
C’era una volta.
- Un re! - diranno subito i miei piccoli lettori.
- No, ragazzi, avete sbagliato. C’era una volta un pezzo di legno.
Così comincia Pinocchio, una delle storie più famose della Terra, insieme alla Divina Commedia e alla Bibbia. Il masterpiece di Collodi verrà riproposto su RaiUno domenica e lunedì in una miniserie diretta da Alberto Sironi: Luciana Littizzetto, l’irriverente Lucianina rilanciata definitivamente in televisione da Fabio Fazio, darà voce e fattezze al Grillo Parlante. Ed è proprio con quella medesima saggezza che l’artista torinese si lancia:
“Le fiabe si raccontano e si ri-raccontano. Alle elementari avevo la collezione di figurine del Pinocchio di Comencini, ma c’è un’attualità nuova che si può raccontare ai ragazzi di oggi: invece di guardare il Grande Fratello, guardate Pinocchio. Lui in realtà è uno figo. Perché è curioso di tutto, ficca il naso dovunque e non passa intere giornate attaccato alla playstation. E questo è molto trasgressivo. Non capisco solo una cosa: come mai alla Fata non hanno messo i capelli turchini mentre a me hanno piazzato in testa due antenne di ferro grosse così”.
Ipse dixit all’auditorium di Roma, davanti ai bambini della scuola elementare che hanno presenziato all’anteprima.
La Fatina sarà Violante Placido, capelli rossi e decolleté pronunciato, mica da ridere. Pinocchio, invece, lo farà il giovane attore Robbie Kay: “Non parlavo italiano - ha detto - ed è stato difficile entrare nel ruolo. Lo ammetto, sono anch’io come lui. Ma credo che qualche bugia la diciamo tutti”. Mastro Geppetto è interpretato da Bob Hoskins e doppiato da Massimo Ghini. Thomas Sangster è Lucignolo, Maurizio Donadoni fa Mangiafuoco, Bianca D’Amato è Elisa e Wenanty Nosul L’Editore. La maestra di Pinocchio avrà il volto di Margherita Buy. Nella fiction ci sarà anche uno spazio per Carlo Collodi stesso, interpretato da Alessandro Gassman. Attenzione al Gatto e alla Volpe, interpretati da Toni Bertorelli e, soprattutto, da Francesco Pannofino, già visto in Boris nel ruolo di René e celeberrimo doppiatore dei più grandi divi hollywoodiani (George Clooney su tutti): gli sceneggiatori sono Ivan Cotroneo e Carlo Mazzotta.
Il tutto avviene trentasette anni dopo il Pinocchio di Luigi Comencini, qiello con Nino Manfredi, Franco Franchi e Ciccio Ingrassia che, al tempo, andò in onda in sei puntate. Certo, allora il Grande Fratello non esisteva ancora…


Lo scontro tra Enrico Mattei e la famiglia Cesaroni si presentava già saporita dai risultati già incassati dai due prodotti nei giorni precedenti. I Cesaroni arrivavan da una terza stagione che il venerdì non aveva mai deluso, sbaragliando la concorrenza mentre la fiction con Massimo Ghini aveva esodito proprio domenica con ottimi ascolti. Ad incastarsi tra le due fiction c’era anche Alda D’Eusanio che su Raidue portava il suo Ricominciare nuovamente in primetime, con tanto di promessa strip in caso di boom d’ascolti.
Partiamo dal prime time che ci consegna un fantastico testa a testa fra la fiction su Enrico Mattei su RaiUno ed i Cesaroni su Canale5, il tutto come sempre certificato dalle nostre esclusive curve dello share minuto per minuto. La spunta per pochissimo la curva arancione di Canale5 che precede quella blu di RaiUno per quasi tutto il periodo. C’è infatti una leggera prevalenza per la curva della fiction interpretata da Massimo Ghini nella sua parte conclusiva fra le 22:30 e le 23:00. Curve che quindi si “baciano” sulla linea del 25%. Poi al termine dello sceneggiato di RaiUno c’è il decollo della curva arancione di Canale5 che conclude al 40% la sua solitaria ascesa. Parte bene “Ricominciare” di Alda D’Eusanio sul 15% per poi però calare progressivamente fin sotto il 10%.
In seconda serata vittoria netta del film “Circuiti di fuoco” in onda su Italia 1 che fa chiudere la serata alla curva azzurra fino all’ottimo risultato del 25%, risultato che a costo quasi zero supera i numeri auditel dello show in onda le altre sere della settimana condotto dal novello gran ciambellano di corte Mediaset Piero Chiambretti. Piuttosto male su Canale5 “Matrix” che partito attorno al 14% vede inesorabilmente calare la propria curva arancione fin sulla linea del 10%. Nel target commerciale molto bene la curva arancione dei Cesaroni che prevale in tutto il periodo di messa in onda sulla linea del 30% (picco del 44% sul finale). Mentre la curva della fiction sul creatore dell’Eni scivola attorno al 23%.
La prima Domenica Maggio ospita l’ultimo colpo di coda del Gf9, che sotto la forma di Mai dire Gf story riempie il prime time di Canale5. La Gialappa’s ospite della rete ammiraglia Mediaset si oppone così alla fiction di Rai1 incentrata sulla figura di Enrico Mattei, interpretato da Massimo Ghini in “L’uomo che guardava al futuro”. Repliche di telefilm, NCIS per Raidue e film, la Mummia il ritorno per Italia1 fanno da contorno all’offerta televisiva festiva e ci consegnandoci nuovi scenari a base d’Auditel. Ed è la storia del padrone del mitico cane a sei zampe a colorare di blu la serata del prime time di ieri. Infatti con la prima puntata della fiction sulla storia di Enrico Mattei, l’inventore dell’Eni, la curva blu di RaiUno domina ampiamente la prima serata, viaggiano fra il 25 ed il 30% di share e chiudendo con il picco del 34%.
Tutto questo in una serata iniziata con il testa a testa, risultato poi vincente per il Tg5, dei telegiornali delle ore 20. Poi nell’access dominio della curva blu, ma con la curva verde di Che tempo che fa vicinissima. Linea di RaiTre che ottiene poi il picco del 29% durante il consueto favoloso monologo di Luciana Littizzetto. Come detto nel prime time vittoria della curva blu di RaiUno, con la curva di Canale5 ben sotto, nel corridoio fra il 15 ed il 20%. In seconda serata picco della curva azzurra di Italia1 fin verso il 25% durante il finale del film “La mummia”.
Nel target commerciale allungo della curva arancione del Tg5 delle ore 20 che tocca il 30% lasciando la curva del Tg1 appena sopra il 20%. Ulteriore slancio della curva verde di RaiTre fino al picco del 30% durante l’intervento di Luciana Littizzetto. Anche nel target commerciale molto bene la fiction interpretata da Massimo Ghini, con la curva blu di RaiUno che tocca il 25% lasciando la curva arancione della Gialappa’s sulla linea del 20%. Target degli over 65 in mano a RaiUno con la curva blu del Tg1 sul 40%, poi nell’access time fino al 42% e durante la fiction sulla figura dell’ex Presidente dell’Eni fino al picco finale del 51%. L’unica rete di questo target che ha un sussulto è RaiTre durante l’intervento di Luciana Littizzetto che regala alla linea verde il picco del 29%.
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“L’uomo che guardava al futuro”: questo è il sottotitolo scelto per descrivere in poche parole Enrico Mattei, uno dei più noti imprenditori e dirigenti pubblici italiani a cui si deve la nascita di Eni. Un uomo coraggioso, forte e determinato a non soccombere di fronte al potere dei mercati internazionali, di cui Raiuno stasera e domani ci proporrà la storia, in un film tv in due puntate prodotto da RaiFiction e LuxVide, diretto da Giorgio Capitani e scritto da Monica Zapelli (“Maria Montessori”), Claudio Fava (“I cento passi”) e Giorgio Mariuzzo (”Commesse”) e che ha come protagonista Massimo Ghini.
Proprio la stesura della sceneggiatura ha potuto avvalersi dell’apertura dell’archivio storico Eni che, con documenti ufficiali e foto storiche hanno permesso una ricostruzione il più dettagliata possibile sia del racconto che dei luoghi in cui esso si è svolto. Un racconto che culmina con la tragica morte di Mattei, avvenuta in un incidente aereo e le cui cause (come ci racconta PolisBlog) sono ancora avvolte nel mistero.
Ma la fiction (gallery) non si soffermerà solo su quest’aspetto, e la storia partirà da tempi più remoti, ovvero dagli anni ‘30 fino ai ‘60, passando quindi per il fascismo, la seconda guerra mondiale ed il boom economico. Tutti eventi vissuti da Mattei in prima persona, e che l’hanno portato alla consapevolezza di non doversi arrendere di fronte agli ostacoli che si incontrano ogni giorno, anche a costo di farsi qualche nemico in più.
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La storia che Raiuno presenta stasera con “Sui tuoi passi”, alle 21:20, non è totalmente frutto di fantasia: tre anni fa, infatti, la storia di un padre che si mise sulle tracce del figlio scomparso per trovare da solo la verità ha ispirato Laurentina Guidotti, Fulvio Ottaviano ed Elena Cantarone, che da quel fatto hanno scritto il soggetto del film tv.
Protagonista assoluto è Salvatore Mancuso, interpretato da Massimo Ghini, un un ristoratore calabrese emigrato nel nord Italia che decide di affrontare la perdita del figlio Carlo, ucciso a Berlino, a modo suo: mente le autorità conducono le proprie indagini, anche Salvatore inizia a cercare la verità, ricostruendo da solo gli ultimi giorni di vita del figlio.
Il fatto di cronaca allora diventa spunto per raccontare la storia di un viaggio, in qualche modo catartico, che un uomo intraprende vuoi per la poca fiducia nelle istituzioni vuoi per il suo tragico desiderio di voler toccare con mano il destino che ha segnato il proprio figlio, scoprendo verità impensabili.
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Questa sera RaiTre omaggia tutte le donne con una puntata di Che tempo che fa molto particolare. Luciana Littizzetto, infatti, co-condurrà l’intera serata con Fabio Fazio, dalle 20.10. In più ci sarà un intervento del prof. Gian Luigi Beccaria e la partecipazione di tre grandi attori italiani, Massimo Ghini, Daniele Liotti e Riccardo Scamarcio, protagonisti di una poetica sorpresa, gran finale della trasmissione. La rubrica Il Posto del Cuore a cura di Massimo Granellini, i consigli di lettura di Giovanna Zucconi e le analisi climatiche e ambientali di Luca Mercalli completano questo appuntamento davvero speciale.
Non poteva esserci donna più rappresentativa dello spettacolo italiano per sfatare il progressivo degrado di una festa kitsch, ormai appannaggio di tronisti gigolò e locali tamarri. Una “femmina” sui generis che si è saputa - per prima - imporre in un panorama catodico pieno di pregiudizi, facendo di un linguaggio colorito cifra stilistica a prova di volgarità.
A dispetto delle regole di etichetta, dietro cui spesso si nasconde tanta ipocrisia, la Littizzetto è diventata modello di una femminilità coraggiosa, pronta a difendere per le proprie idee e il proprio spazio nella società come nella comicità. Non a caso è riuscita a conquistare anche il critico tv Aldo Grasso, che ha scritto sul Corriere della Sera:
Quanti programmi di qualità ci risulta complicato seguire perché posizionati in settori strategici per ragioni di auditel? Mi spiego: al momento, uno dei giorni della settimana più agguerriti dal punto di vista dell’accalappiamento dello spettatore, sabato a parte, è il lunedì sera.
X Factor da una parte, Grande Fratello dall’altra: il reality show della Marcuzzi sbanca tutte le settimane e la Rai prova a rosicchiare punti piazzando sulla Rete principale programmi forti dal richiamo tenace. Fiction come Il Bene e il Male, “Puccini” e compagnia bella hanno provato a smuovere qualcosa nel fondale sabbioso e immoto dello share italiano.
Adesso è la volta del tv-movie “Sui tuoi passi”, con Massimo Ghini, anch’esso destinato ad essere trasmesso fatalmente di lunedì, cioè a partire dal prossimo 9 marzo, in concomitanza con programmi ben più radicati e commerciali. C’est la vie, si dirà, e infatti così è, se vi pare e pure se non vi pare, perché le eminenze grigie del tubo catodico ne sanno una più del diavolo e allora tanto vale tacere e chinare il capo davanti cotanta esigenza di profitto.
Però, certo, il dubbio viene: questo tentativo disperato di frammentazione dell’auditel è anche una condanna per chi volesse seguire i propri talent e reality show preferiti del lunedì, senza doversi alambiccare per fare la spola anche con le fiction di successo. Può succedere: certo è che lo spettatore medio del Grande Fratello difficilmente potrà incuriosirsi alla storia di Giacomo Puccini, ma non è detto. Poco probabile non vuol dire impossibile. L’impressione è che sul campo di battaglia dei numeri televisivi, qualche volta ci finiscano riversi e morti pure i gusti dello spettatore, il quale è destinato ad accontentarsi di una programmazione schizofrenica in cui moltissime delle cose di maggiore richiamo vengono accumulate tutte negli stessi giorni.
Di ficion ospedaliere quest’anno ne abbiamo viste tante, troppe…ci mancava solo che ce ne proponessero una anche per concludere in bellezza il 2008. Però quando si tratta di temi che possono sensibilizzare lo spettatore, per quanto si possano aprire mille parentesi sull’argomento trito e ritrito e sulla scopiazzatura di prodotti che l’hanno preceduta, benvenga anche la fiction, o il film tv, come in questo caso. Dottor Clown, in onda il 26 dicembre in prima serata su Canale5, diretto da Maurizio Nichetti, parla proprio dei medici clown, figure da tempo sdoganate dal circo e dal teatro per favorire l’umanizzazione dei processi di cura e riabilitazione.
E’ una sera come tante quando la vita del celebre professor Roberto Laurenti (Massimo Ghini), inaspettatamente, cambia per sempre. Roberto, all’uscita dall’ospedale dove da anni presta servizio come medico primario, viene investito da un’automobile in corsa. Viene ricoverato presso il suo stesso policlinico in uno stato di incoscienza e affidato alle cure della caposala Barbara (Angela Finocchiaro) - da sempre critica con i suoi modi cinici e distaccati nei riguardi di colleghi e pazienti - e del giovane infermiere Lorenzo (Francesco Venditti). Si risveglierà dopo otto giorni, ridendo, e il suo sguardo sul mondo sarà cambiato per sempre.
Roberto riscopre l’importanza dell’attenzione al malato più di quella alla malattia. E riuscirà con pazienza a recuperare un rapporto deteriorato con i suoi familiari: la bella ex moglie Sara (Serena Autieri), che accetta di ospitarlo per la convalescenza, il piccolo figlio Giacomo (Christian Circi), la suocera Elvira (Simona Marchini). Il rinato Roberto, però, si attira la diffidenza di Argentieri (Franco Trevisi), direttore sanitario dell’ospedale rifiutandosi di approvare un progetto che prevede la cessione di un’ala dell’ospedale a un imprenditore affinché realizzi una clinica privata.
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In una serata dalla grandissima concorrenza, torna su RaiUno Raccontami, fiction ambientata negli anni ‘60 andata in onda con successo nel 2006, con un nuovo ciclo di 13 puntate di 2 episodi ciascuna, una produzione Rai Fiction realizzata da Paypermoon Italia. Il Capitolo II di questa fortunata fiction (seguita anche da Blogapuntate) continua a narrare le vicende della famiglia Ferrucci, ma l’attenzione si sposta al triennio 1964 - 1966, verso un’ Italia che si avvia verso le battaglie del ‘68 ma ancora conserva quegli elementi che hanno decretato il successo della scorsa stagione. Il cast del primo capitolo è confermato totalmente e il taglio narrativo, nelle intenzioni degli autori, rimane leggero e agrodolce. La regia è di Tiziana Aristarco e Riccardo Donna. Story editor è Stefano Rulli.
La storia dell’Italia di quegli anni, si intreccia con le storie di Luciano ed Elena (Massimo Ghini e Lunetta Savino), raccontate attraverso i ricordi, le emozioni e la vita quotidiana di Carlo, il figlio più piccolo. Sono frammenti di una memoria collettiva con gli oggetti, i costumi, le musiche, i film e la televisione dell’epoca. E proprio a questo proposito, rivestono particolare importanza i brani tratti dai più famosi spettacoli e varietà degli anni ‘60, così come i telegiornali dell’epoca e le rubriche sportive e di informazione inseriti nella fiction.
Al centro di questa nuova serie la generazione dei giovani: Luciano e Elena diventano nonni. Già nella prima puntata, in occasione della cerimonia del battesimo per la primogenita di Andrea e Francesca viene disturbata dall’arrivo di un misterioso giovane greco, di nome Rocco. È arrivato dalla Grecia, assieme a sua sorella Maria, una bambina che non parla, con l’intenzione di uccidere Luciano. Ma, anche se all’ultimo non riesce a compiere quel gesto, la sua apparizione lascia inquiete le donne di casa. Anna chiede al suo vecchio amico, il maresciallo Mollica di indagare su quel misterioso ragazzo. Ma, altrettanto misteriosamente, il maresciallo non si presenta all’appuntamento con Anna e dimentica il suo cappello d’ordinanza da padre Negoziante con il quale era andato a conferire su quella faccenda.
Continua a leggere: Raccontami - Capitolo II. L'Italia degli anni '60 è di nuovo su RaiUno
Massimo Ghini è tornato all’attacco sul rapporto tra politica e tv. Il primo atto risale a circa tre anni fa, quando a una conferenza stampa si elevò a paladino della tv impegnata. A quei tempi era in tournée con Vacanze Romane, uno degli ultimi grandi spettacoli targati Pietro Garinei, e sparò a zero sulla destra al potere.
In particolare, recriminò sul trattamento riservato dalla Rai a La Omicidi, a suo dire volutamente penalizzato dalla concomitanza con L’Isola dei famosi per la scomoda condotta politica del protagonista. A quel punto è sorto spontaneo puntargli il dito quando si è dato ai cinepanettoni. E non una volta sola, visto il lungo sodalizio contrattuale avviato con Aurelio De Laurentiis dopo il divorzio tra Boldi e De Sica.
Ora Ghini puntualizza di essere contro le lobby alla vigilia del RomaFictionFest, del cui Cda è entrato a far parte insieme al collega più rappresentativo della parte politica opposta, Luca Barbareschi:
“Mi sono sempre schierato a sinistra, ma non sono irrigimentato. Per favore non dividiamo il mondo in buoni e cattivi. Io non frequento i salotti, faccio l’attore e voglio farlo a 360 gradi. Basta con le lobby, dove c’è tanta puzza sotto al naso e, se non ne fai parte, sei uno sfigato”.
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Torna alla sua collocazione “canonica” la fiction di Raiuno, dopo il posizionamento straordinario della settimana appena passata per via di Miss Italia al mercoledì ed al giovedì.
Mentre Canale5 vuole attirare un pubblico alla ricerca di qualcosa di leggero (stasera con “Caterina e le sue figlie 2″ e da domenica prossima con “Un ciclone in famiglia 3″), la rete ammiraglia Rai propone miniserie più impegnate.
E’ il caso di “Era mio fratello”, in onda stasera e domani in prima serata, con protagonisti Paolo Briguglia e Stefano Dionisi.
La storia è quella di due fratelli, figli di un capo clan della ‘Ndrangheta, che riescono a salvarsi dalla strage in cui perdono la vita i genitori. Da quel momento i due intraprenderanno strade diverse: Sante (Dionisi), scappa verso l’abitazione del boss Giuseppe Palmisano (Adriano Chiaramida), che lo accoglie in casa ed alleva assieme al figlio Michele (Maurizio Aiello), crescendo nell’ambiente malavitoso, fino a diventare un capo cosca.
Luca (Briguglia), invece, viene adottato da Vincenzo (Enzo De Caro), un comandante dei GIS ( il Gruppo Intervento Speciale dei carabinieri).
Vent’anni dopo, Vincenzo si troverà a lavorare sotto copertura come infiltrato proprio nel clan dei Palmisano, con lo scopo di arrestare il fratello di Luca, nel frattempo sposatosi e con un figlio.
Tallonato dal colonnello Paolo Cento (Massimo Ghini), Vincenzo scoprirà presto la verità, e una volta detta al figlio, quest’ultimo non potrà non essere coinvolto nelle vicende del fratello latitante.
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