
Vittorio Sgarbi, oggi ospite del programma di Radio2 “Un Giorno da Pecora”, ha fatto chiarezza sul suo programma in partenza il 2 maggio su Rai 1. Non si chiamerà “Il bene e il male“, neppure Fahreneit ma il titolo ufficiale sarà identico a quello di una nota canzone di Lucio Battisti, “Il mio canto libero“.
Sarà proprio questo il titolo definitivo del programma che ha avuto una lunga gestazione e su cui sono state scritte pagine e pagine di quotidiani e siti web.
“Si chiamerà così, prima gli hanno dato tutti i titoli del mondo: Fahrenheit, per esempio. Ma il più divertente era ‘Hannibal’, al di qua’ del bene e del male, con Sgarbi che appare con una maschera e dice “capra”, ma non è piaciuto”.
Andando in onda il 2 maggio in piena campagna elettorale Sgarbi violerebbe le regole della par condicio ma lui ha precisato:
“Mi dimetterò da Sindaco. Il primo maggio”.
Il critico d’arte e sindaco di Salemi ha già avvisato Mauro Masi dg Rai di questo (”Ci ho parlato ieri sera“) e nella trasmissione di oggi ai conduttori in radio ha raccontato come sarà Il mio canto libero:
“La prima puntata sarà su Dio, e ci saranno come ospiti Lech Walesa, il Vescovo di Noto e Matthew Fox, il teologo delle 95 tesi”.
Continua a leggere: Il mio canto libero: la trasmissione di Vittorio Sgarbi parte il 2 maggio

A guardare la storia di Ingrid Muccitelli, meglio nota come “la fidanzata Masi“, sembrano ribaltarsi tutti i canoni che vogliono amiche, mogli, fidanzate e amanti favorite dai potenti di turno con feroce puntualità. La bionda non riesce a trovare una sua sistemazione in Rai nonostante la relazione con il direttore generale. A dirla tutta la sua presenza come papabile conduttrice di Unomattina Weekend è indicata come “il problema” che sta facendo rinviare l’approvazione definitiva dei palinsesti estivi Rai.
Quando in Cda si legge il nome della Muccitelli si passa oltre, nessuno sembra voler rischiare l’imbarazzo di dare il proprio avallo ad un incarico che farebbe urlare allo scandalo. Come fare per approvare i palinsesti? Semplice, tagliando ancora una volta la fidanzata di Masi e mettendo al suo posto Elisa Isoardi, già rodata sui teleschermi di RaiUno. Dopo aver cominciato la sua carriera a La 7 nella redazione di Markette, con il gossip che le affibbiò una relazione con Piero Chiambretti, la bionda era passata prima al dietro le quinte di “Niente di Personale”, poi alla conduzione della rassegna stampa di Omnibus Estate e di Weekend.
Dal 2008 con il passaggio in Rai sono arrivate solo un paio di piccole partecipazioni a Mattino in Famiglia e Insieme sul due, il grande salto per lei tarda ad arrivare. Tutte le anticipazioni la davano presente nel Maurizio Costanzo Talk insieme a Pierluigi Diaco prima che il suo nome sparisse nel nulla. Forse anche perché è “la fidanzata di Masi”? Evidentemente il dubbio le comincia a venire, tant’è che le ultime cronache del gossip riprese da Oggi riferiscono di un rapporto in crisi con il DG della Rai. Basterà a far decollare la sua carriera?

Stallo nel Cda Rai sulle nomine proposte da Mauro Masi. Mario De Scalzi, vicedirettore del Tg2, ottiene il mandato per l’interim dopo le dimissioni di Mario Orfeo. Il direttore generale deve registrare uno stop alle sue proposte di nomine che prevedevano l’affidamento della poltrona più ambita del Tg della seconda rete a Susanna Petruni. Minzoliniana di ferro, attualmente al Tg1, la Petruni è (a ragione) non considerata in grado di garantire equilibrio ed imparzialità.
La sua figura è indelebilmente legata non solo alla direzione di Minzolini, ma anche ad una serie di servizi sulle imprese di Silvio Berlusconi che hanno spesso rasentato il paradosso. La Petruni ha firmato alcune delle pagine più nere della gestione Mimun - Minzolini del Tg1. Tanto per fare qualche esempio proprio lei tagliò ed incollò gli applausi destinati a Kofi Annan facendo sembrare che l’assemblea generale dell’Onu accogliesse in trionfo il nostro presidente del consiglio.
Impossibile dimenticare il racconto del discorso d’insediamento alla presidente dell’Unione Europea del nostro premier che si contraddistinse per gli insulti al capogruppo dei socialdemocratici Schulz. I Tg di tutto il mondo mostrarono le immagini di Berlusconi completamente fuori di senno che dava del “kapò” all’europarlamentare tedesco, ma la Petruni decise che non era proprio il caso di dare in pasto la notizia ai telespettatori del Tg1. Il fatto che Masi stia pensando a lei per la direzione del Tg2 è preoccupante più di quanto sia confortante sapere che anche il Cda a maggioranza PDL - Lega ritenga la sua nomina decisamente spericolata.
Aggiornamento: Dopo l’articolo su Repubblica, arriva una smentita dalla Direzione Generale. Ecco quel che si legge sulla versione online del quotidiano:
ROMA - “Il contenuto dell’articolo di ‘Repubblica’ a firma Francesco Bei è, per quanto riguarda i comportamenti del direttore generale, privo di fondamento”. Così si dice da ambienti della Direzione generale della Rai a proposito delle possibili dimissioni di Mauro Masi.
Una bomba. La scaglia Repubblica, ma ha tutta l’aria di essere una notizia vera: Mauro Masi sta per lasciare la Rai.
Sarebbero già pronti i nomi fra cui scegliere il successore: Lorenza Lei (attualmente vice di Masi), oppure il consigliere del cda Antonio Verro (berlusconiano di ferro, lo ricordiamo anche contro Antonella Clerici), o ancora Guido Paglia (ex braccio destro di Sergio Cragnotti, che al suo ingresso in Rai ammise: “È ovvio che sono entrato in Rai perché mi ci ha messo la politica”).
La Lei, tuttavia, ha santi in paradiso - nel senso letterale della locuzione, visto che ha ottime entrature in Vaticano, derivanti dalla sua fede cattolica - e pare dunque in pole position.
L’abbandono al vertice da parte di Mauro Masi avverrebbe già martedì prossimo (ovvero con un anno d’anticipo rispetto al termine naturale del mandato), ma una volta divenuto ex, potrebbe già contare su un posto un po’ meno in vista ma comunque di prestigio, ai vertici della Snam Rete Gas, società controllata dall’Eni.

All’apertura della stagione dei rinnovi contrattuali Libero Quotidiano infierisce - manco a dirlo - contro Fabio Fazio, reo di voler riproporre in autunno con l’oscurantismo dell’azienda (ecco perché non ha vinto il Premio Tv) Vieni via con me. Con l’occhiello che grida ’sinistra all’incasso’ e il titolo ‘Fazio non viene via ma vuole sei milioni’ , sono nel mirino le attuali pretese del conduttore di RaiTre.
Se l’anno scorso, infatti, il direttore generale Mauro Masi si era limitato a chiedere un po’ di buonsenso a tutte le star Rai, attraverso una decurtazione del 10% dei compensi dai rispettivi contratti, quest’anno urge un taglio radicale dei costi. Dal canto suo Fabio Fazio parrebbe non voler sentir parlare di riduzione del suo cachet, che risulta uno dei più onerosi in Rai.
Tutt’al più, il conduttore sarebbe disposto a sottoscrivere un accordo che preveda la conferma dello stesso importo precedente, vale a dire due milioni di euro all’anno garantiti per tre anni. A tale contratto di sei milioni di euro complessivi bisogna aggiungere le serate speciali, quali sono da intendere quelle di Vieni via con me, ed eventuali altre prestazioni straordinarie.
Continua a leggere: Fabio Fazio avrà (ancora) 6 milioni di euro per tre anni? La Rai nicchia

Che Simona Ventura ambisca al passaggio su Rai1 non è di certo un mistero. Nata artisticamente parlando proprio sulla prima rete del servizio pubblico negli anni ’80, prima come valletta di Giancarlo Magalli in “Domani sposi”, poi come conduttrice della “Domenica sportiva” passando per una “Domenica In” condotta da Pippo Baudo, ora per la rampante conduttrice dell’Isola dei famosi, sembra davvero che l’approdo a Rai1 sia diventata una necessità imprescindibile della propria carriera televisiva. TvBlog vi svela in esclusiva un tassello, di certo non secondario, di questa sua marcia di avvicinamento alla prima rete del servizio pubblico. Proprio nei giorni scorsi infatti la conduttrice ora in forza a Rai2 ha incontrato il direttore generale della Rai Mauro Masi.
Si dice che in questo incontro, si sia parlato proprio del desiderio della Ventura di approdare su Rai1, sponsor di questo passaggio c’è certamente il vice direttore generale Rai con delega sui palinsesti e suo grande amico Antonio Marano. L’idea predominante della stessa Ventura sarebbe quella di portare “Quelli che il calcio” nella domenica pomeriggio di Rai1, lasciando eventualmente la seconda parte del pomeriggio alla grande amica e ora quasi “parente” Mara Venier, in un puzzle in itininere che sarebbe la nuova Domenica in 2011-2012.

Mauro Masi invita i direttori di rete a vigilare sui contenuti dei loro programmi. Obiettivo? Evitare l’accanimento sui casi di cronaca, con particolare riferimento alla consueta invasione di trasmissioni sull’omicidio di Yara Gambirasio, ritornate in voga dopo il ritrovamento del cadavere della ragazza.
Masi ha chiesto una maggiore attenzione ai contenuti del Codice Tv e Minori che suggerisce prudenza specialmente ai programmi in fascia protetta quando trattano tematiche che possono, naturalmente, urtare la suscettibilità dei telespettatori più giovani. I contenitori pomeridiani come Pomeriggio sul due o La Vita in diretta si sono buttati a capo fitto sul caso Yara con la stessa morbosità già verificata dopo l’omicidio di Sarah Scazzi e difficilmente cambierà qualcosa in assenza di una concreta presa di posizione del direttore generale.
I gravi fatti di cronaca che riguardano minori sono il “pane” di queste trasmissioni che registrano picchi di ascolti e d’interesse ogni qual volta raccontano i presunti retroscena di queste vicende. Il teatrino che prevede la presenza in studio del criminologo e dello psichiatra di turno è un format troppo attraente per gli autori di programmi a metà fra un malinteso concetto d’informazione e un’avvilente tipologia d’intrattenimento: il macabro è una tentazione difficile da controllare.

Mauro Masi, dg della Rai, ha offerto a Giuliano Ferrara uno spazio per una trasmissione su RaiUno dopo il Tg1. Avete letto bene. Il direttore de Il Foglio, sparito dalla scena dopo il flop della sua lista anti abortista, è tornato improvvisamente alla ribalta nelle ultime settimane. L’intervista fiume al Tg1, l’iniziata al Teatro Dal Verme contro “i moralisti”, una scelta di campo precisa: difendere Silvio Berlusconi dallo scandalo Ruby.
Puntuale arriva il “premio”, la scelta di provare a stravolgere il palinsesto per inserire un programma che, i più distratti non lo ricorderanno, venne bocciato ai tempi di Enzo Biagi. “Il Fatto”, la trasmissione di Biagi, era considerato un problema per gli ascolti, si diceva che fosse impossibile competere con Striscia La Notizia e venne deciso di affidare l’access prime time ai pacchi o ai game show.
Tutte fesserie, naturalmente. Il problema, all’epoca, era Biagi, colpito dall’Editto Bulgaro di Berlusconi che riteneva “criminoso” il suo programma. Ora, alla bisogna, si rispolvera il format per dare uno spazio in prima serata a Ferrara. Impossibile non notare la correlazione fra la violenta discesa in campo di Giulianone al fianco di Silvio e l’interesse della Rai. D’altra parte anche Vittorio Sgarbi, fiero assertore della totale innocenza del premier, avrà un suo programma in prima serata, Il Bene e Il Male. Un paio d’ore con il sindaco di Salemi impegnato a spiegarci la differenza fra le due cose, ammesso ci sia. Il futuro prime time di RaiUno potrebbe essere costruito così: Tg1 di Minzolini, Giuliano Ferrara, I soliti ignoti, Vittorio Sgarbi e Porta a Porta, in rapida sequenza. Fossimo in Frizzi non staremmo troppo tranquilli, rischia di essere sostituito dal meglio dei video messaggi del premier.

Diavoli di Luca e Paolo, al secolo Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu, nei primi minuti della nuova edizione de Le Iene. Visto che è ormai consuetudine del direttore generale Rai Mauro Masi di chiamare le trasmissioni in diretta (lo ha fatto pure lunedì scorso in occasione della prima puntata dell’Isola), i due co-conduttori del programma di Italia 1 hanno telefonato live a Masi.
Masi ha telefonato in particolare ad Annozero protestando con Santoro e poi lunedì, nella prima e unica (per la Ventura) sfida contro il GF, ha fatto gli auguri per l’Isola. Stasera Le Iene hanno voluto fare il contrario, farsi dare gli in bocca al lupo ma non aspettando che lui chiamasse (anche perchè non è un programma RAI), ma chiamandolo loro.
Lui ha risposto tutto allegrotto, ma quando gli hanno detto che al telefono erano Luca e Paolo in diretta da Le Iene, ha attaccato immediatamente il telefono.
Evidentemente non ha gradito questa presa in giro che invece riteniamo geniale nello stile provocatorio dei due comici reduci da un’ottima performance all’appena concluso 61° Festival di Sanremo targato Gianni Morandi. Resta un dubbio: Masi ha attaccato perchè non gli è piaciuta la presa per i fondelli o perchè, si dice, che rischi il posto in Rai proprio a causa di Luca e Paolo?
Lucio Presta attacca Mauro Masi, DG della Rai, sulla gestione del Festival di Sanremo 2011, ma la risposta che arriva è quella di Mauro Mazza, direttore di RaiUno che non entra nel merito delle accuse lanciate dal potente agente di personaggi tv.
Quello di Sanremo 2011 è un successo di tutta la RAI. La Direzione Artistica del Festival, la squadra capitanata da Morandi e Rai 1 hanno potuto contare sul convinto sostegno dei vertici aziendali: il Consiglio di Amministrazione diede l’ok al progetto da me illustrato; il Presidente Garimberti ci ha sempre incoraggiato; il Direttore Generale Masi è stato al nostro fianco soprattutto nei momenti più delicati della preparazione. Se qualcuno – proprio oggi in un momento di soddisfazione - vuole chiamarsi fuori dalla squadra, libero di farlo. Personalmente sono convinto si tratti di una scelta sbagliata, soprattutto se accompagnata da dichiarazioni inopportune.
Mazza si limita quindi a parlare di “dichiarazioni inopportune” e a ribadire il pieno sostegno dell’azienda alla squadra che ha costruito il cast e che ha fatto le scelte più delicate rispetto all’edizione di Sanremo condotta da Gianni Morandi con il supporto di Luca e Paolo e delle due bellone Belen Rodriguez ed Elisabetta Canalis. Nessun riferimento, il classico “non confermo e non smentisco“, sulle circostanze citate da Presta con Masi che avrebbe voluto un’improbabile conduzione di Bruno Vespa con la ripescata Arcuri a supporto. Nessun commento nemmeno sullo speciale, proprio su Sanremo, che doveva vedere sul palco due “assistiti” di Presta: Francesco Facchinetti e Paola Perego.

Si fa sempre più preoccupante la situazione in casa Rai: Lucio Presta continua a fare il bello e il cattivo tempo con i suoi umori. L’agente più potente della tv non si è accontentato del largo consenso del Festival in termini di ascolti, nonché del grande trionfo della sua principale assistita di quest’anno, Belen Rodriguez. A quanto pare l’azienda, a partire dal direttore generale Mauro Masi, non gli avrebbe mostrato la giusta gratitudine.
Perciò ha scelto Repubblica per un’intervista-sfogo di quelle choc:
“Chiudo con Sanremo, non ci lavoro più. A settembre facciamo il giro dei consiglieri per presentare il progetto già approvato. Masi fa entrare nella stanza solo Morandi e lascia fuori me e Gianmarco Mazzi: non condivideva la nostra linea. Da quel momento non è più intercorso alcun contatto con lui, cosa che prima avveniva quasi quotidianamente. Con lui non ho rapporti, ha remato contro. Però è venuto a prendersi gli applausi. E voleva affidare la conduzione del Festival a Bruno Vespa e Manuela Arcuri. Non voleva Belen, voleva a tutti i costi la Arcuri”.
Presta dice di subire un accanimento da parte dei vertici e per questo ha deciso di vendicarsi negando a Raiuno una prima serata. Lo Speciale Festival di Sanremo previsto per venerdì prossimo, e non a caso sinora mai pubblicizzato, salta. E con esso la co-conduzione di Paola Perego e Francesco Facchinetti, altri due artisti di Presta già dati come papabili conduttori delle prossime edizioni:
Colpo di scena in apertura della prima puntata dell’Isola dei Famosi 8. Mauro Masi, direttore generale della Rai, telefona ed interviene in diretta. Stavolta non lo fa per “dissociarsi a nome dell’azienda” come aveva fatto con Annozero un paio di settimane fa, ma per dare il suo “in bocca al lupo” al programma che “ha un grande seguito popolare“. Anzi, Masi ci tiene a dire che “l’Isola dei Famosi rispetta le regole aziendali, a differenza di altri programmi”
La Ventura è visibilmente emozionata e soddisfatta per questa investitura dai piani alti della Rai, noi riportiamo la cosa prendendo atto che la Tv che Mauro Masi immagina è fan dell’Isola dei Famosi e vorrebbe Annozero definitivamente spento.
Subito dopo, grazie alla presenza fra i concorrenti di Eleonora Brigliadori, si parla del premier (che è stato suo testimone di nozze). E Masi sarà stato ancor più contento.

Vi ricordate il caso degli 86.680 euro spesi da Augusto Minzolini nei primi 14 mesi da direttore del Tg1 con la carta di credito aziendale? Esploso dopo un articolo di Beatrice Borromeo su Il Fatto Quotidiano agli inizi di dicembre 2010 è stato magistralmente chiuso da Mauro Masi. Il direttore generale della Rai aveva promesso:
Stiamo già svolgendo approfondimenti puntuali per fare chiarezza in maniera cristallina e al di là di ogni ragionevole dubbio in tempi brevi così come avviene ed è avvenuto in casi analoghi.
Il risultato dell’indagine interna è che Minzolini ha diritto all’uso della carta di credito per una somma pari a 5200 euro mensili in quanto “benefit” per l’esclusiva Rai. Per convincere il direttorissimo, già notista politico su La Stampa, a dedicarsi solo al Tg1 è stato necessario concedergli anche questo privilegio di cui né Bianca Berlinguer né Mario Orfeo non hanno mai goduto. Fra l’altro, se proprio vogliamo essere precisi, 5200 euro mensili non bastano a coprire gli 86 mila euro spesi in 14 mesi: Minzolini si è lasciato andare un po’ spendendo 6100 euro al mese in media.
Continua a leggere: Masi giustifica le spese pazze di Minzolini: "Un benefit per l'esclusiva"
L’ultima moda televisiva sono le telefonate in diretta e Parla con me non ne è stato esente. Ancora una volta a fare “un’incursione” telefonica è il direttore generale Mauro Masi, già protagonista di una figura barbina giovedì scorso ad Annozero. Come potete immaginare però non si tratta del vero Masi, ma di un personaggio sicuramente più “gradito”: Corrado Guzzanti.
La gag, andata in onda nella puntata di ieri sera, è davvero esilarante. Guzzanti inizialmente imita voce e contenuto della telefonata del dg Rai a Santoro, nomina il “fanbicchiere”, la “parlazione di vicende giudiziarie”, e dissocia se stesso, l’azienda…e anche se stesso dall’azienda. Poi inizia a divagare, anche se gli argomenti sono quelli che vanno per la maggiore in questo momento: Arcore e le zoccole.
Comunque la si pensi politicamente, non si può negare che Parla con me in questo momento stia offrendo allo spettatore satira di qualità, forse la migliore in circolazione, a partire dalle canzoni di Elio e le storie tese sempre “sul pezzo”, fino alle divertentissime incursioni di Guzzanti. Il video è sicuramente da non perdere.