
Succede anche questo, in Tv. Succede che alle 00:11 di ieri notte, RaiUno manda in onda il servizio di Maria Luisa Busi realizzato a L’Aquila il giorno in cui la stessa Busi veniva contestata in piazza dagli aquilani e prendeva le distanze dalla linea editoriale del suo stesso Tg, suscitando la reazione del direttore Augusto Minzolini.
Il servizio va in onda all’interno di Tv7, settimanale di approfondimento del Tg1, come se niente fosse. Dieci minuti anziché quindici, seguiti da altri cinque di ben altro tenore.
La Busi realizza un servizio onesto e chiaro che racconta, per la prima volta sull’ammiraglia RAI, tutte le criticità dell’aquilano a quasi undici mesi di distanza dal terremoto del 6 aprile. Si parla di tutti coloro che non hanno avuto una sistemazione, dei problemi di appalti e subappalti - anche alla luce dei recenti scandali -, si parla, finalmente, di numeri e dati in maniera realistica e corretta.
E’ un niente, nel mare magnum dell’informazione televisiva, un niente che arriva a tarda notte, subito seguito da un altro servizio a tema, decisamente più allineato. Ma è un bene che sia accaduto, ed è bene segnalarlo anche qui, su Tvblog.

Non c’è pace per Maria Luisa Busi, e non c’è pace nemmeno per Augusto Minzolini. La prima, inviata a L’Aquila, aveva preso le distanze dal modo di fare informazione sul tema terremoto e ricostruzione.
Il secondo, invece, ha pensato bene di far firmare - pare a una ventina di giornalisti - un documento che recita:
Non è consentito a nessuno di offendere i giornalisti del Tg1 accusandoli di avere fatto e di fare un’informazione incompleta e faziosa per quanto riguarda la copertura del terremoto e del post-terremoto in Abruzzo.
Il messaggio è chiaro: la Busi è uscita dai ranghi e Minzolini la richiama e avvisa anche tutti gli altri che osano avanzare dubbi sull’operato del suo Tg. Qui, ci permettiamo di continuare a avanzarne, di dubbi, alla luce della lettera aperta che abbiamo pubblicato ieri.