La madre di tutte le puntate di Un medico in famiglia 6, questa sera, è assolutamente da non perdere su RaiUno. Quello che si preannuncia come un finale-evento, coronamento di una stagione ricca di colpi di scena e di episodi tutti “all’altezza” del marchio, vede dall’altra parte il Grande Fratello difendersi con Belen Rodriguez e due nuovi ingressi.
Il successo stratosferico di questa stagione della fiction Publispei, già tradizionale appuntamento per milioni di italiani, induce il produttore a un ripensamento sulla sua effettiva conclusione. Succede per tutte le serie di Un medico in famiglia: sembra che si tratti dell’ultima e invece si è sempre indotti a continuare. Questa volta, che la mobilitazione del cast storico e di new-entry vincenti ha generato una miscela potentissima, sarebbe davvero un peccato per RaiUno mettere la parola fine. Fanno, così, ben sperare le dichiarazioni di Carlo Bixio:
“I dati sono interessanti, ma a noi e a Rai Fiction quel che fa più piacere è che tutta la famiglia, bambini, ragazzi e adulti siano tornati ad appassionarsi alle nostre storie. Eppure ero deciso a chiudere qui, resto convinto che finire in bellezza, come sta capitando, sia la cosa migliore, ma sono tante le richieste ad andare avanti, dalla Rai, dal pubblico e anche dagli attori stessi”.
Un Medico in Famiglia serve sempre, come già qui si scriveva durante la scorsa perdibilissima edizione. E dispiace che la proposta più bella per una domenica sera con i propri cari stia per rinunciare alla sua storica collocazione a cause delle solite manovre di palinsesto: ci rimetterà sicuramente. La sesta stagione, che potremmo definire una versione deluxe del marchio, è riuscita nuovamente a far breccia negli italiani, raggiungendo picchi stratosferici di sette milioni. E questo fa sperare sulle buone vecchie tradizioni che non muoiono mai, su un prodotto “pulito” ma non necessariamente bigotto, che rinuncia ai toni sempliciotti da sitcom per approfondire il racconto popolare dalle vene drammatiche.
Il merito, a opinabile parere di chi scrive, va soprattutto a Margot Sikabonyi e alla storyline che ruotano intorno alla sua Maria, ormai dottoressa in Medicina e ragazza modello dai sani principi. Chi dice che per forza la serietà sia sinonimo di buonismo? La ragazza si fa strada tra i potentati mafiosi dell’Università - troppo spesso censurati - e una carriera come specializzata al fianco del suo compagno, un bentrovato Guido Zanin ancora più brillante grazie alla crescita artistica di Pietro Sermonti. I due riescono, in questo modo, a raccontare un’altra generazione, quella dei trentenni di belle speranze che fa da collante tra il mondo dell’infanzia e dell’adolescenza dei più piccoli e quello dei capifamiglia. Quando si dice, un nucleo familiare allargato e trasversale.
Il ritorno di Scarpati - papà Lele ha inizialmente messo a tutti un po’ di malinconia, perché il rivederlo spodestare nonno Libero alla guida della famiglia rendeva l’idea del “vecchietto dove lo metto”, una sorta di scaricabile dell’anziano e del suo insostituibile valore. Eppure la fiction ha continuato a “campare” lo stesso con un cast storico d’eccezione e le ottime new-entry. Non a caso il buon Lino Banfi, che ritroveremo guarda caso domani sera come “guest star” (contro l’ultima de L’Onore e il Rispetto 3), sembra esserci rimasto male per la sua epurazione (inizialmente consensuale, perché il budget non bastava per due star come lui e il figlio putativo nella fiction). E recrimina come non mai sulle pagine del Sorrisi e Canzoni Tv:
Un medico in famiglia è una delle poche fiction italiane in grado di diventare evento. La famiglia più longeva d’Italia, che sta sulla piazza da molto prima dei Cesaroni e ha portato su RaiUno l’Italia dei genitori e figli ma anche degli anziani, ritorna questa sera con la sesta (e ultima?) stagione, nella storica collocazione tradizionale della domenica sera.
Innanzitutto occorre fare chiarezza sull’orario, visto che circolano tre orari diversi di inizio. Sulle guide tv cartacee troverete le 21.30, sul sito dell’Ufficio Stampa Rai 21.10. Invece il primo episodio della sesta stagione va in onda stasera dalle 20.40, senza alcun traino di Affari Tuoi e giocando d’anticipo rispetto all’Onore e il Rispetto, questa settimana in onda con un doppio appuntamento, la cui terza puntata sarà trasmessa dalle 21.30.
I Martini torneranno sull’ammiraglia Rai al gran completo, carichi di un ritorno d’eccezione come quello del capofamiglia Lele, ancora interpretato dopo tanti anni di assenza e un breve cameo nella quarta stagione da Giulio Scarpati.
Sarà il suo ritorno a rendere più “altalenante” la presenza di nonno Libero, alias Lino Banfi, che si farà da parte in diversi episodi insieme a nonna Enrica (Milena Vukotic) per far rientrare “il bilancio familiare” (nel senso che il budget non bastava per un cast di fuoriclasse e bisognava fare dei tagli). Tutto questo è avvenuto senza alcuna sofferenza né risentimento, perché sul cast della fiction si respira davvero un clima familiare e i rapporti tra gli attori sono sempre stati autentici, nonché pronti a mettere al primo posto la fiction e non le manie di protagonismo dei singoli.
Lino Banfi lascia la fiction “Un medico in famiglia”. E’ durato 11 anni il matrimonio tra questo poliedrico artista italiano e una delle produzioni di maggiore successo di RaiUno. L’attore ha dichiarato a “Tv, Sorrisi e Canzoni” che è arrivato il momento di pensare alla famiglia. Di certo, nella scelta, avrà pesato la malattia capitata alla figlia, cosa che Banfi rivelò pubblicamente alla stampa solo qualche settimana fa. Queste le parole di commiato rilasciate al settimanale:
“Lascio la consegna a un altro nonno, visto che Maria (Margot Sikabonyi) darà una nipotina a Lele, ovvero Giulio Scarpati”.
Moltissimi, tra i fan di Banfi, saranno tuttavia “contenti” di questa soluzione. E’ il paradosso della notorietà, il salto curioso che la passione della gente compie quando si affeziona carnalmente a un cliché: l’attore pugliese è legato soprattutto a un sapore di commedia all’italiana, quella in voga negli anni Ottanta, quella dei primi nudi e e delle prime rotondità in primo piano. Una larga fetta del suo “elettorato” già in passato aveva richiesto al beniamino di svestire i panni, per molti eccessivamente buonisti e melensi, di Nonno Libero. Gli appassionati, compreso lo scrivente, si erano ritrovati stufi marci del ruolo per famiglie del Lino nazionale, rimpiangendo i fasti anticonformisti di Oronzo Canà e compagnia bella: è pur vero che, a un certo momento, Banfi ha ceduto a questo tumultuoso desiderio, tornando ad indossare i panni dell’allenatore di calcio più famoso di tutti i tempi in un seguito de “L’allenatore nel Pallone” che, francamente, avrebbe fatto meglio a non fare mai. Si sa che i miracoli vengono fuori una volta sola e che i buchi intorno alle ciambelle non è che siano sempre così scontati. E’ la lezione che ha imparato lo stesso Banfi che pur di accontentare chi glielo domandava, si è rimesso in gioco su un campo (è il caso di dirlo…) probabilmente non più adatto a lui e ai suoi tempi di artista 78enne. Ha spiegato ancora alla rivista in edicola oggi, dimostrando una grande consapevolezza dei propri limiti e del proprio spazio:
“Mi manca il tempo e non ho più nemmeno l’età”.
E allora le ultime parole sono per la figlia Rosanna:
“Lei ha continuato a dare vita al suo personaggio, Tea. Ha girato scene allegre anche se contemporaneamente si sottoponeva alla chemioterapia. L’ha fatto per esorcizzare la malattia, dimostrando grande coraggio. Alcuni dicono che senza capelli è diventata pure più bella”.
Le serie passano prima dal web. Lo impone la nuova fruizione mediale, di cui la tv è diventata l’ultima ruota del carro se non fa parte del circuito generalista. Il satellite, si sa, ha bisogno di Internet per farsi sentire e la prova lampante è offerta da Boris, la prima serie italiana prodotta da Fox.
In attesa del 12 maggio, data da cui verrano trasmessi i 14 nuovi episodi della seconda stagione, la Wilder non si fa mancare nulla, da un posto in prima finale al Telefilm Festival (venerdì 9 maggio) all’ampia promozione sul web.
Se il blog di Boris ha ripreso a segnare il countdown a colpi di aneddoti diaristici, la vera novità Fox è la sua nuova beta-factory, creata per incrementare il feedback con gli spettatori e l’interattività online. In vista di Boris 2 è stata lanciata una community, in cui è possibile scoprire i video del backstage, guardare le interviste ai protagonisti e partecipare a al contest “interpreta la sigla di boris”: il vincitore riceverà il cofanetto dvd della prima stagione. In più, presto sarà attiva la webcam per spiare on air il lavoro redazionale.
Continua a leggere: Boris 2 e L'Ospite Perfetto: quando la serie passa prima dal web
La famiglia è sempre la famiglia. Chissà se è questo uno dei motivi che hanno spinto Giulio Scarpati e Pietro Sermonti ad accettare la proposta di ritornare nella prossima stagione di “Un medico in famiglia”, le cui riprese inizieranno in primavera (nella foto il cast della prima serie).
La notizia, che troverete in anteprima domani su “Sorrisi e Canzoni”, farà contenti numerosi fan che, come il sottoscritto, con l’andare avanti delle vicende della famiglia Martini e di chi bazzicava dalle loro parti, si erano un po’ disaffezionati a questa serie che via via perdeva i suoi protagonisti che ne avevano decretato il successo.
Sarà curioso, perciò, rivedere Lele -partito anni fa per l’Australia- sedersi dopo una lunga assenza (se escludiamo il breve ritorno alla fine della quarta serie) accanto a Nonno Libero- Lino Banfi, senza però l’amata compagnia delle prime due stagioni Alice. La sua interprete Claudia Pandolfi (che troveremo presto ne “I Liceali”) ha infatti categoricamente escluso ogni possibilità di partecipazione alle riprese.
Dopo quattordici anni di investigazioni austriache, il commissario Rex, il cane poliziotto più famoso della tv, sbarca a Roma, protagonista da stasera su Raiuno di 8 puntate dell’undicesima stagione, che da quest’anno assume semplicemente il titolo “Rex”.
Lo spostamento nella capitale è solo la prima novità della serie, che vedrà per la prima volta al fianco del pastore tedesco Henry (una vera star: è stato assicurato per un milione di dollari) un commissario italiano, Lorenzo Fabbri, interpretato da Kaspar Capparoni.
Per via di un caso che coinvolge anche la polizia viennese (nella persona di Erika Hedl-Denise Zich) avviene l’incontro tra Fabbri e Rex, tra i quali scocca il “colpo di fulmine”. Qualche pratica da sbrigare e il gioco è fatto: Rex trasloca a Roma.
Continua a leggere: Il Commissario Rex da stasera indaga a Roma
Torniamo a parlare di “Boris” la prima serie realizzata da Fox Italia e in onda sul canale 110 di Sky perché al cast a cui avevamo accennato precedentemente, stanno per aggiungersi le cosiddette “guest star”, a cui va il compito di impreziosire il cast fisso comparendo in uno o più episodi.
Tra l’elenco delle guest star della seconda serie di “Boris” spicca Corrado Guzzanti, il comico romano da sempre legato ai programmi di Serena Dandini (ma di recente si è dedicato al cinema col film “Fascisti su Marte”) fratello di Sabina e di Caterina, che fa invece parte del cast fisso nel ruolo di Arianna, assistente alla regia.
Nella “fuori serie”, Guzzanti sarà Mariano, attore psicologicamente instabile, che durante le riprese della fiction “Gli occhi del cuore”, nella quale interpreta un Conte che darà filo da torcere agli altri protagonisti, attraverserà una crisi mistica.
Continua a leggere: Corrado Guzzanti guest star della seconda serie di Boris

Questa sera Un Medico in Famiglia 5 si congeda dal suo affezionatissimo pubblico che, oltre a tener testa alla corazzata del Gf, ha riportato ascolti in netta crescita. Quest’ultima stagione non ha lasciato il segno, come ho già avuto modo di sottolineare, ma ha comunque confermato il profondo legame instaurato tra il telespettatore e un microcosmo seriale dal sapore genuino - nonostante tutto -.
E dunque viene naturale chiedersi se questa serie ha ancora un futuro o vede nelle puntate di questa sera il finale definitivo. Di certo è risultata completamente infondata la notizia di uno speciale celebrativo affidato in prima serata a Mara Venier (e a tal proposito bacchettiamo Gente per aver messo la notizia in prima pagina).
Gli attori, per ora, non si espongono. Lunetta Savino è visibilmente stanca e ha trovato la sua nuova identità artistica in Raccontami, oltre che in altri progetti per la tv e il teatro. Peraltro in quest’ultima serie il suo ruolo è stato via via ridimensionato per lasciar spazio a Beatrice Fazi, la neo-colf di casa Martini candidata al titolo di erede di Cettina (che si sia trattato di un vero e proprio passaggio di testimone?). Margot Sikabonyi, nonostante l’apprezzabile svolta del suo personaggio, ha vissuto questa stagione, dall’inizio alla fine, come un perenne cameo, visto il suo ritorno tardivo sulle scene e il ruolo più defilato rispetto alla trama complessiva.
Continua a leggere: E' davvero la fine... di un Medico in famiglia?
Questo post è in fase di gestazione da tempo, perchè l’argomento mi stava troppo a cuore per poterlo esaurire superficialmente. Un Medico in famiglia è una di quelle serie difficili da criticare se si è entrati per anni in casa Martini, sintonizzandosi puntualmente con le strampalate vicissitudini dei suoi componenti. Quest’anno, tuttavia, la serie non era partita con i migliori auspici e io per primo avevo tenuto in serbo dei titoli al vetriolo per la pubblicazione di caustiche stroncature (poi conservate cautamente in draft), come ‘Chiamate un Medico per tutta la famiglia’ o ‘Dottore, stiamo perdendo la famiglia Martini’.
La saga familiare più amata d’Italia si era, infatti, aperta con lo strampalato dramma del figlio di Cettina, ormai in età da asilo dopo un certo dislivello temporale rispetto alla stagione che ne preannunciava la nascita: il bambino non riusciva a fare la cacca. Capite bene che ritrovare la famiglia Martini alle prese un problema così ridicolo - seppur gravoso e condivisibile da alcuni telespettatori alla visione - non faceva ben sperare sulla qualità della scrittura. In più, tra l’arrivo decisamente forzato di un personaggio fotocopia di Lunetta Savino, la colf fintamente filippina originaria di Mondragone imparentata con l’ormai emancipata Cettina (e interpretata da un altrettanto brava Beatrice Fazi) e il neo-incarico di sindaco affidato a Nonno Libero, non privo di risvolti imbarazzanti, sembrava davvero di assistere a un cartone animato, nella cornice paradossale di un irreale Poggiofiorito (ormai fuori dal tempo e dal mondo).
Ma l’apice del macchiettismo lo si è raggiunto nella grande farsa indiana incarnata dalla svolta multietnica della fiction, tesa a sopperire il vuoto narrativo lasciato dall’addio di Pietro Sermonti.
Ad impersonare la buffa recita del confronto tra civiltà un personaggio televisivamente ammiccante come Kabir Bedi, scelto come contraltare straniero della condizione universale di nonnità, e un’attrice indiana alle prime armi, che hanno avuto la folle idea di far recitare in Italia, come Shivani Gai. Quest’ultima ha incarnato di sicuro il lato più trash di questo capitolo della fiction, complice la totale ignoranza della nostra lingua che l’ha vista iniziamente recitare in inglese per poi imparare gradualmente a scandire in italiano (con, in entrambi i casi, effetti di doppiaggio inqualificabili per una produzione seriale così importante).
Il copione ha previsto che fosse lei, con la sua voce flemmatica e resa artificiale dalla sovrapposizione fuori syncro, a far battere il cuore del dottorino di turno, questa volta impersonato dall’anti sex-symbol per antonomasia, in quanto a totale mancanza di fascino, David Sebasti. Quando si dice, una coppia che non buca lo schermo (e che è passata inosservata sui settimanali).
Quando degli ex-volti televisivi raggiungono il successo cinematografico mi piace ricordare da dove sono partiti (prima che lo facciano loro con snobismi rivoltanti) e stimarli proprio per questo.
Elio Germano sta finalmente cavalcando l’onda della popolarità mediatica, dopo anni di gavetta defilata ma non per questo declassata, con Mio fratello è figlio unico, il film che lo vede imparentato con l’idolatrato Riccardo Scamarcio (di cui dice di essere diventato con una qualche autoironia la privilegiata guardia del corpo).
Elio fa parte di quella generazione di attori che scelgono di recitare per professione, più che per sfizio, e proprio per questo si trovano spesso a far da spalla a fenomeni usa e getta, in attesa dell’occasione che sembra non arrivare mai. Salvo un ingaggio giusto al momento giusto (vedi PierFrancesco Favino alla voce Ozpetek dopo il debutto ad Amico Mio, la consacrazione con la fiction Bartali e tanti film di nicchia).
Anche il nostro Germano non si è mai arreso e, soprattutto, non ha disdegnato tra le sue prime esperienze professionali la tv (compresa una sterminata serie di spot pubblicitari).
Ricordo ancora con piacere i tempi in cui a Un Medico in Famiglia (quando era ancora una serie decente) interpretava il ruolo del Pasticca, il bello e dannato che metteva la testa a posto dopo aver conosciuto Maria (Margot Sikabonyi).
Ma soprattutto, se c’è un progetto relitto nel curriculum di questo talento emergente, non può che essere Via Zanardi 33, uno dei pochi e mai più ripetuti esperimenti di telefilm giovanili made in Italia1.
Continua a leggere: Elio Germano e il successo (nonostante Via Zanardi 33)
Ci sono interviste che meritano di essere riesumate e confrontate per denunciare un brutto male dei nostri tempi: la malelingua.
Nella stessa sezione commenti di Tvblog se ne leggono tante, di ingiurie, dirette sul personale a personaggi che andrebbero meglio tutelati e rispettati. Anche al sottoscritto vengono attribuiti diversi attacchi per la presunta cattiveria riscontrabile in alcuni post, ma anche qui occorre fare le dovute distinzioni.
Nella stampa televisiva il pepe, l’esposizione in prima linea, la stroncatura hanno un senso se miranti a stigmatizzare vizi e mancanze di determinati programmi o vip in un’ottica specificamente professionale e critica.
Che ben vengano, dunque, gli strali polemici della De Filippi, in qualità di donna di televisione, contro l’ipocrisia dei contenitori domenicali, ma non diventi un abuso l’accanimento gratuito nei confronti di certi personaggi, da parte del pubblico come di alcuni “colleghi” dello spettacolo (per cui sparlare di Amici e dintorni è diventato un diktat autocelebrativo e sempre più radical chic).
A proposito di recriminazioni e snobismi che imperversano nel panorama mediatico, c’è un altro abuso sempre più intollerabile: sputare sul piatto da cui si è mangiato.
Prendete Marco Leonardi, il nuovo Maradona cinematografico che riscuote plausi e consensi a go a go. In una recente intervista rilasciata a Vanity Fair, che sicuramente ha calcato la mano nella confezione editoriale, non si esime dallo sparare a zero sul suo ingaggio nella fiction Elisa di Rivombrosa:
“Tornare in Italia è stato drammatico dal punto di vista professionale, perchè mi sono presto reso conto che avrei dovuto ricominciare tutto da capo. Per dire, mi hanno offerto di recitare in dieci puntate di Elisa di Rivombrosa, e io ho accettato. Però, dopo aver fatto un film con Banderas e Depp, mi veniva un po’ da ridere”.
Continua a leggere: Senti chi sparla sulla tv (e sul proprio curriculum)
Un Medico in famiglia (qui i particolari della nuova serie in onda da giovedì contro il Gf) ha sempre occupato un posto speciale nelle liturgie catodiche di milioni di italiani, che hanno trovato nei loro beniamini, dai veterani ai più giovani, degli attori umani in cui identificarsi.
In particolare, c’è Margot Sikabonyi che ha incarnato per anni la ragazza della porta accanto, crescendo assieme ai suoi fans e acquistando un ruolo sempre più determinante sino a diventare l’indiscussa eroina della fiction.
Di lei ha sempre colpito la sua fuga dai riflettori, il suo essersi trovata a recitare un po’ per gioco, mentre gli studi proseguivano a gonfie vele e il suo vero sogno professionale era legato all’interesse extra-patinato per la biologia marina.
Insomma, una ragazza modello che, nell’era dei reality e della popolarità a tutti i costi, getta la maschera in un’intervista su A… lasciando il sospetto di essere come tutte le altre:
“Ho cominciato perché volevo essere su tutti i giornali. Non mi pareva vero di essere famosa. Ma è terribile sentirsi chiamare Maria per strada”.
In realtà quest’affermazione pare scontata e non così grave da evocare lo scandalo. Quel che stona fortemente è il connubio tra la veste spontanea e matura a cui ci aveva abituati e l’incoerenza delle sue dichiarazioni mediatiche. Prima, infatti, saluta i fans all’indomani di ogni serie, dicendo che non vuole rimanere ingabbiata in un personaggio e che le sue aspirazioni non hanno necessariamente a che fare con il mondo dello spettacolo. Poi, ogni volta, ci ripensa, timorosa di perdere il treno e non avere altre occasioni.
Continua a leggere: Margot Sikabonyi... come tutte le altre?
Grande Fratello sperava di essersi liberato della concorrenza con la conclusione della fiction Raccontami. E invece da metà marzo si troverà ad affrontare l’avversario più temibile: Un medico in famiglia 5.
La fiction campione di ascolti dell’ammiraglia Rai torna dopo due anni e mezzo di assenza con le novità che ormai voi tutti sapete, dalla new entry David Sebasti che sostituisce Pietro Sermonti nel ruolo di fascinoso dottorino all’atmosfera indiana favorita dalla presenza di Kabir Bedi, rivale sul set di Nonno Libero.
Quel che personalmente mi lascia perplesso è il ruolo di Margot Sikabonyi nella nuova serie. La romantica Maria Martini, infatti, si era sposata al termine dell’ultima serie con il suo Guido. Ma, ora che è rimasta senza partner, la rivedremo soltanto per qualche cameo o in una parte di nicchia rispetto alla nuova storia d’amore multietnica che si ruberà tutta la scena?
Va aggiunto, a questo punto, che tutti i protagonisti di Un medico in famiglia 5 hanno firmato un contratto blindato con cui si sono impegnati a restare nel cast per due nuove serie della popolare fiction di Raiuno.
Riuscirà ancora a riscuotere consensi da record meritandosi un seguito? Prima dell’atteso ritorno, ci gustiamo insieme questo video di backstage pubblicato… sul blog di Lino Banfi!
Ebbene sì, il veterano attore ha deciso di mettersi al passo coi tempi e di farsi assistere da giovani esperti del mezzo, a lui vicini, per gli aggiornamenti del suo blog ufficiale.
E’ qui che ha divulgato alcuni video in esclusiva girati sul set, tra cui quello che vi proponiamo che ufficializza la presenza nel cast, finora dubbia, di Margot.
Continua a leggere: Un Medico in famiglia 5, dal 15 marzo contro il Gf
Come non dedicare, nel giorno di San Valentino, un dossier rosa dedicato agli amori seriali (quantomeno per ridare un po’ di poesia catodica a una festività funestata da esperimenti così beceri).
Le storie nate sul set sono quelle che più ci fanno sognare. Ripercorriamone insieme le più romantiche e memorabili (attraverso la nostra gallery)…
A parere del sottoscritto, i precursori del sentimentalismo mediatico sono i componenti di una coppia inseparabile, che è riuscita a fare di una meravigliosa storia in costume un invidiabile sequel nella vita reale: trattasi di Alessandro Preziosi e Vittoria Puccini che, complice l’esperienza fianco a fianco in Elisa di Rivombrosa, si sono innamorati davvero dando luce a una splendida figlia.
Galeotta è stata la macchina da presa anche per Giorgio Pasotti e Nicoletta Romanoff, che si sono invaghiti l’uno dell’altra durante la lavorazione della fiction Un anno a primavera (in realtà rivelatasi un flop). Il loro sodalizio artistico non è proseguito, ma il loro fidanzamento va a gonfie vele.
A differenza loro, un idillio che funziona sia professionalmente che sentimentalmente è quello di Sergio Assisi e Gabriella Pession. Quando si dice, coppia che vince non si cambia, la loro incassa ascolti da record, prima con Capri e poi in Graffio di tigre (mentre dietro le quinte la passione che si consuma tra i due è più reale che mai).
Continua a leggere: Passioni seriali: quando ci si innamora sul set