Dopo tanto parlare, il “gran giorno” è arrivato. Sono passati 9 anni da quando il Dottor Doug Ross e la sua compagna, l’infermiera Hathaway, hanno fatto la loro ultima comparsa in “E.R.”. L’occasione per ripresentarsi sul piccolo schermo è l’episodio “Old Times” (la seconda parte di “Tornare a vivere”, in italiano), il numero 19 della quindicesima ed ultima stagione del medical drama della Nbc, che Raidue trasmetterà stasera dalle 21:05.
Ovviamente parliamo di George Clooney e Julianna Margulies, che tornano nei panni che tanto li hanno resi famosi in passato un’ultima volta, con un episodio che promette lacrime a volontà ed il coinvolgimento di altri due protagonisti storici della serie, ovvero il Dottor Carter (Noah Wyle) ed il Dottor Benton (Eriq La Salle, che tornerà anche nel finale della serie, in onda tra due settimane). A loro si aggiunge come guest star d’eccezione anche Susan Sarandon, la quale sarà una nonna che ha appena perso il proprio nipote.
Il “caso Clooney” si era aperto la scorsa primavera, quando una serie di voci sul suo ritorno in tv erano state prontamente smentite dall’attore. Successivamente, la decisione di Anthony Edwards di comparire in un lungo flashback di un episodio (da noi già trasmesso) e la volontà di tornare di molti altri membri storici del cast hanno avvicinato sempre di più Clooney al set di “E.R.”. Infine, ecco arrivare la conferma, grazie anche ad una sceneggiatura che non stravolge tutte le altre storyline, ma che integra Ross e la Hathaway con una spontaneità tale che i due sembra non se ne siano mai andati.

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Proprio mentre scrivo sto seguendo in anteprima il debutto della nuove serie “Mental”. Nessuna esclusiva: ancora una volta (è già successo di recente con “Crash” e “Non pensarci”), è internet a cercare di dare la spinta all’esordio di un telefilm. Da oggi è infatti possibile vedere la season premiere di “Mental” sia sulla pagina dedicata di MySpace che sul sito di FoxTv, mentre Fox (canale 110 di Sky) manderà in onda la serie dal 4 giugno alle 22.
Solo questo basterebbe ad inserire la produzione tra gli “esperimenti” televisivi degli ultimi mesi. Invece, c’è dell’altro. Come “The Listener”, anche “Mental” godrà di una trasmissione in contemporanea mondiale, che coinvolgerà numerosi stati in diversi continenti (Italia compresa). In America, Fox ha già trasmesso il primo episodio, ottenendo 5,8 milioni di telespettatori.
Oltre a questo, “Mental” è una delle prime nuove serie a risentire gli effetti della crisi economica e la necessità di tagliare i budget per la produzione di show da parte dei network: tutti i 13 episodi ordinati sono stati girati a Bogotà, in Colombia, sfruttando la collaborazione tra la Fox e la sua succursale Telecolombia. Una decisione che ha abbassato notevolmente i costi per la realizzazione di ogni singolo episodio.
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Lasciare House per andare nella White House. E’ questa la decisione presa da Kal Penn -il cui vero nome è Kalpen Suresh-, che abbiamo imparato a conoscere negli ultimi due anni nel ruolo di Lawrence Kutner in “Dr. House”, che lunedì scorso ha fatto la sua ultima apparizione nel medical della Fox, seguita da 12 milioni di telespettatori. Il motivo? Nessun problema contrattuale o dissidi col resto del cast: a Penn è stato proposto un incarico nell’ufficio pubbliche relazioni della Casa Bianca.
Quando due mesi fa gli venne proposto di far parte dello staff di Barack Obama, Penn non ha avuto dubbi. D’altra parte, aveva manifestato la sua passione per il nuovo Presidente degli Stati Uniti già in passato, partecipando come testimonial alla campagna elettorale dell’allora candidato Obama, una passione tramandatagli dai nonni, che avevano partecipato al movimento per l’indipendenza di Gandhi in India.
Questo non vuol dire che la sua carriera da attore sia finita, ma, come ha spiegato lo stesso Penn, è solo “congelata”:
“Amo essere un attore, non potrei amare di piu’ il mio lavoro, ma sin da ragazzo ho sempre cercato un equilibrio tra l’arte e il servizio per gli altri. Penso che questo sia il momento giusto per fermarmi e dedicarmi ad altro”. Dopo il salto, seguono spoiler sulla quinta stagione di “Dr. House”, che rivedremo a breve su Joi.
Continua a leggere: Kal Penn lascia il Dr. House per lavorare alla Casa Bianca

Una serie di episodi-evento imperdibili sono in preparazione per i fan della mitica serie televisiva “ER”.
In occasione dell’ultima stagione del telefilm sembra che quasi tutte le star che hanno segnato la storia del medical creato da Michael Crichton (da poco scomparso a causa di una malattia incurabile) prenderanno parte ad almeno un episodio a testa, prima che il pronto soccorso chiuda definitivamente i battenti nella primavera 2009.
Il primo omaggio e’ andato in onda giovedi’ 13 novembre su NBC e ha visto il ritorno sul piccolo schermo di Anthony Edwards ovvero il Dottor Mark Greene. Il veterano e’ tornato sul set del County General negli studi Warner di Burbank, California per la prima volta dal 2002 quando il suo personaggio ha abbandonato la scena dopo essere morto a causa di un tumore, dopo aver girato 180 episodi e dopo aver vinto il Golden Globe per il suo ruolo. Il Dr. Greene e’ apparso in una puntata ricca di flashbacks che ha visto protagonisti anche la Dr.ssa Kerry Weaver (Laura Innes) e il Dr. Roberto Romano (Paul McCrane). “Piu’ volte - dice Edwards - ho scherzato con gli amici sul possibile ritorno in ER come “fantasma”, ma dopo aver ricevuto una mail del produttore John Wells con la sceneggiatura ho deciso che era il momento e l’occasione giusta per riportare in vita il mio personaggio, rivalutando quella che mi sembrava un’idea impossibile.” Nella sequenza che lo vede protagonista, il Dr. Greene deve curare il figlio gravemente malato di Cate Banfield, la stessa Cate Banfield interpretata da Angela Bassett che nel 2008 e’ a capo del pronto soccorso del County General. Tale flashback non e’ quindi solo funzionale al ritorno di Mark, ma serve anche per far luce sul misterioso passato di questo personaggio femminile protagonista della quindicesima serie.
“Non e’ stato necessario molto trucco e parrucco - scherza Edwards - perche’ l’episodio viene fatto risalire a qualche mese prima del decesso del mio personaggio per cui la chemioterapia giustifica i pochi capelli, caduti nel frattempo nella realta’”. L’unica condizione posta dall’attore ha riguardato il compenso: Edwards ha lavorato per la tariffa minima in cambio di una donazione di 125.000$ da parte della Warner Brothers alla fondazione da lui sostenuta per la lotta contro l’AIDS in Africa e chiamata proprio Shoe4Africa. “Ora vivo a New York con la mia famiglia - prosegue - dove ho appena firmato un accordo di collaborazione con la CBS e quindi mi farebbe molto piacere rientrare in contatto con gli altri attori come George Cloonew, Eriq La Salle o Sherry Stringfield, con cui ho perso totalmente i contatti dopo cosi’ tanti anni di collaborazione.” Anthony racconta che sul set ha trovato tutto come lasciato allora e che Laura Innes ha portato anche alcuni cofanetti DVD da far autografare dagli altri membri del cast. “Li rivendero’ su e-Bay - scherza Laura - in questi tempi di magra economica, ogni idea e’ buona”. Dopo il salto, i nomi degli altri membri del cast che presto torneranno sul set di ER e un’intervista video a Anthony Edwards su Today, NBC con qualche scena tratta dal flashaback che lo vede protagonista.
Questa settimana negli Stati Uniti si parla della tv italiana e in particolare di Mediaset. La nota testata dello spettacolo Variety nella sua edizione settimanale (weekly) pubblica nel numero in edicola oggi (negli Stati Uniti, ma letto in tutto il mondo) un articolo dedicato a Mediaset e intitolato proprio “La confusione di Mediaset”/”Il pasticcio di Mediaset”. L’articolo, scritto dal corrispondente a Milano Michael Day, punta i riflettori sul fatto che i dati finanziari pubblicati dal Gruppo di Cologno la scorsa settimana hanno visto ricavi netti in discesa del 4,4% rispetto al 2007, unito al fatto che anche gli ascolti medi complessivi sono in calo, soprattutto per quanto riguarda Canale 5.
Traducendo e sintetizzando dall’articolo: “Dopo il ritorno alla Presidenza di Silvio Berlusconi ad aprile per la terza volta, le previsioni davano per Mediaset l’inizio di un nuovo periodo d’oro. La crisi economica sembra invece aver rovinato questi programmi. La scorsa settimana Mediaset ha annunciato che i profitti netti dei primi 9 mesi sono diminuiti del 4,4% rispetto al 2007 e il Gruppo ha fatto inversione di rotta sulle previsioni di aumento dei profitti per il 2008. In particolare i risultati evidenziano che la crisi ha avuto un forte impatto sulle revenue pubblicitarie e la loro crescita. In questo contesto, l’ultima cosa di cui Mediaset ha bisogno e’ una diminuzione degli ascolti. Sfotunatamente, esperti dell’industria e lo stesso management di Mediaset ha ammesso che una serie di decisioni sbagliate ha portato ad un calo di ascolti e alla cancellazione di nuove serie e programmi. La share in prima serata dell’ammiraglia di Canale 5 e’ calata da piu’ del 20% a circa 15% quest’anno.”
“La prima prova e’ Crimini Bianchi - un cinico drama ospedaliero con l’ambizione di raccontare casi di malasanita’ che si sono verificati recentemente in Italia. Il suo debutto a settembre su Canale 5, prima di essere poi spostato su Italia Uno e quindi cancellato a fine di Ottobre. Il produttore Piero Valsecchi ha ammesso che la serie e’ stato un clamoroso flop. La sitcom Medici Miei e’ stato un altro paziente che Mediaset non e’ riuscita a salvare. E non si tratta solo del genere medical. Lo scorso mese e’ stato cancellato anche il nuovo show varieta’ Fantastia. Il direttore generale dei contenuti Alessandro Salem conferma che nuove tipologie di programmi portano per forza con se’ un elemento di rischio.”
Continua a leggere: Su Variety Weekly "La confusione di Mediaset"
Si diceva che la stagione attualmente in onda di “E.R.” in America, la quattordicesima, sarebbe stata l’ultima. Il clima nostalgico s’era già manifestato d’altra parte nei festeggiamenti per il trecentesimo episodio andato in onda proprio qualche mese fa, e la sensazione di essere arrivati alla fine per una delle serie più longeve e popolari della tv sembrava essere diventata certezza.
Invece, qualche giorno fa era circolata la voce da poco confermata che sono stati già ordinati almeno 4 nuovi episodi per il prossimo autunno, che comporranno dunque una nuova annata per il medical drama. I primi episodi della quindicesima stagione dovrebbero essere girati in contemporanea con gli ultimi sei della serie ora in onda, che verranno trasmessi dal 10 aprile.
Inoltre, sono stati annunciati due nuovi ingressi già da questa primavera, che dovrebbero diventare stabili il prossimo autunno: trattasi di Aida Turturro (era Janice ne “I Soprano”) e l’australiano David Lyons, nel ruolo di un medico affascinante ma dai pochi scrupoli.
Continua a leggere: E.R.: stagione 15 in arrivo (con i dottori "storici"?)
Nello scenario post-sciopero degli sceneggiatori, i vari network stanno pian piano rivelando i loro progetti per la prossima stagione televisiva che, onestamente, fino ad ora non sembra essere densa di originalità.
Dalla Cbs, la rete di “N.C.I.S.”, “Criminal minds”, “Ghost Whisperer” ed i vari “CSI”, provengono i nomi di 4 nuove serie che, se i loro pilot avessero successo, andranno a nutrire la gamma di show già fortemente nutrita del network.
I titoli sono “The Mentalist”, “Mythological X”, “Can Openers” e “NY-LON” e le loro trame, per la serie “che fine ha fatto l’originalità”, sanno di già visto (una, tra l’altro, è la trasposizione di una serie inglese).
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Per quanto affascinanti, adrenalinici e coinvolgenti che siano, i telefilm ambientanti nelle corsie ospedaliere non sono effettivamente lo specchio della realtà, soprattutto quella italiana, dove, invece, a farla da padrone pare ormai essere la malasanità (a cui sarà dedicata la fiction di prossima uscita “Crimini bianchi”).
In particolare, ad essere messe in discussione non sono tanto i casi presentati che, seppure a volte siano rari, sono comunque esistenti, quanto piuttosto i rapporti che si creano all’ interno dello staff medico.
A sostenere questa tesi è una ricerca condotta all’University College di Dublino da Brendan Kelly, psichiatra irlandese, per The Lancet.
Lo studio, che ha preso in esame venti prodotti televisivi del genere medical, ha evidenziato come vengano esaltati, in particolare, i rapporti tra dottore e dottoressa e tra medico ed infermiera.
Inoltre, sono stati considerati anche i diversi caratteri dei personaggi rappresentati, e la ricerca è giunta alla conclusione che, mentre gli uomini mostrano quasi sempre un lato debole o una ferita proveniente dal passato, le donne vengono rappresentate più sicure e determinate. Unico lato in comune: la salvaguardia del paziente.
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