
Nell’attesa di avere (si parla di martedì prossimo) la lista ufficiale dei partecipanti al Festival di Sanremo, ci pensa Emma Marrone a distrarci un po’. La cantante, reduce da un botta e risposta di qualche giorno fa con Lucio Presta e Luca Dondoni, che aveva rassicurato su una sua presenza all’Ariston con un “Ci sono io, va tutto bene”, ora deve incassare la risposta di un’altra giornalista tirata in causa sempre nei giorni scorsi.
Parliamo di Marinella Venegoni, critico musicale de “La Stampa”, a cui Emma ha dedicato una battuta in uno dei suoi tweet dei giorni scorsi. Ma andiamo con ordine: dopo quel “ci sono io” che ha praticamente confermato la sua presenza a Sanremo, è arrivata la risposta del giornalista Paolo Giordano, che la ha chiesto di essere cazzuta in sala stampa come anno scorso.
Alla provocazione (se di provocazione si può parlare), ha ribattuto la Marrone, tirando in ballo la Venegoni:
“anche peggio… Spero che la Venegoni abbia degli amici all’unità coronarica.. stavolta!!!”
Gianni Morandi, dopo essersi messo in mutande per attirare il pubblico a Uno di noi, predispone nuove tattiche acchiappaudience per Grazie a tutti. La prima è quella ormai nota, che prevede la presenza nel cast di Alessandra Amoroso, già accolta da uno spot che ammicca ai fan di Amici. La seconda è nuova di zecca e crea attesa per l’arrivo dello show nella domenica sera di RaiUno, a partire dall’8 novembre.
Morandi si esibirà, infatti, in un concerto a domicilio per un fan. Per partecipare basta telefonare all’89484849: si ha tempo fino alle 23 di martedì. Il vincitore verrà scelto per sorteggio. E il concerto a domicilio sarà trasmesso durante la prima puntata.
Il cantante di Monghidoro si racconta, intanto, in un’intervista a Marinella Venegoni de La Stampa:
“Lo spettacolo parte da una rievocazione del ‘69, 40 anni fa, quando nacque mia figlia e l’uomo andò sulla Luna, per arrivare ai nostri giorni. Parleremo dei sogni, di allora e di oggi. All’inizio avevo pensato di inserire canzoni a richiesta, poi mi è venuto in mente di andare nelle case, 3 o 4 giorni prima di ogni puntata, sarò in un’abitazione con la mia chitarra e le telecamere. La mia idea ha il sapore dell’incontro con la gente”.
Mentre si parla di un’incursione nel programma di Maria De Filippi, ancora tutta da vedere, è già certa la partecipazione di “amici di lavoro” come Lucio Dalla, Eros Ramazzotti, Renato Zero, Gianna Nannini, Laura Pausini. Tra gli autori è confermato Michele Serra, mentre il regista - come già ufficializzato a suo tempo - sarà Paolo Beldì.
Insultare Marco Carta in modo latente, senza neanche avere il coraggio di nominarlo: è accaduto ieri sera alla finale del Festival di Voci Nuove Castrocaro (qui il vincitore). Posto che comunque vige il diritto di opinione in una libera democrazia, sparare a zero sul cantante sardo è diventato (spesso a buon diritto, altre volte più gratuitamente) lo sport più amato dalla critica. Eppure stiamo parlando di un fenomeno che non si può ignorare: nella classifica delle dieci personalità apparse più volte sulle copertine di giornali e riviste nei primi sei mesi dell’anno, il cantante sardo è salito sul secondo gradino del podio maschile, seguendo il premier Silvio Berlusconi.
Come già anticipato, la serata andata in onda ieri sera è stata un pretesto per “smontare” molti degli artisti portati al successo proprio da RaiUno. In particolare, sono finiti sulla graticola i vincitori delle ultime due edizioni di Sanremo, Lola Ponce & Giò di Tonno e Marco Carta.
I critici, musicali e non, presenti in giuria, nello specifico Marinella Venegoni e Marino Bartoletti, hanno esternato il loro sconcerto contro la vittoria dell’ultimo Sanremo, giudicandola un segno di profonda discesa qualitativa della kermesse. E’ ormai evidente che un talent idol che vince la più importante manifestazione canora nostrana non vada giù a più d’uno. Eppure, programmi come Amici e X Factor stanno monopolizzando l’intero mercato di aspiranti talenti. La stessa Venegoni oggi “ribadisce” sulla Stampa che il livello dei partecipanti di Castrocaro è diventato scarso proprio perché i migliori vanno altrove, anziché bruciarsi un’occasione in un concorso datato:
Castrocaro peggio della puntata più trash di un reality show. La finale della 52a edizione è stata il trionfo degli insulti e delle polemiche a ruota libera, mandando all’aria il garbo e la sacralità di un intrattenimento confacente a RaiUno. Per certi versi la serata ne ha guadagnato in interesse e appeal, visto che il clima da rissa cattura sempre il telespettatore. Se la visibilità di una giuria insolentemente gratuita deve andare, però, a detrimento delle carriere di cantanti emergenti, distruggendole senza pietà, allora viene meno il senso di continuare questo concorso.
I finalisti erano tutti effettivamente scadenti, poco originali, stonati ed eccessivi nei loro scimmiottamenti di talent-idols televisivi. Eppure la giuria, composta da una serie di teste calde che criticano per gettone di presenze, è stata di una maleducazione inammissibile. E, quel che è peggio, ogni ospite ha approfittato del proprio turno di parola per togliersi un sassolino dalla scarpa, anche se non c’entrava niente con il contest. Ovviamente senza che la conduttrice Elisa Isoardi potesse opporre resistenza: la sua mancanza di polso e il suo impassibile tentativo di salvare le apparenze è stato indice di debolezza e scarsa padronanza del proprio ruolo.
Tutto è cominciato con Klaus Davi che, dopo il primo turno, esterna con la sua consuetà acidità:
“Meno male che la qualità doveva essere alta. C’è il voto zero o non è previsto?”.
E poi continua a sparare a zero per tutta la serata:
“Siete tutti omologati, avete grinta ma è puramente televisiva, non diventerete mai qualcuno”.
Dov’eravamo rimasti, nel discusso primo capitolo sulla musica veicolata dalla tv? Dicevamo che, di questi tempi, un album non si nega più a nessuno e la possibilità di promuoverlo attraverso il web, consentendo l’acquisto di singoli brani, sta trasformando il talent show in una fabbrica di inediti usa e getta. Ogni supporter è in trepida attesa del proprio idolo ed è pronto a sostenerlo a colpi di click indemoniati, in un’eterna sfida tra fan club che continua anche dopo le trasmissione. Questo fa sì che i cantanti si consumino e godano di un boom immediato che potrebbe danneggiarli sul lungo periodo, come emerge da una riflessione di Marinella Venegoni sul quotidiano La Stampa:
“Accusata per decenni di non dare spazio alla musica popolare, la tv si sta vendicando in modo perfido, con i reality e i loro divetti di incerto talento proclamati a furor di popolo, famosi all’improvviso bypassando la storica gavetta che ha forgiato generazioni di artisti ancora oggi (non a caso) sulla cresta dell’onda. Uno abitualmente molto restio a comparire, Ivano Fossati, faceva bella mostra di sé solo la settimana scorsa su Raidue, ospite di Facchinetti-Ventura; e prima ancora altri visi noti ansiosi di promozione (dalla Pravo a Pelù) hanno testimoniato, con la loro presenza, che in questi programmi è meglio esserci. Ma un Fossati sarebbe potuto nascere all’interno di un reality? È un mutamento profondo, definitivo: affossa l’idea sempre un po’ ambigua di ricerca culturale, che sembrava implicita nell’industria della musica”.
Anche Pino Daniele ha espresso qualche critica sulla musica che passa sul piccolo schermo, aggiungendo che se un cantante vince un reality col televoto è normale che vinca anche Sanremo fondato sullo stesso principio. Ma, allora, perché ieri sera era ospite di X Factor e, soprattutto, perché ha deciso di assistere Silvia Aprile, pupilla di Mara Maionchi, sul palco dell’Ariston?