Anche uno show il cui scopo è divertire ed intrattenere può creare qualche polemica. Succede con “Glee”, la musical comedy della Fox che nell’episodio in onda stanotte mostrerà alcune scene che hanno fatto arrabbiare gli attori disabili d’America.
-Attenzione: spoiler-
Nell’episodio in questione dal titolo emblematico “Wheels”, il protagonista sarà Artie (Kevin McHale), il ragazzo sulla sedia a rotelle, che rischia di non andare alle gare regionali a causa delle difficoltà di spostamento per una persona nelle sue condizioni. Will (Matthew Morrison), allora, cercherà di far capire agli altri ragazzi le difficoltà del loro amico invitandoli a passare del tempo loro stessi su una sedia a rotelle.
A parte il nobile intento dell’episodio, che mostra -come tutta la serie- come l’amicizia possa abbattere ogni barriera, gli attori diversamente abili americani sembra abbiano approfittato dell’annuncio dell’episodio per esprimere il loro rammarico verso un personaggio interpretato da un attore che in realtà non soffre di alcun problema fisico.

Ryan Murphy ci aveva già fatto capire di essere un appassionato di musica già nella sua ultima creazione, quel “Nip/Tuck” in cui ogni intervento chirurgico era accompagnato da una colonna sonora strepitosa. Ora, ci tocca usare lo stesso aggettivo per le voci dei protagonisti di “Glee”, ultima idea di Murphy e di cui la Fox ha trasmesso il pilot la scorsa settimana, annunciandone l’arrivo in autunno (se siete curiosi, dopo il salto trovate un lungo trailer).
In “Glee” troviamo tutti gli elementi per un successo: un po’ teen drama (Murphy ha anche lavorato a “Popular”, chiusa anzitempo nel 2001), un po’ “Sister Act” nel raccontare il rapporto tra studenti e insegnanti, un po’ talent. Perchè, proprio come in ogni “American Idol” che si rispetti -e non a caso l’episodio numero uno è stato trasmesso dopo la finale dello show più visto d’America-, in “Glee” i protagonisti sono giovani perdenti, insoddisfatti della loro vita ma con uno straordinario talento vocale, la loro “arma” contro i pregiudizi della gente e dei compagni di classe.
Una miscela di ironia e canto che non vedevamo dai tempi di “Saranno Famosi” e che è piaciuto agli americani: in 10 milioni hanno seguito il primo episodio, la critica è stata positiva e sulla rete è iniziata la ricerca ai 6 protagonisti: insomma, se il buongiorno si vede dal mattino, il prossimo autunno in tanti canteranno insieme al “glee club” (il “coro vocale”) di Murphy.
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Mentre Nip/Tuck, in America, si sta avviando verso la conclusione, il suo creatore Ryan Murphy si è già messo al lavoro per una nuova serie televisiva, che questa volta andrà in onda su Fox.
Titolo del telefilm è “Glee”, ed è già stato definito una “comedy musical” che unisce, appunto, i toni della commedia a quelli del musical in 60 minuti di episodio. Le puntate per ora ordinate sono 13, e potrebbero andare in onda già dalla prossima primavera. Murphy ha promesso la stessa particolare verve ironica che abbiamo già potuto apprezzare in “Nip/Tuck”.
La storia vede al centro un trentenne professore di spagnolo in un liceo dell’Ohio, Will (Matthew Morrison, foto) che subentra nella direzione della compagnia di canto corale (”glee club”, appunto), ormai diventato un posto di rifugio per gli emarginati della scuola.
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