
Lamberto Sposini è stabile, dopo l’operazione effettuata venerdì sera al Policlinico Gemelli di Roma e riuscita alla perfezione, almeno dal punto di vista chirurgico. I medici non si sbilanciano, ma traspare un leggero ottimismo e già da domani, a quanto pare, si potrebbe iniziare a diminuire la sedazione che lo tiene in coma farmacologico dal ricovero in ospedale, dopo il grave malore che l’ha colpito pochi minuti prima di andare in onda con la sua La vita in diretta.
Ma le reali condizioni del giornalista si conosceranno solamente con il risveglio e dopo alcuni accertamenti che verranno presumibilmente fatti nei prossimi giorni. Se la sua vita infatti al momento non sembra in pericolo, non è certo che il suo cervello non abbia subito danni irreparabili a causa dell’emorragia cerebrale. L’unico elemento che fa ben sperare, per ora, è rappresentato dalla risposta positiva ad alcuni stimoli di dolore.
Come accaduto nei giorni scorsi, anche oggi molti colleghi hanno voluto fare un piccolo augurio a Sposini nelle proprie trasmissioni. Parole molto sentite sono state pronunciate da Massimo Giletti in apertura de L’Arena:
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Nessun sostituto per Lamberto Sposini nella giuria di Ballando con le stelle per la finalissima del programma, regolarmente in onda questa sera. In definitiva, è la scelta che appare più sensata.
Lo dice Guillermo Mariotto all’ANSA:
Questo è già un messaggio. Se la finale di ‘Ballando’ non andasse in onda per colpa sua si incazzerebbe come una iena. Conosciamo Lamberto, tutto deve andare in onda perfettamente e meno se ne parla, meglio è. Sono felicissimo che nessuno lo sostituisca in giuria.
Sugli eventi di ieri, Mariotto racconta:
C’era il panico, una gran confusione, mille voci, chi diceva che avesse avuto una congestione, chi un malore. Tutto si è bloccato - racconta - perché c’é un grande amore verso Lamberto, è l’asse portante di una barca, erano tutti terrorizzati dall’assenza di un capo. Mara Venier era costernata, non capiva, le dicevano di tutto. Non volevano caricarla delle peggiori ipotesi. E’ stata una questione di secondi ed è andata in onda pensando che fosse un malore e tutto sarebbe andato bene. Io sono salito in redazione, ho guardato le notizie su Internet e quando ho capito che la situazione era grave sono corso al Gemelli e ho aspettato fino a quando non è entrato in sala operatoria. Poi me ne sono andato, ho lasciato i parenti nella loro intimità e più tardi Mara Venier mi ha chiamato per rassicurarmi che era andato tutto bene
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Scoglio - La morte in diretta. Era un pezzo del 3 ottobre 2005 del sottoscritto.
Qual è il confine? Questa la domanda che forse in molti si pongono - sicuramente se la pone il sottoscritto - dopo i fatti che hanno riguardato Lamberto Sposini: il suo malore, La vita in diretta che non parte, poi comincia con le rassicurazioni, poi si ferma. Mara Venier che racconta di essere stata in qualche modo convinta ad andare in onda grazie a racconti non veritieri sulle condizioni di salute del collega.
Qual è il confine e cos’è giusto, quando si parla di vita, di malori, di morte in diretta?
Dipollina, su Repubblica, non ha dubbi e, nel suo pezzo Il buon senso di fermarsi scrive, assolutista e portatore di verità:
La decisione più ovvia e semplice nessuno riesce a prenderla. Era quella di chiudere del tutto e da subito la puntata della Vita in diretta di Raiuno. È finita in un balletto assurdo e surreale di rinvii, poi è andata in onda una bella fetta di programma, prima della sospensione definitiva..
Sembra ragionevole. Sì. Lo è. Anzi, è proprio giusto. O forse no? Uno rilegge, ci pensa. Ne parla con la redazione, cerca un confronto. Cerca di elaborare un pensiero un po’ più approfondito a freddo. No, non è ragionevole per niente. E’ solo emotivamente facile. Se fosse successo a un macchinista dietro le quinte? Se il malore l’avesse avuto un cameraman? La vita in diretta ha un valore diverso, se ad essere in pericolo è un conduttore che ci mette la faccia o uno che sta dietro le telecamere?
E ancora. Se si fosse sentito male un collega di Dipollina, avrebbero forse chiuso il giornale? Se ci fosse da chiamare l’ambulanza per un operaio di Pomigliano, si fermerebbe la catena di montaggio? E poi, per quanto tempo? Non si va in onda subito. Per un giorno. Per una settimana. Non si va in onda con Ballando con le stelle la sera dopo. La settimana dopo sì, però. E poi, se fosse successo in diretta? Si sarebbe fermato il tutto semplicemente per lo shock? O per ragioni logistiche? Avrebbe avuto ragione Dipollina? E il confine, il discrimine qual è? Un malore? La morte in diretta?
La Vita in Diretta - il Matrimonio Reale e il malore di Sposini




Mentre dal Policlinico Gemelli giungono notizie sull’esito positivo dell’intervento chirurgico che ha dovuto subire ieri Lamberto Sposini, con il paziente che rimarrà in coma farmacologico per qualche giorno, in attesa di sapere quali conseguenze abbia avuto l’emorragia cerebrale, arrivano anche i dettagli sul terribile pomeriggio di ieri a via Teulada.
Testimoni che abbiamo contattato ci raccontano della frenesia che ha accompagnato quei momenti, del tempo che sembrava trascorrere troppo in fretta, dell’ambulanza che sembrava non arrivare mai e dello sgomento quando sono giunte le prime notizie dal Policlinico Gemelli.
In particolare Mara Venier, che pare abbia avuto un mancamento appena sapute le reali condizioni di Sposini, racconta a Repubblica quei drammatici attimi, partendo proprio dal momento in cui il collega si è sentito male:
Mancavano cinque minuti dalla messa in onda, stavamo scherzando, eravamo abbracciati quando è caduto: in un attimo era a terra. Privo di sensi. Ho la scena davanti agli occhi. L’ho chiamato, ho cominciato a gridare come una pazza.
Su cosa stesse succedendo e su cosa le abbiano detto Mara dice afferma:
Mi hanno spiegato che aveva avuto una congestione. Ma si rende conto? Un problema di stomaco. Proprio così, che non dovevo preoccuparmi, non era niente di grave. “Mara, non ti preoccupare” mi ha detto Guillermo Mariotto che aveva parlato con Milly Carlucci “è stato solo un problema allo stomaco”. Capisce? Invece bisogna spiegare tutto
E poi, la decisione di far andare avanti il programma. La Venier afferma:
Non voglio che gli spettatori pensino che sono andata in onda conoscendo le condizioni di Lamberto, perché io lo ripeto, non sarei mai andata in onda. Non avrei potuto. Mi era stato detto che la situazione era sotto controllo. Sono andata in onda quindi rassicurando il pubblico. La tv è importante, ma la vita lo è ancora di più: è sacra, in casi come questi bisogna sapersi fermare.

Le notizie tragiche su Lamberto Sposini, in Italia, hanno oscurato il matrimonio reale. Le persone non sono più interessate al gossip su William e Kate, ma preferiscono avere aggiornamenti sullo stato di salute del giornalista e conduttore de La Vita in Diretta. A mostrare affetto nei confronti di Sposini non è solo la gente comune, ma anche i tanti colleghi che per anni hanno condiviso “il mezzo catodico”, e in particolare chi ha collaborato con lui a lungo.
E’ il caso di Enrico Mentana, ora direttore del Tg La7, che nel pomeriggio è corso al capezzale dell’amico nonché ex collaboratore Lamberto, ma che è dovuto rientrare alla base per condurre il suo tg. Con l’aria provata, ma con la professionalità di chi sa fare bene il proprio mestiere, ha dedicato a Sposini parole toccanti:
Ci sono giornate che sono particolari. Si dice che questo venerdì mezzo mondo sia stato inchiodato davanti ai teleschermi per seguire il royal wedding; noi, che facciamo parte di quell’altra metà del mondo che non l’ha guardato, rispettiamo questa scelta e troverete in fondo al giornale un servizio di cronaca su quell’avvenimento. C’è un’altra parte del mondo, tutta quella islamica, che il venerdì celebra il suo giorno di preghiera. E dopo la preghiera in Siria però, ancora oggi, è stato un giorno di collera, in cui ci sono stati scontri e tanti morti. Con questo apriremo il giornale. Ci sono giorni in cui chi fa questo mestiere vorrebbe non lavorare e noi, se permettete, dedichiamo questo telegiornale a un amico che oggi pomeriggio ha avuto un grave malore e in questo momento viene operato, Lamberto Sposini. Sono i fatti della vita e anche noi giornalisti lo sappiamo.
E’ la dura legge dello spettacolo, e Mentana lo sa bene.
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La Rai, quest’oggi, non è il massimo in quanto a tempismo. Su RaiDue va in onda Maurizio Costanzo Talk e da subito c’è qualcosa che non va. Il giornalista, infatti, apre la puntata con tono mesto, ma per ricordare un altro dramma che ha colpito in queste ore la Rai:
“Mi dispiace cominciare con una notizia malinconica, ma io volevo mandare un saluto al direttore di raidue, la rete che ospita questo programma, perché in queste ore ha perso la moglie Lia, malata da molto tempo. So quello che può aver sofferto e sta soffrendo, volevo solo dirgli ‘noi vi siamo vicini’”.
Al di là dell’enorme dispiacere per il lutto del Direttore di RaiDue, tutto questo mette a tacere le malelingue sulla sua assenza dalla conferenza stampa dell’Isola, evidentemente più che giustificata e non dovuta a ostilità al format. Però, ripeto, è molto strano che non si faccia riferimento al dramma in corso di Lamberto Sposini.
Purtroppo, ironia della sorte ha voluto che il massimo dell’involontaria gaffe lo si raggiunga con un ospite speciale. E’ infatti presente in studio Paolo Belli, che annuncia con entusiasmo la finale di Ballando con le stelle di domani. Ricordiamo che del varietà del sabato sera Rai Sposini è giurato storico. Anche Belli, però, canta e balla come se nulla fosse, addirittura sulle note di “Faccio festa”.
Appuntamento periodico con l’analisi visiva, attraverso le nostre curve dello share minuto per minuto, della televisione del pomeriggio. Stavolta analizzeremo i dati realtivi a questa settimana dal 18 al 21 aprile nel totale individui e andremo a vedere anche il target femminile 15+ anni. Partendo dal totale individui è la curva arancione di Canale5 con le soap e Uomini e donne a prevalere nella corsia fra il 20 ed il 25% e con la curva marrone delle digitali più pay a crescere fino ad arrivare alla vetta del 23% attorno alle ore 16. Bene come sempre la curva verde dei Tg regionali in onda su Rai3 che arriva a sfiorare il 20%.
La curva blu di Rai1 si piazza seconda e grazie al talk di Paola Perego decolla minuto dopo minuto dall’8% iniziale fino al 20% di fine trasmissione. Partenza della Vita in diretta sopra al 20%, ma fa ancora meglio Pomeriggio 5 che svetta nella prima parte fino a toccare la linea del 25% durante il break informativo di Rai1. Seconda parte dei talk di Rai1 e di Canale5 nella corsia fra il 20 ed il 25% con una prevalenza della curva arancione, che poi cala con la partenza del milionario, lasciando come di consueto il primo posto alla curva blu dell’Eredità che sfonda ampiamente il muro del 25% di share.
Deludente a dir poco il riscontro di G Day di Geppi Gucciari che fa sprofondare la curva nera de La7 fino all’1% abbondante di share, in calo dal telefilm che la precede, preceduta per un soffio dal Maurizio Costanzo Talk in onda su Rai2. Nel target femminile dai 15 anni in su ancora meglio la curva arancione di Canale5 nella prima parte del pomeriggio, con un riscontro inferiore per le digitali che scorrono con la loro curva marrone appena sopra alla linea del 15%. La linea di Pomeriggio 5 si consolida ulteriormente al comando fino a toccare il 30% di share e rimanendo sostanzialmente sopra alla Vita in diretta per tutto il periodo. Preserale sempre saldamente in mano all’Eredità di Carlo Conti.
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Nel caso di truffa a reti unificate non c’è aziendalismo che tenga: l’intero star system, infatto, è caduto per una volta vittima dello sciacallaggio mediatico, che perpetra ogni giorno per amore di Audience. Così, Massimo Giletti mette da parte le rivalità tra competitor per esprimere la propria solidarietà ai rivali Barbara d’Urso e Claudio Brachino, caduti anche loro nel raggiro televisivo della madre di Adelaide. E un intero segmento odierno dell’Arena finisce per puntare il dito contro quella “morbosità non sempre verificata” di cui, più o meno consapevolmente, la stessa domenica pomeriggio non può più fare a meno.
Pietra dello scandalo, il fatto che sia stata smascherata dal Sostituto Commissario della Polizia di Stato, Anna Sbardella, la signora Ciotola, che per anni ha monopolizzato i contenitori pomeridiani con la storia strappalacrime della malattia rara di sua figlia. In realtà, la sindrome del lobo medio da lei addotta - a quanto pare neanche così grave - era soltanto un alibi per spillare soldi al pubblico televisivo (a scopo, dunque, di lucro personale).
Giletti ha in studio come esemplare la collega Caterina Balivo, che lo affiancava nel quotidiano Casa Raiuno (peccato che i due non andassero affatto d’accordo), per ripercorrere quando lei intervistò la mamma di Adalaide a Festa Italiana, a sua volta “ignara” della truffa. Ma il conduttore dell’Arena ci tiene comunque a difendere l’intera categoria, con un afflato bipartisan che fa ulteriormente presagire il suo passaggio a Mediaset:

Ancora ottimi ascolti per la seconda puntata del Festival di Sanremo 2011. Ma di che cosa si parlerà oggi nel Question time? E soprattutto, Gianni Morandi (Il Tenerone) sarà presente oppure no?
Si abbassa l’età anagrafica media degli spettatori di Sanremo, dicono Lamberto Sposini e Mauro Mazza. Evidentemente “la squadra” piace ai giovani. Ma la notizia della giornata è un’altra (si fa per dire): è il compleanno di Sposini e Belen Rodriguez ed Elisabetta Canalis, oggi presenti al posto di Luca e Paolo, cantano il Buon compleanno al giornalista e lo “omaggiano” di un sacchetto di cioccolatini a forma di cuore.

Serata solenne, ma anche leggera, dice Mazzi. Il Festival si è prestato come cassa di risonanza per la celebrazione dell’Unità d’Italia. Ovviamente la curiosità maggiore va verso Roberto Benigni. Cosa ci possiamo aspettare dal comico toscano, a parte l’esegesi dell’Inno di Mameli? I protagonisti del Festival non si sbilanciano.
Sposini sposta l’attenzione sulle Belenalis. Sviolenate di Belen verso la compagna di lavoro. Sincere o meno, le lasciamo decidere a voi. I giornalisti però chiedono ancora di Benigni, ma al contempo criticano le domande poste ad Andy Garcia. Mazzi ammette tra le righe che l’ospitata di Garcia è andata sprecata.
Sanremo 2011 - Question time del 17 febbraio 2011




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Secondo question time per il Festival di Sanremo 2011, ancora una volta condotto da Lamberto Sposini. Verranno sicuramente commentati i dati straordinari di ieri sera. Gianni Morandi - se presente - gongolerà o cercherà di fare il modesto, com’è nel suo personaggio?
No, Gianni Morandi non c’è. Si scopre che è andato, con Mazzi, ad incontrare Roberto Benigni per accordarsi sull’esibizione del comico toscano. In compenso ci sono Luca e Paolo e ovviamente si parla di Ti sputtanerò, la canzone che ha fatto parecchio scalpore (qualcuno dice siano i “vincitori morali” del Festival).
Mauro Mazza rivela che Masi è soddisfatto della prima puntata del Festival. Gli ascolti, d’altra parte, parlano chiaro: la prima puntata è la più seguita dal 2005, quindi che cosa si potrebbe dire di “male”? Prima domanda rivolta a Luca e Paolo e alla satira presentata ieri. Loro dichiarano che la loro satira non è mai stata unilaterale e che sotto le loro “grinfie” passeranno anche altri personaggi. Però, sottolineano, ieri non se la sono “presa” con Berlusconi e Fini, quanto piuttosto con i metodi utilizzati per colpirsi l’un l’altro.
Question time Sanremo 16 febbraio 2011




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L’Isola dei Famosi rischia, ancora una volta, una partenza apocalittica (come nell’edizione del 2004, che vide il naufragio effettivo rimandato di una settimana e una prima puntata ridotta). Una tempesta tropicale si è in questo momento abbattuta sulle Honduras: ad annunciarlo è Simona Ventura, collegatasi poco fa con La Vita in Diretta che pure le ha dedicato pochissimo spazio (e controvoglia).
“Ci sono dispersi, non sappiamo dove sono i famosi, non sappiamo se riusciranno ad arrivare all’Isola. Ma questa è l’Isola che noi amiamo”.
Il lancio è sembrato una trovata drammaturgica per creare hype sul kick-off, visto che la stessa Ventura ha alternato toni drammatici alla sua consueta aria irriverente. E, soprattutto, ha lanciato una frecciatina su quanti suoi ex naufraghi abbiano affollato Sanremo, dagli opinionisti Manuela Villa e Cristiano Malgioglio al cantante in gara Al Bano, passando per la valletta Belen Rodriguez.
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Sarebbe Lamberto Sposini (nell’immagine, lo vediamo alla conduzione del Tg5 in un contesto piuttosto particolare. C’era l’emergenza aviaria nell’aria, e per aiutare i pollicoltori italici e per tranquillizzare il pubblico a casa, Sposini mangiò il pollo in diretta tv. “Non si capisce perché gli italiani si fanno prendere dalla paura”, disse sposini. Poi si giustificl, affermando di non voler fare informazione-spettacolo. Quindi, dopo il lungo panegirico, prese un pezzo di pollo con le mani, lo mangiò, disse che era anche buono, e con la bocca ancora impastata commentò l’andamento della borsa) il conduttore designato per il question time del Festival di Sanremo 2011. Lo scrive La Mescolanza, sito creato dall’autore televisivo Cesare Lanza.
Lo scorso anno, la gestione e la conduzione del contenitore dedicato alle conferenze stampa post-festival era stato affidato con buoni risultati a Maurizio Costanzo. Quest’anno, invece, si era fatto un altro nome, in un primo momento: Bruno Vespa. A dire il vero, al giornalista era stata in qualche modo proposta la possibilità di condurre addirittura il Festival stesso insieme a Belen Rodriguez, ma lui si era chiamato fuori così: “Magari in un’altra vita”.
A quel punto, il nome di Vespa era stato riproposto proprio per il question time. Ma ora sembrerebbe che il buco di conduzione si sia risolto in favore di Sposini, che attualmente conduce La vita in diretta insieme a Mara Venier.

Giornata convulsa a Roma. A seguito del voto di fiducia che ha tenuto in piedi il Governo Berlusconi, con tensioni nell’aula di Montecitorio, risse, insulti e clima da stadio, nel centro della capitale alcuni gruppi di manifestanti hanno scatenato un’autentica guerriglia con le forze dell’ordine impegnate nel mantenere intatta la “zona rossa” che voleva tenere lontani i cortei dai palazzi del potere, Senato e Palazzo Grazioli inclusi.
La violenza è esplosa prima in Piazza Venezia all’imbocco di Via delle Botteghe Oscure, ma gli episodi più gravi si sono registrati in Via del Corso e in Piazza del Popolo. Diverse auto e una camionetta della Guardia di Finanza sono state date alle fiamme a seguito di numerosi lanci di oggetti e non sono mancati diversi corpo a corpo fra le forze dell’ordine (apparse in difficoltà e poco organizzate) e i manifestanti più violenti. Il bilancio parla di una ventina di feriti in tutto, ma la situazione sarebbe potuto trascendere ulteriormente. I media stanno diffondendo delle fotografie in cui viene mostrato un agente della Guardia di Finanza sopraffatto dai violenti a volto coperto che ha estratto ed impugnato la pistola d’ordinanza, probabilmente per evitare che gli venisse sottratta così come era avvenuto con il manganello, la trasmittente e il casco. Immagini inquietanti, che richiamano ai tempi più bui degli anni ‘70.
La tv, in quei minuti convulsi, ha sottovalutato la notizia. Mentre Sky Tg 24, che è parsa più preparata per dare conto degli scontri parlamentari che degli scontri di piazza, arrancava il servizio migliore veniva offerto da Corriere.tv, la web tv del Corriere della Sera che mandava in onda le immagini da Piazza del Popolo in diretta. La prima rete televisiva a dare conto della situazione in maniera più chiara è stata Rai News: le tre reti Rai sono apparse assenti. La scelta non è stata apprezzata dal consigliere d’amministrazione Nino Rizzo Nervo.




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Quante cose ci sarebbero da dire sul caso di Sarah Scazzi. Un giallo che sembra essere stato partorito da una mente “geniale” e che, televisivamente parlando, ha arricchito cani e porci. Qualcuno si starà augurando che, una volta diminuita l’attenzione degli spettatori sulla morte della piccola Sarah, arrivi un altro dramma simile a monopolizzare l’attenzione del pubblico. Con un paio di gialli del genere l’anno, i vari Bruno Vespa, Alessio Vinci, Barbara D’Urso, Lamberto Sposini (con la bella statuina Mara Venier, disoccupata o quasi) ecc., camperebbero per l’intera stagione televisiva.
Non vogliamo fare di tutta l’erba un fascio, sia chiaro. Su Sarah Scazzi è stato fatto anche del buon giornalismo, con inchieste interessanti e originali, oltre ad interviste che hanno “soddisfatto” il voyeurismo degli spettatori, ma a forza di spremere, si sa, il succo finisce. E a due mesi dalla scomparsa della ragazza, salvo novità eclatanti nei prossimi giorni, tutto ciò che c’era da dire è stato detto; tutto ciò che c’era da mostrare è stato mostrato.
Ma il circo mediatico non si ferma e continuano ad essere decine di ore quelle dedicate ogni giorno dalla tv al giallo di Avetrana. Le interviste riciclate (causa esaurimento degli argomenti) sono all’ordine del giorno. Pur di fare qualche scoop, vengono chiamati a “testimoniare” ex compagni di scuola o amici d’infanzia di vittima e carnefici, che probabilmente non avevano più rapporti con loro da anni e che non sanno dire altro - in un italiano spesso stentato - che “Sono sbalordito. Non ci credo ancora“.
Continua a leggere: Avetrana, caso Scazzi: via le tv da casa Misseri. Ma il sipario non cala ancora

Maurizio Costanzo ha lasciato Mediaset per la Rai perché “non voleva fare la fine di Mike Bongiorno”. Su Canale5 aveva “solo” il Maurizio Costanzo Show, che nella sua ultima edizione vintage riportò ottimi ascolti e si confermava perfetto per la seconda serata. Il giornalista coi baffi ha dunque lasciato la tv commerciale per tornare a spadroneggiare sulla tv di stato. Ma siamo sicuri che le cose siano andate veramente così?
Certo, lo abbiamo visto al timone del Sanremo Question Time. E poi ballerino per una notte da Milly Carlucci. E poi opinionista del flop Il più grande italiano di tutti i tempi. E poi curatore di Memorie dal bianco e nero con Enrico Vaime. La vera ossessione di Costanzo restava, però, il ritorno dello storico marchio Bontà loro, che l’anno scorso diventò - per preparare il campo - Bontà sua facendo crollare la media di fascia al 10-11% (mentre Il Fatto del giorno, ora stranamente soppresso, volava su RaiDue).
Quest’anno la versione “sacrificata”, con l’intervista a due nello studiolo-sgabuzzino, ha rilasciato spazio alla formula talk di una volta, con un garbo di altri tempi che sconfina nella totale assenza di ritmo (e nello sbadiglio in agguato). Risultato? Pur nell’instabilità generale che pervade l’Auditel settembrino, Bontà loro è crollato venerdì scorso a un minimo storico per RaiUno: 1.073.000 telespettatori, share 7,64%.
Sempre venerdì Pomeriggio sul 2 scendeva a 1.061.000 telespettatori, share 8,74. L’anno scorso, nella stessa fascia e nel giorno del debutto, Il Fatto del Giorno - quando ancora scontava l’eredità di Scalo76 - riportava appena il 5,08% e 778.000 telespettatori; Italia sul Due con Infante e la Bianchetti registrava soli 680.000 telespettatori, share 6,07%. Perché stiamo dando i numeri?