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Arriva la bufera, speciale di Tgcom24 in onda su Retequattro

pubblicato da Michele Biondi

Arriva la bufera
Dopo il successo del precedente dedicato alla tragedia della Costa Concordia che ottenne oltre 2 milioni di telespettatori e l’8% di share, Tgcom24 si ripropone questa sera su Retequattro dalle 21:15 con uno speciale in diretta (in onda anche sul canale 51 del digitale terrestre) dal titolo “Arriva la bufera. L’Italia sotto la neve”.

Un programma incentrato sull’emergenza maltempo che sta attanagliando il nostro Paese, che ha bloccato una metropoli come Roma e minaccia di farlo ancora entro il prossimo weekend se le previsioni meteo dovessero essere confermate. In diretta e in collegamento dalle zone più colpite dal maltempo, gli inviati della All News di Mediaset diretta da Mario Giordano mostreranno come in alcune località la situazione non sia migliorata rispetto allo scorso fine settimana e, anzi potrebbe addirittura peggiorare se l’ondata di gelo (chiamata ‘Blizzard’) prevista nelle prossime ore dovesse colpire nuovamente.

Oltre a raccontare come gli abitanti delle zone già bloccate dal maltempo stanno vivendo questi giorni, lo speciale si collegherà anche con i luoghi che si preparano a fronteggiare questa nuova ondata di freddo del nostro Paese. E inoltre, verranno mandate in onda testimonianze audio e video, alcune girate dagli stessi protagonisti, di quello che alcuni nostri connazionali hanno vissuto la scorsa settimana su treni e nelle autostrade bloccati per ore e ore. Il tutto con la presenza negli studi di Milano 2 di esperti e ospiti che parleranno anche delle polemiche che hanno riguardato la Protezione Civile, della possibilità che possa essere ridotto l’uso del gas e di tutto quello che aspetta il nostro Paese per quelli che dovrebbero essere altri giorni di emergenza.

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Scheri annuncia ufficialmente la seconda stagione del Tredicesimo Apostolo

pubblicato da Michele Biondi

Il Tredicesimo Apostolo - Claudio Gio�¨, Claudia Pandolfi
Il tredicesimo apostolo (foto di Angelo di Pietro)Il tredicesimo apostolo (foto di Angelo di Pietro)Il tredicesimo apostolo (foto di Angelo di Pietro)Il tredicesimo apostolo (foto di Angelo di Pietro)
Giancarlo Scheri, direttore Fiction Mediaset è entusiasta: “E’ nato un nuovo brand di successo“. E la fiction “Il Tredicesimo Apostolo - Il prescelto” prodotta dalla Taodue di Pietro Valsecchi ha chiuso ieri i battenti della prima stagione con 6.077.000 telespettatori e uno share del 22,02% toccando in chiusura, come scritto dal nostro Hit, un picco del 31%.

Ecco gli ascolti ottenuti nelle sei serate di messa in onda: 7.103.000 27,21%; 6.066.000 22,85%; 5.201.000 18,77%; 4.765.000 16,85%; 5.391.000 18,68% e 6.077.000 22,02%.La media delle sei puntate è stata pari a 5.876.000 telespettatori per una media del 21,06%. Un percorso altalenante per una fiction partita con un boom di ascolti e poi progressivamente scesa, forse a causa dell’interesse sui fatti di cronaca o delle partite di calcio, o forse per la trama complicata da seguire, fino a concludersi con un risultato senz’altro positivo e tra i più alti delle serie prodotte da Mediaset.

Scheri ha aggiunto che “Il Tredicesimo Apostolo - Il prescelto” è la “migliore risposta” alla richiesta del pubblico che “ci chiede sempre più qualità e innovazione“. Il dirigente del gruppo di Cologno Monzese ha ringraziato i produttori Pietro Valsecchi e Camilla Nesbitt per aver dato vita ad un nuovo brand per il quale è già in lavorazione una seconda stagione.

Il Tredicesimo Apostolo - Scena hot tra Claudia Pandolfi e Claudio Gioè
Il Tredicesimo Apostolo - scena hot tra Claudio Gioè e Claudia PandolfiIl Tredicesimo Apostolo - scena hot tra Claudio Gioè e Claudia PandolfiIl Tredicesimo Apostolo - scena hot tra Claudio Gioè e Claudia PandolfiIl Tredicesimo Apostolo - scena hot tra Claudio Gioè e Claudia Pandolfi

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Rinunce

pubblicato da Massy


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Enrico Vaime contro tutti ?

pubblicato da Hit

Vaime su Mentana: “E’ un cialtrone ignorante” sulla Rai “Il 90% sono imbecilli” e su La7 “Fra qualche mese diventerà una piccola Rai”

Enrico Vaime ed il giallo del libro “A sinistra della foto” uscito da Aliberti editore e che ora lo stesso Vaime ha chiesto, attraverso il suo avvocato di ritirare perché ne sono stati alterati «la lettera, lo spirito e la stessa stesura» ed i cui contorni vi terremo aggiornati nelle prossime ore, con testimonianze dei diretti interessati. Ma cosa ci sarebbe scritto in questo libro? Si parlerebbe del direttore del Tg La7 Enrico Mentana , della Rai di oggi e de La7, aziende per le quali lo stesso Vaime, fra i più prolifici e prestigiosi autori della televisione italiana, attualmente lavora.

Del direttore del TgLa7, Vaime direbbe: “E’ un cialtrone, è ignorante. Non ha studiato, non c’è un … da fare. Bisogna studiare!” Poi però c’è un giudizio, stavolta positivo sulla confezione del Tg La7 : “Lui fa molto bene il telegiornale, ma solo quello, perché il telegiornale è fatto molto bene, è impaginato bene, buon artigianato. Così si fa il telegiornale. Quando lui esce dal contesto del telegiornale fa dei danni

Vaime però, come detto, non si fermerebbe a Mentana e ce n’è anche per la Rai, con la quale pure collabora nel programma del sabato notte di Rai1 “Di che talento sei” condotto da Maurizio Costanzo : “In Rai l’unico bravo era Ruffini, per il resto il novanta per cento sono delle teste di…”

E a proposito del duopolio Rai-Mediaset che avrebbe sacrificato quanto di buono c’era nell’azienda pubblica, Vaime ha le idee chiare : “La Rai era già orientata al sacrificio estremo, pullulava di imbecilli, poi è arrivata la politica che l’ha massacrata. La politica prima ha ammazzato la Rai come azienda, le ha tolto l’orgoglio di fare bene le cose, ha messo lì dei politicanti e ha cominciato a magnà. Poi il fatto che è arrivato Berlusconi ha influito poco, poteva arrivare chiunque e le cose sarebbero andate così ugualmente. Se devo essere sincero Berlusconi, contrariamente a quello che può pensare la gente, non ha fatto qualcosa contro la Rai

Sempre dalle pagine del libro “A sinistra della foto” , c’è ancora tempo per una previsione su quello che sarà de La7, l’emittente per cui Vaime collabora: “La7 è la Rai non ancora invasa, però sta per essere invasa anche lei. Basta aspettare qualche mese e diventa una piccola Rai”

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Asta Frequenze: Berlusconi insiste, Mediaset non partecipa. Gentiloni stima in 1 miliardo l'incasso

pubblicato da Gabriele Capasso


Per essere uno che non se ne occupa ha le idee piuttosto chiare. Silvio Berlusconi torna a parlare delle frequenze del digitale terrestre, o meglio dell’asta che il governo Monti sta “studiando” dopo aver bloccato il beauty contest che ne avrebbe previsto l’assegnazione gratuita con Rai e Mediaset in prima fila per aggiungere banda a quella già disponibile. Il responso è sempre lo stesso: l’azienda di famiglia non parteciperebbe, non c’è interesse:

Io sono fuori, ma non ne ho parlato nemmeno una volta con qualcuno a Mediaset o in Rai. Sky ha detto di non essere interessata, prevedo quindi non ci sia nessuno che possa portare dei fondi importanti. Le frequenze non sono un bene che ha mercato. In tutta Europa è così, non sono sottoposte a pagamento.

Sul fatto che in tutta Europa non siano state sottoposte a pagamento non ci piove, lo abbiamo spiegato qualche giorno fa nel dettaglio, ma l’impressione che Berlusconi bluffi sulle reali intenzioni di Mediaset c’è. Certo il gruppo di Cologno Monzese potrebbe non partecipare, ma si tratterebbe in caso di un problema di liquidità perché ottenere spazio per un nuovo Mux farebbe piacere eccome a Mediaset. Premium, l’offerta pay, ha sempre bisogno di spazio per implementare nuovi canali e tanto per essere chiari il gruppo ha già utilizzato quelle frequenze in via “sperimentale” diffondendo le versioni HD dei due generalisti Canale 5 e Italia 1. Quando la procedura del beauty contest è stata avviata (ormai mesi fa) ha reso libere quelle frequenze.

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Matrix non chiude ma aumenta da 2 a 3 serate

pubblicato da Michele Biondi

matrix
Contrariamente a quanto riportato oggi da varie fonti di informazione, Matrix non chiude ma andrà in onda per 3 serate alla settimana su Canale 5. Il talk show condotto da Alessio Vinci realizzato dalla struttura Videonews, in questi giorni in preda a tagli fortissimi (non ultimo quello imminente di Domenica Cinque dopo la chiusura già avvenuta de La Versione di Banfi), sebbene non stia brillando negli ascolti, non chiuderà come paventato oggi. Fonti Mediaset contattate da TvBlog infatti confermano che non solo non è mai stata decisa una cancellazione di un marchio storico (ideato da Enrico Mentana) come questo, ma anzi è intenzione dell’azienda di Cologno Monzese di aumentarne la presenza nella seconda serata di Canale 5.

E’ logico pensare a questo punto che le decisioni che vengono prese dai vertici del Biscione esulino dai meri dati d’ascolto poichè, se fosse per questi Matrix sarebbe perlomeno già stato ridimensionato da tempo. Probabilmente, essendo l’informazione sempre più importante per Mediaset avendo lanciato anche il sistema All News Tgcom24, chiudere l’unico prodotto di approfondimento rimasto in azienda sarebbe una vera iattura. Ecco perchè, a quanto ci è stato comunicato, la scelta di aggiungere una seconda serata, cosa peraltro già decisa da tempo e presidiarne il genere anche sulla tv generalista.

Matrix quindi (per ora) non chiude e, a partire dalla prossima stagione televisiva, ossia dopo le feste, si prolungherà ancora nel palinsesto dell’ammiraglia di Cologno Monzese. Forse però, visti i risultati d’ascolto spesso disastrosi, andrebbe fatto un restyling per renderlo più appetibile al pubblico.

Mediaset e la favola del target commerciale

pubblicato da Malaparte


Ci voleva il comunicato di Mediaset sul target commerciale - di cui ha dato conto Michele Biondi - per tornare a parlare di nuovo di Auditel e per confermare, nella sostanza, quel che sostenevo ieri: ovvero che, quando si tratta di ascolti televisivi, i numeri non sono più numeri, ma cambiano forma e sostanza a seconda di come li si racconta. Mediaset prova a puntare tutto, a livello di comunicazione, sul target commerciale, esalta il proprio “successo” nel target 15-64, definisce addirittura “pregiati” i propri ascolti, parla del target 15-34 (che definisce il pubblico più difficile da raggiungere, quello con alta propensione al consumo e più abituato a frequentare piattaforme alternative) e rigira la frittata, nascondendo una stagione di insuccessi e di ascolti per nulla esaltanti, e non solo per la crisi globale della generalista.
Questo rende ancor più palese il fatto che, quando si parla di dati Auditel (o di rating televisivo in generale), occorre fare dei distinguo.

In particolare, occorre fare dei distinguo nell’anomala situazione italiana, dove le stagioni televisive degli ultimi due decenni si sono susseguite, una dopo l’altra, fortemente drogate dal conflitto di interessi e da un progressivo smantellamento della Rai, che pure non ha coinciso con un crollo di ascolti del servizio pubblico.

Ma il discorso è davvero complesso e ci vorrebbe un saggio, non certo un pezzo breve, per descrivere gli ultimi vent’anni di televisione. Un saggio che, fatalmente, insieme al conflitto di interessi, ci porterebbe a parlare anche di politica; di aziende che producono perché hanno favori e occhi di riguardo; del ruolo inedito di un ex premier che controllava anche tre reti televisive commerciali e che, per il suo ruolo politico, aveva influenza enorme sul servizio pubblico e che resta uno degli uomini più ricchi del mondo.

E poi bisognerebbe tornare indietro ancora, e parlare della lottizzazione della televisione, della tradizione italiana, del fatto che - anche se qualcuno dice di no - la tv è una straordinaria fabbrica di consensi (o di dissensi) e che il potere politico ha bisogno di controllarla.

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Mediaset: chiuso periodo garanzia Autunno 2011. Nei 15-64 Canale 5 prima rete, Italia 1 seconda. Premium Calcio primo canale pay sul tot. individui

pubblicato da Michele Biondi

Mediaset
Se come vi abbiamo dato conto nel totale individui si è verificato a sabato 3 un predominio assoluto Rai, Mediaset ieri 10 dicembre 2011 ha chiuso il proprio periodo di garanzia centrando - cita una nota ufficiale - i propri obiettivi e conquistando ascolti editorialmente pregiati e utili per gli investitori pubblicitari. In particolare Cologno Monzese è risultato prevalente nel target 15-64 in tutte le fasce orarie della giornata raggiungendo il 39,2% in prime time e il 39,1% nelle 24 ore, a fronte del 36,7% e del 34,8% della Rai.

Nel confronto tra le reti, nel target dei giovanissimi 15-34 (il più pregiato e più difficile da intercettare) nelle 24 ore, Mediaset ha realizzato il doppio degli ascolti di Viale Mazzini. Canale 5 ha toccato il 19,1 (Rai 1 10,6%) e Italia 1 il 14,4% (Rai 2 5,5%) mentre Retequattro seguita più da un pubblico maturo, ha raccolto il 9,6% tra i telespettatori over 65 anni.

Anche nel settore dell’informazione, che per Mediaset sta diventando sempre più punto cardine della propria programmazione con il lancio di Tgcom24, il Tg5 è risultato il primo notiziario italiano nell’orario canonico delle 20:00 sul target commerciale registrando il 23,1% contro il 17,2% del Tg1. Nei 15-34 inoltre Studio Aperto delle 12:25 ha realizzato il 24,5% a fronte dell’11,30% del Tg2 delle ore 13:00 e il Tg4 delle 19:00 tra i 65+ ha segnato il 9,2%.

Per quanto concerne i canali tematici gratuiti, Boing ha confermato la leadership nel pubblico tra i 4 e i 14 anni con il 7,5% e Cartoonito ha esordito al primo posto tra i prescolari toccando il 6,4% nel target 4-7 anni. Sul pubblico maschile adulto over 55 Iris prevale con l’1,1% mentre sulle donne 15-44 La5 ha registrato l’1,7%; Mediaset Extra nei 15-54 l’1% e Italia 2 l’1% negli uomini 15-34.

Infine, per i canali tematici a pagamento, Premium Calcio nell’Autunno 2011 si è aggiudicato il primato di rete pay più vista nelle 24 ore satellite compreso, registrando lo 0,8% sul totale del pubblico.

Dunque, se Rai canta vittoria per i risultati sul totale individui, Mediaset è altrettanto soddisfatta, stando alla nota, per i risultati raggiunti che hanno centrato gli obiettivi richiesti dagli inserzionisti. Dati contrastanti, insomma che mettono una volta di più in dubbio la rigorosità del sistema Auditel. E come nel dopo elezioni non perde mai nessuno.

Giorgio Gori: "Confalonieri, Mentana e Costanzo scettici su Berlusconi sceso in politica. Io lasciai Mediaset perché..."

pubblicato da Lord Lucas

giorgio gori
Giorgio Gori, nelle ultime settimane, ha fatto parecchio parlare di sé nei piani alti della tivvù (e non solo). L’ex patron Magnolia ha dato le dimissioni - anche lui - per sposare la causa del Big Bang, ovvero il movimento politico dei rottamatori del Pd guidato dal leader Matteo Renzi, già sindaco di Firenze (se ne è ampiamente occupato Polisblog).

La sua decisione ha subito sollevato facili battutine sulla sua incoerenza, nonché enormi accuse alla sua scarsa credibilità. Il dissenso generale si è scagliato contro il suo passato da direttore di Canale5, oltre al fatto che proprio lui ha portato nella tv italiana i reality, prima il Grande Fratello quando era a Mediaset e poi l’Isola dei Famosi in qualità di produttore indipendente.

Ora “il cobra che sorride” - così lo ha soprannominato Bob Seligman, americano di 80 anni che bazzica l’ambiente televisivo - vuota il sacco in un’intervista a tutto campo su Vanity Fair, ricostruendo gli inizi della sua carriera da addetto ai lavori.

Grazie al suo ex compagno di liceo Lorenzo Pelliccioli, oggi ad De Agostini, dopo essere stato licenziato da Feltri a Bergamo oggi (“Facevo troppo di testa mia”) Gori iniziò a collaborare con Retequattro prima che fosse di Berlusconi. Mentre Carlo Freccero, fondatore con l’ex premier della tv commerciale, aveva con il Cav. un rapporto quasi filiale insieme a Roberto Giovalli, altro ex storico direttore di Italia1, Gori ha sempre avuto un’indole più freddina, motivo per cui lui e Silvio non hanno mai litigato. Il vero motivo per cui ha lasciato Mediaset è Piersilvio…

Dopo il salto, le sue dichiarazioni più salienti:

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Tgcom24: la sigla in anteprima su TvBlog

pubblicato da Michele Biondi


TgCom24 - la sigla di videusTv

Partirà ufficialmente il 28 novembre 2011 anche se in questi giorni di crisi di Governo si è già acceso seguendola minuto per minuto: è Tgcom24, il nuovo canale All News di Mediaset diretto da Mario Giordano. TvBlog, in anteprima, vi propone la sigla grafica che farà da apertura ad ogni telegiornale nell’arco delle 24 ore della nuova rete free del digitale terrestre, visibile sul canale 51.

In uno studio non ancora totalmente pronto per quanto riguarda la scenografia, con inquadratura fissa e privo di talk show con esperti, Tgcom24 ha preso la palla al balzo per farsi conoscere dal pubblico ‘aprendosi’ in occasione della crisi del Governo Berlusconi fino all’incarico affidato al Prof. Mario Monti di formare quello nuovo.

Il risultato è stato quello di aver offerto un’informazione completa, sotto la conduzione di Annalisa Spiezie (già conduttrice al Tg5 di Enrico Mentana), bipartisan. Sono state trasmesse lo scorso weekend dirette fiume con collegamenti, interventi telefonici di giornalisti, esponenti politici della maggioranza e dell’opposizione e la manifestazione anti-Berlusconi fuori da Palazzo Grazioli e dal Quirinale.

E’ presto per dire se questa sarà una rete al pari delle già note All News SkyTg24 e Rai News, di certo le premesse (anche dai più attenti contestatori) sono positive se persino Enrico Letta (PD) ha fatto i migliori auguri a questo canale che senza censure o omissioni tipiche dei tg delle generaliste ha mostrato tutto quanto accadeva nei Palazzi Romani.

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Luca Barbareschi a TvBlog: "Vorrei si investisse sui nostri autori». «L'Italia è tutta lottizzata»

pubblicato da Hit

Luca Barbareschi a TvBlog:

    Nell’ambito dello SPECIALE fiction italiana, che oggi si arricchirà di altri due ottimi contributi al di fuori dei confini di TvBlog, dopo aver già ospitato il parere dei colleghi di Italiansubs, oggi TvBlog propone un’intervista a un personaggio piuttosto discusso, soprattuto da queste parti - ma anche nel panorama dell’intrattenimento televisivo e della politica. Si tratta di Luca Barbareschi, uno che la tv l’ha cavalcata e attraversata in svariate sfaccettature e che poi è finito a sedere fra i banchi del Parlamento. Da C’eravamo tanto amati a oggi, con un occhio agli U.S.A. L’occhio di Barbareschi, ovviamente. Che comunque la si metta fa discutere. Anche e soprattutto quando parla della lottizzazione o degli svantaggi che avrebbe ricevuto dalla politica. Spazio al Barbareschi pensiero, dunque

Come sta la fiction italiana anche e rispetto a quella d’oltreoceano: perché non riusciamo per esempio a fare grande serialità come gli americani?

Noi veniamo da una impostazione molto vecchia, in Italia è sempre stato difficile pianificare in maniera imprenditoriale vera il meccanismo che porta alla produzione della fiction, va detto però che la situazione negli altri paesi europei non è che sia molto diversa. Si sta iniziando solo adesso a fare qualche cosa pianificando un anno prima i progetti, in modo da svilupparli, mettendo budget e quant’altro. Per quanto riguarda la scelta dei temi, per anni abbiamo pensato a prodotti che potessero andare bene da noi, ma che poi avevano difficoltà ad entrare nel mercato estero. Abbiamo poi in Italia un mercato molto ristretto con praticamente solamente due broadcaster, parlo di Rai1 e Canale5, che trasmettono fiction.

Passando agli Stati Uniti ?

Parlando degli Stati Uniti è tutto più semplice. Loro avendo un bacino di pubblico sterminato hanno la possibilità di ottimizzare al meglio i costi e serie particolari, che qui in Europa sarebbe difficile produrre come per esempio Six Feet Under, là vengono prodotte con anche un buon seguito di pubblico, perché appunto essendo così ampio il bacino si trova sempre una fetta di telespettatori sufficientemente ampia che lo gradisce e che fa guadagnare chi la produce. Se pensa poi che si possono comprare serie americane a 30/40 mila euro a puntata, che sono magari prodotti che costano 2 o 3 milioni di euro a puntata, capisce quanto convenga poi alla fine ad un broadcaster comprare questi tipi di prodotti, a costi che noi come case di produzione non riusciamo a fare per le nostre produzioni

Un mercato quello americano che è diverso dal nostro, quali sono le differenze fra il loro mercato ed il nostro ?

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Giancarlo Scheri, direttore fiction Mediaset a TvBlog: "Parte una stagione ricca di star e di tante storie. Per il futuro studiamo puntate da 80 minuti"

pubblicato da Michele Biondi

Giancarlo Scheri, direttore fiction MediasetIn occasione della presentazione di Anna e Cinque La nuova serie, la seconda stagione della fiction con Sabrina Ferilli, abbiamo incontrato il direttore della fiction Mediaset Giancarlo Scheri per chiedere un anticipo della stagione che inizia proprio stasera. Scheri ci ha annunciato le molte produzioni in arrivo, anticipandoci anche nuovi formati allo studio per il futuro, nuovi prodotti e per il 2012 ancora un nutrito numero di serie e produzioni.

Questa sera inizia ufficialmente con Anna e Cinque 2 la nuova stagione fiction di Mediaset. Cosa ci attende per questo autunno in tv sulle vostre reti?

“Quest’anno siamo riusciti a mettere in campo un numero e una qualità di star dal punto di vista artistico che forse nè noi e nemmeno la Rai eravamo mai riusciti a fare. Partiamo con Anna e i Cinque e Sabrina Ferilli, ma poi avremo Manuela Arcuri con Sangue Caldo, Anna Valle in Un amore e una vendetta, Claudia Pandolfi ne Il Tredicesimo Apostolo, Vanessa Incontrada ne I Cerchi dell’Acqua, quindi grandi artiste femminili”.

E dal punto di vista maschile?

“Anche in questo caso abbiamo un cast ricchissimo. Domani debuttiamo con Claudio Amendola in Dov’è mia figlia in un ruolo drammatico dopo quello che ormai tutti conosciamo ne I Cesaroni. Sarà una sua grande interpretazione in una vicenda molto drammatica e attuale, che non si ispirerà direttamente alle ultime cronache italiane come si potrebbe pensare dal titolo, pur trattando un tema ben presente sui giornali in questi ultimi mesi”.

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Mediaset: agosto record per i canali digitali free

pubblicato da Michele Biondi

Mediaset digitali gratuiti
Volano gli ascolti dei canali tematici gratuiti del digitale terrestre Mediaset La5, Boing, Iris, Mediaset Extra e Mediaset Italia 2. Nel mese di agosto 2011 l’ascolto complessivo ha toccato il 4,63% nelle 24 ore a fronte di un 2,15% dello stesso periodo del 2010.

In particolare, la rete tematica Iris diretta da Miriam Pisani dedicata al cinema di qualità ha raggiunto una media nelle 24 ore dello 0,90% sul totale individui (0,64% ad agosto 2010) che nel target commerciale è salito all’1,05%. Eccellente poi il risultato di Boing, la rete dedicata ai bambini e ai ragazzi che ha toccato in agosto l’1,53% registrando nel suo target di riferimento (4-14 anni) la media record del 10% nella fascia 07-20.00.

Molto bene inoltre Mediaset Extra e La5, diretti entrambi da Massimo Donelli, che hanno totalizzato rispettivamente l’1,0% e lo 0,81% nelle 24 ore. Infine, l’ultima nata del gruppo, Mediaset Italia 2 diretta da Luca Tiraboschi, ha già raggiunto un importante risultato di ascolto registrando dopo poche settimane di messa in onda e considerando che ancora non è visibile in tutta Italia, lo 0,39% sugli individui e lo 0,52% nel target 15-64, il più appetibile per gli inserzionisti pubblicitari.

Grazie a questi risultati i canali tematici gratuiti del Gruppo Mediaset registrano un +115% rispetto all’agosto dello scorso anno in attesa delle nuove sfide autunnali che vedranno i palinsesti rinnovati e rivoluzionati con programmi autoprodotti, spin off di titoli di richiamo in onda sulle ammiraglie e cinema e serie di qualità.

Copiare e no

pubblicato da Massy


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Mediaset respinge le accuse: "Baila non è un plagio"

pubblicato da Lord Lucas

baila logo

Baila Vs Ballando: la sfida continua. Nel precedente post avevamo, con qualche “personalismo” di troppo, interpretato la decisione del giudice, prevista a settembre, come un primo round vinto da Milly Carlucci, che è riuscita a ottenere una riflessione giuridica su un caso fondalmentalmente privo di precedenti. Invece occorre più cautela e non resta che attendere responsi ufficiali.

Dal canto suo Mediaset non poteva stare a guardare. Ci è appena giunto un comunicato ufficiale che vi riproponiamo, integralmente, a seguire.

    In riferimento alle odierne dichiarazioni a mezzo stampa dell’avvocato Giorgio Assumma, secondo le quali “la sua cliente, Milly Carlucci, non vuole impedire un programma di ballo con gara ma pretende che sia inibito un programma che in base alle indiscrezioni e agli elementi emersi nel corso dell’udienza di oggi, sarà totalmente uguale al suo ‘Ballando con le stelle”‘ Mediaset precisa che:

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