
Caro Lucio Presta, caro Marco Salvati,
vi scrivo pubblicamente - e con l’occasione, in calce al presente pezzo, si troverà anche la mia firma per esteso, che pure è una specie di segreto di pulcinella, ma tant’è, vorrei evitare che una missiva così sentita e sincera si perdesse dietro alla retorica del metterci la faccia e del nickname - per ringraziarvi.
Vi scrivo da qui, su TvBlog, perché con la televisione ci lavorate e dunque questo è un pezzo decisamente a tema. Vi ho seguiti con attenzione su Twitter, popolare social network molto usato anche fra i “vip” televisivi e gli addetti ai lavori, come voi, per comunicare con semplici telespettatori, blogger e altri addetti ai lavori. Ho seguito con curiosità e interesse il vostro modo di esternare, soprattutto nei confronti di coloro che hanno opinioni dalle quali vi distanziate, coloro con i quali dissentite. Ho avuto modo di apprezzare il vostro modo di esprimere dissenso e di giudicare l’altro, nonché di argomentare sull’altro, in pubblico.

Mi sono beato nel leggere frasi - almeno una dedicata, per inciso, a un blogger di TvBlog che non raccoglie le vostre simpatie: cose che capitano, naturalmente, no? Mica ci si può essere sempre simpatici tutti. Ah, disinneschiamo anche un’altra prevedibile obiezione: no, qui non ci sono paladini e non c’è nessuno che abbia bisogno di altri che lo difendano. Semplicemente, come al solito, scrivo ciò che penso - del tipo “ci sei nato cogli#ne” (si veda immagine); vi ho visti argomentare dando ad altri del «pupazzo», vi ho visto usare la logica del tu non sai chi sono io; poi ho letto ironie fantastiche sulla presunta identità sessuale di una persona di sesso maschile e ho visto utilizzare quest’ironia a mo’ di sfottò («Avrà litigato col fidanzato», dice uno dei due. « Il fidanzato lo avrà sgridato perché e’ sempre troppo docile!», risponde l’altro). Ho apprezzato anche frasi come «una volta uno stupido come il pupazzo lo avrei preso a calci in culo, ora lo farei solo se lo incontrassi».
Continua a leggere: Grazie Lucio Presta, grazie Marco Salvati

Solo i cretini non cambiano idea, recita un vecchio adagio. E anche il sottoscritto in un certo senso deve recitare il mea culpa su Avanti un altro, indiscutibile ed ennesimo successo ideato da Paolo Bonolis con la complicità di uno dei suoi autori più fedeli, Marco Salvati sul quale io e perlomeno all’inizio pochi, avevano creduto. Contro ogni pronostico infatti, Paolino è riuscito in poco più due mesi a ridurre drasticamente il gap che esisteva tra il game di Canale 5 e L’Eredità di RaiUno, arrivando talvolta anche a superare quello che ancora oggi è un vero proprio colosso inattacabile del preserale.
Innanzitutto le cifre: da circa 3 milioni di telespettatori e il 17% del mese di settembre, stasera Avanti un altro chiude con un ascolto raggiunto di 4 milioni e mezzo e punte di oltre il 21%. Il record in termini di ascolto medio ha superato i 4 milioni ottocentomila (il 27 novembre) e in share il 22,28% registrato il 30 novembre. Ma il game show di Bonolis è stato una manna dal cielo soprattutto per Publitalia poichè come noto ormai i quiz sono seguiti da un pubblico maturo e non dai giovanissimi: invece, in controtendenza a tutto questo, nel target 15-24 ha sfiorato il 36% e nei 25-34 addirittura superato il 38%. Un successo indiscutibile quindi che da domani, nonostante Mediaset avesse più volte chiesto a Bonolis di proseguire almeno fino a fine dicembre, passerà la staffetta allo spettacolare “The Money Drop” condotto da Gerry Scotti, più quiz e meno varietà ma pur sempre diverso da quelli fin qui trasmessi (niente a che vedere con le atmosfere del Milionario per esempio).
Un successo quello di Paolino certificato non a caso dal direttore di Canale 5 Massimo Donelli che ha già annunciato la riconferma del game show il prossimo anno, rilasciando un comunicato dove tra l’altro ha ringraziato Bonolis al quale debbono andare solo “gioia e complimenti“: gioia per aver vinto una scommessa su cui pochi credevano e complimenti “per aver inventato e portato al successo un prodotto innovativo, capace di mixare alla perfezione game e show“.

Dopo un periodo forzato lontano dal video, dopo annunci e smentite, ritorna in televisione Monica Setta con il suo nuovo programma Solo per amore, in onda dal 21 dicembre per 4 puntate su Rai 2. Prodotto da Endemol Italia con capo progetto Marco Salvati (subentrato a Chicco Sfondrini passato a sua volta a Kalispera! con Signorini), la Setta lascerà il talk a sfondo politico per gettarsi (anche come autrice) a capofitto nel people show dei sentimenti, quello che ha decretato per anni e decreta tutt’ora il successo di Stranamore, Carràmba che Sorpresa e C’è Posta per te. In studio alcuni opinionisti tra cui, si dice, potrebbe arrivare nientemeno che Gina Lollobrigida.
Strizzerà l’occhio proprio ai programmi sopraccitati Solo per amore, come anticipa oggi la giornalista Alessandra Menzani sul quotidiano “Libero”. E’ proprio Monica Setta in questo caso a parlare:
“Sarà un superamento della tv delle lacrime, del padre che cerca il figlio, del consultorio tv e dell’emotività del momento perchè introduciamo l’elemento del sacrificio, della realtà”.
In sostanza, rispetto a C’è Posta dove c’è la busta e Stranamore dove importante è la porta dalla quale entrano (o non entrano) gli innamorati, qui ci sarà uno scrigno che rappresenterà il sacrificio che il protagonista della storia sarà disposto a fare pur di riconquistare l’amore perduto.
“Ci sarà un ragazzo di 27 anni che ha conosciuto e sposato una ragazza serba ma al momento di acquistare la casa l’ha intestata solo a se stesso. Lei glielo rinfaccia. Li facciamo incontrare e nello scrigno c’è il rogito”.
Monica Setta al Fatto del Giorno




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Si può raccontare in 90 minuti un programma di successo come Ciao Darwin 6? La produzione Jungle Red, di Mavi Virgili e Sonia Bruganelli, grazie ad un montaggio dettagliato, ieri sera su La5 ci è riuscita. Il varietà di maggior successo di questa stagione televisiva, condotto da Paolo Bonolis con Luca Laurenti è stato praticamente radiografato in ogni suo reparto grazie alle spiegazioni degli autori e dei responsabili in un backstage che ha svelato, così come ha detto il direttore Massimo Donelli domenica, il vero segreto di Ciao Darwin.
Si è cominciato dalla Redazione, dove le responsabili dei casting hanno raccontato come avveniva il reclutamento degli improbabili personaggi che popolavano le due squadre che si fronteggiavano ogni venerdì: qualcosa che i lettori di TvBlog già conoscevano grazie all’intervista esclusiva realizzata con Sonia Bruganelli qualche settimana fa. Le redattrici li contattavano prima telefonicamente e poi i partecipanti venivano sottoposti ad un provino a seconda delle categorie di una determinata puntata. Tra gli autori del programma, fin dalla prima edizione anche Federico Moccia, che poi sarebbe stato colui anche che avrebbe messo alla prova la cultura generale dei concorrenti per la prova finale dei cilindroni o per A spasso nel tempo. Sempre nel provino pre-puntata poi gli autori Marco Salvati e Sergio Rubino testavano anche chi sapeva cantare e che sarebbe stato protagonista della prova iniziale.
Tutto è stato svelato nel backstage, anche le selezioni per Madre Natura che hanno visto tra le candidate possibili anche Lisandra Silva e Camila Morais (divenute poi primedonne del programma), mentre la scelta è andata alla bellissima Keila Guilarte. E anche qualche cenno alle gag che hanno visto protagonisti Paolo e Luca: in questo caso gli autori Rubino e Salvati hanno raccontato che sono logicamente scritte ma non mancano le improvvisazioni da parte dei conduttori.
Continua a leggere: Ciao Darwin 6 Istruzioni per l'uso: su La5 il backstage di un successo

Si è conclusa giovedì con un boom di ascolti la terza edizione del reality game La Talpa. Il concorrente “traditore” che si è rivelato durante la serata è stato Franco Trentalance mentre la vincitrice assoluta del programma, che si è portata a casa i 200.000 Euro di montepremi, è stata Karina Cascella. Poche ore prima della finale, abbiamo incontrato il produttore del programma, Silvio Testi, deus ex machina della Triangle Productions che ci ha svelato alcuni retroscena sulla trasmissione e sulla gestione della talpa in Sudafrica.
Come è stata scelta la location di quest’anno?
“L’Africa è ricca di scenari straordinari. Prima del Sudafrica quest’anno siamo stati in Namibia ma era inutilizzabile per noi poichè si estendeva attraverso un deserto di chilometri. Quando si cerca una location per noi la difficoltà è duplice: riuscire a dare delle immagini di un’Africa vera e al tempo stesso avere la vicinanza delle strutture per consentirci di poter costruire tutto. La Talpa, a differenza di altri reality, costruisce proprio tutto: quando noi arriviamo troviamo la savana: tutto quello che poi i telespettatori vedono in onda non esisteva prima. Non c’era la sala del fuoco, lo studio della diretta, la barca dove hanno vissuto i concorrenti, la capanna zulu. Inoltre la Talpa ha un elemento tribale che la contraddistingue e mette in contrapposizione civiltà, mentalità e mondi diversi. Vedere ad esempio la famiglia Zulu che si relaziona con Karina, è davvero uno spettacolo. E pensare che gli zulu hanno visto la prima volta la tv e un computer durante questo programma“.
Visto il successo, si dice che La talpa potrebbe passare a Canale 5. Quanto c’è di vero?
“Ci sono delle voci che girano, noi che siamo la produzione non siamo stati informati di questa cosa. So che il direttore di Italia 1 Tiraboschi è molto contento di come è andato il programma e per adesso stiamo su Italia 1. Se l’azienda ci chiederà qualcosa di diverso la valuteremo”.