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Biagio Izzo si racconta a TvBlog: “Faccio qualche film, un po’ di televisione ma il mio vero mestiere è il teatro”

pubblicato da Hit

biagio izzo intervistato in esclusiva da tvblog

Reduce dalla conduzione della serata finale di “Miss Italia nel mondo” e dal set del nuovo film di Leonardo Pieraccioni “Io e Marilyn”, che uscirà nelle sale cinematografiche a Natale, Biagio Izzo ci ha concesso in esclusiva questa intervista, in cui ci racconta i suoi esordi ed i suoi progetti futuri. Una chiacchierata a cuore aperto che tocca sia temi professionali che risvolti umani di una professione come quella del comico e dell’attore e che ci consegna un lato di Biagio Izzo differente, spesso sacrificato dai copioni “solo risate” a cui il cinema ci ha abituati.

Televisione, cinema, teatro, cosa preferisci?

Teatro assolutamente. Ho una mia compagnia da quasi dieci anni. Dico sempre che il mio mestiere è il teatro, poi faccio qualche film, un po’ di televisione ma il mio vero mestiere è il teatro. E’ proprio il mio habitat naturale, è un luogo che ti permette di sperimentare. Io nasco con il teatro, ho avuto la gioia, la fortuna e l’onore di lavorare con Rosalia Maggio e lei mi ha insegnato tantissime cose. Il teatro o lo ami oppure no. In teatro non puoi barare, vengono subito a galla i difetti.

Nel teatro poi c’è il contatto diretto con il pubblico

Assolutamente si, però il contatto con il pubblico lo puoi avere anche con le serate. Il teatro però è proprio una forma di scuola. Nelle serata di piazza può capitare una persona che casualmente passa di lì allora si ferma a guardarti, mentre in teatro lo spettatore ti sceglie e paga il biglietto. Per questo il teatro è una forma di spettacolo: la più difficile in assoluto, è proprio l’arte dei poveri, perché si fatica tanto, si guadagna pochissimo, difficilmente si diventa famosi e per farlo ci vuole quindi grande amore.

Una disciplina dello spettacolo che ti dà notorietà ed in cui si guadagna di più rispetto al teatro è il cinema

Si per la notorietà senz’altro, mentre per i soldi ti dico in tutta franchezza che ora non è più così. Anche al cinema c’è crisi, i cachet non sono più quelli di una volta. C’è tanta concorrenza i soldi sono quelli. Però amo molto fare cinema, ci si diverte, si tenta di sperimentare. E’ una disciplina diversa dal teatro e dalla televisione. Mi piace fare un po’ di tutto, mettermi in discussione, fare esperienze ed il cinema mi ha dato questa possibilità. Poi se i registi continuano a chiamarmi certamente non sono io che li minaccio, evidentemente va bene il mio modo di essere, di fare comicità.

Che ne pensi del famoso luogo comune in cui in ogni attore comico c’è un attore drammatico?

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Dado, un comico "onesto" dopo il pregiudizio di Zelig. E il trampolino di Macao

pubblicato da Lord Lucas

dado zeligDado di Zelig. Dado che è entrato nella corte dei giullari di Maurizio Costanzo Show. Dado che fa cabaret da Carlo Conti. Dado, quello dei 3/4 della palazzina tua. Quante volte siamo abituati ad associare a un personaggi tanti piccoli clichés per legittimare il nostro pregiudizio? Chi scrive lo ha fatto per primo, esasperato dai comici in provetta dispensati a getto continuo. Con questo atteggiamento mi sono, infatti, accostato all’idea di dover assistere a una sua esibizione dal vivo. E’ bastato davvero poco - e non accade così spesso - per farmi ricredere.

Ero presente in qualità di giurato (a titolo di pura amicizia e senza alcuna ufficialità, sia ben chiaro) alla presentazione di un libro per beneficenza, nella cornice del Piccolo Teatro di Padova. Dado era uno degli artisti chiamati a intrattenere gli spettatori e inizialmente ho temuto che il suo stile un po’ demenziale stonasse con i nobili intenti della manifestazione. Invece Dado è diventato un comico onesto, come titola il tour che lo sta vedendo di questi tempi in scena. Uno di quelli da cui non ti aspetti un certo tipo di riflessione in salsa umoristica, che quando arriva ti lascia piacevolmente sorpreso.

Forte della collaborazione tutta romana con Alex Britti, di cui racconta di essere amicissimo, fa del teatro canzone la sua nuova forma di espressione, usando la chitarra come mezzo di comunicazione brillante. I due principali filoni della sua nuova comicità, pensata più che radicalmente impegnata, sono ‘quando sono nato io’ e ‘onesto-disonesto’: in entrambi i casi gioca sulle antinomie della nostra vita quotidiana, in sospeso tra retorica e ipocrisia.

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Valentina Pace, un'attrice "un mistero"

pubblicato da Lord Lucas

valentina paceCerte attrici nascono un po’ per caso. Prendete Valentina Pace, che da diversi anni a questa parte fa l’attrice a tempo pieno (senza mirare troppo in alto, va detto). Dal 2002, infatti, è nel cast di Un posto al sole, che non lascia neanche sotto tortura pur dedicandosi a fiction di lunga serialità. Il suo ruolo standard, a quanto pare, è quello della moglie infelice, che si porta dietro dai tempi di Ma il portiere non c’è mai?, fiction con Giampiero Ingrassia, e che riveste attualmente nella serie La figlia di Elisa (dove interpreta il ruolo di Emilia Radicati, segretamente innamorata del cugino Martino Ristori - Paolo Seganti).

Sexy, insomma, non lo è mai stata da un punto di vista televisivo. Lei, infatti, ha seguito una dritta del suo pigmalione:

“Boncompagni mi ha sempre consigliato di non rilasciare interviste, così sarei risultata più misteriosa”.

Lei, però, ha fatto un’eccezione per ragioni promozionali, rispolverando su Vanity Fair una carriera nata un po’ per gioco, a Macao. Gianni Boncompagni le aveva offerto una parte muta: la Ballerina di Siviglia. Il suo compito di restare immobile e piumata davanti alla telecamera, osservata da tutti ma rigorosamente distaccata, la metteva a disagio. Eppure, ha resistito.

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Parola di Boncompagni

pubblicato da Debora Marighetti

Gianni BoncompagniGianni Boncompagni, intervistato qualche giorno fa da La Stampa, non ha smentito un interesse nei suoi confronti da parte di La7, che si dice voglia affidargli un nuovissimo programma in tarda serata.
Il re incontrastato delle trasmissioni “frivole”, l’inventore del voyeurismo (come è stato definito qualche tempo fa dal nostro Lord Lucas), con programmi cult come Discoring, Non è la Rai, Pronto Raffaella e Macao, per ora non pare molto convinto.

L’intervista, a parer mio molto simpatica, spazia dall’attualità all’amarcord, fino alla vita privata del regista.
Della conduzione della prossima edizione di Miss Italia dell’inossidabile Mike Bongiorno, dice:

Quello non molla. Sono costretti a rifarsi alle vecchie glorie. Non si sperimenta e quando lo fanno prendono dei minus habens. Quella di oggi è una televisione modesta rivolta a un pubblico molto modesto.

Su Raffaella Carrà e sul rapporto della show-girl con Del Noce:

E’ la sua spina nel fianco. Lei è una credente. Fa i programmi e ci crede. Ma il suo programma, “Amore”, non era adatto al sabato sera. Del Noce è un tipo bizzarro, va a simpatie e antipatie, è ricco, non gliene frega niente. Ma alla fine i risultati li ha ottenuti

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L'Alba dei (bei) tempi di Macao

pubblicato da Lord Lucas

alba parietti macaoContinuando l’excursus dell’alba di Alba (all’insegna del mitico appello “Voglio un programma”), non si può non dedicare un post all’unico vero show in grado di rappresentarla e identificarla come conduttrice: Macao. Perchè Macao non è stata una trasmissione come le altre, ma una tendenza, un fenomeno, una nota di stile partorita ancora una volta dalla fervida mente di Boncompagni (poi sempre meno prolifica).
Si dà il caso, infatti, che solo in quest’occasione (sapete dirmene altre?) la Parietta (così spesso apostrofata) sia riuscita a personalizzare una trasmissione, calzandola a pennello e sentendola nelle proprie corde come sublimazione della sua stessa atipicità televisiva. E’ sguazzando nel nonsense e non prendendosi troppo sul serio che Alba Parietti riuscì a fare di uno show sgualcito e votato al flop un programma di enorme successo.
Macao si presentava come un talk show comico ma appariva a tutti gli effetti un varietà demenziale (nobilmente trash nelle intuizioni di partenza, come tutte le genialate del noto pigmalione).
Si trattava di una trasmissione sperimentale, con cambiamenti all’ordine del giorno vista l’assoluta elasticità della seconda serata di Raidue. La stessa durata era flessibile, spaziando dai venti ai quaranta minuti, con il presupposto - oggi come oggi nemico dell’audience - che fosse noto l’orario di inizio, ma non quello di fine.
Dopo poche puntate, partite decisamente in sordina, fu silurato Maurizio Ferrini, all’inizio designato come capocomico mentre la Parietti era stata convocata all’ultimo momento.
Furono, così, scelti 14 attori, chiamati ad interpretare personaggi di varia estrazione e dall’umorismo più o meno volontario. Fra loro, come non ricordare alcuni dei volti televisivi tuttora famosi che possono vantare di essere stati lanciati da Macao, come Biagio Izzo, Valentina Pace, Sergio Friscia e poi ancora Lucia Ocone, Sabrina Impacciatore (che avevano già lavorato in passato con Boncompagni a Non è la Rai).

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