
Il primo esperimento di Fabio Fazio e Roberto Saviano, insieme in un programma televisivo evento, è stato un indubitabile successo. Vieni via con me è piaciuto, magari non a tutti, ma venne certamente promosso dal pubblico. Se ne parlò per settimane, poi il silenzio, fino a quando invece della scontata conferma della trasmissione sulla Rai arrivò la notizia del “passaggio” su La7 del particolarissimo duo.
Quello che (non) ho, al di là del cambio di colonna sonora, è nei fatti lo stesso programma. Due monologhi di Roberto Saviano, su tutto quello che lo scrittore ritiene di sapere raccontare, e una serie di ospiti che si inserisce in brevi inserti per portare “una parola”. Siamo passati dagli elenchi alla singola parola, nei fatti una diminutio anche materiale. Quello che (non) ho appare una riedizione in tono minore di Vieni via con me, questo al di là dei gusti personali.
Fra gli ospiti c’è anche Luciana Littizzetto, padrona di casa a Torino (il programma va in onda dalle Officine Grandi Riparazioni). L’effetto dejà vu con Che tempo che fa è sfumato solo grazie al ruolo che Fazio Fazio si ritaglia quando fa da spalla a Saviano, silente, contrito e stravolto d’emozione in un angolo. C’è a chi piace. In realtà Lucianina dice le solite cose basse, grevi, sull’evoluzione dell’intimo femminile, dal mutandone della nonna fino al tanga, ma siccome il contesto è “alto” alla fine appiccica una tirata sulla violenza contro le donne. Basta così poco?
Ad ogni modo un programma televisivo come Quello che (non) ho è difficile persino da giudicare, vuole comunicare suggestioni, si tratta di condividere la sensibilità degli autori. Personalmente, e qui mi auto denuncio, trovo che Roberto Saviano sia incapace, noioso, supponente ed impacciato (chi ha ascoltato il monologo sulla strage di Beslan forse avrà capito di cosa sto parlando). Ecco, l’ho detto. Il resto ditelo voi nei commenti che qui si è pur sempre un blog.

Riparte stasera con “Quello che (non) ho” il percorso di Fabio Fazio e Roberto Saviano nella nostra società, interrotto un anno e mezzo fa ed iniziato con lo strepitoso successo di “Vieni via con me”, titolo inopinatamente accantonato dalla dirigenza della Rai, tramesso su Rai3 nel mese di novembre del 2010. Ascolti altissimi furono quelli, fra i più alti in assoluti da quando esiste la terza rete della televisione pubblica: 7.623.000 telespettatori la prima puntata, 9.032.000 la seconda, 9.671.000 la terza e 8.669.000 la quarta ed ultima, con una media del 29,19% di share. Stavolta si cambia titolo, ma si rimane sempre nel contesto musicale, si passa da una canzone di Paolo Conte ad una di Fabrizio De Andrè ( i primi versi dicevano: “Quello che non ho è una camicia bianca, quello che non ho è un segreto in banca…“). In studio ospite fissa Elisa, che canterà le cover degli anni ’70: Bob Dylan e Cat Stevens e la musica di Woodstock. Ospiti della prima puntata Pupi Avati, Pierfrancesco Favino, Gad Lerner, Marco Travaglio, Paolo Rossi, Ermanno Rea, Erri De Luca, Raphael Gualazzi e i Litfiba.
In studio anche una cara conoscenza di Fazio: Luciana Littizzetto, che nell’occasione sarà a casa, il programma è in onda infatti dal salone del libro di Torino per lei torinese doc. Tre puntate di fila, la prima stasera, la seconda domani e la terza il 16 maggio alle ore 21:10 in diretta su La7. Quello che (non) ho è il titolo del programma ed infatti al termine di ciascuna delle tre puntate, Fazio e Saviano faranno l’elenco di quello che hanno e quello che non hanno perché “avere non è sempre parola positiva, come siamo abituati a pensare”.
Si palerà per cominciare di medie e piccole imprese, dei suicidi di questi giorni, si racconterà la crisi di questi tempi attraverso le storie di chi non ce l’ha fatta, ma anche di chi non molla e non vuole mollare. Si racconterà della dignità di chi gestisce queste imprese e che combatte per non soccombere. Fazio ha dichiarato recentemente al Corriere della sera: “faremo una trasmissione molto politica, senza politici e anche senza tecnici. Governo tecnico e decisione tecnica è una parola che indica autorevolezza, importanza e professionalità; ma toglie empatia. Noi vogliamo ridare emozionalità alle parole, per questo chiediamo ai telespettatori di farci sapere attraverso i social network la loro parola “cara”, cui sono più legati e affezionati”.
Fazio, che dice di voler riportare Saviano in Rai, aggiunge: “ Quello che (non) ho, non è un programma tv, sono tre giorni ripresi da una rete che ha una media di ascolti del 3,5%, in uno spazio antitelevisivo come le Officine Grandi Riparazioni di Torino in contemporanea con il Salone del libro. Questo ci da molta tranquillità”. Verranno nel programma grandi registi del cinema italiano, dopo Pupi Avati di stasera ci saranno Ettore Scola, Ermanno Olmi, ci sarà anche la madre di Beslan (città nell’Ossezia del nord, in cui ci fu il massacro nel 2004 in una scuola di 186 bambini ed oltre 700 feriti, ndr) per parlare della parola “acqua”, lei che abitava di fronte alla scuola e per giorni non riuscì a dissetare il figlio prigioniero di altri bambini e torturato dai sequestratori con la sete. Ma si parlerà anche di giornalismo applicato anche ai new media dei tempi che stiamo vivendo.
Foto apertura | © TM News
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Debutterà domani il serale dell’undicesima edizione di Amici, che vedrà per la prima volta al centro due circuiti, i Big (che abbiamo presentato qui e qui tranne Emma, Annalisa e Virginio che stanno arrivando) e i Giovani Talenti. Inizialmente Maria De Filippi li aveva chiamati “Squadra Oro” e “Squadra Argento” ma deve aver cambiato idea, proprio per non creare l’equivoco di una formula legata al vecchio concetto di squadra: quest’anno si gareggia tutti contro tutti.
Amici 2012 - I Giovani Talenti




Per il canto ad accedere alla fase finale del programma sono: Claudia Casciaro, 23 anni nata a Como ma trasferita a Lecce dove vive con i suoi genitori; Marco Castelluzzo, 19enne nato a Tricase in provincia di Lecce; Ottavio De Stefano, 21 anni, foggiano, istruttore di body building, diventato in poco tempo il sex symbol della scuola; Carlo Alberto Di Micco, 20 anni, brasiliano trapiantato a Mantova; Francesca Mariani, 20 anni milanese che ha partecipato al suo primo concerto a sei anni; Stefano Marletta, 21anni cantautore catanese; Gerardo Pulli, cantautore torinese, anche lui 19enne, uno degli allievi più discussi di questa edizione; la 19enne Valeria Romitelli di Civitanova Marche, l’unica ad aver avuto consenso unanime da parte dei professori per accedere al serale.
Per la danza gli Allievi che hanno conquistato la maglia del serale sono: Josè Becerra, 24 anni di origine cubana che vive a Modena con la moglie; Francesca Dugarte, 22 anni nata a Caracas ma fiorentina di adozione; Jonathan Dante Gerlo, 19 anni di Pinerolo, cresciuto a “pane e danza”; Giuseppe Giofrè, 19 anni di Gioia Tauro, con un curriculum di studi a Los Angeles; Nunzio Perricone, nato 22 anni fa in uno dei quartieri più poveri di Catania, che ha trovato nel ballo il suo riscatto. Completa la rosa dei ballerini Valentin Stoica il ventiquattrenne di Bucarest.
Dopo il salto, gli ospiti della prima puntata al completo e il regolamento ufficiale (via sito Mediaset):
Amici 2012 - I 14 ammessi al serale




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Luciana Littizzetto è tornata amica di Maria. D’altronde, è usanza nell’ambiente televisivo che, se la pensi diversamente da un collega e lo critichi pubblicamente, fa di tutto per farti cambiare idea. In primis invitandoti in una sua trasmissione perché tu ti ricreda pubblicamente.
Così, come anticipa il Tv Sorrisi e Canzoni, sabato sera la Littizzetto sfiderà la fine di Che tempo che fa, condotto dal suo Fabio Fazio, andando ospite alla prima puntata del serale di Amici. Ricordiamo che lei e la De Filippi, insieme a Simona Ventura e Iva Zanicchi, parteciparono al reality Cari amici miei: venivano riprese dalle telecamere durante una cena tra amiche.
Peccato che l’attrice e comica - che potrebbe “dover andare da Amici” anche per promuovere il suo film - disse al Giffoni Film Festival, l’estate scorsa:
“Non ho problemi a dire per esempio che Maria De Filippi, donna intelligentissima, fa dei programmi schifosi”.
Pronta, allora, la risposta della De Filippi al settimanale Chi:
Amici 11 - Emma, Alessandra, Marco Carta e gli altri Big del serale




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Terminata la sbornia della settimana sanremese, si torna nei ranghi della normalità nella programmazione della nostra televisione. Ieri sera su Rai1 è partita la nuova serie della fiction Provaci ancora prof con Veronica Pivetti ed Enzo De Caro. Su Canale5 alla domenica è in onda la versione lunga della soap opera Centovetrine, mentre su Rai3 Presadiretta, il programma di attualità condotto da Riccardo Iacona si occupava di “Recessione”. Completano l’offerta televisiva della serata di ieri il Piero Chiambretti Sunday show su Italia1, il lungometraggio I miserabili su Rete4 e La regina dei castelli di carta su La7.
La serata parte con l’ottimo inizio della nuova serie di Affari tuoi che spinge la curva blu di Rai1 dal 18% fino al picco finale del 25%. Seguono quasi appaiate le curve di Paperissima sprint e Che tempo che fa attorno alla linea del 15% di share. Picco consueto durante il monologo finale di Luciana Littizzetto con la curva verde che tocca il 26% di share. Prime time con il dominio nettissimo della curva blu che proponeva come sappiamo il ritorno della fiction Provaci ancora prof giunta alla quarta serie, promossa quindi dal pubblico televisivo.
Segue in un primo momento la curva verde di Presadiretta sopra alla linea del 10%, curva questa che però cala nel resto della prima serata di qualche punto, essendo così superata dalla curva arancione della soap di Canale5 Centovetrine che si appoggia sulla linea del 10%, in crescita nel corso della serata. Seconda serata con la curva blu della fiction di Rai1 che chiude al 26% e la soap di Canale5 che termina il suo percorso al 16%. Il resto della seconda serata vede la curva gialla di Rete4 che con Controcampo si piazza al comando al di sopra della soglia del 15% di share.

Ad una settimana dal test in prima serata di domenica scorsa, la soap di Canale5 “Centovetrine” è tornata in prime time scalzando il previsto ritorno sulla rete ammiraglia Mediaset di “Dr. House”. La soap si è infatti contrapposta (e così continuerà a fare) al nuovo appuntamento della fiction in onda su Rai1 “Il Restauratore” con Lando Buzzanca mentre Rai3 e Italia1 trasmettevano rispettivamente nuove puntate del “Chiambretti Sunday Show” e “Presa Diretta“.
Sempre agguerrita la sfida dei Tg delle ore 20 con la curve del Tg1 e del Tg5 che dominano nettamente fra il 20 ed il 25% di share, con la linea del Tg della prima rete che prevale di circa un punto attorno al 23% e quella del Tg Mediaset subito sotto. Le altre curve, compresa quella nera del Tg La7 si ammassano fra il 5 ed il 6% share. Nell’access time praticamente appaiate le curve di Soliti ignoti e Paperissima Sprint appena sopra alla soglia del 15%, subito sotto c’è la curva verde di Che tempo che fa che poi picchia fino al 25% durante il consueto monologo di Luciana Littizzetto.
Prime time con la curva blu della fiction di Rai1 Il Restauratore che prevale nettamente appena sopra alla linea del 20% e con la curva arancione di Centovetrine su Canale5 che segue a metà strada nella corsia fra il 10 ed il 15% di share. Terzo posto per la curva verde di Presa diretta di poco sopra alla soglia del 10% di share. Seconda serata con il picco del 26% per la fiction con Lando Buzzanca e del 16% per la soap di Canale5. Di seguito prevale la curva rossa della Domenica sportiva su Rai2 nel corridoio fra il 10 ed il 15% di share, incalzata dalla linea arancione di Canale5 che trasmetteva il programma di attualità Terra.
La letterina a Babbo Natale di Luciana Littizzetto a Che tempo che fa è oramai un appuntamento fisso. Anche quest’anno la comica ha deciso di scrivere a “Babbone” e nella puntata di questa sera, 18 dicembre 2011, dopo aver analizzato ironicamente gli accadimenti (politici e non) degli ultimi giorni, si è lancia in alcune richieste natalizie.
Tra una battuta e l’altra, la Littizzetto ha chiesto:
Fai fare la pace Milly Carlucci e Barbara d’Urso e mandale tutte e due a ballare insieme sotto le stelle…possibilmente cadenti.
Oppure ancora:
Porta delle labbra alla Santanché che ne ha poche, e levane un po’ alla Minetti che ne ha troppe e affaticate.
In chiusura, la comica fa notare a Babbo Natale che lo scorso anno non solo non ha ascoltato la sua richiesta di portare un cognome nuovo all’onorevole Bocchino, ma ci ha addirittura mandato un ministro che si chiama Passera (ospite proprio in questa stessa puntata).
La fiction di Rai1 “Tutti Pazzi Per Amore 3“, dopo l’appuntamento infrasettimanale, è tornata ieri in onda con il doppio episodio festivo contro “Distretto di Polizia 11” che da questa settimana gioca in accoppiata su Canale5 con le repliche di “Squadra Antimafia“. Una sfida diretta tra fiction, di diverso genere, che lascia comunque sempre una buona fetta di telespettatori alla prima serata di Rai3, in onda con “Che tempo che fa” seguito da “Report” con Milena Gabanelli.
L’analisi grafica della serata di ieri non può non partire dalla sfida dei Tg delle ore 20 dove vediamo la curva blu del Tg1 in piena crisi, battuta stavolta in maniera netta dalla curva arancione del Tg5 che primeggia sola sopra alla soglia del 20%, fino al 22% di fine edizione. La curva blu del Tg1 invece, pur partita, ieri senza il traino di Eredità dal 13% di share, fatica immensamente a salire, fino a chiudere al 19%, per una media totale del 16,07% a fronte del 20,40% del Tg5. Bassa ieri sera anche la curva nera del Tg La7 che supera di poco la soglia del 5% ed è pure in calo nel corso dell’edizione, il governo Monti evidentemente non fa bene al Tg di Enrico Mentana.
Passando al resto della serata c’è da dire del picco del 26% di Che tempo che fa durante l’intervento di Luciana Littizzetto, mentre in prime time, curva marrone del totale delle reti digitali sommate alle pay tv a parte che scorre vicina alla soglia del 20%, vediamo la curva blu di Tutti pazzi per Amore 3 che primeggia in prime time appena sopra alla soglia del 15%, seguita da vicino dalla curva verde di Report su Rai3, quest’ultima straordinariamente stabile per tutta la durata dell’emissione condotta da Milena Gabanelli. Bassa la curva arancione di Canale5 che con Distretto di polizia si porta a metà strada nella corsia fra il 10 ed il 15% di share, per alcuni tratti superata dalla curva rossa dei telefilm di Rai2. Seconda serata con la curva blu del finale di Tutti pazzi per Amore 3 che si guadagna il primo posto assoluto e un ulteriore rincaro di share fino a toccare la soglia del 25%.

A me piace sparigliare. Perché mi piacciono i fatti e non il tifo. Mi piace raccontare di La7 che dà per prima (fra le generaliste) il videomessaggio di Berlusconi, così come del fatto che non debba cedere alla tentazione di trasformarsi in una “all news” - prendendo a prestito il “buco”, che è avvenuto con modalità piuttosto buffe, dell’uscita di Monti. Mi piace sparigliare perché mi piace il pensiero critico e mi piacciono i ragionamenti trasversali. Quel che non mi piace è l’uniformarsi. Quel che non mi piace è che esistano delle categorie di pensiero. Che se uno critica il personaggio A, secondo qualcuno lo faccia per qualche ragione X. Che se parla bene di C, lo faccia perché deve dimostrare di essere fedele a Z. Non è così. E’ che bisognerebbe almeno provare a pensare lateralmente (altrimenti, poi, succede che se un parla bene di Rai News è comunista, se non ne parla non dà conto dell’ottimo lavoro di Rai News. Un paradosso, insomma). Ecco a quale premessa sono costretto per dire quel che sto per dire.
Ovvero, che a me Luciana Littizzetto che ha detto in studio
«Grazie Napo»
(Napolitano, ndr) e che l’ha fatto ripetere, al tre,
«Uno, due, tre, grazie Napo»
in coro al pubblico di Che tempo che fa (che nel frattempo non ha mica cambiato casa di produzione, che a sua volta non ha mica cambiato proprietari), be’, a me questo evento ha generato una profonda tristezza. Perché non era un numero comico. Non era satira. Non era null’altro che un «grazie» acritico, immotivato.
La satira fa politica, chi dice di no. La satira fa politica perché sbeffeggia il potente di turno: per questo non piace. Perché sbeffeggia tutti. La satira che ringrazia, invece, che cos’è? Uno zerbino televisivo?
Non mi è piaciuto. Come non mi è piaciuto l’omaggio ex ante a Monti di ieri. Come non mi è piaciuta la battuta di Santoro a Servizio Pubblico che ha detto di non volersi “già inimicare” il futuro presidente del consiglio.
Giornalisti e satiri non devono aver paura o desiderio di avere amici o nemici. I giornalisti devono essere i cani da guardia del potere (qualunque potere sia) e i satiri sbeffeggiarlo (qualunque potere sia). Tutto il resto è anomalia all’italiana. E il «Grazie Napo» (ma grazie di cosa, esattamente?) non fa che proseguire, ancora una volta, la retorica televisiva berlusconiana iniziata quasi vent’anni fa. L’unica differenza è che la prosegue dall’altro lato della barricata.
Dopo la dichiarazione d’amore di Fabio Fazio, che l’ha implorata in playback di tornare da lui con tanto di appello ’sta casa aspietta a te, Luciana Littizzetto si è sciolta. E ha dichiarato che da domenica 23 ottobre la rivedremo a Che tempo che fa:
“Ho chiesto a Fazio e alla Rai un breve periodo di interruzione, poi riprenderò tutto come prima. Non lascerei Che tempo che fa per nulla al mondo, anche se è per me un impegno molto faticoso. Mi scrivo i testi da sola, letto tutti i giornali, mi butto a capofitto nella cronaca”.
Già domenica prossima apparirà in trasmissione per un saluto. Lo ha annunciato lei stesse durante le riprese a Torino del film prodotto dal suo agente e da quello di Fazio, Beppe Caschetto: E’ nata una star?. Si tratta dell’ adattamento del racconto E’ nata una star di Nick Hornby e sarà al cinema in primavera. Lucianina, sposata sul set con Rocco Papaleo, interpreterà il ruolo di una mamma che scopre una notizia choccante: il figlio gira film hard.
La Littizzetto, inoltre, tornerà presto su RaiUno con la seconda stagione di Fuoriclasse, in dodici puntate.

Ma Luciana Littizzetto che fine ha fatto? Non è una domanda che ci facciamo noi, ma è un quesito che tormenta da giorni i nostri lettori che continuano a chiederselo nei commenti: come al solito, quando ci sono sparizioni che al telespettatore sembrano misteriose, ci si pongono mille questioni. E visto che la Littizzetto da un po’ non si vede a Che tempo che fa, le domande fioccano. E continuano anche se altrettanti lettori - i più attenti - hanno già risposto.
E allora spieghiamolo anche noi, che fine abbia fatto, perché il mistero è facilmente risolvibile. Basta andare, per esempio, sul sito ufficiale di Che tempo che fa per veder diradare tutte le nebbie e i dubbi.
Si leggerà, infatti, senza lambiccarsi in ricerche sfrenate ma limitandosi a uno scrolldown della home page (quanti termini inglesi, perdonatemi), che:
Lucianina da fine settembre è impegnata nelle riprese del nuovo film, torna con noi in ottobre appena possibile.
Impegni cinematografici, dunque. E quale sarebbe, questo nuovo film?

Nonostante i tira e molla contrattuali, Che tempo che fa ricomincia e Fabio Fazio e la sua squadra sono fra i pochi a superare indenni un’estate di epurazioni Rai. Fazio ha anche invitato, come ospite di una delle prossime puntate del programma, l’ultima fuoriuscita eccellente dalla tv pubblica: Serena Dandini. Se poi la cosa si concretizzerà, non ci è ancora dato saperlo.
La prima puntata del talk show (come di consueto, dalla prossima settimana, in onda il sabato e la domenica dalle 20:10 alle 21:30, in diretta dal Tv3 del Centro di Produzione Rai di Milano) andrà in onda questa sera, domenica 18 settembre 2011. Tornano, oltre a Fazio, Filippa Lagerback e, la domenica, Luciana Littizzetto e Luca Mercalli.
Questa sera, tre ospiti.
Si comincia con Susanna Camusso, il primo segretario donna della Cgil. Poi Pierre Mazeaud, 82enne alpinista francese che ricorda il recentemente scomparso Walter Bonatti.
Infine, Raphael Gualazzi - il regista Duccio Forzano, ormai parte della storia del programma, ha diretto un video di Gualazzi - che, nell’anteprima di Che tempo che fa, eseguirà Love goes down slow (un brano del suo album d’esordio, Reality and Fantasy).

Maria De Filippi risponde per le rime a Luciana Littizzetto, com’era lecito attendersi. La battaglia a distanza fra le due donne della tv era cominciata quando Luciana Littizzetto aveva commentato, al Giffoni Film Festival, la tv defilippica, dicendo:
non ho problemi a dire per esempio che Maria De Filippi, donna intelligentissima, fa dei programmi schifosi.
Maria non l’ha presa bene. E l’ha buttata sulla coerenza. E sui soldi, facendo una battuta tagliente (riferita, evidentemente, all’ospitata della Littizzetto a C’è posta per te del 2002):
Ho pensato al cachet che ha preso per venire nelle mie trasmissioni, forse in quel caso sembravano meno schifose, magari non oso dirlo, persino intelligenti… Spero che apprezzi la battuta.
La conduttrice spiega a Chi di esserci rimasta molto male:
Luciana ha detto che io sono intelligente ma faccio programmi schifosi. Non ci sono rimasta male. Di Più! Se dici che i miei programmi fanno schifo allora dici che faccio schifo anch’io, perché mi identifico in ciò che faccio.
Poi prosegue:
Se non mi fosse piaciuto un libro di Luciana per l’amicizia che ci lega avrei risposto che non l’ho letto…
E quindi, è guerra aperta. C’è da chiedersi se finirà qui o se assisteremo a qualche altra puntata. Diciamolo: a non non dispiace così tanto, che i personaggi della tv dicano esplicitamente quel che pensano l’uno dell’altro. La cosa li rende, se non altro, umani.
Ci sono svariati personaggi che rappresentano l’intellighenzia illuminata della tv italiana e fanno da spola tra la Rai (RaiTre in primis) e La7. Dietro di loro, un regista occulto che con la sua lucida attività manageriale sta gestendo le più importanti trattative del momento. Trattasi di Beppe Caschetto, su cui Maurizio Caverzan rivela quest’oggi sul Giornale delle indiscrezioni pazzesche: è a lui che si deve il passaggio di Saviano e Ruffini a La7:
“Se Caschetto non è stato il mediatore ufficiale dell’arrivo di Ruffini nel canale più ‘cool’ del momento, di certo ha seguito la trattativa molto da vicino. E’ lui il pontiere tra Viale Mazzini e Giovanni Stella, ad di La7. Con i suoi artisti un po’ di energia elettrica l’ha portata anche Beppe Caschetto. Magari prendendone una parte dalla centralina di RaiTre. Perché, se in un certo senso, si può parlare del canale Telecom come della RaiTre degli anni Dieci - centrata sull’informazione, di tendenza antiberlusconiana, faziosa anzichenò - in parte lo si deve a lui. Ruffini, Saviano, Formigli, il suo zampino c’è sempre”.
Grazie a Caverzan conosciamo meglio il press agente più discreto del piccolo schermo. Ha 54 anni, è sposato e ha una figlia, Federica, che gli fa da assistente. Vive a Bologna, dove ha sede la sua sua Itc 2000. Progressista, ma di formazione cattolica con esperienza da sindacalista, fu Bibi Ballandi a “instillargli l’idea di fare il manager”, ai tempi di Stasera mi butto: Caschetto era assistente dell’assessore al Turismo dell’Emilia Romagna, che finanziava lo show. E Ballandi scoprì in lui una rivelazione:
Continua a leggere: Beppe Caschetto, Ruffini e Saviano a La7 grazie a lui

Luciano Littizzetto ha fatto del “parlare chiaro” il segreto del suo successo. Il suo monologo di chiusura di Che tempo che fa è l’emblema del dire la propria senza filtri di sorta (se non quello, complice e parodistico, di Fabio Fazio). La tradizione è mantenuta anche quando si tratta di concedere interviste e tirare in ballo gli altri protagonisti della tv nostrana anche senza che l’interlocutore l’abbia stuzzicata chiamandoli in causa. Le parole che faranno sicuramente discutere di più nel suo intervento al Giffoni Film Festival sono quelle indirizzate a Maria De Filippi, matrona della tv commerciale italica:
non c’è niente di male nel boom delle commedie, o nella ricerca di leggerezza, ma non ho problemi a dire per esempio che Maria De Filippi, donna intelligentissima, fa dei programmi schifosi.
C’è posta per te e Amici sono “schifosi”, secondo la Littizzetto, che ce l’ha anche con Bonolis, ospite qualche giorno fa nello stesso festival:
Paolo Bonolis parla di qualità in tv? Suona strano, detto da uno che ha fatto un programma come Peter Pan: gente travestita da Ape Maia che va a schiantarsi contro i pali della strada
e con i colleghi comici:
Lavoro bene con gli stoccafissi come lui (ndr Fabio Fazio). Non potrei mai fare Zelig, anche se Claudio Bisio è un amico: lui è un comico come me, accanto a lui perdo potenza. Non mi piacciono quei comici che devono per forza fare gli scemi, ma non mi piacciono nemmeno i capipopolo. Beppe Grillo? Un saggio, ma nella sua professione c’è stata una pericolosa inversione di rotta e ora è tutto un casino.
Si aprirà una faida di repliche e dichiarazioni incrociate oppure i personaggi chiamati in causa lasceranno correre?