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Tutti gli articoli con tag lucignolo

Monica Gasparini, Silvia Carrera e Monica Coggi i volti di Tabloid

pubblicato da Debora Marighetti

Conduttrici Tabloid
Qualche settimana fa vi abbiamo parlato della partenza, il prossimo 28 giugno, di Tabloid, nuovo settimanale d’informazione di Italia1 prodotto da Studio Aperto e Videonews. L’obiettivo del programma, secondo le prime indiscrezioni, era quello di riprendere e migliorare Lucignolo, programma ideato da Mario Giordano che per molte stagioni ha diviso il pubblico tra estimatori e (tanti) detrattori.

Lucignolo puntava molto sulla bellezza delle sue protagoniste e la notizia di una conduzione tutta al femminile di Tabloid aveva “preoccupato” i lettori, che ipotizzavano la presenza di alcune bellone senza particolari capacità. Almeno su questo punto, Tabloid ha “smentito” i denigratori, visto che, come il direttore di Studio Aperto, Giovanni Toti, ha raccontato a Tvblog, saranno tre giornaliste ad avere il timone del programma.

Si tratta di Monica Gasparini, Silvia Carrera e Monica Coggi. Monica Gasparini è un volto storico di Studio Aperto, della cui redazione fa parte dal 1993, nonostante una parentesi al Tg5 dal 2007 al 2010. E’ tornata al tg di Italia1 con la carica di caporedattore e conduce l’edizione delle 12.25. Era la moglie del giornalista sportivo Alberto D’Aguanno, prematuramente scomparso pochi anni fa.

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Viva la verve

pubblicato da Massy


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Sarà Tabloid il nuovo Lucignolo estivo di Italia1

pubblicato da Debora Marighetti

Tabloid studio aperto
Tremate, sta per tornare su Italia1 una versione riveduta e corretta di Lucignolo dal nome Tabloid. Ad anticipare la notizia è il Giornale, che scrive:

L’idea è recuperare e migliorare la verve di Lucignolo ideato dall’allora direttore di Studio aperto Mario Giordano

Il programma dovrebbe partire il 29 giugno e tenere compagnia per sei prime serate, di mercoledì, trainando la rete verso il nuovo periodo di garanzia autunnale. Il nome riprende la tradizione delle testate popolari inglesi, incentrate sulla cronaca rosa e nera e sarà frutto della collaborazione di Videonews di Claudio Brachino e Studio aperto di Giovanni Toti.

Secondo il quotidiano, Tabloid vedrà tre conduttrici donne, una padrona di casa e due partner sedute una nell’angolo dipinto di rosa e l’altra in quello affrescato di nero.

La domanda è: ma se già oggi l’80% dei servizi di Videonews e il 100% dei servizi di Studio Aperto ricordano, per argomenti e stile, quelli di Lucignolo, che altro c’è da “recuperare”? Comunque attenderemo l’esordio per darne un giudizio senza preconcetti.

Le tendenze di Italia 1

pubblicato da Massy


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La Tv che c'era - Fuego!

pubblicato da Hit

TvBlog.it - La Tv che c'era
La Tv che c'era - Fuego! su italia1

Per il nuovo appuntamento della Tv che c’era ci immergiamo nel palinsesto non troppo lontano del pomeriggio di Italia1, quando il programma “Fuego!” insieme a “Le Iene” e “Sarabanda” cercava di dare una nuova identità alla rete diretta da Giorgio Gori. Il programma d’informazione e intrattenimento della rete giovane di Mediaset , che aveva come sigla “Eres Tierra de Sol” cantata da Natalia Estrada,esordì su Italia1 nel 1997 con la regia di Lele Biscussi in una prima collocazione alle ore 19.05 ma con lo share calato intorno al 4% contro “Tira e Molla” dall’8 ottobre lasciò quell’orario a “Renegade” per trasferirsi alle 15.00.

Il magazine arrivò in video condotto da Alessia Marcuzzi, reduce da “Colpo di Fulmine” e pronta per il calendario dei record di Max (640mila copie vendute), proponendo una sorta di antenato più soft, visto l’orario, del più recente “Lucignolo” caricando la scaletta di servizi e interviste di attualità e costume spaziando dalla musica al cinema. Al secondo anno il timone passò dall’attuale conduttrice del “Grande Fratello”, impegnata a “Mai Dire Gol”, a Tamara Donà, già inviata per “Village” e “Planet” per la stessa rete, promossa a fine stagione su Canale5 con “Target”.

A sostituirla nell’edizione 1999-2000 sarebbe dovuta arrivare l’esordiente Stefania Lippi, la figlia di Marcello Lippi già vista come comparsa a “Quelli che il Calcio” con Fabio Fazio. Un volto giovane e nuovo su cui avrebbe voluto puntare Italia1 ma il contratto sfuma ad un mese dall’inizio e per “Fuego!” si sceglie una conduzione maschile con Daniele Bossari che dall’anno successivo manda in pensione il programma conducendo da una villa di Arcore con l’ex velina Marina Graziani il simile “Wozzup?“.

Dopo il salto alcuni video dalle varie edizioni di “Fuego!”:

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Vittorio Gucci: due domande sul video con Lisandra Silva e i talent show

pubblicato da Francesca Camerino

Vittorio Gucci: due domande sul video con Lisandra Silva e i talent show Lo abbiamo visto a inizio stagione nella band di Domenica Cinque, show di Canale 5 condotto da Barbara D’Urso, ma lo ricorderete senz’altro per le affascinanti ragazze che hanno spesso collaborato con lui. Mi riferisco a Vittorio Gucci che ha realizzato “Chica” il suo primo singolo, nel cui video appare con la bella Melita Toniolo. La canzone fu anche sigla del programma di Italia1 “Lucignolo”, per il cui show Gucci ha fatto anche l’inviato. E il video dell’altro brano con l’ex concorrente del GF Carolina Marconi dal titolo “Basta Così”.

In occasione del suo nuovo video con Lisandra Silva, del brano “Mi querida…mas bonita” in uscita il prossimo 2 maggio, noi di Tvblog gli abbiamo posto un paio di domande sul suo rapporto con la tv.

Il video che stai preparando è con Lisandra Silva, primadonna di “Ciao Darwin”. Com’è nata questa collaborazione?

Ho conosciuto per caso Lisandra al suo compleanno durante una cena a casa del mio agente; quella sera ho fatto un’esibizione tra le quattro mura…di casa e Lisandra ha preso parte alla cosa…dimostrando doti canore veramente notevoli! Lisandra oltre ad avermi colpito per la bellezza mozzafiato, è veramente molto brava a cantare…chi lo sa.. magari in futuro potrebbe trasformarsi da protagonista del video in cantante duettante per un nuovo singolo! :D.

Cosa pensi dei talent show come “X Factor” e “Amici”?

Sono programmi che sanno intrattenere il pubblico, molto divertenti e ben organizzati, ma personalmente penso che da una parte tolgano visibilità al duro lavoro di ricerca musicale di un artista con già parecchi anni di esperienza; se prendiamo per esempio grandi nomi come Raf, Masini Ramazzotti, Tozzi ecc.. sono artisti che hanno fatto una grande gavetta e che cantano quello che hanno realmente dentro, a differenza dei molti nomi da reality che escono sul mercato come “prodotti commerciali” preconfezionati senza avere un’esperienza e una preparazione tecnica di anni dietro le spalle.

Stimo molto Caterina Caselli che promuove artisti facendoli crescere in “Sordina” e lanciandoli sul mercato dopo anni di preparazione…Malika, Bocelli, Elisa sono esempi di come una produttrice discografica (che non presenzia mai in tv) rischi di suo, investendo nella ricerca dei bravi e di voci particolari, dei suoni e dei repertori …differenti. I risultati credo che siano duraturi e persistenti nel tempo.
Il resto dell’intervista a Vittorio Gucci la trovate su Soundsblog.

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Il Moige attacca la recidiva Italia1: "Continua a mandare i Griffin in fascia protetta". Ai genitori piace RaiUno e Sant'Agostino

pubblicato da Stefano Sgambati

Il Moige attacca la recidiva Italia1: "Continua a mandare i Griffin in fascia protetta". Ai genitori piace RaiUno e Sant'AgostinoDopo Sarah Palin, anche il Moige se la prende coi Griffin. Il che è una volta ancora più strambo, considerato la tipologia di cartoon di cui stiamo parlando e il target a cui è rivolto. Dire “cartone animato” non significa per forza dire “bambini”. Altrimenti trasmettiamo manga erotici giapponesi durante Bim Bum Bam e non se ne parli più. Serve un controllo, insomma, e un’intelligenza critica da ambo le parti, di chi trasmette e di chi riceve.

Secondo i dati elaborati dal Movimento Italiano Genitori relativi alle segnalazioni giunte nel mese di febbraio 2010, attraverso il numero verde 800.93.70.70 e il form di segnalazione online presente nella sezione dedicata del sito www.genitori.it, è Italia 1 la rete “nera” del mese, a causa della messa in onda in fascia protetta dei cartoni American Dad e I Griffin, appunto. Molto apprezzata - indovinate un po’? - la fiction Sant’Agostino in onda domenica 31 gennaio su RaiUno, che anche questo mese si conferma come la rete più gradita dai genitori per i propri figli. Ah, gli italiani: popolo di santi, navigatori, Beppe Fiorello e Sergio Castellitto.

L’orario “maledetto” in cui sono stati trasmessi i due cartoon scomodi è quello delle 13.40 e delle 14.05. Un po’ troppo post-prandiali, effettivamente. Le segnalazioni giunte - dice il Moige - sono state formulate da genitori ma anche da ragazzi maggiorenni preoccupati per i fratelli minori. Da segnalare che Italia1 era già stata multata, in passato, per la stessa mancanza. Il lupo perde il pelo ma non Lucignolo.

Pinocchio: su Raiuno rivive la favola di Collodi, grazie a Bob Hoskins e Luciana Littizzetto

pubblicato da Paolino

PinocchioE’ una delle fiction più attese dell’autunno: stasera (21:10 21:30, in modo da non sovvrapporsi al Littizzetto-show a “Che tempo che fa”) e domani (21:30) Raiuno manda in onda la miniserie in due puntate “Pinocchio”, tratta dalla favola italiana più famosa al mondo e scritta da Carlo Collodi nel 1881, diretta da Alberto Sironi.

Per l’occasione, la miniserie prodotta per Raifiction, Lux Vide e Power da Matilde e Luca Bernabei è stata sceneggiata da Carlo Mazzotta (”Boris”) ed Ivan Cotroneo (“Tutti pazzi per amore”), i quali non hanno intaccato la sostanza della favola come noi la conosciamo.

I due, però, hanno preferito focalizzare il loro racconto sul tema della forza della narrazione, introducendo ad inizio storia il singolare incontro tra lo stesso Collodi (interpretato da Alessandro Gassman) ed il falegname Geppetto (Bob Hoskins, doppiato da Massimo Ghini). Grazie all’empatia tra i due, lo scrittore -in crisi- troverà l’ispirazione per scrivere la storia di un ceppo di legno che Geppetto lavorerà ad arte fino a dargli le sembianze di un bambino, il cui nome sarà Pinocchio.

Pinocchio, la fiction di Raiuno Pinocchio, la fiction di Raiuno Pinocchio, la fiction di Raiuno

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Luciana Littizzetto sarà il Grillo Parlante nel Pinocchio di RaiUno: "Preferitelo al Grande Fratello"

pubblicato da Stefano Sgambati

Luciana Littizzetto in Pinocchio
C’era una volta.
- Un re! - diranno subito i miei piccoli lettori.
- No, ragazzi, avete sbagliato. C’era una volta un pezzo di legno.

Così comincia Pinocchio, una delle storie più famose della Terra, insieme alla Divina Commedia e alla Bibbia. Il masterpiece di Collodi verrà riproposto su RaiUno domenica e lunedì in una miniserie diretta da Alberto Sironi: Luciana Littizzetto, l’irriverente Lucianina rilanciata definitivamente in televisione da Fabio Fazio, darà voce e fattezze al Grillo Parlante. Ed è proprio con quella medesima saggezza che l’artista torinese si lancia:

“Le fiabe si raccontano e si ri-raccontano. Alle elementari avevo la collezione di figurine del Pinocchio di Comencini, ma c’è un’attualità nuova che si può raccontare ai ragazzi di oggi: invece di guardare il Grande Fratello, guardate Pinocchio. Lui in realtà è uno figo. Perché è curioso di tutto, ficca il naso dovunque e non passa intere giornate attaccato alla playstation. E questo è molto trasgressivo. Non capisco solo una cosa: come mai alla Fata non hanno messo i capelli turchini mentre a me hanno piazzato in testa due antenne di ferro grosse così”.

Ipse dixit all’auditorium di Roma, davanti ai bambini della scuola elementare che hanno presenziato all’anteprima.

La Fatina sarà Violante Placido, capelli rossi e decolleté pronunciato, mica da ridere. Pinocchio, invece, lo farà il giovane attore Robbie Kay: “Non parlavo italiano - ha detto - ed è stato difficile entrare nel ruolo. Lo ammetto, sono anch’io come lui. Ma credo che qualche bugia la diciamo tutti”. Mastro Geppetto è interpretato da Bob Hoskins e doppiato da Massimo Ghini. Thomas Sangster è Lucignolo, Maurizio Donadoni fa Mangiafuoco, Bianca D’Amato è Elisa e Wenanty Nosul L’Editore. La maestra di Pinocchio avrà il volto di Margherita Buy. Nella fiction ci sarà anche uno spazio per Carlo Collodi stesso, interpretato da Alessandro Gassman. Attenzione al Gatto e alla Volpe, interpretati da Toni Bertorelli e, soprattutto, da Francesco Pannofino, già visto in Boris nel ruolo di René e celeberrimo doppiatore dei più grandi divi hollywoodiani (George Clooney su tutti): gli sceneggiatori sono Ivan Cotroneo e Carlo Mazzotta.

Il tutto avviene trentasette anni dopo il Pinocchio di Luigi Comencini, qiello con Nino Manfredi, Franco Franchi e Ciccio Ingrassia che, al tempo, andò in onda in sei puntate. Certo, allora il Grande Fratello non esisteva ancora…

Che fine farà il Festivalbar? Mediaset frena: mancano soldi e sponsor. E anche per "Lucignolo" non sarà un'estate facile

pubblicato da Stefano Sgambati

Melita TonioloLa cerimonia di consegna dei Telegatti già fu cassata mesi fa. Oggi Mediaset torna a fare i conti con le beghe di palinsesto (delle novità estive ne abbiamo parlato ieri): “Lucignolo” sì o “Lucignolo” no? Festivalbar sì o Festivalbar no? L’azienda di Berlusconi benissimo fa, naturalmente, a valutare le condizioni economiche del momento prima di avallare, semmai in modo scriteriato, la messa in produzione di qualcosa; non c’è nulla di ufficiale, beninteso, tuttavia al momento nei palinsesti estivi non v’è traccia né dell’uno né dell’altro.

Il processo di “eclissamento” è molto più avanzato per Lucignolo, verso il quale anche il direttore di Videonews Claudio Brachino - oltre che la stessa Italia1, naturalmente - nutre decisissimi dubbi. Quanto alla kermesse canora, dopo l’annullamento dell’edizione 2008, non si conosce ancora bene la posizione del patron Salvetti: difficile che non provi quantomeno a lottare per vedere la propria creatura amatissima in onda nei tempi stabiliti. A meno che non abbia avuto precise garanzie. Staremo a vedere. Il problema è che, sebbene i recenti avvenimenti mediatici abbiano dimostrato, per l’ennesima volta, come le esibizioni di piazza di questo tipo non temano recessione (vedi 1 maggio), è certamente vero che gli sponsor hanno sempre più difficoltà a farsi avanti con proposte concrete (anche la festa di Piazza San Giovanni era stata a rischio proprio per questo motivo).

Quanto a “Lucignolo”, c’è da ricordare che già l’anno scorso il deejay della notte aveva subìto un grave calo d’ascolti, dopo il cambio di produzione e l’avvento di Videonews (prima era una rubrica di Studio Aperto): un brutto colpo per una rete, Italia1, che di programmi simili, giovanissimi e grintosi, ha fatto una precisa griffe. Problema di “cast”, probabilmente: le solite gieffine svestite, vallette, veline, servizi notturni ambientati in discoteche o lungo le strade della prostituzione. La curiosità verso tali estremi è ormai completamente soddisfatta dalla profondissima penetrazione di Internet: occorre un drastico colpo di timone, forse. Sostituire, nell’eventualità, degnamente sia “Lucignolo” che il Festivalbar (se proprio si deve) potrebbe essere un inizio.

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Lato B

pubblicato da Massy


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Brachino difende Lucignolo

pubblicato da Massy

Claudio Brachino a TvBlog /1 - I pregiudizi nei confronti di Lucignolo e il giornalismo in tv

pubblicato da Malaparte

Claudio Brachino Claudio Brachino è il direttore di Videonews, nonché conduttore di Mattino 5, del Pomeriggio 5 prossimo venturo - insieme all’instancabile Barbara D’Urso -, responsabile di Lucignolo e, ovviamente, di tutti gli altri programmi che fanno capo a Videonews.

Lo contattiamo telefonicamente e ci prepariamo a una lunga chiacchierata - che vi proporremo in due parti -. Ovviamente, si comincia a parlare di Lucignolo, discusso programma dell’estate di Italia1, promosso al prime time e oggetto di critiche piuttosto feroci.

Parliamo proprio di questo, dell’atteggiamento dei critici nei confronti di Lucignolo. Anche su TvBlog non siamo stati teneri, va detto per onestà. Né noi ne i nostri lettori. Cosa ne pensi?

Devo dire la verità, trovo che l’atteggiamento della critica sia stato deludente, e mi permetto di fare la critica della critica: è una cosa che non si fa mai, ma trovo che possa essere una dialettica interessante. Il punto è che si guarda a Lucignolo con una serie di luoghi comuni che non tengono conto né della sua realtà né della sua evoluzione.

Lucignolo nasce nel 2003, ha avuto un suo percorso, è finito in prima serata: una volta uscito dal Tg e entrato in Videonews, e ho lavorato con una squadra nuova, più ristretta e più giovane.

Ma nessuno si ricorda mai di queste particolarità di Lucignolo, e nessuno si ricorda mai delle inchieste che abbiamo fatto: Raffaella Regoli ha parlato dei giovani a Tel Aviv, ed era un servizio di apertura, l’ho messo in apertura in prima serata, non in un orario sicuro e protetto; Sandra Magliani ha fatto un reportage sulla prostituzione giovanile a Santo Domingo, e ancora, sempre citando l’ultima puntata di questa stagione, abbiamo parlato delle estati in carcere.

E poi, la musica classica, con Nazareno Carusi, per esempio (dopo il salto, un video-estratto). Insomma, ci sono stati, in generale, 30-40 minuti di prime time in cui si è parlato di tematiche di cui di solito non si parla. Eppure, di queste cose, non si ricorda nessun critico.

Però c’erano anche tette e culi, per dirla pane al pane…

Un po’ di tette e un po’ di glamour c’è, è chiaro, ma mai nudi integrali: Lucignolo non è trash tv, la trash tv è un’altra cosa. Lucignolo ha parlato dei rave party e li ha raccontati con le telecamere nascoste, ha parlato della difficoltà di essere gay al sud. Questa non è trash tv.

I giornali cattolici ci hanno criticato quando abbiamo fatto Vita da Escort. Poi, vedi che esce un’inchiesta analoga sui giornali. E allora, perché se lo fa Lucignolo con criteri deontologici è una maialata e se lo fa la stampa è figo?

E’ solo prevenzione, allora?

Alcune critiche sono anche giuste. Se lo rifaremo, Lucignolo, e uso il se, bisognerà veramente prendere il coraggio a quattro mani e fare più reportage e ridurre al minimo figure come quelle di chi proviene, per esempio, dal Grande Fratello, che ci hanno dato un grande apporto in questi anni ma che ora non servono più.

Il cumenda, per esempio - e lo dico con grande simpatia - si è impegnato, ma le lezioni d’amore non sono state quello che pensavo: si doveva stimolare l’analisi sociologica. E’ vero che lavoriamo con poco tempo e poche risorse. Però, io pensavo comunque a una vanzinata che raccontasse come sono i ragazzi sul posto rispetto alla seduzione.

E Melita?

Melita è maturata molto ma non sempre abbiamo trovato argomenti adeguati a lei.

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L'incubo del lunedì notte

pubblicato da Massy

Bulli e pupe

pubblicato da Massy


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