Dopo aver mandato in onda, ieri sera, “My own worst enemy”, anche stasera Joi di Mediaset Premium trasmetterà una nuova serie andata in onda sulla Nbc. Trattasi di “Kings”, tredici episodi trasmessi in America a marzo ed in onda, appunto, da stasera alle 21.
Dietro all’idea di questo show drama/politico c’è Michael Green, già al lavoro su “Everwood” ed “Heroes”, il quale si è buttato nella rischiosa missione di rendere attuale un’antichissima storia, ovvero quella di Davide e Golia, raccontata nell’Antico Testamento.
Protagonista di questa “versione” è, così, un soldato di nome David Shepherd (Christopher Egan, “Vanished”), che conosciamo durante una guerra combattuta contro la Repubblica di Gath. In quest’occasione, David si troverà contro un carroarmato, soprannominato dai nemici “Golia”: grazie ad un suo gesto eroico, David sconfiggerà Golia e riuscirà a liberare il soldato Jack (Sebastian Stan, “Gossip Girl”), che altri non è che il figlio del Re del Regno di Gilboa.

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Il re deve abdicare. O almeno non si farà più vedere. Stando ai bassi ascolti dei primi 4 episodi -dai 6,47 milioni della premiere ai 3,64 dell’ultima puntata andata in onda-, pare che non vedremo a lungo il regno immaginario di Gilboa, dove si stanno consumando le vicende di “Kings” nuovo drama della Nbc molto promettente sulla carta ma poco renumerativo in termini di audience.
La cancellazione ufficiale dello show, che racconta la vicenda biblica di Davide in chiave moderna e creata dallo sceneggiatore di “Heroes” Michael Green, mostrando i complotti e le guerre di potere con gli occhi di un onesto soldato -Chris Egan, visto in “Vanished”-, non c’è ancora stata. Però, il suo spostamento dal palinsesto della domenica sera a quello del sabato non sa affatto di promozione.
Il network credeva molto in questa storia, interpretata da ottimi attori (tra cui Ian McShane -“Deadwood”- nella parte del Re Silas e Susanna Thompson -protagonista del primo bacio saffico nella tv americana in “Star Trek: Deep space Nine”- in quella di sua moglie) e costata una media di 4 milioni di dollari ad episodio. Così pochi telespettatori non giustificano altri episodi da mandare in produzione. Per questo, le 14 puntate che vedremo saranno con molta probabilità le uniche di “Kings”.
E’ già tanto, insomma, che la serie non sia sparita dalla tv da una settimana all’altra, anche se è già prevista l’uscita in dvd della stagione 1. Un’occasione sprecata -o forse, come si vocifera negli States, una campagna pubblicitaria inadeguata?- per una serie ben curata e scritta, che non sarebbe mai diventata enormemente popolare ma che sarebbe potuta essere un piccolo fenomeno, alimentato anche dall’arrivo di guest star come Macaulay Culkin.

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Nonostante abbia continuato a dedicarsi alla recitazione anche negli ultimi anni, quando si fa il nome di Macaulay Culkin il pensiero vola a “Mamma ho perso l’aereo”, film campione al botteghino nel 1990 ed entrato nella storia del cinema popolare dello scorso decennio.
Ora, l’ex ragazzo prodigio, dopo numerose peripezie che l’hanno visto vittima del suo proprio successo (compreso un matrimonio lampo di due anni e l’arresto per possesso di marijuana, per cui si è sempre dichiarato innocente), è pronto per tornare al lavoro, dopo la partecipazione l’anno scorso al film “Sex and breakfast”.
L’occasione è la nuova serie “Kings”, che andrà in onda sulla Nbc il prossimo anno. Culkin sarà il nipote di un sovrano esiliato per motivi inizialmente non conosciuti, e farà parte del cast con, tra gli altri, Ian McShane (“Deadwood”), Christopher Egan (“Vanished”) e Sebastian Stan. Ma di cosa parlerà esattamente “Kings”?