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Alberto Maccari: “Farò proposte alla Busi e alla Ferrario. Garimberti in un mese ha cambiato idea su di me”

pubblicato da Hit

Alberto Maccari: “Farò proposte alla Busi e alla Ferrario. Garimberti in un mese ha cambiato idea su di me”

Dopo tutto quello che si è detto e tutto quello che si è scritto, partendo ovviamente dalla recente nomina a direttore del Tg1 con i soli voti dei consiglieri vicini al centro-destra e senza l’appoggio del presidente della Rai Paolo Garimberti, parla Alberto Maccari, direttore del Tg1, in una intervista a firma Paolo Conti pubblicata oggi sul Corriere della sera. E’ l’occasione per sentire la sua versione su tutte le polemiche che hanno accompagnato la sua conferma pro-tempore alla direzione del Tg1, che scadrà con la fine di questo 2012.

Uno dei punti che ha suscitato più scalpore è certamente il fatto che per la prima volta è stato nominato un direttore del Tg1 senza il voto favorevole del presidente della Rai, ecco cosa dice Maccari a questo proposito:

“Ricordo che a metà dicembre, quando mi fu affidato l’interim della testata, il presidente fu tra coloro che mi sostennero di più. Probabilmente ora sono avvenuti fatti che non mi riguardano. Non credo sia possibile pensare che un professionista sia stimabile e, un mese e mezzo dopo, ritenere che non lo sia più. Penso di aver compiuto il mio dovere.”

Sul fatto che è nel CDA Rai è stato votato solo da consiglieri del centro-destra Maccari dice:

“Mi sento solo un professionista espresso dalla Rai e al quale l’azienda ha chiesto un impegno in un momento particolare affidandogli il più importante ruolo giornalistico. Ciò che conta è avere la consapevolezza della fortissima responsabilità verso il Paese proprio perché la Rai è servizio pubblico. Quindi non mi sfiora lontanamente l’idea di poter avere riferimenti politici. Credo che dopo una carriera come la mia, si dovrebbe guardare alla serietà e all’attaccamento al lavoro di un professionista e non ad altro.”

Qui forse ci stava una domanda sullo scherzo telefonico fatto dalla trasmissione radiofonica “La zanzara” quando David Parenzo imitando Bossi ha chiamato Maccari dicendogli: “Direttore volevo farle i complimenti per la nomina, a noi della Lega va bene perché lei è una persona di garanzia” al quale il capo del Tg1 ha risposto: “E lei è sempre una persona squisita, me la ricorderò sempre, sappia di poter contare su un amico, sappia sempre questo“, promettendo anche un occhio di riguardo per il nord.

Si parla poi dell’epoca Minzoliniana del Tg1 e dell’allontanamento di giornalisti come Tiziana Ferrario e Maria Luisa Busi :

“Spero che tutti questi colleghi tornino a sentirsi parte di una squadra alla quale comunque appartengono, lavorando per ruoli importanti. Costituiscono un grande patrimonio professionale e non possono essere lasciati in panchina. Per fare un buon tg occorre coinvolgere tutti senza esclusioni. Farò delle proposte e sono sicuro che riuscirò a ottenere la loro collaborazione”

Sul suo futuro, dopo la direzione del Tg1 Maccari non ha dubbi :

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Maria Luisa Busi torna al Tg1?

pubblicato da Hit

Maria Luisa Busi torna al Tg1

Dopo appena un anno dalla decisione di lasciare il Tg1 ed essere emigrata nelle braccia di Rai3 ecco che Maria Luisa Busi sembra pronta a tornare nella redazione del telegiornale diretto da Augusto Minzolini. Secondo quanto riporta il quotidiano Libero, la bionda giornalista lombarda, starebbe per fare il percorso inverso rispetto a quello che la portò lo scorso autunno sulla terza rete a condurre lo sfortunato programma “Articolo 3”, trasmissione che doveva essere l’erede di un titolo storico della terza rete “Mi manda Rai3” e che invece, causa bassi ascolti, fu chiusa dopo appena quattro puntate.

All’epoca la moglie del giornalista del Tg3 Riccardo Chartroux, fece dichiarazioni un po’ pepate verso la direzione della terza rete, dicendo di non essere stata sufficientemente sostenuta nell’operazione di difesa verso un programma nuovo che aveva a suo dire bisogno di tempo per essere apprezzato dal pubblico. Un tempo che il direttore di rete Paolo Ruffini, che per altro l’aveva fortemente voluta nella sua squadra, non aveva ritenuto, dopo 4 settimane di messa in onda con quei dati di ascolto di poterle concedere.

Ora la Busi tornerebbe all’ovile, un anno dopo quella famosa lettera in cui si chiamava “fuori” dalla linea editoriale del direttore del Tg1 Minzolini. Diceva all’epoca la Busi :

“Un giornalista ha un unico strumento per difendere le proprie convinzioni professionali: levare al pezzo la propria firma. Un conduttore, una conduttrice, può soltanto levare la propria faccia. Caro direttore ti chiedo quindi di essere sollevata dalla mansione di conduttrice dell’edizione delle ore 20 del Tg1 essendosi determinata una situazione che non mi consente di svolgere questo compito senza pregiudizio per le mie convinzioni professionali”

Cosa tornerebbe quindi a fare Maria Luisa Busi al Tg1?

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Maria Luisa Busi: "L'Aquila sembra un cimitero. Le notizie non sono né di destra né di sinistra"

pubblicato da Malaparte


Maria Luisa Busi ha presentato il suo nuovo libro, dal titolo Brutte Notizie - Come l’Italia vera è scomparsa dalla TV. Lo ha fatto all’Aquila, che fu teatro di una situazione davvero paradossale. Giunta nel capoluogo terremotato, la Busi subì una dura contestazione da parte degli aquilani per il modo in cui veniva raccontata la realtà della città da parte del Tg1 di cui la Busi faceva parte.
Da allora, iniziò la sua ribellione contro Minzolini, che la portò a uscire dal Tg1, poi da RaiUno, infine ad approdare su RaiTre, con la parentesi, per nulla riuscita, di Articolo 3.

A margine della presentazione del libro, che riguarda da vicino il mondo dell’informazione televisiva, la Busi ha rilasciato un’intervista a Aquilatv.it, web tv del capoluogo abruzzese, in cui chiarisce quello che dovrebbe essere il senso del racconto da parte di un giornalista:

Le notizie non sono né di destra né di sinistra.

La Busi sostiene una tesi che dovrebbe essere insegnata come un abc di chi lavora nel mondo dell’informazione. Sostiene cioè che i fatti vanno raccontati. Una verità che nel desolante panorama televisivo italiota sembra uno squarcio di luce in un cielo nero in tempesta, ma che dovrebbe essere, davvero, la base del mestiere. La Busi parla anche della situazione nella quale si trova ora, dopo le sue prese di posizione.

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RaiTre, chiude Articolo 3 di Maria Luisa Busi causa scarsi ascolti

pubblicato da Marina

Maria Luisa Busi, sospeso il suo articolo 3 u RaiTre Dopo appena 4 puntate salta Articolo 3 la trasmissione di Maria Luisa Busi su RaiTre. La motivazione è da ricercare nei bassi ascolti: venerdì 15 ottobre la puntata di esordio porta a casa (lo annunciavamo) share al 4.24%; venerdì 23 ottobre si ferma a 1.130.000, 4,35%; non decolla neanche il 27 ottobre quando fa registrare 1.088.000 telespettatori, share 4,17%; la debacle è confermata venerdì 4 novembre quando Articolo 3 viene visto da 1.313.000 spettatori share 5,03%.

Paolo Ruffini direttore di RaiTre ha ringraziato Maria Luisa Busi per la generosità con cui si è spesa in Articolo 3. Lei, ex epurata dell’era Minzolini incassa il colpo e replica:

Rinuncio a malincuore ma come ha detto bene Saviano, è difficile fare un programma sui temi dei diritti e delle disuguaglianze.

Due considerazioni però: RaiTre è una tv pubblica e di servizio e certe trasmissioni ci devono stare. A Maria Luisa Busi andava dato ulteriore sostegno per migliorare in itinere; due: una chiusura troppo repentina. Perchè?

Con Articolo3, Maria Luisa Busi torna in prima serata ma su RaiTre

pubblicato da Marina

Maria suisa busi torna su Raitre con un nuovo programma

Et voilà, il colpo di coda che non ti aspetti! Brava Maria Luisa Busi che da epurata diventa il nuovo volto di RaiTre al venerdì in prima serata dal prossimo ottobre, con un nuovo programma, Articolo 3.

Prende il posto di Mi Manda Rai Tre e porta sullo schermo una trasmissione di approfondimento giornalistico. Spiega la Busi:

Il bel titolo è stato immaginato dal direttore di rete Paolo Ruffini, che non finirò mai di ringraziare per avermi “portato via”, anche se momentaneamente, in una stagione difficile. L’ispirazione è l’articolo 3 della Costituzione, in base al quale tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni personali e sociali ed è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che impediscono questa uguaglianza. Faremo un po’ i giornalisti all’antica, andando a cercare le notizie alla fonte, sui luoghi dove questi diritti possono essere stati negati, parlando con i protagonisti del mondo del lavoro, del precariato, delle vecchie generazioni costrette a dare aiuto anziché ad averlo dai propri figli, che non sono bamboccioni ma non possono permettersi un appartamento in affitto. Indagheremo nel mondo della sanità, parleremo del diritto ad essere curati bene, dell’assenza del welfare, delle mortificazioni subite dalla ricerca. Iacona, la Gabanelli, Floris fanno già un lavoro splendido: noi proveremo a indagare le piccole storie che possono diventare emblematiche di grandi questioni.

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Massimo D'Alema sanzionato dall'OdG per la telerissa con Sallusti. Come Antonella Piperno

pubblicato da Malaparte


La telerissa politica fra Alessandro Sallusti (vicedirettore de Il Giornale) e Massimo D’Alema, consumatasi a Ballarò lo scorso 5 maggio (D’Alema invità Sallusti a andare a farsi fottere) ha una conseguenza che riguarda l’ex Presidente del Consiglio e l’Ordine dei Giornalisti.

D’Alema, infatti, è iscritto all’albo dei Giornalisti professionisti dal 1991. E nella riunione dell’8 luglio scorso, è stato sanzionato con l’avvertimento dall’Ordine dei giornalisti del Lazio.

Vada a farsi fottere, lei è un bugiardo e un mascalzone

disse D’Alema a Sallusti. Il quale paragonava l’acquisto della casa di Scajola all’affitto in “equo canone” pagato da D’Alema.

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Maria Luisa Busi: "Gli sfottò al Tg1 mi hanno fatta vergognare come un'assassina"

pubblicato da Lord Lucas

maria luisa busi vanityMaria Luisa Busi racconta finalmente, senza censura e a tutta copertina, la sua verità in un’intervista esclusiva a Vanity Fair. La giornalista che ha fatto il giro del mondo, per aver lasciato l’ambita conduzione del primo telegiornale della tv di stato italiana, ha deciso che probabilmente non condurrà mai più un tg in vita sua. Per ora dice di restare alla Rai con la sua qualifica di inviato e di continuare a fare quello che ha sempre fatto: proporre servizi per gli Speciali. Peccato che, anche in questo caso, qualcuno le metta i bastoni tra le ruote:

“Va detto che la maggior parte delle mie proposte, da settembre a oggi, sono state ignorate. Niente da fare per servizi sulla crisi, sui precari della scuola, su Termini Imerese, sul Sulcis, sulle donne costrette ad andare all’estero per fare la fecondazione assistita. Mi hanno bocciato anche una storia, con una testimonianza fortissima, sull’eutanasia. Prenderei in considerazione altre offerte, si capisce. Ma credo che cercherò di fare altro”.

In risposta a chi l’ha accusata di fare un uso privato della tv pubblica, risponde:

“E perché? Perché avrei commentato qualche notizia in diretta, invece di limitarmi a leggere il gobbo, come avrebbe voluto Minzolini? L’uso privato della tv pubblica è ben altro: è accettare compensi e regali da parte di aziende private per indossare gioielli o andare a presentare convention, tutte cose che io ho sempre rifiutato perché lo considero un preciso dovere del giornalista del servizio pubblico. Sono riservata di natura. Non mi sono mai sentita vedette. Credo che questa mia condotta mi abbia permesso di avere un matrimonio felice e una famiglia serena. E che mi abbia portato la lucidità necessaria per prendere la decisione di cui stiamo parlando. La tv può essere terribile: cambia le persone che ci lavorano, e induce tutti quelli che la guardano a voler apparire”.

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Più in basso non si può

pubblicato da Massy

Garimberti e il Tg1 "reticente"

pubblicato da Malaparte


A margine della questione-Busi, il Presidente della RAI Paolo Garimberti ha commentato così, ai consiglieri del CdA, parlando del telegiornale diretto da Augusto Minzolini:

È un Tg reticente. Il Tg2 è un giornale, il Tg1 no. E non è questione di linea politica.

Il che apre la strada a una serie di ulteriori considerazioni che partono da un semplice presupposto: cosa deve succedere ancora? Se, come afferma Maria Luisa Busi, se come appare smaccatamente evidente a chiunque utilizzi altri canali di informazione che non siano esclusivamente il tg dell’ammiraglia RAI, con Minzolini il Tg1 nasconde la vera Italia, cosa deve succedere ancora, perché la linea cambi?
Garimberti continua:

Siamo oltre la disinformazione che pure è evidente. Il problema è la qualità del giornalista. Dopo dieci minuti il Tg1 comincia a mandare in onda servizi sugli orsetti della Siberia e sui serpenti in Australia. È chiaro, lo fa per nascondere notizie ben più importanti.

Sono affermazioni che dovrebbero far sobbalzare sulla sedia chiunque. Invece, non succede nulla.

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RAI - Busi, Santoro, la legge bavaglio

pubblicato da Malaparte


Che ci sia una specie di emergenza-informazione televisiva in Italia, è cosa ormai acclarata. Dopo la vicenda-Santoro - comunque la si veda sulle posizioni del conduttore - ecco arrivare Maria Luisa Busi che abbandona la conduzione del Tg1 delle 20 perché non si riconosce più nella linea editoriale del tg e affigge una lettera in bacheca di redazione.

Una lettera che inizia così:

Caro direttore ti chiedo di essere sollevata dalla mansione di conduttrice dell’edizione delle 20 del Tg1, essendosi determinata una situazione che non mi consente di svolgere questo compito senza pregiudizio per le mie convinzioni professionali. Questa è per me una scelta difficile, ma obbligata. Considero la linea editoriale che hai voluto imprimere al giornale una sorta di dirottamento, a causa del quale il Tg1 rischia di schiantarsi contro una definitiva perdita di credibilità nei confronti dei telespettatori.

Cosa sta succedendo veramente? E cosa succederà? Nell’osservare un po’ troppo passivamente questa situazione si rischia di adagiarsi sul fondo molliccio di tutti coloro che non hanno reazioni, che scrollano le spalle, che pensano che sia tutto normale.

Su Antimafia 2000, qualche giorno fa, si poteva leggere una bella intervista a Pino Maniaci, giornalista antimafia nella terra che fu di Peppino Impastato e di Danilo Dolci. Giornalista che, con la sua TeleJato, trasmette un tg in cui si fanno nomi e cognomi dei mafiosi sul territorio.

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Rivolta al Tg1: Maria Luisa Busi lascia la conduzione

pubblicato da Stefano Sgambati

Rivolta al Tg1: Maria Luisa Busi lascia la conduzioneAlla fine la più reazionaria delle conduttrici del Tg1 non ce l’ha più fatta. Vessata dal direttore Augusto Minzolini, Maria Luisa Busi ha rinunciato alla conduzione del più importante telegiornale nazionale: lo ha scritto lei stessa apponendo una lettera nella bacheca della redazione di Viale Mazzini. Tre cartelle e mezzo - come scrive la Repubblica - in cui la telegiornalista spiega come non riesca più a riconoscersi nella testata a cui presta il volto. Come professionista, scrive la Busi, l’unico elemento per “difendere le proprie prerogative professionali” è togliere la firma, nello specifico il volto. Non sarà dunque più lei a condurre il telegiornale delle 20.

Tiziana Ferrario:"E' avvenuta una gran porcata"

pubblicato da Marina

Tiziana Ferrario

Non ci sta Tiziana Ferrario, una dei giornalisti epurati da Augusto Minzolini direttore del Tg1 e durante le giornate dedicate al giornalismo a Perugia dice la sua e il video con la dichiarazione completa potete seguirlo qui.

La dichiarazione è stata fatta ieri pomeriggio al Festival internazionale di Giornalismo in cui Tiziana Ferrario è stata relatrice al dibattito “Donne, media e potere”. La Ferrario spiega che non sa se ritornerà a fare il mezzobusto in tv, poiché, appunto, la decisione non dipende da lei.

La giornalista, comunque, ha proseguito le esternazioni aggiungendo, al pubblico che aveva gremito la sala e che le ha mostrato il suo sostegno con frequenti e lunghi applausi, che:

Quello che mi è stato fatto è una grande porcata i giornali hanno raccontato le loro versioni a seconda delle fonti a disposizione ma il fatto è che non si può occupare un telegiornale di un servizio pubblico. I telespettatori non pagano un tg per ricevere un’informazione di una parte.

L’epurazione della Ferrario assieme ai colleghi Paolo Di Giannantonio e Piero Damosso è stata motivata da Augusto Minzolini come legittima volontà del direttore di una testata giornalistica di scegliere quali professionisti mandare in video. Secondo Franco Siddi, segretario della FNSI le cose non stanno proprio così e ci specificò in una intervista che l’azione fatta da Minzolini era paragonabile a: “un gravissimo atto di rappresaglia“.

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Maria Luisa Busi annuncia querela dopo il richiamo della Rai

pubblicato da Gabriele Capasso


Guerra aperta fra Maria Luisa Busi e la Rai. Qualche giorno fa la notizia, pubblicata da Il Giornale, che riferiva della lettera di richiamo ricevuta per l’intervista a Repubblica che conteneva critiche al direttore Minzolini e riferimenti agli ascolti in calo del Tg1. Oggi la comunicazione del legale della Busi che ha intenzione di sporgere querela:

Ho appreso dal quotidiano ‘Il Giornale’ di essere destinataria di una lettera aziendale il cui contenuto è stato pubblicato oggi. Il mio legale, l’avvocato D’Amati sporgerà querela contro ignoti per violazione del segreto epistolare secondo l’articolo 616 del codice penale.

La Busi, divenuta (suo malgrado), simbolo del dissenso interno al Tg1 che sta provocando diversi scossoni (si vedano le rimozioni di Tiziana Ferrario, Paolo Di Giannantonio e Piero Damosso), ha incassato la solidarietà di Giuseppe Giulietti, portavoce dell’associazione Articolo 21:

Il quotidiano Il Giornale pubblica la notizia della sanzione ricevuta dalla giornalista Rai Maria Luisa Busi per la sua intervista a Repubblica nella quale avrebbe leso l’immagine dell’azienda sbagliando anche i dati di ascolto. Una decisione davvero singolare, non solo perché la direzione dell’azienda contesta ad un consigliere nazionale Fnsi (non solo quindi dipendente Rai) di aver espresso la sua opinione, una cosa che ha il disgustoso sapere della rappresaglia antisindacale, ma è ancora più sconcertante perché si tratta della medesima azienda che non ha contestato e non contesta la “confusione” tra assoluzione e prescrizione, le telefonate con il premier per aggiustare i palinsesti ed espellere le persone sgradite, la rimozione di decine di giornalisti e dirigenti al Tg1 e non solo, la violazione, perfino del contratto di servizio, quando è arrivata a sopprimere e chiudere i principali programmi di approfondimento.

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Tg1 - Augusto Minzolini richiama Maria Luisa Busi

pubblicato da Malaparte


Non si fa attendere la replica di Augusto Minzolini a Maria Luisa Busi, che ieri, senza mezzi termini, ha criticato duramente l’operato del direttore del Tg1.

Minzolini non ha provveduto all’ennesima epurazione - sarebbe stato lo scandalo definitivo - ma ha inviato alla Busi una lettera di richiamo con richiesta di avvio di un provvedimento disciplinare. Secondo il direttore del Tg, la Busi avrebbe dovuto chiedere l’autorizzazione per rilasciare l’intervista di ieri a Repubblica e non avrebbe dovuto commentare la linea editoriale del Tg né i suoi ascolti.

E’ evidente che Minzolini non abbia gradito il contenuto dell’intervista, ma per il richiamo si attacca alla forma. Tuttavia, qualcuno dovrebbe ricordargli che, in quanto membro del consiglio della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, Maria Luisa Busi può rilasciare interviste anche a proposito del servizio pubblico per cui lavora, senza chiedere autorizzazioni, in quanto sindacalista.

Funziona così, nei paesi occidentali democratici: capita che le persone possano parlare. E persino criticare.

Maria Luisa Busi sul Tg1 - "E' scattata una rappresaglia, mai visto osare tanto"

pubblicato da Malaparte

Maria Luisa Busi

L’epurazione dei volti storici del Tg1, rei di non aver firmato il documento di Minzolini sul caso Mills, già duramente commentata da Franco Siddi della FNSI, genera anche la ferma reazione di Maria Luisa Busi, giornalista e altro volto molto amato del Tg.

Che fra la Busi e il suo direttore non corresse buon sangue è cosa nota da tempo, esplicitatasi nel caso-L’Aquila. Ora la Busi rilascia una durissima intervista a Repubblica, in cui non usa mezzi termini.

Credo si tratti di una rappresaglia. Come dice Franco Siddi, segretario della Fnsi. Una rappresaglia che prima dei colleghi, volti storici e professionisti liberi di questo giornale, ha colpito Massimo De Strobel, caporedattore centrale, uomo chiave della storica macchina del Tgi. Anche lui non firmatario di quella lettera, guarda caso. Anche lui rimosso senza una alternativa professionale credibile. Il clima? Il clima in redazione è insostenibile, in 21 anni ho visto altri direttori riconducibili all’area culturale del centrodestra (Vespa, Rossella, Minun), nessuno aveva mai osato tanto. In quanto al “rinnovamento”, di cui parla il direttore Minzolini… di che stiamo parlando? Forse che alla Bbc, alla Cnn, nella tv pubblica francese, non conta la fidelizzazione del pubblico, rispetto ai volti storici? Nel senso di quelli che hanno fatto la storia del giornale e la sua credibilità. E poi che dire di De Strobel, che non va neppure in video

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