
“In un festoso locale di Trastevere annunciai alla stampa il mio ritiro dal ring. Da quel momento vedevo allontanarsi un mondo che mi aveva fatto in fretta, senza incertezze. Si allontanava come quando si segue un oggetto al margine della ferrovia e in breve non si può più nemmeno immaginarlo, tanto breve è stata l’apparizione. Tutto era passato in un soffio. I combattimenti con Jack “il toro” e Humez il minatore. I miei liquidatori… Molti avevano trovato scuse per le mie sconfitte incolpando persone a me vicine, ma io no. Mai. Bisogna essere onesti con se stessi”.
Chissà se l’ex Grande Fratello Luca Argentero si renderà conto dell’importanza del ruolo che gli è stato affidato, ovvero quello del pugile italiano Tiberio Mitri, per una miniserie televisiva in due puntate dal titolo Un pugno e un bacio, diretta da Angelo Longoni e prodotta da Cristaldi Film. Per la parte erano già stati provato Raoul Bova e Giorgio Pasotti: alla fine l’ha spuntata l’attore Argentero, che da quando è uscito dalla Casa è diventato un vero e proprio personaggio di culto del cinema italiano, ora prestato al piccolo schermo.
Mitri è stato un grande pugile: tra le sue imprese più prestigiose (nel 1948 vinse il titolo italiano dei pesi medi e nel 1949 conquistò quello europeo) ci fu lo storico incontro valido per il mondiale contro il grande Jake La Motta, anche lui interpretato (però sul grande schermo) in un’altra celeberrima pellicola di Martin Scorsese con Robert De Niro, Toro scatenato. In quell’occasione Mitri perse ma sulla lunghezza di 15 riprese e molto onorevolmente. Inquietante la sua morte: travolto da un treno a Roma.

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Antonella Clerici ha deciso di non farsi mancare nulla nella prossima edizione di Sanremo 2010: accanto a lei, secondo le rivelazioni di Tommaso Gandino su Diva & Donna (nr.45), anche Raoul Bova (reduce da Intelligence) e Gabriel Garko i due bellissimi della fiction. Accanto al duo angelico anche Luca Argentero, di cui avevamo dato ampie anticipazioni. Insomma, con la Clerici, proprio quel Gabriel Garko che l’ha battuta con l’Onore e il rispetto 2 facendole chiudere Tutti pazzi per la tele. Lei sorniona risponde all’intervista fatta, invece, sempre su Diva & donna da Flora Lepore:
Ma l’anno prima Il sangue e la rosa, sempre con protagonista Gabriel Garko fu punito dalla prima edizione di Tutti pazzi per la Tele. Non è che lui l’anno scorso era cretino e io intelligente. E’ che mancare un risultato a volte è solo frutto della confezione dei palinsesti, di concomitanze avverse, di corsi e ricorsi. Io non mi sento certo una regina quando le cose vanno bene, né una cretina quando non vanno.
Rispetto all’atmosfera che contraddistinguerà il “suo” Sanremo, spiega:
Sarà un “open party”, per i colleghi amici che vorranno parteciparvi. Ma la padrona di casa sono e resto io. Non posso anticipare niente. E’ tutto ancora in fase di progettazione. L’unica cosa che so per certo è che sarà una festa e che i miei vestitti saranno “folli”.
E rispetto alle malignità sostenute dai detrattori che vedrebbero nella presenza dei grandi nomi in affiancamento alla Cleirci solo un sostegno, lei serena risponde:
Il fatto di circondarsi di grandi nomi è per me indice di sicurezza, un arricchimento, non una diminutio. Vuol dire che sono benvoluta e stimata dai colleghi che altrimenti non verrebbero a Sanremo, neanche, ma neanche…
Scaramucce tra ex Gieffini. Cose che succedono, tra professionisti della nullafacenza che, improvvisamente, si vedono proiettati nell’universo del lavoro che conta. Pietro Taricone e Luca Argentero: la Casa li ha resi famosi, più belli e ricchi. Uno, il palestrato campano, ha messo su famiglia con la Smutniak, attirandosi gli strali gelosi di chiunque serbi ormoni maschili in corpo; l’altro, bello e calendariatissimo, nel giro di un paio di stagioni ha girato più film di Al Pacino. Taricone ha da poco abbandonato il set de “La Squadra” e già orfano di RaiTre se la prende - bonariamente s’intende - con il collega, colpevole di risucchiare tutti i ruoli decenti: “Ormai è difficile lavorare. Tutti i ruoli adatti a me se li prende Luca Argentero… Nessun copione per ora all’orizzonte”. Così parlò “O guerriero” in un’intervista al magazine “Vivo”: in attesa di rivederlo sul piccolo schermo nella fiction Rai “Tutti pazzi per amore”, l’ex reality showman anticipa in quale veste lo ritroveremo in televisione: “Faccio cose assurde. Mi metterò a cantare e ballare come un pazzo! Mi cimenterò con brani del mitico Eros Ramazzotti, un ribelle vero”.
Non sarà come essere Luca Argentero, ma è un inizio…
Mentre Miss Italia di Milly Carlucci ha debuttato con un clamoroso flop, Antonella Clerici, un’altra donna a condurre il più importante evento televisivo di RaiUno, fantastica sul suo Festival di Sanremo in un’intervista a Vanity Fair. Smentito il rumor della convivenza coatta di Mazzi e Presta alla direzione artistica del Festival, sarà solo il primo ancora una volta a ricoprire il ruolo, mentre la Clerici si occuperà della direzione televisiva con il contributo creativo di Presta.
Contrariamente alla convinzione che ci sia competizione nel mondo del gentil sesso, la bionda conduttrice vuole attorniarsi di presenze femminili sul palco dell’Ariston:
“Vorrei Michelle Hunziker all’ultima serata. Purtroppo dubito che ce la farà: sta preparando uno one woman show in cui canterà e ballerà. E’ bravissima. E poi mi piacerebbe ospitare Vanessa Incontrada e Simona Ventura, con Simona avevo addirittura pensato di fare il Festival, ma a gennaio ha l’Isola dei famosi. Adoro Luciana Littizzetto. A lei cederei proprio il posto. Se viene, faccio la sua valletta. E poi Laura Pausini. Con lei fare uno show tipo il Milleluci di Mina e Raffaella Carrà. La vorrei più come conduttrice che come cantante, tanto poi la costringerei a interpretare qualcosa di sicuro”.
Insomma, una cosa è certa. Antonellina non vuole al suo fianco un co-conduttore, visto che è un’esperienza che ha già condiviso con il monumentale Paolo Bonolis (poi lei quest’anno è la regina e nessuno dovrebbe oscurarla, giusto?).
Il prossimo Festival di Sanremo l’è ancora da fare. Gli impegni, per così dire, strutturali e d’organigramma, non si esauriscono con la firma di Antonella Clerici. Serve il contorno, serve il “surround”, per restare nella metafora musicale, che è poi quello che acchiappa, quello che rende il piatto invitante, al di là della pietanza stessa. Il nome di Luca Argentero è ormai acclarato. Lo stesso attore, l’unico figlio del Grande Fratello ad essersi concretamente svezzato, è venuto fuori in un’intervista a “Un giorno da Pecora” su Radio2, negando che la trattativa sia conclusa ma confermando l’eventuale piacere di calcare le assi dell’Ariston:
“Per ora è tutta una montatura, ma se mi chiamassero non disdegnerei. E’ stata la boutade di un sito. Quando ero in India, mi ha chiamato addirittura mia madre, per sapere se era vero. Per Sanremo non ho ricevuto nessuna proposta concreta, al momento: però sarebbe divertente. Considero il Festival un evento molto caratteristico e molto ‘nostrano’”.
Al momento Argentero è impegnato con le riprese del film “Eat, pray, love” con Julia Roberts.
Uniti nelle gioie e nel dolore, come nella migliore tradizione familiare italiana. Ma con un “effetto specchio” della serie Brothers and Sisters, di cui sembrano la perfetta incarnazione nostrana. Il clan Izzo, una delle famiglie d’artisti più illustri dello spettacolo made in Italy, ha dovuto affrontare questa settimana la perdita del celebre Renato Izzo, doppiatore italiano a capo di una dinastia di attori e doppiatori tra le più note. Attore negli anni ‘60, aveva 80 anni ed era il padre di Simona (attrice e regista, a sua volta sposata con l’attore e regista Ricky Tognazzi), Rossella (regista, nella prossima stagione de Il ritmo del cuore), Fiamma e Giuppy (doppiatrici).
A far parlare degli Izzo negli stessi giorni è stata un’interessantissima intervista rilasciata da Francesco Venditti al settimanale A (se ne è occupato anche per alcune dichiarazioni sul mondo gay Gossipblog). L’attore, uno dei rari casi di figlio d’arte da parte di madre e di padre, è nato dall’unione tra l’attrice Simona Izzo e il cantante Antonello Venditi. Ora rivela per la prima volta cosa comporta vivere in una famiglia così allargata e ambiziosamente ingombrante:
“Nelle nostre riunioni di famiglia a sorte esce il numerino di uno o dell’altro. Esce il 24? Chi ce l’ha, Francesco! Ti rompiamo il cazzo… Sono un po’ come terapie di gruppo, e come in tutte le terapie di gruppo si finisce a litigare. Se c’è un nodo, arriva al pettine la domenica”.
Di qui, la spregiudicata proposta lanciata da Francesco e che ci sentiamo di caldeggiare: il primo reality su una famiglia di artisti (magari come docu-soap su Sky?):
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Luca Argentero e Myriam Catania, una delle coppie più “fottutamente” autentiche dello spettacolo, si sposano domani a Siena (per ogni dettaglio vi rimandiamo ai più informati amici di GossipBlog). In questa sede preferiamo analizzare il segreto che rende questi due personaggi così dannatamente glamour e credibili, sia insieme che singolarmente.
Partiamo da lui, l’attore cinematografico più inaspettatamente quotato, che è partito come ben sapete dalla televisione commerciale. Il Grande Fratello 3 ne ha consacrato la bellezza, oltre che la telegenia, ma il ragazzo è riuscito ad affrancarsene in pieno (nonostante un calendario all’attivo). E su Vanity Fair, che gli dedica una copertina di vero grido, ammette come gli è riuscito il gran colpaccio:
“Non bisogna criticare chi la scorciatoia la prende, ma chi la crea. Bisogna fotterlo, il sistema. Non nel senso di sovvertirlo, ma di saperlo sfruttare a proprio vantaggio”.
Lui, insomma, dice di essere entrato nella Casa più spiata d’Italia solo perché voleva vincere il montepremi. Allora non ce l’ha fatta, ma i soldi sono arrivati dopo. E con loro il vero amore, ma ancora una volta nella fiction più radical-trash della tv: Carabinieri. Chi l’avrebbe mai detto, che la nuova promessa del cinema italiano e una figlia d’arte con un suo perché come Myriam Catania si sarebbero conosciuti e innamorati in un set spazzatura? Eppure, così è stato:
Continua a leggere: Luca Argentero e Myriam Catania sposi (pure contro il sistema)
Raoul Bova è stato eletto il più bello d’Italia secondo un sondaggio commissionato da Di Tutto (nr.27) a Ekma Ricerche su un campione di 1000 donne intervistate telefonicamente. E dunque non ci resta altro che aspettare il 7 settembre e la sua prossima fiction, Intelligence, targata TaoDue per ammirarlo. Il promo su Canale5 è partito proprio ieri e Bova, come anticipato al Mediaset Night, interpreterà un agente segreto, Marco Tancredi.
La regia è di Alexis Sweet (nel video in alto il backstage e molte interviste), lo stesso regista di R.I.S. e Raoul Bova sarà un ex militare, un parà ingaggiato, a seguito dell’uccisione della moglie, nell’intelligence e per sei puntate vivrà e ci farà vivere ogni genere d’avventura. Nella fiction, costata 16milioni di euro recitano anche Ana Caterina Morariu, Massimo Venturiello e Dino Abbrescia.
Per ritornare al sondaggio è da dire che Bova (17,9%) ha surclassato bellezze maschili quali, Riccardo Scamarcio (10,4%), Alessandro Preziosi (8,6%), Kim Rossi Stuart (5,6%), Luca Argentero (5,1%), Gabriel Garko (4,2%) Tiziano Ferro (3,7%), Stefano Accorsi (3,5%) Fabrizio Corona (2,5%), Daniele Liotti (2,3%), altri (31,8%).
Il Reality Show, signore e signori è un mostro trash o la rappresentazione aspra della nostra realtà? Una domanda totale cui proveranno a rispondere questa sera i ragazzi di Studio 254, l’accademia romana di spettacolo e comunicazione fondata dal giornalista e celebre autore televisivo Cesare Lanza (La Talpa, Questa Domenica, Domenica In, La Fattoria): presso il Teatro Sala Umberto di Via della Mercede a Roma, infatti, gli allievi dibatteranno sul palco, in una sorta di anomala e intrigante pièce a metà tra il teatro sociale e il talk show, di questo fulcro nodale della speculazione filosofica televisiva.
Abbiamo intervistato lo stesso Cesare Lanza, a poche ore dallo spettacolo, entrando nel merito dell’oggetto della rappresentazione da lui ideata e curata:
Come si è arrivati a questa tipologia di spettacolo?
“L’indirizzo che ho cercato di dare alla mia scuola è quello di evitare teorie a mio parere inutili o superflue (basta acquistare qualche libro, per impossessarsi della teoria) e attrezzare, preparare gli iscritti a Studio 254 all’approccio, aspro e imprevedibile, della realtà “vera”. Coerentemente con questa logica, abbiamo evitato il rituale saggio di fine anno riservato ad amici e parenti pronti ad applaudire qualsiasi esibizione e abbiamo preparato uno “show”, mixando con alcune figure professionali: sarà, per quasi tutti, una sorta di debutto, rischioso e significativo, in un teatro tra i più noti di Roma - la sala Umberto - con cinquecento spettatori”
Non a caso il pubblico presente sarà composto da elementi di spicco della tv e del giornalismo. Moderatore sarà Raffaello Tonon. Tra gli ospiti, Paola Perego, Sandra Milo, Alessandro Meluzzi, Anna Pettinelli, Aldo De Luca, Gabriella Germani, Lina Carcuro, Roberto Alessi, Maurizio Mattioli, Floriana Secondi, Milo Coretti, Pasquale Laricchia, Emanuela Tittocchia, Vincenzo Cantatore.
Come si pongono gli allievi della scuola davanti alla pochezza media del concorrente-tipo del Reality Show? Chi studia e si applica può, oggigiorno, sentirsi “minacciato” da chi arriva alla fama in un attimo senza credenziali o talento?
Dai reality sono uscite personalità importanti. Un nome per tutti: Luca Argentero. Tra le linee guida che cerco di trasmettere ai miei allievi c’è questa, che vale anche per la vita: rispetto per tutti, massimo rispetto; paura di nessuno.
Qual è, dunque, la risposta alla domanda delle domande: il Reality è un mostro trash o è la rappresentazione aspra della nostra realtà?
Per me è neorealismo televisivo. I tronisti di Maria De Filippi sono gli sciuscià di Rossellini. E Maria è un genio di oggi come Rossellini lo fu nel dopoguerra. I critici non sanno riconoscere, spesso, la realtà mel mom ento in cui si presenta. Dopo, è troppo facile. Il reality racconta una realtà che non piace, ma comunque realtà: aspra, volgare, rude, brutale… ciò che si vuole, ma realtà. Anche la realtà del dopoguerra non piaceva, anche Rossellini e De Sica furono accolti con malagrazia.
Non è solo la tv generalista a pensare ad iniziative particolari per le festività: anche il palinsesto televisivo di Current (Sky, 130) regala al suo pubblico alcunenovità, esclusive nazionali e internazionali e numerose anteprime tv. Per un Natale all’insegna dell’intrattenimento consapevole, il canale italiano del network fondato da Al Gore propone tematiche alternative e documentaristiche ad alto valore etico e sociale. E soprattutto Current ribadisce la sua natura libera e indipendente, inaugurando sul canale la messa in onda di lungometraggi (anziché i consueti POD - brevi video) che non hanno trovato distribuzione nei tradizionali canali.
S’incomincia infatti il 24 dicembre con un’anteprima TV assoluta: alle ore 21 va in onda “Quarto Sesso”, puntata pilota della fiction pop-art realizzata dal regista Marco Costa, ancora oggi in cerca di distribuzione (della quale a suo tempo ci eravamo dedicati anche noi). Nonostante un cast d’eccezione che vede Claudio Santamaria nel ruolo principale di un Gesù Cristo depresso e disoccupato insidiato dal rivale pagano Apollonio, interpretato da Luca Argentero, pare che la distribuzione di “Quarto Sesso” sia stata penalizzata per le tematiche considerate “sconvenienti”. Current ha deciso di trasmetterlo.
Sempre in quest’ottica e sempre per la prima volta su una rete televisiva, il 25 dicembre alle ore 21 la rete trasmette del regista Simone Damiani, “Torno Subito” il primo film italiano in alta definizione scaricabile gratuitamente solo da internet. Anteprima tv anche il 26 dicembre alle ore 21 con “The Beirut Apartment“, il docufilm di Daniele Salaris sul tema sensibile dell’omosessualità in Libano. Il film rappresenta un importante fenomeno di produzione dal basso – filosofia affine allo User Generated Content di Current – realizzato da Malastrada.film, casa di creazione/diffusione di cinema di ricerca.
Questo bel giovanotto di altri tempi che vedete alla sinistra è ormai un reperto catodico. Si tratta di Claudio Aliotti e i più attempati avventori di questo blog lo ricorderanno come uno storico volto di fotoromanzi. Ovvero uno dei generi più longevi e al contempo retrò della cultura di massa contemporanea, che trovete impeccabilmente ricostruito in un topic ad hoc su Wikipedia. A differenza di altri colleghi, che hanno trovato miglior fortuna nella recitazione di professione - vedi due seduttori navigati come Ray Lovelock e Kabir Bedi o belli di nuova generazione come Alessio Boni e Roberto Farnesi - Aliotti è rimasto legato a quel marchio senza grandi possibilità di svolta (a parte qualche ruolo in film di poco conto). Il suo faccino d’angelo, di una virilità d’altri tempi, è l’emblema di una bellezza innocente, esibita senza scandali né ambizioni.
Se setacciamo l’archivio dei divi da copertina di una volta, noteremo che ognuno ha intrapreso un percorso diverso, ma il fotoromanzo ha rappresentato per molte carriere un grande atto di onestà (un po’ quello che i film erotici d’autore sono stati per le loro muse). Unico requisito ammesso per accedere al tempio del film statico, immortalato sulle pubblicazioni rosa, è sempre stato la bellezza, senza alcun inganno né false autocelebrazioni talentuose. Se questi personaggi avessero avuto delle capacità o no, lo avrebbero dimostrato dopo. Di fronte a uno scatto passionale immortalato dall’obiettivo, l’importante era ostentare seduzione e avvenenza e recitare dichiaratamente con il corpo anziché con la tecnica e la dizione.
Ora voltiamo pagina e guardiamo al presente. A Donna Detective figura nel cast Flavio Montrucchio, che millanta, dopo anni di pregiudizi post-reality, di aver finalmente avuto una grande chance da attore (della serie, le soap come Centovetrine, che davvero ti danno modo e tempo di crescere, ai fini del curriculum sono carta igienica).
Continua a leggere: Fotoromanzi, fiction, reality: la storia (della tv) si ripete
Era una scommessa apparentemente folle, quella di far rivivere a trent’anni dallo sceneggiato cult L’amaro caso della Baronessa di Carini. E invece il grande pubblico di nuova generazione è rimasto nuovamente sensibile al suo fascino.
Gli scettici strabuzzeranno gli occhi, i più cinici faranno spallucce, gli snob spareranno a zero sulla possibilità che si possa ancora guardare una roba del genere. Una cosa è certa: la prima puntata di un remake così ambizioso ha superato ogni aspettativa, sia sulla qualità della regia-fotografia che sulla credibilità interpretativa.
In un’epoca in cui non ci spaventa più nulla e il macabro è all’ordine del giorno (basta fare zapping tra Porta e Porta e Matrix), il rischio di incappare in un prodotto grottesco e poco attuale era dietro l’angolo.
Quando lo sceneggiato in questione andava in onda negli anni Settanta, era responsabile dei sonni agitati di gran parte di quelli che non andavano al letto dopo Carosello. Che saranno stati lì, pronti a giudicare, oppure avranno preferito rinunciare, nel rispetto di un mito di culto di trent’anni fa che non avrebbero mai voluto veder riproposto.
E invece gli ascolti hanno rivelato tutt’altra profezia, riuscendo ad ammaliare letteralmente il telespettatore in virtù di un sortilegio narrativo senza tempo.
Ottima prova recitativa quella di Vittoria Puccini, che dopo averci richiamato alla mente - per i primi minuti - la sua Elisa di Rivombrosa, specialmente quella della seconda serie trapiantata nel verace sud, ha saputo dimostrare che oltre alla gote arrossite e alle leziosaggini da gran dama c’è di più.
Accettare nuovamente una fiction in costume, per un’attrice fortemente condizionata dalla retorica del romanzo d’appendice, è stato sicuramente un atto di coraggio, ripagato da un’interpretazione fortemente espressiva e coinvolgente.
Quanto a Luca Argentero, il richiamo mediatico più forte di questa versione rinnovata, va detto che più di una sbavatura c’era nel modo in cui ha reso il suo personaggio. Se “fisicamente” ha dimostrato di entrare perfettamente nella parte, non si può dire lo stesso per le battute, visto che le sue sono state le più ridoppiate in assoluto con effetti poco incisivi di fuori syncro.
Se in più aggiungete che nelle scene clou lo riprendevano quasi sempre di profilo, sottraendolo a primi piani “schiaccianti”, la sua presenza in video è stata spesso dispersiva e non all’altezza della padronanza scenica della partner. Sarà che il ruolo femminile aveva una consistenza drammaturgica predominante, ma in ogni caso a spiccare sulla scena è stata la Puccini (accanto a un altrettanto godibile Buzzanca).
Continua a leggere: La Baronessa di Carini fa ancora un certo effetto
Per chi l’ha sinceramente apprezzato nelle vesti di fidanzato gay a Saturno Contro, è finalmente il tempo del riscatto televisivo. Luca Argentero torna in tv per la prima grande prova da attore protagonista.
Non stiamo parlando, questa volta, di Carabinieri, che quantomeno gli ha fatto trovare l’amore (ha conosciuto sul set l’attuale compagna Myriam Catania, attrice nonché doppiatrice della famiglia Izzo).
Ma de La Baronessa di Carini, dove lo vedremo recitare a tutto tondo al fianco di una veterana della fiction in costume come Vittoria Puccini (l’indimenticata Elisa Di Rivombrosa).
Argentero rivestirà ancora una volta un ruolo passionale, quello del giovane amante interpretato nella versione originale da Ugo Pagliai, e per valorizzare al meglio il suo ruolo è stato preso sotto l’egida protettiva di Lando Buzzanca, pronto a dispensare consigli sia a lui che alla sua compagna (nella finzione).
Quando si dice, una bella coppia per un grande monito artistico: quello di voltare pagina con stile.
Come fa - si chiederanno per fortuna ancora in pochi - uno che ha commesso “il crimine” di partecipare al Grande Fratello a diventare un attore credibile in televisione e anche al cinema?
Continua a leggere: Luca Argentero, come voltare pagina con stile