
Chi conosce il format di In 1/2 ora, capirà che parlare di programma sbilanciato per una puntata in onda è abbastanza singolare. In 1/2 ora è un’intervista uno a uno, conduttore e intervistato. Nonostante ciò, si grida già alla par condicio violata per la partecipazione di Nichi Vendola al programma.
Ora. Per cominciare, la par condicio inizia 40 giorni prima della tornata elettorale. Dunque, al momento della messa in onda mancava ancora una decina di giorni all’ingresso del regime della par condicio in tv. E, a parte questo, le motivazioni della Annunziata paiono ragionevoli e sostenute anche da Zavoli - che, a margine, invita, giustamente, all’equilibrio globale -, visto che in un programma simile non si può che trarre un bilancio a fine stagione. E la difesa dell’Annunziata è fatta, semplicemente, di numeri. Ecco parte del contenuto della sua lettera.
Le presenze degli ospiti sono finora a favore del governo […] secondo decisioni della stessa par condicio l’equilibrio di In mezz’ora, per la sua formula del faccia a faccia con il giornalista, va valutato a fine serie. Negli scorsi anni questo equilibrio è sempre stato rispettato. Per quanto riguarda infine la par condicio elettorale, che ha regole diverse dalla ordinaria, scatta 40 giorni prima del voto, cioè dall’11 Febbraio. Per In mezz’ora da domenica 14.
Del resto, la querelle ci fu anche l’anno scorso. Come andò a finire?

Si avvicinano le Elezioni Regionali 2010, si avvicina, per la tv, la par condicio. E così, Sergio Zavoli scrive al dg. della RAI Masi, affinché si mantenga l’equilibrio politico in televisione.
Nella circostanza pare utile ribadire la raccomandazione all’azienda di vigilare perché in questa fase - prima dell’entrata in vigore, 45 giorni prima, della disciplina per la comunicazione politica nei periodi elettorali - venga assicurato il dovuto equilibrio nell’assegnazione degli spazi tra diversi schieramenti e candidati. In questo senso ho già scritto una lettera al prof. Mauro Masi, direttore generale della Rai.
Nella fattispecie, poi, Zavoli parla di un’idea della Annunziata (che è nell’occhio del ciclone in questi giorni, ma ha reagito con veemenza: ne daremo conto a breve), che vorrebbe dedicare spazio alle Regionali. Sarebbe bello, diciamocelo, vedere politici parlare, per una volta di politica. Non in talk, non in programmi di infotainment, ma in una tribuna politica seria. E’ ancora possibile?
Continua a leggere: Sergio Zavoli - Una lettera per chiedere imparzialità in RAI
Ieri, Marcello Dell’Utri era intervistato da Lucia Annunziata a In 1/2 ora. La maggior parte dei telespettatori, verosimilmente, ha visto regolarmente la trasmissione, in cui Dell’Utri non ha fatto che confermare posizioni e dichiarazioni già note: Mangano-eroe. Berlusconi accusato ingiustamente. Stampa che monta il caso.
Il che, di per sé, non sarebbe una notizia. Non più di tutte le dichiarazioni che si susseguono in questi giorni a proposito delle esternazioni del pentito Spatuzza e di tutti i commenti relativi e imprescindibili, inclusi quelli sul reato di concorso esterno in associazione mafiosa.
La notizia però è che l’intervista a Dell’Utri della Annunziata, in Sicilia, sul segnale analogico non è stata mandata in onda. Al suo posto, come rilevano e testimoniano gli utenti del forum HWupgrade.it, è stata mandata in onda la partita di calcio Catanzaro-Siracusa, mentre sul DTT andava regolarmente in onda In 1/2 Ora. In Sicilia, lo switch off non è ancora stato effettuato. Stessa storia anche nelle Marche, con la trasmissione della partita di calcio Sambenedettese-Fermana. La cosa pare quantomeno abbastanza singolare e va segnalata. Ci si aspetta un chiarimento dalla RAI, tuttavia, come ci segnalano, non può che rifarsi a specifiche ordinanze delle varie prefetture che possono decidere di modificare la messa in onda di partite di calcio a rischio ordine pubblico (sic).
Ovviamente ci aspettiamo che voi lettori ci segnaliate se nella vostra zona il programma è stato mandato in onda regolarmente o se avete assistito a episodi analoghi.
Dopo il salto, tutta l’intervista.



Continua a leggere: Dell'Utri a In 1/2 ora - Intervista censurata in Sicilia (e altrove)?

Michael Moore sta facendo promozione per il suo ultimo documentario, Capitalism: A love story (ecco la recensione di Cineblog)- il trailer, potete vederlo dopo il salto. E magari, spiegare al sottoscritto perchè, nella versione italiana, abbiano tolto Sicko e lasciato solamente Bowling for Columbine, Fahrenheit 9/11, sotto la dicitura “dal regista di” - e oggi è stato ospite di Lucia Annunziata nel programma In 1/2.
Il regista, che ha portato al cinema una serie di documentari dal linguaggio decisamente televisivo, si è mostrato in tutta la sua irriverenza. Un’irriverenza amata dai fan e odiata dai detrattori: è difficile che Michal Moore resti indifferente a qualcuno. A voler essere obiettivi, è necessario ammettere che i suoi lavori sono spesso estremamente interessanti, ben fatti, accattivanti, ma che a volte, per arrivare a tutti, rischiano di peccare di approssimazione e di un minimo di strumentalizzazione. Ma il fine - di Moore - giustifica i mezzi: il suo nemico fa della strumentalizzazione l’arma vincente.
Oggi, a In 1/2 ha parlato anche di Obama e Berlusconi e del loro presunto rapporto fraterno.
Continua a leggere: Michael Moore a In 1/2 ora - Dal capitalismo a Obama a Berlusconi
In un piccolo trafiletto di spalla del Corriere della Sera di oggi (pag.41) leggo che Lorena Bianchetti ex signora di Domenica In passerà con Milo Infante alla conduzione di Italia allo specchio che probabilmente ritornerà a chiamarsi l’Italia sul due. Mette però le mani avanti il CdS che scrive:
Anche se per il momento il direttore di RaiDue Massimo Liofredi preferisce non sblilanciarsi sul nuovo promeriggio della rete, la conferma ufficiale dell’inedita coppia dovrebbe arrivare a breve.
Anche Monica Setta dovrebbe essere ripescata dall’oblio di Domenica In e avere un programma tutto suo che anticiperebbe Italia allo specchio. Secondo Libero-News il nuovo programma che si chiamerà Oggi alle due e partirà intorno alle 13.50, subito dopo il TG2 Costume e società e durerà cinquanta minuti. Il taglio sarà stile In mezz’ora di Lucia Annunziata. Seguirà la coppia Bianchetti/Infante il nuovo Scalo76 Talent condotto da Lucilla Agosti e Alessandro Rostagno.
Insomma, Liofredi che fino a qualche mese fa era capostruttura proprio a Domenica In, dopo la e recente nomina a direttore di RaiDue, non lascia le Del Noce Girls orfane di trasmissione. Nessuna indiscrezione trapela, per ora, sul destino di Francesca Senette attesa nei prossimi giorni da Liofredi per decidere sul suo prossimo destino televisivo.
Il pubblico televisivo si lascia influenzare, politicamente, più da Massimo Giletti che da Michele Santoro. L’avreste mai detto? E’ quanto emerge da uno studio promosso dal quotidiano online Affari Italiani su un campione di oltre 1500 elettori ed elettrici sparsi in tutta Italia. Programmi come “Mattino 5″ e “L’Arena”, sono più penetrativi, dal punto di vista dell’opinione politica, di tribune specifiche come “Anno Zero” o “Ballarò”. il che mi sembra molto interessante, soprattutto se pensiamo alla realtà attuale.
Vediamo questi risultati nello specifico, prima di addentrarci in ipotetiche valutazioni:
Tutto ciò è spiazzante, se pensiamo a quale cruenta e inelegante (il più delle volte) guerra si scatenino addosso gli uni contro gli altri i programmi di informazione prettamente politica. La realtà dei fatti dice un’altra cosa: cioè che è il re è nudo e che la gente preferisce un minimo addormentamento del cervello a una critica consapevolezza della ragione. Costruirsi un’opinione politica grazie a trasmissioni come “L’Arena” o “Buona Domenica” dovrebbe essere un crimine di Stato: fuori di iperbole, è probabile, anzi quasi certo, che l’elettore medio altro non faccia che rispondere a un cliché, cioè quello di un individuo scarsamente coscienzioso e dedito alla cura di se stesso piuttosto che della comunità. Chi è allora che guarda le tribune politiche? Ad occhio e croce chi dispone già di un’idea politica solida, in una direzione o in un’altra: costui non si farà condizionare da chicchessia, giornalista, opinion leader o politico che sia.
Anche perché c’è un ulteriore dato che emerge dallo studio di Affari Italiani e che sconfessa completamente quanto spesso e volentieri ci diciamo tra di noi o scriviamo nei nostri articoli: alla maggior parte degli italiani intervistati, la “casta” giornalistica piace. I vari Vespa, Santoro, Floris e compagnia cantando sono graditi dal maggior numero degli interpellati.
Giornata di presentazione dei palinsesti autunnali Rai: seguendo i link potete trovare quelli di RaiUno e RaiDue.
Autunno caldo e senza scossoni per RaiTre il cui palinsesto è stato presentato oggi a Roma e Milano da Sipra assieme a quelli di RaiUno e RaiDue. Purtroppo un appunto va fatto: in tutta la presentazione non è stato fatto accenno alla tv dei ragazzi nè a come la rete intenda riservare uno spazio ai più piccoli, attraverso conferme o novità, che a questo punto risultano tagliati malamente fuori dal palinsesto di oggi.
Riconfermati Che tempo che fa con gli speciali e Parla con me. Dunque in campo scendono Fabio Fazio, Serena Dandini, Luciana Littizzetto, Paolo Rossi, Antonio Cornacchione, Antonio Albanese, Dario Vergassola, Enrico Bertolino, Licia Colò, Fabrizio Frizzi, Camila Raznovich, Neri Marcoré. Mentre per la divulgazione culturale e scientifica restano in sella Alberto Angela, Carlo Lucarelli, Sveva Sagramola, Philippe Daverio.
Ma RaiTre punta anche alla informazione di servizio ed ecco che assumono rilievo “Buongiorno Regione”, curato dalle redazioni regionali avviato lo scorso anno prima in quattro regioni e ora esteso a tutto il territorio nazionale, programmazione che ha fatto portare a casa buoni risultati nella fascia 7,30-8,00.
La si ama e la si odia: è come le diete, Ilaria D’Amico. Vuoi avere a che fare con lei solo quando è strettamente necessario: dopo le partite, per esempio, se quello è l’unico sistema per sentire le voci dagli spogliatoi; oppure la ami, e allora bene ti viene, perché è bella, anzi di più e questo, fatalmente, viene prima, molto prima, almeno in Italia è così, dell’effettiva bravura o meno.
Intervistata da La Stampa, la conduttrice di Sky Calcio Show ed Exit (La7), ha fatto un bilancio della stagione televisiva che ha forse più fatto parlare di lei. La consacrazione su Sky, in un anno di importanza strategica epocale per la piattaforma di Murdoch (moltissimi degli spot mandati in onda per promuovere nuove iniziative, artisti e canali avevano il volto di Ilaria come testimonial) e il discreto successo del suo talk show su La7, impreziosito dall’ospitata rumorosissima di Beppe Grillo.
Partiamo proprio dal guru genovese:
“Un’occasione persa. Beppe ha reiterato la politica del vaffanculo. Mi aveva promesso di accettare il contraddittorio. Credo desiderasse davvero andare oltre il monologo, ma è rimasto vittima del suo personaggio. Non potevo non chiedere scusa all’azienda. Mi ha accusata di ‘zerbinismo’? Mi conosce e mi stima. Ci sono cose che si dicono e cose che si pensano. Nel blog ha voluto compiacere il suo popolo. Quando ci rivedremo, lo ammetterà. Se non sarà così, io avrò sopravvalutato lui e viceversa”.
Modelli a cui ispirarsi:
“Fabio Fazio e Lucia Annunziata. Fazio è bravissimo ad ascoltare, l’Annunziata sa andare oltre l’ostacolo. E poi Giovanni Minoli: Mixer ha fatto scuola”.
Calcio. Inevitabilmente: la signora della domenica è tale mica per caso. Mourinho:
“Non lo venero, ma senza lui staremmo tutti peggio. Il suo pregio e difetto è l’egocentrismo. Lo spinge a rischiare, ma anche a essere poco lucido. Aveva messo in preventivo le critiche personali, che lo esaltano: non quelle tecniche dei 54 milioni di allenatori italiani. Si è tranquillizzato solo dopo aver vinto”.
Sabina Guzzanti torna a imitare Lucia Annunziata. Annozero, che ha visto due settimane fa l’abbandono dello studio della giornalista di “In Mezz’ora” accusando Michele Santoro di aver impostato la trasmissione in modo troppo filo-palestinese.
L’occasione è ghiotta e rieccola, dopo l’intervento nelle vesti di Silvio Berlusconi, a parlare di “baletti” e di “bianco e nero”, legata con le corde alla sedia “per non avere la tentazione di scappare via”. Vediamoci questi due video, più satirici che comici, pubblicati alcune ore fa su Youtube. Annozero, non ce la stiamo a raccontare, cavalca la polemica e lo “scandalo” con una furbizia notevole.
Proprio il 16 gennaio, il giorno dopo il colpo di scena della fuga dallo studio, Sabina Guzzanti sul suo blog dedica un articolo dedicato ai massacri a Gaza di Uri Avnery, pubblicato sul Manifesto “A Lucia”, mentre il Corriere della Sera avrebbe fatto passare una sua dichiarazione di sostegno a Santoro riportandola come se fosse quasi il suo esatto contrario:
“La reazione di Santoro e’ stata troppo emotiva, anche se comunque non mi unisco al coro delle condanne”.
Continua a leggere: Sabina Guzzanti imita l'Annunziata ad Annozero
La tempesta perfetta, così si potrebbe definire l’ondata di critiche che in queste ore stanno coinvolgendo Annozero e il suo conduttore Michele Santoro dopo la puntata di ieri, tema il conflitto in corso nella Striscia di Gaza. Tutto è partito con il litigio in diretta proprio fra Santoro e Lucia Annunziata, ospite della trasmissione. Secondo la Annunziata la trasmissione era troppo schierata, l’unico punto di vista rappresentato sarebbe stato quello palestinese, con grave pregiudizio di Israele, la controparte nel conflitto.
La reazione di Santoro è stata piuttosto stizzita, con tanto di accusa di parlare per “acquisire dei crediti nei confronti di qualcuno“, al punto che la Annunziata ha abbandonato la trasmissione senza che il conduttore facesse molto per trattenerla. Dopo il continua potete vedere il video dello scontro fra i due. Questo episodio è stato solo l’antipasto della valanga di critiche cadute su Annozero. Il Presidente della Camera Gianfranco Fini ha parlato di “il livello di decenza superato“, Gideon Meir, Ambasciatore di Israele ha inviato una lettera alla Rai in cui parla di “spettacolo vergognoso che provoca sconcerto“. La sua missiva ha trovato immediata risposta da parte dell Presidente della Rai Petruccioli che preannunciando sanzioni nei confronti della trasmissione:
La trasmissione Annozero di ieri sera merita critiche severe. Ma non per mettere sotto accusa un modo di far televisione; bensì per indurre tutti, di fronte a un conflitto così doloroso, a non cadere più in errori del genere. Con questo spirito mi impegno affinché la Rai svolga sempre meglio la sua essenziale funzione; e sottoporrò queste riflessioni alla valutazione del Consiglio di Amministrazione mercoledì prossimo.
Paolo Romani, sottosegretario con delega per le Comunicazioni ha espresso i propri giudizi sui giornalisti che si occupano degli approfondimenti informativi in RAI.
Romani boccia senza possibilità d’appello Marco Travaglio, salva Michele Santoro, promuove a pieni voti Giovanni Floris e rimanda Lucia Annunziata, che definisce a volte di parte.
Il giudizio più veemente e negativo è - manco a dirlo - per Travaglio. Ecco Romani:
è inammissibile, a mio avviso, come figura inquadrata in un servizio pubblico.
Pronta la replica di Claudio Petruccioli, già nell’occhio del ciclone per le sue dichiarazioni a proposito di un direttore unico per tutti i TG RAI e per lo spostamento di Primo Piano. Il Presidente del cda RAI in carica scrive al sottosegretario lamentando le esondazioni della politica nel mondo della televisione.
Lamentela che avrebbe anche un senso in un Paese normale con un assetto televisivo normale. Ma in Italia l’anormalità è prassi, e il servizio pubblico, con il consiglio d’amministrazione in scadenza di mandato e il colore politico del governo modificato dalle recenti consultazioni politiche, non è altro che una banderuola pronta a soffiare in direzione del vento più forte. Non è un problema di oggi, sia chiaro, non nasce hic et nunc. E’ un cancro ben radicato che si porta appresso le inevitabili metastasi e che infesta la RAI da sempre, con il risultato di una tripletta di canali, quelli pubblici, ingessata e vittima impacciata degli eventi.
Intanto, per gradire, il Tg1 proclama uno sciopero - il 4 o il 5 giugno - per protesta contro il nuovo piano editoriale sull’offerta informativa.
Continua a leggere: Paolo Romani dà i voti ai giornalisti RAI. E Claudio Petruccioli replica
Sembrava una separazione momentanea a causa delle elezioni politiche, quella tra Giuliano Ferrara, direttore de Il Foglio e volto di La7, e il programma di approfondimento Otto e mezzo. Non è così: il giornalista ha annunciato ieri ai vertici della rete la sua decisione di non tornare a condurre il programma che l’aveva visto prima al fianco di Gad Lerner e poi Luca Sofri, Barbara Palombelli e, negli ultimi anni, di Ritanna Armeni (attualmente alla guida della trasmissione con Lanfranco Pace). Una scelta che deve aver stupito parecchio la direzione di La7, oltre che molti degli spettatori abituali di Otto e mezzo.
Come ricorderete, la scelta (obbligata) di Ferrara risale al periodo pre-elettorale, da quando cioè il giornalista era sceso in campo con la sua lista “Aborto? No grazie”. Inizialmente Ritanna Armeni aveva preso le redini della trasmissione in solitaria, ma era poi stata affiancata dal giornalista Lanfranco Pace. Questo aveva fatto presupporre un “ritardo” nel rientro di Ferrara, probabilmente rinviato a dopo la pausa estiva, ma non di certo un suo abbandono totale del programma.
E ora? La questione è complessa. Sul Corriere si ipotizza una possibile futura conduzione di Lucia Annunziata, attualmente al timone di In 1/2 ora su RaiTre, ma qualcuno fa addirittura il nome di Daria Bignardi (ipotesi che sinceramente pare campata in aria, ma chissà). Lo scenario più probabile francamente pare quello di una pausa del programma, in vista di un ripensamento di Ferrara o di uno stop definitivo. In ogni caso, un vero peccato che un approfondimento serio e interessante come quello di Otto e mezzo venga a mancare.
Continua a leggere: Ferrara e Otto e mezzo: è un addio, non un arrivederci