
Due nuovi progetti sono stati annunciati ieri ed oggi per quanto riguarda la fiction Rai. Due miniserie che andranno in onda nella prossima stagione televisiva e che racconteranno due storie italiane, molto lontane e diverse tra loro.
La prima sarà una fiction in due puntate sulla spedizione italiana sul K2, la montagna più alta della Terra, avvenuta nel 1954. La spedizione, guidata da Ardito Desio, fu seguita dagli italiani con passione, al punto tale che quando fu annunciato il raggiungimento della vetta da parte di Achille Compagnoni e Lino Lacedelli, il nostro Paese festeggiò l’evento come segno di rinascita della Nazione.
Il film-tv, le cui riprese inizieranno in Austria a fine mese, sarà prodotto dalla Red Film e sarà girato da Robert Dornhelm (”Spartaco-Il gladiatore” e “Guerra e pace”), ed avrà come protagonisti Marco Bocci e Marco Cocci. L’altro progetto annunciato, invece, ci porta alla storia più recente, in particolare agli attentati a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, avvenuti nel 1992.

Lino Banfi, con “Il Commissario Zagaria”, fugge da Nonno Libero e cerca sè stesso. Col rischio di rimanere intrappolato nel personaggio che l’ha reso noto anche alle nuove generazioni, l’attore barese ha preso la palla passatagli da Canale 5 al balzo ed ha cercato di ritrovare la sua identità. E quale modo migliore se non tornando ad interpretare un commissario, proprio come fece negli anni ‘70 per registi del calibro di Dino Risi, ed utilizzando il suo vero cognome?
Ecco che, allora, “Il Commissario Zagaria” è prima di tutto un’operazione nostalgia per Banfi stesso, che cerca con una miniserie divertente e con tinte di giallo (solo tinte: qui il poliziesco fa da sfondo alla commedia e non viceversa, come il titolo e la presentazione della fiction volevano farci credere) di riappropriarsi del proprio calibro di attore comico lontano da camici bianci, famiglie allargate e buoni sentimenti.
Il risultato è una fiction dallo stampo tipicamente italiano, senza particolari colpi di scena e con una storyline servita sul piatto e pronta ad essere srotolata davanti al pubblico in maniera semplice e lineare. Insomma: considerato che la serie è stata già rinnovata per una stagione da sei episodi, potremmo dire che Canale 5 potrebbe avere trovato ne “Il Commissario Zagaria” la sua risposta frizzante (ma, ahimè, anche banale) alle fiction Rai dove alle indagini si associano situazioni comiche (o che dovrebbero essere tali).
Il Commissario Zagaria


Risale al film del 1973 di Luca Davan “Il brigadiere Pasquale Zagaria ama la mamma e la polizia” il protagonista de “Il Commissario Zagaria”, la miniserie in due puntate in onda stasera e domani alle 21:10 su Canale 5. Un personaggio interpretato, oggi come allora, da Lino Banfi, che ha puntato molto sul progetto, tanto da averne scritto il soggetto (con Edoardo Bechis e Leopoldo Pescatore) e produrlo con la sua Alba Film 3000.
Rispetto al film, ovviamente, sono tante le differenza: intanto Zagaria non è più brigadiere ma Commissario, un uomo tenace, testardo, che si fida tantissimo del proprio intuito al punto da rinnegare ogni strumento all’avanguardia che la Polizia potrebbe fornirgli nelle sue indagini. Esperto del Salento, i cui luoghi fanno da sfondo non solo ai casi, ma anche alle riflessioni del protagonista (che si rifugia spesso a casa degli amici Felice ed Alice per trovare un po’ di pace davanti al mare), Zagaria è un Commissario affidabile ma difficile da capire.
Ne saprà qualcosa il Vicequestore Stefano Amato (Marco Cocci), trasferito da Firenze per mettere su una squadra scientifica, e che dovrà lavorare proprio con Zagaria. Lo scontro tra i due modi di lavorare e di pensare alle indagini sarà inevitabile, ma Stefano e Zagaria dovranno imparare a sopportarsi l’un l’altro non appena un difficile caso gli si presenterà davanti.

Lino Banfi sta per approdare su Canale 5, riportando sulle scene il personaggio di Pasquale Zagaria (che altro non è che il suo vero nome) per “Il Commissario Zagaria”, due puntate che andranno in onda a settembre per la regia di Antonello Grimaldi. Un progetto che, però, non si esaurirà nella messa in onda di questa miniserie, ma che avrà nuove puntate per il 2012.
L’agenzia Asca ci informa infatti che Lino Banfi, insieme a Grimaldi, tornerà in Puglia ad ottobre per girare sei nuovi episodi della serie, sempre con la produzione dello stesso Banfi, del figlio Walter e di Bruno Altissimi.
“Il Commissario Zagaria”, stando alla descrizione ufficiale ed ai commenti del protagonista, vuole essere una commedia poliziesca che, come abbiamo detto, riporta davanti alla platea il personaggio che è stato visto nel film di Luca Davan del 1973 “Il brigadiere Pasquale Zagaria ama la mamma e la polizia” con, ovviamente, i dovuti cambiamenti.
Sta per iniziare la quarta serata del Festival di Sanremo 2010, quella che vedrà la finale dei giovani di Sanremo Nuova Generazione. Vi ricordiamo che avete ancora tempo per partecipare al nostro toto-giovani: attualmente i preferiti dai lettori di Tvblog sono Nina Zilli e, a poca distanza, Tony Maiello. La serata vedrà inoltre l’esecuzione delle 12 canzoni dei big, che verranno giudicati con sistema di votazione misto, giuria tecnica composta dai musicisti della “Sanremo Festival Orchestra” (con peso percentuale del 50%) e pubblico attraverso il sistema del televoto (con peso percentuale del 50%).
Gli artisti proporranno la propria canzone in una “versione liberamente rivisitata” affiancati da artisti ospiti italiani e/o stranieri. Verrà stilata la graduatoria in base ai voti ricevuti nella serata e i 10 artisti più votati saranno ammessi alla Serata Finale. Vi ricordiamo i duetti: Arisa con Lino Patruno & Jazz Band; Malika Ayane con Sabina Brazzo; Simone Cristicchi con il Coro dei minatori di S. Fiora; Irene Fornaciari e i Nomadi con Mousse T & Suzie; Irene Grandi con Marco Cocci; Marco Mengoni con i Solis String Quartet; Fabrizio Moro con Jarabe De Palo e Dj Jad; Noemi con i Kataklò; Povia con Marco Masini; Pupo, Emanuele Filiberto e il tenore Luca Canonici con Marcello Lippi; Enrico Ruggeri con i Decibel; Valerio Scanu con Alessandra Amoroso.






Ore 21.05. Puntuassimi si parte con l’anteprima sanremese. Qualche immagine dal backstage, ma arriva subito la pubblicità…protagonista la Clerici, ovviamente. Per fortuna non dura troppo e poi si inizia davvero: partenza scoppiettante con la dance di Bob Sinclair. Una vera serata ggggiovane! Entra Antonella Clerici, finalmente con un vestito che le rende un po’ giustizia pur facendola sembrare una sirenetta e annuncia che la serata sarà fortissima.
Ore 21.16. Nemmeno il tempo di terminare, che entra uno dei comici più amati di Zelig, Giovanni Vernia, che finge di non riconoscere Antonellina e chiede se ci sia in giro “Dj Vessicchio”, poi dà un paio di occhiali da sole alla presentatrice, le dice di fare uno sguardo da figa e scatta una foto col cellulare, prima di fare un paio di battute e lasciare il palco alle esibizioni canore.
Ore 21.22. Si apre il televoto per la prima gara, quella che vede protagonisti i big che si cimenteranno nei duetti, e iniziano le esibizioni: entra sul palco Malika Ayane, accompagnata dalla prima ballerina della Scala Sabina Brazzo. La canzone è Ricomincio da qui e, va detto, ascolto dopo ascolto convince, anche se la sottoscritta non ama particolarmente il timbro della Ayane. Questo brano dall’ottimo sound potrebbe proprio essere il vincitore di quest’edizione sanremese.
Ore 21.30. Secondo ad esibirsi è Simone Cristicchi col suo brano Meno male. Molto divertente l’intro del Coro dei minatori di S. Fiora che accompagna il cantante sul palco. Anche questo brano - testo ironico e musica coinvolgente - è piuttosto forte e sicuramente non verrà eliminato in questa serata. Le possibilità di vittoria però sembrano poche.
Ore 21.35. Si va veloci: fuori Cristicchi e dentro (la nonna di) Irene Grandi, accompagnata da quel figaccione di Marco Cocci - perdonate l’ormonosa che c’è in me - con La cometa di Halley. Non si sa se sia un caso oppure no, ma fino ad ora sono uscite alcune delle canzoni migliori di questo Festival. Con il duetto questo brano, che già di per sé è godibile, acquista qualche punticino in più. L’unica pecca è l’effetto “già sentito” che le canzoni della Grandi danno ultimamente.
Esordirà domani, in prima serata su RaiUno, Medicina generale 2, seconda stagione della fiction ambientata al Sant’Angelo, un ospedale in cui le piccole e grandi questioni poste dai casi clinici si intrecciano con i sentimenti ed i percorsi umani dei medici. La prima stagione, va sottolineato, non aveva portato a casa grandi dati d’ascolto, ed aveva anzi avuto una vita piuttosto “travagliata”, fatta di sospensioni e spostamenti di giornata. Non è un caso quindi che Medicina generale 2 inizi fuori dal periodo di garanzia. Periodo che, ricordiamo, ha visto una RaiUno trionfante per quanto riguarda il settore fiction.
Ascolti buoni o meno buoni, la seconda stagione sta per partire e ancora una volta i protagonisti saranno Anna (Nicole Grimaudo) e Giacomo (Andrea Di Stefano). Finalmente insieme, i due costruiscono giorno per giorno la loro felicità, sostenendosi a vicenda nelle scelte professionali e formando una famiglia unita e serena. Anche se la loro unione sarà messa a dura prova da alcuni ostacoli, i protagonisti mostreranno la forza del sentimento che li lega, raccontando così il lato più forte e coraggioso dell’amore.
Tredici serate, quelle che compongono la seconda stagione, in cui la loro storia si alterna fra primo piano e sfondo, per lasciar posto a quelle di Angelo (Antonello Fassari), adesso caposala al Pronto Soccorso, di Bergamini (Roberto Citran) messo sotto tiro dalle minacce della Direzione Sanitaria, di Marco (Michele Alhaique) in procinto di sposarsi, di Olga (Francesca Reggiani) che, tramite una promozione, si metterà in gioco, e di Gabriella (Fabrizia Sacchi)a cui la vita gioca uno scherzo davvero pesante, ma che la farà rinascere.
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A fare concorrenza a Carnera su Canale5, ci pensa Artemisia Sanchez su RaiUno (gallery), una storia totalmente diversa ambientata in una Calabria del ‘700, sospesa tra aneliti di progresso e un cupo fatalismo che si oppone a ogni cambiamento. Una coproduzione RaiFiction, realizzata da Cosmo Production in coproduzione con MFP Institut del Cinema Català e Televisió de Catalunya, con la partecipazione di France 2. La serie racconta le vicende di un’eroina femminile, Artemisia, che lotta al fianco delle menti illuminate che provano a spezzare il secolare immobilismo di quella terra così bella e varia.
Artemisia è figlia di una grande famiglia spagnola, i Sanchez, signori di Toledo, proprietari di immensi feudi intorno alla città di Seminara, nella Calabria Ulteriore, ai piedi dell’Aspromonte. Nasce, a metà del secolo, lo stesso giorno di Angelo Falvetti, rampollo di più modesti proprietari terrieri, e questo segnerà per sempre la loro vita. Quella nascita simultanea, che ha qualcosa di magico, lega fin da piccoli Artemisia e Angelo di un legame fortissimo che sembra non doversi spezzare mai. Invece un drammatico destino li divide quando hanno meno di dieci anni: il padre di Angelo viene ucciso da un misterioso sicario nel corso di un’antica faida che contrappone i Falvetti a un’altra famiglia di Seminara.
Angelo prossima possibile vittima (o che sarà magari costretto a diventare carnefice…) viene allontanato in fretta da Seminara. Passano gli anni, Artemisia fiorisce in una splendida ragazza desiderata da tutti i migliori partiti della zona, ma lei non vuole nessuno: nel suo cuore c’è sempre lui, Angelo. E lui finalmente torna, ma per Artemisia la gioia immensa di rivederlo si tramuta subito nella più straziante delle delusioni: Angelo sta per prendere i voti, fra pochi giorni verrà ordinato sacerdote. Per i due giovani è un momento di emozione fortissima.
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Se Ciro era il figlio di Target, Pirati è il gemello di Quinto Potere Mag. Vederne la prima puntata è stato per il sottoscritto un salto nel passato. Come ho già avuto modo di dichiarare, le mie avventure da tvblogger sono iniziate da un sito non ufficiale dedicato a 5uinto Potere, l’unico reality show impegnato della televisione italiana in onda nel 2004 su Fox Life. A curarlo era, appunto, la premiata ditta Paolini-Martone: ideatore lui, conduttrice lei, una coppia inossidabile nel lavoro come nella vita privata.
L’obiettivo di quel programma, che seguiva la vita da redazione di un gruppo di aspiranti producer, era quello di monitorare il dietro le quinte della confezione di un rotocalco. Dei ragazzi di belle speranze, già esperti di videomaking o con tanta voglia di imparare, venivano ripresi dal lunedì al venerdì, per due ore di diretta, nel vivo del loro stage televisivo. I telespettatori potevano, inoltre, vedere scampoli di backstage nella striscia di highlights quotidiana e, dulcis in fundo, il prodotto bello e finito: Quinto Potere Mag.
Pirati nasce come un tentativo di riscatto di quel desolante flop. Potendo disporre (si spera) di più budget e della visibilità di una rete generalista, il papà di Target ha deciso che non si butta via niente e che quel tipo di format poteva essere opportunamente riciclato. Così nasce un prodotto formalista sulla carta, come dev’essere la televisione nel credo estetico paoliniano, ma becero nella sostanza. Con la scusa di nobilitare il genere, i Pirati sono stati reclutati nei peggiori bassifondi della tv, riesumati dal portfolio proibito di Lele Mora, ripescati dall’oblio del post-reality. Dei sopravvissuti, insomma, che anziché rileggere acriticamente il gossip non vedono l’ora di ritornarne protagonisti.
Da questa sera, alle 23:30 su RaiDue, va in onda Pirati, nuovo programma di Gregorio Paolini condotto in un non-studio da Marco Cocci e con una serie di inviati composta da volti vecchi e nuovi della gioventù televisiva. Trattasi di: Selvaggia Lucarelli, Belen Rodriguez (qui la sua gallery di immagini), Lisa Fusco, Francesca Chiarantano, Barbara Foria, Maria Pina Tinno, Cinzia Molena, Andrea Golino, Francesca Guicciardini, Serena Garitta, Elisa Sciuto, Antonio Barea de Luna.
Il format prevede il racconto, da parte degli infiltrati speciali di cui sopra, dei personaggi dell’Italia del costume e spettacolo. Un po’ celebrazione, un po’ ironia, e il commento della voce della coscienza dei pirati, la doppiatrice Emanuela Rossi.
Il servizio della più nota blogger televisiva, Selvaggia Lucarelli, va in onda questa sera. Ecco cosa dice la diretta interessata in un’intervista rilasciata a Libero a proposito del personaggio che ha seguito a New York:
Si chiama Paolo Zampolli, una sorta di Forrest Gump, un uomo che non sembra avere nessuna qualità e poi invece è riuscito a diventare importantissimo. E pensa che la sua è una famiglia di giocattolai, partita con il “Dolce forno” e oggi è diventato una persona importantissima: è socio di Donald Trump e ha una agenzie di modelle.
Al di là della smisurata passione del sottoscritto per Selvaggia (questo il suo celebre blog) e per la Rodriguez (questo il suo celebre personale), nonché per il lavoro di Paolini, da vedere, come tutte le novità.
Che Selvaggia Lucarelli fosse una pirata all’arrembaggio del piccolo schermo non è una novità. Ora, dopo una carriera tanto sudata (?!?), è stata prescelta da un professionista d’eccezione della tv italiana per un nuovo e ambizioso progetto.
Gregorio Paolini, l’inventore di Target e Verissimo che ormai si accontentava di una Tintoria qualsiasi, ha un nuovo asso nella manica: Pirati. Un rotocalco che ammicca al trash raccontando il fatuo in modo intelligente (mai obiettivo fu più arduo e abusato insieme). Pirati sarà un pozzo senza fondo, che vedrà vip, personaggini della stampa rosa, reduci dai reality e tronisti nel mirino di una missione piratesca, affidata a sua volta a giovani intelligenti e cattivi di varia estrazione professionale (tra cui Selvaggia).
Il conduttore vero e proprio è una vecchia conoscenza del mondo dello spettacolo italiano. Stiamo parlando di Marco Cocci, leader della rock band Mulfunk, consacrato attore dalla generazione cinematografica dei Virzì e dei Muccino e poi conduttore per caso di Mtv Brand New. A sua volta, insomma, un reduce, che ritroviamo volentieri da giovedì 17 aprile, in seconda serata alle 23.20, su Raidue.
Continua a leggere: Pirati all'arrembaggio su Raidue. Selvaggia Lucarelli e Marco Cocci su tutti