Il mercoledì comedy della Abc ha avuto successo. Fatta eccezione per “Hank”, le nuove serie “Modern Family”, “Cougar Town” e “The Middle” stanno avendo buoni ascolti, al punto da essere già state confermate per la prossima stagione. La notizia è stata data da Stephen McPherson, presidente del network, durante il Television Critics Association Press Tour.
La notizia, in realtà, potrebbe suonare scontata, visti i risultati che le tre comedy hanno ottenuto in questi mesi: se “The Middle” (dal 17 gennaio su Joi di Mediaset Premium) finora ha avuto una media di sette milioni di telespettatori e “Cougar Town” viene visto da quasi otto milioni di persone, la vera sorpresa della stagione è stata “Modern Family”.
Per la serie, che ha già visto la presenza di alcune guest star del calibro di Edward Norton, Elizabeth Banks e Benjamin Bratt, la media attuale è di 9,4 milioni di telespettatori che, aggiunti alle ottime recensioni della critica (“La più divertente nuova family comedy dell’anno”, secondo il “Time”), l’hanno resa un successo a poche settimane dalla partenza.
Phoebe e Monica di “Friends” di nuovo insieme, o almeno le loro interpreti: Lisa Kudrow sarà guest star di un episodio di “Cougar Town”, la comedy della Abc con protagonista Courteney Cox in onda da un mese e già confermata per tutta la stagione.
La Kudrow sarà, stando alle dichiarazioni della Cox, “una dermatologa che il mio personaggio non potrà smettere di frequentare, nonostante il suo cattivo comportamento…E’ la migliore in città e Jules ne diventerà dipendente”. L’episodio in cui rivedremo insieme le due attrici sarà girato il prossimo mese ed andrà in onda ad inizio del prossimo anno.
La Cox evidentemente ha tenuto buoni rapporti col resto del cast della sit-com conclusasi cinque anni fa: ricordiamo, nel 2007, la partecipazione straordinaria di Jennifer Aniston alla prima stagione di “Dirt”, drama prodotto dalla stessa Courteney Cox per Fx. La Kudrow, seppure per una partecipazione veloce, si unisce agli altri ex Friends che rivedremo sul piccolo schermo, come Matt LeBlanc e Matthew Perry.
UPDATE: é arrivata la conferma che la Abc ha acquistato i diritti del nuo show con Matthew Perry. La rete della Disney, così, firma il suo secondo accordo con una star di “Friends” (la prima è stata Courtney Cox).
Matthew Perry prova ancora una volta a scrollarsi di dosso l’etichetta di Chandler Bing, che tanto lo rese famoso negli anni di “Friends” ma che non gli portò molta fortuna negli anni a venire. L’attore, insieme a Alex Barnow e Mark Firek (”Til Death”) sta infatti scrivendo e producendo una nuova sit-com che lo vedrà protagonista e che in settimana sarà presentata a numerosi network.
Prodotta dalla Sony ed ancora senza nome, la storia -in single camera- è quella di un manager di un’arena sportiva di seconda classe che, alle soglie dei quarant’anni, si trova di fronte a nuove scelte ed alla decisione di cambiare vita. A dirigere l’eventuale episodio pilota, Thomas Schlamme, che con l’attore aveva già lavorato in “Studio 60 on the sunset strip”.
Sarà la volta buona per Perry? Dopo “Friends”, la sua carriera ha subìto un brusco rallentamento, e con il sopra citato “Studio 60″ il suo ritorno in tv è stato seguito dalla chiusura della serie dopo una stagione. Da allora, un po’ di cinema (citiamo il recente “17 again-Ritorno al liceo”) e il tentativo nei mesi scorsi di tornare sul piccolo schermo con “The end of Steve”, comedy il cui pilot voluto da Showtime non ha mai convinto il network.
Una notizia che passiamo volentieri ai colleghi di Cineblog per ogni ulteriore approfondimento, ma che non potevamo toccare anche noi, dal momento che stiamo parlando di uno dei figli prediletti della televisione commerciale: Friends. La celeberrima, pluripremiata, longeva e leggendaria sit-com americana che ha lanciato nel mondo attori come Matthew Perry e Jennifer Aniston, diventerà un film per il grande schermo. La notizia era già scivolata tra le fessure dell’informazione un anno fa, prontamente smentita dalla Warner Bros; oggi l’indiscrezione torna prepotente con tutte le stigmate della veridicità.
La rivista inglese “News of the World”, infatti, rilancia la bomba, citando come fonte James Michael Tyler, l’attore che ha dato il volto al barista Gunther dal 1994 al 2004. “Sono ancora in contatto con gran parte del cast e dicono che l’idea gli piace tantissimo” ha riferito Tyler. Consensi e favori anche da Lisa Kudrow - la mitica Phoebe nella serie - la quale si era dichiarata “aperta ad ogni possibilità” dal momento che “sarebbe divertente rivedere tutti gli altri del cast”.
Plebiscito tra gli appassionati. Dopo l’esperimento di “Sex And The City”, i lettori del newyorchese “Daily News” si sono espressi favorevolmente: il 68% degli intervistati ha dichiarato “interessante” il progetto. Voi cosa ne pensate?
Ne abbiamo parlato già ieri, del destino riservato da Italia 1 ad alcune serie in prima tv, a cui spetta il compito di fare compagnia agli insonni o a chiunque si ritrovi sveglio tra le le due e le quattro del mattino. Da stanotte, l’arduo compito spetta a “Studio 60 on the sunset strip”, unica stagione di 22 episodi trasmessa dalla Nbc nel 2006.
Potremmo passare ore a cercare di capire i motivi di una messa in onda così sfortunata per una serie che, tutto sommato, per quanto non sia diventata un fenomeno globale è rimasta nella mente di molti. Oppure, potremmo più semplicemente accontentarci di programmare il videoregistratore, considerando però che gli episodi partiranno tra l’1:30 e le 2:30 e che ne andranno in onda due a notte.
Sono i misteri della tv: probabilmente direbbero questo i due protagonisti del telefilm, Matt (Matthew Perry, al suo primo ruolo televisivo dopo “Friends”) e Danny (Brandley Whitford, “The West Wing” e“Profumo di donna”), sceneggiatori un po’ dimenticati dallo show business che vengono richiamati dal network per cui lavoravano a rimettere mano sullo “Studio 60″, show in stile “Saturday night live” che sta perdendo colpi.

Anche gli attori più famosi della tv hanno i loro sogni. Per lo meno questo vale per Matthew Perry, meglio noto con l’alias di Chandler Bing in “Friends” -che ricordiamo però molto volentieri anche per “Studio 60 on the sunset strip”-, che in alcune recenti dichiarazioni ha espresso tutto la sua passione per una particolare serie televisiva: “Lost”.
“Sono davvero dipendente da questo telefilm. Seguo addirittura le sceneggiature online”: insomma, Perry è tale e quale a tutti quei milioni di spettatori che da 5 anni ormai hanno fatto dello sci-fi di Abc la loro droga settimanale, non perdendosi neanche un minuto o un fotogramma degli episodi -e già ce lo immaginiamo mentre rivede per l’ennesima volta l’episodio pilota, o che rimane impietrito davanti alla tv dopo l’uccisione di Ana Lucia e Libby, o divertirsi con “Exposè”, curioso episodio dai contenuti metatelevisivi della terza stagione-.
E, proprio come ogni fan, l’ex Chandler non può non desiderare una visita sul set, a contatto con vecchie e nuove presenze del cast, e la visione dal vivo di qualche scena. O addirittura un ruolo da co-protagonista. Ed infatti:

“Studio 60 on the Sunset Strip” (gallery) è una serie che i lettori fedeli di TvBlog non possono perdersi, visto il tema che tratta. A due anni dalla sua messa in onda sulla Nbc, finalmente arriva in Italia, stasera alle 21 con un episodio a settimana, su Joi di Mediaset Premium.
Creata da Aaron Sorkin, a cui si deve “The West Wing”, “Studio 60″ è una rappresentazione abbastanza fedele di come il mondo della televisione non sia sempre tutto rose e fiori. Mostrando la realizzazione di uno show molto popolare in America -una sorta di “Saturday Night Live”-, il vero set non è il palco ma il suo dietro le quinte: dalla rincorsa alla guest star migliore -nel primo episodio c’è Felicity Huffman, la Lynette Scavo di “Desperate Housewives”, ma vedremo anche Sting e Lauren Graham, ex “Gilmore Gilrls”-, ai problemi di audience, passando al peso sempre maggiore che i network hanno sulla creatività degli autori.
Ed è proprio da questo che parte il telefilm: nel bellissimo monologo di inizio puntata, il creatore dello show, esausto dall’ennesima restrizione del responsabile dell’immaginaria Nbs, rivela senza troppi troppi giri di parole davanti alle telecamere l’attuale stato della televisione secondo lui, sospesa tra blande produzioni e interessi solo commerciali che hanno reso il pubblico semplice consumatore senza capacità di critica.
Continua a leggere: Studio 60 on the Sunset Strip: la comedy metatelevisiva in onda su Joi
L’overdose che Raidue ed Italia1 ci stanno procurando di “Friends” è senza precedenti. Una manna per i fan, che si ritrovano all’ora di cena in compagnia dei sei del Central Perk, un po’ meno per chi si ritrova a seguire da una parte gli esordi e poi fa un balzo di qualche anno, con buchi anche di più di una stagione.
A prescindere da quali puntate stiate seguendo, la notizia circolata in questi giorni avrebbe potuto far felici molte persone: dopo il successo del film di “Sex & the city”, infatti, circolava voce che si era già messa in moto la macchina per realizzare un film su “Friends”, con tanto di reazioni entusiastiche degli attori protagonisti ed addirittura una previsione di uscita nelle sale entro un anno e mezzo.
Abbiamo usato il condizionale perché, dalla Warner Bros., è arrivata la smentita: “Non c’e’ nulla di vero in queste voci”. La conferma è giunta anche dagli agenti di alcuni attori protagonisti, come Matthew Perry (ora impegnato in “The end of Steve”).
Continua a leggere: Infondate le voci di un film su Friends: meglio così?
Alla fine di “Friends”, i sei amici -anche fuori dal set- più famosi degli ultimi anni hanno tentato di mantenersi sui gradini alti della popolarità televisiva americana, con idee non sempre, però, convincenti.
Esclusa Jennifer Aniston, decisa a darsi da fare al cinema, tutti gli altri hanno bazzicato qua e là in televisione: Lisa Kudrow è apparsa in “The Comeback”, sit-com della Hbo dai bassi ascolti e subito sospesa; Matt LeBlanc ha cercato di accalappiare qualche nostalgico di “Friends” proponendo lo spin-off “Joey” (il sabato e domenica mattina in onda su Raidue), ma senza successo; David Schwimmer, oltre che attore, si dà sempre di più alla regia -come sta facendo per “Little Britain Usa”-. Infine, Courtney Cox Arquette è appena rimasta a piedi dopo la cancellazione del suo discusso “Dirt”.
All’appello ne manca uno, Matthew Perry, alias Chandler Bing. Dopo un privato burrascoso, fatto di dipendenze da alcool e medicinali e relative riabilitazioni, è tornato in tv nel 2006 per “Studio 60 on the sunset strip”, nel ruolo dell’autore Matt Albie. Segnata da un scarso riscontro, la serie è durata una sola stagione. Ma, tra i sei amici del Central Perk, Matthew è quello che prima di tutti si vuole rimettere in sella, o almeno ci prova, diventando produttore esecutivo, sceneggiatore ed interprete di “The end of Steve”, comedy prodotta dalla Sony.
Continua a leggere: The end of Steve, un nuovo inizio per Matthew "Chandler" Perry
Friends è molto più che una commedia brillante e da questa settimana torna in pompa magna sulla tv generalista. Dopo aver monopolizzato il palinsesto di Fox, a furia di repliche tuttora in corso, va in onda tutta l’estate a reti unificate per l’annosa questione dei diritti Warner (in via di dismissione in Rai, che ha perso la prelazione sulle prime stagioni ad appannaggio di Mediaset). Mentre Raidue ha iniziato a programmare “gli anni della maturità” sin da domenica (pessima scelta editoriale, iniziare nel weekend passando poi bruscamente dal preserale domenicale all’access settimanale), Italia 1 si gioca la carta del pilot da questa sera alle 19.05.
Beghe dei palinsesti a parte, Friends è la sitcom americana che ha rappresentato un’intera generazione, segnando tendenze, influenzando la comunicazione giovanile e inaugurando un nuovo lifestyle di ispirazione televisiva. Il suo segreto è sempre stato quello di suscitare invidia verso gli spensierati protagonisti mista a disdegno per la loro apparente mancanza di prospettive.
La comitiva formata dal romantico Ross (David Schwimmer), dal burlone Chandler (Matthew Perry), dal demenziale Joey (Matt LeBlanc), dalla viziata Rachel (Jennifer Aniston), dall’incontaminata Phoebe (Lisa Kudrow) e dall’insicura Monica (Courteney Cox) ha dato prova della propria inseparabilità nello storico Central Perk, locale di ritrovo nel cuore di Manhattan rimasto fulcro di tutte e dieci le stagioni. Nessuna defezione: a costo di sfiorare cachet stratosferici ognuno degli attori del cast è rimasto al suo posto, a interpretare dal 1994 al 2004 il proprio personaggio di culto. L’ultimo episodio, il 237esimo, ha riportato un’audience mondiale stimata a più di 100 milioni di spettatori.
Continua a leggere: Friends: torna a reti unificate la sitcom di culto

La gente che vede la televisione non è più stupida di quella che la fa.
Di Studio 60 on the Sunset Strip abbiamo parlato parecchio tempo fa.
Il sottoscritto ci si è avvicinato di recente - mica è semplice stare dietro a tutto - e si è autosomministrato l’usuale overdose di puntate, a dire il vero serrate nel tempo come è capitato raramente.
Per chi non sapesse di cosa sto parlando, ecco un rapido riepilogo. Studio 60 on the Sunset Strip è una serie tv americana, in onda sulla NBC dal 18 settembre scorso, che racconta il dietro le quinte di uno show televisivo in diretta che si chiama proprio come la serie: Studio 60 on the Sunset Strip. L’arena setting è sufficiente a far capire quanta televisione ci sia in questa serie, ideata da Aaron Sorkin (noto agli appassionati soprattutto per The West Wing), attore protagonista Matthew Perry (sì, proprio Chandler di Friends), scritta e girata in maniera straordinaria (guardatevi il pilot: un giro di steadycam mentre il pubblico viene preparato alla diretta da uno degli attori del cast, e tutti i personaggi - secondari - vengono presentati).
Nel pilot, il producer del tv-show si esibisce in 53 secondi - tanto dura prima di essere tagliato - di un monologo non previsto in cui il momento più gentile definisce il pubblico lobotomizzato da un network di rotti in culo. Non male, vero? E la scaletta della serie, così come quella dello show che racconta (nell’immagine, uno screenshot) è colma di momenti simili. Ma non basta. C’è la lezione che tutti dovremmo imparare.