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Tutti gli articoli con tag marco travaglio

Riparte Servizio Pubblico, da questa sera anche su Cielo

pubblicato da Debora Marighetti

Servizio Pubblico Santoro
Prima puntata del 2012 per Servizio Pubblico, il talk show di Michele Santoro in onda su internet, su SkyTg24 e su tante reti private. Da questa settimana, come annunciato, il programma sarà in onda anche su Cielo, canale 26 del digitale terrestre, ma l’elenco delle nuove reti si è arricchito anche con l’ingresso di Extratv nel Lazio e Canale 9 in Campania. Una scelta nata dopo la notizia dell’allungamento del programma fino a giugno.

La puntata di questa sera, la nona, si intitola “Rigore di stato“. Parteciperanno al salotto di Santoro il sindaco di Bari Michele Emiliano, Daniela Santanché del Popolo della Libertà e il procuratore capo della Repubblica di Torino Gian Carlo Caselli, oltre ovviamente agli ospiti fissi Marco Travaglio e Vauro.

Si legge nella presentazione della serata:

Lo Stato è vigile, “e io vigilerò”, ha rassicurato il premier Monti ringraziando l’Agenzia delle Entrate e la Guardia di Finanza, dopo il blitz di Cortina: “Sono inammissibili i sacrifici, se c’è chi evade”. Era il governo dell’equità, ora anche quello del rigore. Ma lo Stato è davvero inflessibile nei suoi controlli? O è uno Stato che, a seconda di dove guarda, vede e non vede?

Appuntamento alle 21 sulle varie reti del network.

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Marco Travaglio e il Celo-Manca a Quelli Che il calcio

pubblicato da Malaparte

Marco Travaglio, Victoria Cabello e Alba Parietti a Quelli che il calcio

Marco Travaglio - Quelli che il calcio
Marco Travaglio - Quelli che il calcioMarco Travaglio, Victoria Cabello e Alba PariettiMarco Travaglio, Victoria Cabello e Alba PariettiMarco Travaglio, Victoria Cabello e Alba Parietti

Marco Travaglio era ospite (anche) per parlare d’Italia, di evasori fiscali, di Servizio Pubblico e del suo lavoro. Ma la legge a Quelli che il calcio prevede che ci si debba sottoporre per forza ai voleri della padrona di casa, non si può mica fare tutto seriamente.

Quindi, sì, si parla dei temi cari al giornalista, ma ad un certo punto Travaglio deve condividere con la scosciatissima concittadina Alba Parietti (con la quale, apprendiamo, ha condiviso in gioventù uno spettacolo in parrocchia), il giochino del celo-manca: la Cabello fa un elenco di situazioni e i due devono dire “celo” o “manca”. Buffa l’espressione di Travaglio alla voce “tradimento”, il giornalista ha comunque l’aria di quello che vorrebbe, a tratti, essere da un’altra parte. Ma sa stare al gioco. E si autodefinisce “rompipalle” (una cosa che dev’essere insita nella professione, dice) e scherza sui suoi “guai giudiziari” (150 cause, fra civile e penale, in 27 anni di attività).

Finito il suo momento, Travaglio si accomoda accanto a Luca Giurato. E a questo punto, Victoria Cabello, cita il “gossip” di TvBlog secondo il quale Giletti vorrebbe fare il Santoro al giovedì sera. E chiede: «Nel caso, chi vedresti al tuo posto? Se Giletti fa Santoro, chi fa Travaglio?»

Il vicedirettore del Fatto Quotidiano non ha dubbi: «Luca Giurato». Pensate che coppia sarebbe!

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Michele Santoro e Servizio Pubblico - La prima (quasi) senza Berlusconi

pubblicato da Malaparte

Servizio Pubblico - Seconda puntata

La seconda puntata di Servizio Pubblico andata in onda questa sera era anche la prima (quasi) senza Berlusconi: salvo imprevisti, il premier è dato per dimissionario entro il weekend. E quindi era interessante, per gli osservatori ma soprattutto per quelli che non vedono l’ora che Santoro e Travaglio si liberino dell’incubo berlusconiano per fare altro, vedere la puntata e capire come sarebbe stata. Molto probabilmente, in termini d’ascolto, beneficerà dei fatti politici degli ultimi due giorni, dopo l’ottimo risultato dell’esordio (giustamente esaltato da Santoro in avvio).

Ma se nella prima puntata mi sembrò, fra le altre cose, che mancasse la giusta tensione narrativa - necessaria anche quando si informa, in televisione -, questa volta l’impressione è un’altra. L’impressione è che ora che B. non c’è (quasi) più, ci sia tanta, troppa confusione. Esattamente come nel Paese intero, che non ha capito bene come inquadrare la situazione, a partir da Mario Monti (sul possibile futuro premier, qualche notizia da Polisblog).

Gianfranco Fini ospite in studio si prende gli applausi per aver detto che non si può votare con questa legge elettorale, senza che nessuno dei giornalisti in studio gli ricordi che proprio lui, Fini, e i suoi hanno approvato il porcellum.
Sempre lo stesso Fini Gianfranco fa una battuta su Bossi: «Vorrà rifarsi una verginità andando all’opposizione». Nessuno in studio gli ricorda che lui ha fatto la stessa cosa pochi mesi fa.

Si parla di Genova: l’alluvione. Non una citazione alla Protezione Civile; alla mancata prevenzione nonostante l’allerta meteo e nonostante, per dirne un’altra, il torrente Ferreggiano che è straripato fosse in stato d’emergenza da quattro anni (basta una visita al sito ufficiale della Protezione Civile per verificarlo); nessuna citazione alle pesanti eredità di Bertolaso né al suo successore, Franco Gabrielli; nessuno che parli in maniera approfondita del provvedimento che chiuderà il Governo Berlusconi: il maxiemendamento che riforma le pensioni, dismette il patrimonio pubblico, militarizza la Val di Susa e criminalizza i No Tav; nessuno che dica che pensioni e mercato del lavoro non c’entrano nulla con la crisi. C’è un blogger molto noto, Byoblu, che ha scritto delle criticità di Mario Monti: in studio edulcora i suoi post di oggi e comunque Santoro gli dà un po’ del complottista. Lui non replica. Del resto, oggi aveva titolato: Goldman Sachs innesca la crisi e poi piazza Mario Monti a risolverla. Il coraggio dei blogger si esaurisce quando arrivano in tv? E Santoro, perché mai invita qualcuno che ritiene un complottista? Per dargli del complottista?

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Servizio Pubblico - La seconda puntata (in studio Gianfranco Fini)

pubblicato da Gabriele Capasso

Michele Santoro - Un nuovo Governo

Seconda puntata di Servizio Pubblico, probabilmente la puntata che Michele Santoro non vedeva l’ora di poter condurre. A 7 giorni dall’esordio potrà raccontare la caduta (morbida) di Silvio Berlusconi, anche se, insieme a questo allegro evento, gli incredibili scenari che si sono aperti nella politica nostrana letteralmente in balia di una bufera finanziaria che rischia di travolgere il Paese non sono affatto rassicuranti.

«Un nuovo Governo». Questo, il titolo della puntata del programma che sta per andare in onda e che avrà come ospite, fra gli altri, Gianfranco Fini.

Oltre ad avere il compito, per nulla facile, di provare a raccontare ai fedelissimi telespettatori santoriani - che, nonostante il furto dei ripetitori di Telelombardia, è lecito immaginare in crescita, visti gli eventi politici e l’esito decisamente fuori dall’ordinario della prima puntata - cosa accadrà all’Italia se il Governo Monti diventerà realtà e quali siano le prospettive che si apriranno da qui a fine legislatura.

Insomma: se prima Michele Santoro era privo dei suoi “nemici” per scelta, sta per diventarlo per forza di cose. E quindi sarà davvero libero di fare quel giornalismo che manca all’Italia. Per vedere se comincerà già da questa sera, non resta che seguire insieme la seconda puntata di Servizio Pubblico.


21.55 - Siamo tutti rapiti dall’intervista a Gianfranco Fini, ma ci sorprende che un puntualissimo Santoro si dimentichi “la seconda domanda” quando il Presidente della Camera molto responsabilmente ricorda che l’attuale legge elettorale non garantirebbe 99 su 100 una chiara maggioranza al Senato.

Come mai Santoro non gli ha chiesto come mai questa bruttissima legge elettorale, il Porcellum, il Gianfranco Fini pre-illuminazione sulla via di Damasco la votò senza colpo ferire?

Servizio Pubblico - Seconda Puntata
Servizio Pubblico - Seconda PuntataServizio Pubblico - Seconda PuntataServizio Pubblico - Seconda PuntataServizio Pubblico - Seconda Puntata

Servizio Pubblico - Le Vignette di Vauro - 10 Novembre 2011
Servizio Pubblico - Le Vignette di Vauro - 10 Novembre 2011Servizio Pubblico - Le Vignette di Vauro - 10 Novembre 2011Servizio Pubblico - Le Vignette di Vauro - 10 Novembre 2011Servizio Pubblico - Le Vignette di Vauro - 10 Novembre 2011

Servizio Pubblico - «Un nuovo governo». Ospite Gianfranco Fini

pubblicato da Malaparte

Michele Santoro - Servizio Pubblico, seconda puntata

«Un nuovo governo» sarà il titolo della seconda puntata di stasera, 10 novembre 2011, Servizio Pubblico, il programma di Michele Santoro in onda il giovedì alle 21 sul network di reti del Dtt, su Sky e sul web.

I recenti fatti di cronaca politica - le dimissioni promesse da Silvio Berlusconi, condizionate all’approvazione del maxiemendamento alla legge di stabilità; la nomina di Mario Monti a senatore a vita - vengono in aiuto a Santoro e ai suoi per smarcarsi definitivamente dal manicheismo.

Il Fatto quotidiano, coeditore del progetto di Santoro, annuncia che uno degli ospiti della serata sarà Gianfranco Fini. Dopo la sua partecipazione a Ballarò - contestatissima dal PdL - il Presidente della Camera affronta, dunque, la prova di Servizio Pubblico.

Ma a sua volta, Servizio Pubblico si sottopone a una prova importante: mentre la nave affonda e chi può si salva, finalmente Santoro, Travaglio, Vauro, tutta la squadra, potrebbero essere definitivamente liberi di occuparsi d’altro. Sarà interessante, per esempio, capire come, nel programma, verrà trattata giornalisticamente la nomina di Mario Monti e l’eventualità di un suo Governo.

Marco Travaglio a Che tempo che fa

pubblicato da Malaparte

Marco Travaglio a Che tempo che fa

Marco Travaglio, che i telespettatori Rai non possono più vedere ad Annozero, è ospite di Fabio Fazio a Che tempo che fa (come l’11 maggio 2008. All’epoca ci furono polemiche infinite per l’intervento su Schifani. Anche questa volta, Travaglio, ha ricordato Schifani. Come indagato per mafia).

Nell’intervista, Travaglio anticipa gli intenti di Comizi d’Amore, il nuovo progetto di Michele Santoro di cui Il Fatto Quotidiano è partner. In sostanza, Travaglio ha chiarito che il progetto di Santoro vuole, in qualche modo, replicare in televisione il progetto già esplicitato su carta dal Fatto: ovvero, evitare i finanziamenti pubblici, evitare il solito circuito mediatico, uscire dal seminato per fare qualcosa di nuovo e di non ancora proposto in Italia. Un progetto, sulla carta, che va applaudito. Purché non si traduca, per questioni contingenti, in un banale capannello antiberlusconiano, perché non è di questo che l’informazione ha bisogno. Anzi. Visto che anche i cittadini comuni potranno entrare a far parte dell’amministrazione del programma, facendo parte dell’Associazione Servizio Pubblico che co-produrrà il programma, potrebbero proporre una moratoria: visto che c’è tanto da approfondire, in Italia, a Comizi d’amore non si parlerà di B. Non sarebbe male.

Nel corso dell’intervista, Travaglio - spesso erroneamente indicato come comunista per il solo fatto di aver assunto, come già fece il suo mentore Montanelli, posizioni antiberlusconiane, in un paese in cui la comunicazione non ha più un senso e le parole vengono svuotate del loro significato - ha avuto modo di ricordare che, in realtà, è un liberale, anche piuttosto conservatore.

Marco Travaglio a Che tempo che fa
Marco Travaglio a Che tempo che faMarco Travaglio a Che tempo che faMarco Travaglio a Che tempo che faMarco Travaglio a Che tempo che fa

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La7 - Travaglio contro Stella sul caso Santoro e sulla "libertà"

pubblicato da Malaparte

Marco Travaglio contro Giovanni Stella

Nel consueto corsivo al vetriolo su Il Fatto Quotidiano, Marco Travaglio risponde all’intervista che Giovanni Stella ha rilasciato al Giornale. Finito l’idillio con l’a.d. di La7, che era iniziato quando questi aveva dichiarato, proprio al Fatto, che avrebbe fatto campagna acquisti, lasciando intendere che Santoro sarebbe rientrato proprio in questa campagna.

Il pezzo si intitola Povera stella, e ironizza su quelle che, secondo l’a.d. di Telecom Italia Media, sarebbero le sacrosante motivazioni per aver interrotto la trattativa con Michele Santoro. Ovvero la pretesa di libertà del conduttore.

Soltanto nello Stato semilibero di Bananas un dirigente di successo, braccio destro di un top manager del calibro di Franco Bernabè, può mettere nero su bianco, per giunta sul quotidiano del premier, che la libertà è una pretesa.

Travaglio spiega che in tutto il mondo libero gli editori scelgono i giornalisti, che questi lavorano come meglio credono, in base alle regole fissate dal contratto nazionale. Che prevede, appunto, libertà assoluta. Se poi l’editore non è soddisfatto di loro, li licenzia per giusta causa. E alla fine è il giudice a stabilire se la causa era giusta o no.

E Travaglio chiude così:

Ricapitolando: noi di La7 siamo così liberi che, se qualcuno viene a parlarci di libertà, lo meniamo

In effetti, c’è poco da dire: la posizione e le giustificazioni di Stella non sono molto logiche né condivisibili. Anche perché Santoro aveva offerto a Stella di assumersi ogni responsabilità legale sul suo programma, insieme a Enrico Mentana.

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Michele Santoro a Cielo? Sky smentisce

pubblicato da Malaparte

Michele Santoro a Cielo? Sky smentisce

Michele Santoro a SKY. Su Cielo, per la precisione. Questo era lo scoop di oggi di Libero. Ma il problema è che dalla dirigenza di SKY smentiscono. Anzi, trattandosi di Cielo, «Cadiamo dalle nuvole».

Si tratta di voci infondate su un progetto che non ha alcun riscontro. Su Cielo, come annunciato da Sky nei mesi scorsi, sta infatti per partire il programma di approfondimento affidato all’ex direttore di Sky tg24, Emilio Carelli.

Eppure, Libero, oggi, era sicuro che l’affare fosse cosa praticamente fatta. E che entrassero in ballo anche Il fatto quotidiano

con una quota di minoranza. Nessuno scambio di giornalisti, sia chiaro, semmai un logo che richiama al quotidiano, in procinto di lanciare la sua web-tv..

Ma Marco Travaglio, dalle vacanze, fa sapere che non sa nulla del progetto. E allora, di cosa parla Libero? Secondo Dagospia la sparata sarebbe una sorta di messaggio a La7.

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Terremoto in Piemonte - Travaglio interrompe Passaparola

pubblicato da Gabriele Capasso

Del terremoto di oggi in Piemonte, fortunatamente, si può scherzare. La scossa di magnitudo 4.3 con epicentro nella zona del Comune di Giaveno, in prossimità dei comuni di Coazze, Cumiana, Trana e Piossasco è stata chiaramente avvertita a Torino, pur senza provocare danni. Un po’ di paura è l’unica cosa da segnalare, la stessa giustificata paura che ha provato “in diretta” Marco Travaglio.

Il vicedirettore de Il Fatto Quotidiano era in diretta dalla sua casa di Torino per il consueto appuntamento del martedì di Passaparola, la rubrica settimanale partita esclusivamente sul web prima di approdare su Current Tv (all’ultima settimana di trasmissioni su Sky prima della chiusura del 31 luglio), quando la scossa ha cominciato a far tremare il pavimento e i libri accatastati sulla sua scrivania. Si sente una voce femminile pronunciare la parola “terremoto” e lo sguardo spaventato di Travaglio è decisamente spassoso, con il senno di poi. Il giornalista decide di alzarsi, senza dire nulla ai suoi “web spettatori”, ma lasciandosi andare ad una comprensibile esclamazione “Oh, cazzo…

Niente di personale in onda al martedì: ospiti Marco Travaglio e Tarak Ben Ammar

pubblicato da Gabriele Capasso


Niente di personale, il programma di Antonello Piroso, torna in onda da stasera nella nuova collocazione del martedì sera. Uno spostamento, l’ennesimo nella storia di NDP, in cerca di una maggiore visibilità in termini di audience che continua a mancare nonostante la buona fattura della trasmissione, la verve di Piroso e gli ospiti di rilievo.

Nella puntata di stasera, 22 Marzo, si torna in onda con l’artiglieria pesante: Tarak Ben Ammar, l’imprenditore/finanziere/produttore cinematografico/consulente tunisino, si presterà in una delle sue rare apparizioni televisive. Proprietario di Sportitalia, membro del Cda di Mediobanca, in passato spesso socio di Silvio Berlusconi, avrà certamente molto da raccontare e rivelare nella sua lunga e variopinta esperienza di vita.

Non solo, in studio anche Marco Travaglio, il giornalista de Il Fatto Quotidiano che non ha bisogno di presentazioni. Insieme a loro il cantante Sergio Caputo, l’attrice Gabriella Pession, l’imitatrice Virginia Raffaele e la coppia di surreali commentatori che accompagnano Piroso anche nel magazine mattiniero di La 7 (ah)iPiroso Fulvio Abbate e Adriano Panatta. Appuntamento questa sera a partire dalle 21.10.

Travaglio ad Annozero

pubblicato da Massy


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Santoro chiede aiuto su internet: "Travaglio e Vauro senza contratto, ma Annozero si farà"

pubblicato da Gabriele Capasso


Manca meno di una settimana alla nuova stagione di Annozero, ma in molti hanno notato la curiosa assenza di promo sui RaiDue della trasmissione d’informazione di punta della rete. Oggi Michele Santoro ha indirizzato un messaggio ai suoi telespettatori via internet, più precisamente attraverso la fanpage ufficiale di Annozero su Facebook. Il copione pare lo stesso dello scorso anno, quando i contratti di Vauro, ma soprattutto quello di Marco Travaglio, sembravano costituire un problema per la dirigenza Rai.

Ci vollero un paio di settimane con Travaglio in onda come “ospite non retribuito” e una prolungata opera di pressione nei confronti di Masi e del direttore Massimo Liofredi per arrivare alla firma. Sarà ancora una volta questo il teatrino a cui dovremo assistere? Pare proprio di sì, almeno a giudicare dal contenuto del messaggio di Santoro. Eccovene il testo:

Cari amici, sono di nuovo costretto a chiedere il vostro aiuto. Giovedì 23 settembre alle ore 21.00 è prevista la partenza di Annozero ma la redazione è tornata al lavoro da poche ore e con grande ritardo, i contratti di Travaglio e Vauro non sono ancora stati firmati e lo spot che abbiamo preparato è fermo sul tavolo del Direttore Generale. Tuttavia, se non ci sarà impedito di farlo, noi saremo comunque in onda giovedì prossimo e con me ci saranno come sempre Marco e Vauro.

Vi prego, come avete fatto con Rai per una Notte, di far circolare tra i vostri amici e tra le persone con cui siete in contatto questo mio messaggio avvertendoli della data d’inizio del programma. Nelle prossime ore vi terrò puntualmente informati di quanto avviene.

Un abbraccio
Michele Santoro

Marco Travaglio da domani su Current con Passaparola

pubblicato da Debora Marighetti

Marco Travaglio
Le riflessioni di Marco Travaglio approdano in tv, su Current (canale 130 di Sky). Dal web al satellite, Passaparola, la rubrica d’informazione settimanale a cura del giornalista e co-fondatore del Fatto Quotidiano, già da tempo disponibile su internet, a partire da domani (7 settembre) andrà in onda tutti i martedì alle ore 23.00 solo canale del pacchetto Sky. Al via con la prima puntata sulle recenti contestazioni al presidente del Senato Renato Schifani e sul discorso a Mirabello di Gianfranco Fini.

Nato come appuntamento settimanale in streaming sul canale YouTube del blog di Beppe Grillo, Passaparola è uno spazio di circa mezz’ora direttamente gestito dal giornalista, che in ogni puntata si sofferma su fatti e misfatti della politica senza risparmiare nessuno. Finora Marco Travaglio ha approfondito liberamente e senza censure i temi di più scottante attualità: la Nuova P2; la legge sulle intercettazioni; lo scandalo della Protezione Civile; il caso Scajola; Come Destra e Sinistra hanno privatizzato la democrazia; la storia politica di D’Alema; il caso Marrazzo; il caso Unipol.

Il format il 7 Giugno 2010 ha festeggiato in diretta online le prime 100 puntate, raggiungendo una media di 300mila contatti unici a puntata con punte di 700mila. Passaparola su Current è un’ulteriore conferma della promessa di “Independent Information” fatta ai telespettatori dal canale fondato da Al Gore, nel pieno rispetto delle parole del co-fondatore Joel Hyatt: “portare l’internet intelligente in tv, non la tv stupida su internet”.

Che tempo che fa: Travaglio dovrà risarcire 16 mila euro a Schifani

pubblicato da Gabriele Capasso


Il presidente del Senato, Renato Schifani, con un po’ di ritardo rispetto agli episodi incriminati, aveva deciso di presentare querela per diffamazione a carico di Marco Travaglio e de L’Unità (che all’epoca ospitava i suoi articoli) per il racconto dei suoi antichi trascorsi in imprese con soci che poi sarebbero stati condannati per mafia. La richiesta di risarcimento era stata fissata dalla seconda carica dello Stato in 1.750.000 euro, non certo due spicci.

Oggi è arrivata la prima sentenza che di fatto boccia la tesi di Schifani salvando Travaglio, almeno il Travaglio giornalista, mentre condanna quello “cabarettista”. Infatti, se quanto detto dal giornalista nei suoi articoli e in un’occasione durante Crozza Italia nel maggio 2008 è, secondo il tribunale, “non gratuito bensì necessario per rappresentare l’espressione critica del giornalista e non sconfinano nella contumelia essendo contenute nei limiti della accesa dialettica propria della dialettica trattata” nel caso dell’intervista con Fazio il limite è stato superato.

La metafora della “muffa” e del “lombrico“, secondo il battutista piemontese gli unici due elementi che potrebbero completare la parabola discendente della qualità delle nostre cariche istituzionali dopo l’avvento di Schifani, sconfinano nell’ingiuria. Per questa ragione Travaglio dovrà versare 16 mila euro al presidente del Senato, soldi che, come annunciato, Schifani darà in beneficenza. Fonti giornalistiche parlano di soddisfazione da parte dei legali del presidente, a noi non pare ci siano ragioni di esultare quando un tribunale ti riconosce lo 0.91% del risarcimento che avevi richiesto. Si tratta di punti di vista, ovviamente.

Dopo il continua potete rivedere il video dell’intemerata di Travaglio, all’incirca da un minuto e 20 secondi.

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Marco Travaglio: prendo 1500 euro a puntata. E su Annozero...

pubblicato da Malaparte


1500 euro lordi a puntata. Questo il compenso di Marco Travaglio per ogni puntata di Annozero. Lo rivela lo stesso giornalista nel corso della puntata di Otto e Mezzo in cui era ospite. E chiosa:

Prendo meno dell’ultima gamba destra di una soubrette. […] Parametrate a quanto guadagna, o meglio non guadagna un operaio è un privilegio ma parametrate a un programma da 5 milioni di persone, rispetto alle cifre che si sentono, probabilmente è un po’ pochino.

Con ironia, dunque, Travaglio commenta la questione dei compensi di conduttori e ospiti in RAI da rendere pubblici. Questione sulla quale il giornalista, tuttavia, si dice favorevole. Anzi,

favorevolissimo alla pubblicazione dei guadagni dei conduttori Rai, non nei titoli di coda, ma in rete.

Perché la cosa, secondo Travaglio, dovrebbe perlomeno essere fatta in modo serio.

Al Messaggero, diceva:

È giusto che i cittadini conoscano gli stipendi del personale Rai ma che abbiano il quadro completo: se c’è un manager che ha salvato la Fiat questa deve pagare. Così come se uno distrugge la Fiat, è giusto che l’azienda chieda i danni.

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