La terza edizione del RomaFictionFest, l’evento dedicato alla fiction italiana e internazionale, inizia domani e terrà banco tutta la settimana sino a sabato 11 luglio, con la serata della premiazione. Il Festival si apre lunedì 6 luglio all’Auditorium della Conciliazione con l’anteprima mondiale del film per la tv MOONSHOT. The Flight of Apollo 11 (MOONSHOT: L’Uomo sulla Luna), per festeggiare il 40° anniversario della prima passeggiata sulla Luna, compiuta il 20 luglio 1969. Ospite d’onore della serata Buzz Aldrin, l’astronauta della Missione Apollo 11 (in foto).
Per il grande evento di apertura, ricco il parterre di stelle italiane e internazionali che sfileranno sull’Orange Carpet dell’Auditorium Conciliazione. Tra questi il popolare medico di Lost, Matthew Fox, uno degli ospiti più attesi della festival, accompagnato dalla moglie di origine italiana Margherita Ronchi. L’attore il 7 luglio premierà i creatori della famosa serie, Carlton Cuse e Damon Lindelof, entrambi presenti per l’occasione.
In rappresentanza del genere medical, arrivano Eric Dane e Justin Chambers, due medici del cast di Grey’s Anatomy, e soprattutto Lisa Edelstein, la mitica dottoressa Cuddy di House. Per il serial estero si attendono anche il regista tedesco dei Buddenbrooks Heinrich Breloer e il protagonista di Big Love Bill Paxton.
Tante anche le presenze dal mondo televisivo e cinematografico italiano: Gina Lollobrigida, Nancy Brilli – madrina della prima edizione – Serena Autieri, Enrica Bonaccorti, Cecilia Dazzi, Giuseppe Battiston, Christian De Sica, Giulio Scarpati, Lino Banfi, Martina Colombari, Antonio Catania, Paolo Conticini, Cesare Bocci, Luca Calvani, Ennio Fantastichini, Caterina Guzzanti, Nicole Grimaudo…
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Lino Banfi lascia la fiction “Un medico in famiglia”. E’ durato 11 anni il matrimonio tra questo poliedrico artista italiano e una delle produzioni di maggiore successo di RaiUno. L’attore ha dichiarato a “Tv, Sorrisi e Canzoni” che è arrivato il momento di pensare alla famiglia. Di certo, nella scelta, avrà pesato la malattia capitata alla figlia, cosa che Banfi rivelò pubblicamente alla stampa solo qualche settimana fa. Queste le parole di commiato rilasciate al settimanale:
“Lascio la consegna a un altro nonno, visto che Maria (Margot Sikabonyi) darà una nipotina a Lele, ovvero Giulio Scarpati”.
Moltissimi, tra i fan di Banfi, saranno tuttavia “contenti” di questa soluzione. E’ il paradosso della notorietà, il salto curioso che la passione della gente compie quando si affeziona carnalmente a un cliché: l’attore pugliese è legato soprattutto a un sapore di commedia all’italiana, quella in voga negli anni Ottanta, quella dei primi nudi e e delle prime rotondità in primo piano. Una larga fetta del suo “elettorato” già in passato aveva richiesto al beniamino di svestire i panni, per molti eccessivamente buonisti e melensi, di Nonno Libero. Gli appassionati, compreso lo scrivente, si erano ritrovati stufi marci del ruolo per famiglie del Lino nazionale, rimpiangendo i fasti anticonformisti di Oronzo Canà e compagnia bella: è pur vero che, a un certo momento, Banfi ha ceduto a questo tumultuoso desiderio, tornando ad indossare i panni dell’allenatore di calcio più famoso di tutti i tempi in un seguito de “L’allenatore nel Pallone” che, francamente, avrebbe fatto meglio a non fare mai. Si sa che i miracoli vengono fuori una volta sola e che i buchi intorno alle ciambelle non è che siano sempre così scontati. E’ la lezione che ha imparato lo stesso Banfi che pur di accontentare chi glielo domandava, si è rimesso in gioco su un campo (è il caso di dirlo…) probabilmente non più adatto a lui e ai suoi tempi di artista 78enne. Ha spiegato ancora alla rivista in edicola oggi, dimostrando una grande consapevolezza dei propri limiti e del proprio spazio:
“Mi manca il tempo e non ho più nemmeno l’età”.
E allora le ultime parole sono per la figlia Rosanna:
“Lei ha continuato a dare vita al suo personaggio, Tea. Ha girato scene allegre anche se contemporaneamente si sottoponeva alla chemioterapia. L’ha fatto per esorcizzare la malattia, dimostrando grande coraggio. Alcuni dicono che senza capelli è diventata pure più bella”.

Lino Banfi, protagonista della miniserie Scusate il Disturbo recentemente andata in onda su RaiUno, ha rivelato a La Vita in Diretta che sua figlia è malata di cancro. La figlia, Rosanna, è anch’essa un volto noto in tv grazie alle sue partecipazioni in diverse fiction fra cui Il Padre delle Spose e Un Medico in famiglia.
Queste le parole pronunciate da Banfi in diretta durante l’intervista con Lamberto Sposini:
C’è una donna bella che amo, che adoro, che ha 45 anni e ha il tumore. Molti di noi abbiamo vergogna a dire questa parola e lei, che è una persona forte, lo chiama cancro. Cancro al seno, si è operata due volte, comincerà la chemioterapia in questi giorni.
L’intento della rivelazione, spiegato di lì a poco dallo stesso Banfi, è quello di promuovere la prevenzione che per il cancro al seno è fondamentale e potenzialmente risolutiva: una precoce diagnosi aumenta esponenzialmente le possibilità di guarigione.
Me lo ha chiesto mia figlia. L’ho fatto perché così le donne capiscono che la prevenzione è una cosa importante, teniamoci i nostri oncologi italiani che sono bravi e non c’è bisogno di andare all’estero.
Questa sera e domani sera su RaiUno andrà in onda in prima serata Scusate il disturbo, la prima fiction italiana ambientata nella comunità italiana in Argentina, una commedia dolce e amara che affronta spinosi nodi familiari tra tre diverse generazioni, interpretata da Lino Banfi e Lino Toffolo. La comunità italiana nel paese sudamericano è importante non solo dal punto di vista numerico, ma anche per la cultura che i nostri connazionali, emigrati a più ondate, hanno saputo esprimere in tanti campi.
Il film presenta tre generazioni di italo-argentini a confronto: quella di Peppino (Lino Banfi), falegname in pensione che ha lasciato da ragazzo la sua Puglia per trasferirsi a Buenos Aires, quella di Guido (Blas Boca Rey), suo figlio, che è nato e cresciuto nella comunità italo-argentina, dove ha anche trovato moglie, e infine quella di Fabio (Luciano Nobile), figlio adolescente di Guido, che parla ancora italiano in famiglia, ma è ormai fortemente integrato nel suo Paese.
Sullo sfondo della comunità italiana di Buenos Aires, la fiction affronta un tema di portata universale: il rapporto tra le generazioni. Più in particolare, le dinamiche affettive ed anche economiche che intercorrono tra la generazione dei “nonni”, quelli che dopo una lunga vita di sacrifici e fatiche hanno acquisito alcune sicurezze economiche e devono far fronte ai problemi della vecchiaia e della salute, e la generazione dei giovani adulti che hanno, invece, a che fare con il problema del lavoro e della stabilità economica.
Continua a leggere: Scusate il disturbo - La comunità italiana in Argentina sbarca su RaiUno
Su RaiUno arriva la miniserie Scusate il disturbo, con Lino Banfi e Lino Toffolo. Altri Lino disponibili non ce n’erano.
RaiDue non si smentisce mai e anche questa sera offre una serata telefilmica. Con Numb3rs prima - episodio dal titolo Tredici - e Criminald Minds poi (Bassa intensità). Io comunque preferisco il secondo.
Su RaiTre torna Report con un argomento che ci riguarda da vicino, quello delle frequenze televisive. La sempre attuale questione di Europa7 e delle frequenze occupate nonostante siano passati una decina d’anni dalla prima assegnazione.
Su Canale5 terza puntata di un programma tanto show e poco reality, La Fattoria. Tra ritiri, malanni e sostituzioni, non si può dire che questa edizione non sia “movimentata”. Sarà rimasto qualche euro in cassa per le prossime sicure new-entry?
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Il periodo di garanzia Mediaset inizia l’11 gennaio, quello Rai il 1 febbraio (con leggero anticipo rispetto alle annate passate) ma Canale 5 inizia a risvegliarsi già da domani, preannunciando un secondo periodo di garanzia più competivo del precedente e sorretto da un forte battage pubblicitario. Non a caso gli Amici di Maria De Filippi sono andati in onda “no stop” al daytime tutta la settimana, salvo il 1 gennaio, e domani la conduttrice è già in studio in diretta per dare i nomi degli altri due allievi non ammessi al serale, in partenza mercoledì 14 gennaio.
Segue come sempre Questa Domenica, che esaurito l’effetto Talpa prepara già il campo al Grande Fratello. A una settimana dal debutto della nona edizione del reality interverranno in qualità di ex-concorrenti Roberto Mercandalli (appena reclutato per La Fattoria 4), Lina Carcuro e Francesco Botta, partecipanti dell’ottava edizione, Milo Coretti e Guendalina Canessa, vincitore e partecipante del GF7, Simona Salvemini GF6 e Pasquale Laricchia GF3, recentemente protagonisti de La Talpa. La grande ospite della puntata sarà, però, Lorella Cuccarini, pronta ancora a raccontarsi in un’intervista condotta da Paola Perego: purtroppo per lei tira la stessa aria di revival sulla generalista, ma il 2009 la vedrà come stella di punta di Sky.
Altro grande ritorno riguarda il prime time. Se Rai ha fatto debuttare a metà dicembre la lunga fiction Tutti Pazzi per Amore, per “prepararla” a diventare un degno competitor di House alla domenica, lo stesso House gioca d’anticipo, con le puntate in prima tv della quarta stagione che debuttano già domani sera alle 21.30.
Francesco Salvi è un personaggio davvero bizzarro, ma al contempo da non sottovalutare. Nella sua carriera televisiva si è cimentato nei ruoli più diversi, da comico del Drive In nei panni dello storico camionista (al primo anno prendeva 600 mila lire a puntata, ma per le serate 10-20 milioni per quindici minuti di apparizione) a nuova recluta di Un Medico in Famiglia (nelle ultime serie ha interpretato un surreale impresario funebre ammogliato con Cettina). Ma come dimenticarlo nelle vesti di inviato de La Fattoria 3, con una delle performances più nevrasteniche della categoria (e una Barbara D’Urso più esasperata che mai)?
In attesa di tornare sul piccolo schermo con Bakhita - nei panni di Don Antonio - conferma di aver pagato anche lui l‘allarme cachet del gran finale di Un Medico in Famiglia. Del suo personaggio, infatti, non dovrebbe esserci più traccia, come rivelato da lui stesso a Vanity Fair:
“Io non sono mai stato spinto da qualcuno… Anzi…. Adesso devono girare la nuova serie del Medico in famiglia e il mio Torello probabilmente non ci sarà. Hanno deciso che torneranno sia Giulio Scarpati che Pietro Sermonti. Puntano sul serio e tendono a ridurre il lato comico della serie. Quando ci hanno provato l’anno scorso, con Kabir Bedi e la sua famiglia, gli ascolti sono precipitati. Anche Lino Banfi non è soddisfatto, ma per lui contano molto i soldi”.
Continua a leggere: Francesco Salvi contro Un Medico in Famiglia. E la venalità di Banfi

Chi entra e chi esce. Un Medico in Famiglia 6 sarà peggio di un reality show perché a Casa Martini non c’è più spazio per tutti (partecipate al nostro provocatorio game votando chi volete eliminare). Stiamo parlando della stagione dei grandi ritorni, di quelli che si riaffacciano con la coda tra le gambe più per batter cassa che per reale gratitudine. Parlano tutti di un finale in bellezza, ma sembra tutto un grosso business. Prendete il povero Nonno Libero, che si è preso sulle spalle onori e oneri del marchio soprattutto nelle fasi più critiche: da quest’anno è costretto da farsi da parte per questioni di budget.
In pratica le sceneggiature le sta scrivendo un commercialista, spinto da un problema di fondo: Lino Banfi deve parcellizzare la sua presenza per mantenere una famiglia che si è riallargata. Il figliuol prodigo Giulio Scarpati, superato il trauma dell’idenficazione con Lele Martini e di diversi flop seriali, torna solo “alle sue condizioni”, ciò che si metta la parola fine. Gli stessi Ugo Dighero e Pietro Sermonti avranno pretese economiche “diverse” da quelle degli indiani, gettati via come scarpe vecchie. E poi ci sono i martiri che hanno resistito dall’inizio alla fine senza battere ciglio.
A rimetterci in questo resa dei conti dovrà essere il pubblico, costretto a veder sacrificato questo nonno titanico e devoto al parentame. Visto che siamo davvero giunti alla frutta, l’attore pugliese avrebbe chiesto di morire dopo tre puntate, così da levare alla produzione ogni impaccio. Ma poi c’è stato l’ennesimo ripensamento:
Un Roma FictionFest più popolare? E’ questa l’ambizione del nuovo direttore artistico Steve Della Casa, coadiuvato da Raimondo Astarita in qualità di direttore generale. Sono state appena annunciate le novità della seconda edizione del festival, che si terrà dal 7 al 12 luglio a Roma:
“Puntiamo alla fiction popolare, ma fatta bene. Abbiamo l’ambizione di rivolgerci non solo agli addetti ai lavori ma anche alla signora Cecioni”.
Quest’anno la manifestazione potrà contare su un budget di 7,5 milioni di euro, visti gli sponsor istituzionali coinvolti dalla Regione. La madrina sarà Elena Sofia Ricci, regina dei Cesaroni. Le proiezioni, tra Auditorium della Conciliazione e multisala Adriano, saranno più di 200. Tra le più attese, Einstein di Liliana Cavani, targata RaiFiction, con Vincenzo Amato e Maya Sanza (sulla vita del fisico premio Nobel) e Anna e i Cinque di Monica Vullo (Mediaset) con Sabrina Ferilli, Pierre Cosso e Riccardo Garrone, incentrata sulla storia di una tata-spogliarellista.
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La famiglia è sempre la famiglia. Chissà se è questo uno dei motivi che hanno spinto Giulio Scarpati e Pietro Sermonti ad accettare la proposta di ritornare nella prossima stagione di “Un medico in famiglia”, le cui riprese inizieranno in primavera (nella foto il cast della prima serie).
La notizia, che troverete in anteprima domani su “Sorrisi e Canzoni”, farà contenti numerosi fan che, come il sottoscritto, con l’andare avanti delle vicende della famiglia Martini e di chi bazzicava dalle loro parti, si erano un po’ disaffezionati a questa serie che via via perdeva i suoi protagonisti che ne avevano decretato il successo.
Sarà curioso, perciò, rivedere Lele -partito anni fa per l’Australia- sedersi dopo una lunga assenza (se escludiamo il breve ritorno alla fine della quarta serie) accanto a Nonno Libero- Lino Banfi, senza però l’amata compagnia delle prime due stagioni Alice. La sua interprete Claudia Pandolfi (che troveremo presto ne “I Liceali”) ha infatti categoricamente escluso ogni possibilità di partecipazione alle riprese.
Perdonateci la parentesi cinematografica, ma ci preme aprirla e chiudere senza rischiare di andare fuori tema. La promozione di film, infatti, è diventato un ingrediente obbligato dei contenitori televisivi, in cui vediamo usurati attori di ogni tipo in un incessante tour pubblicitario. L’allenatore nel pallone 2 pare il caso più emblematico e chi ha assistito a una conferenza stampa con Lino Banfi presente, come il sottoscritto, l’avrà visto decisamente provato.
Un artista della vecchia scuola come lui, abituato a far parlare la pellicola quando la marketta non esisteva, detiene un record di presenzialismo settimanale faticoso per chiunque, figurati per un professionista che inizia ad avere una certa età. Oltre ai botteghini cinematografici, lo vediamo ospite a Matrix, Guida al campionato, Controcampo, Domenica In, Quelli che il calcio, costretto a recitare lo stesso copione nonostante sia un genio dell’improvvisazione.
E tutto questo ci fa passare la voglia di vedere un film, il piacere di andare a cinema senza preconcetti, la fiducia in un sequel che rischia di incrinarsi di fronte a una dequalificante parata catodica, fatta di attorucoli che ostentano una parte come se si trattasse dell’Oscar. Prendete Milo Coretti, che ci ha ammorbato a Buona Domenica con la storia dell’attore emergente, che ha avuto la grande occasione e non ci deluderà. Nell’Allenatore del Pallone 2 compare solo in due scene (non due scene in particolare, caro Milo, sono due e basta), biascicando romano e dandosi un po’ di arie con il compare Giorgio Alfieri. Nulla che possa definirlo lontanamente vicino al recitare, mentre va raccontando in giro di aver avuto i complimenti per i suoi tempi comici.
Continua a leggere: L'allenatore nel pallone involgarito dalla tv
Una nuova serie di Un Medico in famiglia s’ha da fare. A ufficializzarlo una nota Ansa, che sottolinea come Rai Fiction sia molto soddisfatta dall’impatto mediatico di questo prodotto. Il direttore Agostino Saccà ha, infatti, sottolineato che ‘Un medico in famiglia rimane una delle serie di maggiore successo perché è in grado di raccontare con simpatia e freschezza le tante dinamiche delle famiglie e della società di oggi’. La fiction ha avuto tra i teenager ben il 40% di ascolto e l’appeal presso il pubblico più giovane costituisce proprio il suo elisir di lunga vita, a dieci anni dalla prima serie.
Il produttore Carlo Bixio della Publispei, rimarcando il grande successo della fiction che ha chiuso con una punta massima del 39%, conferma:
”Prepariamo già la sesta serie che concluderà il fortunato ciclo. Poi ne faremo un film”.
Di certo c’è che l’amata Lunetta Savino-Cettina non farà più parte del cast, mentre Lino Banfi rinvia l’appuntamento sul set alla fine della lavorazione de L’allenatore del pallone 2, atteso sequel del noto b-movie:
”Fra la fine di una serie e l’inizio di un’altra passano due anni e per il momento non c’è nulla di concreto. Per quello che mi riguarda, alla mia età non posso fare programmi a lunga scadenza”.
Continua a leggere: Un Medico in Famiglia avrà una sesta serie

Questa sera Un Medico in Famiglia 5 si congeda dal suo affezionatissimo pubblico che, oltre a tener testa alla corazzata del Gf, ha riportato ascolti in netta crescita. Quest’ultima stagione non ha lasciato il segno, come ho già avuto modo di sottolineare, ma ha comunque confermato il profondo legame instaurato tra il telespettatore e un microcosmo seriale dal sapore genuino - nonostante tutto -.
E dunque viene naturale chiedersi se questa serie ha ancora un futuro o vede nelle puntate di questa sera il finale definitivo. Di certo è risultata completamente infondata la notizia di uno speciale celebrativo affidato in prima serata a Mara Venier (e a tal proposito bacchettiamo Gente per aver messo la notizia in prima pagina).
Gli attori, per ora, non si espongono. Lunetta Savino è visibilmente stanca e ha trovato la sua nuova identità artistica in Raccontami, oltre che in altri progetti per la tv e il teatro. Peraltro in quest’ultima serie il suo ruolo è stato via via ridimensionato per lasciar spazio a Beatrice Fazi, la neo-colf di casa Martini candidata al titolo di erede di Cettina (che si sia trattato di un vero e proprio passaggio di testimone?). Margot Sikabonyi, nonostante l’apprezzabile svolta del suo personaggio, ha vissuto questa stagione, dall’inizio alla fine, come un perenne cameo, visto il suo ritorno tardivo sulle scene e il ruolo più defilato rispetto alla trama complessiva.
Continua a leggere: E' davvero la fine... di un Medico in famiglia?
Un Medico in famiglia (qui i particolari della nuova serie in onda da giovedì contro il Gf) ha sempre occupato un posto speciale nelle liturgie catodiche di milioni di italiani, che hanno trovato nei loro beniamini, dai veterani ai più giovani, degli attori umani in cui identificarsi.
In particolare, c’è Margot Sikabonyi che ha incarnato per anni la ragazza della porta accanto, crescendo assieme ai suoi fans e acquistando un ruolo sempre più determinante sino a diventare l’indiscussa eroina della fiction.
Di lei ha sempre colpito la sua fuga dai riflettori, il suo essersi trovata a recitare un po’ per gioco, mentre gli studi proseguivano a gonfie vele e il suo vero sogno professionale era legato all’interesse extra-patinato per la biologia marina.
Insomma, una ragazza modello che, nell’era dei reality e della popolarità a tutti i costi, getta la maschera in un’intervista su A… lasciando il sospetto di essere come tutte le altre:
“Ho cominciato perché volevo essere su tutti i giornali. Non mi pareva vero di essere famosa. Ma è terribile sentirsi chiamare Maria per strada”.
In realtà quest’affermazione pare scontata e non così grave da evocare lo scandalo. Quel che stona fortemente è il connubio tra la veste spontanea e matura a cui ci aveva abituati e l’incoerenza delle sue dichiarazioni mediatiche. Prima, infatti, saluta i fans all’indomani di ogni serie, dicendo che non vuole rimanere ingabbiata in un personaggio e che le sue aspirazioni non hanno necessariamente a che fare con il mondo dello spettacolo. Poi, ogni volta, ci ripensa, timorosa di perdere il treno e non avere altre occasioni.
Continua a leggere: Margot Sikabonyi... come tutte le altre?
Le critiche per Il Padre delle Spose, poi quelle per la spazio dato alla coppia gay di un Medico in Famiglia: Lino Banfi è oramai nel mirino dell’Osservatore Romano da parecchio tempo.
L’ultimo episodio è un articolo della settimana scorsa apparso sul giornale del Vaticano che è coinvolto in prima linea nell’offensiva delle gerarchie ecclesiastiche e della CEI di affossare il nascente progetto di legge sui DICO, i Pacs all’italiana.
Sono parole di fuoco quelle della firma dell’Osservatore Romano, che riguardano tutta la tv di stato:
“da quando è entrata in concorrenza con le emittenti private, si è piegata alle tiranniche esigenze dell’audience e alla passiva subordinazione agli umori, alle mode, ai gusti anche deteriori, di momento in momento maggiormente diffusi nelle più larghe zone del pubblico”.
Queste fiction “prospettano una visione della realtà tanto superficiale da risultare ingannevole per quanti, e sono molti, considerano la televisione come la dispensatrice della verità“. Il problema per la Chiesa non è solo il fatto che il tema così delicato venga trattato, ma che inserito nelle fiction nostrane appare “come fosse un problema risolto quando invece è drammaticamente aperto“.
Segnatamente al Vaticano non piacciono le “scelte” delle fiction Rai e il simbolo di quelle più contestate, Lino Banfi (protagonista sia de Il Padre delle Spose che di Un Medico in Famiglia), è l’obiettivo delle critiche più feroci.
Ora non sappiamo quanto le prese di posizione dell’Osservatore Romano possano essere positive, l’impressione dall’esterno è che la battaglia culturale sulla “famiglia” e sul generale rifiuto di qualsiasi riconoscimento delle “forme alternative di convivenza” sia già persa non solo nel mondo laico, ma in buona parte di quello cattolico.
Attaccare quello che fino a tre mesi fa era un simbolo positivo per i cattolici pare essere una mossa controproducente e poco lucida, dettata più dalla frustrazione che da altro.
Certo è che questa vicenda ha reso un devoto di Padre Pio fervente sostenitore della legge sulle coppie di fatto allergico all’atteggiamento della Chiesa ”troppo rigido” (”In Italia ci sono dei diktat, degli integralismi anche stupidi“), capace di ridicolizzare il dogma della castità pre-matrimoniale (”è una bellissima barzelletta”) e di provocare apertamente la Chiesa sulla reale possibilità che la televisione possa automaticamente condizionare i comportamenti delle persone:
”Il mio prossimo ruolo? Farò un mafioso. Da anni sogno di interpretare un cattivo. E proprio alle persone che mi giudicano così carismatico vorrei chiedere: che ne dite? Adesso la gente si metterà ad ammazzare perché lo fa Banfi in tv?”
La risposta di Banfi è ospitata anche nel Blog che l’attore pugliese gestisce.
Continua a leggere: Banfi "icona gay", si difende e contrattacca