“2012″, il film catastrofico che si preannuncia campione d’incassi, sta per arrivare nelle sale cinematografiche, ma il suo regista, Roland Emmerich, guarda già al futuro e pensa alla possibilità di realizzare un sequel per la tv. Il titolo? Semplicemente “2013″. A spiegare di cosa tratterebbe il progetto è lo stesso regista:
“L’idea è di ambientare la serie nel 2013 e di vedere ciò che accadrà dopo il disastro. Si parlerebbe della ‘ricostruzione’ della Terra, e sarebbe molto affascinante. Harald Kloser (sceneggiatore del film, ndr) ed io abbiamo già alcune idee ed abbiamo la fortuna di aver lavorato al film con un grosso produttore tv, Mark Gordon.”
Gordon, infatti, è produttore di “Grey’s anatomy” e “Private practice”, entrambe in onda sulla Abc, la quale sembra essere già stata contattata per valutare la proposta di Emmerich. In fondo, con la fine di “Lost”, ci sarebbe il posto per una serie che parta da una catastrofe e parli della sopravvivenza dei suoi protagonisti. Forse, proprio per allettare la Abc, Emmerich ha aggiunto qualche dettaglio su come potrebbe partire lo show:
Continua a leggere: 2012 avrà un sequel in tv (dal titolo 2013) sulla Abc?
La Cbs potrebbe presto diventare la rete degli spin-off. Dopo i vari telefilm ricavati da “Csi” ed il nuovo “Ncis: Los Angeles”, il network è al lavoro per far debuttare la prossima stagione anche lo spin-off di un altro suo successo, ovvero “Criminal Minds”.
Sebbene l’idea fosse nell’aria da più di un anno, a dare la spinta decisiva perchè si iniziasse a scrivere l’episodio pilota è stato il successo dello spin-off di “Ncis”, che ha debuttato la settimana scorsa con oltre 18 milioni di telespettatori, mentre la seconda puntata di ieri è stata vista da 13 milioni di persone.
Da qui, la volontà di provare a bissare il successo di un’altra serie popolare come “Criminal Minds” (la cui quinta stagione ha debuttato con quasi 16 milioni di persone davanti alla tv). A lavorare sul progetto ci sono Ed Bernero e Chris Mundy, entrambi produttori della serie originale (Bernero è anche showrunner).
Continua a leggere: E' in arrivo uno spin-off anche per Criminal Minds?

Ritorna in prima visione assoluta in Italia su FoxLife (canale 111 di SKY) da questa sera la seconda stagione di Army Wives, ogni giovedì alle 21:00. Ambientata in una base militare del South Carolina dove si trovano le unità dell’US Army e la Delta Force (l’unità segreta antiterrorismo), Army Wives racconta la vita quotidiana di un gruppo di donne - e di un uomo - che convivono con i propri coniugi all’interno della base. Army Wives racconta la guerra vista da chi al fronte non c’è mai stato e mai ci andrà, descrivendo le giornate di queste mogli “sposate con l’esercito” segnate da pettegolezzi, invidie, malignità e gerarchie, mischiando sapientemente dramma e comicità.
La prima stagione era terminata con un evento drammatico: la scomparsa di armi da un deposito e la conseguente decisione di mettere la base in allarme rosso per il rischio attentati. Poi il precipitare degli eventi ed un’esplosione all’interno della base. Dopo l’attentato, le famiglie cercano di riprendere la vita di sempre. Intanto, Joan (Wendy Davis, High Incident) scopre di essere incinta e la notizia impone a lei e Roland (Sterling K. Brown, Senza Traccia) di rivedere la loro relazione, mentre Pamela (Brigid Brannagh, Over There, Angel) si sente frustrata per i segreti che circondano il lavoro del compagno. Denise (Catherine Bell, Jag) stringe amicizia con il soldato Getti, suscitando la gelosia del marito in missione in Iraq.
Guest star di questa seconda stagione è la figlia d’arte Rummer Willis - figlia di Demi Moore e Bruce Willis (Hostage, Now and Then). La serie è prodotta da Mark Gordon, lo stesso di Grey’s Anatomy, Criminal Minds e Alias, ed è tratta dal libro testimonianza di Tanya Biank, “Under the Sabers: The Unwritten Code of Army Wives” (Sotto la spada: il codice non scritto del matrimonio militare). Nel cast oltre a Catherine Bell, il tenente colonnello Sarah MacKenzie protagonista di Jag, anche Kim Delaney, vincitrice di un Emmy Award per la sua interpretazione in NYPD Blue. A seguito dei buoni ascolti delle due passate stagioni, il network statunitense Lifetime ha annunciato che verrà prodotta una terza stagione della serie.

Nel firmamento seriale oltreoceano la definiscono l’erede di Desperate Housewives (ma meglio non dirlo dalle nostre parti vista la disaffezione alle Casalinghe). In America è stato il telefilm rivelazione dell’estate. E non c’è nulla di cui sorprendersi, visto che dietro questo drama, forte di un’appassionante anima soap, c’è Mark Gordon, il nuovo genio della fiction corteggiato da tutti i network Usa, già produttore di Grey’s Anatomy, Alias e Criminal Minds.
Army Wives, che sta per mogli militari, è il nuovo serial di Lifetime tv che porta sul piccolo schermo una miscela di drammi e sesso alternativa alla spensieratezza metropolitana di Sex and the City come dai tormenti rosa-noir di Wysteria Lane.
La storia ci porta in una base militare, raccontandocela dalla prospettiva delle mogli dei soldati. I sogni, le paure, l’amicizia, le passioni di un gruppo di donne, belle e determinate, che hanno in comune, con i rispettivi consorti, l’esperienza della guerra nella vita di tutti i giorni.
La particolarità di Army Wives è, in più, quella di porsi nello stesso filone “realistico” di Brothers & Sisters, ovvero la serialità-specchio dello sterminato entroterra che dall’11 settembre 2001 ha visto oltre un milione di uomini e donne volontari per il fronte in Afghanistan e in Iraq, con la particolarità di lasciare famiglie che vivono in basi grandi quanto città.
Continua a leggere: Army Wives, la rivelazione seriale estiva su Fox Life