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I momenti più indelebili della storia della tv. Un sondaggio incorona l'11/9. A seguire l'allunaggio e la morte di Wojtyla

pubblicato da Stefano Sgambati

AllunaggioInteressante sondaggio condotto dal mensile Focus Storia, per la direzione di Marco Cesareto, secondo il quale gli eventi televisivi di maggiore impatto nella storia degli italiani sono stati quelli relativi agli attentati alle Torri Gemelle dell’11 settembre 2001 e allo sbarco sulla Luna del 20 luglio 1969. Questi due grandiosi avvenimenti, nel bene e nel male, sono quelli che hanno marchiato più concretamente la mente e la memoria dei nostri concittadini che hanno voluto partecipare al sondaggio.

L’11 settembre ha “vinto” con il 38,5% delle preferenze (erano nove, in tutto, gli eventi proposti tra cui scegliere), mentre il primo allunaggio è stato scelto dal 33,5% del campione.

Seguono, ma a grande distanza, il funerale di Giovanni Paolo II (8,6%) e la caduta del muro di Berlino (7,3%), mentre l’evento mediatico meno rilevante è risultato la strage allo stadio Heysel di Bruxelles prima della finale di Coppa dei Campioni tra Juve e Liverpool, con lo 0,5% di preferenze.

Gli altri avvenimenti proposti dal sondaggio erano: il dramma di Vermicino (3,2%), la finale dei Mondiali di calcio del 1982 Italia-Germania (4,5%), il matrimonio tra Carlo e Diana (1,1%), l’attentato al Papa Giovanni Paolo II (2,7%).


Dopo il salto, direttamente da YouTube, altri momenti storici topici trasmessi dalla nostra televisione. Buona visione.

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Un 2009 all'insegna della musica. X Factor e Sanremo: talento e sincerità. Un paragone è possibile?

pubblicato da Stefano Sgambati

X Factor vs. Sanremo

Dice che i lettori de IlSole24Ore hanno scelto X Factor, come loro programma preferito, anziché Sanremo. Allora mi sono messo lì a pensare, occhieggiando il Festival forse migliore degli ultimi trent’anni: c’è un comune denominatore tra le due trasmissioni, al di là della musica e del marchio Rai?

Prime cose che mi sono venute in mente: Sanremo tiene i quattrini e gli effetti speciali, X Factor, che certo povero non è, punta sui cantanti gggiovani che fanno presa sul pubblico. Sanremo si è acchiappato il conduttore con le palle più cubiche d’Italia, X Factor c’ha il meccanismo dei tre giudici incazzati che funziona anche più delle Conigliette di Playboy. E poi? Mi sono spremuto le meningi e ho capito che un paragone, sebbene difficile e strumentale, forse potrebbe azzardarsi. Se non altro perché, volendo proprio tirare la corda intorno al sacco, a mio parere sono soltanto due gli elementi di raccordo che stanno decretando il successo dell’uno e dell’altro e questi due elementi sono il talento delle nuove proposte e la sincerità della confezione televisiva.

X Factor è un programma “sincero”, in cui succede quello che deve succedere senza il filtro dello spettacolo pecoreccio, come, per esempio, avviene in Amici. X Factor non nutre velleità pedagogiche, non ha “maestri”, ha agenti discografici; non porta sul palco Platinette varie o De Filippi, nani da circo e mangiatori di fuoco; X Factor inizia con una canzone e finisce con una canzone. Al massimo si concede il lusso di un superospite alla settimana, lunedì ci sarà la Pausini, una che con Sanremo, guarda caso, ha molto da spartire; per il resto niente concessioni alle distrazioni, nessun ammiccamento alle esigenze di share. Almeno apparentemente ma è ciò che conta. Ci sono i ragazzi sul palco, che devono cantare, e tanto succede. I giovani cantano. Punto e basta. Uno dopo l’altro, divisi in due manches, introdotti dal rispettivo “allenatore” e fatti seguire da un breve dibattito, questo sì, ogni tanto farcito di appuntiti litigi. Non a caso, alla luce di tutto questo, X Factor, contrapposto ad Amici, perde inesorabilmente la gara dell’audience. E’ normale. Perfino il “daytime”, in X Factor, è sincero: dura una manciata di minuti durante i quali si vedono, ancora una volta, i ragazzi cantare, i ragazzi provare, i ragazzi suonare. Fine. Altro non c’è. L’originalità assoluta di X Factor sta lì, nella sincerità.

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Analisi Auditel: XFactor Aspettando la Finale

pubblicato da Hit

Analisi Auditel XFactor Aspettando la Finale
Come per tutti i reality, anche X Factor sta arrivando alla sua conclusione.Il reality canoro di RaiDue, sostituto di palinsesto di un troppo vecchio Music Farm e inizialmente additato come alternativa all’Amici di Mediaset, è diventato pian piano un fenomeno televisivo. Così come successe per “La Pupa e Il Secchione”, l’Auditel non registra nessun boom di ascolti ma il programma viene definito da molti un cult. Nonostante il responso del grande pubblico all’inizio risultò freddino, con il corso delle puntate l’appeal e la passione per la gara canora si è man mano accesa. Una rimonta di consensi guadagnata senza puntare sui troppi eccessi: i concorrenti non sono stati costretti a litigare ma han continuato in primis a cantare, chi invece ha osato un po’ di più, sono i 3 giudici.

In questo post ci occuperemo di analizzare il tipo di pubblico che ha seguito in queste settimane questa trasmissione, facendo in particolare un confronto tra la prima puntata, andata in onda il 10 marzo scorso e l’ultima disponibile, quella di martedì 20 maggio. Partiamo dunque con la nostra analisi dal target età, iniziando da quello che va dai 15 ai 24 anni, dove notiamo come nella puntata di esordio c’era una media dell’11% mentre in quella di martedì scorso di oltre il 15%, con quindi un balzo in avanti del 4%. Ma l’incremento maggiore lo notiamo nella fascia successiva quella che va dai 25 ai 44 anni dove dalla puntata d’esordio che faceva segnare il 12% troviamo ora il 18% con un incremento quindi del 6%.

Più modesti i numeri nelle fasce successive, quella che va dai 45 ai 64 anni fa segnare il 10% nella puntata di martedì scorso, un due per cento in più rispetto alla prima puntata che si era fermata all’8%. Mentre la fascia degli ultrasessanticinquenni fa segnare ora il 6% contro il 5% dell’esordio. La percentuale maggiore di pubblico che segue questo programma la troviamo tra i laureati che raggiungono il 20% nell’ultima rilevazione, ma già alta era quella della puntata d’esordio che era di oltre il 16%. Un buon 14% fra i telespettatori che hanno conseguito la maturità con un +3% dalla prima puntata e un 10% fra coloro che hanno frequentato fino alla scuola dell’obbligo(+4% dal 10 marzo). Notiamo anche un ottimo 15% nel target commerciale con un incremento del 4% rispetto alla prima puntata.

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Enzo Tortora: La Tragedia di una Persona Perbene

pubblicato da Hit

Enzo Tortora nel suo PortobelloSono passati vent’anni ma sembra ieri. Sono passati vent’anni dalla scomparsa di Enzo Tortora: grande giornalista e conduttore televisivo, era il 18 maggio del 1988 quando un cancro se lo portò via. Tortora, genovese classe 1928, laurea in giornalismo, carattere spigoloso, è stato il padre di molta televisione di oggi, è stato colui che ha portato la gente comune dentro le trasmissioni, rendendola protagonista a 360 gradi. Ma lo ha fatto non con la tracimante morbosità che molta televisione del giorno d’oggi usa fare, ma bensì con il tocco elegante e mai volgare che gran parte di quei 28 milioni di telespettatori, che si sintonizzavano sulla seconda rete della Rai il venerdì sera, gli riconoscevano.

Già perché il venerdì sera era la serata di “Portobello” , trasmissione che partì in seconda serata nel 1977 sul secondo canale, per poi approdare grazie all’intuizione felice di Massimo Fichera, allora direttore di rete, in prime time dall’anno successivo. Un successo clamoroso che anno dopo anno ha portato la trasmissione ad indici di ascolto davvero enormi, facendo aumentare esponenzialmente la celebrità del suo conduttore. Portobello era la rappresentazione della cara, buona, semplice provincia italiana. Tanta televisione, ha attinto da questo programma, tanto per fare qualche esempio: la rubrica del “Dove Sei” in cui si cercavano persone scomparse, quella dei “Fiori D’arancio” in cui si cercava l’anima gemella, quella degli inventori; in sostanza il primo vero people-show. Poi come non ricordare il mitico pappagallo che non ne voleva sapere di pronunciare il suo nome: Portobello ovviamente, solo l’attrice Paola Borboni riuscì a farglielo dire durante una celebre puntata.

Ma tutto questo in una livida mattina di giugno del 1983, si doveva bruscamente interrompere, infatti quel giorno Tortora fu arrestato mentre era in un albergo romano; in quel periodo stava conducendo su Rete 4, allora di proprietà Mondadori, una trasmissione elettorale con Pippo Baudo dedicata alle imminenti elezioni politiche. In quella occasione fu messo dinnanzi alla gogna mediatica fatta di telecamere e macchine fotografiche con vergognosi primi piani di braccia ammanettate. Tutti coloro che prima lo osannavano ora gli giravano le spalle tranne alcune rare, anche se prestigiose eccezioni come Enzo Biagi, Piero Angela, Giorgio Bocca, che furono fra i pochi giornalisti che non credettero a quel castello d’accuse. Venne poi sbattuto in un carcere con l’accusa di associazione per delinquere di stampo camorristico dalla Procura di Napoli, sulla base delle dichiarazioni dei pregiudicati Giovanni Pandico, Giovanni Melluso detto “Gianni il bello”, Pasquale Barra, noto come assassino di galeotti quand’era detenuto e per aver tagliato la gola, squarciato il petto e addentato il cuore di Francis Turatello,ex capo della mala milanese; infine da altri 8 imputati nel processo alla cosiddetta Nuova Camorra Organizzata.

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Ron Paul: lo spot in CGI del candidato repubblicano

pubblicato da Francesca Camerino

Ron Paul commercial

Sono mesi che la tv e i media in genere ci bombardano con notizie legate alle elezioni americane. Su chi ha maggiori probabilità di vincere, sul testa a testa di Obama e Clinton. E il martellamento sarà lungo (durerà fino al 4 novembre!). Tra le svariate forme di promozione ci sono anche gli spot televisivi e quest’anno i candidati si sono lanciati anche con l’animazione su web. Navigando mi ha colpito questo spot in CGI di Ron Paul, uno dei candidati repubblicani per le elezioni presidenziali del 2008, figura di grande successo su Internet (ha anche un fun club italiano), nonostante sia il candidato meno citato in tv. Guardatelo su Dekku.blogspot.

A mio avviso, la pubblicità in 3d si rivela azzeccata dal punto di vista visivo, e di grande effetto. Lo spot di un minuto del candidato texano é diretta da Nathan Evans della ArcFX.
Cosa pensate dell’animazione come strumento di propaganda politica? Senza dubbio attira gran parte dei giovani.

[via Cartoonbrew]

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TvBlog consiglia The Truman Show

pubblicato da Lord Lucas

the truman showSu The Truman Show ci sarebbero fiumi di pagine da scrivere. Assieme a Ed Tv e Pleasantville, costituisce uno dei testimoni relativamente recenti del corto circuito tra realtà e finzione, illustrando il modo pervasivo con cui la televisione entra nelle nostre vite.

Questa sera Raiuno ce lo ripropone come chicca notturna, alle 2.40. In questo noto film metatelevisivo del 1998, con protagonista Jim Carrey, un uomo scopre di essere sin dalla nascita la star inconsapevole di uno show (1984 di George Orwell e l’avvento del Big Brother sono dietro l’angolo). Truman decide di fuggire, ma sottrarsi al suo ruolo sarà difficile.

Così il regista Peter Weir si lancia in un’acutissima satira sullo strapotere dei media, che può far riflettere ancora oggi coloro che hanno tanto sentito parlare di questo film ma non sono riusciti mai a “vederlo con i propri occhi”. Programmare il vostro recorder questa notte può essere una buona occasione per recuperare!

Che ne è stato della Bbc di una volta?

pubblicato da Lord Lucas

bbc articolo repubblica the guardianLa televisione che nasce come servizio culturale, erogato potenzialmente a tutti i cittadini e articolato in radio e tv, gestite entrambe dalla stessa impresa pubblica, ha un classico emblema di riferimento: la Bbc.
Nelle parole di sir John Reith, il suo primo storico direttore, era ben chiaro l’intento della British Broadcasting Corporation: educare, informare e intrattenere, in rigoroso ordine di importanza.
Questa formula, nota come triade reithiana, ha avuto larga importanza nella storia del piccolo schermo, laddove educare significava prolungare presso gli adulti l’istruzione scolastica, informare equivaleva al dare le notizie anche ai cittadini esclusi dalla lettura dai giornali e dalla politica, intrattenere (to entertain) comprendeva non solo il divertimento fine a se stesso, ma il coinvolgimento emotivo mediato dal cuore (in una priorità marginale rispetto al perseguimento degli obiettivi precedenti).
Come riporta Wikipedia,

la BBC è sempre stata ritenuta, anche fuori dalla sua patria, uno dei più autorevoli operatori radiotelevisivi del mondo, anche in ragione delle tradizionalmente rigorose modalità di produzione dei dati giornalistici che l’hanno resa un punto di riferimento per la categoria.
Nonostante sia attualmente gestita da un consiglio nominato dalla Regina su consulenza dei ministri del governo britannico, la BBC risulta del tutto libera da influenze politiche e commerciali.

Eppure, il marchio di autorevolezza di cui si è sempre fregiata ha incominciato ad appannarsi. Cinquantanove spettatori su cento si fidano meno della Bbc che in passato, secondo un sondaggio realizzato da The Guardian e ripreso oggi da Repubblica. La fiducia crolla fra gli ultra65enni, con il 67% di delusi. Tre inglesi su quattro sono ormai rassegnati perché credono che molte cose in tv siano “drammatizzate, anche se sembrano reali”.
Insomma, qui si sta mettendo in dubbio la reputazione di uno degli operatori più cari del mondo, visto che il canone costa 135 sterline e 50 pence, cioè più di 200 euro. Tra l’altro per il 58% dei cittadini ormai non c’è più differenza tra la Bbc e i canali di Sky.

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Tv e libri

pubblicato da Massy