
Tempo di bilanci di fine anno anche per il direttore generale della Rai Lorenza Lei che oggi in un lungo colloquio con Paolo Conti pubblicato sul Corriere della sera, ha parlato della sua direzione, passata, presente e futura. Davvero interessanti alcuni passi di questa lunga intervista che vanno a toccare, oltre che questioni tecnico-economiche che riguardano il bilancio dell’ente pubblico radiotelevisivo, anche questioni che interessano direttamente ciò che va in onda in Rai, a partire da un intendimento che riguarda la “lunghezza” dei programmi d’intrattenimento di prima serata. Una proposta quest’ultima che sarebbe davvero utile e che guardiamo con estremo interesse, viste le durate monstre di queste trasmissioni di prima serata che partono sempre più tardi e terminano di conseguenza in orari quasi notturni e che in pratica si “mangiano” la seconda serata, ormai praticamente quasi sparita, per non parlare della terza. Un’idea questa di accorciare i programmi di prima serata che permetterebbe anche di far nascere nuove proposte per la seconda. Ma ecco cosa dice la Lei a questo proposito :
“Con la costituzione della direzione intrattenimento abbiamo posto le premesse per la realizzazione di un nuovo modello editoriale produttivo…Puntiamo a slot da un ora/settanta minuti: andrà a vantaggio dei canali che ritroveranno seconde e terze serate”
A proposito dei “divi” e dei loro compensi ecco cosa dice il direttore generale della Rai :
“I divi ci saranno, ma con loro anche le immagini e non solo lo studio. Basta studi sontuosi, pensiamo a collegamenti esterni per raccontare l’Italia e aprire finestre sul mondo. In un buon progetto poi l’artista è coinvolto nella strategia e nei costi.”
Sul nuovo canale “All News” in arrivo :
“Il canale nascerà con l’accorpamento di Rai News, Televideo e la parte giornalistica di Rai Italia. Offrirà informazione continua nazionale, regionale, internazionale e sarà di supporto agli approfondimenti giornalistici delle singole testate e dei canali”
Questione fiction e cambiamenti in arrivo :
“Anche qui riordineremo il modello produttivo. In quanto alle storie di attualità, punteremo sulla famiglia, sui suoi valori e problemi, sul dialogo genitori-figli, senza abbandonare la tradizione della grande fiction storica”
Si parla anche dell’aumento del canone :

Pochi giorni fa si erano diffuse le voci di una bocciatura arrivata per una “striscia informativa quotidiana” condotta da Lucia Annunziata su RaiTre da parte dei vertici di Viale Mazzini. Da stasera, a sorpresa, il programma andrà in onda. S’intitolerà “La Crisi” e manterrà il marchio di “In mezz’ora”, la trasmissione condotta dalla giornalista sulla terza rete Rai con cadenza settimanale. Durerà in realtà soltanto 20 minuti, andando a sostituire Sabrina vita da strega che da tempo regalava un pessimo riscontro auditel, e sarà seguito dai 10 minuti di Blob che anticipano la soap Un posto al sole.
La Annunziata, da uno “studio” molto particolare (la hall dell’Hotel Colonna che può godere di una vista su Montecitorio), analizzerà i fatti del giorno seguendo da vicino la crisi, politica e finanziaria, che sta mettendo a dura prova il nostro paese. Di Bella, direttore di RaiTre, ha scelto di affidarsi ad giornalista già nota con una spendibilità televisiva certa per rinforzare gli spazi informativo della sua rete.
Una scelta potenzialmente azzeccata, sperando che la Annunziata possa fornire un punto di vista comunque differente rispetto al piattume che domina in tv (ma anche sui giornali) da quando la crisi ha iniziato a mostrare il suo volto più feroce. L’avvio del programma così repentino rende ancora più curiose le dichiarazioni di Antonio Marano, vice direttore generale, che aveva parlato di un “esperimento” da effettuare “alla chiusura del periodo di garanzia primaverile, per poterlo adeguatamente testare“.
Siamo di fronte al primo segnale che la morsa berlusconiana sulla tv pubblica si sta allentando?

La voce è stata diffusa in giornata dal responsabile cultura e informazione del PD Matteo Orfini: “A quanto pare la Rai avrebbe bocciato la proposta del direttore Di Bella di una striscia informativa quotidiana immaginata per le ore 20 con la conduzione di Lucia Annunziata. La decisione sarebbe stata presa dal direttore generale“.
Orfini fa seguire la più ovvia delle tirate contro la Rai soggiogata dal Governo ad una logica che non ha nulla a che vedere né con il pluralismo dell’informazione né con il conseguimento di buoni risultati d’ascolto per le sue tre reti generaliste. Del tutto condivisibile. Lorenza Lei non si scomoda a replicare, ma arriva in sua vece l’immarcescibile Antonio Marano che smentisce così:
La Rai non ha bocciato alcuna ’striscia informativa quotidiana per le ore 20 su Rai 3′, già in estate il Marketing Rai aveva effettuato una serie di analisi per capire i flussi dei telespettatori dalle reti Rai verso altri competitor. I risultati avevano evidenziato come il numero maggiore di telespettatori migrasse da Rai3. Si evidenziò quindi la possibilità di realizzare un programma di interviste da trasmettere in estate. Cosa che poi non fu fatta. E’ chiaro che l’analisi del Marketing resta tuttora valida. Non a caso, con il Direttore di Rai3 Di Bella, si è valutata la possibilità di effettuare questo esperimento alla chiusura del periodo di garanzia primaverile, per poterlo adeguatamente testare. Pertanto non vi è alcuna controindicazione se non il rispetto delle tempistiche e dell’offerta informativa complessiva della Rai.
La sottolineatura sulla perdita di ascolti di RaiTre è fondamentalmente inutile ai fini della smentita della notizia della bocciatura, una stilettata così tanto per dimostrare amore per la terza rete che Marano dovrebbe contribuire ad amministrare. Fra l’altro si tratta di una smentita che lascia molto in sospeso.
Se “con Di Bella si è valutata la possibilità di effettuare questo esperimento” sarebbe il caso di muoversi tenendo conto che la fascia oraria è mal presidiata da un telefilm che non ottiene grandi risultati e la Rai ha ormai una cronica mancanza di “voci fuori dal coro” (si potrebbe pensare anche a qualcosa di nuovo che non sia la Annunziata, magari) nella sua malandatissima informazione. Dai Marano, sei pagato per quello.
RaiTre - Deve fare in fretta, la Rai di Lorenza Lei. Perché c’è da decidere chi si accomoderà sulla poltrona di direttore del terzo canale dopo che la migrazione di Paolo Ruffini a La7 sarà completata. Anche perché è vacante anche la poltrona di vicedirettore (Silvia Calandrelli è diventata vicedirettrice di Rai Educational).
Fra voci di corridoio e articoli, ecco una serie di ipotesi.
Lucia Annunziata
Già direttore del Tg3 (1996-1998) e Presidente RAI (dal 13 marzo 2003 al 4 maggio 2004. Fu la seconda donna presidente, dopo Letizia Moratti), la Annunziata non è certo un volto gradito al premier Silvio Berlusconi, con il quale ebbe un duro diverbio in una storica puntata di In 1/2 ora (era il 13 marzo 2006: Berlusconi lasciò il programma). Ma ha avuto i suoi bravi scontri anche con Paolo Ruffini e con Michele Santoro (la Annunziata abbandonò lo studio a sua volta).
Carlo Freccero
In pole secondo Dagospia. Freccero è il nome più interessante. Forse anche il meno probabile per molti motivi, ma sicuramente il più interessante.
Fu direttore dei palinsesti di Canale5 e Italia1, poi curatore della programmazione di Rete4 (1982, proprietà Mondadori ancora non berlusconiana); nel 1986 passa a La Cinq (in Francia) e nel 1991 è direttore di Italia1. Poi diventa consulente Rai (1993), responsabile della programmazione di France2 e France3 e quindi (1996-2002) direttore di Rai2. Ora è confinato su Rai4. E’ stato autore di Rockpolitik
E ancora.

Ieri, Lucia Annunziata ha realizzato un’intervista all’ex numero due del regime libico Abdessal Jallud che, fuggito da Tripoli venerdì scorso, si è rifugiato in Italia (senza che nessuno abbia sollevato qualche obiezione, o perlomeno qualche domanda a proposito di questa fuga e rifugio nel nostro Paese). Jallud ha fatto alcune considerazioni sulla possibile fine di Gheddafi.
L’intervista, a stralci nei Tg, è stata trasmessa in versione integrale da RaiNews (che verosimilmente la replicherà nel corso della giornata) e in seconda serata da RaiTre (senza che fosse in alcun modo annunciata. Ha fatto 837.000 telespettatori per il 6,54% di share).
Jallud ha dato la sua versione dei fatti libici: La guerra non è fra due eserciti ma fra due volontà.
Ha ipotizzato una fine degli scontro fra una o due settimane, e ha ipotizzato un accordo internazionale per una fuga di Gheddafi. Ma dove potrebbe rifugiarsi, l’ex dittatore libico? Da Chavez? O - fantapolitica suggerita tra il serio e il faceto da Polisblog - in Italia? Vedremo. Il video dell’intervista della Annunziata - con la Rai che torna a fare un po’ di servizio pubblico una volta ogni tanto - non è ancora disponibile su YouTube ma si trova in streaming su Rai.tv

RaiTre. Dopo l’ufficializzazione dell’approdo di Paolo Ruffini a La7 ad ottobre inizia, ovviamente, il giro di valzer di nomi per la successione.
Fra le voci che si rincorrono, ecco i personaggi in pole position.
Si parte da Maria Pia Ammirati, che ha dalla sua l’essere in azienda dal ‘92 e l’essere, attualmente, vicedirettrice di RaiUno.
Poi Lucia Annunziata, la giornalista, già ex presidente Rai, conduttrice di In 1/2 ora che proprio recentemente è stata protagonista di una forte polemica con Ruffini (poi chiarita) e con la Rai, dalla quale aveva rassegnato le dimissioni.
Quindi, due nomi molto popolari fra tutti coloro che seguono le disavventure del Cda Rai: i due consiglieri di minoranza Giorgio Van Straten e Nino Rizzo Nervo (in quota Pd).

Rai. Lucia Annunziata si dimette. Non farà più In 1/2 ora.
Le parole della giornalista non lasciano dubbi: un altro pezzo del servizio pubblico si stacca e se ne va, rendendone ancor più evidente la deriva, che sembra ormai inarrestabile. C’è solo da chiedersi chi sarà il prossimo, a questo punto. E ce lo si chiede con una certa preoccupazione. Ecco le parole, lapidarie, con cui la Annunziata pone fine ai suoi anni in Rai:
Il direttore Paolo Ruffini lunedì 27 ha comunicato in comitato editoriale-aziendale di ritenere impossibile continuare a lavorare con me dopo la mia intervista al Messaggero ed ha chiesto alla Rai la possibilità di trasferirmi su altre reti. Ho preso atto ed ho presentato questa mattina le mie dimissioni al direttore generale Lorenza Lei. Il dg mi ha chiesto se poteva trovare altre strade. Ho detto no, le mie dimissioni sono definitive.
La Annunziata era già entrata in polemica con Ruffini al momento della presentazione dei palinsesti Rai, visto che il suo programma era assente dalla brochure ufficiale di RaiTre. L’azienda si era scusata. Ma l’intervista rilasciata al Messaggero il 22 giugno scorso aveva lasciato presagire che non ci fosse proprio niente di risolto. Anzi.
Il mio programma va in onda da sette anni. E da sette anni è sistemato lì senza attenzioni. Come una riserva indiana
aveva dichiarato la giornalista al quotidiano romano. E non si era certo fermata lì. Anzi, dalla sua riserva indiana aveva mostrato di non aver alcuna intenzione di sotterrare l’ascia di guerra e fumare un calumet della pace.

C’è troppo Silvio Berlusconi nei Tg. E’ la conclusione dell’Autorità garante per le comunicazioni. Dopo aver esaminato i dati del monitoraggio sul pluralismo politico, l’AgCom ha riscontrato un’obiettiva sovraesposizione del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.
L’ente di controllo ha anche
riscontrato che nel tempo di parola (criterio prevalente di verifica) si nota ancora un qualche squilibrio, nonostante nell’ultima settimana siano stati sensibilmente riequilibrati sbilanciamenti precedenti.
Sul tempo di notizia, invece, l’AgCom chiede ai media di prestare
maggiore attenzione alla rappresentazione equilibrata di tutti i punti di vista, specialmente fra le opinioni delle forze politiche di maggioranza e quelle di opposizione. Nel tempo di notizia vi è un’obiettiva sovraesposizione del Presidente del Consiglio, il quale, oltre tutto, è direttamente parte nelle elezioni amministrative in quanto capolista a Milano.
Infine, due richiami alla Rai. Uno per Qui Radio Londra del 19 aprile (Ferrara chiese l’intervento di Napolitano contro alcuni magistrati accusati di eversione). L’altro per Potere del 18 aprile, condotto da Lucia Annunziata.

Mauro Masi bacchetta i direttori di Tg2 e Tg3 e li richiama al rispetto della par condicio.
I richiami del d.g. Rai - che non conferma e non smentisce la sua partecipazione alla prima de Il mio canto libero, che pure potrebbe slittare ancora - arrivano a Bianca Berlinguer (Tg3) e Mario De Scalzi (Tg2), ma non per questioni che riguardano direttamente i tg, ma per programmi che afferiscono alla loro sfera di controllo.
La Berlinguer si prende un doppio richiamo. Il primo per la puntata di Potere che Lucia Annunziata ha dedicato alla magistratura. Ospiti in studio: i magistrati di Milano Pierluigi Davigo e Armando Spataro, insieme all’ex ministro della Giustizia della Lega, Roberto Castelli. Il secondo per l’ultima puntata di Ballarò, in cui erano ospiti, fra gli altri, il Ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini e il vicesegretario del Pd Enrico Letta. Si parlava di scuola.
Sconcerto dei due conduttori: la Annunziata dice che “La lettera contiene, senza ulteriori specificazioni, un richiamo ai dettami generali previsti dalla par condicio. Vorrei però far notare che in quella puntata non ci sono stati sbilanciamenti, visto che i due giudici sono figure istituzionali e quindi al di fuori della par condicio”.
Floris, dal canto suo, ribatte a Masi: “La puntata è stata corretta ed equilibrata: l’hanno vista in tanti e chi non l’ha vista può farlo su Internet. Tra l’altro non sono stato nemmeno sentito dall’azienda: non credo che un richiamo possa essere varato senza sentire la parte in causa”.
A De Scalzi, invece, bacchettata singola, ovviamente per Annozero. E anche qui, non si capisce bene il perché.
Continua a leggere: RAI - Mauro Masi richiama Tg2 e Tg3 per Santoro, Floris e Annunziata

Oggi niente consueta puntata di “In 1/2 h“. La trasmissione di Lucia Annunziata avrebbe dovuto collegarsi in diretta dagli studi di Radio Padania. Obiettivo? Parlare dell’attuale momento politico del paese dal punto di vista del Carroccio, soprattutto andando a tastare gli umori della base leghista sul Rubygate e sullo stallo parlamentare del federalismo. La trasmissione è saltata dopo il rifiuto all’ultimo momento del direttore, l’europarlamentare Matteo Salvini che pure aveva autorizzato il collegamento, di dare seguito al suo impegno.
A quanto pare i malumori dell’elettorato leghista stanno iniziando a filtrare, si ritiene più opportuno non rischiare che emergano posizioni contrastanti che potrebbero compromettere la compattezza del partito in un momento così delicato, con le elezioni che incombono. Lo stesso Salvini ammette che la scelta, di cui si è assunto la piena responsabilità, è dettata dalla prudenza:
La nostra politica da quindici anni è quella di lasciare i telefoni aperti senza filtro sui temi di politica e di attualità. In questo caso, essendoci la settimana prossima alcuni passaggi delicati in Parlamento, abbiamo preferito rimandare questo telefono aperto ad altra occasione. Ringraziamo comunque Rai3 per l’attenzione che ci ha dato, sarà per un’altra volta.
La Annunziata l’ha presa con una certa sportività, ma ha lanciato ai suoi telespettatori una domanda provocatoria: “Che cosa succede veramente dentro la Lega? Perché temono le opinioni dei loro elettori a briglia sciolta su una televisione nazionale?“

Il Cda della Rai ha approvato i palinsesti primaverili nella seduta di oggi. Poche novità, soprattutto dettate dalle esigenze di collocare i programmi già previsti per le celebrazioni del 150° dell’Unità d’Italia, aldilà di Vittorio Sgarbi al quale vengono assegnate 5 prime serate al venerdì per il suo programma. L’anti - Saviano, il rissoso critico d’arte e politico non sembra la persona più adatta per gestire una trasmissione tv nelle vesti di conduttore, ma certamente c’è curiosità nel vederlo all’opera.
Nei palinsesti spuntano anche due nuove trasmissioni d’approfondimento condotte da due volti noti, Bruno Vespa e Lucia Annunziata. Lo straripante conduttore di Porta a Porta sarà di fronte alle telecamere per dirigere uno spazio in coda alle serate dedicate all’anniversario dell’Unità di Baudo (rinviato dopo i malanni di Pippo) mentre l’editorialista de La Stampa si accaparra la seconda serata del venerdì da fine marzo su RaiTre per una trasmissione dai contenuti ancora non decifrabili che dovrebbe rappresentare “un viaggio fra i poteri“. Ve ne avevamo già parlato.
La presenza dell’Annunziata e di alcune trasmissioni coordinate da Minoli sempre per il 150° tagliano la quarta puntata settimanale di Parla con Me, ma niente allarmi: la Dandini sarà in onda (anche se solo su tre serate) fino al 27 maggio allungando la propria durata di due mesi rispetto alle iniziali previsioni. Nel piano approvato dal Cda spunta anche una trasmissione in access prime time di Maurizio Costanzo su RaiDue, occasione perfetta per un nuovo flop.
La notizia dei tre nuovi programmi d’informazione allarma l’Usigrai, il sindacato dei giornalisti della tv di stato, che annuncia una ferrea opposizione:
Apprendiamo da notizie di agenzia di nuovi palinsesti approvati e nuove proposte di approfondimento giornalistico che la rai intende fare. Confronto zero. Stiamo valutando se tornare in giudizio dopo la condanna dell’azienda per comportamento anti sindacale. Se non si risolve il contenzioso anche contrattuale e previdenziale coi giornalisti delle reti ci opporremo in tutti i modi a queste ulteriori iniziative. Quali contratti e di quale tipologia saranno fatti a chi lavorerà col tandem Vespa-Sgarbi e con Lucia Annunziata? Quale trasparenza ci sarà nel selezionare chi farà parte delle redazioni, dopo che anche il consiglio di Stato si è pronunciato sulla necessità di criteri rigorosi per l’accesso in Rai? Anche con questo nuovo palinsesto viene ignorata la richiesta di maggiori spazi, soprattutto di approfondimento, affidati alle testate giornalistiche.

Alla fine del mese di luglio Lucia Annunziata era ancora priva di un contratto con la Rai per la stagione televisiva prossima, non senza un certa vena polemica aveva sottolineato di rappresentare “un caso aperto” anche se “non ho convocato conferenze stampa per denunciare la situazione“. Alla fine il contratto è arrivato, un rinnovo di un anno per condurre il suo talk show politico della domenica, In mezz’ora, ma anche a sorpresa per ritagliarsi uno spazio in seconda serata.
L’appuntamento con i 30 minuti domenicali di interviste aumentano di frequenza: 40 puntate, presenza sugli schermi per 11 mesi su 12, ma anche la novità di 6 speciali in seconda serata nel tentativo di costruire un “alfabeto politico” per i telespettatori:
Con questi speciali vogliamo riscrivere l’alfabeto politico italiano in un momento in cui tutto sta cambiando. Il mondo politico sta collassando. Noi vogliamo raccontare quello che sta accadendo dall’interno ma anche dall’esterno dei Palazzi del potere, collocandoci dalla parte cittadini e interpretando il loro punto di vista.
Lucia Annunziata annuncia dai microfoni di Radio24 che il suo contratto per la prossima stagione di In mezz’ora non c’è. Almeno, a essere di quelli che vedono sempre il bicchiere mezzo pieno, non c’è ancora. E la Annunziata, un filino polemica (ricordate la sua sfuriata a Annozero? Dopo il salto il video.) ha dichiarato:
Io non ho fatto conferenze stampa in merito, ma il mio caso è aperto.
Non sa neanche, Lucia Annunziata, se il format vivrà vita propria, qualora non le dovessero rinnovare il contratto. E spiega:
Non si sa se vedremo ancora In mezz’ora. Devo rinnovare totalmente il contratto e vediamo che succede. Uno non si sposa con la Rai come si dice, o no?
Vero. Ma in questo periodo strano di epurazioni e repulisti ci manca solo che una delle voci più apprezzate del giornalismo italiano venga fatta fuori impunemente.
Lucia Annunziata si è impegnata anche nella gestione politica della Rai divenendone dal marzo 2003 al maggio 2004 presidente; unica donna con Letizia Moratti che invece lo fu nel 1994.
Continua a leggere: RaiTre, Lucia Annunziata: "Non so se torno"