


Si è parlato molto, negli ultimi mesi, delle vicende di Parla con me, programma prima confermato nel palinsesto di Rai 3 e poi cancellato dal cda della tv di Stato (con degli intrecci in mezzo talmente intricati che al confronto Beautiful pare un storia lineare). Ma Parla con me non è l’unico ad aver subito questo trattamento. Sebbene meno in vista, anche Passepartout di Philippe Daverio è stato tolto all’ultimo momento dal palinsesto della rete, nonostante le puntate nuove già girate e il buon seguito avuto negli anni. Lo ha annunciato ironicamente l’altro ieri lo stesso conduttore:
E’ improvvisamente mancato Passepartout, nel pieno della sua salute. Lo compiangono la redazione tutta e centinaia di migliaia di affezionati suoi seguaci
Passepartout, in onda all’ora di pranzo della domenica, era un programma davvero ben realizzato, indirizzato non solo agli appassionati d’arte - in tutte le sue varianti -, ma anche ai “comuni spettatori”, grazie ad un linguaggio accessibile e all’entusiasmo che Daverio era in grado di trasmettere con i suoi racconti e i suoi aneddoti sempre originali e curiosi.
Raggiunto telefonicamente da Il Fatto Quotidiano, il conduttore ha spiegato che i motivi della cancellazione del suo programma sono gli stessi che hanno colpito Parla con me: giudirici. Ma si è detto anche fiducioso sul fatto che, magari sotto altre “forme”, Passepartout prima o poi possa andare in onda lo stesso, anche perché ne sono già state realizzate parecchie puntate con argomenti particolarmente interessanti, come quelle dedicate alla mutazione urbanistica della Cina e all’Expo di Shangai.
Daverio ne approfitta per fare una sorta di “punto della situazione” sulla cultura in Rai e, senza peli sulla lingua, dice la sua e critica anche qualche programma insospettabile.
Era un tranquillo sabato d’inizio agosto di 31 anni fa e tante persone stavano per partire per le tanto agognate vacanze. Era la stazione ferroviaria di Bologna ed erano le 10 e 25 della mattina, tantissime voci risuonavano, gli stessi suoni che si sentono in tutte le stazioni, quando un tuono fortissimo scuote e spacca quei momenti di vita: una bomba, sistemata in una valigia appositamente messa vicina ad un muro portante dell’ala ovest di quella stazione allo scopo di ingigantirne l’effetto, esplode e causa uno degli atti terroristici più devastanti e gravi mai avvenuti in Italia dal dopoguerra: è Strage. Al termine di quella giornata buia per la nostra Repubblica si contano 85 morti e più di 200 feriti, molti di loro rimarranno mutilati.
Un evento tragico che ha rotto quell’estate italiana e distrutto le vite di moltissime persone, che sarà ricordato questa sera ne “La storia siamo noi” in onda su Rai2 a partire dalle ore 23 e 40. Il titolo della puntata di stasera è “La strage” di Piero Corsini, Raffaella Cortese e Davide Di Stadio e sarà condotta da Giovanni Minoli. Il programma ricostruirà, attraverso interviste esclusive, questo sanguinoso attentato, che ha tuttora alcuni interrogativi irrisolti. Infatti nonostante le condanne a Valerio Fioravanti, Francesca Mambro e in un secondo tempo a Luigi Ciavardini condannato con sentenza definitiva l’11 aprile 2007 e dopo quindici processi, rimangono ancora alcune domande a cui nessuna sentenza ha risposto.
Nella puntata di stasera di “La storia siamo noi” parla Stefano Sparti, il figlio del maggior accusatore dei tre indagati nel processo per la strage di Bologna, che smentisce le parole di suo padre Massimo. Ma in mezzo a presunte rivendicazioni e smentite, per la magistratura esiste una unica pista: quella della destra eversiva con a capo Valerio Fioravanti per colpire al cuore Bologna la rossa. A margine di questo si parlerà anche della questione del depistaggio delle indagini, la valigia piena di armi ed esplosivo fatta trovare dal SISMI deviato sul treno Taranto-Milano il 13 gennaio 1981, che ha portato alla condanna dell’Ex agente del Sismi, Francesco Pazienza e degli ufficiali Pietro Musumeci e Giuseppe Belmonte.
Continua a leggere: A La Storia Siamo Noi la Strage di Bologna del 1980, stasera su Rai2

E’ una puntata importante, quella de La Storia siamo noi che andrà in onda questa sera alle 23.25 su Rai 2. Si intitola Contro il coro. Ritratto di Indro Montanelli ed è appunto dedicata ad uno dei più grandi giornalisti del nostro paese, a 10 anni dalla scomparsa (il 22 luglio). Si tratta di un documentario di Francesco Zippel che cercherà di ripercorrere l’attualità della figura, l’eccezionalità della persona, attraverso la testimonianza dei suoi amici e colleghi.
Montanelli era un uomo fiero della propria indipendenza e della propria libertà al punto di essere stato anche oggetto – fortunatamente senza conseguenze – di un attentato da parte delle BR. A raccontare il viaggio straordinario di Indro sarà un inaspettato sostenitore del giornalista di Fucecchio, nonché un caro amico della sua famiglia: Elio, leader del gruppo Elio e le storie tese.
Quello che sarà presentato su Rai 2 sarà un racconto tematico, piuttosto che cronologico, che si snoda attraverso i novantadue intensi anni di vita di un uomo che ha attraversato da protagonista assoluto l’intero Novecento.
Ci piace quando la tv parla della tv e ci piace La storia siamo noi, così vi segnaliamo la puntata in onda questa sera alle 23.30 su RaiDue del programma di Giovanni Minoli. Il titolo della puntata è Guerra, Bugie & TV, realizzato da Amedeo Ricucci e, come si può capire dal titolo, racconterà parecchie delle menzogne della televisione per quanto riguarda gli eventi bellici degli ultimi anni, dalla prima guerra del Golfo alla Palestina, dal massacro di Timisoara alle fosse comuni di Tripoli.
Nella presentazione della puntata si legge: le fosse comuni a Tripoli? Una montatura grossolana. La presa di Sirte da parte dei ribelli? Una bufala clamorosa. La crisi libica si è imposta sullo scacchiere internazionale grazie anche ad una micidiale disinformazione, veicolata dai mass media. Non è la prima volta. Guerra e bugie vanno d’accordo sempre, soprattutto in televisione.
E’ un matrimonio che è stato consumato da tempo e che non è mai andato in crisi, anzi si è arricchito di conflitto in conflitto. Con tecniche sempre più sofisticate, anche se con risultati altalenanti. L’inchiesta de La Storia siamo noi in onda questa sera, rimette in discussione molte verità sulla guerra in Libia che sembravano acquisite. In puntata andranno in onda interviste a Fausto Biloslavo, Toni Capuozzo, Massimo Bordin, Antonio Polito e Cristiano Tinazzi.
Gianni Minoli annuncia che l’era dei TG è finita. Anzi, si è conclusa l’era del significato strategico dei TG che si vedranno sottrarre nel futuro, sempre più terreno, da canali tematici e web. Per il Direttore di Rai Educational oramai tutto ciò che è informazione è destinato a essere fruito in maniera diversa. Dice in un intervista a AffarItaliani:
Con la nascita dei canali di sole news i telegiornali stanno perdendo progressivamente significato strategico. È ovvio che per abbandonare abitudini consolidate negli anni occorra del tempo, ma il futuro dell’informazione televisiva è tutto nelle mani dei canali specializzati.
Non so se questo annuncio per Minoli sia un canto di vittoria o di sconfitta. Mi spiego meglio. Minoli è un personaggio che ha costruito un pezzo della televisione che conosciamo. Ha dato l’impronta a un certo modo di fare tv e di confezionare programmi come nel caso di Mixer o de La storia siamo noi. Eppure è anche colui che una volta giunto a RaiTre cancellò un programma come Mediamente condotto dal Duca Bianco della Tv italiana, Carlo Massarini, in cui, in tempi non sospetti si parlava della possibilità per tutti di partecipare alla creazione della società dell’informazione libera e aperta; di velocità dell’informazione; di informazione dedicata; di multimedialità; di piattaforme dell’informazione in tempo reale (vedevano la luce i primi blog).
Raramente capita che un bel programma come La Storia siamo noi si trasformi in agiografia. Non è capitato nemmeno con la messa in onda dello speciale su Bettino Craxi: sebbene il craxiano Minoli non sia riuscito a essere completamente equidistante, sebbene si possa sollevare il legittimo dubbio sulla necessità di procedere a riscritture storiche in televisione, la puntata era comunque una buona ricostruzione.
E’ capitato, però, ieri sera, nella puntata del 18 gennaio interamente dedicata alla Protezione Civile, di assistere a un enorme spot del Dipartimento Nazionale. In maniera un po’ acritica, si racconta la storia della Protezione Civile in Italia, attraverso la figura dell’On. Zamberletti che gestì l’emergenza in Friuli e in Irpinia ispirando la nascita della P.C. stessa; si sorvola sulle ombre della gestione dell’emergenza rifiuti in Campania e finalmente si arriva al dramma del terremoto del 6 aprile in Abruzzo. Il tutto, con parti che mescolano il documento alla fiction e alle testimonianze in maniera un po’ troppo drammaticizzata.
Sul terremoto, i connotati della documentazione assumono toni quasi trionfalistici: pare che tutto sia andato alla perfezione. Certo, l’altra campana, il contraddittorio, c’è: è rappresentato da Manuele Bonaccorsi, giornalista di Left e autore di Potere Assoluto: La Protezione Civile al tempo di Bertolaso. Ma il montaggio è costruito in modo da rendere i suoi interventi sempre facilmente smontabili. Anche qui, non vengono mai rilevati i problemi che sono sorti e che riguardano proprio questa Protezione Civile: la mancata prevenzione - culminata con una riunione della Commissione Grandi Rischi che rassicura la popolazione aquilana il 30 marzo, dicendo che non c’è emergenza, ma frutto di anni di assenza della messa in sicurezza del territorio - e la gestione autoritaria del post-terremoto, senza alcun controllo dall’alto, come voluto dalle recenti modificazioni. Nulla di tutto ciò viene rilevato. Ancora una volta, all’Aquila è tutto a posto, per la televisione.




Continua a leggere: La Protezione Civile - Una storia italiana. E troppo celebrativa
Su RaiUno, replica de La stella della porta accanto. In prima visione, questa miniserie interpretata da Bianca Guaccero e Giorgio Lupano, diretta da Gianfranco Albano, il 21 e 22 settembre 2008, fece 5.374.000 spettatori per il 22,48% nella prima puntata e 6.408.000 spettatori per il 24,20% nella seconda. Nella puntata domenicale, surclassò - ma non ci voleva molto - il flop Il ballo delle Debuttanti . La puntata del lunedì vinse ugualmente la serata. Come andrà in replica, contro il Grande Fratello? Ma soprattutto, a distanza di poco più di un anno, aveva senso replicare?
Su RaiDue, La storia siamo noi. Craxi. Una storia italiana è il titolo di questa puntata di prime time. Perché in Italia la riabilitazione di chiunque - ma proprio chiunque - passa attraverso la televisione.
Su RaiTre ritorna Chi l’ha visto? Uno dei pochi bei programmi di vero e proprio servizio pubblico.
Su Canale5, il Grande Fratello 10, con la dodicesima puntata da seguire in liveblogging qui su TvBlog. Quale sarà, se ci sarà, la nuova vera finta storia d’amore? Questo l’interrogativo che non ci fa dormir la notte.
Qualche giorno fa, esattamente l’8 giugno, è stato l’anniversario dei 10 anni dalla morte di Corrado, storico presentatore tv. La commemorazione ufficiale per la RAI però arriva soltanto oggi, evidentemente dopo alcune proteste e trova spazio dalle 9,30 alle 10,00 su UnoMattina Estate presentata da Miriam Leone e Arnaldo Colasanti. A ricordarlo in studio Giovanni Minoli, Lino Procacci e Antonio Miglietta, mentre in diretta telefonica c’è Marina Donato, la moglie.
Lino Procacci è stato il regista di Corrado mentre Maglietta uno dei suoi autori e Minoli direttore di RaiEdu annuncia che mercoledì 17 giugno su RaiDue andrà in onda per La storia siamo noi lo speciale “Corrado e basta”, trasmesso però già lo scorso anno e che si trova spezzettato in cinque parti su youtube.
Minoli rievoca la coppia perfetta della televisione italiana: Corrado - Carrà e viene riproposto in studio lo storico abbraccio a Fantastico 12 nel 1991 con una Raffaella commossa alle lacrime e un Corrado tenerissimo.
Procacci racconta di come nacque Domenica In e dice:
Fu imposta dal Governo, perché gli italiani non potevano andare in vacanza e dunque serviva un programma che li tenesse in casa al riparo dai consumi.
Ma Corrado è anche ricordato per aver voluto portare La Corrida in tv, un passaggio che lo fece molto riflettere (nel video su la prima storica puntata con il primo concorrente Giò Biricchino), portare una trasmissione radiofonica di successo in tv non fu facile e il passaggio fu per così dire, quasi indolore, grazie alla professionalità del presentatore che seguiva da solo i provini e che sceglieva personalmente i concorrenti. Prima di iniziare la puntata metteva dei simboli accanto al nome di ogni partecipante che solo lui era in grado di interpretare.
Su RaiUno arriva un film tv di produzione Rai Fiction dal titolo Per una notte d’amore. Nel cast Roberto Farnesi e Vanessa Hessler. La storia di una sfiga dopo l’altra, notte d’amore a parte.
RaiDue porta in prima serata l’ottimo La storia siamo noi con uno speciale Fiorello. Ed è sempre più Skraiset.
Su RaiTre continua la saga di James Bond con Agente 007 - Vivi e lascia morire. Vecchio, vecchissimo, basti pensare che il protagonista è Roger Moore.
Su Canale5 finalona del Grande Fratello 9, che nonostante tutto non pare aver perso l’interesse del pubblico. Ad accompagnarci fino alla vecchiaia il 10, l’11, il 12, il 13…
Continua a leggere: Fantashare e Cosa Vedrai? Prime time del 20 aprile 2009
Su RaiUno, della serie “tira più il calcio che un carro di buoi”, ecco arrivare una partita davvero imperdibile, la sfida tra Inter e Roma di Coppa Italia. O meglio, Tim Cup (ma con quello che paga la Tim per farsi questa pubblicità, non faceva prima ad abbassare le tariffe?). Segue l’immancabile Porta a Porta.
RaiDue manda in onda Voyager - Ai confini della conoscenza. Non credevo ai miei occhi quando ho visto l’argomento, il mistero (?) del Titanic. C’è qualcosa che ancora non è stato chiarito? si chiede il programma. Ma c’è di più: perché solo 14 anni prima venne pubblicato un romanzo dal titolo “Titan”con delle coincidenze incredibili? Se non ci fosse Giacobbo, bisognerebbe inventarlo. In seconda serata, La storia siamo noi. Quella vera, stavolta.
RaiTre, come ogni mercoledì, propone uno dei telefilm tedeschi meno interessanti di sempre, Un caso per due. Titoli delle puntate: Protezione del testimone e Sesso, droga e poesie. Segue Parla con me.
Canale5 invece manda in onda uno dei pezzi forti della rete, Amici, seconda puntata del serale. Chi la spunterà stasera? Chi dovrà abbandonare la scuola? Ma soprattutto, i professori salveranno ancora certi concorrenti-ciofeca per lasciar decidere solo il pubblico ormonoso da casa, o si daranno da fare per tenersi nella scuola i più bravi?
Continua a leggere: Fantashare e Cosa vedrai? Prime time del 21 gennaio 2009
Ieri abbiamo parlato del palinsesto non proprio soddisfacente di RaiUno per la stagione estiva (dal 6 luglio al 13 settembre). Quest’oggi ci occupiamo della prima delle due reti minori Rai, RaiDue, che fortunatamente offre un palinsesto più ricco dell’ammiraglia…e non poteva essere altrimenti, visto che almeno ad agosto ci sarà quello splendido “riempitivo” chiamato Olimpiadi. Vista la quantità delle offerte estive della rete, rimanderemo a domani l’analisi del palinsesto di RaiTre. Va sottolineato che, nonostante il palinsesto estivo sia stato reso noto, molti programmi (soprattutto i telefilm di prime-time) sono in fase di revisione e pertanto non ancora definitivi. Le novità annunciate oggi al Telefilm festival, ad esempio, differiscono da quanto riportato dal sito ufficiale Sipra. Visto che si tratta di notizie più fresche, inseriamo in palinsesto i telefilm resi noti oggi.
La domenica mattina alle 7 si parte con la tv dedicata ai ragazzi, con una sit-com e con il contenitore Random, fino alle 11.30, orario in cui andrà in onda un tv movie. Il pomeriggio, a partire dalle 14, un film, seguito da varie rubriche: Numero 1 (alle 17.30), Tg2 Dossier e Tg2 Eat parade (alle 18.15). Alle 19, un telefilm ancora da definire e poi, dalle 19.50 e fino al Tg, cartoni animati. In prima serata, continueranno gli episodi di Numb3rs alle 21.00, seguiti dal telefilm The dead zone alle 22.40 circa. Sarà tempo poi di sport, alle 23.20 circa, con La domenica sportiva e La domenica sportiva estate.
Dal lunedì al venerdì, la mattinata si aprirà ancora con i programmi dedicati ai ragazzi. Dopo le consuete rubriche del Tg2, spazio ad Alda D’Eusanio e al suo Ricomincio da qui che durerà fino alle 13, salvo il periodo delle Olimpiadi, dall’8 al 24 agosto, che monopolizzeranno la giornata dalla tarda mattinata fino a sera. Il pomeriggio, dalle 14 in poi, un telefilm in via di definizione, una sit-com (alle 17.15) anch’essa non definita e alle 18.10 Sportsera. Nel preserale (ore 19), spazio alle repliche del telefilm Law and order e poi ancora ai cartoon, dalle 19.50 in poi.
Dopo avervi anticipato la programmazione di giugno Mediaset, commentiamo insieme il palinsesto mensile della Rai divulgato dalla concessionaria pubblicitaria Sipra. Cominciamo con il daytime di Raiuno, all’insegna delle conferme: sarà ancora Veronica Maya, nuovo volto della tv di stato, a presentare Uno Mattina Estate (alternato a “Euro Mattina” presumibilmente dedicato agli Europei di calcio), che nel weekend lascerà di passo, come di consueto, a Sabato, Domenica & estate. Una bella notizia, invece, per gli appassionati di soap: alle 14.10 torna a grande richiesta Julia, subito prima di Incantesimo per tutta l’estate. Repliche che vincono non si cambiano: il pomeriggio dell’ammiraglia Rai ritroverà l’appuntamento fisso con L’Ispettore Derrick, Le sorelle McLeod e Il commissario Rex (La signora in giallo, invece, presiede ormai storicamente l’access del tg delle 13.30).
Nel preserale, Carlo Conti ci terrà compagnia anche durante l’estate con la riproposizione di un vecchio quiz, Alta Tensione, già in arrivo come alternativa all’Eredità. Nell’access prime time, invece, Affari Tuoi dovrebbe andare in onda anche a giugno, per poi alternarsi con soluzioni di intrattenimento ancora tutte da definire.
Il prime time di Raiuno vedrà la domenica sera ad appannaggio dei film, come anche il lunedì sino alla staffetta con Super Quark. Il mercoledì è all’insegna dell’intrattenimento, tra una serata Beatles, Miss Italia nel mondo e la conferma estiva del varietà Stasera mi butto. Il giovedì è ancora in balia della scelta tra film (ma potrebbe trattarsi anche di una fiction in replica) e SuperQuark, idem per il venerdì (salvo la programmazione dei consueti eventi Premio Barocco e Sirmione Catullo). Il sabato, tanto per cambiare, film. Ovviamente, non dobbiamo dimenticare l’incombere del campionato di calcio Uefa Euro 2008, che sarà il vero padrone dell’inizio estate 2008 in tv, dalla prima alla seconda serata.
Continua a leggere: Rai: i palinsesti di giugno 2008 (fonte Sipra)
La trasmissione passatista che diventa rivelazione dell’anno. E’ I migliori anni - perdonateci l’inevitabile gioco di parole - la miglior trasmissione dell’anno a detta del pubblico italiano. A premiarla Gigi Vesigna, storico padrino del Sorrisi e Canzoni Tv e ora di ruolo in Famiglia Cristiana, al termine del 48° premio della regia televisiva (qui un blob di alcuni momenti della serata).
Il televoto ha premiato lo show del sabato sera condotto da Carlo Conti (a sua volta conduttore dell’anno), potendo scegliere tra le trasmissioni risultate prime nelle singole categorie: Che tempo che fa, Dopofestival 2008, I migliori anni, I soliti ignoti, La storia siamo noi, Le iene, Markette, Matrix, Porta a porta, Striscia la notizia.
Come già emerso dalle agenzie, la Endemol ha fatto incetta di premi, tra il Meteo di Fazio, lo show di Carlo Conti e il quiz di Fabrizio Frizzi. E ora vede riconosciuto il proprio lavoro persino dal pubblico, che ha eletto vincitore uno dei suoi marchi. Difficile dire se I migliori anni costituisca una vera novità nel panorama televisivo italiano. Di certo la nostalgia, da sola, non sarebbe bastata (vedi il flop del Trio). Se la televisione degli albori ha ormai fatto il suo tempo, la musica e le tendenze imperanti nei mitici decenni che vanno dalla metà del ‘900 ai giorni nostri sono destinate a farsi rimpiangere.