
Lino Banfi ci ripensa e torna a casa Martini: anche se non c’è ancora l’ufficialità, pare proprio che il personaggio di Nonno Libero tornerà per alcune puntate di “Un medico in famiglia 8″, la fiction di Raiuno prodotta da Publispei in via di realizzazione.
E’ passato appena un mese dall’ultima volta che Banfi aveva parlato della possibilità di far tornare nella fiction il suo personaggio, presente dalla prima alla sesta stagione. Nell’ultima andata in onda quest’anno, avevamo scoperto che Nonno Libero si era definitivamente trasferito in America dal fratello. E così le cose sarebbero dovute rimanere.
Ora, la notizia che Banfi potrebbe tornare sul set della serie che l’ha reso popolare anche al pubblico più familiare di Raiuno. Secondo alcune indiscrezioni, infatti, pare che l’attore comparirà in cinque puntate della nuova stagione, le cui riprese inizieranno il prossimo anno. Per ora, nessuna conferma è arrivata nè da Publispei nè dallo stesso Banfi, che oggi a Roma riceverà la Laurea Honoris Causa in Scienze della Comunicazione.
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Lino Banfi, con “Il Commissario Zagaria”, fugge da Nonno Libero e cerca sè stesso. Col rischio di rimanere intrappolato nel personaggio che l’ha reso noto anche alle nuove generazioni, l’attore barese ha preso la palla passatagli da Canale 5 al balzo ed ha cercato di ritrovare la sua identità. E quale modo migliore se non tornando ad interpretare un commissario, proprio come fece negli anni ‘70 per registi del calibro di Dino Risi, ed utilizzando il suo vero cognome?
Ecco che, allora, “Il Commissario Zagaria” è prima di tutto un’operazione nostalgia per Banfi stesso, che cerca con una miniserie divertente e con tinte di giallo (solo tinte: qui il poliziesco fa da sfondo alla commedia e non viceversa, come il titolo e la presentazione della fiction volevano farci credere) di riappropriarsi del proprio calibro di attore comico lontano da camici bianci, famiglie allargate e buoni sentimenti.
Il risultato è una fiction dallo stampo tipicamente italiano, senza particolari colpi di scena e con una storyline servita sul piatto e pronta ad essere srotolata davanti al pubblico in maniera semplice e lineare. Insomma: considerato che la serie è stata già rinnovata per una stagione da sei episodi, potremmo dire che Canale 5 potrebbe avere trovato ne “Il Commissario Zagaria” la sua risposta frizzante (ma, ahimè, anche banale) alle fiction Rai dove alle indagini si associano situazioni comiche (o che dovrebbero essere tali).
Il Commissario Zagaria


Risale al film del 1973 di Luca Davan “Il brigadiere Pasquale Zagaria ama la mamma e la polizia” il protagonista de “Il Commissario Zagaria”, la miniserie in due puntate in onda stasera e domani alle 21:10 su Canale 5. Un personaggio interpretato, oggi come allora, da Lino Banfi, che ha puntato molto sul progetto, tanto da averne scritto il soggetto (con Edoardo Bechis e Leopoldo Pescatore) e produrlo con la sua Alba Film 3000.
Rispetto al film, ovviamente, sono tante le differenza: intanto Zagaria non è più brigadiere ma Commissario, un uomo tenace, testardo, che si fida tantissimo del proprio intuito al punto da rinnegare ogni strumento all’avanguardia che la Polizia potrebbe fornirgli nelle sue indagini. Esperto del Salento, i cui luoghi fanno da sfondo non solo ai casi, ma anche alle riflessioni del protagonista (che si rifugia spesso a casa degli amici Felice ed Alice per trovare un po’ di pace davanti al mare), Zagaria è un Commissario affidabile ma difficile da capire.
Ne saprà qualcosa il Vicequestore Stefano Amato (Marco Cocci), trasferito da Firenze per mettere su una squadra scientifica, e che dovrà lavorare proprio con Zagaria. Lo scontro tra i due modi di lavorare e di pensare alle indagini sarà inevitabile, ma Stefano e Zagaria dovranno imparare a sopportarsi l’un l’altro non appena un difficile caso gli si presenterà davanti.

Lino Banfi sta per approdare su Canale 5, riportando sulle scene il personaggio di Pasquale Zagaria (che altro non è che il suo vero nome) per “Il Commissario Zagaria”, due puntate che andranno in onda a settembre per la regia di Antonello Grimaldi. Un progetto che, però, non si esaurirà nella messa in onda di questa miniserie, ma che avrà nuove puntate per il 2012.
L’agenzia Asca ci informa infatti che Lino Banfi, insieme a Grimaldi, tornerà in Puglia ad ottobre per girare sei nuovi episodi della serie, sempre con la produzione dello stesso Banfi, del figlio Walter e di Bruno Altissimi.
“Il Commissario Zagaria”, stando alla descrizione ufficiale ed ai commenti del protagonista, vuole essere una commedia poliziesca che, come abbiamo detto, riporta davanti alla platea il personaggio che è stato visto nel film di Luca Davan del 1973 “Il brigadiere Pasquale Zagaria ama la mamma e la polizia” con, ovviamente, i dovuti cambiamenti.

La prima puntata di “Me lo dicono tutti” conferma le aspettative: nulla di nuovo sul fronte occidentale. Il programma condotto da Pino Insegno, con la regia di Jocelyn, non solo non mostra poche novità fondamentali rispetto al programma “Una giornata particolare”, suo simile andato in onda nel 2004, ma sembra inseguire uno stile che ricorda tanto gli show degli anni ‘90 della tv commerciale, dove la gente veniva a contatto con i Vip nei modi più (ai tempi) originali.
L’uso della candid camera, per iniziare, è trito e ritrito: se un programma del sabato sera vuole puntare su qualcosa, non può davvero basarsi solo su queste (sulla cui effettiva veridicità, poi, si può sempre dubitare), per quanto possano far ridere -ma non è questo il caso o, per lo meno, siamo così assuefatti agli scherzi in tv che sono davvero poche le reazioni che sorprendono-.
I vip, poi, sono una variabile che può determinare il successo o meno delle stesse candid camera: una Manuela Arcuri, per interderci, che per fare la toilettatrice deve avere un copione come se fosse la protagonista de “L’onore e il collare”, non rende come un Gabriele Cirilli, molto bravo nell’improvvisare con i clienti di un’autorimessa tanto che i suoi scherzi hanno occupato buona parte del programma. Poco serve l’aggiunta di outsider come Lino Banfi, capaci di catturare un pubblico maggiore ma poco utili a dare più brio allo show.
Me lo dicono tutti, prima puntata
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Lino Banfi ha smesso (per ora) i panni di Nonno Libero, per dedicarsi a nuove storie e nuovi personaggi. Ecco, allora, che lo vedremo in “Tutti i padri di Maria”, film tv in due puntate in onda su Raiuno stasera alle 21:30 e martedì alle 21:10. Prodotta da RaiFiction e da Roberto Sessa per FremantleMedia Italia, la fiction è stata girata in Argentina da Luca Manfredi, che ha scritto la sceneggiatura insieme a Marina Garroni (”Scusate il disturbo”).
Una commedia che mette a confronto due mondi diversi, rappresentati da due personaggi, Franco (Banfi) e Tino (Lino Toffolo, che con Banfi aveva già lavorato in “Scusate il disturbo”), costretti a vivere nella stessa casa per via di una causa che ha anche fare con l’eredità dell’edificio.
La convivenza non è delle migliori: Franco è un ex maresciallo del sud, ora a Trieste, amante della precisione e dell’ordine, mentre Tino, maestro di violino, è un “donnaiolo” molto affezionato al passato. I due però, hanno in comune il disappunto verso i loro due figli, da cui si aspetterebbero qualcosa di più.
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Con Un medico in famiglia è sempre la stessa storia. Per una stagione di successo, che vede la famiglia realmente riunita, la serie viene prorogata per massimizzare il business. Risultato? La famiglia si scompone e i pochi attori storici che provano a reggere la baracca sono attorniati da uno stuolo di new-entry da riciclo.
Perciò Un medico in famiglia 7 sarà quasi esclusivamente all’insegna delle paturnie sentimentali di Lele Martini, ovvero del suo redento attore Giulio Scarpati tornato all’ovile per mancanza di alternative. Le copertine già titolano sviluppi da gossip, di cui vi parliamo dopo il salto in rispetto dei più sensibili in fatto di spoiler.
Il vero colpo, duro da mandare giù, è però la totale assenza di Nonno Libero, alias Lino Banfi. Dopo una sesta stagione che l’ha visto apparire e sparire come guest star - il budget non bastava per lui e suo figlio - ora Banfi non ci sta più a reggere il moccolo. E si è definitivamente stufato della fiction, come rivela oggi in un’intervista a Repubblica:
“A Venezia supplicherò Quentin Tarantino di farmi fare un assassino per poter finalmente sgozzare un po’ di persone. Lui ha apprezzato tanto le commedie che ho interpretato con Edwige Fenech, chissà che non mi dia quest’opportunità. Il medico in famiglia non lo faccio più. Mi hanno chiesto di fare una sola puntata e non ho accettato: se la rottura ci deve essere è totale, gli auguro che vada bene anche senza di me. Tanto la Rai ha una serie mia con Lino Toffolo da mandare in onda, Tutti i padri di Maria, girata in Argentina”.
E, quindi, a Un medico in famiglia prepariamoci a una serie di nuovi ingressi, oltre che a una tragica dipartita che vi avevamo già anticipato…
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Un medico in famiglia 7 - come noto - ci sarà. Peccato che, viste le previsioni, sarebbe stato meglio dire addio ai Martini con la sesta stagione “da antologia”, quella che ha visto riunita l’intera famiglia più amata d’Italia. L’ultima serie ha toccato ascolti record per la fiction di questa stagione tv (è stato un annus horribilis con molti prodotti flop), battendo regolarmente in contrapposizione il Grande Fratello 10.
La Rai, insomma, non può permettersi di archiviare un successo simile. Peccato che, per giustificare l’ennesimo - e questa volta definitivo - addio di un personaggio storico, la trama preveda la sua morte. Fan della fiction, insomma, preparatevi perché è in arrivo un lutto seriale di quelli memorabili.
Chi non volesse scoprire di chi si tratta, può fermarsi qui nella lettura. Per chi non può a fare meno di anticipazioni, dopo il salto è svelata l’identità del “defunto” con una serie di altri spoiler divulgati dal settimanale Tv Oggi.




Continua a leggere: Un medico in famiglia 7 - Muore un personaggio storico (spoiler)
La madre di tutte le puntate di Un medico in famiglia 6, questa sera, è assolutamente da non perdere su RaiUno. Quello che si preannuncia come un finale-evento, coronamento di una stagione ricca di colpi di scena e di episodi tutti “all’altezza” del marchio, vede dall’altra parte il Grande Fratello difendersi con Belen Rodriguez e due nuovi ingressi.
Il successo stratosferico di questa stagione della fiction Publispei, già tradizionale appuntamento per milioni di italiani, induce il produttore a un ripensamento sulla sua effettiva conclusione. Succede per tutte le serie di Un medico in famiglia: sembra che si tratti dell’ultima e invece si è sempre indotti a continuare. Questa volta, che la mobilitazione del cast storico e di new-entry vincenti ha generato una miscela potentissima, sarebbe davvero un peccato per RaiUno mettere la parola fine. Fanno, così, ben sperare le dichiarazioni di Carlo Bixio:
“I dati sono interessanti, ma a noi e a Rai Fiction quel che fa più piacere è che tutta la famiglia, bambini, ragazzi e adulti siano tornati ad appassionarsi alle nostre storie. Eppure ero deciso a chiudere qui, resto convinto che finire in bellezza, come sta capitando, sia la cosa migliore, ma sono tante le richieste ad andare avanti, dalla Rai, dal pubblico e anche dagli attori stessi”.

Come vi avevamo annunciato ritorna il personaggio di Cettina Gargiulo in uno degli episodi in onda stasera su RaiUno di Un Medico in Famiglia 6. La presenza di Lunetta Savino, ancora una volta nei panni del suo più celebre alter-ego, coincide con la logica dei “ritorni” per la sesta stagione della fiction capace di battere anche il Grande Fratello 10. L’attrice, impegnata più a disimpegnarsi dal ruolo che a coccolarselo dopo tutti questi anni (a breve tornerà con Due Mamme di troppo), ha parlato attraverso Sorrisi e Canzoni TV spiegando la sua scelta:
In realtà non dovevo esserci. Avevo deciso che il mio tempo massimo era scaduto. Dopo 12 anni e 5 serie la vena creativa si era esaurita. Sia chiaro, non sputo nel piatto dove mangio. Chiacchierando con Giulio Scarpati, anche lui di ritorno, è venuto fuori che questa sarebbe stata più o meno l’ultima serie per tutti. E mi sono detta che la mia Cettina non poteva non esserci. È stato bello ritrovare tanti amici. La quinta stagione è stata la meno coinvolgente. Si era esaurito un certo filo narrativo. Bisognava concludere. È troppo rischioso restare attaccati a un personaggio. Per anni mi hanno proposto ruoli analoghi a Cettina. Anche quest’anno mi è capitato tre volte e tutte le volte ho rifiutato. Peccato solo non ci fosse Francesco Salvi con il suo Torello.




Lunetta Savino non riesce ad emanciparsi dalla sua Cettina Gargiulo, personaggio entrato nel cuore di milioni di italiani. La sua ospitata odierna a Domenica In ha finito per trasformare i suoi brevi cameo nel Medico in famiglia 6 in un “mezzo” spoiler. Era evidente, infatti, che le sue già trasmesse apparizioni, nelle vesti di fantasma occorso in sogno, sarebbero state un preludio al suo ritorno vero e proprio.
Pippo Baudo ha, infatti, mostrato in anteprima una scena saliente delle prossime puntate, che rivedrà la rimpianta Cettina, a grande richiesta, a Casa Martini. Non staranno esagerando, i contenitori domenicali, a bruciare l’effetto sorpresa seriale (vedi anche Domenica Cinque con la scena clou della 2000esima puntata di CentoVetrine)?
In realtà il merito della scrittura di questa sesta stagione va rilevato nell’abilità di rendere ogni puntata un piccolo evento. Dalla presenza centellinata di Nonno Libero e di Nonna Enrica, passando per lo spettro ricorrente di Cettina fino al ritorno in pianta stabile del papà prodigo Lele, per la prima volta la fiction italiana vive di guest-star che il pubblico attende e desidera.
Dopo il salto, qualche dettaglio in più per chi vuole sapere che fine ha fatto Cettina (e le foto del suo ritorno)
Continua a leggere: Il ritorno di Cettina a Un medico in famiglia
Partiamo dalla cronaca: ieri in Senato, nella sala Nassirya di Palazzo Madama è stato presentato il progetto di Emilia Costantini giornalista del Corriere della Sera che prevede tre incontri, al Teatro Eliseo a Roma, dedicati a cinema, teatro e fiction. La stessa Costantini è stata moderatrice e hanno preso parte al dibattito anche gli “addetti ai lavori” come Fabrizio Del Noce direttore Rai Fiction, Massimo Monaci direttore dell’Eliseo, Franco Scaglia di Rai Cinema, Andrea Purgatori di Cento Autori, Piero Maccarinelli di Artisti Riuniti, Lino Banfi, Carlo Bixio produttore Publispei, Matilde e Luca Bernabei di Lux Vide, Giorgio Grignaffini vice direttore Mediaset Fiction, Francesco Gesualdi presidente della Fondazione Rossellini.
Gli incontri ideati dalla Costantini, si terranno il 26 ottobre su Crimine e Giustizia; il 30 novembre su Famiglia e Sanità-Malasanità; il 21 dicembre, su Grandi biografie e romanzi storici. L’occasione è stata presa al balzo e molti dei senatori presenti hanno espresso le loro opinioni in merito a come dovrebbe essere la fiction in Italia. Secondo Filippo Berselli, presidente della Commissione giustizia si dovrebbero:
Recuperare i valori della sicurezza, del sacrificio e del senso dello Stato, specialmente quella del servizio pubblico.
Secondo Antonio Tomassini presidente della Commissione igiene e sanità che parteciperà alla serata dedicata alla malasanità:
Fino a cinquant’anni fa, molto era affidato a fantasia e immaginazione. Oggi invece a farla da padrone è la vita di tutti i giorni. Nelle fiction che riguardano questo settore spesso il verosimile prevale sulla verità e il fenomenale sull’ordinario, e si finisce per porre l’accento su ciò che non va, perché fa scalpore, lasciando nell’ombra le tante cose straordinarie che ogni giorno fanno i medici. Insomma, ci vorrebbe maggiore equilibrio.
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Stavolta se la sono inventata astuta, quelli di “Un medico in famiglia”. L’utilizzo col contagocce - annunciatissimo alla vigilia - del protagonista storico Lino Banfi sta portando gli autori a scervellarsi verso più direzioni. Una di queste porterà nella casa di nonno Libero, nientemeno che il celeberrimo attore, interprete, tra le altre cose, di pellicole epocali di Pierpaolo Pasolini, Ninetto Davoli. L’interprete romano parteciperà per una sola puntata, come spiega egli stesso: “Ci sarà uno scambio, io andrò a fare il nonno a casa sua, e lui da me, con i miei nipoti”. Motivo? Un reality show a cui Nonno Libero viene costretto a partecipare: “Cambio Nonno”, che è una parafrasi del più celebre “Cambio Moglie”, in onda già da diverso tempo - e con discreto successo - sui canali Sky. Insomma una sorta di cross-over tra una fiction e uno show televisivo: pura meta-televisione che si combina ad uso e consumo della sceneggiatura. Davoli ha anche detto che, in caso Banfi decidesse di abbandonare effettivamente il cast in via definitiva, lui sarebbe dispostissimo a sostituirlo in pianta stabile. “Sarò un nonno diverso - spiega ancora l’attore -: divertente, scanzonato, più sempliciotto, bonario e alla mano rispetto a quello interpretato da Banfi”.
Un Medico in Famiglia serve sempre, come già qui si scriveva durante la scorsa perdibilissima edizione. E dispiace che la proposta più bella per una domenica sera con i propri cari stia per rinunciare alla sua storica collocazione a cause delle solite manovre di palinsesto: ci rimetterà sicuramente. La sesta stagione, che potremmo definire una versione deluxe del marchio, è riuscita nuovamente a far breccia negli italiani, raggiungendo picchi stratosferici di sette milioni. E questo fa sperare sulle buone vecchie tradizioni che non muoiono mai, su un prodotto “pulito” ma non necessariamente bigotto, che rinuncia ai toni sempliciotti da sitcom per approfondire il racconto popolare dalle vene drammatiche.
Il merito, a opinabile parere di chi scrive, va soprattutto a Margot Sikabonyi e alla storyline che ruotano intorno alla sua Maria, ormai dottoressa in Medicina e ragazza modello dai sani principi. Chi dice che per forza la serietà sia sinonimo di buonismo? La ragazza si fa strada tra i potentati mafiosi dell’Università - troppo spesso censurati - e una carriera come specializzata al fianco del suo compagno, un bentrovato Guido Zanin ancora più brillante grazie alla crescita artistica di Pietro Sermonti. I due riescono, in questo modo, a raccontare un’altra generazione, quella dei trentenni di belle speranze che fa da collante tra il mondo dell’infanzia e dell’adolescenza dei più piccoli e quello dei capifamiglia. Quando si dice, un nucleo familiare allargato e trasversale.
Il ritorno di Scarpati - papà Lele ha inizialmente messo a tutti un po’ di malinconia, perché il rivederlo spodestare nonno Libero alla guida della famiglia rendeva l’idea del “vecchietto dove lo metto”, una sorta di scaricabile dell’anziano e del suo insostituibile valore. Eppure la fiction ha continuato a “campare” lo stesso con un cast storico d’eccezione e le ottime new-entry. Non a caso il buon Lino Banfi, che ritroveremo guarda caso domani sera come “guest star” (contro l’ultima de L’Onore e il Rispetto 3), sembra esserci rimasto male per la sua epurazione (inizialmente consensuale, perché il budget non bastava per due star come lui e il figlio putativo nella fiction). E recrimina come non mai sulle pagine del Sorrisi e Canzoni Tv:
Un medico in famiglia è una delle poche fiction italiane in grado di diventare evento. La famiglia più longeva d’Italia, che sta sulla piazza da molto prima dei Cesaroni e ha portato su RaiUno l’Italia dei genitori e figli ma anche degli anziani, ritorna questa sera con la sesta (e ultima?) stagione, nella storica collocazione tradizionale della domenica sera.
Innanzitutto occorre fare chiarezza sull’orario, visto che circolano tre orari diversi di inizio. Sulle guide tv cartacee troverete le 21.30, sul sito dell’Ufficio Stampa Rai 21.10. Invece il primo episodio della sesta stagione va in onda stasera dalle 20.40, senza alcun traino di Affari Tuoi e giocando d’anticipo rispetto all’Onore e il Rispetto, questa settimana in onda con un doppio appuntamento, la cui terza puntata sarà trasmessa dalle 21.30.
I Martini torneranno sull’ammiraglia Rai al gran completo, carichi di un ritorno d’eccezione come quello del capofamiglia Lele, ancora interpretato dopo tanti anni di assenza e un breve cameo nella quarta stagione da Giulio Scarpati.
Sarà il suo ritorno a rendere più “altalenante” la presenza di nonno Libero, alias Lino Banfi, che si farà da parte in diversi episodi insieme a nonna Enrica (Milena Vukotic) per far rientrare “il bilancio familiare” (nel senso che il budget non bastava per un cast di fuoriclasse e bisognava fare dei tagli). Tutto questo è avvenuto senza alcuna sofferenza né risentimento, perché sul cast della fiction si respira davvero un clima familiare e i rapporti tra gli attori sono sempre stati autentici, nonché pronti a mettere al primo posto la fiction e non le manie di protagonismo dei singoli.