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Tutti gli articoli con tag mauro crippa

La versione di Banfi tornerà in autunno

pubblicato da Michele Biondi

La versione di BanfiLa versione di Banfi, dopo l’ultima puntata che andrà in onda giovedì 28 luglio 2011 su Retequattro, tornerà in autunno. Come rivela oggi la giornalista Alessandra Menzani del quotidiano “Libero”, il programma di approfondimento politico condotto da Alessandro Banfi è piaciuto ai vertici Mediaset i quali hanno deciso, nonostante gli ascolti non siano stati eccezionali, di dargli una possibilità in periodo di garanzia.

Partito con una media disastrosa del 3,69% e cresciuto poi giovedì scorso al 5,69% 4,59% (pur restando sotto media di rete) in una puntata che ha parlato di casta, di crisi di Seconda Repubblica e di nuova Tangentopoli dopo l’autorizzazione del Parlamento all’arresto di Alfonso Papa, La Versione di Banfi ha convinto i vertici Mediaset a tentare la carta in garanzia dell’approfondimento politico. Del resto l’estate un tempo (oggi meno) era terreno di sperimentazione e i programmi venivano testati in vista della stagione autunnale. Certo, gli ascolti non sono stati esaltanti, forse come dice il nostro Lord Lucas, Banfi è troppo sincero o forse come scrive Aldo Grasso è antitelevisivo; nonostante questo, tornerà in autunno.

Banfi ha messo in piedi un programma non urlato per nulla fazioso (basti pensare che nella scorsa puntata ospiti erano Paolo Mieli, Italo Bocchino, Carolina Lussana, il giornalista del Corriere Sergio Rizzo - autore insieme a Stella del libro sulla Casta -, Franco Bechis) prendendo pure in prestito “dichiarato” l’imitatissima intervista doppia de Le Iene per commentare l’arresto di Papa, ma collegandosi anche nel giorno topico con Roberto Maroni e con la Festa de L’Unità dove parlava il segretario del Partito Democratico, Pierluigi Bersani.

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Mediaset TgCom 24 - Crippa: "Una scommessa editoriale"

pubblicato da Gabriele Capasso


Mauro Crippa, direttore dell’informazione di Mediaset, racconta insieme a Paolo Liguori, direttore di TgCom, e il direttore Mario Giordano, responsabile anche dell’agenzia News Mediaset, il lancio previsto a Novembre del canale all news di Mediaset, TgCom24, in un’intervista a Prima Comunicazione in edicola da lunedì.

La struttura è quella classica, notizie 24 ore su 24 con la diretta dalle 6 del mattino all’1 di notte con 8-9 edizioni “classiche” accompagnate da tre fasce d’approfondimento. Mauro Crippa spiega:

La nostra iniziativa è un vero e proprio sistema multipiattaforma che parte dal patrimonio e dall’esperienza decennale di come sarà l’informazione e l’organizzazione di Mediaset TgCom 24, il sito diretto da Paolo Liguori, con il milione 92mila utenti unici giornalieri registrati in media in giugno - ci sono state punte che hanno superato il milione 500mila - e più di 13 milioni di pagine viste al giorno. E’ una scommessa editoriale che nasce da un miracolo organizzativo, quello di News Mediaset, e che ha dei costi di partenza molto limitati. Al momento preferiamo non fare previsioni sui ricavi del nuovo sistema all news. Ma siamo sicuri che, se sarà un prodotto giornalistico di prim’ordine, vista la fame crescente di notizie e approfondimenti su tutte le piattaforme, l’interesse degli investitori per la nostra iniziativa non potrà che aumentare

Paolo Liguori è entusiasta del fatto che questo canale nasce dall’esperienza del sito internet da lui diretto:

Stiamo parlando di un sistema inedito di due realtà che, invece di cannibalizzarsi, si uniscono in un sistema che viene distribuito su tutti i mezzi. E’ la prima volta che un canale televisivo nasce da Internet. Il canale infatti sfrutterà l’aggiornamento costante delle notizie che già facciamo su internet e il lavoro dell’agenzia News Mediaset per la fornitura di servizi e di collegamenti giornalistici in diretta.

Non resta che attendere novembre per capire se e quanto TgCom24 sarà simile dai diretti concorrenti presenti già da anni nel mercato, Sky Tg 24 e RaiNews.

Boom di ascolti per Quarto Grado. Feyles: "Obiettivi raggiunti. In autunno nuovo programma di approfondimento". Crippa: "La grande cronaca non è sorella minore del giornalismo"

pubblicato da Michele Biondi

Giuseppe Feyles direttore RetequattroIeri sera, venerdì 17 giugno 2011, Quarto Grado, il programma di cronaca curato da Siria Magri, condotto da Salvo Sottile con la partecipazione di Sabrina Scampini e realizzato dalla struttura Videonews su Retequattro, ha vinto la serata. Un risultato storico che non accadeva sulla rete diretta da Giuseppe Feyles da molti anni e che ha visto sintonizzati 3.145.000 telespettatori pari ad una share del 14,79% (12,81% sul target commerciale).

Entusiasta il direttore generale dell’informazione Mediaset, Mauro Crippa:

“Con “Quarto Grado” abbiamo dimostrato che la grande cronaca non è sorella minore del giornalismo. Vincere cosi la prima serata, col rigore delle inchieste e il rispetto dei protagonisti, è una grande soddisfazione per tutti noi, e di questo dobbiamo essere grati a Siria Magri, Salvo Sottile, Sabrina Scampini e a tutta la squadra di “Quarto Grado”.

Gli fa eco anche il direttore di Retequattro, Giuseppe Feyles che così commenta:

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Pomeriggio Cinque - Barbara d'Urso annuncia la chiusura di Stasera che Sera!

pubblicato da Lord Lucas

urso pomeriggio cinque

E’ incredibile: Barbara d’Urso è la prima conduttrice della televisione italiana ad annunciare in daytime la soppressione di un suo programma in prima serata. Lo ha fatto con il suo consueto stile un po’ ruffiano, ma assolutamente strategico per preservare il rapporto schietto e verace che ha con il pubblico.

Attorniata da figuranti guarda caso sempre più caciaroni, per legittimarne il titolo di regina delle massaie, la conduttrice è diventata da ieri fortemente interlocutoria con le ’sciure’ in studio, oltre a farsi riempire da loro di complimenti (istigati?).

Ecco come una d’Urso su di giri ha ammesso la fine dell’esperienza di Stasera che sera! in diretta tv su Canale 5:

Le mille facce di Barbara D'UrsoLe mille facce di Barbara D'UrsoLe mille facce di Barbara D'UrsoLe mille facce di Barbara D'Urso

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Su Rete4 arriva Quarto Grado, approfondimento di cronaca in prime time condotto da Salvo Sottile

pubblicato da Debora Marighetti

Salvo Sottile Quarto Grado
Come avevamo anticipato, un nuovo programma in prima serata sta per approdare su Rete4: si tratta di Quarto Grado, approfondimento giornalistico di Videonews in onda dal 7 marzo 2010, ogni domenica. Al centro di ogni puntata ci saranno i gialli irrisolti della cronaca più recente, immagini, interviste e documenti inediti sui grandi e piccoli casi che hanno appassionato e diviso l’opinione pubblica, con una prospettiva nuova e ben precisa: il punto di vista della vittima. Ha dichiarato oggi Salvo Sottile, conduttore del programma, in conferenza stampa a proposito del linguaggio utilizzato:

Sarà semplice e nuovo al servizio di un flusso narrativo unico per raccontare una vicenda come fosse tutto un grande film, partendo dai dettagli e cercando quell’elemento che può riaprire la discussione.

Le storie prese in esame, saranno ricostruite in studio con il contributo di protagonisti, testimoni, esperti e collegamenti esterni con gli inviati del programma. Ma il direttore generale dell’informazione Mediaset, Mauro Crippa, chiarisce:

Non saremo citofonisti, non produrremo forzature né fuoripista di cronaca strapagando protagonisti che nella vita hanno l’unico merito di aver ucciso, strangolato o simili. Se domani dovessimo vedere Omar sulle reti di Stato lo denunceremmo: non entreremo nel mercato della testimonianza a pagamento e denunceremmo chiunque dovesse, invece, profittarne.

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Dopo i successi di Pomeriggio Cinque, Barbara D'Urso condurrà Domenica Cinque?

pubblicato da Michele Biondi

Mauro Crippa, Barbara D'Urso, Claudio BrachinoIeri mattina presso un prestigioso hotel del centro di Milano si è tenuta una conferenza di bilancio dell’anno appena trascorso per Mattino Cinque e Pomeriggio Cinque. Presenti, oltre a Barbara D’Urso e Claudio Brachino (autori-conduttori) anche Mauro Crippa, direttore generale news Mediaset e il direttore di Canale 5, Massimo Donelli.

E’ Crippa a cominciare la conferenza contento dei risultati raggiunti dai due contenitori realizzati da Videonews, azienda del gruppo guidata da Brachino:

“Quella di cui andiamo a parlare stamattina è una formula televisiva che prima non c’era, nata dalla collaborazione di giornalisti di Mediaset con la parte artistica, rappresentata ora da Barbara D’Urso e in futuro da altre persone. All’inizio non è stato facile perchè sono due realtà diverse con obiettivi diversi. Il punto d’incontro lo si è trovato e per Barbara è stato un passaggio importante della sua carriera: ricordo quando gliene parlammo tempo fa e lei senza esitare accettò subito nonostante le avessimo detto che si sarebbe buttata in un’avventura anche massacrante dal punto di vista fisico. Senza fare il bauscia posso dire che abbiamo creato qualche problema alla Rai, sia al mattino che al pomeriggio: sembrava qualcosa di temerario sfidare il mattino di Raiuno eppure abbiamo raggiunto anche il 27-28% anche con argomenti non proprio da grande pubblico. Siamo infatti l’unica televisione che oggi legge la Costituzione ogni giorno grazie alle pillole presentate da Claudio Martelli”.

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Mauro Crippa conferma: "Matrix non chiude e riparte dopo Sanremo, cerchiamo un conduttore"

pubblicato da Gabriele Capasso

Mauro Crippa, direttore generale dell’informazione Mediaset, risponde alla lettera di Enrico Mentana pubblicata questa mattina sul quotidiano Libero diretto da Vittorio Feltri. Crippa riconosce la veridicità della ricostruzione del dimissionario conduttore di Matrix, ma difende la sua scelta di non modificare il palinsesto di Canale 5 per “coprire” la notizia della morte di Eluana Englaro. Qui il video dell’intervista.

Quella di Enrico è una ricostruzione sostanzialmente vera ma certamente parziale. D’altronde, mentre lui si occupava solo di Canale 5, quella sera io ho tenuto conto dell’insieme delle tre reti. Resta il fatto che si può dissentire da una scelta editoriale che, peraltro, si è dimostrata lungimirante ma questo non ha nulla a che vedere con una sconfessione pubblica e radicale, accompagnata da una dissociazione a mezzo stampa e culminata con le dimissioni.

Crippa rivela anche che la chiusura di Matrix è tutt’altro che definitiva, si tratta semplicemente di una sospensione di una settimana per l’approfondimento di Canale 5 che seguirà al periodo di stop già programmato nel periodo del Festival di Sanremo. Al termine del Festival Matrix riprenderà regolarmente ad andare in onda, il nodo rimane naturalmente quello del nuovo conduttore da trovare in questi giorni. La possibilità che Mentana torni al suo posto è esclusa categoriamente da Crippa.

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Enrico Mentana e Mediaset: ultimo capitolo di una storia tormentata

pubblicato da Gabriele Capasso

TvBlog Awards 2009


Tranne colpi di scena il rapporto fra Enrico Mentana e Mediaset si è definitivamente chiuso. L’editore è stato “fermo”, non ha accettato che l’ormai ex Direttore Editoriale di Canale 5 andasse in onda con quella che era già annunciata come l’ultima puntata di Matrix ed ha accelerato la dipartita cancellando il programma. Mauro Crippa, direttore generale dell’informazione Mediaset, non ha concesso a Mentana questa ultima passerella con la trasmissione di stasera, non era difficile prevedere un’uscita di scena in grande stile grazie alla coincidenza della diretta.

Bruno Vespa con il suo Porta a Porta aveva a disposizione la rete ammiraglia della Rai per affrontare a caldo la bufera scatenata dalla morte di Eluana Englaro mentre fra Mentana e Mediaset si consumava l’insanabile frattura. Su RaiUno Vespa si occupava di quello che resterà il caso di cronaca più controverso dell’anno, il tutto mentre il Senato ancora discuteva nella seduta che era stata convocata allo scopo di bloccare il protocollo che poneva fine all’esistenza della ragazza in stato vegetativo da 17 anni, Mediaset andava sul sicuro scegliendo il Grande Fratello per Canale 5 e lasciando Emilio Fede ed il suo Tg4 il compito di opporsi a Porta a Porta.

Difficile valutare questa decisione, ma resta comprensibile la reazione di Mentana, “colpevole” di considerarsi “padrone” del palinsesto di Canale 5 di fronte ad un avvenimento eccezionale come quello legato alla morte di Eluana Englaro. La sua era un’illusione, come probabile fosse un’illusione quella di considerarsi completamente “libero”: essere direttore editoriale non vuol dire essere editore, era necessaria una circostanza straordinaria perchè il re rimanesse nudo.

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Mediaset accetta le dimissioni di Enrico Mentana

pubblicato da Malaparte

TvBlog Awards 2009

Matrix

Mediaset accetta le dimissioni di Enrico Mentana. Lo annuncia Mauro Crippa, direttore generale informazione di Mediaset, che prende atto delle dimissioni del giornalista.

Crippa annuncia, peraltro, che al termine del Grande Fratello va in onda uno speciale del Tg5 sul caso Eluana Englaro. Il che significa che le dimissioni di Enrico Mentana hanno effetto immediato: Matrix non va in onda a partire da questa sera.

La velocità con cui sono state accolte le dimissioni del giornalista lasciano riflettere sul fatto che, evidentemente, il clima a Mediaset non era più adeguato a una sua pemanenza. Almeno questo sembrerebbe a giudicare dalla rapidità con la quale è stato messo in piedi, questo benedetto speciale del Tg5: eutanasia per Matrix, come per Eluana Englaro.

Difficile, comunque, prendere posizione in un caso del genere. Una cosa è certa: non possono bastare la diretta del Tg4 o Studio Aperto. Prima del Grande Fratello, Canale5 aveva il preciso dovere, per il ruolo che riveste nella televisione italiana, di uscire con un’edizione straordinaria.

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Mediaset - Enrico Mentana si dimette da direttore editoriale di Canale 5. Matrix soppresso (per sempre?)

pubblicato da Lord Lucas

TvBlog Awards 2009

enrico mentanaEnrico Mentana si dimette da direttore editoriale di Canale 5, per protesta contro la decisione della Rete di programmare il Grande Fratello nonostante la morte di Eluana Englaro.

Matrix non andrà più in onda e Canale 5 resta con quattro seconde serate libere perché il giornalista ha interrotto ogni collaborazione con il Gruppo Mediaset che ha accettato le dimissioni.

La notizia clamorosa è stata battuta da Corriere e prontamente ripresa da PolisBlog.

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Crippa: "Mattino Cinque in crescita, Pomeriggio Cinque resta dov'è"

pubblicato da Lord Lucas

mattino pomeriggio cinqueMattino Cinque e Pomeriggio Cinque restano al loro posto. Lo ha dichiarato Mauro Crippa, direttore generale Informazione Mediaset, smentendo le indiscrezioni sui presunti cambi di conduzione e sul divorzio di Claudio Brachino da Videonews. Giunge dunque al capolinea il tam tam di rumors che volevano insistentemente Cristina Parodi al posto di Barbara D’Urso, ancor prima dell’ipotetica staffetta pomeridiana in partenza da gennaio, e addirittura al timone dello stesso Mattino Cinque.

L’appuntamento mattutino è l’ultimo ad aver bisogno di cambiamenti, visto che pur non avendo compiuto ancora un anno tiene testa a Uno Mattina a e allo stesso Verdetto Finale (con una media del 20% di share sul totale individui e del 22%, con picchi intorno al 30%, sul target commerciale). E si rivela senza fondamento la stessa chiusura anticipata di Pomeriggio Cinque per bassi ascolti:

“Pomeriggio 5 è una novità assoluta che sta dando risultati positivi: a ottobre la media sul pubblico generale è del 17.2%, sul target commerciale è del 21.4%. Da settembre il programma ha guadagnato 2 punti. Le valutazioni sono premature, ma l’impressione è positiva. La trasmissione, in una prima fase fortemente incentrata sullo spettacolo, dà sempre più spazio ad argomenti di società e cronaca, dall’eutanasia alla prostituzione, dimostrando la possibilità di continuare a crescere, pur in un’arena affollata come il pomeriggio, contro La vita in diretta che ha mezzi, risorse e uomini infinitamente superiori ai nostri”.

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Mattino 5: la sfida di D'Urso e Brachino

pubblicato da Michele Biondi

Barbara D'Urso, Claudio Brachino - Mattino 5
Accendere Canale 5. E’ questo l’obiettivo che Massimo Donelli e Mauro Crippa si prefiggono con il lancio di Mattinocinque, il nuovo programma di infotainment in onda dal lunedì al venerdì alle ore 9:25 (il lunedì alle 8,50) sull’ammiraglia Mediaset dopo la replica di Striscia La Notizia.

Donelli ha da subito ribadito la ferma intenzione di non voler sfidare Uno Mattina, il programma concorrente su Raiuno che ormai gode di un pubblico affezionato e va in onda da più di vent’anni; l’obiettivo di Mattino Cinque sarà quello di catturare quei telespettatori che fino ad oggi non guardavano la televisione a quell’ora o che magari erano abituati a seguire telefilm e prodotti “freddi”.

Il programma, curato da Videonews, sarà condotto da Barbara D’Urso e da Claudio Brachino che della testata è direttore, con la collaborazione di Alessandro Banfi; tratterà di news, approfondimenti, attualità, rubriche di economia-salute-cultura e avrà collegamenti con il Meteo di Mario Giuliacci e un quotidiano appuntamento con il Grande Fratello a cui si affiancherà Amici dal 6 febbraio in avanti.

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Scandalo Rai-Mediaset, l'AgCom apre un dossier

pubblicato da Malaparte

Proseguono le conseguenze delle pubblicazioni delle intercettazioni che riportano colloqui fra dirigenti RAI e Mediaset.
L’Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni ha aperto un’istruttoria. Ecco le dichiarazioni di Corrado Calabrò alla Commissione Cultura della Camera dei Deputati:

valuteremo la situazione alla luce degli elementi di fatto che acquisiremo. In base ai riscontri, decideremo quali interventi adottare a garanzia sia del pluralismo, sia dell’indipendenza e della libertà dell’informazione.

Il Consiglio dell’Ordine dei Giornalisti del Lazio ha deciso di ascoltare i giornalisti interessati alla vicenda. Trattasi, come abbiamo avuto modo di ricordare, di Deborah Bergamini, Fabrizio Del Noce, Clemente Mimun, Francesco Pionati, Bruno Vespa

Sono stati inoltre segnalati all’Ordine della Lombardia Mauro Crippa e Carlo Rossella, a quello della Toscana Antonio Socci.

Pacata e largamente condivisibile la posizione del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano:

Le intercettazioni sarebbe bene che restassero dove devono restare, in linea di principio, almeno fino a che c’é il segreto istruttorio

Peccato che in Italia non accada.

Altre reazioni: Petruccioli convocherà il C.D.A. RAI per parlarne. Gentiloni afferma che non si piò minimizzare il quadro che emerge da questa inchiesta. Berlusconi lamenta l’attacco da parte di iene e sciacalli.

Scandalo Rai-Mediaset: ci voleva davvero tanto a capirlo?

pubblicato da Gabriele Capasso


Repubblica ha scatenato l’ennesimo putiferio all’italiana: le intercettazioni si confermano gli unici documenti nei quali si possono leggere un po’ delle verità (note e meno note) di quello che i politologi definirebbero “il sistema-paese“. Come già successo in passato è stato sufficiente ascoltare le conversazioni di persone collegate ad ambienti di “potere”, anche se per questione di altra natura (nello specifico l’inchiesta sul fallimento della HDC di Crespi), per venire a conoscenza di dettagli che hanno fatto immediatamente gridare allo “scandalo” con tanto di terremoto istituzionale in corso.

Nei prossimi giorni, il meccanismo è noto, Repubblica fornirà nuovi dettagli seguendo la classica tecnica delle “rivelazioni a puntate“, ma il quadro che ci si presenta di fronte già con questi primi elementi appare delineato. Si parla di una “rete di rapporti” fra dirigenti Rai e dirigenti Mediaset, tutti legati e fedeli al Governo Berlusconi e alla persona dell’allora Presidente del Consiglio (siamo nel 2005), e vengono sparati titoli sul fatto che saremmo di fronte alla “prova” che nei cinque anni fra il 2001 e il 2006 la Rai, depotenziata volontariamente dagli uomini del Cavaliere, non fece una vera concorrenza a Mediaset permettendole di arricchirsi e crescere.

In realtà, almeno leggendo i primi parziali stralci di questi brogliacci (volgarmente i “riassunti” del contenuto delle telefonate intercettate), non sembra essere così. Certo ci sono dei contatti che riguardano la gestione dell’emergenza legata al lutto per la scomparsa di Papa Giovanni Paolo II, elemento che indica una contiguità fra elementi dirigenziali dei due network, ma questo non appare di una sconvolgente gravità. Come ci si fa a sorprendere del fatto che persone come Debora Bergamini (Responsabile Palinsesti Rai), Flavio Cattaneo (Direttore generale Rai), tutti nominati su indicazione del Governo (quindi dal proprietario de-facto di Mediaset), abbiano l’abitudine di sentire telefonicamente uomini legati alla “concorrenza“?

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La Rete Segreta Rai-Mediaset

pubblicato da Malaparte

Cavallo RAI Bufera nel mondo della televisione e della politica.

Oggi, Repubblica ha pubblicato in esclusiva le intercettazioni telefoniche tra dirigenti RAI e Mediaset (intercettazioni realizzate nell’ambito dell’inchiesta sul fallimento della “Hdc”, la holding dell’ex sondaggista Luigi Crespi).

Emergerebbe dalle stesse un quadro inquietante di alleanza segreta fra RAI e Mediaset durante il passato governo Berlusconi, con un’organizzazione metodica in caso di comunicazione politica e di grandi eventi.

Il condizionale è d’obbligo, quando si parla di intercettazioni, almeno secondo il sottoscritto.

Le reazioni non si sono fatte attendere. Mediaset minimizza e parla di normali contatti fra direttori e dirigenti.
La RAI dà il via a un’inchiesta interna che coinvolge i giornalisti interessati dalle intercettazioni (fra di essi ci sarebbe anche l’attuale direttore di RaiUno, Fabrizio Del Noce).
Mediaset annuncia querele per le intercettazioni che non c’entrano niente con l’indagine principale.

Le reazioni politiche si sono fatte attendere ancora meno, e sono scontate, da una parte e dall’altra. Inutile dunque, riportarle. Anche perché è inutile vivere di azioni e reazioni, bisogna attendere i fatti. Fatti che si chiariranno - a meno di ulteriori polveroni - solo nei prossimi giorni.

Fatti che cercheremo di seguire insieme a voi.

A quanto sopra mi permetto di aggiungere che l’ipotesi di un patto fra le due aziende dominanti nel mondo della televisione italiana non è poi così impossibile, in una situazione di duopolio - duopolio drogato dal fatto che Rai manda in onda programmi Endemol, controllata da Mediaset, giusto per dirne una - come quella italiana.

Una situazione più volte e da più parti stigmatizzata e indicata come esempio da non seguire.