Lost in Berlusconi, il cortometraggio che ha per protagonisti dei finti sceneggiatori di Lost, interpretati da Fabrizio Giannini, Alessandro Averone, Stefano Fresi e Roberto Pappalardo, che vengono ingaggiati per creare una storia credibile sui rapporti fra Noemi Letizia e Silvio Berlusconi, ha un seguito. Apparso in rete da un paio di giorni è stato scovato dai nostri colleghi di Blogapuntate. All’epoca intervistammo gli autori (anonimi) del cortometraggio, intanto però la cronaca ha fornito nuovi argomenti, una nuova storia che ha bisogno di una sua coerenza e verosimiglianza per non imbarazzare il premier è spuntata dopo la realizzazione del primo episodio, il riferimento è allo scandalo delle escort e della presunta notte d’amore (a pagamento) di Patrizia D’Addario a Palazzo Grazioli.
Così tornano in scena i 4 sceneggiatori, anche stavolta la loro creatività riuscirà a partorire una trama “che torni”?
“Lost in Berlusconi” è un cortometraggio geniale. Prende l’affaire Noemi e lo trasforma in fatto televisivo, in archetipo, in movimento politico, in satira ferocissima di quello che siamo. E’ un’opera di un gruppo di autori e sceneggiatori che, per motivi propri e rispettabilissimi, ha deciso di rimanere anonimo. La trama è di una banalità meravigliosa: gli sceneggiatori di Lost, interpretati da Fabrizio Giannini, Alessandro Averone, Stefano Fresi e Roberto Pappalardo, professionisti che hanno partecipato al progetto a titolo gratuito, sono riuniti intorno a un tavolo, costretti da un esponente Dharma a dare una spiegazione agli incredibili fatti intorno il Premier Silvio Berlusconi e la famiglia Letizia. Il tutto dura meno di 7 minuti. Di seguito, quattro chiacchiere con gli autori di questa piccola gemma; quindi il video direttamente da YouTube.
Come vi è venuta in mente questa idea?
“Lost è la quint’essenza del funzionamento dei mass media come mezzi di progressiva distrazione. Ogni giorno una notizia cancella il ricordo della notizia precedente, non importa dire cose assurde tanto il giorno dopo nessuno se le ricorderà. In politica Berlusconi è stato il più bravo a interpretare questi meccanismi, per questo sposare Berlusconi e Lost è stato in qualche modo naturale”.