblicato da Massy

Michael Moore se la prende con la Tv Italiana

pubblicato da Gabriele Capasso

In questi giorni è sbarcato nel nostro paese per promuovere il suo nuovo film Sicko: un atto d’accusa nei confronti del sistema sanitario americano che, a suo dire, non tutela la salute dei cittadini ed è dominato da un totale squilibrio in favore delle fasce economicamente privilegiate della popolazione. Qui ne potete trovare la scheda curata dai colleghi di CineBlog.

Michael Moore, vulcanico documentarista noto al grande pubblico per Bowling for Columbine prima e per il controverso Fahrenheit 9/11 più recentemente, non si è lasciato sfuggire nemmeno lui l’occasione per una frecciatina piuttosto pesante contro il livello della tv italiana.

L’accusa, piuttosto ovvia ai nostri occhi, è quella di essersi appiattita sullo standard dei format americani, naturalmente allergici per il regista:

L’ultima volta che sono venuto in Italia, 18 anni fa, accendendo la televisione ho pensato: “che bello che ci sia una tv con programmi e dibattiti interessanti”. Poi l’ho accesa ieri sera… che cazzo è successo qui? Mi sembrava di stare negli Stati Uniti. State attenti perché se alla gente invece di informazione si dà solo bla bla bla, il cervello diventa una pappetta

Come al solito il buon Moore non le manda a dire, certo risulta curioso per un italiano (magari sulle sue stesse posizioni) il confronto con la tv italiana di fine anni ‘80, inizi ‘90 a suo dire “una tv con programmi e dibattiti interessanti“.

Probabilmente per noi è come vivere con un adolescente in casa, ad averlo sempre accanto giorno e notte cogliamo meno i cambiamenti dovuti alla crescita (nel caso si tratta del decadimento) di quanto possa fare un estraneo che viene a trovarci una volta l’anno.

Di certo Moore mantiene una sua originalità anche in queste visite promozionali, nelle quali ascoltiamo solitamente interviste una lista di doti classiche e stereotipate del nostro paese, snocciolate dalla star americana di turno senza grande originalità, come il buon cibo e la proverbiale bellezza delle donne.