
Enrico Mentana è appena intervenuto in diretta alla Telefonata di Belpietro dopo la notizia di ieri delle dimissioni dal Tg La7. Mentana ha ribadito il motivo delle dimissioni, ossia l’impossibilità di lavorare con chi lo aveva appena denunciato alla Magistratura per ‘comportamento antisindacale’. Dopo il chiarimento della notte però sembrerebbe che tutto stia rientrando come ha dichiarato lui stesso poco fa:
“Dopo un lungo e faticoso parto, è stato emesso un documento in cui la rappresentanza dei miei giornalisti riunita in assemblea ha sconfessato l’operato del sindacato territoriale, cioè l’Associazione della Stampa Romana, dicendo che era un’iniziativa sbagliata e chiedendo di ritirarlo”.
Alla domanda di Belpietro se le dimissioni a questo punto rientrano, il direttore è stato possibilista:
“Voglio guardare in faccia i miei giornalisti e se c’è un patto di fiducia rientrano. Nessuno vuole fare il Don Chisciotte o lo spaccamontagne sulla pelle degli altri. Abbiamo fatto un progetto, lo abbiamo portato avanti e se ci sono le condizioni si andrà avanti. Non mi piace distruggere per il gusto di andare sulle prime pagine”.
Se qualcuno ha pensato ad un Mentana che abbia fatto tutto questo per farsi pubblicità e per risolvere problemi interni, si sbaglia - non credo di aver bisogno di pubblicità, mi pare che le cose vadano abbastanza bene - ricordando che non si sarebbe mai sognato di fare questa azione se non fosse arrivata una denuncia dell’Ass. Stampa Romana d’intesa con il Cdr del Tg La7.
Interessante la motivazione per cui il direttore non ha letto quel famoso comunicato da cui è scaturita la denuncia e di seguito le sue dimissioni:
“Non l’ho letto perchè non faccio il passacarte ma il direttore. […] La7 è di proprietà di Telecom Italia e non ho mai dato in questo anno e mezzo un comunicato del proprietario. Perchè dovevo dare un comunicato non importante della Federazione della Stampa, cioè del sindacato dei giornalisti. E’ più importante il sindacato del mio editore?”

Corrado Formigli condurrà stasera la prima puntata di Piazzapulita, il nuovo programma di approfondimento di La 7, la sua prima trasmissione su una tv generalista dopo l’esperienza sul satellite con Controcorrente (rubrica di SkyTg24). Sempre su La 7 aveva condotto il primo episodio di “Passato Prossimo”, una serie di reportage dedicati a grandi eventi storici, ma Piazzapulita sarà il primo vero programma associato a quello che (erroneamente) è considerato semplicemente “un erede di Santoro”.
Il giornalista, in Rai dal 1994 con Tempo Reale, è tornato a lavorare ad Annozero nel 2008, ma rispetto ai tempi di Sciuscià era evidente come il ruolo assegnatogli da Santoro gli stesse stretto. Il lavoro di redazione e di inviato nella trasmissione di RaiDue non poteva essere considerato gratificante, d’altra parte Santoro ha smesso da anni di lanciare giovani giornalisti (molti, da Alberto Nerazzini a Paolo Mondani, fra i più validi, sono approdati nel tempo a Report) e con la formula del talk show nel quale sguazzava da protagonista incontrastato finiva per fagocitare tutti i suoi collaboratori. In qualche modo, dietro gli attestati di stima di circostanza, Formigli conferma questa sensazione:
Annozero è Santoro. Sarei un imbecille a pensare di fare un talk clone. Detto questo Michele è un amico, di più, lo considero il mio maestro. In questi anni abbiamo lavorato insieme ma professionalmente ci siamo anche dati tanto reciprocamente. Siamo cresciuti entrambi. Non è la prima volta che mi stacco da lui, lo avevo già fatto in passato ma a 43 anni si ha il diritto, anzi il dovere di camminare con le proprie gambe. Non si può rimanere a vivere sulle spalle di papà, sarebbe un sacrilegio sprecare questa occasione. Io ci devo provare.

Michele Santoro ha chiesto 150 mila euro a Libero. Il quotidiano diretto da Maurizio Belpietro aveva pubblicato in prima pagina il numero di cellulare del giornalista Rai dopo la puntata nella quale Annozero diede conto delle dichiarazioni di Nadia Macrì. In quel servizio lo storico inviato Sandro Ruotolo aveva mostrato un’agenda in possesso della ragazza con il numero di cellulare personale del presidente del consiglio Silvio Berlusconi.
Ruotolo aveva avuto l’accortezza di coprire gli ultimi numeri, peccato che in quei giorni circolasse anche un documento trasmesso dalla Procura di Milano alla Camera dei Deputati che conteneva le prime cifre dello stesso numero rendendo di fatto noto, a chiunque avesse fatto il collegamento, il cellulare del premier.
La pubblicazione del cellulare di Santoro da parte di Libero, bodyguard a mezzo stampa del presidente, era una sorta di bambinesca “vendetta” nei confronti del conduttore. A dare notizia della cifra chiesta da Santoro nella querela è lo stesso quotidiano. Il conduttore di Annozero lamenta di aver subito “48 ore di comprensibile turbamento dello stato d’animo in quanto il suo telefono squillava ininterrottamente per ricoprirlo di ingiurie e minacce“, di aver dovuto “richiedere alla Rai l’attribuzione di una nuova utenza” e di aver passato “due giorni per rendersi nuovamente reperibile alle persone con cui voleva rimanere in rapporto e per individuare il numero di persone che avevano lecitamente il precedente numero e informarle dell’accaduto“.
Sono tempi bui. Non si può commentare altrimenti il momento di bassa televisione che si è visto ieri sera a L’ultima parola. Si parla di libertà, di inchiesta sul premier, si parla di corpo delle donne. Ad un certo punto, Belpietro attacca Giulia Innocenzi.
Ma cara Innocenzi, ma tu ti sei mai chiesta perché sei stata scelta ad Annozero?
Ma tu non facevi la giornalista, non eri nessuno, non conoscevi nessuno. Perché ti hanno pigliato?
[…] Santoro vuole soltanto gente come te, che va lì e fa la sua parte.
[…] Voi siete le veline del giornalismo della sinistra. E fatela finita. Siete esattamente la stessa cosa.
Il sottotesto è fin troppo chiaro e deprimente, e la discussione, per 9 lunghi minuti, non si schioda da questa deriva. La Innocenzi - giustamente, secondo il sottoscritto - bolla le parole di Belpietro come intrise di maschilismo, Luca Telese interviene in sua difesa (e ricorda il passato, politicamente a destra, della Innocenzi stessa), ma la bagarre continua e la cosa incredibile è che il fatto che si disserti sulle parole di Belpietro viene preso a pretesto da Paragone per dire - in una sorta di a parte teatrale, metatestuale, in cui il giornalista-conduttore si rivolge al pubblico mentre in sottofondo l’audio della discussione continua - che evidentemente non ci sono opinioni o elementi probatori sul premier, visto che si parla di tutt’altro. Lo fa proprio rivolgendosi allo spettatore, Paragone. Dandogli del tu. Il che, televisivamente e giornalisticamente, ha davvero del clamoroso.
Il punto, infatti, non è (solo) il maschilismo, né (solo) l’esistenza o meno di una morale o dei neopuritani - come li ha chiamati Giuliano Ferrara, riportando concetti cari a Berlusconi nel suo soliloquio al Tg1.
Continua a leggere: Maurizio Belpietro contro Giulia Innocenzi: "Siete le veline della sinistra".

Un uomo armato si è introdotto nel palazzo nel quale vive Maurizio Belpietro. Una possibile aggressione, dai contorni decisamente inquietanti, sventata dall’uomo della scorta che segue il direttore di Libero e collaboratore di Mattino 5. Secondo le prime ricostruzioni l’agente, dopo aver accompagnato Belpietro al suo appartamento, ha incontrato un uomo che impugnava una pistola.
L’agente ha aperto il fuoco tre volte, sparando in aria, allo scopo di intimorire lo sconosciuto che si è immediatamente dato alla fuga facendo perdere le sue tracce. La Digos e la squadra mobile sono già al lavoro per cercare di dare un nome all’uomo.

Scrive oggi l’Espresso che il previsto programma di Maurizio Belpietro, quello che doveva andare in onda prima serata sulla Rai, come contrapposizione ideologica a quel fortino di comunisti che è Annozero, quello - ricordiamolo - che aveva istigato gli italiani a non pagare il canone, sia saltato definitivamente. Dopo diversi lanci, batti e ribatti e notizie dell’ultim’ora, insomma, la trovata “pluralista” della Rai è destinata come minimo ad essere rinviata a data da destinarsi. Questo - come scrive L’Espresso - nonostante colloqui già avviati nel mese di febbraio “con autori tv, filmmaker di successo e giornalisti, alcuni di questi provenienti dalla ex Tv della Libertà di Michela Brambilla”. Addirittura Belpietro s’era messo di impegno e di ingegno per operare un vecchio colpo di mercato: sottrarre alla redazine di Porta a Porta Marco Zavattini, l’autentico braccio destro di Bruno Vespa. Annozero e Ballarò, per il momento, resteranno da soli. A settembre si vedrà, promettono a Viale Mazzini.
Bisogna dare atto a Luca Telese di star meritando l’epiteto - che Il Giornale gli ha dato qualche tempo fa - di “Santorino”. Il conduttore di Tetris, infatti, sta esaltando il mestiere del giornalista quanto a precisione, libertà, puntigliosità, coerenza e capacità di resistere senza guinzagli. Esattamente come il collega Rai, tanto inviso al quotidiano ufficio stampa del Governo. Quella di La7 è stata, ad oggi, l’unica trasmissione a dare veramente spazio ai cassaintegrati dell’Asinara, di cui avevamo parlato qualche settimana fa e che abilmente hanno adoperato il marchio dell’Isola dei Famosi per farsi pubblicità (e bene: il gruppo su Facebook, nel frattempo, è arrivato a quasi 80mila iscritti): già la scorsa settimana il gruppo di operai sardi, che da più di un mese si è posto in autoisolamento di protesta nella cosiddetta Isola dei Cassintegrati - il primo e unico sciopero di operai in forma di reality show - ha goduto di un bel servizio in seno a Tetris. Questa sera, proprio per contrapporsi, idealmente e idelogicamente, all’Isola degli Sprechi e dei Raccomandati in onda contemporaneamente su RaiDue, il gruppo di sfortunati e coraggiosi lavoratori sarà ospite in studio e parlerà, interrogato da Telese e dai suoi ospiti, tra cui Vittorio Sgarbi, Debora Serracchiani, Maurizio Belpietro, Franco Grillini, Matteo Salvini, Gaetano Quagliariello.
Un modo per conoscere un fatto di tragicità quotidiana e sociale adoperando il meccanismo del linguaggio televisivo. Oltre che un’alternativa davvero godibile all’Isola dei Famosi, per chi non dovesse gradire. Da segnalare, inoltre, che i “Cassintegrati” sono stati ospiti anche di un’altra trasmissione, Reality, sempre trasmessa da La7. La riprova, ancora una volta, che un certo tipo di informazione se non si fa “di nicchia”, non si fa proprio.

A Domenica Cinque si (s)parla del caso Aldo Busi, gettando fango sulla concorrenza. Barbara D’Urso, la conduttrice del contenitore di Canale 5, ha per prima lanciato una frecciatina contro la tv di stato:
“Il servizio pubblico ha più doveri di noi”.
Antonio Marziale, Presidente dell’Osservatorio sui Diritti dei minori, ha invece sottolineato che la tv entra in una casa come l’acqua, diventando un bene di fruibilità pubblica a prescindere dalla legislazione distinta che separa Rai e Mediaset.
Il giornalista Roberto Poletti, ospite in studio, ha dalla sua ribadito che programmi come l’Isola dei Famosi sono finanziati dai soldi del canone. E il direttore di Libero, nonché editorialista di Mattino Cinque, Maurizio Belpietro ha infierito:
“Evidentemente in Rai è stata data a Busi licenza di uccidere”.
A questo punto arriva una dichiarazione piuttosto incauta della stessa D’Urso:
Ha esordito ieri con successo Tetris, l’approfondimento politico in prima serata di La7 firmato e condotto dall’ottimo Luca Telese e giunto alla sua quinta edizione. Vale la pena ricordare l’appuntamento settimanale con questo format originale della televisione italiana di qualità, in onda ogni mercoledì alle 21.10: lo facciamo approfittando non solo del nuovo corso del programma d’informazione ma anche dell’interessante intervista che i colleghi di Polisblog hanno realizzato proprio con il conduttore Telese.
Tetris è cominciato molto bene dal punto di vista degli ascolti e addirittura col botto dal punto di vista tematico, grazie a un tema scottante, quello della crisi del lavoro e della situazione della Fiat proprio nel giorno dello sciopero indetto dai lavoratori dell’azienda torinese per protestare contro la Cassa integrazione e contro la politica dell’azienda. In studio abbiamo visto accavallarsi le opinioni del Governatore della Puglia, e vincitore delle primarie del centrosinistra per le prossime regionali, Nichi Vendola, il Presidente dei deputati della Lega Nord, e candidato presidente di Regione Piemonte, Roberto Cota, il Presidente della Cgia di Mestre, e candidato del centrosinistra alla presidenza della Regione Veneto, Giuseppe Bortolussi, Bianca Berlinguer, direttore del Tg3; Evelina Christillin, presidente del Comitato promotore Torino 2006 e Presidente del Teatro Stabile di Torino e Maurizio Belpietro, direttore del quotidiano Libero, nonché portabandiera del movimento pluralista anti-santoro di RaiDue. A presiedere l’ormai nota “giuria di qualità” del programma, deputata a considerare le tesi espresse dai presenti e giudicare il più convincente, Marco Damilano, giornalista de L’Espresso, affiancato da Marco Ferrante, vicedirettore de Il Riformista, e Sergio Rizzo, giornalista del Corriere della Sera.
Nella giornata di oggi, sui principali quotidiani online, molti dei temi discussi ieri in trasmissione stanno venendo approfonditi e rilanciati. Repubblica, per esempio, sottolinea l’intercettazione fatta ascoltare in studio tra Silvio Berlusconi e Paolo Guzzanti, in occasione di una biografia in seguito mai più autorizzata, ove si sente l’attuale presidente del consiglio parlare dei suoi strani inizi da imprenditore. Quindi il desiderio espresso da Vendola di adottare un bambino, rilanciata dal Corriere della Sera, ma soprattutto la trovata-tormentone di riarrangiare le parole di uno degli ospiti (nel video in calce a questo articolo potete vedere all’opera proprio Vendola) secondo l’armonia di una canzone famosa (Vita Spericolata, in questo caso). Si tratta, naturalmente, di un “tarocco tecnologico”, come lo definisce lo stesso Corriere, che rallenta o velocizza il parlato del malcapitato, rendendolo perfettamente compatibile con una canzone preventivamente selezionata. L’effetto è esilarante e non c’è dubbio che sarà una delle chiavi “virali” del successo di questa quinta edizione di Tetris.
Dopo il salto un altro esilarante mix di politici e personaggi dello spettacolo che cantano “La cura” di Franco Battiato.

Natale porta Maurizio Belpietro. La notizia diventa ufficiale e acquista i contorni dei dettagli. L’attuale direttore di Libero sarà il paladino dell’informazione di destra della Rai: in una parola la risposta a Michele Santoro che con Annozero, secondo il parere dei fini cervelloni di questo Paese, sarebbe eccessivamente orientato a sinistra. La rete sarà la medesima, ovviamente, cioè RaiDue, il giorno della messa in onda verrà fissato nei prossimi giorni ma dovrebbe essere il lunedì o il mercoledì. Data di partenza: la seconda settimana di gennaio. Certo sarà un’impresa per Belpietro arginare il successo plebiscitario di Annozero, la trasmissione di sinistra più seguita nel Paese più a destra d’Europa (almeno secondo i sondaggi di Arcore). Lo stesso conduttore-giornalista si affretta a definire i contorni dell’operazione:
“Io e Michele abbiamo idee lontane anni luce. Ma è un fior di professionista, lo rispetto, ha talento e fa televisione da 20 anni. Io voglio partire con i miei tempi, rodarmi, avere il tempo di fare anche ascolti non mirabolanti”.
Niente male: il governo decide, citando il Premier, che il servizio pubblico offre un servizio “falso e fazioso” e piazza un suo uomo in prime time. Miracoli luminescenti di Natale: la Stella Cometa del regime splende alta nei cieli. Lui, l’eletto della destra, nega il compenso filtrato tra le righe, quel milione di euro che avrà fatto rizzare i capelli anche a Bruno Vespa:
“Ho fatto presente l’assegno che prendo a Mediaset. E’ meno, molto meno della metà di un milione. Non vorrei perderci, tutto qui”.
“Perderci”, conducendo una trasmissione sulla tv di Stato e rimanendo direttore di un quotidiano nazionale, risulta davvero difficile da credere. In ogni caso in bocca al lupo a Belpietro per la nuova avventura “pluralista” della Rai.

Anche se la trasmissione condotta da Maurizio Belpietro dovesse effettivamente esistere, Annozero sarà regolarmente parte del palinsesto di RaiDue fino a maggio del 2010, come previsto. E’ stato Massimo Liofredi a placare qualsiasi voce che potesse nuovamente mettere in discussione il lavoro di Michele Santoro su RaiDue.
Santoro e’ un grande giornalista, che va in onda sotto la diretta responsabilità del direttore generale. Io sono per il pluralismo, inteso come abbondanza di trasmissioni dentro la rete
E così, in nome di quel pluralismo, Massimo Liofredi annuncia che nel 2010 ci sarà spazio anche per una trasmissione condotta da Gianluigi Paragone. Per la cronaca, Paragone è l’ex direttore de La Padania, attuale condirettore di Libero (il cui direttore è, guarda un po’, proprio Belpietro), nonché ex conduttore del dimenticabilissimo - e quindi già dimenticato - Malpensa Italia, una sorta di show informativo nordista andato in onda in seconda serata su RaiDue.
Per controbilanciare Santoro, dunque, ci vogliono Belpietro e Paragone?

Maurizio Belpietro, dopo la conduzione de L’Antipatico dal 2004 su Canale 5 e della rubrica Panorama del giorno, si prepara a sbarcare sulla Rai. Più precisamente su RaiDue, proprio la rete nella quale è frequentissimamente ospite dell’Annozero di Michele Santoro, e proprio nella veste di “anti” Annozero. L’attuale direttore di Libero è infatti ufficialmente in trattativa per andare a condurre un programma di approfondimento in prima serata al mercoledì su RaiDue, al posto di X-Factor 3 e quindi dal 9 dicembre prossimo.
La notizia era filtrata già nei giorni scorsi, ma di fronte all’ennesimo articolo de Il Fatto Quotidiano sul tema è giunta al fine la conferma di Belpietro che ha parlato di “discussione” in corso rispetto ad un programma televisivo sul quale ci sarebbero “tante idee“, ma “nulla di concreto“. Secondo le indiscrezioni la trasmissione condotta da Belpietro dovrebbe essere a tutti gli effetti la nemesi di Annozero e avere il vantaggio (o lo svantaggio, punti di vista) di andare in onda al mercoledì, con un giorno d’anticipo rispetto all’odiato Santoro.
Annozero propone Marco Travaglio? Belpietro risponde con Filippo Facci, nemico giurato di Antonio Di Pietro, che per alcune settimane in estate era stato immaginato come ideale elemento di bilanciamento a Travaglio proprio all’interno di Annozero. L’impressione è che dopo i tentativi di ostacolare e “rallentare” il programma di Michele Santoro i vertici Rai si siano rassegnati a dover rischiare la carta dell’alternativa.
Continua a leggere: Belpietro su Rai2 in prima serata: è l'anti Annozero

Della puntata di Annozero appena andata in onda, quella con l’intervista a Patrizia D’Addario e capace di sbancare l’auditel con un risultato senza precedenti, abbiamo parlato già diffusamente. Un dettaglio però non è ancora stato analizzato, si tratta di un particolare decisamente stonato che, anche rivisto a mente fredda, appare una brutta caduta di stile per il programma. La scaletta, fra le tante altre cose, includeva un collegamento con Carl Bernstein, celebre giornalista e vincitore del Premio Pulitzer per i suoi articoli sul Washington Post con i quali, insieme a Bob Woodward, svelò i retroscena dello Scandalo Watergate che indusse il Presidente Nixon alle dimissioni.
Santoro lo introduce in maniera decisamente maldestra confondendo l’attore che lo aveva interpretato nel film Tutti gli uomini del Presidente di Alan Pakula, per il conduttore è Robert Redford, ma Bernstein lo corregge con una risata piuttosto divertita specificando che si trattava di Dustin Hoffman. Insomma, si parte decisamente male e lo stesso Santoro non nasconde un certo imbarazzo. Le tre domande che vengono poste a Bernstein, come di consueto quando si tratta di Annozero, hanno lo scopo di dimostrare che “in America non è come da noi” e implicitamente che Silvio Berlusconi rappresenta una macroscopica anomalia nel panorama mondiale.
“Cosa possiamo sapere di un politico? Dove si deve fermare l’attività giornalistica?“, “Che idea si è fatto del caso Berlusconi?“, e ancora “Secondo lei assistiamo nel mondo ad un restringimento degli spazi dell’informazione?“. Le risposte di Bernstein sono molto diverse da quelle che Santoro si aspetta, come anche l’escalation delle domande tese a far sbilanciare il giornalista sul caso italiano dimostra, ma il cronista statunitense non sembra abboccare e al contrario appare quasi irritato dal tono e dal contenuto dei quesiti che gli vengono posti. Bolla le domande come “troppo generiche“, dice che “non si può essere fatto un’opinione precisa sulla situazione nel nostro paese“, sostiene che “anche i politici hanno una zona legittima per la loro privacy” e teorizza che “le restrizioni all’informazione tendono ad essere auto imposte” piuttosto che frutto di una pressione dei potenti.
Continua a leggere: Annozero: Lo strano caso del Dottor Bernstein e di Mister Bernstein

Sorpresa e meraviglia, nemmeno il tempo di godersi la puntata di Annozero, frettolosamente chiusa durante le vignette di Vauro, che su RaiUno è già partita quella odierna di Porta a Porta. Bruno Vespa, in diretta solo come nelle grandi occasioni, con volto severo manda in onda spezzoni di Annozero passati su RaiDue non più tardi di un’ora prima.
In studio è rappresentata tutta la politica italiana, dal ministro della difesa La Russa a Donadi dell’Italia dei Valori, pronta a commentare rigorosamente live gli esiti della trasmissione più controversa della storia della tv italiana. Un evento, se vogliamo essere di manica larga, che spiega anche il primo caso di “contro-trasmissione” della storia della tv italiana.
In corso d’opera arriva anche il trafelato Maurizio Belpietro, direttore di Libero, già ospite ad Annozero e messo in condizione di porre le sue domande direttamente a Patrizia D’Addario, la escort (o “prostituta” come ha tenuto a specificare in apertura in maniera greve ma onesta La Russa) che ha animato la nottata in cui Berlusconi doveva mandar giù l’esito elettorale delle elezioni americane in cui è stato eletto Obama.
Continua a leggere: Prove tecniche di pluralismo: Porta a Porta su Annozero e la D'Addario