Coatti si nasce, alla reclusione coatta ci si arriva (con tappa obbligata nelle reti del gossip). Passare da una parte all’altra della barricata è ormai all’ordine del giorno: per un ex divo da reality sotto inchiesta c’è un furbetto del quartierino in cerca di riscatto “artistico”. Come non accorpare delle notizie fresche di giornata, che rappresentano un po’ i due risvolti della stessa medaglia?
Fabiano Reffe, il ‘Fefe’ della sesta edizione del Gf con tanto di sbarre incorporate nella casa, è stato rinviato a giudizio con l’accusa di sfruttamento della prostituzione e favoreggiamento all’immigrazione clandestina (come riportano anche i colleghi di Gossipblog).
Fabiano, che è stato anche tronista della trasmissione Uomini e donne condotta da Maria De Filippi, dovrà presentarsi dinanzi al Tribunale Collegiale di Frosinone il prossimo 6 maggio.

E’ destino di chi viaggia tanto, quello di avere alcuni momenti di blackout - che a volte durano anche giornate intere - in cui ci si disintossica completamente dalla televisione.
Quando questi momenti finiscono, si ritorna a parlar dell’amato mezzo in modo più convinto, più entusiastico e più critico. Ma soprattutto con una rinnovata passione.
Ora, in teoria il blackout in questione non sarebbe ancora del tutto finito. Il fatto è che pochi minuti fa, prima di salire sull’ennesimo treno, mi sono imbattuto nell’oggetto che non avrei mai creduto di vedere. Lui. Esso. Il libro di Fabrizio Corona, quel paventato La mia prigione che cita e offende - posso dirlo, offende? - un certo Silvio Pellico.
Così, lo fotografo, mi avvicino ma non ho il coraggio né di comprarlo né di chiedere quanto costi né - pensate a cosa può giungere il pudore - di sollevarlo per controllare io stesso da chi sia edito e per quanti euro ce lo si possa mettere in tasca (poi scopro che lo ha scritto Deb). E’ lì, lo vedete anche voi, nell’espositore di un’edicola di una stazione, fra un Giallo Mondadori, un’Urania e qualche altro oggetto letterario significativo o meno - a proposito, anche se non c’entra niente: una lettura a Domani nella battaglia pensa a me, Javier Marìas è altamente consigliata, lo confermeranno anche i colleghi di Booksblog -.
Allora mi guardo attorno e aspetto. Aspetto di vedere se accade il miracolo: l’epifania di un acquirente.

Paragonare un Fabrizio Corona qualunque ad un personaggio storico come Silvio Pellico sembrava impossibile, ma il titolo dello speciale a lui dedicato da Diva e Donna qualche settimana fa (lo vedete nella foto) era lo stesso dell’opera più famosa dello scrittore. Sì, perché in un primo momento “Le mie prigioni” pareva dovesse essere anche il titolo del libro del paparazzo più famoso d’Italia, ma fortunatamente una piccola modifica (ora è diventato “La mia prigione”) eviterà a Pellico di rivoltarsi nella tomba. Il libro uscirà nei prossimi giorni: 154 pagine con foto inedite pubblicate da Cairo Editore e in vendita a 4,90 euro, dove il fotografo racconta non solo i suoi 80 giorni di carcere, ma anche parecchi retroscena su personaggi famosi e sulla sua relazione con Nina Moric.
Ieri sono stati resi noti in anteprima alcuni stralci del libro. Eccone qualcuno (da Quotidiano.net):
“Io Fabrizio Corona, figlio del grande giornalista Vittorio, stavo per entrare in galera. Per consolarmi mi ripetevo: sei oggi non vai dietro le sbarre, non sei nessuno”
E ancora, ironicamente (forse):
“Il carcere ti cambia, anche in positivo. Io, per esempio, oltre ad aver modificato il look, in galera ho letto il mio primo libro: “Gomorra” di Roberto Saviano”
Su Simona Ventura:
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