
Spuntano nuove intercettazioni, raccolte nell’ambito dell’inchiesta P4, fra l’allora direttore generale della Rai Mauro Masi e il faccendiere Luigi Bisignani. Le conversazioni continuano a filtrare e, nonostante ci siano tutti i profili della violazione delle normative sul segreto istruttorio e della privacy, sarebbe ipocrita non riportarle. Le conversazioni Masi - Bisignani sono decisamente folkloristiche, ben oltre i limiti del pecoreccio. Impossibile non notare come il direttore generale della tv di Stato parli con un personaggio dai compiti e dagli interessi non meglio identificati facendo apprezzamenti sui contenuti dei palinsesti e rivelando informazioni riservate.
La telefonata dell’aprile 2010 “tratta” del programma di Monica Setta. Questo lo scambio fra i due:
Masi - L’hai visto il programma della Setta?
Bisignani - È andato bene no?
Masi - Per Dio ma che stai a di’! Ma lascia sta’ che è andato bene…Ma se io metto Cicciolina che fa le pompe ad un toro la sera faccio il 30%… ma che discorso è? A parte il fatto che io nella scheda del programma c’avevo tutta un’altra cosa (…). A sto punto o Massimo (Liofredi, ndr) manda via lei entro questa settimana o se ne va via lui.. A ‘sto punto sono io che lo mando via
I due commentano anche Vieni via con me in riferimento alla presenza di Gianfranco Fini e Pierluigi Bersani che recitarono la lista dei “valori della destra” e dei “valori della sinistra”.
Bisignani - Brutta ‘sta cosa di Fini.
Masi - Beh, orribile.
Bisignani - Che cazzo veramente
Masi - È una provocazione assurda. Nella scheda del programma non erano previsti politici. Se ci sono dovete chiamare tutti, a sto punto
Bisignani - Non c’è dubbio
Masi - È lui che s’è fatto invitare
Bisignani - Certo, non ho dubbi. E quelli c’hanno messo pure Bersani
Masi - Loro c’hanno messo Bersani perché non se la sentivano Fini da solo. Comunque tu fallo sapere a chi di dovere

La procura di Roma ha aperto un fascicolo a proposito di P4, Bisignani, Rai e Masi.
La cosiddetta P4 - anche se a molti, per modalità e persone coinvolte ricorderà probabilmente la P2, sebbene evidentemente non si possa dire esplicitamente: si tratta di argomenti da trattare con le molle - potrebbe avere pesanti risvolti anche per quanto riguarda la Rai. Che sarebbe stata, secondo i Pm, un vero e proprio terreno di battaglia per gli amici della P4.
A proposito di Mauro Masi e Michele Santoro, in particolare, non è da escludersi che la documentazione relativa venga stralciata e conseguentemente trasmessa al Tribunale dei Ministri, che da parecchio tempo ha al vaglio il fascicolo che vede indagato Silvio Berlusconi per concussione e minacce, in relazione alle pressioni esercitate nel 2009 su Giancarlo Innocenzi (allora commissario Agcom) per ottenere la sospensione di Annozero.
Sicuramente, fra le varie intercettazioni che si sono lette in questi giorni ha fatto scalpore una telefonata fra l’ex dg RAI e Luigi Bisignani (il giornalisa ANSA al centro dell’inchiesta. Bisignani era iscritto all’elenco della P2 di Licio Gelli, come risulta dagli elenchi rinvenuti nel 1981 a Castiglion Fibocchi. Negli anni, lui negò sempre di essere stato piduista. Era il 2007 quando rilasciò un’intervista al Corriere della Sera sostenendo che si trattasse di invenzioni “Mai messo piede in una loggia”, dichiarò), in cui Masi, dopo l’ormai celeberrimo episodio del “vaffanbicchiere” dice proprio a Bisignani:
Vabbè poi ti dico a voce, finalmente ha fatto l’errore che volevo io (…) con questa roba qui lo sospendo io vado… mercoledì porto la sospensione eh, che è aziendale, fatto tutto, già deciso… tra l’altro sono tutti d’accordo, vedrai. Garimberti la vota gli altri due dove stanno… la sospensione è 10 giorni, la si inizia con una sospensione da 10 giorni, però, è un segnale mica da ridere eh, con la sospensione non può andare in onda, tante cose, è un segnale mica da ridere, eh, Gigi.
Certo, a leggerla così potrebbe anche essere la chiacchiera fra due amici. Ovviamente, va contestualizzata nell’enorme corpus della documentazione dell’inchiesta. Ma poi, Repubblica racconta che Masi avrebbe riferito quanto segue ai pm
Giovanni Minoli? Mi era stato segnalato da Gianni Letta come responsabile delle attività Rai per i 150 anni d’Italia e mi veniva segnalato quotidianamente anche da Giuliano Amato, presidente del comitato dei garanti per le celebrazioni. Massimo Liofredi? Proteggeva la giornalista Monica Setta, per la verità insieme a tanti altri, che io non volevo rinnovare e non ho rinnovato. Anche per la giornalista Anna La Rosa mi ha telefonato tutto l’arco politico-istituzionale, compreso Bisignani, sponsorizzandola ai servizi parlamentari.
Sono dichiarazioni pesanti, che lasciano molti dubbi sul servizio pubblico della Rai e sulle metodologie di assunzioni, conferme di contratti, incarichi e via dicendo.
In merito è intervenuto il presidente, Paolo Garimberti:
Troppo fango sulla tivù pubblica. Quello che si legge in questi giorni sui giornali è dal punto di vista morale e della questione aziendale grave e intollerabile. È necessario che nelle sedi aziendali e competenti si faccia chiarezza e pulizia. Penso che affinché la Rai sia una vera azienda è necessario che la politica si tenga lontana dalla sua gestione. Se ogni volta che bisogna nominare qualcuno occorre ascoltare quello che viene da fuori o non si nomina nessuno o non si nominano i più bravi. È insano che lettere di licenziamento di dipendenti vengano scritte al di fuori dell’azienda.
Successivamente, è intervenuto anche Sergio Zavoli, Presidente della commissione parlamentare di Vigilanza. Che ha assicurato che si farà chiarezza e ha espresso notevole preoccupazione.